Archivio del novembre 2008

Il simbolismo del cerchio

Il simbolismo del Cerchio ha origini antiche almeno come quelle della stessa umanità: il Cerchio è uno dei simboli fondamentali che si ritrovano in tutte le epoche e in tutte le culture.
La forma richiama il concetto di tutto ciò che è ciclico, come le stagioni e il tempo infinito, lo Zodiaco e lo stesso Cielo. Per lo stesso motivo questo simbolo esprime la perfezione e anche la Divinità, la totalità dell’Universo.
L’intero ordine del Cosmo e la sua armonia possono essere rappresentati con un Cerchio, così come la potenzialità insita nell’origine della vita e la Dea Madre delle antiche culture, emblema della sacralità dell’Eterno Femminino.
Infatti il Cerchio non ha inizio né fine e in questo modo ci parla dell’Eternità. Continua a leggere »

Rinascere con il Rebirthing

Anche se il nostro respiro è quasi sempre automatico, esso è influenzabile dalla nostra volontà: è l’unico dei bioritmi che possa essere modificato volontariamente e, per questo motivo, è il principale mezzo con il quale gli yogi agiscono sulle strutture e sulle funzioni del corpo fisico e dei corpi più sottili.                                                                                                                                                      È noto a tutti come il respiro si modifichi automaticamente in funzione delle situazioni ambientali, delle emozioni, dei pensieri, degli stati di essere. Risulta invece meno chiaro come possa essere viceversa (sic!) e come il respiro possa essere il tramite fra inconscio e coscienza, ed anche il principale veicolo fra la nostra realtà intima ed il mondo esterno. Per comprendere tutto ciò fiumi di parole non valgono un grammo di pratica: si può solo ricordare che, secondo gli insegnamenti dello Yoga, e più in particolare del Pranayama, respirando noi non facciamo solo degli scambi di ossigeno ed anidride carbonica, ma “nutriamo” il nostro essere di “Prana“, ovvero di energia sottile che è vitale quanto e più dell’aria. Continua a leggere »

Odino, l’Appeso

L’Appeso è  l’eroe-vittima che accetta il sacrificio catartico di sé: alla ricerca della vita eterna non teme di affrontare la morte. In virtù della sua offerta, ovvero del suo sacrificio, la sua coscienza diviene completa: alla coscienza “solare” si aggiunge quella “lunare“. La ricerca interiore completa così quella esteriore, anche se solo a duro prezzo.

Il dio nordico Odino, pur di avere la scienza di tutte le cose, sacrificò un occhio e poté quindi bere alla magica fonte “Mìmir“, fra le radici del frassino “Yggdrasil“; in effetti, mentre un occhio restò ad osservare il mondo dei fenomeni esterni, l’altro si rivolse all’interno ad esplorare gli infiniti universi interiori alla ricerca delle profonde radici. Continua a leggere »

“Opportunismo” uraniano

Il senso uraniano dell’opportunismo è spesso giudicato moralmente dando a Urano significati che non gli appartengono.

In realtà il mezzo del senso dell’opportunità (Urano) può essere sfruttato per fini diversi, più o meno leciti, e anche giudicato in modo diverso e soggettivo, suscettibile di variazioni anche notevolissime in base ai tempi, ai luoghi, ai contesti, e perfino alle mode, ma tutto questo riguarda significati simbolicamente associati ad altri pianeti. Continua a leggere »

La dinamica del consumismo nella ruota zodiacale

Zodiaco anticoUn’originale analisi, sociale e psicologica, del consumismo come fenomeno storico dell’Occidente, interpretato senza moralismi alla luce del confronto ciclico ed eterno dei quattro segni fissi dello Zodiaco.

IL CONSUMISMO E LA CROCE A “T” FRA TORO, LEONE E SCORPIONE
Il consumismo viene spesso interpretato come tendenza a fruire di oggetti e di servizi in modo abituale, spesso senza una reale necessità. In quanto comportamento sociale e individuale materialista, può degenerare in smanioso attaccamento alle cose, agli oggetti, ai beni nei quali è possibile addirittura identificarsi, perdendo di vista i valori sui quali dovrebbe invece basarsi il sentimento di autostima. Continua a leggere »

Plutone signore della vita e della morte

Al signore del sottosuolo e dell’oltretomba ben si addice il motto “Vita nella Morte”, per altro ben individuabile come concetto anche nel segno dello Scorpione e nella cosignificante Casa VIII.
L’accostamento delle parole “vita” e “morte”, solo apparentemente opposte, non deve stupire: la vita e la morte sono due aspetti di uno stesso fenomeno che solo le nostre miopi ed arbitrarie categorie non sanno neanche nominare senza equivoci. A dimostrazione di questo, si osservi lo Zodiaco, che non contrappone certo la V Casa all’VIII, ma le inserisce nel contesto quadruplice che comprende la II e la XI, e che coinvolge per cosignificato i segni fissi in una ruota stagionale che rievoca i fasti di un antico Calendario Sacro annuale celebrante i cicli cosmici in sintonia con quelli naturali del nostro pianeta. Continua a leggere »

Elogio della follia di Nettuno

Sarà forse perché è il pianeta della fantasia, sarà perché è l’emblema dell’eterno divenire e del suo Mistero, sarà la mia natura fortemente acquariana che mi fa amare tutto ciò che esula dalla norma, o forse questo omaggio pagano all’energia di Nettuno risponde solo all’esigenza degli archetipi di manifestarsi nelle forme più inconsuete e bizzarre. Spetta, infatti, all’anima nettuniana trasformare gli impulsi profondi dell’ispirazione in espressioni intelligibili all’umanità ed alla parte più razionale dell’individuo, come ricorda Ovidio nelle Metamorfosi: “Et ignotas animum dimittit in artes“.

È così che anche i messaggi, individuali e cosmici, di alta sacralità sono tradotti in manifestazioni artistiche di cui si può cogliere la bellezza e la profondità grazie all’azione mediatica nettuniana, pur non conoscendone l’origine, che rimane ignota ed avvolta da una altrettanto nettuniana fitta nebbia.

Nello stesso modo nasce la genialità, che raramente è disgiunta dalla sregolatezza: entrambe, infatti, originano dalla tendenza a trasgredire regole e codici, ad amare il fantastico, a ricercare lo straordinario in contrapposizione all’ordinaria realtà.

In questo nettuniano abnorme contesto troviamo la fuga dal quotidiano, la quale può assumere varie forme in funzione delle situazioni e della diversa natura dei soggetti: dall’accesa fantasia dei sognatori al gusto per l’avventura, dalla creatività dei geniali innovatori alle sublimi mistiche tentazioni del corpo e dello spirito; riconoscendo di volta in volta le sfumature che sono tipiche dei segni in cui il pianeta è domiciliato o si esalta (Pesci, Sagittario, Acquario). Continua a leggere »

Destino e Libero Arbitrio

Da secoli la filosofia si interroga sui due concetti che appaiono essere alternativi e in forte contrapposizione dialettica.
C’è chi afferma che l’uomo è libero nelle sue scelte e chi invece dice che l’uomo ha un cammino segnato, un destino predeterminato, un futuro già scritto.
La realtà è che il futuro semplicemente “non esiste” (o, meglio, non esiste ancora) e quindi viene determinato attimo per attimo dalla complessità degli eventi attuali secondo l’universale Legge della Causa e dell’Effetto, detta anche Karma. Ciò detto, si può affermare che sia il Destino sia il Libero Arbitrio esistono contemporaneamente: il primo rappresenta le necessità e i condizionamenti che accompagnano un essere umano dalla nascita alla morte, il secondo consiste nelle scelte che ogni individuo compie in ogni istante della propria esistenza secondo diversi gradi di coscienza e di consapevolezza del Sé. Continua a leggere »

Sharma Yogi

Ram Prakash Sharma, meglio conosciuto come Sharma Yogi, è un insegnante spirituale indiano con numerosi discepoli anche in occidente.
Nato nel 1936 nel distretto di Hamirpur, nell’India del nord, si dedicò a studi di storia e di pedagogia e all’insegnamento, conseguendo due lauree e due dottorati di ricerca e seguendo la carriera tipica della casta dei Bramini. Già docente di Yoga presso l’Università di Sagar, è stato anche per quaranta anni responsabile accademico delle scuole, mentre proseguivano i suoi studi classici di Vedanta e di Yoga.

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La Divinità dell’uomo

Un’antica leggenda dell’India afferma che molto tempo fa tutti gli uomini erano Dei.
Essi però abusarono talmente della loro divinità al punto che Brahma, il Signore degli Dei, decise di togliere loro il potere divino e di nasconderlo dove fosse impossibile trovarlo.

Tutti gli Dei furono riuniti in consiglio da Brahma per trovare un nascondiglio adatto per la divinità degli uomini, tale che essi non riuscissero più a trovarla.

Gli Dei minori proposero: “Seppelliamo la divinità dell’uomo nelle profondità più oscure della Terra!“Ma Brahma rispose: “No, non basta, perché l’uomo scaverà e prima o poi la ritroverà“.
Allora gli Dei proposero: “Gettiamo la divinità dell’uomo nel più profondo degli oceani!
Ma ancora Brahma replicò: “No, non è sufficiente, perché prima o poi l’uomo esplorerà anche i fondali di tutti gli oceani, la ritroverà e la riporterà in superficie“.
Gli Dei allora conclusero: “Non sappiamo dove nasconderla, perché non esiste sulla Terra o sul mare
nessun luogo che l’uomo possa raggiungere
“.

Fu così che Brahma prese la sua decisione: “Ecco ciò che faremo della divinità dell’uomo: la nasconderemo nel suo Io più profondo e segreto, perché è il solo posto dove non gli verrà mai in mente di cercarla!

Da quel tempo remoto l’uomo ha compiuto il periplo della Terra, ha esplorato, scalato montagne, scavato la Terra e si è immerso nei mari alla ricerca di qualcosa che si trova dentro di lui.