Giove e la Voglia di Superare i Limiti

IL RESPIRO COSMICO

In una concezione olistica della realtà, il macrocosmo rappresentato dall’universo non si distingue sostanzialmente dalle sue manifestazioni microcosmiche, che sono solo apparentemente separate e distinte.

Ecco che ciò che è evidente nel singolo individuo si può ritrovare in contesti più generali e universali, come la fisica dei quanti comincia a farci comprendere, e come l’alchimia, la mitologia e l’astrologia ci hanno insegnato da molti secoli. Per questo motivo i ritmi della Vita coinvolgono tutta la natura, a ogni livello di complessità: atomi, molecole, cellule, organismi e macrostrutture complesse.

Il respiro cosmico è un ritmo dialettico che comprende ogni alternanza di princìpi opposti generando e perpetuando la vita stessa in doppie spirali che si ritrovano tanto nelle galassie quanto nel DNA. I due serpenti che si avvolgono a elica nel mitico Caduceo di Hermes si ritrovano nelle molecole complementari di acido desossiribonucleico e nei sistemi stellari; sono le Nādī in cui il Prana scorre alternativamente per risvegliare l’energia Kundalini, sono lo Yin e lo Yang della tradizione cinese, sono la destra e la sinistra, il bianco e il nero, e sono i mistici princìpi maschile e femminile che si armonizzano nell’androgino Rebis realizzando la Grande Opera alchemica. Continua a leggere »

L’Equinozio di Autunno nei Tarocchi

Le leggi cosmiche fanno sì che i ritmi celesti del macrocosmo e quelli terreni e umani del microcosmo scandiscano le tappe dell’esistenza anche con gli archetipi che si manifestano nell’antico gioco degli Arcani.

Così come i pianeti si muovono sullo sfondo zodiacale indicando tempi relativi ma precisi, i cicli millenari seguono il ritmo dei numeri sacri da sempre in quanto espressioni di “qualità” più che di “quantità”.

Nei 22 Arcani Maggiori dei classici mazzi di Tarocchi troviamo indicazioni simboliche precise anche di questa mirabile e ordinata realtà, particolarmente in dodici carte, che, fra le altre tante informazioni, si mostrano a noi come le dodici tappe del Sole che chiamiamo segni zodiacali. Per alcune lame questa analogia astro-tarologica è sottile e nascosta, per altre fin troppo palese anche per chi ignorasse i princìpi della simbologia esoterica. Si prenda il caso dell’VIII Arcano, la Giustizia, emblema netto ed evidente del segno della Bilancia e dei suoi significati celesti e terreni.

La Dea della Giustizia Temi era spesso raffigurata con una bilancia a due piatti, simbolo di equità assoluta, di imparzialità e di equilibrio, ma soprattutto di legge. Si narra che Zeus ebbe tre figlie da Temi: Equità, Legge e Pace. Ma un’altra tradizione racconta che le figlie erano invece due e si chiamavano Forza e Temperanza. Nello schema dei Tarocchi Aurei questo mito è particolarmente significativo in quanto contempla altri due Arcani Maggiori rappresentanti i segni del Leone e della Vergine, che precedono cronologicamente quello della Bilancia. Continua a leggere »

Pelosini e I Santini Del Prete in una Nuova Performance Lunare

La Luna Piena da sempre ispira gli animi più sensibili e la creatività artistica del trio Pelosini-Santini Del Prete. L’ultimo Plenilunio ha visto la splendida cornice del Castello di Querceto animata dalla performance La Luna e la Giustizia, piuttosto ermetica nella sua forma ricca di simboli espressi verbalmente dalle poesie tratte dal testo Il Sentiero dei Tarocchi di Giovanni Pelosini e dall’azione dei due ferrovieri Franco Santini e Raimondo Del Prete ormai da tanto tempo in viaggio sugli improbabili binari onirici che attraversano gli oceani della fantasia, dell’arte e della cultura. Stavolta, sotto la luce della Luna, un cuore e una piuma sono stati severamente pesati richiamando il mito egizio di Anubi e ammonendo a vigilare sulla levità dell’anima.

La Luna e La Giustizia

Appari a oriente, Bianca Signora,

come uno specchio rivolto al passato,

come la mente che sempre lavora

con la memoria di quel ch’è già stato.

Cresci e decresci, del sogno cagione,

mentre t’arretri e avanzi sul tracciato,

poi la tua luce ad occaso si pone

nei modi in cui la regola ha disposto:

così si sfuma ai sensi la visione.

Veglia ragione d’ordine fornita

con il rigore della sua milizia,

perché impassibilmente sia punita,

tagliata via qualunque ria nequizia.

Tal è la norma, tal logica equità;

la legge d’equilibrio di Giustizia

decide e valuta con severità

usando l’armi proprie del diritto:

spada e bilancia, e impeccabilità.

 

 

Solstizio d’Estate: Tempo Sacro e Tempo Profano

Così come esistono luoghi sacri e spazi sacralizzati nei quali è più opportuno che gli iniziati operino  ritualmente sulla via regia della conoscenza, c’è anche un tempo sacro, distinto da quello profano. Uscire dall’ordinario computo del tempo e vederlo scorrere ciclicamente è uno dei primi passi necessari per celebrare la Vita, per confermarla nel suo ambito interiore e personale, in quello sociale e in quello cosmico. Il salto quantico evolutivo che l’umanità è chiamata a compiere in questa epoca deve poter partire dalla ruota eterna del tempo ciclico, dal moto spiralico di successione delle Ere, dal tempo che abbiamo chiamato sacro.

C’è dunque un tempo profano e c’è un tempo sacro.

C’è un tempo profano che vede materialmente il passato, il presente e il futuro su una singola linea retta con una direzione fissa e un verso definito e immutabile. Su questa linea la storia è soltanto un mero susseguirsi di avvenimenti, di cause e di effetti, di nascite e di morti. Qui il destino materiale di ogni essere umano è segnato, la sua origine è netta e la sua fine è certa, nel solco di un’evoluzione dell’umanità che forse oggi appare essere stata soltanto tecnologica.

Ma esiste anche il tempo sacro, che è da celebrare come tempo mitologico, simbolico, liturgico, ciclico, come tempo dell’Anima e dello Spirito, come successione di momenti solenni da vivere in comunione di sensibilità, di intenti e di cognizioni. Il tempo sacro si muove a spirale in successivi archi che toccano i punti di circonferenze crescenti in modo aureo: cerchi di consapevolezza sempre più ampi, in cui tutto può sembrare uguale e tutto è sempre diverso, in cui le esperienze passate sono, ad ogni passaggio, incluse e rivalutate come gradi di consapevolezza sempre maggiori. Continua a leggere »

I Tarocchi in America nella Vita Quotidiana

«I ventidue Arcani Maggiori del mazzo di Tarocchi sono strettamente connessi alla nostra vita quotidiana. Alcuni hanno prestato il loro nome a giornali o riviste: l’Eremita (tempo) alla rivista “Time”; la Ruota della Fortuna alla rivista “Fortune”; “Star”, “Sun” e “World” (Stella, Sole, Mondo) sono noti giornali americani. Il nostro bisogno di amore ha un riscontro nell’Innamorato; la curiosità astrologica, negli oroscopi delle Stelle; l’influenza della Luna ci spinge a seguire le imprese spaziali sulla superficie lunare. Tutti dipendiamo, e alcuni di noi con adorazione, dal Sole con i suoi caldi raggi. Siamo frequentemente dominati e spesso impigliati nelle due grandi debolezze umane: l’amore (l’Innamorato) e la fortuna (la Ruota della Fortuna). I momenti di indecisione ci tengono in sospeso come l’Appeso, mentre sicurezza e smarrimento ci distaccano dal passato nella Torre colpita dal fulmine.

Ciascuno di noi ha in sé qualcosa delle facoltà creative e magiche del Mago, una vena di follia del Matto e un quid di demoniaco del Diavolo. Ci siamo più volte imbattuti nell’uomo d’affari o nel politico, simbolizzati dall’Imperatore, come nella donna dinamica ed efficiente, l’Imperatrice. Convinzioni religiose o sentimenti di amicizia ci fanno sperimentare nella vita il tradizionalismo del Papa. viviamo momenti di ammirazione mescolata a un senso di disagio di fronte alla sapienza della Papessa, tanto saggia e dotta, ma incapace di emozione e reazione. Continua a leggere »

I Carri di Marte e il Generale Patton (II parte)

I Carri Armati di Patton

Il più grande condottiero di carri armati della storia è senza dubbio il generale George Smith Patton, che il famoso film Patton, generale d’acciaio (1970) celebrò con ben sette premi Oscar. A questo film di Franklin J. Schaffner, magistralmente interpretato da George C. Scott e Karl Malden, mi sono principalmente riferito per l’immagine che di sé lasciò il personaggio, forte del fatto che gli sceneggiatori Francis Ford Coppola e Edmund H. North si basarono sugli avvenimenti reali descritti da accreditate biografie. Non desidero in questa sede considerare le inevitabili inesattezze storiche, ma valutare soprattutto l’immagine che il personaggio lasciò di sé soprattutto con questo film e con le frasi a lui attribuite. In ogni caso spesso in simbologia ciò che appare è altrettanto importante di ciò che è. Continua a leggere »

I Carri di Marte (I parte)

Nessuno è spinto dall’odio!

Tutti sono spinti da Amore!

Marsilio Ficino

I Neoplatonici non disgiungevano l’analisi di Marte da quella di Venere, considerando sempre tale coppia planetaria uno degli aspetti del concetto di Amore. Ciò trova una giustificazione in alcuni miti in cui Eros, anziché una divinità preolimpica, è considerato figlio di Afrodite e di Ares.

Scrive Marsilio Ficino (Sopra lo Amore ovvero Convito di Platone) che “…se Venere tiene la signoria della natività dell’uomo, concede affetto di Amore: e se Marte prossimamente vi si aggiugne, fa con la caldezza sua lo impeto di Venere più ardente.” In altre parole nell’astrologia rinascimentale Marte dona a Venere la forza e l’audacia necessarie all’Amore per esprimersi al meglio. E se tale concetto atavico e universale di Amore nell’uomo riesce a manifestarsi soprattutto nei rapporti interpersonali, si spiegano meglio anche i princìpi dell’astrologia moderna e psicologico-evolutiva riguardanti le relazioni dell’individuo con il mondo esterno in un connubio che solo la nostra mente sceglie di ordinare e suddividere in categorie ideali: affettive, estetiche, dialettiche, intellettive, aggressive. Continua a leggere »

Joker, il Matto di Batman, e suo Padre Gelataio

C’era una volta un ragazzo di 17 anni molto creativo che vendeva gelati nel New England nel periodo precedente la seconda guerra mondiale. Aveva fatto un disegno sul proprio giubbotto di pelle, e un bel giorno gli capitò di vendere un gelato a Bob Kane, il creatore dell’eroe dei fumetti Batman. Bob Kane rimase colpito dal disegno sul giubbotto e chiese chi lo avesse realizzato; il ragazzo rispose che lo aveva eseguito lui stesso, e, per questo motivo, fu chiamato a collaborare nello studio grafico che sarebbe presto diventato famoso per la produzione del celebre fumetto.

Quel giovane gelataio si chiamava Jerry Robinson, e contribuì alla creazione e al successo di molti personaggi della saga di Batman, fra i quali l’amico di tante avventure Robin, l’impagabile maggiordomo Alfred, e il feroce nemico Due Facce. Ma soprattutto Jerry Robinson è il padre del “cattivo” più originale e riuscito delle storie di Batman: Joker.

Il personaggio di Joker fu disegnato per anni da Robinson, da Bill Finger e dallo stesso Bob Kane, assumendo sempre più il ruolo del Matto dei Tarocchi, del Jolly delle carte, del buffone che si improvvisa criminale senza mai perdere il gusto dello sberleffo, dello scherzo, della sfida alla normale logica. Joker è capace di dare fuoco a milioni di dollari in banconote, perché lui non fa il criminale per arricchirsi, e nemmeno per smania di potere: lo fa per puro divertimento e per essere assolutamente fuori dagli schemi, per essere il degno rappresentante del caos che irrompe a scompaginare l’ordine costituito. Joker assume il ruolo, tutto sommato necessario, di chi porta lo straordinario nei contesti ordinari, di chi porta il senso profondo del gioco nella seriosità della vita. Non si possono apprezzare le storie di Batman, serio tutore dell’ordine sempre vestito di nero, per altro privo di senso del ridicolo nel suo costume da pipistrello, senza un tale originale “cattivo”, meraviglioso nella sua eterna, ma soprattutto autentica, variopinta risata sarcastica.

Il talento creativo di Jerry Robinson, nato a Trenton, New Jersey, il primo gennaio 1922, si è spento il 10 dicembre 2011, poco prima che l’artista festeggiasse 90 anni, ma la sua creatura Joker continua e continuerà a chiedere a ogni serioso sostenitore dell’ordine il perché della sua mancanza di senso dell’umorismo: “Perché sei così serio?

Giovanni Pelosini

 

  • Sull’argomento vedi anche:

Il Matto, eterno viandante

Il Matto dei Tarocchi sul Sentiero

Elogio della Follia di Nettuno

 

 

 

 

Il Matto e i Simboli del Futuro di Hermann Haindl

Il Matto dei Tarocchi nell’Ultimo Quadro di Haindl

Qualche giorno fa ho ricevuto un gentile invito da parte di Hermann Haindl, pittore di uno dei più famosi mazzi di Tarocchi. L’amico Hermann voleva mostrarmi il suo ultimo quadro, realizzato nel mese di ottobre 2011, talmente ricco di aspetti simbolici da apparire quasi una visione onirica, se non profetica, che l’artista aveva tradotto in vivaci colori e forme emblematiche.

La figura chiave del quadro è il Matto dei Tarocchi che appare in basso a destra nell’atto di indicare con la mano sinistra il centro della scena. La mano sinistra, per Haindl, è da sempre quella dell’intuito che esclude la razionalità, quella che agisce senza condizionamenti spinta da un impulso che è sempre fedele alla profonda verità del suo essere. L’espressione serena del personaggio esclude infatti qualsiasi preoccupazione riguardo gli eventi che mostra. Eppure gli Elementi sembrano scatenarsi in tripudi di colori in cui lingue di Fuoco  si confondono con l’Aria di un cielo luminoso e variopinto, e con l’Acqua rappresentata da strani pesci, uno dei quali si affaccia da un surreale vulcano, mentre un altro emerge da un cielo avvampato di luci. La Terra è un magma scuro che occupa un piccolo spazio sul quale cammina un popolo diretto verso il futuro indicato dal Matto: sotto i piedi delle persone di ogni età che volgono le spalle all’osservatore, il suolo sembra squarciarsi mostrando fiamme telluriche. Tra i lampi di luce del cielo si scorgono qua e là incorporei occhi che osservano le vicende terrene: forse amichevoli fratelli dello spazio, Numi sconosciuti, o altri misteriosi esseri che si mostrano pronti ad accogliere l’umanità in cammino guidata senza incertezze dal profondo istinto del Matto dei Tarocchi di Haindl, che punta il dito proprio in direzione di uno di questi misteriosi sguardi.

Giovanni Pelosini

 

I Tarocchi di Adolfina

Ricevo in dono l’originale mazzo degli Arcani Maggiori di Adolfina, un’interpretazione dei Tarocchi che l’artista Adolfina De Stefani definisce una “performance esistenziale” in cui il suo stesso corpo è protagonista di ogni archetipo traducendo l’ideale simbolico nel linguaggio del vivere quotidiano. I professionali scatti fotografici sono di Gianluca Scordo e Rocco Trono, la presentazione di Bruno Francisci, il testo simbologico allegato di Morena Poltronieri e Ernesto Fazioli. Il mazzo è pubblicato da Hermatena (2009) in edizione numerata di 300 esemplari firmati dagli autori e confezionata in un elegante astuccio nero e rosso, i colori totemici di Adolfina, indossati in ogni rappresentazione di questi 22 Arcani Maggiori e anche in altre occasioni. Il particolare dell’Eremita mostra un’uraniana lampadina che sembra uscita da un romanzo di Jules Verne e che illumina simbolicamente la scena abbagliando la protagonista che si protegge con occhiali scuri. Il grosso e pacifico gatto distoglie lo sguardo dalla lampada, e ci fissa con la saggezza che si addice all’Arcano.

Giovanni Pelosini