Archivio della categoria 'Tarocchi sul Sentiero'

L’Appeso dei Tarocchi sul Sentiero (Aurei Sentieri, 12)

Il Sentiero dell’Appeso è una strada che sembra non finire mai: fermi, bloccati, insofferenti, vorremmo proseguire rapidamente verso la nostra meta, ma ciò è, al momento, impossibile.
Su questo sentiero l’ansia è il nostro peggiore nemico, perché impedisce alla mente di operare con efficacia.
Riflettere, pensare, capire sono, infatti, le uniche attività che ci sono concesse in questa situazione.
Ora sembra di non procedere, ma una grande possibilità di evoluzione ci è offerta.
Anche se non si può andare avanti fisicamente, si aprono le porte del profondo e si può procedere sugli straordinari Sentieri Aurei dell’interiorità.
Forse questa sosta forzata era necessaria, forse avevamo dimenticato questa parte importante di noi stessi, distratti dalla Materia che ci circonda, forse c’era bisogno di solitudine, di accettazione, di perdono, di sacrificio per essere purificati.
Se il Sentiero sembra così interrompersi, riflettiamo sul concetto che niente avviene a caso, procedendo così verso una catarsi necessaria.
Quando avremo compreso, continueremo felici il nostro cammino.

Giovanni Pelosini

La Forza dei Tarocchi sul Sentiero (Aurei Sentieri, 11)

Il Sentiero della Forza è un percorso pieno di ostacoli in cui tutti gli elementi della natura sembrano muoversi a chiudere la strada.
Gli avversari si mostrano come nemici e cercano di impedire la prosecuzione del cammino.
Il confronto è inevitabile: chi è sconfitto dovrà accettare di cambiare strada; chi, invece, con audacia supera gli ostacoli potrà andare avanti secondo la sua determinazione.
Molto ardua è la discriminazione su quale sia la migliore strada e capita sovente che gli ostacoli sul cammino siano molto utili per accettare con pazienza la sconfitta contro ciò che non può essere vinto, a superare con forza ciò che può essere superato, a comprendere con saggezza la differenza fra i due tipi di ostacoli che si trovano spesso sui Sentieri Aurei.

Giovanni Pelosini

La Giustizia dei Tarocchi sul Sentiero (Aurei Sentieri, 8)

Il Sentiero della Giustizia è una strada netta e decisa, ben tracciata sul terreno e delimitata: si allunga diritta fin dove lo sguardo arriva e non presenta deviazioni né bivi.
Un Sentiero così bello è più ideale che reale, induce a fermarsi per contemplare la sua direzione, non conduce i piedi passo dopo passo sul cammino perfetto, ma tende a bloccarli nel punto loro assegnato, perché si goda del benessere di quel luogo.
Qui si vive un istante di giusto, totale, appagante benessere.
Su questo Sentiero ogni cosa è al suo posto e tutto è come deve essere.
L’ordine regna sovrano e la ragione è desta, senza turbamenti emotivi.

Giovanni Pelosini

La Ruota dei Tarocchi sul Sentiero (Aurei Sentieri, 10)

Il Sentiero della Ruota è una strada veloce, simbolo del tempo istantaneo come di quello ciclico. Qui regnano l’instabilità e la volubilità, ma il movimento non fa sentire la fatica.
È un Sentiero su cui la mente corre ed il pensiero comunica brillante.
Il paesaggio scorre rapidamente sotto occhi disattenti e i colori si mostrano imprevisti, mentre le forme mutano cineticamente restando impresse sulla retina per un infinitesimo frammento temporale.
I raggi della Ruota fissano istantaneamente tutte le direzioni dello spazio come l’ago di una bussola impazzita al centro della galassia.
Quando una strada si chiude, contemporaneamente una si apre davanti alla Ruota della Fortuna, e la direzione muta con naturalezza.

Giovanni Pelosini

L’Eremita dei Tarocchi sul Sentiero (Aurei Sentieri, 9)

Il Sentiero dell’Eremita è un cammino lento e difficile su aride e rocciose montagne.
Qui si deve procedere con grande attenzione e prudenza, appoggiando un piede alla volta, solo quando l’altro è stabile e fermo, talvolta aiutandosi con il bastone, per non scivolare sull’infido ghiaccio.
Il camminare sulle montagne richiede anche attenzione ai passi e al respiro, entrambi metodici e ritmati, misurati e scelti grazie all’esperienza personale.
La meditazione è l’unica possibilità di progresso nei lunghi tratti in cui il Sentiero è solitario e silenzioso.
L’Eremita spesso torna indietro sul Sentiero e ripercorre i suoi passi cercando le poco visibili impronte sul suolo roccioso; il suo pensiero analizza il tempo trascorso, la sua coscienza osserva gli errori fatti inevitabilmente nel percorso, ciò che ha appreso e ciò che ha perduto.
Soltanto così comprende realmente quando il suo atteggiamento prudente lo ha salvato e quando gli ha fatto perdere un’occasione di vita e quindi di esperienza.
Quando può, si concede un’altra possibilità, alla ricerca del tempo perduto, con la lanterna che illumina appena il Sentiero della profonda coscienza.
La ricerca interiore è lo scopo della lenta camminata sul Sentiero, dove tornare indietro è spesso necessario, dove la già lunga strada si allunga ancora e appare interminabile, dove lo sguardo è rivolto sempre al passato, dove non è importante arrivare, ma procedere costantemente, dove talvolta anche andare indietro in solitudine può voler dire avvicinarsi a se stessi.

Giovanni Pelosini

Il Carro dei Tarocchi sul Sentiero (Aurei Sentieri, 7)

Il Sentiero del Carro è spesso scomodo come la vita del soldato, è pieno di buche in cui le ruote si inceppano, di pietre e di ostacoli continui.
Il Carro sobbalza e salta, cigola spostandosi sui tratti sterrati in rumorosi attriti, su faticosi percorsi.
I cavalli focosi mal sopportano la briglia e tendono ad essere indisciplinati: appena possono tirano il Carro di lato ribellandosi agli ordini dell’auriga.
Il cavallo bianco sposta l’asse su un lato e quello nero gli resiste e tira dall’altra parte.
Quando i cavalli sono così nervosi, il Carro procede lento ed incerto, talvolta si ferma nell’annullamento delle due forze che si contrastano come le energie opposte dell’Universo polare.
L’auriga deve essere allora forte e deciso nel tenere le redini mantenendo il Carro in linea e facendolo progredire sul Sentiero, ma più importante della sua perizia è la scelta fatta di seguire la sua strada.
Ecco che la conoscenza del percorso da fare è fondamentale.
L’Anima muove il proprio veicolo corporeo proprio come un Carro sui difficili percorsi dell’esistenza, mentre le passioni umane tendono a distrarla, confuse e sedotte dalle attrazioni della Materia.
Se l’Anima è consapevole, conosce la propria destinazione e impone una disciplina, conducendo il Carro su Sentieri Aurei.

Giovanni Pelosini

Gli Amanti dei Tarocchi sul Sentiero (Aurei Sentieri, 6)

Camminare da soli sul Sentiero dell’Amore può essere difficile da accettare, ma di norma è agevole e naturale muovere i passi sul percorso spontaneo.
Passo dopo passo i piedi cercano il migliore appoggio ed il peso si distribuisce equamente; le braccia si muovono ritmicamente contribuendo all’equilibrio di tutto il corpo. Se, invece, due persone scelgono di procedere insieme, mano nella mano oppure abbracciati, ecco che la camminata cambia: l’andatura di entrambi subisce un adattamento nel ritmo e nella velocità, la coppia rallenta e si muove con minore agilità nella continua ricerca di un equilibrio precario.
All’occorrenza gli Amanti si sostengono l’uno con l’altro per evitare di cadere, ma l’incedere della coppia è più lento e meno agevole di quello dei singoli.
Percorrere il Sentiero in due richiede grande abilità e, di norma, una certa esperienza. C’è sempre qualche rinuncia e qualche scelta da fare, qualche prezzo da pagare per camminare sul piacevole Sentiero dell’Amore.
Su questo Sentiero il piacere può blandire, ed allora si indulge, confusi, e ci si ferma, dimenticando la vera meta: questo è il vero rischio dell’iniziato che si mette sul cammino in cerca del vero Amore.

Giovanni Pelosini

Il Papa dei Tarocchi sul Sentiero (Aurei Sentieri, 5)

Il Sentiero del Pontefice è un grande insegnamento che va seguito senza deviazioni e senza obiezioni.
È un Sentiero di purificazione e di candore, di controllo assoluto dei sensi e di organizzazione degli Elementi della Materia, di comprensione e di unione, di elevazione e di luce.
Il bianco avvolge di luce il Pontefice che procede sul Sentiero; l’illuminazione totale quasi lo abbaglia, annullando le differenze fra i colori che qui si fondono in un’unica candida tinta.
Ma lo sguardo è rivolto verso l’alto, in meditazione, e sono le vibrazioni del Cielo la migliore guida.
Il Sentiero conduce al sacro ponte che lega l’umano al divino, e qui occorre essere saldi nella determinazione e proseguire, evitando di indulgere alla contemplazione della pur perfetta opera.
Il Pontefice è il Papa, incarnazione dell’Etere, il quinto Elemento che gli altri lega ed avvolge, come un collante impalpabile fra gli atomi aristotelici di Fuoco, Acqua, Aria e Terra: l’immenso eterno Spazio in cui appare scorrere l’ingannevole Tempo.
È Materia sottile e lieve, vettore di onde sonore, raffinata e sublime quintessenza della Natura in cui le vibrazioni del pensiero prendono vita e si muovono come bianchi volatili informi.

Giovanni Pelosini

L’Imperatore dei Tarocchi sul Sentiero (Aurei Sentieri, 4)

L’Imperatore sul Sentiero è un punto fermo perché non cambia volentieri il suo ambiente: non è Lui che segue il cammino, sono gli altri che attraversano il suo territorio e necessariamente fanno tappa presso i suoi castelli.
Se si sposta, lo fa con passo solenne, calcando bene i piedi a consolidare il legame con la Terra, che amministra e onora come fonte di sostentamento e di ricchezza.
È l’incarnazione della Terra, il sacro suolo, la Materia nel suo aspetto più solido, stabile e concreto.
La Terra occupa lo spazio con volume e forma propri; rigidamente si pone a fissare i quattro punti cardinali in un ideale quadrato di conservazione.
Dalla stessa figura deriva la croce, simbolo antico di stabile incrocio di forze opposte in tenace equilibrio.
La Terra è così strutturata: dal Nord al Sud, dall’Est all’Ovest; in una quadratura che sostiene gli edifici, conserva le ricchezze, produce alimenti per gli uomini e mantiene pascoli per gli armenti.
Egli non si scuote facilmente, ma, quando lo fa, dimostra la più grande potenza e una forza inaspettata.

Giovanni Pelosini

L’Imperatrice dei Tarocchi sul Sentiero (Aurei Sentieri, 3)

Sul Sentiero la Grande Madre si muove con passo leggero, sembra volare con il vento, rapida come la nascita di un’idea, volubile come un sogno che si dissolve nella luce dell’alba.
È l’Imperatrice signora della Natura, incarnazione dell’Aria, Elemento sottile in cui si libra il polline vitale che rende fertile la pianta in fiore.
È il soffio divino, essenza stessa dell’Anima, che rese viva la Materia nel loro eterno ed ingannevole abbraccio.
È il respiro cosmico nella ritmica e bipolare alternanza di espansione e contrazione dell’Universo; ed è il respiro individuale, che accompagna la vita di ogni essere dal primo all’ultimo istante.
L’Aria è il mezzo trasparente attraverso il quale si muovono le radiazioni invisibili e quelle visibili, impalpabile protezione dai raggi solari e dalle pietre cadenti, immenso serbatoio di gas vitali e domicilio di nubi feconde.
Il grande mistero della Grande Madre è la sua intima essenza incarnante l’Energia Femminile dell’Universo: un’energia materna eppure volubile, dolce anche se terribile, gaia anche se profonda, protettiva ovvero distruttiva, sacra e profana al tempo stesso.
È l’energia che muove il ciclo eterno della Vita.

Giovanni Pelosini