Archivio del 15 giugno 2011

Fermate il Cervello, Voglio Scendere! (di Lorenzo F.L. Pelosini)

Mi piace definirmi un intellettuale. Non un artista né tanto meno un genio (anche se mi piacerebbe. Per cui se mi trovate in giro per strada, cari lettori, sentitevi liberi di esordire con entusiastiche esclamazioni tipo: “Oh mio Dio, ma tu sei quel genio visionario dall’aspetto e profumo tutt’altro che sgradevoli che scrive quei meravigliosi articoli!”), ma so che le mie modeste abilità e le mie “creazioni” sono esclusivamente frutto del lavoro del mio intelletto. E non ci sarebbe niente di male, se non fosse per il fatto che questo porta me ed altre persone con le mie stesse propensioni ad adagiarsi e a chiudersi nei luoghi interiori che appaiono come i più confortevoli, e ad identificarsi con essi.

In pratica mi sono accorto che, salvo rare eccezioni, negli ultimi anni non sono mai uscito dal mio cervello. La maggior parte delle persone ha una naturale propensione all’azione, vive e opera nel mondo ogni giorno identificandosi con le gambe che corrono, coi polmoni che si dilatano o con la voce che grida o canta. Per noi persone cerebrali risulta invece difficile abbandonarci a momenti di vibrante sensibilità fisica dimenticando l’onnipresente voce narrante della mente che accompagna e commenta ogni gesto ed ogni azione, talvolta donando, altre volte sottraendo come un ladro o un vampiro la poesia dell’attimo. Ci scopriamo così inadatti alla vita, come diceva Pasolini.

Questo perché, come dice Woody Allen, “il sangue circola in tutto il corpo, gira, conosce, sa cos’è la vita, invece qui (nella testa) c’è la materia grigia, che giace lì a pensicchiare”. Continua a leggere »