Il Tarocco di Marsiglia restaurato

Fra i tanti mazzi di Tarocchi oggi in circolazione, i Tarocchi di Marsiglia non sono certamente quelli con le origini più antiche, essendo probabilmente copie del mazzo parigino stampato da Jean Noblet già nel XVII secolo o di altri mazzi francesi, come quello di Conver, ispirati all’iconografia tradizionale italiana dei secoli precedenti. Ne esistono numerose versioni prodotte in Francia e in Svizzera soprattutto nel XVIII secolo, che all’epoca erano chiamati “Tarocchi italiani”, prendendo finalmente il nome di Tarocchi di Marsiglia soltanto nel 1930 e diventando nel tempo popolarissimi in tutto il mondo.

Alejandro Jodorowsky, uno fra i più profondi conoscitori del mondo dei simboli dei Tarocchi, nel 1997 ha completato una ricerca durata quattro anni in collaborazione con Philippe Camoin, erede e discendente diretto della famiglia di tipografi marsigliesi del famoso mazzo. Analizzando le antiche tavole di stampa e venendo a conoscenza di inediti particolari relativi alla storia della fabbricazione degli Arcani e al loro simbolismo, Jodorowsky ha riprodotto una versione del mazzo detto “Conver” con colori e particolari diversi dai mazzi di Tarocchi Marsigliesi tradizionali tuttora in commercio.

Al di là del giudizio storico sulla dichiarata operazione di recupero, la geniale creatività dell’artista ha prodotto un mazzo che è comunque di grande interesse simbolico. Anche se probabilmente questa non è la riproduzione fedele del primo originario mazzo di Tarocchi di Marsiglia, si tratta in ogni caso di un mazzo ricco di colori e simboli inediti, pieno di suggestioni e di nuove ipotesi interpretative degli Arcani.

Osservando per esempio l’immagine del Tarocco La Maison Dieu (La Torre), si può notare che i due personaggi non sembrano proprio precipitare dall’alto della torre, come in genere si pensa: uno sembra che cammini sulle mani come un equilibrista, mentre l’altro addirittura sta uscendo dalla porta sotto una pioggia di coriandoli colorati. Ciò fa pensare più a una rappresentazione simbolica o a una drammatizzazione che non al reale crollo di un edificio. Nello stesso modo si scoprono nuovi particolari interessanti degli altri Arcani, come il colore degli occhi dell’Imperatrice, i due serpenti ai piedi della Temperanza, o l’uovo dell’aquila presso l’Imperatore.

Giovanni Pelosini



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