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	<title>Giovanni Pelosini &#187; Arti creative</title>
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	<description>tarologia, astrologia, simboli, yoga e arti creative</description>
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		<title>Bologna, 4 febbraio 2012: Inferi in Arte per Arte Fiera Off</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 14:58:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pelosini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Bologna Magica Inferi in Arte per Arte Fiera Off Visite misteriose, Esposizioni, Video-proiezioni tra Superficie e Sotterranei Sabato 4 febbraio 2012, ore 20.30 Bologna, Serraglio del torrente Aposa, via Rubbiani, angolo viale Panzacchi Info e prenotazioni: tel. 051.0474235 &#8211; 051.916563 &#8211; 348.8138815 Un percorso sulla nascita dei Tarocchi a Bologna realizzato con l&#8217;esposizione di 22 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><em><strong><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Luna-Tarocchi-dei-Gufi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-9436" style="margin: 0px 10px 0px 0px;" title="Luna, Tarocchi dei Gufi" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Luna-Tarocchi-dei-Gufi.jpg" alt="" width="267" height="348" /></a>Bologna Magica</strong></em></p>
<h1 style="text-align: center;">Inferi in Arte per Arte Fiera Off</h1>
<h2 style="text-align: center;">Visite misteriose, Esposizioni, Video-proiezioni tra Superficie e Sotterranei</h2>
<p style="text-align: center;">Sabato 4 febbraio 2012, ore 20.30</p>
<p style="text-align: center;">Bologna, Serraglio del torrente Aposa, via Rubbiani, angolo viale Panzacchi</p>
<p style="text-align: center;">Info e prenotazioni: tel. 051.0474235 &#8211; 051.916563 &#8211; 348.8138815</p>
<p>Un percorso sulla nascita dei Tarocchi a Bologna realizzato con l&#8217;esposizione di 22 arcani maggiori originali, realizzati dall&#8217;artista <strong>Mariarita Frazzoni</strong> che collabora da anni con il <em>Museo Internazionale dei Tarocchi</em>.<span id="more-9428"></span></p>
<p>Ventidue sono le strade, così come lo sono le manifestazioni dell&#8217;essere nella storia. 22 sono le lettere che esprimono il mondo, coniando un nuovo alfabeto da decifrare. 22 sono gli arcani maggiori dei Tarocchi, un cammino iniziatico o forse solo un gioco di vita che illumina il percorso di Bologna, colei che non si svela, città antica e paziente, che mostra l&#8217;accoglienza come attributo venusiano e il segno del Toro come archetipo divino dell&#8217;Acqua sacra e rigeneratrice che diviene poi Terra magica, cioè <em>Bologna Magica</em>.</p>
<p>L&#8217;itinerario guidato si svolge tra l&#8217;interno del Serraglio dell&#8217;Aposa ed il sotterraneo, dove ci si inoltra per conoscere l&#8217;iconografia dei Tarocchi bolognesi. Nel particolare scenario offerto dal Serraglio, verranno mostrati al pubblico i Tarocchi <em>Al Top-Bologna Magica</em> di Mariarita Frazzoni in grande formato e di notevole valore artistico, che prendendo spunto dai soggetti tipici dei tarocchi li reinterpretano in chiave “sotterranea e medievale”.</p>
<p>L’artista Frazzoni nasce come illustratrice per ragazzi, fino a percorrere una ricerca profonda e sensibile attraverso lo studio e la sperimentazione di differenti materiali. Il racconto incantato di <em>Bologna Magica al Top</em> è ambientato nel Medioevo cittadino ed è raccontato da piccoli topini che diventano i cantastorie dei segreti bolognesi per scoprire le magie di una città davvero incantata. Si tratta di un&#8217;occasione per esplorare le storie magiche relative a una Bologna misteriosa e nascosta, attraverso l&#8217;arte, la magia e la stregoneria.</p>
<p><strong>Posti limitati, prenotazione obbligatoria</strong></p>
<p><strong>Durata 1.30h circa</strong></p>
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		<title>Intuire (di Lorenzo F.L. Pelosini)</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 18:40:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pelosini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti creative]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
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		<description><![CDATA[Ben ritrovati, amici! È passato un po’ di tempo, ma sono contento di essere di nuovo su questo blog. Nelle settimane trascorse senza questa piccola preziosa pagina di sfogo, avevo dimenticato quanto mi fosse utile condividere con voi i miei pensieri. Allora, oggi vorrei parlarvi, appunto, di un’intuizione che ho avuto. Immagino che quelli di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Contact.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-8320" style="margin: 0px 10px 0px 0px;" title="Contact" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Contact.jpeg" alt="" width="286" height="282" /></a>Ben ritrovati, amici! È passato un po’ di tempo, ma sono contento di essere di nuovo su questo blog. Nelle settimane trascorse senza questa piccola preziosa pagina di sfogo, avevo dimenticato quanto mi fosse utile condividere con voi i miei pensieri. Allora, oggi vorrei parlarvi, appunto, di un’intuizione che ho avuto. Immagino che quelli di voi che hanno letto <a title="Il Fantarealismo" href="http://www.giovannipelosini.com/2009/08/il-fantarealismo-di-lorenzo-fl-pelosini/"><em>Il Fantarealismo</em></a> già conoscano le mie opinioni riguardo all’immaginazione e al suo ruolo “creazionistico”, ma oggi vorrei parlare dell’intuizione.</p>
<p>Di recente ho pensato ai grandi innovatori che hanno fatto la storia, geni appartenenti a tutti i campi della scienza, della politica, dell’arte, persone che avevano portato avanti con ostinazione propositi folli per tutta la vita.<span id="more-8318"></span> Ho pensato ad <strong>Einstein</strong>, <strong>Picasso</strong>, <strong>Galileo</strong>, <strong>Giordano Bruno</strong> e ho pensato a <strong>Don Chisciotte</strong>. Sebbene quest’ultimo sia frutto dell’inchiostro di <strong>Cervantes</strong>, è a buon diritto il capostipite di tutti i perseveranti sognatori e di tutti gli idealisti folli. Tutti questi uomini sono andati contro le credenze del secolo in cui sono vissuti, incrinandone, talvolta frantumandone come uno specchio, la validità. Immagino, forse idealizzandoli, che un giorno si siano svegliati e quella inquietudine eterea che li animava da sempre abbia di colpo trovato uno sfogo, un corpo, un canale. Avevano capito dove cercare l’errore di calcolo della loro epoca. Ebbene, <strong>Einstein</strong> aveva passato i primi anni della sua vita venendo considerato solo un povero teorico perso nel suo mondo di matematica pura, ma a soli ventisei anni di età, cambiò per sempre la visione del mondo e quattordici anni più tardi, grazie agli esperimenti di <strong>Eddington</strong>, la sua <em>Teoria della Relatività</em> generale venne provata: si dimostrò che lo spazio era curvo. L’universo gli aveva dato ragione, e il giovane fisico poteva esibirsi nella più famosa linguaccia della storia moderna: “<em>Alla faccia vostra, retrogradi! Avevo ragione io!</em>”</p>
<p>Ma poi ho pensato a <strong>Galileo</strong>. Considerando l’epoca, non aveva meno prove di Einstein a sostegno delle sue teorie astronomiche, ma prima che il suo lavoro, molto tempo dopo, divenisse il fondamento dell’alba dell’era scientifica, fu condannato per eresia dal Santo Uffizio e costretto all’abiura. Sapeva di essere nel giusto, ma il mondo tardò a comprendere e ad accettare il suo genio. Un suo contemporaneo, <strong>Giordano Bruno</strong>, negli stessi anni ipotizzò nei suoi trattati filosofici l’infinità dell’universo e la <a title="Esobiologia" href="http://www.giovannipelosini.com/2008/12/plausibilita-dellesobiologia/">pluralità dei mondi</a>. Fu bruciato in <em>Campo dei Fiori</em> come eretico. Solo trecento anni più tardi, le sue teorie sul cosmo furono rivalutate come assolutamente valide. Bruno non era uno scienziato, le sue teorie non derivavano da un osservazione empirica, ma dalla semplice intuizione filosofica.</p>
<p>Lasciate ora che vi proponga come di consueto la solita digressione cinematografica. Per farlo dovrò svelare il finale di un film: <em>Contact</em> di <a title="Omaggio a Robert Zemeckis" href="http://www.giovannipelosini.com/2010/07/castelnuovo-berardenga-17-25-luglio-2010-omaggio-a-robert-zemeckis/"><strong>Robert Zemeckis</strong></a>. Nel film suddetto la protagonista, tale dottoressa Arroway, scienziata razionale e scettica, ma determinata a stabilire un contatto con un’altra civiltà, viene scelta come pilota di una navicella costruita sulla base di una trasmissione aliena che dovrebbe condurla alla fonte del segnale. La navicella parte, lei attraversa un buco spazio temporale e si trova a vivere un’esperienza inimmaginabile che la cambierà profondamente e che io non specificherò. Sta di fatto che al suo ritorno, sulla Terra è passato un solo nanosecondo dalla sua partenza e il viaggio non è stato registrato dagli strumenti. Così la povera dottoressa viene accusata di aver sognato tutto o peggio di aver messo su una gigantesca montatura. In tribunale, di fronte alle accuse dei suoi colleghi, la dottoressa si ritrova, in contrasto con la sua stessa mentalità, a fare la parte della mistica, sostenendo con fermezza un’esperienza che non può negare di aver vissuto, pur non potendo provare né agli altri né a se stessa di averlo solo immaginato.</p>
<p>Mi sono chiesto allora: dov’è situato veramente il confine della scienza se non nel tempo? <strong>Jules Verne</strong> nel 1865 immaginò un viaggio sulla Luna che all’epoca era follia inattuabile, ma è anche grazie a ciò che lui ha scritto che, un secolo più tardi, quella fantasia era divenuta realtà. La differenza fra un’artista e uno scienziato è che l’artista si muove nel campo del bello e del brutto, ma mai in quello del torto o della ragione, anche perché, come diceva <strong>Adorno</strong>, “<em>l’arte è magia, liberata dalla menzogna di essere verità</em>”. Le opere di <strong>Escher</strong>, <strong>Miro</strong> o di <strong>Dalì</strong> sono quindi straordinariamente evocative e del tutto nuove, originali e sintomatiche di una psiche che percepisce il mondo in modo unico ed inimitabile, ma ciò non implica che in esse vi sia verità oggettiva. Mi viene da pensare tuttavia a cosa accadrebbe se fra cento o mille anni si scoprisse che in dimensioni attigue alla nostra, la struttura geometrica dei corpi si sviluppa in modo del tutto simile a quello suggerito dal Cubismo di <strong>Picasso</strong>. Questo non renderebbe il pittore spagnolo di gran lunga più lungimirante di quanto già non appaia? Certo, è un’ipotesi paradossale, ma di fatto non priva di senso, se manteniamo una mentalità aperta.</p>
<p>Abbiamo già avuto prova di come la filosofia, persino l’arte, siano poi divenute la scienza del futuro. Molte delle intuizioni che abbiamo, per quanto assurde e attualmente prive di riscontro empirico, potrebbero in realtà essere le prime parole o immagini di un messaggio che inconsciamente percepiamo dal cosmo. Non avendo ancora le capacità o i mezzi per provarlo o addirittura per razionalizzarlo ed esprimerlo a parole, potremmo intanto imprimerlo nell’unico mezzo che non necessita di essere vero per esistere: l’arte; sotto forma, magari, di una tela piena di scale impossibili e paradossi visivi di ogni genere. Forse non avremo la fortuna di Einstein e non saremo lì per vedere la nostra idea divenire realtà e verremo dimenticati o considerati per anni, o secoli, o millenni, dei folli Don Chisciotte che corrono a lancia spianata contro i mulini a vento, ma con un po’ di fortuna, il nostro lavoro, di cui siamo stati artefici tutt’altro che consapevoli, potrebbe tornare alla luce e i cerchi concentrici creati da quel sasso che colpisce l’acqua della nostra percezione come la mela sulla testa di <strong>Newton</strong> potrebbero espandersi fino a intersecarsi con altre circonferenze generate in altri <em>Dove</em> e in altri <em>Quando</em> da un input non dissimile dal nostro e altrettanto apparentemente folle, creando così una parvenza di sapere oggettivo, che con altrettanta fortuna, potrà essere scardinato e sovrascritto all’infinito da una forma di conoscenza sempre più perfetta.</p>
<p>Lorenzo F.L. Pelosini</p>
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		<title>I Tarocchi di Pelosini (di Federica Lessi)</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 18:09:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pelosini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Rassegna Stampa (&#8230;) Dopo l&#8217;esordio nazionale a Bologna, casa del disegnatore Giuseppe Palumbo, le misteriose tavole esoteriche arrivano nel luogo dove sono state concepite. Pelosini, infatti, tarologo e studioso di simbologia e esoterismo, vive a Casale e lavora spesso con autori nostrani come I Santini Del Prete o Roberto Granchi. Per la sua ultima creazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Giustizia-Tarocchi-Spirale-Mistica.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-9161" style="margin: 0px 10px 0px 0px;" title="Giustizia - Tarocchi Spirale Mistica" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Giustizia-Tarocchi-Spirale-Mistica.jpg" alt="" width="221" height="400" /></a>Rassegna Stampa</h2>
<p>(&#8230;) Dopo l&#8217;esordio nazionale a Bologna, casa del disegnatore <strong>Giuseppe Palumbo</strong>, le misteriose tavole esoteriche arrivano nel luogo dove sono state concepite. Pelosini, infatti, tarologo e studioso di simbologia e esoterismo, vive a Casale e lavora spesso con autori nostrani come <a title="I Santini Del Prete" href="http://www.giovannipelosini.com/2009/01/gli-improbabili-binari-dei-santini-del-prete/"><strong>I Santini Del Prete</strong></a> o <strong>Roberto Granchi</strong>. Per la sua ultima creazione &#8220;<a title="Tarocchi della Spirale Mistica" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__tarocchi-della-spirale-mistica.php?pn=2300" target="_blank"><strong><em>I Tarocchi della Spirale Mistica</em></strong></a>&#8221; ha incontrato il talento e la passione di Palumbo, illustratore di celebri fumetti come <em>Martin Mystère</em> e <em>Diabolik</em>. Ne sono nate 78 tavole per altrettante carte, edite da <em>Lo Scarabeo</em>, ciascuna con legenda declinata in sei lingue (italiano, inglese, francese, spagnolo, tedesco, olandese) e il libriccino che le accompagna in cinque. Il soggetto di ogni carta segue l&#8217;iconografia tradizionale ma con un&#8217;interpretazione fumettistica e inquadrature dinamiche, secondo lo stile d&#8217;impatto del disegnatore. Unico invece il filo conduttore: la spirale, che si rintraccia costantemente nelle forme della natura e nelle opere maggiori dell&#8217;uomo, come mostrano gli studi e le scoperte di mistici, scienziati ed artisti di ogni epoca e civiltà, molti dei quali raffigurati nelle carte del mazzo. (&#8230;)</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Federica Lessi</strong>, «Il Tirreno», 2 dicembre 2011</p>
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		<title>Joker, il Matto di Batman, e suo Padre Gelataio</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 12:21:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pelosini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[C&#8217;era una volta un ragazzo di 17 anni molto creativo che vendeva gelati nel New England nel periodo precedente la seconda guerra mondiale. Aveva fatto un disegno sul proprio giubbotto di pelle, e un bel giorno gli capitò di vendere un gelato a Bob Kane, il creatore dell&#8217;eroe dei fumetti Batman. Bob Kane rimase colpito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Joker.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-9213" style="margin: 0px 10px 0px 0px;" title="Joker" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Joker.jpg" alt="" width="250" height="328" /></a>C&#8217;era una volta un ragazzo di 17 anni molto creativo che vendeva gelati nel New England nel periodo precedente la seconda guerra mondiale. Aveva fatto un disegno sul proprio giubbotto di pelle, e un bel giorno gli capitò di vendere un gelato a <strong>Bob Kane</strong>, il creatore dell&#8217;eroe dei fumetti <em>Batman</em>. Bob Kane rimase colpito dal disegno sul giubbotto e chiese chi lo avesse realizzato; il ragazzo rispose che lo aveva eseguito lui stesso, e, per questo motivo, fu chiamato a collaborare nello studio grafico che sarebbe presto diventato famoso per la produzione del celebre fumetto.</p>
<p>Quel giovane gelataio si chiamava<strong> Jerry Robinson</strong>, e contribuì alla creazione e al successo di molti personaggi della saga di <em>Batman</em>, fra i quali l&#8217;amico di tante avventure Robin, l&#8217;impagabile maggiordomo Alfred, e il feroce nemico Due Facce. Ma soprattutto Jerry Robinson è il padre del &#8220;cattivo&#8221; più originale e riuscito delle storie di Batman: Joker.</p>
<p><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Tarocchi-Spirale-Mistica-Il-Matto.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-9215" style="margin: 0px 0px 10px 0px;" title="Tarocchi Spirale Mistica, Il Matto" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Tarocchi-Spirale-Mistica-Il-Matto.jpg" alt="" width="168" height="270" /></a>Il personaggio di Joker fu disegnato per anni da Robinson, da Bill Finger e dallo stesso Bob Kane, assumendo sempre più il ruolo del <strong>Matto dei Tarocchi</strong>, del <strong>Jolly</strong> delle carte, del buffone che si improvvisa criminale senza mai perdere il gusto dello sberleffo, dello scherzo, della sfida alla normale logica. Joker è capace di dare fuoco a milioni di dollari in banconote, perché lui non fa il criminale per arricchirsi, e nemmeno per smania di potere: lo fa per puro divertimento e per essere assolutamente fuori dagli schemi, per essere il degno rappresentante del caos che irrompe a scompaginare l&#8217;ordine costituito. Joker assume il ruolo, tutto sommato necessario, di chi porta lo straordinario nei contesti ordinari, di chi porta il senso profondo del gioco nella seriosità della vita. Non si possono apprezzare le storie di Batman, serio tutore dell&#8217;ordine sempre vestito di nero, per altro privo di senso del ridicolo nel suo costume da pipistrello, senza un tale originale &#8220;cattivo&#8221;, meraviglioso nella sua eterna, ma soprattutto autentica, variopinta risata sarcastica.</p>
<p>Il talento creativo di Jerry Robinson, nato a Trenton, New Jersey, il primo gennaio 1922, si è spento il 10 dicembre 2011, poco prima che l&#8217;artista festeggiasse 90 anni, ma la sua creatura Joker continua e continuerà a chiedere a ogni serioso sostenitore dell&#8217;ordine il perché della sua mancanza di senso dell&#8217;umorismo: &#8220;<a title="Perché sei così serio?" href="http://www.giovannipelosini.com/2011/02/perche-sei-cosi-serio-di-lorenzo-f-l-pelosini/"><strong><em>Perché sei così serio?</em></strong></a>&#8221;</p>
<p>Giovanni Pelosini</p>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li><strong>Sull&#8217;argomento vedi anche:</strong></li>
</ul>
<p><a title="Il Matto, Eterno Viandante" href="http://www.giovannipelosini.com/2009/07/il-matto-eterno-viandante/"><strong><em>Il Matto, eterno viandante</em></strong></a></p>
<p><a title="Il Matto sul Sentiero" href="http://www.giovannipelosini.com/2011/05/il-matto-dei-tarocchi-sul-sentiero-aurei-sentieri-22/"><em><strong>Il Matto dei Tarocchi sul Sentiero</strong></em></a></p>
<p><a title="Elogio della Follia di Nettuno" href="http://www.giovannipelosini.com/2008/11/elogio-della-follia-di-nettuno/"><strong><em>Elogio della Follia di Nettuno</em></strong></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3></h3>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giovannipelosini.com/2011/12/joker-il-matto-di-batman-e-suo-padre-gelataio/feed/</wfw:commentRss>
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		<title>Livorno, 8-18 dicembre 2011: La Casa dell&#8217;Arte e i suoi Amici</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 11:45:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pelosini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Galleria Il Melograno La Casa dell&#8217;Arte e i suoi Amici Opere visive, Installazioni, Performances Fabrizio Giorgi, I Santini Del Prete, Enrico Mori, Bruno Sullo, Mauro Andreani, Paolo Bottari, Sandro Bottari, Eraldo Ridi Livorno, via Marradi 62-68 8-18 dicembre 2011 Orario: 9,30-13 e 16-20 (lunedì mattina esclusa) Info: tel. 0586.578592 Inaugurazione: giovedì 8 dicembre, ore 18 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><em>Galleria Il Melograno</em></p>
<h1 style="text-align: center;">La Casa dell&#8217;Arte e i suoi Amici</h1>
<h2 style="text-align: center;">Opere visive, Installazioni, Performances</h2>
<p style="text-align: center;"><strong style="text-align: center;">Fabrizio Giorgi</strong>, <strong>I Santini Del Prete</strong>, <strong>Enrico Mori</strong>, <strong>Bruno Sullo</strong>, <strong>Mauro Andreani</strong>, <strong>Paolo Bottari</strong>, <strong>Sandro Bottari</strong>, <strong>Eraldo Ridi</strong></p>
<p style="text-align: center;">Livorno, via Marradi 62-68</p>
<p style="text-align: center;">8-18 dicembre 2011</p>
<p style="text-align: center;">Orario: 9,30-13 e 16-20 (lunedì mattina esclusa)</p>
<p style="text-align: center;">Info: tel. 0586.578592</p>
<p style="text-align: center;">Inaugurazione: giovedì 8 dicembre, ore 18</p>
<h2 style="text-align: center;">Performance Andreani-Bottari</h2>
<p style="text-align: center;">Sabato 17 dicembre, ore 18<span id="more-9152"></span></p>
<p><em><strong>La Casa dell’Arte</strong></em> è nata a Rosignano (Livorno) nel 1985 per l’impegno di alcuni operatori, già dotati di una storia artistica consolidata, che si sono riuniti allo scopo di realizzare un progetto di produzione di opere ed iniziative comuni e, al tempo stesso, di presentare e promuovere eventi legati all’arte di ricerca contemporanea. Eventi espositivi legati all’attività creativa dei membri del sodalizio sono stati realizzati in numerose gallerie e Centri culturali in Italia e all’estero, fino a intessere una rete di relazioni sempre più ampia e complessa. Inoltre, da alcuni anni <em>La Casa dell’Arte</em> ha sviluppato un sempre maggiore interesse per la cosiddetta arte “effimera” (installativa e soprattutto comportamentale), che ha condotto alla fondazione (a Rosignano Marittimo, nell’ottobre 2003) di un “<em>Movimento per l’arte Effimera</em>” denominato <em><strong>Zero3</strong></em>, a carattere nazionale ma con significative diramazioni all’estero (Spagna e Francia). Tra l’altro il Movimento, in collaborazione con <em>La Casa dell’Arte</em>, ha realizzato a Livorno una importante Rassegna nazionale di arte comportamentale (<em>Vecchia Fortezza Effimera</em>, 2006). Attualmente gli artisti che compongono il sodalizio <em>La Casa dell’Arte</em> sono: <strong>Fabrizio Giorgi</strong>, <strong>I Santini Del Prete</strong>, <strong>Enrico Mori</strong> e <strong>Bruno Sullo</strong>. Il gruppo è affiancato dagli Amici collaboratori <strong>Mauro Andreani</strong>, <strong>Paolo Bottari</strong>, <strong>Sandro Bottari</strong>, <strong>Eraldo Ridi</strong>. Sono tutti questi gli artisti che danno vita, alla galleria “<em>Il Melograno</em>” di Livorno all’evento espositivo (e non solo) intitolato, appunto, <em>La Casa dell’Arte e i suoi Amici</em>. Si tratta in realtà non di una semplice esposizione bensì di un evento più complesso ed articolato che, offrendo al pubblico opere visive, installazioni, performances e video, fornisce uno spaccato sintetico ma esauriente su alcuni aspetti significativi e qualificanti dell’arte contemporanea. Un evento, dunque, che si propone di colmare uno dei vuoti informativi e culturali della città di Livorno.</p>
<p>Bruno Sullo</p>
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		<title>Stefano Tonelli, Esco da un Mito</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 15:02:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pelosini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho recentemente incontrato con piacere Stefano Tonelli, l&#8217;artista che ho ammirato in tante mostre per la sua capacità di tradurre sensazioni del presente e del futuro in opere che mi hanno sempre colpito per la freschezza innovativa senza trascurare la profondità dell&#8217;anima, l&#8217;amico con il quale una volta ho condiviso una straordinaria avventura di sincronicità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Tonelli-Noi-siamo-gi%C3%A0-e-ora-2011.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-9125" style="margin: 0px 10px 0px 0px;" title="Tonelli, Noi siamo già e ora, 2011" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Tonelli-Noi-siamo-gi%C3%A0-e-ora-2011.jpg" alt="" width="300" height="400" /></a>Ho recentemente incontrato con piacere <strong>Stefano Tonelli</strong>, l&#8217;artista che ho ammirato in tante mostre per la sua capacità di tradurre sensazioni del presente e del futuro in opere che mi hanno sempre colpito per la freschezza innovativa senza trascurare la profondità dell&#8217;anima, l&#8217;amico con il quale una volta ho condiviso una straordinaria avventura di sincronicità che riguardava le acque sacre e i relitti di un mistico passato&#8230;</p>
<p>Di fronte ai lavori di Tonelli ci si stupisce sempre di come l&#8217;artista sappia cogliere in anticipo la novità dei pensieri che stanno per diffondersi nel pianeta (e nei pianeti), e sappia poi esprimerli con modalità mai banali, con amore per la bellezza che va ben oltre il mero gusto estetico. Molti anni fa la sua arte ci presentò la realtà degli angeli come creature presenti e interagenti, messaggeri di cose ignote, quando questa tematica era del tutto assente dall&#8217;arte contemporanea, così come dal pensiero dominante. I suoi angeli diventarono un cult, ben prima che la moda si diffondesse banalizzando e moltiplicando le immagini di angioletti di ogni forma e stile che ancora affollano bancarelle e pubblicità. Ma quando ciò avvenne l&#8217;artista era già oltre, a seguire nuove sottili sollecitazioni; perché questo sembra il suo compito, l&#8217;essenza della sua ricerca: essere sempre oltre il già visto, oltre il pensiero comune, oltre l&#8217;oggi.</p>
<p><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Stefano-Tonelli.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-9119" style="margin: 0px 0px 10px 0px;" title="Stefano Tonelli" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Stefano-Tonelli.jpg" alt="" width="305" height="400" /></a>Tonelli fa pensare, fa riflettere e porre dei dubbi, e sembra consapevole di questo suo ruolo umano. Non spiega in modo esplicito le sue fonti, ma lascia immaginare scenari cosmici di contatti, vibrazioni di colori che sembrano sonori, messaggi che gli giungono dallo spazio profondo, oltre le dimensioni del tempo. E poi, in fondo, a modo suo, chiarisce l’origine della sua ispirazione nell’anagramma del borgo toscano in cui vive: Montescudaio, <em>Esco da un Mito</em>.</p>
<p>Mi ha dedicato questa immagine (foto a destra), e io la prendo come un messaggio simbolico. Un astro freddo e luminoso rischiara l&#8217;oscurità di una notte che sembra eterna quasi esplodendo armonicamente in una diaspora di miriadi di frammenti di luce, quanti di materia, microparticelle in viaggio verso tutte le direzioni, piccoli mondi, nuclei di universi in potenza. Resti innaturali filiformi e sgraziati come antichi manufatti metallici di una civiltà estinta si risvegliano al giudizio di una nuova Era, mentre una luce, come riflessa dall&#8217;osservatore, li mostra nella loro incipiente resurrezione, in metamorfosi verso il nucleo radiante del Sé.</p>
<p>Giovanni Pelosini</p>
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		<title>Il Matto e i Simboli del Futuro di Hermann Haindl</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 17:06:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pelosini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Matto dei Tarocchi nell&#8217;Ultimo Quadro di Haindl Qualche giorno fa ho ricevuto un gentile invito da parte di Hermann Haindl, pittore di uno dei più famosi mazzi di Tarocchi. L&#8217;amico Hermann voleva mostrarmi il suo ultimo quadro, realizzato nel mese di ottobre 2011, talmente ricco di aspetti simbolici da apparire quasi una visione onirica, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Hermann-Haindl-ottobre-2011.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8873" style="margin: 0px 10px 0px 0px;" title="Hermann Haindl, ottobre 2011" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Hermann-Haindl-ottobre-2011.jpg" alt="" width="364" height="400" /></a>Il Matto dei Tarocchi nell&#8217;Ultimo Quadro di Haindl</h2>
<p>Qualche giorno fa ho ricevuto un gentile invito da parte di <strong>Hermann Haindl</strong>, pittore di uno dei più famosi mazzi di Tarocchi. L&#8217;amico Hermann voleva mostrarmi il suo ultimo quadro, realizzato nel mese di ottobre 2011, talmente ricco di aspetti simbolici da apparire quasi una visione onirica, se non profetica, che l&#8217;artista aveva tradotto in vivaci colori e forme emblematiche.</p>
<p>La figura chiave del quadro è il <strong>Matto</strong> dei Tarocchi che appare in basso a destra nell&#8217;atto di indicare con la mano sinistra il centro della scena. La mano sinistra, per Haindl, è da sempre quella dell&#8217;intuito che esclude la razionalità, quella che agisce senza condizionamenti spinta da un impulso che è sempre fedele alla profonda verità del suo essere. L&#8217;espressione serena del personaggio esclude infatti qualsiasi preoccupazione riguardo gli eventi che mostra. Eppure gli Elementi sembrano scatenarsi in tripudi di colori in cui lingue di <strong>Fuoco</strong>  si confondono con l&#8217;<strong>Aria</strong> di un cielo luminoso e variopinto, e con l&#8217;<strong>Acqua</strong> rappresentata da strani pesci, uno dei quali si affaccia da un surreale vulcano, mentre un altro emerge da un cielo avvampato di luci. La <strong>Terra</strong> è un magma scuro che occupa un piccolo spazio sul quale cammina un popolo diretto verso il futuro indicato dal Matto: sotto i piedi delle persone di ogni età che volgono le spalle all&#8217;osservatore, il suolo sembra squarciarsi mostrando fiamme telluriche. Tra i lampi di luce del cielo si scorgono qua e là incorporei occhi che osservano le vicende terrene: forse amichevoli fratelli dello spazio, Numi sconosciuti, o altri misteriosi esseri che si mostrano pronti ad accogliere l&#8217;umanità in cammino guidata senza incertezze dal profondo istinto del <strong>Matto dei <a title="I Tarocchi di Haindl" href="http://www.giovannipelosini.com/2009/05/i-tarocchi-di-haindl/">Tarocchi di Haindl</a></strong>, che punta il dito proprio in direzione di uno di questi misteriosi sguardi.</p>
<p>Giovanni Pelosini</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Giuseppe Palumbo, il &#8220;Vero&#8221; Diabolik e i &#8220;Falsi&#8221; Tarocchi</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Nov 2011 11:44:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pelosini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Tarocchi della Spirale Mistica]]></category>
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		<description><![CDATA[Cosa c&#8217;entra Diabolik con i Tarocchi? Giuseppe Palumbo, apprezzato autore dei disegni di Diabolik, ha recentemente illustrato i Tarocchi della Spirale Mistica, reinterpretando gli originali dipinti dei 22 Arcani Maggiori dei Tarocchi Aurei e realizzando 56 nuove e originali tavole degli Arcani Minori sulla base di una mia recente sceneggiatura. Il nuovo mazzo, pubblicato nell&#8217;ottobre 2011 da Lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Diabolik.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8853" style="margin: 0px 10px 0px 0px;" title="Diabolik" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Diabolik.jpg" alt="" width="360" height="729" /></a>Cosa c&#8217;entra <em>Diabolik</em> con i <em>Tarocchi</em>?</h2>
<p><strong>Giuseppe Palumbo</strong>, apprezzato autore dei disegni di <em><strong>Diabolik</strong></em>, ha recentemente illustrato i <em>Tarocchi della Spirale Mistica</em>, reinterpretando gli originali dipinti dei 22 Arcani Maggiori dei <em>Tarocchi Aurei</em> e realizzando 56 nuove e originali tavole degli Arcani Minori sulla base di una mia recente sceneggiatura. Il nuovo mazzo, pubblicato nell&#8217;ottobre 2011 da <em>Lo Scarabeo</em>, grazie all&#8217;arte di Palumbo si distingue per vivacità e dinamicità delle immagini, ricche di significati esoterici.</p>
<p>Pochi giorni fa ho incontrato Giuseppe Palumbo allo stand di <em>Diabolik</em> di <em>Lucca Comics</em>, dove, pur &#8220;assediato&#8221; dai fans che gli chiedevano una sua tavola originale del &#8220;Re del Terrore&#8221; o della sua conturbante compagna Eva Kant, ha trovato un momento per regalarmi il disegno qui a fianco con la simpatica dedica: &#8220;<em>DK AUTENTICO <span style="text-decoration: underline;">NON</span> TAROCCO &#8211; PER GIOVANNI</em>&#8220;.</p>
<p>L&#8217;episodio mi ha dato l&#8217;occasione per chiarire questo specifico significato linguistico della parola &#8220;tarocco&#8221;, usata ancora oggi anche per indicare qualcosa di spurio, di non autentico, di non vero.</p>
<p>Sull&#8217;etimologia della parola &#8220;<em>Tarocco</em>&#8221; sono state date dozzine di interpretazioni diverse, esoteriche e essoteriche, nessuna delle quali però pienamente convincente e tutte prive di prove. Di certo sappiamo che con il termine &#8220;<em>Tarocchi</em>&#8220;, a parte le particolari arance siciliane, indichiamo, a partire dal Rinascimento, i mazzi di carte che si andarono strutturando in Italia nel Medio Evo, e che prima erano chiamate semplicemente <em>Carte da gioco</em>, <em>Trionfi</em> (gli Arcani Maggiori), ovvero <em>Naibi</em> (gli Arcani Minori di origine orientale).<span id="more-8852"></span></p>
<h2>Perché si dice che una cosa falsa è &#8220;tarocca&#8221;?</h2>
<p>Secondo alcune ipotesi &#8220;taroccare&#8221; era un antico sinonimo di &#8220;altercare&#8221;, cioè litigare come litigavano spesso e volentieri i giocatori d&#8217;azzardo di carte e di dadi. Ma questo non spiega perché si usa dire che una cosa falsa è &#8220;tarocca&#8221; o &#8220;taroccata&#8221;, né in che modo questa accezione del termine sia legata alle carte dette universalmente Tarocchi. L&#8217;<em>Accademia della Crusca</em> propone un&#8217;etimologia assai convincente che sembra confermata anche dalle regole dei giochi di carte che ancora oggi sono i più diretti eredi dell&#8217;antico gioco del Tarocco. Nel <em>Tarocchino Bolognese</em>, interessante e complesso gioco di carte a coppie che ha ancora numerosi appassionati sull&#8217;Appennino tosco-emiliano, e che ricorda per certi aspetti il <em>Tressette</em> e il <em>Bridge</em>, è obbligatorio rispondere al seme della cosiddetta Carta Dominante, e si può giocare un &#8220;<em>tarocco</em>&#8221; (cioè una delle carte dei Trionfi, o Arcani Maggiori) solo quando si è sprovvisti di quel seme. Qualcosa del genere accade nel <em>Bridge</em>, quando si è autorizzati a giocare un <em>atout</em> in assenza del seme della prima carta giocata in ogni mano. <a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Giuseppe-Palumbo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8867" style="margin: 0px 10px 0px 0px;" title="Giuseppe Palumbo" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Giuseppe-Palumbo.jpg" alt="" width="389" height="292" /></a>In questo caso la carta chiamata &#8220;<em>tarocco</em>&#8221; viene usata in sostituzione della carta del seme, quasi come se ne fosse una sua copia spuria o falsa. Dal gioco antico di carte deriverebbe l&#8217;uso anche moderno di definire &#8220;<em>tarocco</em>&#8221; una copia di qualunque esemplare originale.</p>
<p>Ecco perché <strong>Giuseppe Palumbo</strong>, esperto illustratore dei miei <a title="Recensione Tarocchi della Spirale Mistica" href="http://www.giovannipelosini.com/2011/11/ecco-i-nuovi-tarocchi-di-giovanni-pelosini-di-federica-lessi/">Tarocchi della Spirale Mistica</a> e principale disegnatore del famoso personaggio dei fumetti, nel dedicarmi un originale ritratto di <strong>Diabolik</strong>, ha così allusivamente &#8220;certificato&#8221; la sua autenticità.</p>
<p style="text-align: right;">Giovanni Pelosini</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Giocando Martino: da un&#8217;Opera Alchemica a una Poesia Simbolica</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 15:25:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pelosini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giocando Martino Testo ispirato all&#8217;opera di Martino Barbieri Calori &#8220;Labirinto Alchemico &#8211; io non mi accetto, 7/11/06&#8243; (foto a fianco) Il bambino sporge la sua manina fuori dall’utero materno cercando accoglienza ed accettazione: può trovarla nel tittillare il capezzolo materno? O forse è questo un modo per tornare alle origini primordiali del seme che lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Martino-Barbieri-Labirinto-alchemico.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8327" style="margin: 0px 10px 0px 0px;" title="Martino Barbieri, Labirinto alchemico" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Martino-Barbieri-Labirinto-alchemico.jpg" alt="" width="300" height="400" /></a>Giocando Martino</h1>
<h2 style="text-align: center;">Testo ispirato all&#8217;opera di Martino Barbieri Calori &#8220;Labirinto Alchemico &#8211; <em> io non mi accetto</em>, 7/11/06&#8243; (foto a fianco)</h2>
<p>Il bambino sporge la sua manina fuori dall’utero materno cercando accoglienza ed accettazione: può trovarla nel tittillare il capezzolo materno? O forse è questo un modo per tornare alle origini primordiali del seme che lo generò e che ne indicò il cammino in gran parte segnato?</p>
<p>Non si scappa, piccolo, ti aspettano le caselle di un percorso ad ostacoli: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16 …</p>
<p>A 17 anni rischi di cambiare vita o di cambiare morte.</p>
<p>18, 19, 20, 21, 22 …</p>
<p>Completi il Sentiero degli Arcani Maggiori.<span id="more-8333"></span></p>
<p>E avanti così per un secondo giro. E poi per i successivi, mentre gli Arcani Minori scandiscono le tappe …</p>
<p>Nel groviglio intestinale c’è il dolore e la fatica dell’elaborazione.</p>
<p>Puoi scegliere, piccolo, come muoverti nei meandri della vita. Puoi scegliere se indulgere o fuggire, se volare in alto o scavare in basso. Puoi scegliere se restare più o meno tempo nelle caselle di questo spiralico “<em>gioco dell’oca</em>”. Puoi anche scegliere se tornare indietro a ripercorrere sentieri noti, più o meno rassicuranti.</p>
<p>Stai il doppio del tempo nella casella 51 per poi saltare direttamente alla 53: due volte ti innamori laboriosamente per poi fare una scelta di distacco.</p>
<p>Scegli di saltare la casella 57. Scegli di non esistere per un po’, sospeso nel limbo del gioco. Poi riparti, alla ricerca di te. Costi quel che costi. Scandisci i tempi.</p>
<p>79 caselle meno 1 casella saltata fa 78: tutti gli Arcani! Tutte le prove, tutte le esperienze!</p>
<p>Le caselle sono i sottomultipli del tempo non lineare.</p>
<p>La fine non è mai la fine, specialmente se il percorso va a ritroso, come dai visceri alla bocca. Ma è un tunnel ascendente e mistico ciò che ti aspetta.</p>
<p>Troppo sensibili sensilli scuotono i nervi elettrici di un’intelligenza addominale e profonda che fa a meno di vuote occhiaie.</p>
<p>La realtà si capovolge nel rame dorato e materno,</p>
<p>di Venere figlio,</p>
<p>d’Amore.</p>
<p>“<em>Per accettarmi, giocando, giocando, giocando!</em>”</p>
<p>Quanto sono aliene le forme che ti circondano?</p>
<p>Quanto male fanno alle sensibilità delle pellicole che rivestono i tuoi corpi?</p>
<p>Quanto è necessario capirlo ed accettarlo?</p>
<p>Mangi un boccone di cibo e lo trasformi dentro di te.</p>
<p>L’alchimia digestiva rielabora e trasforma ciò che non sei in ciò che sei.</p>
<p>Talvolta occorre tempo e doppia ruminazione, ma la magia opera sempre questa grande trasformazione. Esistenza dopo esistenza.</p>
<p>E, magia suprema, con lo specchio scopri che non sei solo, che tutti hanno la stessa necessità di accettare ciò che è alieno in sé: accettando si è accettati. Tutti e tutto.</p>
<p>Persino il giapponese può essere tradotto, rielaborato, trasformato, accettato.</p>
<p>Si trasforma e ci si trasforma.</p>
<p>Magia alchemica della Vita! E della morte, che ne è momento.</p>
<p>Sublime manifestazione del Divino!</p>
<p>La più sublime e spontanea manifestazione del divino nell’uomo è il gioco.</p>
<p>Il gioco fine a se stesso, il gioco per giocare.</p>
<p>Giocare per giocare.</p>
<p>Non condannarti mai più, piccolo uomo! Puoi sempre cambiare gioco, se non ti piace.</p>
<p>Giocare per piacere.</p>
<p>Amati, piccolo uomo!</p>
<p>Non condannarti mai più!</p>
<p>E gioca sempre …</p>
<p>“<em>Per accettarmi, giocando, giocando, giocando!</em>”</p>
<p>… per vivere!</p>
<p><strong>Giovanni Pelosini</strong></p>
<p>(testo alchemico scritto presso <em>Treggiaia University</em> il 17/12/2006)</p>
<ul>
<li>Vedi anche <a title="Martino Barbieri" href="http://www.giovannipelosini.com/2009/11/martino-barbieri-un-percorso-di-vita/"><em>Martino Barbieri, un Percorso di Vita</em></a></li>
<li>Vedi anche<a title="Raccolta delle Opere di Martino Barbieri" href="http://www.giovannipelosini.com/2011/09/la-raccolta-delle-opere-dellalchimista-martino-barbieri-calori/"><em> La Raccolta delle Opere dell&#8217;Alchimista</em></a></li>
</ul>
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		</item>
		<item>
		<title>I Tarocchi di Adolfina</title>
		<link>http://www.giovannipelosini.com/2011/10/i-tarocchi-di-adolfina/</link>
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		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 10:46:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pelosini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ricevo in dono l&#8217;originale mazzo degli Arcani Maggiori di Adolfina, un&#8217;interpretazione dei Tarocchi che l&#8217;artista Adolfina De Stefani definisce una &#8220;performance esistenziale&#8221; in cui il suo stesso corpo è protagonista di ogni archetipo traducendo l&#8217;ideale simbolico nel linguaggio del vivere quotidiano. I professionali scatti fotografici sono di Gianluca Scordo e Rocco Trono, la presentazione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Eremita-Adolfina-De-Stefani.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8654" style="margin: 0px 10px 0px 0px;" title="Eremita, Adolfina De Stefani" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Eremita-Adolfina-De-Stefani.jpg" alt="" width="305" height="434" /></a>Ricevo in dono l&#8217;originale mazzo degli <strong><em>Arcani Maggiori di Adolfina</em></strong>, un&#8217;interpretazione dei Tarocchi che l&#8217;artista <strong>Adolfina De Stefani</strong> definisce una &#8220;<em>performance esistenziale</em>&#8221; in cui il suo stesso corpo è protagonista di ogni archetipo traducendo l&#8217;ideale simbolico nel linguaggio del vivere quotidiano. I professionali scatti fotografici sono di <strong>Gianluca Scordo</strong> e <strong>Rocco Trono</strong>, la presentazione di <strong>Bruno Francisci</strong>, il testo simbologico allegato di <strong>Morena Poltronieri</strong> e <strong>Ernesto Fazioli</strong>. Il mazzo è pubblicato da <em>Hermatena</em> (2009) in edizione numerata di 300 esemplari firmati dagli autori e confezionata in un elegante astuccio nero e rosso, i colori totemici di Adolfina, indossati in ogni rappresentazione di questi 22 Arcani Maggiori e anche in altre occasioni. Il particolare dell&#8217;<strong>Eremita</strong> mostra un&#8217;uraniana lampadina che sembra uscita da un romanzo di <strong>Jules Verne</strong> e che illumina simbolicamente la scena abbagliando la protagonista che si protegge con occhiali scuri. Il grosso e pacifico gatto distoglie lo sguardo dalla lampada, e ci fissa con la saggezza che si addice all&#8217;Arcano.</p>
<p style="text-align: right;">Giovanni Pelosini</p>
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