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	<title>Giovanni Pelosini</title>
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	<description>tarologia, astrologia, simboli, yoga e arti creative</description>
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		<title>Bologna, 4 febbraio 2012: Inferi in Arte per Arte Fiera Off</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 14:58:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pelosini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti creative]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<category><![CDATA[Tarologia]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
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		<description><![CDATA[Bologna Magica Inferi in Arte per Arte Fiera Off Visite misteriose, Esposizioni, Video-proiezioni tra Superficie e Sotterranei Sabato 4 febbraio 2012, ore 20.30 Bologna, Serraglio del torrente Aposa, via Rubbiani, angolo viale Panzacchi Info e prenotazioni: tel. 051.0474235 &#8211; 051.916563 &#8211; 348.8138815 Un percorso sulla nascita dei Tarocchi a Bologna realizzato con l&#8217;esposizione di 22 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><em><strong><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Luna-Tarocchi-dei-Gufi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-9436" style="margin: 0px 10px 0px 0px;" title="Luna, Tarocchi dei Gufi" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Luna-Tarocchi-dei-Gufi.jpg" alt="" width="267" height="348" /></a>Bologna Magica</strong></em></p>
<h1 style="text-align: center;">Inferi in Arte per Arte Fiera Off</h1>
<h2 style="text-align: center;">Visite misteriose, Esposizioni, Video-proiezioni tra Superficie e Sotterranei</h2>
<p style="text-align: center;">Sabato 4 febbraio 2012, ore 20.30</p>
<p style="text-align: center;">Bologna, Serraglio del torrente Aposa, via Rubbiani, angolo viale Panzacchi</p>
<p style="text-align: center;">Info e prenotazioni: tel. 051.0474235 &#8211; 051.916563 &#8211; 348.8138815</p>
<p>Un percorso sulla nascita dei Tarocchi a Bologna realizzato con l&#8217;esposizione di 22 arcani maggiori originali, realizzati dall&#8217;artista <strong>Mariarita Frazzoni</strong> che collabora da anni con il <em>Museo Internazionale dei Tarocchi</em>.<span id="more-9428"></span></p>
<p>Ventidue sono le strade, così come lo sono le manifestazioni dell&#8217;essere nella storia. 22 sono le lettere che esprimono il mondo, coniando un nuovo alfabeto da decifrare. 22 sono gli arcani maggiori dei Tarocchi, un cammino iniziatico o forse solo un gioco di vita che illumina il percorso di Bologna, colei che non si svela, città antica e paziente, che mostra l&#8217;accoglienza come attributo venusiano e il segno del Toro come archetipo divino dell&#8217;Acqua sacra e rigeneratrice che diviene poi Terra magica, cioè <em>Bologna Magica</em>.</p>
<p>L&#8217;itinerario guidato si svolge tra l&#8217;interno del Serraglio dell&#8217;Aposa ed il sotterraneo, dove ci si inoltra per conoscere l&#8217;iconografia dei Tarocchi bolognesi. Nel particolare scenario offerto dal Serraglio, verranno mostrati al pubblico i Tarocchi <em>Al Top-Bologna Magica</em> di Mariarita Frazzoni in grande formato e di notevole valore artistico, che prendendo spunto dai soggetti tipici dei tarocchi li reinterpretano in chiave “sotterranea e medievale”.</p>
<p>L’artista Frazzoni nasce come illustratrice per ragazzi, fino a percorrere una ricerca profonda e sensibile attraverso lo studio e la sperimentazione di differenti materiali. Il racconto incantato di <em>Bologna Magica al Top</em> è ambientato nel Medioevo cittadino ed è raccontato da piccoli topini che diventano i cantastorie dei segreti bolognesi per scoprire le magie di una città davvero incantata. Si tratta di un&#8217;occasione per esplorare le storie magiche relative a una Bologna misteriosa e nascosta, attraverso l&#8217;arte, la magia e la stregoneria.</p>
<p><strong>Posti limitati, prenotazione obbligatoria</strong></p>
<p><strong>Durata 1.30h circa</strong></p>
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		<title>Il Senso Profondo della Sincronicità</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 10:29:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pelosini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aforismi]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Olismo]]></category>
		<category><![CDATA[ripubblicabili]]></category>
		<category><![CDATA[Simboli]]></category>

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		<description><![CDATA[«Tutto nasce non da una forza primigenia, ma da una forma, la quale precede le leggi fisiche associate a causalità, forza ed energia. In questo ambito la sincronicità è la rappresentazione esperienziale e simbolica degli archetipi mentali e fisici. Essa apre la porta alla possibilità che chiunque, tramite il canale della sua psiche, possa partecipare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Massimo-Teodorani.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-9418" style="margin: 0px 10px 0px 0px;" title="Massimo Teodorani" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Massimo-Teodorani.jpg" alt="" width="173" height="168" /></a>«<em>Tutto nasce non da una <strong>forza</strong> primigenia, ma da una <strong>forma</strong>, la quale precede le leggi fisiche associate a causalità, forza ed energia. In questo ambito la <strong>sincronicità</strong> è la rappresentazione esperienziale e simbolica degli archetipi mentali e fisici. Essa apre la porta alla possibilità che chiunque, tramite il canale della sua psiche, possa partecipare in maniera diretta ai meccanismi della materia, suggerendo la possibilità che ciascun individuo, così come una società nel suo insieme, possa entrare in relazione cooperativa con i movimenti della natura e del cosmo seguendone i princìpi di simmetria e di antisimmetria allo stesso modo in cui la vela di una barca segue il vento. In tal maniera le persone diventano parte dell&#8217;Universo, e così e solo così l&#8217;Universo comunica con se stesso.</em></p>
<p><em>Questo è il senso più profondo della sincronicità, la quale può esistere solo se esiste un substrato universale che unisce tutti gli esseri dell&#8217;universo e la psiche che li accompagna.</em>»</p>
<p><strong>Massimo Teodorani</strong>, <a title="Sincronicità di Massimo Teodorani" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__sincronicita.php?pn=2300" target="_blank"><em>Sincronicità</em></a> (2006)<a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/sincronicita.gif"><img class="alignright size-full wp-image-9423" title="Sincronicita" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/sincronicita.gif" alt="" width="107" height="158" /></a></p>
<ul>
<li><a title="Libri di Massimo Teodorani" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_massimo_teodorani.php?pn=2300" target="_blank">Tutti i libri di Massimo Teodorani</a></li>
</ul>
<p>Vedi anche :</p>
<ul>
<li><a title="Cosa è la Sincronicità" href="http://www.giovannipelosini.com/2009/03/la-sincronicita/"><em>La sincronicità</em></a></li>
<li><a title="Film ChemiCats" href="http://www.giovannipelosini.com/2011/06/chemicats-sincronicita-fisica-quantistica-e-umorismo/"><em>ChemiCats: Sincronicità, Fisica Quantistica e Umorismo</em></a></li>
</ul>
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		<title>Firenze, 3-4 febbraio 2012: Auricoloterapia</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 18:35:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pelosini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[ripubblicabili]]></category>
		<category><![CDATA[Yoga e benessere]]></category>

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		<description><![CDATA[Scuola di Agopuntura Tradizionale Corso di Auricoloterapia Dr. Giancarlo Bazzoni Primo Seminario: 3-4 febbraio 2012 Firenze &#8211; Via San Giusto, 2 Info e iscrizioni: tel. 055.704172 L’Auricoloterapia (Auricolo Agopuntura) è nata in Francia per una geniale intuizione del medico lionese Paul Nogier, grazie al contributo fondamentale dei ricercatori cinesi. Pur condividendo in buona parte con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><em><strong>Scuola di Agopuntura Tradizionale</strong></em></p>
<h1 style="text-align: center;">Corso di Auricoloterapia</h1>
<p style="text-align: center;"><strong>Dr. Giancarlo Bazzoni</strong></p>
<p style="text-align: center;">Primo Seminario: 3-4 febbraio 2012</p>
<p style="text-align: center;">Firenze &#8211; Via San Giusto, 2</p>
<p style="text-align: center;">Info e iscrizioni: tel. 055.704172<span id="more-9362"></span></p>
<p>L’Auricoloterapia (Auricolo Agopuntura) è nata in Francia per una geniale intuizione del medico lionese <strong>Paul Nogier</strong>, grazie al contributo fondamentale dei ricercatori cinesi. Pur condividendo in buona parte con la più conosciuta Agopuntura Somatica le indicazioni cliniche e i meccanismi d’azione, è concettualmente più semplice e di più rapido apprendimento. Nel vasto e composito campo della terapia antalgica, l’Auricoloterapia rappresenta un’interessante possibilità terapeutica, evitando di incrementare l’insorgenza di patologie iatrogene su pazienti che sono già sotto carico plurifarmacologico.</p>
<p>Il corso è aperto ai medici per i quali sono stati richiesti crediti ecm alla Regione Toscana, e ha lo scopo di fornire le conoscenze teorico-pratiche nelle più comuni situazioni di dolore acuto e cronico. Il dolore muscolo scheletrico nelle sue diverse sfaccettature, cefalee e nevralgie facciali, dolore neuropatico in generale, rappresentano altrettante situazioni terapeutiche che possono trarre vantaggio dall’Auricoloterapia. La possibilità di associarla alla più convenzionale terapia farmacologica permette al terapeuta di avere nei confronti del problema dolore un approccio integrato, capace di adattarsi alle specifiche esigenze del singolo paziente.</p>
<p>Il Corso teorico-pratico è basato su un innovativo modello diagnostico-terapeutico che prevede il superamento della rigida adesione alle mappe auricolari delle diverse scuole. La mappa viene costruita volta per volta dal medico, che elaborerà un protocollo personalizzato sul paziente.</p>
<p>Primo Seminario:</p>
<p>Venerdì 3 febbraio 2012: ore 09.30 – 13,00 / 14,00 &#8211; 18.30</p>
<p>Sabato 4 febbraio 2012: ore 09.00 – 13,00 / 14,30 &#8211; 16.30</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Prove di Guerra nel Golfo Persico con Urano in Ariete e Plutone in Capricorno</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 15:53:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pelosini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Astrologia]]></category>
		<category><![CDATA[Simboli]]></category>
		<category><![CDATA[mitologia]]></category>

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		<description><![CDATA[La presenza di Urano in Ariete, che cesserà definitivamente soltanto nel marzo del 2019 trova la quadratura di Plutone dal Capricorno e comincia a farsi sentire. La marina militare iraniana ha infatti iniziato il 2012 con una bellicosa sfida all’Occidente e le manovre che hanno visto il lancio di razzi a lunga gittata Qader e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Evirazione-Urano-Vasari-2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-9402" style="margin: 0px 10px 0px 0px;" title="Evirazione Urano, Vasari 2" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Evirazione-Urano-Vasari-2.jpg" alt="" width="276" height="199" /></a>La presenza di <strong>Urano in Ariete</strong>, che cesserà definitivamente soltanto nel marzo del 2019 trova la quadratura di <strong>Plutone dal Capricorno</strong> e comincia a farsi sentire.<br />
La marina militare iraniana ha infatti iniziato il 2012 con una bellicosa sfida all’Occidente e le manovre che hanno visto il lancio di razzi a lunga gittata <em>Qader</em> e <em>Nour</em>. Dapprima i lanci sono stati solo annunciati come test durante le manovre navali, poi sono stati smentiti, e infine effettivamente eseguiti, come da dichiarazione del vice comandante della marina militare persiana Mahmoud Mousavi.<br />
E già si parla di altri missili invisibili ai radar che preoccupano non poco le difese israeliane.<span id="more-9401"></span></p>
<h2>I Missili di Urano e l&#8217;Elmo di Plutone</h2>
<p><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Perseo-e-Medusa.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-9404" style="margin: 0px 0px 10px 0px;" title="Perseo e Medusa" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Perseo-e-Medusa.jpg" alt="" width="259" height="400" /></a>Dal punto di vista della simbologia astrologica il missile è un’arma che ben si addice a Urano in Ariete, posizione tutt’altro che rassicurante per la pace nel mondo: si pensi all’improvvisa caduta dal cielo (<strong>Urano</strong>) di un razzo a forma fallica finalizzato a produrre danni bellici (<strong>Ariete</strong>). Ma questo Urano che si accende e si colora pericolosamente di rosso nel segno di <strong>Marte</strong> si troverà presto in aspetto di quadratura con <strong>Plutone</strong>, da tempo nel <strong>Capricorno</strong>, segno anche esso combattivo.<br />
Narrano i miti che <strong>Ade-Plutone</strong>, signore degli Inferi e delle profondità oscure, avesse un elmo che rendeva invisibili. Fu <strong>Hermes-Mercurio</strong> a prestare tale magico elmo a <strong>Perseo</strong>, insieme al falcetto di <strong>Crono-Saturno</strong>, i suoi meravigliosi sandali alati e un sacco in cui mettere la testa di <strong>Medusa</strong> dopo averla tagliata, oltre al suggerimento di utilizzare uno specchietto per uccidere Medusa senza guardarla direttamente nell’orrido volto. In questa azione spericolata Perseo riuscì a salvarsi dopo aver ucciso il mostro con la testa piena di serpenti capace di pietrificare chiunque con un semplice sguardo soltanto grazie all’elmo di Plutone, che lo rese invisibile alle feroci sorelle di Medusa desiderose di vendetta.</p>
<h2>Il Petrolio di Plutone e lo Stretto di Hormuz</h2>
<p>Ma le simbologie di Plutone non si fermano qui, essendo questo pianeta l’emblema astrologico anche del petrolio, nera sostanza collegata alla ricchezza che si estrae dal sottosuolo. Il braccio di ferro fra l’Iran e l’Occidente, infatti, riguarda anche e soprattutto la minaccia di chiudere lo stretto di Hormuz, da cui passa circa il 40% di tutto il greggio trasportato dalle petroliere di tutto il mondo.<br />
Le manovre navali e missilistiche di Teheran hanno infatti l’intenzione di mostrare alla comunità internazionale la forza militare iraniana, probabilmente e potenzialmente in grado di provocare gravi danni economici bloccando il flusso della principale risorsa energetica del mondo: il plutoniano petrolio.<br />
Tutto ciò potrebbe accadere se la comunità internazionale, spinta dagli Stati Uniti, dovesse decretare sanzioni economiche o un embargo petrolifero come risposta ai piani energetici nucleari della repubblica islamica iraniana. Anche in ambito di energia nucleare da fissione le simbologie planetarie riportano, anche nel nome degli isotopi degli elementi coinvolti <strong>Urano</strong> (Uranio) e <strong>Plutone</strong> (il Plutonio delle scorie), ai suddetti due pianeti, e sono molti gli astrologi che vedono proprio in Plutone il pianeta simbolo dell’energia atomica, essendo piccolo e profondamente potente come l’atomo.<br />
Il rischioso braccio di ferro fra Stati Uniti e Iran si inserisce quindi in uno scenario complesso, con diversi e contrastanti interessi economici e strategici nella regione del Golfo Persico, già recente teatro di lunghe e sanguinose guerre, e con la delicata posizione di Israele, che, minacciata nella sua stessa sopravvivenza, in molte altre occasioni ha già mostrato di saper sfoderare gli artigli.<br />
In linea con la simbologia di Plutone, che vede questo pianeta astrologicamente associato a tutto ciò che è occulto e nascosto, una sotterranea (plutoniana) guerra fra Israele e Iran forse è già cominciata: in che modo spiegarsi altrimenti almeno quattro o cinque “incidenti” avvenuti negli ultimi mesi nelle aree in cui stanno per sorgere gli impianti nucleari iraniani e la strana morte di uno degli ingegneri nucleari coinvolti nel progetto del regime iraniano? In questo stesso quadro Uraniano-Plutoniano di guerra non dichiarata forse va inserito anche il recente attacco dei manifestanti all’ambasciata britannica di Teheran.<br />
I missili<em> Shahab-3</em>, che l’Iran sta puntando contro le basi americane nel Golfo e potenzialmente in grado di agire contro la stessa Israele, potrebbero addirittura essere una ritorsione alle azioni aggressive condotte dalle intelligence israeliane e occidentali contro il programma nucleare e, in generale, contro le mire iraniane tese a ritornare potenza egemone in quell’area strategica.<br />
Ecco che la crisi politica medio-orientale si inserisce nella più ampia crisi energetica mondiale, se non addirittura in quella economico-finanziaria con scenari preoccupanti nei prossimi anni già segnalati dai transiti dei pianeti lenti Urano e Plutone, protagonisti celesti specchio delle umane e terrestri vicende.</p>
<p>Giovanni Pelosini</p>
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		<title>Il Tempo è come la Pellicola di un Film</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 16:40:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pelosini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aforismi]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[ripubblicabili]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Il tempo, di fatto, è statico al pari dello spazio. Il flusso del tempo si coglie solo quando la pellicola cinematografica gira e i fotogrammi si susseguono, uno dopo l&#8217;altro. Ma provate a dispiegare la pellicola e a guardare tutti i fotogrammi insieme. Dove è andato a finire il tempo? Tutte le immagini esistono contemporaneamente. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Reality-Transurfing.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-9394" style="margin: 0px 10px 0px 0px;" title="Reality Transurfing" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Reality-Transurfing.jpg" alt="" width="109" height="160" /></a>&#8220;<em>Il tempo, di fatto, è statico al pari dello spazio. Il flusso del tempo si coglie solo quando la pellicola cinematografica gira e i fotogrammi si susseguono, uno dopo l&#8217;altro. Ma provate a dispiegare la pellicola e a guardare tutti i fotogrammi insieme. </em></p>
<p><em><strong>Dove è andato a finire il tempo?</strong> Tutte le immagini esistono contemporaneamente. Il tempo è statico fino a quando non cominciamo a guardare in sequenza un fotogramma dopo l&#8217;altro. Nella vita succede lo stesso, per questo nella nostra coscienza si è profondamente radicata l&#8217;idea che tutto viene e se ne va. </em></p>
<p><em>Di fatto, tutto quello che è scritto nel campo d&#8217;informazione è lì da sempre e per sempre vi rimarrà. Le linee della vita esistono come pellicole cinematografiche. Ciò che è passato non è sparito, è rimasto. Ciò che è di là da venire esiste già ora. Il segmento corrente di vita è la realizzazione materiale dello spazio delle varianti su un determinato segmento di linea della vita</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Vadim Zeland</strong>, <a title="Reality Transurfing" href="http://www.macrolibrarsi.it/ebooks/ebook-reality-transurfing-vol-1-lo-spazio-delle-varianti-epub.php?pn=2300" target="_blank"><em>Reality Transurfing &#8211; Lo spazio delle varianti</em> </a>(2009)</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Cecina, 21 gennaio 2012: Percorso di Consapevolezza Zen</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 17:54:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pelosini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[ripubblicabili]]></category>
		<category><![CDATA[Yoga e benessere]]></category>

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		<description><![CDATA[Dojo Zen Gyosho Camminando attraverso le nostre scelte Un percorso di consapevolezza attraverso i buoni propositi per il nuovo anno Sabato 21 Gennaio, ore 15.30 Cecina, Dojo Zen Gyosho, Via Ticino 10 Info e prenotazioni: tel. 366.4197465 La Via è un percorso che si pratica all&#8217;interno di una condizione emotiva ben definita chiamata &#8220;Scelta&#8221;. Ogni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><em>Dojo Zen Gyosho</em></strong></p>
<h1 style="text-align: center;">Camminando attraverso le nostre scelte</h1>
<h2 style="text-align: center;">Un percorso di consapevolezza attraverso i buoni propositi per il nuovo anno</h2>
<p style="text-align: center;">Sabato 21 Gennaio, ore 15.30</p>
<p style="text-align: center;">Cecina, <em>Dojo Zen Gyosho</em>, Via Ticino 10</p>
<p style="text-align: center;">Info e prenotazioni: tel. 366.4197465 <span id="more-9389"></span></p>
<p>La Via è un percorso che si pratica all&#8217;interno di una condizione emotiva ben definita chiamata &#8220;Scelta&#8221;. Ogni anno, puntualmente, nei primi giorni di gennaio molte persone fanno i &#8220;buoni propositi&#8221;, che spesso chiamano obiettivi o sogni da realizzare. Il risultato rimane comunque lo stesso: nella maggior parte dei casi pensieri sono e pensieri rimangono se ci si focalizza sui comportamenti da cambiare, sottovalutando le reali motivazioni che arrivano prima delle azioni nel nostro cervello, cioè i pensieri e le parole. Sarebbe come dimenticarsi di mettersi le scarpe prima di cominciare il viaggio.</p>
<p>La meditazione ZaZen fa ritrovare tranquillamente la reale consapevolezza delle proprie capacità e della forza e fede nella scelta di cambiamento che ci si propone.</p>
<p>Offerta: 10,00 Euro</p>
<p>Prenotazione richiesta</p>
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		<title>I Carri di Marte e il Generale Patton (II parte)</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 08:22:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pelosini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I Carri Armati di Patton Il più grande condottiero di carri armati della storia è senza dubbio il generale George Smith Patton, che il famoso film Patton, generale d’acciaio (1970) celebrò con ben sette premi Oscar. A questo film di Franklin J. Schaffner, magistralmente interpretato da George C. Scott e Karl Malden, mi sono principalmente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Patton-generale-dacciaio-1970.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8927" style="margin: 0px 10px 0px 0px;" title="Patton generale d'acciaio, 1970" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Patton-generale-dacciaio-1970.jpg" alt="" width="330" height="488" /></a>I Carri Armati di Patton</h2>
<p>Il più grande condottiero di carri armati della storia è senza dubbio il generale <strong>George Smith Patton</strong>, che il famoso film <em>Patton, generale d’acciaio</em> (1970) celebrò con ben sette premi Oscar. A questo film di <strong>Franklin J. Schaffner</strong>, magistralmente interpretato da <strong>George C. Scott</strong> e <strong>Karl Malden</strong>, mi sono principalmente riferito per l’immagine che di sé lasciò il personaggio, forte del fatto che gli sceneggiatori <strong>Francis Ford Coppola</strong> e <strong>Edmund H. North</strong> si basarono sugli avvenimenti reali descritti da accreditate biografie. Non desidero in questa sede considerare le inevitabili inesattezze storiche, ma valutare soprattutto l’immagine che il personaggio lasciò di sé soprattutto con questo film e con le frasi a lui attribuite. In ogni caso spesso in simbologia ciò che appare è altrettanto importante di ciò che è.<span id="more-9365"></span></p>
<p>A tale proposito appare assai significativo il monologo iniziale del generale nel film: “<em>Desidero ricordarvi che nessun bastardo ha mai vinto una guerra morendo per il proprio Paese. Se l’ha vinta è perché ha costretto altri bastardi a morire per il loro Paese&#8230; il nemico: quello sì che lo agguanteremo per il naso e lo prenderemo a calci nel sedere, e ad ogni calcio gli faremo sputar sangue, e quando avrà finito il sangue dovrà sputare la bile!</em>”</p>
<p>Oltre allo spirito battagliero e aggressivo del personaggio che traspare dal monologo, sono interessanti i riferimenti al sangue e al naso, entrambi collegabili alle simbologie di Marte: “<em>È sempre stato il mio sogno partecipare a un combattimento all’ultimo sangue!</em>”</p>
<p>A proposito del naso, pare che il generale Patton non temesse le battaglie quanto le ferite al naso. Ecco le sue precise parole: “<em>Ricordo che la cosa che più mi spaventava era l’idea di una pallottola che mi arrivasse dritta sul naso. Non so perché, ma la prospettiva di trovarmi un pezzo di piombo sul naso poteva farmi commettere qualsiasi pazzia.</em>” Durante un bombardamento aereo tedesco in Tunisia, pare che si sia esposto al fuoco gridando: “<em>Su avanti, vigliacchi, cercate di prendermi qui sul naso!</em>”</p>
<p><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/George-Patton-tema-natale.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8906" title="George Patton, tema natale" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/George-Patton-tema-natale.jpg" alt="" width="435" height="400" /></a>Si osservi il grafico di <strong>George Smith Patton</strong>, <strong>nato</strong> <strong>a San Marino, California, 11 novembre 1885, 18.38</strong>.</p>
<p>Nel tema natale si ritrovano singolarmente collegati tutti i pianeti della terna dello <strong>Scorpione</strong> (in cui c’è il<strong> Sole</strong>), che abbiamo visto essere in analogia con il tarocco del <em>Carro</em>: <strong>Plutone</strong> (all’Ascendente), <strong>Marte</strong> e<strong> Mercurio</strong>. I segni interessati sono <strong>Gemelli</strong>, <strong>Vergine</strong> e <strong>Sagittario</strong>: ne deriva un mix di veloce inventiva, tecnica, slancio ottimistico e aggressività che fu determinante negli attacchi degli squadroni di carri armati americani in Africa, Italia, Normandia e nelle Ardenne, con un peso assai rilevante per le sorti della II Guerra Mondiale. Dove c’era bisogno di sfondare il fronte con audacia e spavalderia, gli Alleati ricorrevano sempre a Patton.</p>
<p><strong>Marte</strong> è in <strong>quarta Casa</strong> e in <strong>Vergine</strong> a denotare energico patriottismo e rispetto formale della gerarchia militare; il trigono con <strong>Venere</strong> mostra un sincero amore per la vita del soldato, e <strong>Giove</strong> e <strong>Urano</strong> in quinta casa contribuiscono a renderlo eccessivo nelle sue manifestazioni. Patton andava in giro con un frustino, un cinturone da cowboy e un revolver <em>Colt S.A.A.</em> con calcio in saturniano avorio. Una volta un giornalista male informato gli chiese della sua pistola con calcio di “madreperla”, e il suo <strong>Saturno</strong> in <strong>Cancro</strong> gli fece rispondere stizzito: “<em>Solo un pederasta dell’ultimo bordello di New Orleans può averlo di madreperla!</em>”</p>
<p><strong><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/generale-Patton.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8929" style="margin: 0px 10px 0px 0px;" title="generale Patton" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/generale-Patton.jpg" alt="" width="400" height="300" /></a>Marte in Vergine</strong> però preferisce agire piuttosto che parlare, e quindi Patton passava all’azione tutte le volte che gli era consentito. Il modo migliore e più funzionale fu quello di comandare carri armati, che davano sfogo alla sua irruenza sublimando perfettamente il suo carattere implacabile e la sua volontà priva di cedimenti, permettendogli un movimento lento ma inarrestabile. Un suo ordine ricorrente era: “<em>Scegliere sempre l’offensiva, mai soffermarsi!</em>”. Nel durissimo inverno delle Ardenne, il 19 dicembre 1944, comandava la IV Divisione della III Armata affaticata dal clima e dai continui attacchi, ma, quando si trattò di salvare la 101a Divisione Aviotrasportata accerchiata dalla controffensiva tedesca, gelando il suo staff dichiarò: “<em>Andremo sempre avanti, è chiaro? Noi attaccheremo tutta la notte, attaccheremo domani mattina. E, se non dovessimo vincere, che nessuno di noi ritorni vivo!</em>”</p>
<p>Quando non mandava carri armati all’attacco, l’irruenza del suo Marte in Vergine lo rendeva violento, insofferente e impulsivamente manesco nei confronti degli inferiori di grado. È famoso l’episodio della sua visita all’ospedale da campo durante l’invasione della Sicilia: trovando in infermeria un soldato sotto shock ma non ferito, lo aggredì violentemente e lo schiaffeggiò con crudeltà, rimandandolo immediatamente in prima linea, non sopportando la sua vigliaccheria (“<em>Io detesto la viltà!</em>”) e l’inadempienza formale alle regole militari. Già in Africa si era distinto pretendendo che anche i cuochi, in quanto soldati, fossero formali, in divisa e con l’elmetto.</p>
<p>La mancanza di slancio tipica della posizione di Marte in Vergine è decisamente risolta dall’amore per il rischio dello Scorpione, e dagli aspetti del pianeta, particolarmente con <strong>Mercurio in Sagittario</strong>, che spinge ad essere fin troppo disinvolto e ottimista nell’andare sempre avanti, sempre all’arrembaggio. Lo aiutano una buona dose di cosiddetta fortuna (trigono <strong>Giove-Venere</strong>), la profondità plutoniana, ma più forse il Sole in sesta casa che ne fa un programmatore minuzioso anche delle sue azioni più estemporanee, e il sollecitato Urano che lo rende capace di sfruttare le buone opportunità con tempismo e genialità.</p>
<p><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Montgomery-e-Patton.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-8931" style="margin: 0px 0px 10px 0px;" title="Montgomery e Patton" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Montgomery-e-Patton.jpg" alt="" width="471" height="376" /></a>Quando, in antagonismo con gli inglesi di <strong>Montgomery</strong>, aveva spinto i suoi carri troppo avanti nella conquista della Sicilia e il generale <strong>Alexander</strong> gli ordinò di non prendere Palermo, Patton rispose con un laconico messaggio: “<em>Chiedo l’autorizzazione a restituirla</em>”, in cui mostrava ancora una volta la tendenza teatrale e ironica del fortissimo <strong>Plutone</strong> nel tema (all’Ascendente, quadrato a Marte, opposto a Mercurio e trigono a Giove e Urano in quinta casa).</p>
<p>Eppure, oltre a essere impulsivo, eccentrico e risoluto, era anche un inguaribile combattente romantico, un poeta e un guerriero di altri tempi: “<em>Nuove armi? Sono la fine di tutto! Finito l’eroismo, finita la gloria, finito tutto quanto! Niente eroi, niente vigliacchi, niente truppe, niente generali. Solo quelli che sopravvivono e quelli che muoiono. Non fa per me questo tipo di guerra!</em>”</p>
<p>Patton si fidava molto (<strong>Mercurio in Sagittario</strong>) delle sue “<em>ispirazioni improvvise</em>”; per esempio quando il 16 dicembre 1944 “<em>seppe</em>” che i tedeschi stavano organizzando una controffensiva nelle Ardenne per Natale e li sorprese anticipandoli. Le sue<em> ispirazioni improvvise</em> solo in parte si spiegano con il triangolo <strong>Sole-Luna-Nettuno</strong> (quest’ultimo in XII casa e trigono a Giove). È noto, infatti, che Patton asseriva di ricordare alcune sue vite passate, quasi sempre legate a episodi di guerra nell’antica Roma; dimostrava di conoscere benissimo luoghi che non aveva mai visto prima in Europa e faceva spesso riferimento ai grandi eroi e condottieri della storia.</p>
<p>“<em>Sin dai tempi dei tempi / trionfi ho vissuto e sconfitte. / Ho combattuto, ho vinto e son caduto cento volte cento sopra le stelle. / Come in uno specchio opaco vedo le antiche guerre che ho vissuto in diversa guisa, con diversi nomi / ma ero sempre io</em>”.</p>
<p>Questa poesia che Patton recita nel film è significativa e conferma la sua convinzione di aver vissuto molte vite da militare. Il <strong>Nodo lunare Nord</strong> è in trigono a <strong>Luna</strong> e <strong>Nettuno</strong>, e in sestile al <strong>Sole</strong>; è nel segno che ospita Marte, ma in quinta Casa: anche nella posizione e negli aspetti dell’asse dei nodi si possono leggere le visioni nostalgiche del passato che tendono a sublimarsi nel ruolo di comandante militare, perfezionista nella forma della disciplina, al servizio ispirato di un ideale, ma pratico e concreto nell’azione.</p>
<p><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Patton.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8932" style="margin: 0px 10px 0px 0px;" title="Patton" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Patton.jpg" alt="" width="250" height="260" /></a>Il guizzo dell’irrazionalità nel personaggio, convinto militare per vocazione e per nascita, ne fece il grande trionfatore dell’ultimo grande conflitto e un comandante geniale: “<em>Nove decimi della tattica sono sicuri, e vengono appresi sui libri. Ma il decimo irrazionale è come il lampo del martin pescatore, che attraversa lo stagno, ed è questa la vera pietra di paragone dei generali!</em>”</p>
<p>Un tema natale che parla di una vita interessante e, come si è visto, segnata dai “Carri di Marte”, eppure con una <strong>Venere</strong> importante, anche se poco o niente affettiva, nel segno del <strong>Capricorno</strong> opposta a <strong>Saturno</strong>. Oltre che nella lesione mortale alle vertebre cervicali del soggetto, forse si può leggere nei molti aspetti che fa Venere nel tema anche quella spinta personale e soggettiva verso la vocazione destinica che utilizza all’occorrenza anche l’energia di Marte, e non il contrario, così come rammentava <strong>Marsilio Ficino</strong>: “<em>Marte non doma mai Venere&#8230;</em>”.</p>
<p>Infatti, nel destino del generale non ci furono solo i carri armati: a guerra finita, il 9 dicembre 1945 a Heidelberg, un autocarro (!) senza freni urtò in velocità la sua auto e Patton batté violentemente la testa rompendosi le vertebre cervicali. Mercurio nel segno del Sagittario si opponeva a Urano, e la Luna acquariana, opposta a Plutone, si trovava proprio sul suo Medio Cielo. Morì per la grave ferita il 21 dicembre 1945.</p>
<p><strong>Giovanni Pelosini</strong></p>
<ul>
<li>
<h2>Vedi <a title="I Carri di Marte (parte 1)" href="http://www.giovannipelosini.com/2012/01/i-carri-di-marte-i-parte/"><em>I Carri di Marte (I parte)</em></a></h2>
</li>
</ul>
<h2 style="text-align: center;"><span style="text-decoration: underline;">Bibliografia</span></h2>
<p>Marsilio Ficino, <em>Sopra lo Amore, ovvero Convito di Platone</em></p>
<p>Marija Gimbutas, <em>Il linguaggio della Dea</em></p>
<p>Giovanni Pelosini, <a title="Matriarcato e Patriarcato, Mitologia e Astrologia" href="http://www.giovannipelosini.com/2009/05/matriarcato-e-patriarcato-nei-miti-antichi-e-nei-simboli-astrologici/"><em>Matriarcato e patriarcato nei miti antichi e nei simboli astrologici</em></a></p>
<p>Giovanni Pelosini, <a title="Tarocchi Aurei" href="http://www.giovannipelosini.com/2009/01/i-tarocchi-aurei/"><em>I Tarocchi Aurei</em></a></p>
<p><em>La Bibbia di Gerusalemme</em> (EDB)</p>
<p><em>Baghavad Gita</em></p>
<p><em>The New Webster Dictionary</em></p>
<p>Carlo Cordié, <em>Enciclopedia dei miti</em></p>
<p>Omero, <em>Iliade</em></p>
<p>James George Frazer,<em> Il Ramo d’Oro</em></p>
<p>Stephen King, <em>La Torre Nera</em></p>
<p>Eginardo, <em>De Vita Caroli Magni Commentarius</em></p>
<p>Franklin J. Schaffner, <em>Patton, generale d’acciaio</em></p>
<p>Ladislas Farago, <em>Patton: ordeal and triumph</em></p>
<p>Omar N. Bradley,<em> A soldier’s story</em></p>
<p>Kristopher Calnon, <em>Patton: A man of Heroic Proportions</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>I Carri di Marte (I parte)</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 17:10:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pelosini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Nessuno è spinto dall’odio! Tutti sono spinti da Amore!” Marsilio Ficino I Neoplatonici non disgiungevano l’analisi di Marte da quella di Venere, considerando sempre tale coppia planetaria uno degli aspetti del concetto di Amore. Ciò trova una giustificazione in alcuni miti in cui Eros, anziché una divinità preolimpica, è considerato figlio di Afrodite e di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;" align="right"><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Canova-Marte-e-Venere.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8905" style="margin: 0px 10px 0px 0px;" title="Canova, Marte e Venere" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Canova-Marte-e-Venere.jpg" alt="" width="241" height="400" /></a><strong>“<em>Nessuno è spinto dall’odio!</em></strong></p>
<p style="text-align: right;" align="right"><strong><em>Tutti sono spinti da Amore!</em>”</strong></p>
<p style="text-align: right;" align="right"><strong>Marsilio Ficino</strong></p>
<p>I <strong>Neoplatonici</strong> non disgiungevano l’analisi di <strong>Marte</strong> da quella di <strong>Venere</strong>, considerando sempre tale coppia planetaria uno degli aspetti del concetto di <strong>Amore</strong>. Ciò trova una giustificazione in alcuni miti in cui <strong>Eros</strong>, anziché una divinità preolimpica, è considerato figlio di <strong>Afrodite</strong> e di <strong>Ares</strong>.</p>
<p>Scrive <strong>Marsilio Ficino</strong> (<em>Sopra lo Amore ovvero Convito di Platone</em>) che <em>“…se Venere tiene la signoria della natività dell’uomo, concede affetto di Amore: e se Marte prossimamente vi si aggiugne, fa con la caldezza sua lo impeto di Venere più ardente.</em>” In altre parole nell’astrologia rinascimentale Marte dona a Venere la forza e l’audacia necessarie all’Amore per esprimersi al meglio. E se tale concetto atavico e universale di Amore nell’uomo riesce a manifestarsi soprattutto nei rapporti interpersonali, si spiegano meglio anche i princìpi dell’astrologia moderna e psicologico-evolutiva riguardanti le relazioni dell’individuo con il mondo esterno in un connubio che solo la nostra mente sceglie di ordinare e suddividere in categorie ideali: affettive, estetiche, dialettiche, intellettive, aggressive.<span id="more-8784"></span></p>
<p>Anche così può esprimersi l’Amore: con la forza e la combattività, con la spinta propulsiva e l’ardore, con l’energia attiva di Marte che talvolta rappresenta l’unica possibilità che ha la vita di prevalere sull’ostilità ambientale e sulla morte. E tuttavia Marte, pur essendo un aspetto di Amore al pari di Venere, non esita a mostrare spesso la sua faccia feroce e aggressiva, la sua natura affermativa e bellicosa, la sua azione sempre muscolare e talvolta violenta: sia per aspetti planetari disarmonici, sia, più in generale, per la diffusa errata concezione di “amore”, dimenticando che la stessa mitologica <strong>Armonia</strong> è figlia degli due numi planetari. Tutto ciò rientra nell’antico conflitto tra i princìpi maschile e femminile dell’universo, che stentano a trovare un’armonica fusione nell’individuo, nella coppia, nella famiglia, nella società, nel mondo.</p>
<p>Tra i simboli di <strong>Marte</strong> guerriero in modo inusuale ho scelto il carro, principalmente nei suoi aspetti emblematici di veicolo di spostamento attivo e dinamico, di strumento cultuale funebre e trionfale, di strumento bellico, ben consapevole che, se il carro è soprattutto un simbolo del <strong>Sole</strong>, i carri da guerra di ogni epoca, spesso rivestiti di ferro, sono indubbiamente manifestazioni archetipiche di Marte.</p>
<h1 align="center"></h1>
<h1 align="center"></h1>
<h1 align="center"><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Carro-del-Sole.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-8904" title="Carro del Sole" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Carro-del-Sole.jpg" alt="" width="571" height="400" /></a></h1>
<h1 align="center">*   *   *</h1>
<h1 align="center"><strong>I CARRI DI MARTE</strong></h1>
<h2><strong>I Carri dei Kurgan</strong></h2>
<p>La storia dei carri è antica quasi quanto la civiltà, e narra, con la sua evoluzione, uno dei più drammatici avvenimenti del nostro lontano passato. Lentamente a partire dal V millennio a.C. popolazioni nomadi e guerriere iniziarono a invadere e a conquistare il Vecchio Mondo soppiantando l’antica civiltà autoctona che vi dominava fin dal periodo neolitico. Il processo di conquista, che alcuni studiosi chiamano kurganizzazione, fu lungo e avvenne in tempi diversi nelle varie aree, ma con significative costanti: la distruzione dei primi grandi centri agricoli organizzati e dei centri di culto megalitici, la mitopoiesi celebrativa degli eroi solari vittoriosi, il violento passaggio da una civiltà contadina e matriarcale ad una patrilineare e guerriera, la sostituzione delle antiche Dee Madri con pantheon a prevalenza maschile. (Vedasi il mio saggio <a title="Matriarcato e Patriarcato, Mitologia e Astrologia" href="http://www.giovannipelosini.com/2009/05/matriarcato-e-patriarcato-nei-miti-antichi-e-nei-simboli-astrologici/" target="_blank"><em>Matriarcato e patriarcato nei miti antichi e nei simboli astrologici</em></a>, 2008).</p>
<p><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Andr%C3%A9-Castaigne-Carica-di-carri1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8935" style="margin: 0px 10px 0px 0px;" title="André Castaigne, Carica di carri" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Andr%C3%A9-Castaigne-Carica-di-carri1.jpg" alt="" width="313" height="189" /></a>Ondate di nomadi allevatori di cavalli scesero dalle montagne come una piena, e così sono spesso rammentati nei miti, travolgendo gli insediamenti agricoli nelle fertili vallate. In molti casi avevano innovative armi di ferro ed erano spinti da una forte volontà di prevalere. I loro micidiali carri da guerra fecero la differenza tattica e strategica per interi millenni, e li portarono alla vittoria sui campi di battaglia.</p>
<p>L’ancestrale conflitto fra agricoltori e allevatori si rinnovava nella dialettica universale fra i princìpi femminile e maschile, rappresentati a seconda dei casi dalla coppia simbolica <strong>Luna-Sole</strong> o da quella <strong>Venere-Marte</strong>. Dal punto di vista simbolico le ruote dei più antichi carri rappresentano perfettamente il loro diverso ruolo a seconda della funzione pratica e le due principali divinità di riferimento dotate di dischi ruotanti celesti. Le più primitive ruote di carro dei più antichi centri stanziali conosciuti erano piene e robuste, adatte al carico e simbolicamente riferite al sacro disco lunare che scandiva i ritmi della vita agricola. I carri da guerra degli invasori avevano ruote snelle e dotate di raggi, che richiamavano simbolicamente il mitico carro del Sole e le bellicose divinità maschili che lo accompagnarono.</p>
<p>Uno degli episodi di tale lungo e complesso processo di trasformazione culturale avvenne intorno al 1150 a.C., quando i Dori distrussero la tarda civiltà micenea, dando vita al sincretismo religioso che strutturò gran parte dell’antica mitologia classica mediterranea che rappresenta ancora la base fondante della simbologia astrologica. Con l’Età del Ferro e l’avvento del carro come strumento di guerra, Marte entra da protagonista a far parte di questa narrazione astrologica e antropologica che ci porterà, dopo più di tremila anni, ai carri armati moderni.</p>
<h2><strong>I Carri di ferro della Bibbia </strong></h2>
<p>Carri di ferro sono rammentati nella Bibbia, quando si descrive la formidabile armata di 900 carri del generale <strong>Sisara</strong>, al servizio di <strong>Iabin</strong>, re di Canaan, che opprimevano duramente da venti anni il popolo di Israele.<a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Carro-da-guerra-ittita.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8920" style="margin: 0px 10px 0px 0px;" title="Carro da guerra ittita" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Carro-da-guerra-ittita.jpg" alt="" width="400" height="301" /></a> Secondo il racconto (<em>Giudici, IV</em>) l’armata fu dispersa da <strong>Yahwèh</strong>, che precedeva l’esercito degli Israeliti di <strong>Barak</strong>, ma significativamente furono due donne a consentire la sconfitta dei carri da guerra e dei nemici sul monte Tabor.</p>
<p>Fu la profetessa <strong>Debora</strong> a dettare la vincente strategia d’attacco e a incoraggiare Barak a radunare un esercito, ma egli si rifiutò di combattere senza avere lei al suo fianco, al che la profetessa sentenziò: “<em>Bene, verrò con te; però non sarà tua la gloria sulla via per cui cammini; ma il Signore metterà Sisara nelle mani di una donna.</em>” (<em>Giudici, IV,9</em>). E infatti fu <strong>Giaele</strong>, moglie di <strong>Eber</strong>, a uccidere il generale Sisara che si era nascosto nella sua stessa tenda, conficcandogli con un martello un acuminato paletto nella tempia, quale ulteriore simbolo di Marte in questa antica storia.</p>
<h2><strong>I Carri etruschi dei Principi Guerrieri</strong></h2>
<p>Nel corredo funebre della più grande tomba della necropoli di Populonia furono trovati i resti di due carri da guerra in legno con rivestimenti decorativi anche in ferro del VII secolo. La struttura della decorazione dei carri rivelava la grande importanza che gli Etruschi attribuivano a questo metallo, per alcuni aspetti considerato ancora più prezioso dell’oro. Le miniere di ferro della vicina Isola d’Elba resero potenti i clan aristocratici dell’Etruria occidentale contribuendo a formare una casta di prìncipi guerrieri. Uno dei principali motivi del fiorire della civiltà etrusca nel primo millennio a.C. furono indubbiamente gli accessibili giacimenti di ferro dell’Elba, delle Colline Metallifere e della Tolfa, che costituivano all’epoca il complesso produttivo di massima rilevanza di tutto il Mediterraneo. Il dio del ferro e della guerra <strong><em>Laran</em></strong> (marito di <strong><em>Turan</em></strong>, corrispondente di Venere), che i Romani poi chiamarono Marte, fu una divinità importante per almeno una dozzina di secoli nella nostra penisola, e non solo. La funzionale organizzazione militare romana fu un modello di successo e uno dei pilastri della società culturale sia repubblicana sia imperiale: parte di tale organizzazione era di origine etrusca, come traspare anche dalla parola latina <em>miles</em> (soldato), presa senza modifiche dalla lingua etrusca. Quanto alla dubbia derivazione di Marte dalla divinità etrusca <em>Maris</em>, spesso rappresentata come un giovane armato, non è il caso di approfondire in questa sede. Ma ancora una volta è opportuno segnalare come nella società etrusca, pur così fortemente segnata dai simboli “maschili” di Marte, abbiano avuto grande importanza le donne, in modo significativamente diverso dalle civiltà greca e romana, al punto da utilizzare con frequenza il matronimico.</p>
<p><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Viaggio-agli-Inferi-in-carpentum.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8924" style="margin: 0px 10px 0px 0px;" title="Viaggio agli Inferi in carpentum" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Viaggio-agli-Inferi-in-carpentum.jpg" alt="" width="200" height="220" /></a>Come dimostrano i ritrovamenti archeologici di Castel San Mariano presso Perugia, fin dall’età arcaica il carro era un simbolo cerimoniale di aristocratico potere e ricchezza che serviva ai prìncipi in battaglia e nei trionfi, così come corredo funebre per l’ultimo viaggio.</p>
<p>Si distinguevano però due tipi di carri a due ruote: il <strong><em>carpentum</em></strong> (femminile) e il <strong><em>currus</em></strong> (maschile). Il <em>carpentum</em> era l’antenato del moderno calesse utilizzato anche dalle donne e dai magistrati, con uno o due posti seduti, decorato in bronzo a ricordare anche con il rame l’attinenza simbolica con Venere, presente nei fregi nella forma alata di <em>Turan</em>. Aveva l’asse ruotante e non poteva muoversi troppo velocemente. <strong>Tito Livio</strong> narra di un prodigio avvenuto al futuro re <strong>Tarquinio Prisco</strong> quando entrò sfarzosamente a Roma con la moglie a bordo di un <em>carpentum</em>. Il <em>currus</em> etrusco invece era una classica biga aperta posteriormente sulla quale prendevano posto due persone in piedi: in genere si trattava di un aristocratico e di un auriga, che si muovevano così in trionfo, a caccia e in battaglia. L’eccezionale ritrovamento di un carro di ferro etrusco completo di cavalli in una tomba aristocratica di Adria, unito a leggende locali ancora vive nel secolo scorso, conferma gli utilizzi sia bellico sia sepolcrale del carro, in analogia simbolica con Marte e con i segni in cui è domiciliato (Ariete e Scorpione).</p>
<h2><strong>Il Carro di Ferragosto</strong></h2>
<p>A Fontanarosa, in provincia di Avellino, la tradizione della vigilia di Ferragosto vuole che da circa due secoli si porti in processione, non senza difficoltà, un obelisco di paglia intrecciata alto circa 28 metri a forma di appuntito obelisco detto “carro”, trainato da due coppie di buoi. Questo nome rappresenta certamente un retaggio dei carri agricoli carichi delle primizie del raccolto che erano anticamente offerte alle divinità femminili pagane durante le feste estive e che successivamente rappresentarono un atto di ringraziamento e di devozione alla Madonna, nella festa dell’Assunzione, risalente almeno al VII secolo. Lo stesso utilizzo di paglia inumidita e intrecciata con arte su telai ricorda la preistorica <a title="Simboli del Grano e della Dea Madre" href="http://www.giovannipelosini.com/2011/06/simboli-del-grano-e-delle-antiche-dee/">festa del raccolto dei cereali</a>.</p>
<p>La forma della guglia, fortemente acuminata, richiama astrologicamente i simboli di Marte. Possibili riferimenti mitologici sono quello del carro alato di <strong>Trittolemo</strong> ornato di serpenti, donato da <strong>Demetra</strong> per volare sui campi come allegoria del principio maschile incaricato di fecondare la Madre Terra; e quello del carro di <strong>Attis</strong>, simbolicamente evirato, che immagino versare gocce di sangue fecondante sui campi della Frigia, terra sacra alla Dea Madre <strong>Cibele</strong> celebrata da sacerdoti eunuchi.</p>
<p>Quanto al nome “Ferragosto”, è appena il caso di ricordare che deriva dal latino <em>Feriae Augusti</em> (Riposo di Augusto), anche se la coincidenza ha voluto creare una cabala fonetica in lingua italiana che richiama singolarmente il marziano ferro.</p>
<h2><strong>Il Carro dei Tarocchi</strong></h2>
<p>Il VII Arcano Maggiore si chiama <em>Il Carro</em> e raffigura un auriga che guida un cocchio trionfale trainato da due animali di diversi colore e intenzioni. Una delle interpretazioni psicologiche fa riferimento allo spirito dell’uomo che è chiamato a tenere a freno la sua natura materiale, con il dualismo che lo lega all’apparente realtà bipolare tramite i sensi, le passioni, l’orgoglio, il suo stesso corpo e le sue stesse azioni e motivazioni: tutto ciò che può sfruttare per andare avanti lungo la strada scelta, anche se con fatica e lentezza, verso i suoi obiettivi.</p>
<p><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Carro-Tarocchi-Aurei.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8922" style="margin: 0px 10px 0px 0px;" title="Carro, Tarocchi Aurei" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Carro-Tarocchi-Aurei.jpg" alt="" width="236" height="382" /></a>Certamente il mito dell’auriga che <strong>Platone</strong> cita nel <em>Fedro</em> (246) è uno dei riferimenti classici della carta, come lo è il mito di <strong>Fetonte</strong> (cfr. Ovidio, <em>Metamorfosi, II</em>). Proprio in <strong>Ovidio</strong> ho trovato una delle rare tracce letterarie che lega analogicamente il Tarocco al segno dello Scorpione, domicilio di Marte: i cavalli imbizzarriti del carro volante, sfuggiti al controllo dell’inesperto Fetonte, prima di precipitarlo sulla terra, vanno a cozzare contro la volta celeste proprio in corrispondenza della costellazione dello Scorpione.</p>
<p>Confesso però che tale analogia astrologica, pur derivante dal sistema coerente della griglia dei miei <a title="Tarocchi Aurei" href="http://www.giovannipelosini.com/2009/01/i-tarocchi-aurei/"><em>Tarocchi Aurei</em></a>, agli inizi della ricerca non mi convinceva completamente, essendo i simboli sempre plurivoci. Per la stessa ragione i vari significati astrologici di Marte si ritrovano maggiormente in altre carte del mazzo, particolarmente nella militare e fallica <em>Torre</em>, e tuttavia la mia argomentazione sul pianeta Marte in questo caso deve poter richiamare anche lo Scorpione come uno dei suoi domicili.</p>
<p>Le mie iniziali perplessità furono messe da parte soprattutto di fronte alla perfetta posizione della carta nella colonna dei segni d’Acqua; ricordando poi anche i culti funebri e le celebrazioni degli eroi guerrieri della mitologia celtica, particolarmente l’irlandese Cùchulainn, che forse usava un mezzo simile all’antico carro da guerra gallico a due ruote chiamato <em>esseda</em>, che poi i Romani adottarono soprattutto nei giochi circensi.</p>
<p>Ma nel corso dello studio tarologico altri indizi si presentarono.</p>
<p>Nella saga della <em>Torre Nera</em> di <strong>Stephen King</strong>, moderna fonte mitopoietica di un narratore che ha dimostrato più volte di saper attingere alla biblioteca degli archetipi universali, la radice <em>char-</em>, nella cosiddetta <em>Lingua Eccelsa</em>, significa “morte” (così come nell’antico inglese vuol dire girare, voltare, mutare, ricordando così la ruota), e <em>Charyou Tree</em> (così simile al termine inglese <em>charioteer</em>, auriga) era la celebrazione di un cruento rito sacrificale agricolo del Giorno delle Messi, con il significato di “<em>Morte a te, Vita al mio raccolto</em>”: qualcosa di molto simile è stato espresso nelle tesi di etnologia arcaica di James George Frazer (cfr. <em>The Golden Bough</em>, 1922) e richiama le origini del summenzionato carro di Fontanarosa.</p>
<p>Infine il termine latino <em>caro</em> (carne) ha poi prodotto nel francese arcaico <em>carnel</em>, e quindi l’inglese <em>charnel house</em>, il luogo presso le chiese dove si depositavano i cadaveri.</p>
<p>Quanto al già ricordato <em>carpentum</em>, esso ha origine protoceltica nel termine <em>karbanto</em> (carro da guerra), e una poco dubbia affinità etimologica con <strong>Carpentus</strong> o <strong>Carpantus</strong>, divinità guerriera conosciuta solo grazie a rare iscrizioni dedicatorie latine trovate in Francia e riferite a tale dio degli eroi che correvano alla battaglia sui carri da guerra.</p>
<p><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Alessandro-Magno.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8925" style="margin: 0px 10px 0px 0px;" title="Alessandro Magno" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Alessandro-Magno.jpg" alt="" width="389" height="292" /></a>I più famosi e leggendari condottieri, conquistatori e imperatori sono spesso ricordati a bordo di un carro. Di <strong>Alessandro Magno</strong> si disse che guidò un cocchio trainato da due grifoni alati per esplorare il cielo. <strong>Eginardo</strong>, il biografo di <strong>Carlo Magno</strong>, scrisse che l’imperatore “viaggiava ovunque a bordo di un carpento” (<em>Quocumque eundum erat, carpento ibat.</em> Eginardo, <em>De Vita Caroli Magni Commentarius, 1</em>). Anche iconograficamente è famosa l’immagine del carro con cui <strong>Achille</strong> trascina il corpo straziato di <strong>Ettore</strong> sotto le mura di Troia (cfr. Omero, <em>Iliade</em>).</p>
<p>Anticamente la biga da guerra era conosciuta e usata dagli Egizi fin dalla V Dinastia e nell’arcaico poema indiano <em>Bhagavad Gita</em> c’è l’importante riferimento simbolico al carro da guerra del principe <strong>Arjuna</strong>, che ha come auriga addirittura il dio <strong>Krishna</strong>. Qui la vittoria attende l’audace che ha scelto di percorrere con il carro un simbolico viaggio iniziatico di coscienza, conoscenza e amore, un sentiero non agevole se non si è guidati dalla divina forza interiore. Infatti è Krishna che guida il carro e a lui deve affidarsi Arjuna prima dello scontro finale, allegoria della battaglia interiore di ogni uomo contro l’ignoranza e gli attaccamenti egoici.</p>
<p><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Carro-Tarocchi-Spirale-Mistica.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-8937" style="margin: 0px 0px 10px 0px;" title="Carro, Tarocchi Spirale Mistica" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Carro-Tarocchi-Spirale-Mistica.jpg" alt="" width="228" height="400" /></a>I miti classici narrano dei già citati carri di <strong>Trittolemo</strong> e di <strong>Attis</strong>, del corpo di <strong>Ippolito</strong> trascinato sugli scogli dai cavalli imbizzarriti del suo stesso carro, e della morte cruenta degli amanti di <strong>Ippodamia</strong>, figlia di Enomao. Si narra, infatti, di <strong>Enomao</strong>, re di Pisa in Elide e figlio di Ares-Marte, che gareggiava con i pretendenti della figlia Ippodamia in una mortale corsa sui carri: i cavalli di Enomao erano un dono di Marte e talmente veloci che il re concedeva sempre un vantaggio agli sfidanti, che erano quindi regolarmente raggiunti prima del traguardo e decapitati. Il mito ricorda dodici o tredici teste di perdenti inchiodate alla porta della reggia. La serie dei pretendenti si esaurì con un sabotaggio scorpionico a danno dell’asse del carro del re e con la sua morte conseguente all’incidente.</p>
<p>Uno dei significati esoterici del VII Arcano, complessi come il mitico nodo del <em>Carro di Gordio</em>, è nascosto nel senso profondo della morte e della rinascita, dei riti dell’evirazione sacra e del sangue fecondante, delle ancestrali celebrazioni dei ritmi agricoli del calendario sacro, degli antichi Misteri Orfici, di Eleusi e di Attis, dei cicli naturali della vita e dell’esistenza. <em>Il Carro</em>, VII lama dei Tarocchi, seguendo numericamente <strong>Eros</strong>, rappresentato dal VI Arcano (<em>L’Innamorato</em>), deve simboleggiare anche <strong>Thanatos</strong>, l’oscura morte che apre alla suprema e profonda metamorfosi dell’essere.</p>
<p><strong>Giovanni Pelosini</strong></p>
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<li>
<h2>Continua in <a title="I Carri di Marte (parte 2)" href="http://www.giovannipelosini.com/2012/01/i-carri-di-marte-e-il-generale-patton-ii-parte/"><em><strong>I Carri di Marte (II parte)</strong></em></a></h2>
</li>
</ul>
<h2 style="text-align: center;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Bibliografia</strong></span></h2>
<p>Marsilio Ficino, <em>Sopra lo Amore, ovvero Convito di Platone</em></p>
<p>Marija Gimbutas, <em>Il linguaggio della Dea</em></p>
<p>Giovanni Pelosini, <a title="Matriarcato e Patriarcato, Mitologia e Astrologia" href="http://www.giovannipelosini.com/2009/05/matriarcato-e-patriarcato-nei-miti-antichi-e-nei-simboli-astrologici/"><em>Matriarcato e patriarcato nei miti antichi e nei simboli astrologici</em></a></p>
<p>Giovanni Pelosini, <a title="Tarocchi Aurei" href="http://www.giovannipelosini.com/2009/01/i-tarocchi-aurei/"><em>I Tarocchi Aurei</em></a></p>
<p><em>La Bibbia di Gerusalemme (EDB)</em></p>
<p><em>Baghavad Gita</em></p>
<p><em>The New Webster Dictionary</em><strong> </strong></p>
<p>Carlo Cordié, <em>Enciclopedia dei miti</em></p>
<p>Omero, <em>Iliade</em></p>
<p>James George Frazer, <em>Il Ramo d’Oro</em></p>
<p>Stephen King, <em>La Torre Nera</em></p>
<p>Eginardo, <em>De Vita Caroli Magni Commentarius</em></p>
<p>Franklin J. Schaffner, <em>Patton, generale d’acciaio</em></p>
<p>Ladislas Farago, <em>Patton: ordeal and triumph</em></p>
<p>Omar N. Bradley, <em>A soldier’s story</em></p>
<p>Kristopher Calnon, <em>Patton: A man of Heroic Proportions</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Roma, 15 gennaio 2012: I Legami Karmici e i Debiti della Vita Precedente</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 09:45:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pelosini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Astrologia]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
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		<description><![CDATA[CIDA Roma &#8211; Lazio I legami karmici ed i debiti della vita precedente Conferenza di  Ramanuja Das Domenica 15 gennaio 2012, ore 17 Roma, Associazione Culturale Bibliothè, Via Celsa, 4/5 Secondo l’Astrologia Vedica il relatore illustrerà come si creano i buoni ed i cattivi rapporti tra le persone nella presente vita in base alle attività [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><em>CIDA Roma &#8211; Lazio<br />
</em></strong></p>
<h1 style="text-align: center;">I legami karmici ed i debiti della vita precedente</h1>
<p style="text-align: center;">Conferenza di  <strong>Ramanuja Das</strong></p>
<p style="text-align: center;">Domenica 15 gennaio 2012, ore 17</p>
<p style="text-align: center;">Roma,<em> Associazione Culturale Bibliothè</em>, Via Celsa, 4/5<span id="more-9348"></span></p>
<p>Secondo l’<em><strong>Astrologia Vedica</strong></em> il relatore illustrerà come si creano i buoni ed i cattivi rapporti tra le persone nella presente vita in base alle attività che sono state fatte nella vita precedente e come fare la differenza tra una benedizione ed una maledizione.</p>
<p><strong>Ramanuja Das</strong> è esperto in <em>Jyotir Veda</em> (Scienza della Luce), ha praticato la scienza del <em>Bhakti Yoga</em>per oltre 25 anni, una tecnica spirituale profonda di realizzazione del Sé. Questa pratica crea chiarezza mentale e affina molto l’intuizione. In tutti questi anni ha portato la sua esperienza alle sue pratiche con la vocazione e professione di astrologia vedica. Ha studiato sotto la supervisione di accreditati studiosi di astrologia vedica in India. Ha condotto numerose conferenze, corsi, seminari in Italia, Spagna, Portogallo, Lituania, Estonia, India, Messico e America Latina e insegna astrologia vedica dal 1992.</p>
<p>Per l&#8217;ingresso alla conferenza è richiesto un contributo spese di 5 euro.</p>
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		<title>Il Segreto dell&#8217;Alchimia dell&#8217;Asso di Coppe</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 12:14:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pelosini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aforismi]]></category>
		<category><![CDATA[ripubblicabili]]></category>
		<category><![CDATA[Tarologia]]></category>
		<category><![CDATA[alchimia]]></category>
		<category><![CDATA[Arcani Minori]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Asso-di-Coppe-Tarocchi-della-Spirale-Mistica.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-9343" style="margin: 0px 10px 0px 0px;" title="Asso di Coppe, Tarocchi della Spirale Mistica" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Asso-di-Coppe-Tarocchi-della-Spirale-Mistica.jpg" alt="" width="226" height="400" /></a>&#8220;<em>L&#8217;ipotesi più probabile che mi occorse (e come a me credo anche ad altri silenziosi spettatori) era che quella carta rappresentasse la <strong>Fonte della Vita</strong>, il punto estremo della ricerca dll&#8217;alchimista, e che il nostro commensale fosse appunto uno di quei sapienti che scrutando in alambicchi e serpentine, in matracci e storte, in atanorri e aludelle (sul tipo della complicata ampolla che la sua figura in vesti regali reggeva in mano) tentano di strappare alla natura i suoi segreti, particolarmente quello della trasformazione dei metalli. Era da credere che fin dalla più giovane età (&#8230;) egli non aveva avuto altra passione (la fonte restava pur sempre un simbolo amoroso) che la manipolazione degli elementi, e per anni aveva atteso di vedere il giallo re del mondo minerale separarsi dagli intingoli di zolfo e di mercurio, precipitare lentamente in depositi opachi, che ogni volta risultavano essere soltanto vile limatura di piombo, fondigli d&#8217;una pegola verdastra. E in questa ricerca aveva finito per chiedere il consiglio e l&#8217;aiuto di donne che s&#8217;incontrano talora nei boschi, esperte in filtri e intrugli magici, dedite alle arti della stregoneria e della divinazione del futuro&#8230;</em>&#8221;</p>
<p><strong>Italo Calvino </strong>(1923-1985), <em>Il castello dei destini incrociati</em></p>
<p>(<em>Asso di Coppe</em> tratto dal mazzo dei <a title="Tarocchi della Spirale Mistica" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__tarocchi-della-spirale-mistica.php?pn=2300" target="_blank"><em><strong>Tarocchi della Spirale Mistica</strong></em></a> di G. Pelosini, arte di G. Palumbo, Ed. Lo Scarabeo, 2011)</p>
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