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	<title>Giovanni Pelosini</title>
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	<description>tarologia, astrologia, simboli, yoga e arti creative</description>
	<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 11:52:35 +0000</pubDate>
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		<title>La moneta nella borsa</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 11:52:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pelosini</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Filosofia]]></category>

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		<description><![CDATA[Si dice che chi scrive troppo, finisce per non avere più il tempo di leggere.
Questa terribile sentenza mi ha un po&#8217; preoccupato negli ultimi tempi: davvero mi sto avviando a diventare un troppo attivo produttore di parole senza poterne gioire come consumatore?
Devo ammettere che è vero che libri e riviste si stanno accumulando sul comodino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/2010/02/socrate.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2568" style="margin: 0pt 10px 0pt 0pt;" title="socrate" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/2010/02/socrate.jpg" alt="" width="338" height="194" /></a>Si dice che chi scrive troppo, finisce per non avere più il tempo di leggere.<br />
Questa terribile sentenza mi ha un po&#8217; preoccupato negli ultimi tempi: davvero mi sto avviando a diventare un troppo attivo produttore di parole senza poterne gioire come consumatore?<br />
Devo ammettere che è vero che libri e riviste si stanno accumulando sul comodino nella vana speranza che il sonno non mi colga troppo presto, e che sempre più spesso contemplo i ricchi scaffali della biblioteca con gli stessi colpevoli pensieri di un diabetico di fronte alla pasticceria, mentre le scadenze editoriali si susseguono a scandire periodi sempre più brevi.<span id="more-2514"></span><br />
Però ieri è venuto a trovarmi uno dei miei  <em>Spiriti Guida</em> a spiegarmi che non dovrei preoccuparmi di scrivere troppe parole, piuttosto, secondo lui, dovrei essere attento a scrivere parole che abbiano un senso e non siano soltanto vani &#8220;<strong>significanti</strong>&#8221; senza &#8220;<strong>significato</strong>&#8220;.<br />
Arduo compito davvero, se aveva ragione <strong>Socrate</strong> ad ammonire che la parola scritta aiuta a richiamare alla mente, ma rovina la mente!<br />
Ancora più arduo se si riflette sul rischio fatale di estinguere i significati interiori con l&#8217;esteriorità degli scritti significanti. È un po&#8217; come quando, appena svegliati da un lucido sogno di conoscenza speciale, la mente ciarliera dello stato di veglia tenta inutilmente di tradurre in pensiero logico l&#8217;illuminazione notturna, tanto onirica e simbolica, quanto non verbale e sfuggente.<br />
Per fare un esempio, provo a scrivere ciò che lo Spirito mi suggerisce con sagacia pari soltanto al suo desiderio metadidattico: <em>La luce lunare è troppo tenue di fronte ai raggi solari del mattino, e questi tolgono nitidezza alle ombre sottili, che scivolano via inesorabilmente con l&#8217;avanzare del giorno&#8230;</em><br />
Cosa avrà voluto dire? Stavo cercando di comprendere meglio questo pensiero, quando una voce mi ha distratto.</p>
<p>«<em>Credi che gli scritti parlino esprimendo un pensiero?</em>» Mi ha detto <strong>Socrate</strong> apparendomi all&#8217;improvviso di fronte, al posto della figura familiare dello Spirito Guida. «<em>Ma prova a far loro qualche domanda per cercare di capire meglio ciò che essi intendono dire: ti racconteranno sempre e solo la stessa identica cosa. I discorsi scritti rotolano da tutte le parti restando sempre uguali fra coloro che li comprendono e fra quelli che non ne capiscono niente.</em>»<br />
«Maestro,» ho osato chiedergli, ancora turbato dall&#8217;apparizione, «allora è perfettamente inutile che io scriva i miei pensieri?»<br />
La figura del vecchio Socrate barbuto, che mi era così miracolosamente apparsa davanti, ha mostrato un comprensivo sorriso: «<em>Ricorda che il saggio scriverà solo per diletto o per annotare un pensiero, mai illudendosi di poter comunicare le proprie idee agli altri.</em>»<br />
«Converrà allora che mi astenga dallo scrivere alcunché, e anche dal leggere pensieri altrui.» Ho mormorato deluso.<br />
«<em>Ma no,</em>» ha continuato il filosofo bonariamente paziente, «<em>ricorda soltanto che un&#8217;idea non ti giunge mai dall&#8217;esterno; essa germoglia dentro di te e poi sboccia come un fiore. Se vuoi aiutare i fiori a sbocciare nel tuo animo, dovrai semplicemente preparare il terreno, concimarlo, piantare i semi, curare i germogli, dare acqua alle piantine. E questo puoi farlo anche scrivendo, oppure leggendo, se proprio ti piace tanto farlo. Però devi ricordare che i migliori discorsi non fanno altro che suscitare il ricordo in coloro che già ne conoscono il significato.</em>»<br />
Ciò detto, l&#8217;immagine di Socrate è svanita rapidamente così come era apparsa, lasciandomi mille interrogativi, e il dubbio se fosse più utile per me andare a rileggermi il <em>Fedro</em> oppure gli ermetici scritti di <strong>Elémire Zolla</strong> sul sincretismo esoterico.</p>
<p>In tale dubbio, per chiarirmi meglio le idee, e per praticare un po&#8217; di giardinaggio interiore come mi era stato suggerito, sono andato a rileggermi il <em>Canto XXIV</em> del <em>Paradiso</em> di <strong>Dante Alighieri</strong>.<br />
Guidato dalla sua amorevole Beatrice, Dante è ormai giunto all&#8217;ottavo Cielo, quello delle stelle fisse. Qui il poeta incontra <strong>San Pietro</strong>, che lo sottopone a un vero e proprio esame prima di farlo proseguire sul suo cammino di conoscenza.<br />
Per prima cosa San Pietro chiede a Dante che cosa sia la fede, e il fiorentino è ben preparato e pronto a rispondere con sapienza teologica secondo quanto aveva appreso nei suoi lunghi studi dagli scritti di <strong>San Paolo</strong> e di <strong>San Tommaso</strong>.<br />
Le risposte sono adeguate e l&#8217;esame sembra ben superato, ma San Pietro ancora non è soddisfatto, e chiede:<br />
«<em>&#8230;Assai bene è trascorsa<br />
d&#8217;esta moneta già la lega e ‘l peso;<br />
ma dimmi se tu l&#8217;hai nella tua borsa</em>».<br />
(<em>Paradiso, XXIV, 83-85</em>)<br />
In altre parole, il santo considera buona la preparazione teologica di Dante, paragonandola alla conoscenza della lega, del peso e del valore di una moneta, ma desidera sapere se tale conoscenza fa effettivamente parte del suo bagaglio, cioè se, oltre alla conoscenza, egli è padrone anche della moneta stessa e la possiede davvero nella propria borsa.<br />
In pratica a Dante viene chiesto se possiede dentro di sé, nella sua borsa, il senso (<strong>significato</strong>) di ciò che a parole afferma (<strong>significante</strong>).<br />
All&#8217;Anima di chi si appresta a visitare il Paradiso non serve &#8220;<em>ingegno di sofista</em>&#8220;, né alcun bagaglio di conoscenza, ma è essenziale aver riconosciuto in sé ciò che si è appreso con la mente e con l&#8217;esperienza.<br />
Sapere tutto di una moneta non equivale a possederla: se ne può discutere senza averla mai posseduta e quindi, in realtà, senza poterla spendere veramente. Analogamente l&#8217;Alighieri poteva aver letto e studiato tutte le Lettere di San Paolo e la Summa theologiae di Tommaso, ma in che misura aveva riconosciuto come propri quei contenuti?<br />
Socrate argomentava che, leggendo un testo, si può veramente apprenderne soltanto una parte: quella che già ci appartiene come significato. Possiamo, leggendo, ricordare ciò che sappiamo da sempre come Anime eterne; riconoscerci come tali. Possiamo far sbocciare quel fiore della conoscenza che è già stato seminato in noi grazie alla cura del terreno. Secondo la metafora dantesca, possiamo diventare consapevoli di essere ricchi, di avere molte monete nella nostra borsa. Se le parole scritte possono aiutarci in questo compito, ben vengano, ma si ricordi sempre che esse non possono risvegliare in noi ciò che non c&#8217;è, o che non è pronto ad essere risvegliato.<br />
La differenza tra la conoscenza teorica delle qualità della moneta e la moneta stessa è la medesima che esiste tra la forma e la sostanza, tra la parola e l&#8217;oggetto, tra il significante e il significato.</p>
<p>Con questo scritto, a questo punto, posso soltanto sperare di aver fatto un po&#8217; di giardinaggio interiore, curando i campicelli dei lettori insieme al mio, e stimolando la crescita delle piantine che vi sono presenti; badando nel contempo sempre più a cosa c&#8217;è davvero nella mia borsa e soprattutto conscio, come dicono a Livorno, che <em>i discorsi li porta via il vento</em>.</p>
<p>Giovanni Pelosini</p>
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		<title>Firenze, 18 marzo-10 aprile 2010: Tarocchi Contemplativi</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 14:17:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pelosini</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Aforismi]]></category>

		<category><![CDATA[Arti creative]]></category>

		<category><![CDATA[Eventi]]></category>

		<category><![CDATA[Filosofia]]></category>

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		<category><![CDATA[Tarologia]]></category>

		<category><![CDATA[Yoga e benessere]]></category>

		<category><![CDATA[arte]]></category>

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		<category><![CDATA[Tarocchi]]></category>

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		<description><![CDATA[Adriano Buldrini presenta
TAROCCHI CONTEMPLATIVI
Inaugurazione giovedì 18 marzo 2010, ore 18.00
(fino a sabato 10 aprile 2010, ore 19.00)
Firenze, Galleria del Palazzo Coveri, L.no Guicciardini, 19
Il pittore illustra fedelmente, con questa mostra, le visioni da lui esposte nei suoi scritti ispirati alla filosofia di P.D. Ouspensky con 22 oli su tavola raffiguranti gli Arcani Maggiori, e 56 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/buldrini-bagatto.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2798" style="margin: 0pt 10px 0pt 0pt;" title="buldrini-bagatto" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/buldrini-bagatto.jpg" alt="" width="162" height="262" /></a><strong>Adriano Buldrini</strong> presenta</p>
<h2 style="text-align: center;">TAROCCHI CONTEMPLATIVI</h2>
<p style="text-align: center;">Inaugurazione giovedì 18 marzo 2010, ore 18.00<br />
(fino a sabato 10 aprile 2010, ore 19.00)<br />
<strong>Firenze</strong>, Galleria del Palazzo Coveri, L.no Guicciardini, 19</p>
<p style="text-align: left;">Il pittore illustra fedelmente, con questa mostra, le visioni da lui esposte nei suoi scritti ispirati alla filosofia di <strong>P.D. Ouspensky</strong> con 22 oli su tavola raffiguranti gli Arcani Maggiori, e 56 acquerelli raggruppati in 14 quadri rappresentanti gli Arcani Minori, ispirati alla visione di <strong>Domenico Balbi</strong>.<br />
Tutto il lavoro esposto è l&#8217;illustrazione del libro <em>Tarocchi contemplativi</em> di <strong>Adriano Buldrini</strong> e del corrispondente mazzo di carte con libretto di istruzioni di <strong>Giovanni Pelosini</strong> (Edizioni Lo Scarabeo, 2008).</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Scudo o guscio? (di Lorenzo F.L. Pelosini)</title>
		<link>http://www.giovannipelosini.com/2010/03/scudo-o-guscio-di-lorenzo-fl-pelosini/</link>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 16:16:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pelosini</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Arti creative]]></category>

		<category><![CDATA[cinema]]></category>

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		<description><![CDATA[Oh, cavolo! Questa volta sono in un bel guaio&#8230; Fra meno di due ore devo andare dalla mia ragazza e se non arrivo in orario, magari lei mi rimprovererà di essere stato tutto il tempo a blaterare di cinema in uno dei miei articoli sconclusionati.
«Quando sei con me parli di cinema, quando non sei con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/2009/12/cinema.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2489" style="margin: 0pt 10px 0pt 0pt;" title="cinema" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/2009/12/cinema.jpg" alt="" width="224" height="224" /></a>Oh, cavolo! Questa volta sono in un bel guaio&#8230; Fra meno di due ore devo andare dalla mia ragazza e se non arrivo in orario, magari lei mi rimprovererà di essere stato tutto il tempo a blaterare di cinema in uno dei miei articoli sconclusionati.<br />
«<em>Quando sei con me parli di cinema, quando non sei con me parli di cinema. Fai anche qualcos&#8217;altro nella vita?</em>»<br />
In effetti, no. Dovrei registrare tutti i miei monologhi sui film e venderli per guadagnarmi da vivere.<br />
Ecco, parliamo un po&#8217; di questo, vi va? La domanda è: il Cinema ci fa vivere o ci allontana dalla vita?<span id="more-2488"></span><br />
Partiamo da una mia confessione piuttosto intima. Quando ero piccolo (ok, a volte mi succede anche adesso), nel momento in cui uscivo da una sala cinematografica, magari dopo aver volteggiato sui palazzi di New York, o dopo essermi librato in volo sull&#8217;<em>Isola Che Non C&#8217;è</em> o dopo aver trovato l&#8217;amore sotto una pioggia scrosciante, provavo una strana sensazione.<br />
Avete presente i tappeti elastici? Finché ci salti sopra ti senti al settimo cielo, in estasi. Salti e salti e pensi che con un po&#8217; di allenamento e un po&#8217; più di spinta potresti riuscire ad arrivare talmente in alto da fare &#8220;<em>ciao ciao</em>&#8221; a Dio con la manina.<br />
Ma appena scendi giù, la gravità ritorna a schiacciarti la schiena e ti ricorda chi è che comanda. Tu provi a saltare e subito ti senti afferrare per le caviglie da delle mani rapaci e spingere a terra con violenza.<br />
«<em>Vinco io</em>», dice la cruda Realtà.<br />
E così mi sentivo appena uscito dal cinema: disorientato, poco cosciente di dov&#8217;ero finché la vita e il mondo esterno non si sono manifestati in tutta la loro gloria.<br />
Guardare un film è come respirare ossigeno puro, invece di quella miscela di anidride carbonica e vari tipi di smog assortiti che è l&#8217;aria. È un mondo di emozioni perfette, incontaminate.<br />
La prima tentazione che ti assale è la stessa che ti coglie sul tappeto elastico. In realtà è una cosa abbastanza naturale: fatto un salto, se ne fa un altro.<br />
E si può davvero andare avanti così: passare la vita a cercare di raggiungere il cielo con un tappeto a molla. In definitiva, avventurarsi nel mondo solo per passare da un cinema ad un altro.<br />
Ma ecco la fregatura: andare pazzi per una sola cosa e considerare tutto il resto alla stregua dello sterco è un atteggiamento di una ed una sola categoria di persone: i drogati.<br />
C&#8217;è una canzone dei <strong>Queen</strong> che dice: &#8220;<em>Too much love will kill you</em>&#8221; (troppo amore ti ucciderà).<br />
Prendendole in senso lato, queste parole possono essere un monito a non sviluppare dipendenza ossessiva per qualunque aspetto della vita. Diciamo che la parola amore può essere meglio tradotta, in questo caso, come &#8220;ossessione&#8221;.<br />
<strong>Stephen King</strong> ha detto: «<em>L&#8217;amore è una droga.</em>»<br />
Io dico: tutto è una droga. Ogni cosa, se ne abusiamo, ci porta ad una sorta di overdose che può essere letale in senso figurato, ma anche letterale. Il Cinema non fa eccezione.<br />
Ma come sempre, la colpa dei grandi e dei piccoli disastri non è quasi mai dovuta al mezzo, ma sempre all&#8217;uso che se ne fa.<br />
Il Cinema mi ha salvato e continua a salvarmi ogni giorno della mia vita. Se mi sento triste, ho <strong>Jim Carrey</strong>, se sono sfiduciato mi guardo <em>Hook</em>, e mentre ascolto le musiche di John Williams, è già tutto passato.<br />
Il trucco sta nell&#8217;assumerlo con moderazione.<br />
&#8220;<em>L&#8217;amore è come una farfalla: se stringi troppo muore, se lasci la presa vola via</em>&#8220;, ha detto qualcuno.<br />
E così il cinema può essere un guscio dove rifugiarsi e perdersi in un mondo diverso (non dico &#8220;falso&#8221; perché sapete come la penso), ma può anche essere una potente arma e l&#8217;unica difesa che ci rimane in una società disincantata. Può essere uno scudo per portare avanti la battaglia per la vita, almeno di qualche passo. Dipende tutto dall&#8217;uso che ne vogliamo fare.</p>
<p>Lorenzo F.L. Pelosini</p>
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		<title>La meditazione del Mago (Le Voci degli Arcani, 1)</title>
		<link>http://www.giovannipelosini.com/2010/03/la-meditazione-del-mago-le-voci-degli-arcani-1/</link>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 16:18:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pelosini</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Arti creative]]></category>

		<category><![CDATA[Tarologia]]></category>

		<category><![CDATA[Yoga e benessere]]></category>

		<category><![CDATA[Tarocchi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Mago dice: &#8220;La creatività è gioia: essere creativi significa essere divini, significa padroneggiare gli Elementi, dominare la Materia. Sappi trovare la creatività che è in te e sviluppala&#8221;.
Ascolta la musica dedicata al Tarocco del Mago da Le Voci degli Arcani.
Meditazione
Sono fermo, in piedi: intorno a me c&#8217;è un deserto infinito.
Seguo il ritmo e comincio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/1mago.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2696" style="margin: 0pt 10px 0pt 0pt;" title="1mago" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/1mago.jpg" alt="" width="231" height="380" /></a>Il <strong>Mago</strong> dice: &#8220;La creatività è gioia: essere creativi significa essere divini, significa padroneggiare gli Elementi, dominare la Materia. Sappi trovare la creatività che è in te e sviluppala&#8221;.<br />
Ascolta la musica dedicata al Tarocco del Mago da <a href="http://www.giovannipelosini.com/2009/03/il-primo-mazzo-di-tarocchi-musicali/" target="_self"><strong><em>Le Voci degli Arcani</em></strong></a>.</p>
<p><strong>Meditazione</strong><br />
Sono fermo, in piedi: intorno a me c&#8217;è un deserto infinito.<br />
Seguo il ritmo e comincio a muovere i piedi e poi le braccia; quindi ruoto lentamente su me stesso immaginando di creare un cerchio di fuoco. Le fiamme fanno parte del mio corpo: mi appartengono e non bruciano, illuminano e si sollevano dolcemente verso il cielo che mi protegge con la sua enorme cupola azzurra. Osservo l&#8217;orizzonte in tutte le direzioni&#8230; oltre le dune del deserto vedo in lontananza il grande oceano che tutto circonda e che si fonde con la cupola del cielo.<br />
Il mio movimento è l&#8217;armonia del Fuoco che mi appartiene, della Terra che mi sostiene, dell&#8217;Acqua e dell&#8217;Aria che mi circondano.</p>
<p>Giovanni Pelosini</p>
<p>Musica di Giovannimparato / Immagine di Roberto Granchi</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Milano, 20-21 marzo 2010: Congresso dell&#8217;Equinozio</title>
		<link>http://www.giovannipelosini.com/2010/03/milano-20-21-marzo-2010-congresso-dellequinozio/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 17:00:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pelosini</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Astrologia]]></category>

		<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[CONGRESSO DELL&#8217;EQUINOZIO
Milano, Hotel Four Points, via Cardano, 1
20 e 21 marzo 2010
CIDA - Eridano School - La Nave dei Feaci
Programma Congresso
Sabato 20 marzo 2010 - mattina
10.00 apertura e benvenuto, commemorazione astrologi italiani
10.30 Grazia Bordoni, Storia ed evoluzione del punto di Talete
11.00 Sandra Zagatti, La fine del mondo o il fine della vita
11.30 Intervallo
12.00 Cristina Caretta, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/2010/02/astrologia-cielo.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-2653" style="margin: 0pt 10px 0pt 0pt;" title="astrologia-cielo" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/2010/02/astrologia-cielo.jpeg" alt="" width="150" height="113" /></a>CONGRESSO DELL&#8217;EQUINOZIO</h1>
<p style="text-align: center;"><strong>Milano</strong>, Hotel Four Points, via Cardano, 1</p>
<h3 style="text-align: center;">20 e 21 marzo 2010</h3>
<p style="text-align: center;"><strong>CIDA</strong> - <strong>Eridano School</strong> - <strong>La Nave dei Feaci</strong><span id="more-2643"></span></p>
<h3>Programma Congresso</h3>
<p style="text-align: left;"><strong>Sabato 20 marzo 2010 - mattina</strong><br />
10.00 apertura e benvenuto, commemorazione astrologi italiani<br />
10.30 <strong>Grazia Bordoni</strong>, <em>Storia ed evoluzione del punto di Talete</em><br />
11.00 <strong>Sandra Zagatti</strong>, <em>La fine del mondo o il fine della vita</em><br />
11.30 Intervallo<br />
12.00 <strong>Cristina Caretta</strong>, <em>Il potere delle immagini</em><br />
12.30 interventi del pubblico<br />
13.00 pausa pranzo<br />
<strong>Sabato 20 marzo 2010 - pomeriggio</strong><br />
15.00 <strong>Clara Tozzi</strong>, <em>Quando emergono nuovi contenuti dal passato</em><br />
15.30 <strong>R. Marzi</strong>, <strong>R. Poldi</strong>, <strong>M.A. Rossi</strong>, <em>Nuove ipotesi su Nettuno</em><br />
16.00 intervallo<br />
16.30 <strong>Erik Van Slooten</strong>, <em>Astrologia ellenistica</em><br />
17.00 Dibattito &#8220;<em>Un futuro comune: quali prospettive per superare la crisi economica?</em>&#8221;<br />
17.30 interventi del pubblico<br />
18.00 chiusura prima giornata<br />
20.00 cena<br />
<strong>Domenica 21marzo 2010 - mattina</strong><br />
10.00 <strong>Massimo Fornicoli</strong>, <em>Händel e Bach: due vite a confronto</em><br />
10.30 <strong>Stefano Vanni</strong>, <em>Coppie a confronto: l&#8217;oroscopo del matrimonio</em><br />
11.30 <strong>Lidia Fassio</strong>, <em>Rabbia, risentimento, colpa, depressione e creatività nelle dinamiche Plutone- Saturno-Marte</em><br />
12.00 <strong>F. Astore, F. Catalano, F. Mazzei</strong>, <em>Studio sui bambini autistici</em><br />
12.30 interventi del pubblico<br />
<strong>Domenica 21 marzo 2010 - pomeriggio</strong><br />
15.00 <strong>Laura Pieretti</strong>, <em>Lune protette</em><br />
15.30 <strong>Dante Valente</strong>, <em>La coppia planetaria primigenia come indice della vocazione</em><br />
16.00 interventi del pubblico
</p>
<p style="text-align: left;">Per informazioni e iscrizioni tel. 02.69005576 - 333.5980413 - 0123.40260</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Le maschere delle cose</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 07:59:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pelosini</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Filosofia]]></category>

		<category><![CDATA[Personaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Perché è così difficile trovare un accordo? Perché le persone si intendono così poco?&#8221;
Stamani mi sono svegliato con questo pensiero in mente, e subito mi sono tornate alla memoria, ancora una volta, le sublimi parole del bardo inglese (Romeo e Giulietta, atto II, scena II):
&#8220;Che cosa c&#8217;è in un nome?
Quella che noi chiamiamo rosa,
anche chiamata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/2009/12/rosa.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2485" style="margin: 0pt 10px 0pt 0pt;" title="rosa" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/2009/12/rosa-300x225.jpg" alt="" width="240" height="180" /></a>&#8220;<em>Perché è così difficile trovare un accordo? Perché le persone si intendono così poco?</em>&#8221;<br />
Stamani mi sono svegliato con questo pensiero in mente, e subito mi sono tornate alla memoria, ancora una volta, le sublimi parole del bardo inglese (<em>Romeo e Giulietta</em>, <em>atto II</em>, <em>scena II</em>):<br />
&#8220;<em>Che cosa c&#8217;è in un nome?<br />
Quella che noi chiamiamo rosa,<br />
anche chiamata con un&#8217;altra parola,<br />
avrebbe lo stesso odore soave</em>&#8220;.<span id="more-2481"></span><br />
Ebbene sì, i nomi, le appartenenze, le categorie condizionano il nostro mondo e le nostre scelte ben oltre la reale essenza delle cose e delle persone.<br />
Anche quando ci presentiamo, difficilmente facciamo a meno di qualificarci con il nome, se non con frasi del tipo &#8220;<em>sono il figlio di&#8230;</em>&#8220;, &#8220;<em>sono un farmacista</em>&#8220;, &#8220;<em>sono un italiano</em>&#8220;&#8230; Sembra inevitabile identificarci con maschere diverse in base alle diverse circostanze. E talvolta ci crediamo così tanto da diventare schiavi delle apparenze, diventate abitudini.<br />
Ci crediamo così tanto che potremmo arrivare al punto di non apprezzare una rosa per quello che è, se si chiamasse con un altro nome.<br />
I nomi, le parole sono nati per intenderci e, paradossalmente, possono contribuire al disaccordo.<br />
Ma cosa sono davvero le parole? Le parole stanno alle cose come le maschere ai volti reali che nascondono. Le parole sono dunque le maschere delle cose, diaboliche e plutoniane maschere, necessari aggettivi per la mente dialettica e inutili orpelli per gli spiriti che se ne lasciano spesso fuorviare.<br />
Sembra di essere davvero a teatro: gli attori hanno indossato una maschera e si sono dimenticati di toglierla dopo aver recitato. Scendono dal palco e rimangono ancora personaggi senza autore che recitano a soggetto o secondo standardizzati copioni.<br />
A tale proposito <strong>Luigi Pirandello</strong>, in <em>Sei personaggi in cerca d&#8217;autore</em>, scrisse:<br />
&#8220;<em>Abbiamo tutti dentro un mondo di cose: ciascuno un suo mondo di cose! E come possiamo intenderci, signore, se nelle parole ch&#8217;io dico metto il senso e il valore delle cose come sono dentro di me; mentre chi le ascolta, inevitabilmente le assume col senso e col valore che hanno per sé, del mondo com&#8217;egli l&#8217;ha dentro? Crediamo di intenderci; non ci intendiamo mai!</em>&#8221;</p>
<p>Sono tornato da poco da Copenaghen, dove i leader mondiali si sono confrontati con scarso successo dal 7 al 18 dicembre 2009 sulla grave problematica dei cambiamenti climatici del pianeta. La <strong>Conferenza Mondiale sul clima</strong> non ha avuto i risultati sperati perché questi leader non hanno trovato un accordo soddisfacente.<br />
<a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/2009/12/copenhagen1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2483" style="margin: 0pt 10px 0pt 0pt;" title="copenhagen1" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/2009/12/copenhagen1-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a>Mentre i potenti della terra erano riuniti nel salone delle conferenze di Bella Center, io ero a poche centinaia di metri, sui canali della città e osservavo le belle case con i colori che danno vivacità al cielo invernale, spesso grigio e sempre precocemente scuro. La bella città danese è accogliente e funzionale, gli abitanti sono sorridenti e civili (finché limitano i litri di birra), i bambini numerosi e felici. Sul canale di Nyhavn, un po&#8217; infreddolito dal dicembre nordico, guardavo le case colorate e pensavo alle parole della mia amica Francesca: «<em>Vai a Copenaghen?</em>» mi aveva detto poco prima della partenza. «<em>Accidenti, non so nemmeno come si scrive!</em>»<br />
Già, come si scrive? <strong><em>Copenaghen</em></strong> sembra il modo più corretto per noi, ma la forma inglese <em><strong>Copenhagen</strong></em> è frequente in Danimarca come in Italia, e si pronuncia più o meno nella stessa maniera. I danesi poi, giustamente, pronunciano a loro modo e scrivono <em><strong>Køpenhavn</strong></em>, e talvolta ho visto scritte antiche come <em><strong>Kiøpenhavn</strong></em>.<br />
Meno male che tutti, con differenti nomi, intendono la stessa città, ma la convenzione purtroppo si ferma qui, perché ciascuno &#8220;vede&#8221; la città in modo diverso, perché ciascuno pensa e agisce secondo il proprio pirandelliano personale &#8220;<em>mondo di cose</em>&#8220;.<br />
È così che i più potenti leader della terra non sono riusciti a trovare un accordo per risolvere veramente il problema del riscaldamento globale, mentre i ghiacciai artici stanno ormai velocemente fondendo, così come ha fatto la scultura dell&#8217;orso polare di ghiaccio groenlandese realizzata a scopo dimostrativo sullo <em>Strøget</em>, la zona pedonale della città.<br />
I più ottimisti sugli esiti della Conferenza Mondiale sul clima di Copenhagen (che significa &#8220;Porto dei Mercanti&#8221;) avevano osato scrivere il nome della capitale danese con l&#8217;intelligente gioco di parole <a href="http://www.giovannipelosini.com/2009/12/copenhagen-7-dicembre-2009-hopenhagen/" target="_self"><em><strong>Hopenhagen</strong></em></a>, che potremmo liberamente tradurre con &#8220;Porto della Speranza&#8221;.<br />
Purtroppo, nel confronto tra Paesi industrializzati e Paesi emergenti, hanno prevalso l&#8217;egoismo e l&#8217;incomprensione. Le attuali generazioni sembrano disposte a rinunciare a una quota troppo piccola di &#8220;benessere&#8221; per garantirne un po&#8217; anche ai nostri figli e nipoti, o almeno così preferiscono credere i nostri governanti.<br />
E ancora una volta mi chiedo: perché è così difficile trovare un accordo? Perché le persone si intendono così poco, anche quando l&#8217;accordo è urgente e vitale?<br />
Che, almeno in parte, sia ancora una volta colpa dei nomi, maschere della realtà?<br />
Sarà perché, quando ci si confronta con qualcuno, si pensa spesso di affrontare un avversario, piuttosto che incontrare un compagno che condivide con noi una parte del lungo viaggio che gli esseri umani stanno compiendo su questo piccolo pianeta alla deriva nello spazio?<br />
E, se è così, che soluzione ci può essere per noi tutti?</p>
<p>La bella Giulietta di <strong>William Shakespeare</strong> era giovane ma saggia quando si chiedeva: &#8220;<em>Che cosa c&#8217;è in un nome?</em>&#8221;  E la ragazza Capuleti manifestava ancora saggezza quando, dal balcone di Verona, diceva al suo Romeo: &#8220;<em>Il tuo nome soltanto è mio nemico: tu sei sempre tu stesso, anche senza essere un Montecchi</em>&#8220;.<br />
In queste poetiche frasi, ho intravisto infine una possibile risposta al cosmico dramma umano dell&#8217;incomprensione, alla condanna dei personaggi pirandelliani di tale dramma, incapaci di togliersi la maschera e inconsapevoli di indossarla.<br />
A un certo punto il &#8220;personaggio Giulietta&#8221;  chiede al &#8220;personaggio Romeo&#8221; quale sia la sua reale identità con la fatidica domanda:<br />
&#8220;<em>Non sei tu Romeo e un Montecchi?</em>&#8221;<br />
La risposta di Romeo è sublime. Essa proviene direttamente dal cuore, senza fraintendimenti mentali, senza egoistiche remore, senza inutili e dannose distinzioni:<br />
&#8220;<em>Nè l&#8217;uno né l&#8217;altro, bella fanciulla, se l&#8217;uno e l&#8217;altro a te dispiace&#8230;</em>&#8221;<br />
Romeo è semplicemente e finalmente un uomo, non più un vacuo personaggio immaginato da uno sconosciuto autore che si muove inconsapevolmente sul palco teatrale, e, da vero essere umano, riconosce le maschere che indossa.<br />
<a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/2009/12/rosa-rossa.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2486" title="rosa-rossa" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/2009/12/rosa-rossa-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Nei tempi oscuri come in quelli luminosi, egli sa che c&#8217;è una sola soluzione al dramma che è chiamato a interpretare: l&#8217;<strong>Amore</strong>.<br />
Quando si sceglie con amore, quando si sceglie l&#8217;Amore, si supera ogni difficoltà dialettica, ogni maschera si scioglie come il ghiaccio polare in tempi di riscaldamento globale, e il vero volto umano appare nella sua intima e divina essenza.<br />
Con l&#8217;Amore finalmente  la &#8220;Rosa&#8221; ci si presenterà per ciò che è, con il suo &#8220;<em>odore soave</em>&#8220;, e non per ciò che appare alla mente dal suo nome e dal nostro personale &#8220;<em>mondo di cose</em>&#8220;.</p>
<p>Giovanni Pelosini</p>
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		<title>Roma, 27 marzo-6 giugno 2010: Massaggio Aromaterapico</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 18:41:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pelosini</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>

		<category><![CDATA[Yoga e benessere]]></category>

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		<description><![CDATA[CORSI DI MASSAGGIO AROMATERAPICO
con Renato Tittarelli
dal 27 marzo 2010 al 6 giugno 2010
Centro di Ricerca Erba Sacra 
Via Quintilio Varo 68, ROMA
Il Massaggio Aromaterapico è uno dei modi più semplici per utilizzare il potere degli oli essenziali, assieme alla sapienza delle mani, per occuparci della salute del corpo-mente. Generalmente nel massaggio aromaterapico si utilizza una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;"><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/2010/02/aromaterapia-ayurvedica.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2546" style="margin: 0pt 10px 0pt 0pt;" title="aromaterapia-ayurvedica" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/2010/02/aromaterapia-ayurvedica.jpg" alt="" width="194" height="149" /></a>CORSI DI MASSAGGIO AROMATERAPICO</h2>
<h3 style="text-align: center;">con Renato Tittarelli</h3>
<h3 style="text-align: center;">dal 27 marzo 2010 al 6 giugno 2010</h3>
<p style="text-align: center;"><strong>Centro di Ricerca <em>Erba Sacra</em> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Via Quintilio Varo 68, ROMA</strong><span id="more-2535"></span></p>
<p>Il Massaggio Aromaterapico è uno dei modi più semplici per utilizzare il potere degli oli essenziali, assieme alla sapienza delle mani, per occuparci della salute del corpo-mente. Generalmente nel massaggio aromaterapico si utilizza una sapiente combinazione di oli vegetali e di oli essenziali puri e naturali. L&#8217;utilizzo di oli vegetali di base agevola la manualità nel massaggio facilitando la penetrazione degli oli essenziali e quindi la loro efficacia.<br />
<strong>Effetti psicocorporei:</strong><br />
- influisce positivamente sulla circolazione sanguigna e linfatica<br />
- nutre la pelle, rendendola più giovane ed elastica<br />
- permette il naturale rilascio di tossine, di ansietà e stress, ovvero tensione fisica, emozionale e psichica    localizzate a livello muscolare, articolare e degli organi interni<br />
- aumenta il livello energetico individuale ed il tono dell&#8217;umore<br />
- rinforza il sistema immunitario, migliorando la resistenza alle malattie<br />
- migliora la vita affettiva e sessuale<br />
- favorisce la rigenerazione cellulare e tissutale<br />
- combatte i radicali liberi, favorendo la longevità<br />
<strong>Effetti energetici e spirituali:</strong><br />
- permette di dare uno sguardo alle cause interiori del disagio o malattia<br />
- favorisce l&#8217;integrazione del piacere nella vita, portando ad abbandonare gli schemi di sofferenza<br />
- aiuta ad uscire dal senso di colpa, causato spesso dalla ripetizione degli errori<br />
- porta naturalmente al rilassamento<br />
- rinnovava le energie vitali e mentali<br />
- permette di attingere alla positività e all&#8217;amore.</p>
<p>Il Massaggio Aromaterapico esprime l&#8217;essenza dell&#8217;unione creativa dell&#8217;intelligenza delle piante, dell&#8217;uomo e del divino secondo il triangolo della guarigione: Cielo, Uomo, Terra.<br />
Dal regno divino (Cielo) degli angeli, arcangeli e maestri realizzati viene donata l&#8217;ispirazione, l&#8217;intuizione e la capacità di provare amore e compassione verso ogni forma di vita.<br />
Dal regno umano (Uomo) arrivano l&#8217;arte, la tecnica, la conoscenza, la scienza e le scoperte accumulate dai nostri progenitori fino ad oggi.<br />
Dal regno della natura (Terra) provengono gli oli vegetali di base e gli oli essenziali che racchiudono la forza e la saggezza degli esseri di luce che governano e proteggono la nostra terra.</p>
<p><strong>Programma:</strong><br />
1) <strong>Massaggio Aromaterapico Introduttivo</strong><br />
Sabato 27 Marzo 2010, ore 15.00-18.30<br />
Domenica 28 Marzo 2010, ore 9.30-13.00 / 15.00-18.30<br />
2) <strong>Massaggio Aromaterapico Alchemico</strong><br />
Sabato 24 Aprile 2010, ore 15.00-18.30<br />
Domenica 25 Aprile 2010, ore 9.30-13.00 / 15.00-18.30<br />
3) <strong>Massaggio Aromaterapico Psicoenergetico</strong><br />
Sabato 5 Giugno 2010, ore 15.00-18.30<br />
Domenica 6 Giugno 2010, ore 9.30-13.00 / 15.00-18.30</p>
<p><strong>Luogo</strong>: presso il Centro di Ricerca <em>Erba Sacra</em>, Via Quintilio Varo 68 - 00174 ROMA<br />
Tel. 06.71546212  Cel. 346.2179491</p>
<p><strong>Durata</strong>: due giorni. Sabato ore 15.00-19.00, domenica ore 9.30-13.00 / 15.00-19.00<br />
<strong>Obiettivi</strong>: fornire una preparazione di base per un utilizzo familiare, semplice e sicuro delle potenzialità creative insite nella pratica del massaggio aromaterapico.<br />
<strong>Costo</strong>: 150,00 € a week end. Per gli iscritti all&#8217;<em>Accademia Opera</em> e al <em>Centro di Ricerca</em> <em>Erba Sacra</em> 130,00 €.<br />
<strong>Docente</strong>: <strong>Renato Tittarelli</strong>, terapeuta energetico-spirituale dal 1986. Si è formato in Medicina Tradizionale Cinese, specializzandosi nell&#8217;aspetto energetico, praticando l&#8217;agopuntura, lo <em>shiatsu</em>, la <em>moxa</em> dal 1981 al 2000. Naturopata, esperto in Yoga, Ayurveda, aromaterapia, alchimia, fitoterapia spagirica, numerologia, meditazione. Direttore e fondatore nel 2000 della SOAM, <em>Scuola Olistica di Aromaterapia e Massaggio</em> di Bologna, ora con sede a Chiaravalle (AN). Fondatore nel 2004 della Scuola NUEN di Numerologia Energetica. Presidente della <em>Associazione Cielo in Terra</em> di Arti per la Salute ed il Benessere Olistico di Chiaravalle.</p>
<p><strong>Informazioni</strong>: tel/fax: +39 071.7450892 - Cell: +39 347. 0789171</p>
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		<title>L&#8217;Ultimo Notturno: il trailer</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Feb 2010 09:54:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pelosini</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Arti creative]]></category>

		<category><![CDATA[English]]></category>

		<category><![CDATA[arte]]></category>

		<category><![CDATA[cinema]]></category>

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		<description><![CDATA[Finalmente on line il trailer del film &#8220;L&#8217;ULTIMO NOTTURNO&#8220;, opera prima scritta, diretta e interpretata da Lorenzo F.L. Pelosini e prodotta da Aruspicina nel 2009. Girato nella originale location della Casa Museo Vaccà Berlinghieri a Montefoscoli, narra di una giovane nobildonna dell&#8217;ottocento che sostiene un dialogo con un enigmatico personaggio che metterà in crisi tutte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/2010/02/set-ultimo-notturno.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2630" style="margin: 0pt 10px 0pt 0pt;" title="set-ultimo-notturno" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/2010/02/set-ultimo-notturno.jpg" alt="" width="144" height="96" /></a>Finalmente on line il trailer del film &#8220;<em><strong>L&#8217;ULTIMO NOTTURNO</strong></em>&#8220;, opera prima scritta, diretta e interpretata da <strong>Lorenzo F.L. Pelosini</strong> e prodotta da Aruspicina nel 2009. Girato nella originale location della <strong>Casa Museo <em>Vaccà Berlinghieri</em></strong> a Montefoscoli, narra di una giovane nobildonna dell&#8217;ottocento che sostiene un dialogo con un enigmatico personaggio che metterà in crisi tutte le sue certezze sulla realtà, mentre incombe una misteriosa &#8220;tempesta&#8221;.<br />
<em>In XIX century a young lady speaks with an enigmatic man who will destroy each her certainties about reality, while a mysterious &#8220;storm&#8221; impends&#8230;</em></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/81NRvD7l8-0&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x2b405b&amp;color2=0x6b8ab6" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/81NRvD7l8-0&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x2b405b&amp;color2=0x6b8ab6" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<ul>
<li>Vedi l&#8217;articolo <a href="http://www.giovannipelosini.com/2009/06/lultimo-notturno/" target="_self"><em><strong>L&#8217;Ultimo Notturno</strong></em></a></li>
</ul>
<p><em><strong></strong></em></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Il segno di Axum</title>
		<link>http://www.giovannipelosini.com/2010/02/il-segno-di-axum/</link>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 17:21:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pelosini</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Simboli]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel cuore dell&#8217;Africa c&#8217;è un luogo sacro che si dice custodisca l&#8217;Arca dell&#8217;Alleanza perduta d&#8217;Israele, così come un tempo si diceva fosse la fonte delle ricchezze della Regina di Saba.
Oro, argento, avorio, pelli esotiche e conoscenze arcane viaggiavano in lunghe carovane dall&#8217;Etiopia settentrionale verso il Mar Rosso e verso il porto di Alessandria, insieme alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/2009/11/obelisco-axum.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-2333" style="margin: 0pt 10px 0pt 0pt;" title="obelisco-axum" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/2009/11/obelisco-axum.jpeg" alt="" width="164" height="270" /></a>Nel cuore dell&#8217;Africa c&#8217;è un luogo sacro che si dice custodisca l&#8217;<strong>Arca dell&#8217;Alleanza</strong> perduta d&#8217;Israele, così come un tempo si diceva fosse la fonte delle ricchezze della <strong>Regina di Saba</strong>.<br />
Oro, argento, avorio, pelli esotiche e conoscenze arcane viaggiavano in lunghe carovane dall&#8217;Etiopia settentrionale verso il Mar Rosso e verso il porto di Alessandria, insieme alle spezie d&#8217;oriente: il regno di <strong>Axum</strong>.<br />
Un regno antico e mitico che sembra aver ormai perso tutte le sue antiche ricchezze con la memoria del suo passato glorioso: migliaia di anni di storia in gran parte dimenticata fra le rovine di templi e palazzi un tempo sontuosi, fra le steli abbattute e spezzate, fra le attuali miserie di una terra dove gli uomini e la natura sono induriti ed assetati.<br />
Chissà se davvero la Regina di Saba visse fra queste pietre rovinate? Se davvero tornò nei suoi palazzi dopo aver incontrato re <strong>Salomone</strong> a Gerusalemme, e se davvero ebbe da lui un figlio?<span id="more-2277"></span><br />
Le nostre conoscenze sono frammentarie e le tracce remote delle ricchezze e del viaggio della Regina di Saba si confondono con quelle del suo mitico figlio e dell&#8217;Arca dell&#8217;Alleanza che forse costui portò in Africa, sottraendola al padre ed al futuro saccheggio del <strong>Tempio di Salomone</strong>: un sottile filo di energia unisce Axum e Gerusalemme come due località sacre ed antiche e gli atavici riti di matrice ebraico-cristiana che ancora si svolgono in Etiopia sono i testimoni di questo legame mistico.</p>
<p>Sorgevano in Axum antiche steli di granito grigio, vette di pietra tese verso il cielo, giganteschi lingam che parevano eterni come l&#8217;orgoglio di chi li aveva eretti.<br />
I simboli fallici manifestavano l&#8217;oscuro e sacro potere della Grande Dea, giammai del maschio umano, che, senza di Lei, non aveva scopo né capacità fisica di fecondare.<br />
Come i preistorici <em>Menhir</em> che costellano il vecchio continente dalle Isole Britanniche all&#8217;India, attraverso le culle delle più antiche civiltà conosciute, così gli obelischi africani svettavano numerosi, ornati di rilievi e squadrati ad imitazione di templi e di abitazioni: dimore di Dei dimenticati e dei loro simboli.<br />
Le colline di Axum furono ornate di queste foreste di alberi di granito e di boschi sacri, finché il tempo, le guerre, la povertà e l&#8217;ignoranza degli uomini le ridussero a polverose pietraie, miseri resti di antichi splendori.</p>
<p>Una grande stele ancora integra fu tagliata in tre pezzi e portata a Roma nel 1937, per celebrare le glorie di un effimero impero. Ridotta ad oggetto profano, fu adattata a spartitraffico per qualche decennio, prima di essere nuovamente spostata e restituita alla sua antica terra.<br />
Strano destino di un simbolo arcaico che torna ad essere il segno di un luogo sacro e di un potere mistico che pochi comprendono nella sua profonda e divina essenza.</p>
<p>Giovanni Pelosini</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Il fiume delle idee (di Lorenzo F.L. Pelosini)</title>
		<link>http://www.giovannipelosini.com/2010/02/il-fiume-delle-idee-di-lorenzo-fl-pelosini/</link>
		<comments>http://www.giovannipelosini.com/2010/02/il-fiume-delle-idee-di-lorenzo-fl-pelosini/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 21 Feb 2010 10:12:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pelosini</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Arti creative]]></category>

		<category><![CDATA[Filosofia]]></category>

		<category><![CDATA[cinema]]></category>

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		<description><![CDATA[Salve a tutti! Allora&#8230;? Come va? In famiglia tutto bene? Sì, io me la cavo&#8230; È cambiato il tempo, eh&#8230;? Mah&#8230; queste stagioni&#8230;
Oddio! E ora che mi invento? Sono qui davanti al computer e la fantasia sembra avermi abbandonato. Sarà scappata alle Hawaii con qualche scrittore di successo. Ma di solito, prima o poi torna. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/2010/02/idea.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2566" style="margin: 0pt 10px 0pt 0pt;" title="idea" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/2010/02/idea.jpg" alt="" width="196" height="147" /></a>Salve a tutti! Allora&#8230;? Come va? In famiglia tutto bene? Sì, io me la cavo&#8230; È cambiato il tempo, eh&#8230;? Mah&#8230; queste stagioni&#8230;<br />
Oddio! E ora che mi invento? Sono qui davanti al computer e la fantasia sembra avermi abbandonato. Sarà scappata alle Hawaii con qualche scrittore di successo. Ma di solito, prima o poi torna. Però io di cosa posso parlare oggi?<br />
Ma certo! Parlerò proprio di questo: della mancanza di idee. Questa sì che è un idea!<span id="more-2363"></span><br />
Vi ricordate quando parlavamo dell&#8217;<a href="http://www.giovannipelosini.com/2010/01/lemozione-fuggente-di-lorenzo-fl-pelosini/" target="_self">emozione che fugge</a>? È un po&#8217; come quando vostra moglie vi lascia: di solito si porta via anche i bambini. E la macchina. Così quando l&#8217;emozione se ne va, magari nel cuore della notte, mentre dormite (forse perché si sente trascurata), con essa spariscono le idee e il desiderio.<br />
E allora vi ritrovate a fare quello che anch&#8217;io sto per fare, prendere qualcosa di già preesistente e riciclarlo come base per qualcos&#8217;altro.<br />
E così ci ricolleghiamo ancora una volta all&#8217;andazzo hollywoodiano (sopratutto) nell&#8217;ultimo decennio.<br />
Datemi pure del pazzo, ho notato che dopo il &#8216;98, qualcosa nel cinema si è rotto, o almeno è cambiato drasticamente.<br />
Dopo l&#8217;11 settembre la sicurezza dell&#8217;America è stata messa in crisi e la crisi è arrivata alle radici del Cinema.<br />
Così, oltre al fatto che anche i più grandi registi, sembrarono aver raffreddato il loro consueto ardore per la settima arte, cominciò anche il saccheggio delle zone limitrofe al Cinema stesso.<br />
Prima sono arrivati i film sui libri (usanza già antica), poi i film sui fumetti, poi quelli sui videogiochi e infine quelli sui giocattoli.<br />
Adesso che si inventeranno? Un film su un phon?<br />
<em>Doppie punte: una storia vera</em>.<br />
Ora, scherzi a parte: se sparassi a zero su ogni film che ha alle spalle un&#8217;opera letteraria o grafica o anche una storia vera, escluderei gran parte dei film che ho profondamente amato e sarei un idiota.<br />
Non è bandendo le categorie che si risana il mondo. Pensiamo a Hitler.<br />
Pensiamo al <em>Signore degli Anelli</em>, universalmente considerato uno dei capolavori assoluti del grande schermo.<br />
In verità, quello che mi fa imbestialire non è mai il &#8220;cosa&#8221;, ma il &#8220;come&#8221;.<br />
Per esempio, i film di <em>Spiderman</em> (almeno i primi due episodi), contengono a mio parere una grande forza espressiva, sono ben orchestrati ed ogni aspetto della loro realizzazione è stato affidato a persone estremamente competenti e appassionate.<br />
Questo ha comportato il fatto che prima di essere portato sullo schermo cinematografico, il personaggio, l&#8217;ambiente e le vicende, hanno subito un adattamento. Ciò non significa solo prendere le immagini delle vignette e metterle in movimento, ma comporta una lievitazione e una presa di maggiore tangibilità dell&#8217;intera opera.<br />
Il fatto che <em>Spiderman</em> fosse indubbiamente uno dei fumetti migliori di tutti i tempi non significava che da esso potesse venire fuori un buon film, come sicuramente <strong>Michael Jordan</strong> potrebbe non giocare a golf così bene come gioca a basket.<br />
Ma alla fine è successo, perché ogni storia è sempre bella, solo e soltanto quando viene raccontata bene.<br />
Con questo non sto attribuendo valore alla forma e non alla sostanza: dico solo che ogni cosa (dalla più semplice alla più complessa) deve essere posta in forma gradevole per essere assimilata.<br />
Tutti noi abbiamo dentro sensazioni straordinarie, ma abbiamo bisogno di trovare un canale che ci permetta di esprimerle. E che gli altri capiscano.<br />
Per far sì che un corso d&#8217;acqua (anche il più limpido) diventi un fiume e arrivi al mare, c&#8217;è però bisogno che ogni elemento naturale o artificiale sul suo percorso ne assecondi il movimento e lo conduca a valle nel modo migliore. Ogni cosa che il fiume trova diventa, nel bene e nel male, parte di esso e  il fiume che arriverà alla foce non sarà mai lo stesso che è sgorgato dalla sorgente.<br />
Talvolta però accade, e questo per un fattore umano, che alcuni, per paura di contaminare la purezza del ruscello, evitino perfino di toccarlo e lo lascino semplicemente scorrere evitando che qualunque cosa vi entri in contatto.<br />
Per tornare al Cinema, questo succede quando un regista decide di ricalcare, anziché interpretare; in quel caso il fiume della creatività non gli passa attraverso, ma solo accanto.<br />
Per giungere alla conclusione, se il mare del Cinema si inaridisce, non dipende, a mio parere, tanto dalla fonte (benché la genuinità dell&#8217;acqua sia sacrosantamente importante), ma dipende piuttosto dai canali in cui l&#8217;acqua viene fatta scorrere.</p>
<p>A questo proposito, come già avevo preannunciato, vorrei lasciare la parola ad un mio carissimo amico, nonché <em>alter ego</em>, che ha scritto tempo fa una recensione sul super-acclamato <em>&#8220;300</em>&#8220;, uno dei fumetti che negli ultimi anni è stato trasposto al cinema.<br />
Vi consiglio di non prenderlo troppo sul serio: il ragazzo ha qualche propensione al sarcasmo.</p>
<h3 style="text-align: center;"><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/2009/11/3001.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2366" style="margin: 0pt 10px 0pt 0pt;" title="300" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/2009/11/3001.jpg" alt="" width="207" height="276" /></a>LOCANDINA</h3>
<p style="text-align: center;">di Christopher Lorean</p>
<p style="text-align: left;">All&#8217;epoca dell&#8217;antica città stato di Sparta, il giovane principe Leonida, a undici anni, è ormai pronto per avventurarsi nudo nel bosco, in pieno inverno, per uccidere un lupo alto due metri.<br />
Anni dopo, ormai adulto, muscoloso e depilato sovrano, dopo aver diplomaticamente scaraventato l&#8217;ambasciatore persiano in un pozzo senza fondo, dichiara guerra al re Serse.<br />
Così, dopo aver arruolato 300 coraggiosi bodybuilder di inclinazioni sessuali confuse, protetti solo da uno scudo, un elmo, un mantello, un&#8217;abbondante dose di olio abbronzante e da un perizoma sadomaso, partono per le Termopili per difendere la patria.<br />
Il regista <strong>Zack Snyder</strong> attua con successo una fedelissima riproduzione del fumetto di <strong>Frank Miller</strong>, tanto che i primi cinque attori sono gli unici elementi fisici del film, il resto, dalle orde di nemici al set e agli addominali, è stato realizzato grazie alla computer grafica che dà al tutto uno stampo fumettistico.<br />
Gli stessi protagonisti, sapientemente diretti, si sforzano con successo di essere il più possibile monoespressivi e bidimensionali per rispettare l&#8217;autenticità della vignetta.<br />
Se per voi le immagini di un fumetto sono troppo ferme, <em>300</em> è il film per voi.</p>
<p>Lorenzo F.L. Pelosini</p>
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