Archivio della categoria 'Filosofia'

Tel Aviv, Israele, 16 novembre 2017: Tarot Culture International Convention

Schechter Institute of Jewish Studies

TEL AVIV, ISRAEL

תל אביב

4° Congresso Internazionale 

La Cultura dei Tarocchi

Tarocchi: Storia, Filosofia, Linguaggio, Psiche, Mente

Giovedì 16 novembre 2017

Giovanni Pelosini, ore 11.40

Neve Schechter

Aharon Chelouche, 42 Third Street, angolo di Eilat, 57, di Neve Tzedek, TEL AVIV

נווה שכטר

אהרון שלוש,רחוב שלוש 42, פינת אילת 57, נווה צדק, תל אביב

INFO: +972 3-517-0358

I Tarocchi sono un sistema filosofico e uno strumento universale di conoscenza. Storia, filosofia, psicologia, pensiero, interazione con l’universo; diversi punti di vista e scuole di Tarocchi italiana e russa; Tarocchi e Cabala, le corrispondenze dei 22 Arcani Maggiori con le lettere dell’alfabeto ebraico; l’arte della divinazione, meditazione, psicoterapia, costruire il proprio futuro…

 

PROGRAMMA

h 10.00-10.20: “Welcome”, Elena Anopova, “Avvalon” Publishing house, Ilan Levy, “Prague” Publishing house, Mario Pignatiello, “Lo Scarabeo” Publishing house

h 10.20 -11.00: Zeev Ben-Arye, Israel, insegnante e autore, studioso delle religioni: “History of the Tarot”

h 11.00-11.40: Larisa Davydova, Israel-Russia, esperta di Tarocchi: “Talking with Rider-Waite Tarot. How the Tarot speaks to our soul. The symbolism of the Tarot of Waite

♦ h 11.40-12.30: Giovanni Pelosini, Italy, scrittore di fama internazionale, professore di Biologia, studioso e insegnante di Tarologia, corrispondente del Museo Internazionale dei Tarocchi: “Destiny, luck, chance, Karma: is destiny predetermined, can we change it?

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La Conoscenza secondo Georges Ivanovich Gurdjieff

L’accumulare conoscenza da parte di alcuni dipende dal fatto che altri la rifiutano. Vi sono periodi nella vita dell’umanità, che generalmente coincidono con l’inizio del declino delle civiltà, in cui le masse perdono irrimediabilmente la ragione e si mettono a distruggere tutto ciò che era stato creato in secoli e millenni di cultura. Tali periodi di demenza, che spesso coincidono con cataclismi geologici, perturbazioni climatiche, e altri fenomeni di carattere planetario, liberano una grandissima quantità di questa materia di conoscenza. Ciò che, a sua volta, rende necessario un lavoro di recupero, senza il quale essa andrebbe perduta. Così, il lavoro consistente nel raccogliere la materia sparsa della conoscenza molto spesso coincide con il declino e la distruzione di culture e civiltà“.

Georges Ivanovich Gurdjieff (1866-1949)

Tarocchi: Speciale su “La Lettura” del Corriere della Sera

Tarocchi, Pelosini, Corriere della Sera, 2017TAROCCHI

Il Codice Segreto del Rinascimento

di

Giovanni Pelosini

Il Corriere della Sera dedica oggi, 6 agosto 2017, uno speciale sui Tarocchi nell’inserto culturale “La Lettura“.

L’occasione è la prossima mostra “I Tarocchi dal Rinascimento a oggi” di Torino, che sarà aperta al Museo Ettore Fico dal 4 ottobre 2017 al 14 gennaio 2018: una grande esposizione di livello internazionale sulla storia, la cultura e l’arte dei Tarocchi organizzata da Lo Scarabeo, la più importante casa editrice del mondo di mazzi e libri sull’argomento.

L’articolo del Corriere della Sera di Giovanni Pelosini indaga sulle origine storiche dei Tarocchi e sul loro contenuto filosofico: un messaggio criptato di immagini simboliche che intendeva propagandare il pensiero ermetico e neoplatonico degli umanisti rinascimentali sul senso della vita e sul ruolo dell’uomo nell’universo. Un pensiero teso a far crescere nell’umanità la consapevolezza di avere la capacità di liberarsi dai vincoli di un destino non del tutto immutabile, di essere parte integrata di un cosmo unico per evolvere nella coscienza di sé.

L’uomo ideale del Rinascimento era punto d’incontro di Cielo e Terra, centro dell’universo, termine di paragone fra il Macrocosmo e il Microcosmo, creatore di bellezza, armonia e amore, «Copula Mundi», chiave, proporzione e misura di tutte le cose. Egli tendeva a diventare padrone del proprio destino, libero di scegliere oltre i condizionamenti, e per questo osò riconoscere la sua natura divina, e sancirla anche con la creazione dei mistici Tarocchi: percorso simbolico, iniziatico e spirituale“.

 

Capo Seattle: “La Terra non ci appartiene. Noi apparteniamo alla Terra!”

Si narra che nel 1855 il Presidente degli Stati Uniti d’America fece un’offerta per acquistare e colonizzare una grande estensione di territorio indiano nel Nord-Ovest. Si racconta che Capo Seattle (∼1786-1866) della tribù Suquamish gli rispose, di cui circolano numerose e diverse versioni di dubbia autenticità ma di grande significato. In ogni caso un grande esempio di Amore per la Vita.

Se ancora potesse farlo, Capo Seattle oggi scriverebbe le stesse appassionate parole all’attuale Presidente degli Stati Uniti d’America.

Mistaya Canyon, Giovanni Pelosini, 1995Il Presidente a Washington ci ha mandato a dire che vuole comprare la nostra terra. Ma come si può comprare o vendere il cielo? La terra? Questa idea ci è estranea. Se noi non possediamo la freschezza dell’aria o il luccichio dell’acqua, come potete voi comprarli? Per il mio popolo ogni parte di questa terra è sacra. Ogni splendente ago di pino, ogni ronzante insetto, tutto è sacro nella memoria e nell’esperienza del mio popolo.

Conosciamo la linfa che scorre negli alberi così come il sangue che scorre nelle nostre vene. Noi siamo parte della terra, ed essa è parte di noi. I fiori profumati sono nostre sorelle. L’orso, il cervo, la grande aquila sono nostri fratelli. Le creste rocciose, le essenze delle praterie, il caldo corpo di un pony e l’uomo appartengono alla stessa famiglia.

L’acqua scintillante che si muove nei torrenti e nei fiumi non è solo acqua, ma è il sangue dei nostri antenati. Se noi vi vendiamo la nostra terra, voi dovrete ricondare che essa è sacra. Ogni riflesso spettrale sulle acque chiare dei laghi racconta di eventi e ricordi nella vita del mio popolo. Le acque mormorano nella voce del padre di mio padre. I fiumi sono nostri fratelli. Essi placano la nostra sete. Portano le nostre canoe e nutrono i nostri figli. Quindi dovrete essere gentili con il fiume come con qualsiasi altro fratello.

Se vi vendiamo la nostra terra, ricordatevi che l’aria è preziosa per noi, che l’aria condivide il suo respiro con tutta la vita che sostiene. Il vento che ha dato a nostro nonno il suo primo alito riceve anche il suo ultimo sospiro. Il vento dà anche ai nostri figli lo spirito della vita. Quindi, se vi vendiamo la nostra terra, dovete mantenerla separata e sacra, un posto in cui l’uomo possa recarsi per assaporare il vento addolcito dai fiori della prateria.

Insegnerete ai vostri figli ciò che abbiamo insegnato ai nostri? Che la terra è nostra Madre? Ciò che accade alla terra accade a tutti i figli della terra.

Capo SeattleQuesto noi sappiamo: la terra non appartiene all’uomo, l’uomo appartiene alla terra.

Tutte le cose sono connesse come il sangue che ci unisce tutti. L’uomo non ha tessuto la rete della vita; egli ne è semplicemente un filo. Qualunque cosa fa a questa rete, la fa a se stesso.

Una cosa sappiamo: il nostro Dio è il vostro Dio. La terra è preziosa per lui e danneggiare la terra significa disprezzare il suo Creatore.

Il vostro destino è un mistero per noi. Cosa succederà quando i bufali saranno tutti macellati? I cavalli selvaggi domati? Cosa succederà quando gli angoli segreti della foresta saranno appesantiti dall’odore di molti uomini e la vista delle rigogliose colline disturbata dai fili del telegrafo?

Dove sarà il bosco? Sparito! Dove sarà l’aquila? Sparita! E cosa significherà dire addio al pony veloce e alla caccia? La fine della vita e l’inizio della sopravvivenza.

Quando l’ultimo uomo rosso sarà scomparso con il suo deserto e la sua memoria sarà solo l’ombra di una nuvola che si muove attraverso la prateria, queste rive e queste foreste saranno ancora qui? Ci saranno ancora gli spiriti della mia gente?

Noi amiamo questa terra come un neonato ama il battito del cuore della propria madre. Quindi, se vi vendiamo la nostra terra, amatela come noi l’abbiamo amata. Abbiatene cura come noi ne abbiamo avuta. Conservate la memoria della terra nelle condizioni in cui l’avete ricevuta. Conservate la terra per tutti i bambini e amatela, così come Dio ama tutti noi.

Poiché noi siamo parte della terra, anche voi lo siete. Questa terra è preziosa per noi. Essa è preziosa anche per voi. Una cosa sappiamo: c’è solo un Dio. Nessun uomo, rosso o bianco, può essere separato. Siamo tutti fratelli.

Si’ahl (Chief Seattle)

 

 

 

Intervista “Oltre Confine” a Giovanni Pelosini (di Nicola Bonimelli)

Un’Intervista

“Oltre Confine”

a Giovanni Pelosini

di Nicola Bonimelli

La rivista OltreConfine, Quaderni di spiritualità arte e letteratura, pubblica autorevoli e interessanti cronache dai “mondi visibili e invisibili” con dense monografie tematiche a più voci narranti. In uno dei volumi il filo conduttore è rappresentato dalla figura di Carl Gustav Jung e dal suo pensiero, interpretato da diversi punti di vista secondo l’ottica di autori contemporanei. In questo numero Nicola Bonimelli di Spazio Interiore ha intervistato Giovanni Pelosini.

Il mondo salverà la bellezza

Il gioco della ricerca libera

  • N.B. : Alejandro Jodorowsky sostiene che il compito dell’arte è curare. Che cosa sono per te l’arte e la cura? Quali forme artistiche ti toccano più intimamente?

G.P. : Chi ha la sensibilità e l’intelligenza di percepire l’intima essenza della realtà, andando oltre le sue apparenze illusorie, talvolta sa usare l’arte per comunicare queste percezioni altrimenti incomprensibili alla mente. Se la mente, distratta dal continuo flusso dei pensieri, persa nel suo egocentrismo, dogmatica nella sua fede razionalista, può mai essere curata, l’arte è certamente un mezzo per farlo. C’è un passo delle Metamorfosi di Ovidio che ho sempre trovato di grande significato: “Et ignotas animum dimittit in arte”. Gli animi sensibili possono trasformare le loro più sottili percezioni in manifestazioni artistiche, che difficilmente potrebbero tradurre in parole e in pensieri. Come potrebbe, per esempio, un simbolo essere spiegato in termini razionali, una sensazione soggettiva espressa con l’inadeguato linguaggio, un’esperienza personale trasmessa a chi non l’ha condivisa, un’ineffabile visione essere descritta? Continua a leggere »

Cecina, 28 ottobre 2016: Tarocchi, gli Specchi dell’Infinito

TAROCCHI, gli Specchi dell'InfinitoFondazione Hermann Geiger

Presentazione del libro

TAROCCHI

Gli Specchi dell’Infinito

di

Giovanni Pelosini

Cecina, Palazzetto dei Congressi

Venerdì 28 ottobre 2016, ore 18

Intervengono

Giovanni Salvini, vicesindaco

Morena Poltronieri, direttrice del Museo Internazionale dei Tarocchi

INGRESSO LIBERO

  *   *   *

  • Un bestseller mondiale… un libro per tutti, che vi aiuterà a capire voi stessi e il mondo che vi circonda” (Tatiana Borodina, Tarot Club, Mosca)
  • Un’Opera Omnia che racchiude la sapienza dei Tarocchi a livello mondiale…” (Anna Maria Morsucci, Sirio)
  • Ricco e ben documentato: un lavoro enorme…” (Adriana Rampino Cavadini)
  • Un libro frutto di anni di lavoro e decenni di esperienza, destinato a durare…” (Enzo Barillà)
  • Esaustivo, puntuale, e apre scenari interpretativi multiformi…” (Paolo Quagliarella)
  • Un lavoro enorme, che solo un ‘alieno’ come Pelosini poteva realizzare…” (Sandra Zagatti)

….

⇒  Giovanni Pelosini, Tarocchi, Gli Specchi dell’Infinito, Hermatena, 2016, 486 pagine

La Civiltà Occidentale di fronte alla Paura

Goya, Il sogno della ragioneFisiologicamente la paura è la forte emozione che segue la consapevolezza di essere in grave pericolo.
Questa sensazione, decisamente individuale, ha però una sua estensione in ambito collettivo con caratteristiche specifiche.
Sembra che tale paura abbia avuto un ruolo importante nella storia e nella formazione del pensiero occidentale: una paura complessa e difficile da definire in ambito sociale e collettivo quanto lo è nella sfera antropologica individuale. In un interessante saggio di Jean Delumeau (La paura in Occidente, Torino, 1994) si afferma che la civiltà occidentale negli ultimi secoli si sia fondata in parte anche sulle paure.
L’immaginario collettivo europeo ha sempre teso a relegare la paura delle masse a un fenomeno sociale deprecabile, eppure nessuno appare esserne immune, a parte isolati casi di eroi coraggiosi e sprezzanti del pericolo che le medesime masse prendono (quasi sempre solo a parole) come esempi positivi.

Le origini della paura

La prima origine della paura è senza dubbio biologica, cioè genetica, essendo finalizzata alla sopravvivenza: nei lunghi millenni nei quali la specie umana si è evoluta, di norma, soprattutto gli individui capaci di provare una istintiva paura riuscivano a vivere abbastanza da potersi riprodurre e quindi trasmettere i propri geni. Non meno determinante però fu anche l’origine sociale della paura, intesa come stimolo “culturale” indotto e inducente a comportamenti ritenuti vantaggiosi. In questo senso, se la prima colonna sulla quale si fonda il sentimento della paura così radicato nell’uomo è stata l’istinto, l’educazione e il contesto sociale hanno rappresentato la seconda.
Sentiva di sfuggire così ai pericoli mortali quell’individuo sociale che sapeva istintivamente, oppure aveva imparato, come provare una sana paura di fronte ai rischi noti e anche di fronte all’ignoto, che sempre poteva celare insidie ancora sconosciute.
Risulta ovvio che una sana paura abbia giocato un ruolo determinante nell’evoluzione di ogni specie animale.
Ma risulta altresì evidente che senza un’altrettanto sana curiosità la paura così descritta avrebbe frenato drasticamente ogni scoperta, ogni sorpresa, ogni meraviglia, e quindi in definitiva ogni sviluppo individuale e sociale.
Munch, L'urloCartesio associava la paura alla sorpresa, e in questo ancor oggi gli diamo ragione riconoscendo gli effetti delle scariche adrenaliniche nel nostro corpo sottoposto a spaventi improvvisi.
Eppure, soprattutto negli esseri umani della nostra epoca, che sono assai raramente assaliti dai predatori della savana come lo furono i loro antenati, è innegabile come la paura sia un fenomeno da studiare anche in ambito psicologico. Inquietudini, paure ossessive, angosce emergono dal profondo rivolte spesso all’ignoto che permea l’esistenza.
L’illuminismo volle relegare le ataviche paure fra le superstizioni dannose, e l’uomo progredito dovrebbe riconoscere in sé l’inutilità di certe paure finalizzate un tempo alla sopravvivenza della specie, mentre il passato culturale dell’uomo occidentale evoluto dovrebbe teoricamente renderlo pressoché immune. L’analisi psicologica ci fa spesso riconoscere come la paura sia quasi sempre una pessima consigliera nelle questioni quotidiane, e un freno limitante alle esperienze, alle opportunità, alla crescita.
Ciò nonostante il fenomeno, soprattutto dal punto di vista sociale, rimane complesso e controverso. Riconosciamo quindi con Delumeau la grande rilevanza della paura nella storia occidentale, almeno dal Medio Evo a oggi.
Le società angosciate e rese insicure hanno quasi sempre generato paure collettive: per esempio Charles Heimberg dell’Università di Ginevra rileva che tali paure fittizie e indotte mascherino spesso quelle reali celate nel profondo.

Bruegel, Trionfo della Morte, 1562Le paure collettive del Medio Evo

L’antica paura degli abissi del mare, l’atavico timore del buio, della guerra, della fame, della morte hanno indubbiamente segnato la storia del pensiero occidentale e continuano a marcarne le tappe.
Questa escatologica paura di volta in volta trovò occasione di diventare collettiva e ossessiva, con comportamenti eccessivi tipici della psicologia di massa, soprattutto nel Medio Evo focalizzandosi nella paura di un generico quanto terribile “male”.
La paura del male personalizzato nella figura del diavolo raggiunse il suo apice nel XIV secolo: Satana poteva apparire e agire sotto le diverse forme dei nemici della cristianità, di volta in volta associabili ai pagani idolatri, agli ebrei, ai musulmani, agli eretici, ai turchi, alle streghe (talvolta semplicemente alle donne), agli untori, ai diversi di turno.
Non a caso “Mamma, li Turchi!” è un’esclamazione ancora viva nella memoria collettiva europea.
Vedere gli “altri” come pericolosi nemici è da sempre un modo per decolpevolizzare la società, addossando loro colpe e responsabilità di ogni male: in questo clima nacquero le cacce alle streghe e agli untori, le persecuzioni razziali e religiose, le “pulizie etniche” e altre aberranti azioni collettive. I cosiddetti secoli bui del Medio Evo rievocarono così le ancestrali paure dell’uomo generando e diffondendo tenebrose fobie collettive.
Come effige simbolica del maligno avversario furono scelte le caratteristiche di Pan, divinità pagana delle selve, amante della musica dell’antico flauto, licenziosa come un satiro, emblema della libertà dalle convenzioni sociali. In questo modo si associarono il diavolo e i suoi malefici ai retaggi del passato pagano che ancora sussistevano nelle usanze popolari, nei riti e nelle pratiche legate all’antica Magia Naturalis. Al diavolo e ai malefici furono accomunati ebrei, eretici e presunte streghe, che divennero l’oggetto dell’odio popolare scatenato dalla paura collettiva.
Le terribili epidemie di peste bubbonica del XIV secolo avevano colpito duramente le popolazioni europee: la paura della “morte nera” era collegata all’ignoranza delle modalità del rapido contagio, all’impossibilità di curarne i sintomi, alla profonda credenza della maledizione divina scagliata contro l’umanità peccatrice e corrotta.
Un tempo si tendeva a diffidare della stagione calda e umida segnalata in cielo dalla costellazione del Cane, secondo la tradizione ippocratica, “Canis sydum morbum praenunciat”, oppure fenomeni astrali sfavorevoli e anomale come le eclissi, le comete che si diceva corrompessero l’aria, gli anni bisestili, ma si diffidava anche dei ceti sociali inferiori, accusati apertamente di essere veicoli del contagio con i loro atteggiamenti e pessime abitudini alimentari conseguenti alle frequenti carestie.
La credenza nella pestis manufacta portava spesso all’individuazione degli spargitori, untori più o meno consapevoli, del contagio, dilaniando il tessuto civile già compromesso dal morbo. La collettività mortalmente ferita reagiva spesso con delirio aggressivo, e, nel vano tentativo di esorcizzare il male, cadeva preda della follia.
E nel clima di insicurezza crescente la paura trionfava trasformandosi in panico.

Le paure collettive di oggi

Ancora oggi, malgrado lo sviluppo delle conoscenze scientifiche e il progresso sociale, percepiamo vive minacce alla sicurezza delle nostre comunità: nuove aggressive malattie infettive come Ebola sembrano invincibili e non così lontane, nuovi nemici invisibili come i virus, nuovi barbari con neri vessilli che spargono il terrore, nuovi terroristi organizzati per missioni suicide, nuovi sconosciuti pericoli che si nascondono ancora una volta dietro “l’altro”, il diverso da noi, lo sconosciuto.

Ma la paura è nostra e solo nostra, e solo noi possiamo permetterle di condizionare la nostra vita. Il nostro animo è vulnerabile alla paura come e più di quello dei nostri preistorici antenati.
La paura è l’unico vero virus che può infettarci pericolosamente, contaminare la nostra pace interiore, renderci davvero corrotti.
Apocalypto, M. GibsonNella prima parte del film di Mel Gibson Apocalypto (2006) c’è un interessante dialogo fra il giovane cacciatore Zampa di giaguaro e suo padre Cielo di selce. Il loro gruppo si è appena imbattuto nei superstiti di una tribù in fuga dopo l’aggressione di crudeli nemici.
Chiede il padre: “Che cosa hai visto in quelle persone nella foresta?
Non capisco”.
Paura. La paura che distrugge. Loro ne erano infettati. Hai capito? La paura è una malattia. Striscia nell’anima di chi la prova. Ha già contaminato la tua pace. Non ti ho cresciuto per vivere nella paura. Cancellala dal tuo cuore! Non la portare nel nostro villaggio! Alle prime luci ci riuniremo con gli anziani sulla collina sacra dei nostri padri: chiederemo ai loro spiriti di guidarci”.
Gli antichi gruppi tribali avevano questa grande medicina sociale di cui l’uomo moderno è molto carente: la solidarietà interna, una coesione fatta di esperienze comuni e di affetti, di conoscenze, di saggezza tramandata dagli anziani, di regole e soprattutto di valori condivisi, e di senso del sacro.
Queste sono sempre state le difese immunitarie naturali dell’uomo contro la paura.

La civiltà occidentale oggi è esposta certamente a pericoli reali, ma soprattutto è vulnerabile alla paura che ne ha condizionato lo sviluppo di una fragile struttura interna fin dalle medievali fondamenta.
La paura è ambigua: se fisiologica è una naturale protezione dai rischi, se eccessiva essa diventa patologica e genera blocchi, chiusure, freni allo sviluppo individuale e sociale.
Per non permettere a questa paura patologica, talvolta indotta ad arte nei nostri animi per strumentale manovra socio-politica, di condizionare le nostre scelte e la nostra serenità non ci resta che osservare il nostro passato, conoscere e analizzare obiettivamente il fenomeno e le sue cause, e affidarci alla lucidità dell’intelletto, ben presente nelle parole di un grande uomo della nostra stessa civiltà occidentale, Franklin Delano Roosevelt, pronunciate in momenti difficili della nostra storia:
Lasciate che affermi la mia convinzione: l’unica cosa che dobbiamo temere è la paura stessa!”.
Giovanni Pelosini

Giovanni Pelosini, “Tarocchi, gli Specchi dell’Infinito”

Giovanni Pelosini, Tarocchi Specchi dell'InfinitoIl nuovo libro di Giovanni Pelosini

TAROCCHI

GLI SPECCHI DELL’INFINITO

Storia, Filosofia, Simboli, Alchimia, Cartomanzia pratica

Finalmente in tutte le librerie il nuovo classico della cultura tarologica mondiale: l’enciclopedica Opera Omnia, teorica e pratica, per conoscere “tutto” sui Tarocchi.

Per i neofiti, la visione completa del mondo dei Tarocchi presentata in modo semplice e chiaro. Per i cultori della materia, un punto di riferimento fondamentale. Per tutti, una guida per comprendere se stessi e interpretare il mondo.

Un grande libro (cm 17 x 24), illustrato b/n, 486 pagine, 691 note a piè pagina, ricchissima bibliografia e sitografia, indice analitico.

Editrice Hermatena, maggio 2016 – ISBN 978-88-97371-87-8

 

Acquistabile qui ⇒ G. Pelosini, Tarocchi, Gli Specchi dell’Infinito, 2016

TAROCCHI, gli Specchi dell'InfinitoINDICE degli argomenti:

  • Origine e Storia dei Tarocchi (Prima della storia – Prima delle carte – La leggenda – Ipotesi sull’origine delle carte da gioco e dei Tarocchi – I Naibi “saraceni” – I Trionfi di Petrarca e altre radici culturali – I Trionfi, espressione del Rinascimento italiano – Etimologie e significati – Antichi usi dei Tarocchi – Il periodo d’oro dell’esoterismo francese –  L’Alba Dorata del mondo esoterico anglosassone – L’eredità della scuola di San Pietroburgo – La breve stagione tedesca – Jung e i Tarocchi – I Tarocchi nell’epoca contemporanea – Il mondo dei Tarocchi oggi)
  • Tarosofia (Le radici del pensiero – L’ineffabile Uno di Plotino, archetipo del Tutto – L’Ermetismo – Il pensiero rinascimentale, culla dei Tarocchi – Homo tarologicus e la Ruota delle trasformazioni – Il Principio Conoscitivo – Paradossi di una realtà sfuggente – Il problema del “tempo” – Il “caso” e la sincronicità – Il “destino”, il Karma e la libertà – Previsioni del futuro – Dio gioca a dadi… probabilmente, e l’uomo gioca a carte – Altri paradossi del Matto – Il potere dell’intenzione e la conoscenza immaginativa – Gli opposti estremismi delle ignoranze contemporanee – Credere ai Tarocchi? – I principi filosofici della Tarologia Umanistica)
  • Le chiavi del linguaggio simbolico (Percezioni e interpretazioni della realtà – La lingua dei simboli – Funzioni dei simboli – Azione psicologica dei simboli)
  • Gli Arcani Maggiori (Il Bagatto – La Papessa – L’Imperatrice – L’Imperatore – Il Papa – Gli Amanti – Il Carro – La Giustizia – L’Eremita – La Ruota – La Forza – L’Appeso – La Morte – La Temperanza – Il Diavolo – La Torre – La Stella – La Luna – Il Sole – Il Giudizio – Il Mondo – Il Matto)
  • Gli Arcani Minori (Assi – Carte numerali – Carte di Corte)
  • Il codice astrotarologico e la chiave tarosofica (Tarocchi e astrologia – Alla ricerca del codice astrotarologico – La Chiave della Tarosofia – Corrispondenze astrologiche dei Trionfi – Arcani Minori e Elementi – Arcani Minori e Decani)
  • Corrispondenze: antichi e nuovi intrecci culturali (Tarocchi e mitologia – Tarocchi e fiabe, Pinocchio – Tarocchi e cabala – Tarocchi e lettere degli alfabeti – Tarocchi e numerologia – Operazioni teosofiche e tarologiche – Tarocchi e ABRACADABRA – Tarocchi e I Ching – Tarocchi e alchimia – Tarocchi e magia – Tarocchi e ciclo lunare – Tarocchi e costellazioni – Tarocchi e musica – Tarocchi e Orisha – Tarocchi, anatomia e Yoga – Tarocchi e chimica – Tarocchi e colori – Tarocchi e cibi – Tarocchi, percorsi iniziatici e massoneria – Tarocchi e Gioco dell’Oca – Tarocchi e Cinema)
  • L’arte della cartomanzia (La follia nell’arte delle carte – Vedere non è solo guardare – Arte e metodo – Importanza della ritualità – L’Assioma Centrale della Tarologia Umanistica – Etica e igiene del cartomante – Perché la cartomanzia funziona)
  • Metodi pratici di lettura dei Tarocchi (Principali significati mantici tarologici – Metodo della carta notturna – Le tre varianti del codice cartomantico – Metodo tradizionale delle cinque carte – Metodo tradizionale della Croce Celtica – Il Quadrato Magico: lo Yantra del Sole – Metodo delle sette stelle – Metodo della Spirale Mistica)
  • I mazzi di Tarocchi (I Tarocchi di Marsiglia – I Tarocchi Rider/Waite/Smith – I Tarocchi di Thot, Crowley/Harris – I Tarocchi di Haindl – I Tarocchi della Spirale Mistica, Pelosini/Palumbo – Le Carte Fine dalla Torre – Qual è il miglior mazzo da usare)
  • Appendice del prof. Paolo Aldo Rossi, Università degli Studi di Genova (Etimologie di un termine sconosciuto)

 

 

Tarquinia, 11 giugno 2016: 18° Convegno di Ufologia

Provincia di Viterbo, Comune di Tarquinia, Università Agraria di Tarquinia, S.U.E.T. Subway Web Radio

XVIII Convegno di Ufologia

“Città di Tarquinia”

Sabato 11 giugno 2016

Tarquinia, Teatro Etrusco, Via della Caserma, 32

Ingresso libero

Tarquinia, 18° Convegno UfologiaProgramma

Ore 9.00: Avv. Alessio Colotti, Apertura dei lavori

Ore 9.10: Giovanni Colotti, “Retrospettiva sul caso Zanfretta

Ore 9.40: Relazione della Sezione Ufologica Esoterica Tarquiniese, “Oriolo Romano: un luogo, un simbolo, un messaggio

Ore 9.50: Relazione della Sezione Ufologica Esoterica Tarquiniese: Sunto dei risultati delle osservazioni del cielo notturno durante l’estate scorsa e delle indagini ufologiche condotte nel 2013 e nel 2014.

Ore 10.00: Dr. Francesca Pontani, “Osservatori astronomici nell’antichità

Ore 10.30: Avv. Alessio Colotti & Giovanni Colotti: “Tarquinia: terra d’avvistamenti

Ore 11.30: Massimo Stefani, Etruschi ed Esseri di luce: lo scopo dell’uomo nell’universo

⇒ Ore 12.00: Prof. Giovanni Pelosini, Tarocchi, gli Specchi dell’Infinito

Ore 12.30: Pausa pranzo

Durante l’intervallo saranno proiettati filmati e fotografie di repertorio ufologico.

Ore 14.00: Michel Zirger, Proiezione di un filmato sulla giovinezza di George Hunt Williamson

Ore 14.40: Dr. Maurizio Martinelli, “Verso un nuovo paradigma del nostro sistema solare

Ore 15.10: Gabriele Mazzetti e Simone Pizzo, Presentazione di Subway Web Radio

Ore 15. 25: Giorgio Scanferla,  “Ash Kirishiak: Da un racconto cosmico…Il Libro della Vita Universale

Ore 16.15:  Pier Giorgio Caria, “Messaggio cosmico e profetico dei cerchi nel grano

Ore 17.15: Mario Michele Pascale, “Un’aliena poco conosciuta: Nayotake No Kaguyahime”

Ore 17.45: Pier Giorgio Caria, “Gli Esseri di Luce nel Vangelo

Ore 18.45: Giorgio Bongiovanni

Ore 20.05: Avv. Alessio Colotti, Proiezione del documentario “La profezia di Marcello Ezechiele Ciai

Ore 20.22: Avv. Manuel Paroletti, Proiezione del film “Il caso Zanfretta: una storia diversa?

Ore 22.36: Dibattito

Ore 22.45: Chiusura dei lavori

 

Bibbona, 28 maggio 2016: La Sezione Aurea

Bibbona e Cultura 2016Comune di Bibbona

Conferenza di

Giovanni Pelosini

La Sezione Aurea

Sabato 28 maggio, ore 21.00

Comune Vecchio, Bibbona

INGRESSO LIBERO

La spirale è una forma presente nel macrocosmo delle galassie e nel microcosmo del DNA, ma anche nel misterioso e affascinante mondo dell’immaginario collettivo degli archetipi.

Il simbolo della Spirale Aurea ci accompagna in un viaggio insolito, oltre le convenzionali separazioni: dalla fisica alle profondità della psiche, dall’esoterismo all’arte, dalla mitologia alla filosofia.

Magia e Scienza della Spirale, 2014Il potere del simbolo universale della Spirale e la Sezione Aurea ci accompagnano come un filo d’Arianna nel mistico percorso dei labirinti fisici e metafisici, e fa riflettere sulla natura dell’uomo e sul mistero della vita.

Questo libro è stato uno dei primi testi moderni sul codice universale della geometria sacra: fu pubblicato per la prima volta nel 1994, e nel 2014 ne è uscita una nuova e riveduta edizione in italiano e in russo.

Nel 2011 è stato la principale fonte per la sceneggiatura dei Tarocchi della Spirale Mistica, illustrati da Giuseppe Palumbo.