Archivio del aprile 2011

Primo maggio: La Tenebrosa Notte di Valpurga e il Radioso Calendimaggio

La notte fra il 30 aprile ed il primo maggio è chiamata Notte di Valpurga e si dice che sia uno speciale momento dell’anno in cui gli invisibili confini fra i mondi possano essere attraversati; la notte in cui si fanno schioccare le fruste, si suonano campane e sonagli per scacciare i demoni, si fabbricano bacchette magiche con rami di nocciolo, e si accendono simbolici fuochi protettivi. Nelle leggende tradizionali germaniche si narra di raduni di streghe e di diavoli sulle cime dei monti, come i demoniaci Sabba che erano celebrati soprattutto nella notte fra sabato e domenica. Nei Sabba si diceva che le streghe, cosparse di unguenti magici, potessero volare e trasformarsi in animali, cavalcare scope nel cielo scuro della notte, evocare Satana e radunarsi per celebrare riti demoniaci e compiere malefici. Continua a leggere »

Come Usare il Mazzo di Tarocchi

Introduzione alla Cartomanzia (11)

Come usare il mazzo di Tarocchi

Molti si chiedono quale sia il miglior modo di comportarsi con il proprio mazzo di Tarocchi. Alcuni lo custodiscono gelosamente senza mai farlo toccare a nessuno, altri preferiscono ricorrere a riti particolari per meglio interpretare le carte, altri ancora non adottano alcun metodo particolare. Credo che, in questo come in altri casi, sia utile fare quello che il proprio istinto suggerisce, anche se, a mio parere, è comunque importante avere una certa cura del proprio mazzo personale. Per esempio, anche se non è necessario riordinare il mazzo dopo ogni lettura o meditazione, non è male farlo ogni tanto per riorganizzare le energie e ben predisporsi a una nuova interpretazione; e ovviamente non è male custodirlo al riparo dalla polvere e dagli sguardi indiscreti. Continua a leggere »

Firenze, 7 maggio 2011: La Mano che Cura

 

Patrizia Sanvitale presenta

La Mano che Cura

Firenze, Palazzo Vecchio, Sala delle Miniature

Sabato 7 maggio 2011, ore 10.30

Patrizia Sanvitale, giornalista, sociologa e donna sensibile e aperta, con questo libro mette in evidenza il ruolo della mano e dell’arte del tocco come un vero e proprio mestiere di elevato livello a favore della salute. Il testo è correlato da 30 ritratti eseguiti dall’affermata fotografa Laila Pozzo. Il libro è edito da Marsilio Editore a cura della Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte. Continua a leggere »

Pescara, 6 maggio 2011: Schiavi degli Dei di Biagio Russo

Presentazione del libro

Schiavi degli Dei

L’Alba del Genere Umano

di Biagio Russo

Pescara, Via delle Caserme, 22

Caffè Letterario Pietro Barberini – Museo delle Genti d’Abruzzo

Venerdì 6 maggio 2011, ore 17.30 – 19.30

Introduce Licio De Biase, Presidente del Consiglio comunale di Pescara Continua a leggere »

L’Era del Toro

L’Era del Toro (1997)

Mi piacciono i falchi che solcano il vento.

Mi piace guardare l’azzurro del mare.

Se l’arida terra mi copre le mani,

mi piace lavarle nell’acqua di fonte.

Del fieno tagliato mi piace l’odore,

del magico fuoco il vivace colore.

Mi piace del sole d’aprile il tepore.

Mi piace guardare le nuvole in cielo.

Mi piacciono i falchi che solcano il vento.

Giovanni Pelosini

Così sogniamo essere stata intorno a 5000 anni fa la primordiale civiltà agricola nel continente euroasiatico: un mondo bucolico fatto di Terra, Acqua, Aria e Fuoco ritmato dai cicli stagionali, rispettoso della sacralità della natura, pieno di profumi e di colori. Poter e saper ancora gustare il piacere di vedere un falco solcare il vento, di sentire l’odore del fieno appena tagliato e il tepore del sole primaverile sulla pelle, di osservare il mare azzurro dalle dolci colline coltivate è un bene raro e prezioso: un legame con le proprie radici, con la Terra che ancora ci accoglie e ci nutre, con noi stessi.

(Nell’immagine: uno dei due gheppi nati nel 2010 su un cipresso a venti metri dalla mia casa in uno dei suoi primi voli).  GP

Roma, 30 aprile-18 maggio 2011: Progetto Tarocchi a Mondo Bizzarro

TAROT (group show)

a cura di Alessia De Filippi

30 aprile – 18 maggio 2011

Roma, Mondo Bizzarro Gallery, V. Reggio Emilia, 32 c/d

Monday/Saturday h12:00-20:00 – Sunday 16:00-20:00

Info: tel/fax 0039.06.44247451

La galleria underground romana ospita una mostra di 22 opere di 22 giovani artisti contemporanei sugli Arcani Maggiori dei Tarocchi. In alternativa ai mazzi tematici di uno stesso autore, una tale operazione artistica è già stata sperimentata con successo dal Museo Internazionale dei Tarocchi con la serie di cinque mazzi di Trionfi LiteraTarot (uno per continente) e con i Tarocchi Alchemici curati da Maurizio Vitiello nel 2007. Tale formula è sempre stata una grande occasione di confronto culturale, artistico e simbologico, stimolando gli autori a verificare nel loro profondo la realtà e la capacità espressiva dei vari archetipi.  L’antica saggezza e la carica simbolica degli Arcani si realizza così in modi differenti ed unici, come unica è sempre un’opera d’arte, ma sempre ispirati dalle antiche iconologie. Continua a leggere »

Simbolismo della Croce

L’antichissimo simbolo universale della croce ha origini preistoriche e diffusione pressoché mondiale nelle varie culture e tradizioni conosciute. Soltanto negli ultimi due millenni ha assunto una specifica pregnanza in ambito cristiano, essendo il principale emblema riconosciuto di questa religione.

In origine è assai probabile che due linee o bracci incrociati perpendicolarmente fossero il simbolo dell’incontro delle energie contrapposte del dualismo cosmico. In analogia con altri simboli più complessi, la linea orizzontale rappresentava il principio femminile, mentre quella verticale era l’emblema del principio maschile. Continua a leggere »

San Marino, 30 aprile-1 maggio 2011: Psicologia Tantrica

IMDON presenta

Vittoria Fornari

Psicologia Tantrica e Transpersonale

Seminario monotematico di Naturopatia Olistica

Sabato 30 aprile e Domenica 1 maggio 2011, ore 9-19

San Marino, Via XXVIII luglio 211, Borgo Maggiore, int. 13

Info e prenotazioni: tel. 334.8757054 / 339.4080247 Continua a leggere »

Quadrimensionalmente (di Lorenzo F.L. Pelosini)

Il mistero più grande che ci offre l’Universo non è la vita, ma la dimensione”, disse L’Uomo in Nero al Pistolero.

Immaginate, se potete, di viaggiare attraverso miliardi di stelle che vorticano avvolte in un moto spiralico a formare una galassia. Ecco poi che vi si para davanti un’altra galassia e un’altra ancora, come tanti mulinelli di sabbia argentata che si estendono a perdita d’occhio nel buio. Se vi allontanate abbastanza, scoprirete che anch’essi ruotano placidamente come una miriade di pulviscoli luminosi attorno ad un nucleo, un fitto agglomerato di cristalli. E se vi distanziate ancora noterete che quell’ammasso non è che un puntino appena visibile in un’infinita pioggia di scintille. Ed ora arrivate alla parte più difficile: provate a realizzare che in quell’infinità non c’è un oggetto, un corpo o un evento che sia uguale ad un altro, ogni singola manifestazione è unica e irripetibile. Non è già troppo questo quadro? Non cozza fin da ora colla nostra percezione del quotidiano, con l’idea sterile e ristretta che ci siamo fatti del mondo?

Eppure possiamo andare ancora più oltre. Possiamo pensare quadrimensionalmente, come diceva Doc in Ritorno al Futuro. Continua a leggere »

Fratelli d’Italia, Simboli e Storia dell’Inno di Mameli

Il 17 marzo 2011 è stato celebrato il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Fu, infatti, nel 1861 che fu proclamato il Regno d’Italia, dopo la seconda Guerra d’Indipendenza, l’avventurosa campagna di Garibaldi, i plebisciti e le favorevoli circostanze politiche internazionali. Una vera e propria unificazione nazionale, al di là della comune lingua e cultura, però aveva necessità di simboli: uno fu il vessillo tricolore verde, bianco e rosso, che i patrioti italiani avevano cominciato ad usare fin dal periodo napoleonico; l’altro avrebbe dovuto essere un inno in cui riconoscersi. Giuseppe Garibaldi dimostrò di aver compreso bene il grande valore simbolico di un inno nazionale, di parole e musica che fossero portatrici di un condiviso senso di unità e che, come fanno i simboli propriamente detti, parlassero direttamente e con immediatezza al cuore dei cittadini e dei soldati, non tanto alla loro mente razionale. Il generale a questo proposito scrisse: “Perché i nati sotto il cielo d’Italia non abbisognano dell’estraneo per redimersi, ma d’unione e d’un inno, che li colleghi, che parli all’anima dell’Italiano coll’eloquenza del fulmine! la potente parola del riscatto”. Continua a leggere »