Il Tarocco di Marsiglia restaurato

Fra i tanti mazzi di Tarocchi oggi in circolazione, il Tarocco di Marsiglia non è certamente quello con le origini più antiche, essendo probabilmente una copia del mazzo parigino stampato da Jean Noblet già nel XVII secolo o di altri mazzi francesi ispirati all’iconografia tradizionale italiana dei secoli precedenti. Tuttavia aver fatto chiarezza su tutte le modifiche di stampa che i Tarocchi marsigliesi hanno subito per circa due secoli, perdendo nelle varie trasformazioni l’esattezza dei particolari grafici, dei colori, della numerazione e dei significati che in origine possedevano, è stata un’impresa di grande valenza storica e tarologica.

Alejandro Jodorowsky, uno fra i più grandi conoscitori del mondo dei simboli dei Tarocchi, ha recentemente completato una ricerca durata quattro anni in collaborazione con Philippe Camoin, erede e discendente diretto della famiglia di tipografi marsigliesi del famoso mazzo. Analizzando le antiche tavole di stampa e venendo a conoscenza di inediti particolari relativi alla storia della fabbricazione degli Arcani ed al loro simbolismo, Jodorowsky è riuscito a risalire alle immagini originarie di tutti i Tarocchi del mazzo, compiendo un’operazione di recupero di grandissimo interesse anche culturale.
È stato così ristampato un mazzo che possiede tutti i particolari del probabile primo originario mazzo di Tarocchi di Marsiglia, di cui si erano perse le tracce e di cui esistevano ormai soltanto le diverse copie con numerosi particolari simbolici errati o addirittura omessi, i quali rischiavano di confondere l’interpretazione stessa dei significati che l’anonimo artista aveva inteso attribuire agli Arcani.

Osservando per esempio l’immagine del Tarocco La Maison Dieu (La Torre), si nota che i due personaggi non sembrano affatto precipitare dall’alto della torre, come si potrebbe pensare guardando la figura di molti altri mazzi: uno sembra che cammini sulle mani come un equilibrista, mentre l’altro addirittura sta uscendo dalla porta sotto una pioggia di coriandoli colorati (si veda la figura allegata). Ciò fa pensare più ad una rappresentazione simbolica o ad una drammatizzazione che non al reale crollo di un edificio. Nello stesso modo si scoprono nuovi particolari interessanti degli altri Arcani, come il colore degli occhi dell’Imperatrice, i due serpenti ai piedi della Temperanza, o l’uovo dell’aquila presso l’Imperatore.

Dal momento che ogni particolare di ogni Lama possiede strette correlazioni con gli altri in un complesso strutturale di grande coerenza, non solo allegorica, la più piccola variazione delle immagini potrebbe produrre confusione nel recepire la globalità del messaggio simbolico: ecco perché l’operazione di Jodorowsky assume anche un enorme significato per tutti i seri ricercatori del simbolismo tarologico.

Giovanni Pelosini



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