Archivio del 13 marzo 2011

Un Orologio senza Orologiaio? (di Lorenzo F.L. Pelosini)

Vorrei stavolta, col vostro permesso, spingermi dove non mi sono mai finora spinto, in un argomento che è tanto ostico quanto controverso: l’origine e il fine ultimo dell’Universo. Già vi sento obbiettare, ma placate gli animi, cari lettori: oggi più che mai, pur nella mia mania di onnipotenza (e onniscienza, beninteso), ho solo domande (e forse qualche ipotesi) da portare alla vostra attenzione. Di recente mi imbatto sempre più spesso e, ne sono certo, non a caso in opere che indagano il grande mistero dell’essere e cercano di tracciare una mappa, o almeno un’equazione che confuti l’Eternità e l’Infinito. Nell’arco della mia vita mi sono inchinato di fronte all’immensità espressiva della Divina Commedia, forse la più grande opera letteraria mai scritta, e di 2001 Odissea nello spazio, che è forse quanto di più alto ed intenso sia mai stato tentato nell’ambito del Cinema. Credo che questi capolavori, insieme ad una ristretta cerchia di fratelli, tra i quali porrei senz’altro le opere di Mozart e più o meno tutta la bibliografia di Shakespeare, calino nel finito l’infinito arcano, come gli ottantotto tasti di un pianoforte ci danno accesso ad infinite melodie. È da queste due opere, che io sento più vicine di altre non meno degne di nota, che ho iniziato la mia indagine. Si dà il caso però, che un’altra geniale opera letteraria si sia di recente imposta alla mia attenzione. Un fratello minore, potremmo dire (almeno per la differenza d’età), che rappresenta non di meno il punto più alto finora raggiunto dall’arte a fumetti: parlo, naturalmente, del già citato graphic novel di Alan Moore Watchmen. Continua a leggere »