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VIDEO: “Giovanni Pelosini”

Giovanni Pelosini: presentazione video

 

Giovanni Pelosini, dottore in Scienze Biologiche, scrittore e docente, si occupa da molti anni di cultura e di tematiche di frontiera come la simbologia, la tarologia, l’astrologia, lo yoga, l’antropologia, le discipline olistiche, l’esoterismo occidentale e orientale, indagando tutto ciò che è insolito e misterioso. Ha al suo attivo più di cento pubblicazioni, alcune tradotte in sette lingue. Il suo metodo di indagine risente della formazione universitaria scientifica, ma ama operare anche con creatività e spirito umanistico, realizzando originali sincretismi culturali e artistici. Tiene conferenze e corsi in varie città italiane e all’estero, ed è coordinatore scientifico-culturale e corrispondente per l’Italia del Museo Internazionale dei Tarocchi.

Da un Racconto Cosmico, il Libro della Vita Universale

Da un Racconto Cosmico…

Il Libro della Vita Universale

Recensione

Qualche tempo fa mi è stato donato un libro inusuale nella forma e nel contenuto: il resoconto minuzioso di una lunga serie di “contatti” medianici con l’entità Ash Kirishiak (che sostiene di provenire dal pianeta Ummo), la quale risponde agli eterni dubbi dell’umanità su chi siamo, da dove veniamo e dove andiamo. Un medium, che preferisce mantenere l’anonimato, è stato registrato durante le sue trance in diversi anni di sedute medianiche, e le parti più significative di tali contatti sono state poi raccolte  in tre grandi tematiche e pubblicate dalle Edizioni L’Omino Rosso.

Nella prima parte si spiega come si è evoluto l’Uovo Cosmico e come si sono strutturati i cristalli tetraedrici che costituiscono gli universi. Quindi si parla diffusamente della vita nel nostro sistema solare, e degli esseri senzienti e androgini che un tempo popolavano lo scomparso pianeta Fetonte, di cui oggi rimane traccia nei frammenti che orbitano nella fascia degli asteroidi. Continua a leggere »

Simboli e Astronomia dei Cicli Maya

Simboli e Astronomia dei Cicli Maya

Giovanni Pelosini

Il Serpente Piumato Kukulcan

La piramide maya detta El Castillo (o Tempio di Kukulcan) a Chichén Itzà è un raffinato esempio di simbolismo astronomico ampiamente studiato dai ricercatori. Kukulcan, il Serpente Piumato, era una divinità associata al pianeta Venere che i Maya avevano importato dal nord; gli Aztechi lo chiamavano Quetzalcoatl e, a loro volta, avevano ereditato tale culto dai più antichi e misteriosi Toltechi. Come Afrodite-Venere era generalmente una dea benevola in occidente, Kukulcan era il dio maya della fertilità, della medicina, della semina e del raccolto, colui che dava indicazioni per armonizzare le azioni umane ai ritmi universali.

Solo nel 1980 ci si rese conto di un singolare fenomeno ottico che riguarda la piramide di Chichén Itzà: una foto scattata il 21 marzo (Equinozio di Primavera) evidenziava un curioso gioco di luci e ombre fra i gradoni del lato Ovest, la scalinata di 91 gradini del lato Nord e il corpo del Serpente Piumato che le fa da margine e balaustra per tutta la lunghezza fino formare con la coda una delle colonne del tempio.

Infatti, in quel giorno il Sole al tramonto illuminava con una particolare inclinazione i gradoni della piramide, e questi, proiettando la loro ombra sul lungo corpo cilindrico di Kukulcan, formavano sette triangoli isosceli illuminati dando l’impressione nettissima che il Serpente scendesse sinuosamente la scalinata. Si verificò poi che il fenomeno si ripeteva immancabilmente al tramonto di ogni Equinozio, due volte l’anno, probabilmente in concomitanza con antichi riti cultuali solari che si svolgevano sulla piramide, confermando così le teorie di Luis Arochi, che si era stupito del fatto che le effigi del Serpente Piumato fossero decorate da spirali in tutte le altre piramidi della città, con l’eccezione appunto di El Castillo. Continua a leggere »

Arnell Ando’s “Italy Tarot Art and History Tour”

L’artista ed esperta tarologa americana Arnell Ando organizza in Italia periodici tour culturali nella patria dei Tarocchi e dell’arte. Arnell Ando è una professionista di fama internazionale, di grande talento e sensibilità, corrispondente per gli Stati Uniti d’America del Museo Internazionale dei Tarocchi.

È un onore vedere il mio mazzo dei Tarocchi della Spirale Mistica nel video che ricorda i momenti più belli del suo ultimo viaggio nella cultura italiana.

Un sentito ringraziamento a Arnell e a suo marito Michael…

Giovanni Pelosini

 

Convegno ACAM Day: Archeologia, Misteri, Simboli, Architettura Sacra…

Nella Rocca di Arcidosso sabato 6 luglio 2013 si è tenuto il 1° ACAM Day.

Nella foto i protagonisti del meeting: (da sinistra) Roberto Pinotti, Sandro Zicari, Claudia Cinquemani, Giovanni Pelosini, Robert Bauval, Enrico Galimberti, Maria Grazia Lopardi.

Ha dato l’avvio ai lavori lo storico locale Adriano Crescenzi condividendo la sua conoscenza delle memorie della Rocca Aldobrandesca.

È quindi intervenuto Enrico Galimberti, che ha presentato la metodologia degli studi interdisciplinari sull’umanità e sui misteri dell’archeologia e della scienza.

Il primo intervento di Robert Bauval, il famoso archeoastronomo autore del Mistero di Orione, riguardava i misteri relativi al progetto di Piazza San Pietro a Roma, con esoteriche conoscenze astronomiche eliocentriche che la stessa Chiesa dell’epoca considerava eretiche. Con lui il ricercatore Sandro Zicari, coautore del libro di prossima pubblicazione dal titolo italiano I Papi Solari (Bauval, Hoenzollern, Zicari, The Vatican Heresy). Secondo gli autori, nel XVII secolo, l’obiettivo era quello di creare a Roma un Tempio Ermetico del Sole per fare della città stessa un “Talismano”.

Claudia Cinquemani, autrice del libro La luce della Dea, ha presentato un video sui simboli presenti sul Monte Amiata e in altri affascinanti luoghi del mondo, che si ripetono come manifestazioni degli archetipi nelle architetture sacre di diverse culture.

Una sorpresa per tutti i partecipanti è stata la presenza di Roberto Pinotti. Il famoso scrittore ha portato alla platea e ai relatori i suoi saluti e quelli della rivista Archeomisteri.

Maria Grazia Lopardi, esperta di Templari e di simboli, ha relazionato sulle molteplici corrispondenze che si trovano nell’enigmatico Quadrato Magico SATOR.

Giovanni Pelosini ha quindi parlato delle previsioni e delle profezie, particolarmente di quelle di Gioacchino da Fiore e di Malachia, da un punto di vista olistico e volto a comprendere con consapevolezza il senso dei cambiamenti epocali che stiamo vivendo.

Hanno chiuso l’intensa giornata Robert Bauval e Sandro Zicari con inedite notizie sulle ricerche archeologiche svolte alla Piramide di Saqqara e nell’Egitto sud-occidentale, le quali dimostrano l’evoluta conoscenza astronomica degli sconosciuti popoli preistorici sahariani.

Un appassionato pubblico giunto da ogni parte d’Italia ha riempito totalmente il salone, mostrando quanto le tematiche affrontate possano essere di grande interesse culturale.

Il convegno è stato ideato da Enrico Galimberti,  direttore di ACAM (Associazione Culturale Archeologia Misteriosa), per celebrare degnamente l’anniversario dell’associazione.  L’affascinante location del Castello Aldobrandesco di Arcidosso  è stata quindi voluta dagli organizzatori: Luisa Colombini, coordinatrice del Sistema Museale dell’Amiata, Roberta Pomoni, assessore alla cultura del Comune di Arcidosso, Sara Poletti, segretaria organizzativa, e soprattutto da Claudia Cinquemani,  colta e preparata studiosa locale e pittrice.

Premio Hermann Geiger 2013: la Giuria sceglie i Sei Finalisti

La giuria della prima edizione del Premio Letterario Hermann Geiger ha proclamato i sei autori finalisti, tutti esordienti nella narrativa (in ordine alfabetico):

  • Francesco Caringella, Il colore del vetro, Robin Edizioni
    Filippo D’Angelo, La fine dell’altro mondo, Minimum Fax
    Giovanni Di Giamberardino, La marcatura della regina, Edizioni Socrates
    Giuseppe Marotta, E i bambini osservano muti, Corbaccio
    Marco Marsullo, Atletico Minaccia Football Club, Einaudi
    Ivano Porpora, La conservazione metodica del dolore, Einaudi

La giuria è composta da Giuseppe Panella, critico letterario e ricercatore della Scuola Normale Superiore di Pisa, Giovanni Pelosini, scrittore e docente, Fabio Canessa, giornalista e critico cinematografico, Elisabetta Falleni, libraia, Elena Torre, giornalista e scrittrice.

Cecina, 21 giugno 2013

Febo Conti e la RAI TV di una volta: “Chissà chi lo sa?”

Il 16 dicembre 2012 ci ha lasciato Febo Conti, indimenticabile presentatore della trasmissione RAI Chissà chi lo sa? dal 1961 al 1974. Cinque giorni dopo, stroncata dal dolore, lo ha seguito la moglie, la cantante Italia Vaniglio.

In questa rara fotografia del 1971, scattata direttamente allo schermo televisivo, io sono a sinistra, con i pantaloni bianchi, la camicia variopinta e tutta la marea di sensazioni che si agitavano nel mio animo. Facevo parte della celebre squadra di Rosignano Solvay, vincitrice nazionale del girone nell’anno 1970/71, e seconda nel torneo fra le finaliste vincitrici dei gironi per un solo contestatissimo punto.

Ricordo con affetto “Febo“, così firmava i suoi autografi: una persona sempre garbata, gentile, cordiale, simpatica e gioviale. Rivedere oggi un rarissimo spezzone della trasmissione dà un’idea di che cosa fosse la televisione di quei tempi, con soltanto due canali in bianco e nero. Chissà chi lo sa? era un programma di grande successo che andava in onda il sabato pomeriggio sul primo canale RAI: si trattava di un quiz per ragazzi curato da Bianca Pitzorno e diretto da Cino Tortorella; nell’epoca dell’altrettanto famoso Rischiatutto di Mike Bongiorno, miscelava cultura, divertimento e musica con ospiti importanti come Rita Pavone, Gianni Morandi, Mina, Adriano Celentano, Lucio Battisti, Sergio Endrigo, Ugo Tognazzi, Indro Montanelli, Vittorio Adorni, Salvatore Quasimodo, Giorgio Strelher… Era una RAI che oggi non c’è più, e che già nel 1974 licenziò e dimenticò Febo Conti (professionale, ma privo di tessere di partito), e con lui dimenticò il suo stile, ormai considerato poco adatto ai tempi che rapidamente avevano cominciato a cambiare, promuovendo una tv più urlata, meno elegante, meno tollerante, meno formativa e colta, e, pian piano, sempre più volgare.

Squillino le trombe, entrino le squadre“…

Il regista e montatore Marco Sisi che ha lavorato in RAI è riuscito a recuperare e a mettere a disposizione uno dei rarissimi spezzoni ancora esistenti della trasmissione “Chissà chi lo sa?” del 1971: io sono il terzo della squadra di Rosignano Solvay a entrare (con la solita camicia vistosa e non molto più alto del caposquadra, né di Febo Conti, che però portava i tacchi) …

Per noi ragazzi di tredici anni Chissà chi lo sa? fu un’esperienza mitica. I professori della scuola media ci avevano selezionato con criteri severissimi e ci prepararono intensamente. La squadra era “allenata” per settimane prima di ogni incontro: studiavamo ogni mattina e ogni pomeriggio a scuola per ore, senza pause, con il fiato sul collo dei docenti di ogni materia. Persino in albergo e in treno, durante il lungo viaggio che ci portava verso gli studi RAI della Fiera di Milano, eravamo impegnati in estenuanti prove di cultura generale: il preside e i docenti si alternavano nel prepararci, ma noi della squadra non avevamo tregua. I nostri “allenatori” avevano aspettative elevate e non tolleravano alcuna incertezza o dimenticanza; affiatamento, coordinamento, gioco di squadra, prontezza di riflessi, cultura generale, memoria erano tenute sempre all’erta. E, con enorme soddisfazione di tutti quanti, i risultati non mancarono.

La registrazione di una puntata di 45 minuti durava più di cinque ore (per noi piene di tensione), e la trasmissione andava in onda, accuratamente montata, il sabato successivo. Al nostro ritorno era sempre un piccolo trionfo: eravamo sempre accolti da una piccola folla festosa alla stazione del “paesino” che aveva osato affrontare e battere le squadre delle più blasonate “città” di mezza Italia: Potenza, Alghero, Senigallia, Roma… I telespettatori di Rosignano trascurarono le loro squadre di calcio preferite, e per ben sette week end fecero il tifo per quei ragazzini impegnati nel campionato di “Chissà chi lo sa?“. Eravamo diventati dei personaggi: non solo i compagni di scuola e i docenti, ma tutta la popolazione e la stampa locale, la giunta comunale, e anche il pubblico televisivo di tutta Italia si interessavano a noi, e ci seguivano con simpatia e ansia per i risultati.

Questa era la squadra che voglio ricordare con nostalgia e affetto: Andrea Celati (primo a sinistra), Bruno Bagnoli (terzo da sinistra), Giulio Rispoli (al centro), Giovanni Pelosini (terzo da destra), Antonio Paladini (secondo da destra), Paolo Giannini (al centro in calzoncini corti). Nella foto pubblicata dalla stampa locale dopo la prima vittoria del 21 novembre 1970 ci sono anche i supporter Marco Potenti, Luigi Ciompi e Bruno Piancastelli.

Ciao, Febo, un ultimo affettuoso abbraccio…

Giovanni Pelosini

 

Alla Corte dei Trionfi, 2006

Alla Corte dei Trionfi

in un Trionfo di Arte dei Tarocchi

Il VI Festival Hermatena fu organizzato nel 2006 dal Museo Internazionale dei Tarocchi in provincia di Bologna. In quell’occasione numerosi artisti e appassionati da tutto il mondo si incontrarono in due giorni di performance, mostre di arte figurativa, poesia, musica, teatro, coreografie, conferenze… tutto ispirato alla cultura tarologica ed in particolare agli Arcani Maggiori, o, come si chiamavano un tempo, Trionfi.

Una sintesi della kermesse è stata raccolta in questo video realizzato dall’allora sedicenne regista Lorenzo F.L. Pelosini in cui compaiono, fra gli altri, Tiziana Bertacci, Jari Casagrande, Giovanni Pelosini, I Santini Del Prete, Giovanni Monti, i Burattini di Riccardo, Giovanni e Renata Strada, Arte Studio Morandi, Paolo Conti, Laura Cristin, Gianni Noli, Giancarlo Pucci, Fulgor Silvi, Adolfina De Stefani, Morena Poltronieri, Ernesto Fazioli. La musica eseguita dal vivo è di Giovanni Imparato, ispirata agli Arcani Maggiori e poi inserita come mazzo di Tarocchi musicali nell’opera Le Voci degli Arcani di Giovanni Pelosini.

La Luna e la Farfalla

Il Plenilunio mi ha sempre affascinato fin da giovanissimo con il mistero, la sua luce notturna, le memorie ancestrali di altri mondi e altre vite. La Quinta edizione della Festa della Luna ha trovato nell’antico borgo di Querceto e nell’eclisse lunare del giugno 2011 la perfetta ambientazione spazio-temporale.

Vecchi e nuovi amici hanno collaborato alla buona riuscita della serata. La splendida voce della soprano Piera Coppola ha introdotto magnificamente la mia performance, elaborata e proposta con I Santini Del Prete e la musica del Maestro Giorgio Regalli. La storica fonte di Querceto si è prestata come settecentesco palcoscenico e sfondo per la storia fantastica interpretata dagli artisti (non artisti) ferrovieri Franco Santini e Raimondo Del Prete, che hanno portato una falce lunare gialla, emblema delle energie materne telluriche e lunari in una sorta di antico rito sacro. All’apparizione di Giovanni Pelosini, dietro la veneziana bautta e un nerissimo tabarro si è rappresentato simbolicamente il duello cosmico fra la notte e il giorno, l’oscurità e la luce, il nero e il bianco, che significativamente spiccavano nei guanti dei protagonisti, fino alla singolare conclusione in cui un marchingegno ferroviario denominato “acchiappasperanze” ha catturato finalmente la svolazzante farfalla notturna.
I brani musicali eseguiti sono stati Vaga Luna di Vincenzo Bellini, Somewhere over the Rainbow di Harold Arlen e Rusalkas di Antonin Dvorak.

Giovanni Pelosini

ChemiCats: Sincronicità, Fisica Quantistica e Umorismo

Si può Ridere sulla Sincronicità e sulla Fisica Quantistica?

Sembra incredibile aver potuto racchiudere in un cortometraggio di meno di 13 minuti la teoria della sincronicità di Jung e Pauli, i princìpi della fisica quantistica da Heisenberg a Schroedinger, e la teoria atomica di Dalton; il tutto in chiave comica, ma non per questo privo di contenuti. Eppure, con un po’ di buona volontà e passione, i miei studenti della II SPES dell’Istituto Tecnico Commerciale Cattaneo di Cecina hanno sceneggiato, diretto, interpretato e prodotto un filmino certamente non da Premio Oscar, ma ricco di spontaneità, divertente e istruttivo.

Volete sapere come Wolfgang Pauli conobbe Carl Gustav Jung e come vinse il Premio Nobel?

Vi siete sempre chiesti dove si trovi l’indeterminato elettrone di Heisenberg?

Siete curiosi di sapere dove Albert Einstein incontrava Bohr, Plank, De Broglie, Sommerfeld, Dirac,  i più grandi scienziati del secolo scorso?

Sapete che faccia avesse Deborah, la moglie di John Dalton?

E infine volete davvero sapere che fine ha fatto il famoso Gatto di Schroedinger?

Tutte le risposte sono qui sotto in ChemiCats

Buon divertimento, e non perdetevi i sorprendenti titoli di coda.

Giovanni Pelosini