Il Codice dello Zodiaco Da Vinci

Le simbologie sacre ricorrono spesso al numero 12 e non devono stupire le analogie fra i dodici segni dello Zodiaco, i mesi dell’anno, le Tribù di Israele ed il numero degli apostoli di Gesù, così come ricordato dalla tradizione cristiana. Lo studioso di astrologia Sementowsky Kurilo già ipotizzò che Leonardo da Vinci abbia voluto raffigurare nel suo Cenacolo ciascuno dei dodici apostoli in perfetta corrispondenza con i segni e con i pianeti fino ad allora conosciuti.
Un’ipotesi che appare plausibile se si pensa agli interessi esoterici che Leonardo coltivava con altri grandi personaggi dell’epoca, quali l’autore della Divina Proporzione Luca Pacioli, Leon Battista Alberti, Niccolò Cusano, Fabio Cardano, Girolamo Melzi. L’artista, come altri grandi uomini del suo tempo, visse sempre in bilico fra scienza e magia, fra mistica religiosa ed eresia, fra neoplatonismo ed ermetismo, nel connubio sincretistico dell’umanesimo che fiorì nelle corti signorili e fra gli intellettuali dell’Italia rinascimentale anche grazie alle opere di Marsilio Ficino.
Analizzando astrologicamente il Cenacolo, possiamo interpretare la lunga tavola imbandita come uno sviluppo lineare del cerchio zodiacale, in cui l’asse degli Equinozi viene a coincidere con la linea che unisce l’osservatore alla figura centrale di Gesù, formando una ideale croce con la tavola stessa.
Il progredire antiorario dei segni zodiacali viene quindi ad essere letto con la modalità usata da Leonardo anche nei suoi scritti più riservati, cioè da destra verso sinistra, cominciando ovviamente dal segno dell’Ariete, nel quale cade la Pasqua.
Si noti inoltre che gli apostoli sono riuniti dietro la tavola in quattro significativi gruppi di tre persone, a rappresentare le stagioni, con Primavera ed Estate a destra (che è la parte più luminosa del dipinto), mentre Autunno ed Inverno sono a sinistra (la parte più in ombra).

ARIETE

All’estremità destra del tavolo vediamo Simone Zelota che discute animatamente con i due vicini. In analogia con le simbologie del pianeta Marte e con l’Elemento Fuoco, questo apostolo era un militante del movimento nazionalista degli Zeloti, che propugnava la lotta armata contro i Romani. Leonardo lo dipinge con un simbolico mantello rosso e con una gestualità energica ed impulsiva, che esprime volontà.

TORO

Giuda Taddeo è il secondo apostolo, di corporatura massiccia, con il tipico collo taurino e le larghe spalle, il viso rotondo ed i capelli folti, dono di Venere. La postura ed il gesto della mano lo caratterizzano come un rappresentante di questo segno di Terra, stabile e concreto, poco propenso a rinunciare alle proprie certezze.

GEMELLI

Molto mobile e giovanile come Mercurio è raffigurato Matteo, l’apostolo ex esattore delle imposte, imberbe e quasi efebico, con le braccia e le mani in grande evidenza secondo le tradizionali analogie anatomiche con il segno zodiacale. Nervosamente protende il corpo snello verso destra, in un movimento leggero che solo questo segno d’Aria sa così bene interpretare.

CANCRO

Il volto di Filippo tradisce una grande tensione interiore e tutta l’emotività di questo segno d’Acqua. E’ l’apostolo che spesso fa domande ansiose al Maestro. La Luna lo domina e lo rende sensibile: Leonardo lo dipinge con un’espressione addolorata e le mani ripiegate sul petto a significare introversione ed intima sofferenza, ma nessuna intenzione reattiva.

LEONE

La figura di Giacomo Maggiore, dal carattere impetuoso come il fratello Giovanni, esprime fierezza con lo sguardo ed i tratti del volto decisi, e grande nobiltà d’animo e lealtà con l’ampia apertura delle braccia. Questo gesto è in manifesta contrapposizione con quello del vicino Filippo, che, al contrario, con le braccia simboleggia una chiusura. L’estroversione del segno di fuoco e la sua solarità sono rappresentate anche dall’evidenza anatomica del plesso solare e del petto, oltre che dalla capigliatura fluente.

VERGINE

Leonardo rappresenta la pedante puntigliosità di questo segno di Terra dominato da Mercurio con un gesto espressivo di Tommaso, apostolo che si farà ricordare per il suo scetticismo razionale e per aver accettato il miracolo della Resurrezione di Gesù solo dopo averne toccato con mano le ferite.
Il personaggio del dipinto solleva l’indice destro in atteggiamento fortemente critico, quasi volendo contestare la verità di quanto ha appena appreso.

BILANCIA

Il colore verde del mantello dell’evangelista Giovanni (ovvero di Maria Maddalena, secondo la versione più esoterica) è un’evidente allusione a Venere. Anche i tratti miti e femminili dell’apostolo ricalcano i canoni di bellezza classica ed armonica, tipici di questo pianeta che domina il segno d’Aria. Con la Bilancia inizia la parte dell’anno più oscura, e ciò è rappresentato dallo sfondo, che da qui in poi si fa meno luminoso.

SCORPIONE

Leonardo raffigura Giuda Iscariota con la faccia in ombra e seminascosta, mentre timidamente si ritrae: l’apostolo tiene il sacchetto con i famosi trenta denari con la mano destra, mentre con la sinistra sta per prendere un pezzo di pane, così come Gesù ha appena profetizzato (Giovanni, XIII, 26). La natura ombrosa e problematica di questo segno d’Acqua lo mette in analogia con la necessità del sacrificio, che, secondo un testo gnostico recentemente ritrovato in Egitto, Gesù stesso avrebbe personalmente richiesto a Giuda, l’unico apostolo in grado di comprendere la profonda natura esoterica dell’insegnamento del Maestro, il cui corpo materiale è destinato a morire: ” … tu sacrificherai l’uomo che mi riveste” (Vangelo di Giuda, 56).

SAGITTARIO

L’apostolo fondatore della Chiesa, Pietro, si alza e si sporge con irruenza verso destra. L’energia di Giove, signore di questo segno di Fuoco, lo fa muovere oltre il seggio che gli è assegnato e lo pone in ottava posizione, oltre Giuda, che, al contrario, si ritrae. Pietro stringe minacciosamente un coltello con la mano destra e pone la sinistra sulla spalla di Giovanni, chiedendo sottovoce di sapere chi sarà il “traditore”, non immaginando che sarà lui stesso a rinnegare per ben tre volte (numero dal significato inequivocabile) di lì a poche ore. Sembra quasi che Leonardo sia stato a conoscenza del contenuto del vangelo gnostico ed abbia volutamente creato ambiguità nelle corrispondenze astrologiche di Giuda e di Pietro, l’unico personaggio dell’affresco armato di un marziale coltello.

CAPRICORNO

Austero e severo, con la bianca barba che subito richiama Saturno, Andrea è raffigurato correttamente come il più anziano degli apostoli ed il più adatto ad interpretare il ruolo di questo segno di Terra. Alla drammatica notizia del tradimento, l’affidabile discepolo mantiene il controllo e, con il gesto delle mani, sembra invitare alla ponderazione evitando di compiere gesti impulsivi, rivolgendosi evidentemente a Pietro, di cui vede la mano armata.

ACQUARIO

Giacomo Minore era chiamato “il giusto” ed era molto stimato in Gerusalemme. Nel dipinto è l’unico apostolo che, senza agitarsi, continua ad abbracciare il compagno che ha al fianco: la mano destra è sul braccio di Andrea e quella sinistra allungata sopra le sue spalle fino quasi a raggiungere Pietro. Qui Leonardo ha voluto probabilmente evidenziare la natura distaccata del segno d’Aria, che diplomaticamente non si espone, ma anche il suo forte senso dell’amicizia e dell’appartenenza al gruppo, che intende mantenere unito in uno dei momenti più delicati e drammatici.

PESCI

All’estrema sinistra l’artista ha raffigurato Bartolomeo come ultimo apostolo della serie, con una veste del colore del mare ed un nodo sulla spalla che somiglia ad una conchiglia: simboli adatti a questo ondivago segno d’Acqua. Come Pietro si protende verso il centro della scena, ma, più indeciso, sembra attendere gli sviluppi della situazione quasi in bilico, mentre osserva tutti i compagni. L’energia di Giove lo rende robusto e cordiale.

Giovanni Pelosini

(pubblicato in «Il Segno di Branko», marzo 2008)

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