I Carri di Marte e il Generale Patton (II parte)

I Carri Armati di Patton

Il più grande condottiero di carri armati della storia è senza dubbio il generale George Smith Patton, che il famoso film Patton, generale d’acciaio (1970) celebrò con ben sette premi Oscar. A questo film di Franklin J. Schaffner, magistralmente interpretato da George C. Scott e Karl Malden, mi sono principalmente riferito per l’immagine che di sé lasciò il personaggio, forte del fatto che gli sceneggiatori Francis Ford Coppola e Edmund H. North si basarono sugli avvenimenti reali descritti da accreditate biografie. Non desidero in questa sede considerare le inevitabili inesattezze storiche, ma valutare soprattutto l’immagine che il personaggio lasciò di sé soprattutto con questo film e con le frasi a lui attribuite. In ogni caso spesso in simbologia ciò che appare è altrettanto importante di ciò che è. Continua a leggere »

I Carri di Marte (I parte)

Nessuno è spinto dall’odio!

Tutti sono spinti da Amore!

Marsilio Ficino

I Neoplatonici non disgiungevano l’analisi di Marte da quella di Venere, considerando sempre tale coppia planetaria uno degli aspetti del concetto di Amore. Ciò trova una giustificazione in alcuni miti in cui Eros, anziché una divinità preolimpica, è considerato figlio di Afrodite e di Ares.

Scrive Marsilio Ficino (Sopra lo Amore ovvero Convito di Platone) che “…se Venere tiene la signoria della natività dell’uomo, concede affetto di Amore: e se Marte prossimamente vi si aggiugne, fa con la caldezza sua lo impeto di Venere più ardente.” In altre parole nell’astrologia rinascimentale Marte dona a Venere la forza e l’audacia necessarie all’Amore per esprimersi al meglio. E se tale concetto atavico e universale di Amore nell’uomo riesce a manifestarsi soprattutto nei rapporti interpersonali, si spiegano meglio anche i princìpi dell’astrologia moderna e psicologico-evolutiva riguardanti le relazioni dell’individuo con il mondo esterno in un connubio che solo la nostra mente sceglie di ordinare e suddividere in categorie ideali: affettive, estetiche, dialettiche, intellettive, aggressive. Continua a leggere »

Intuire (di Lorenzo F.L. Pelosini)

Ben ritrovati, amici! È passato un po’ di tempo, ma sono contento di essere di nuovo su questo blog. Nelle settimane trascorse senza questa piccola preziosa pagina di sfogo, avevo dimenticato quanto mi fosse utile condividere con voi i miei pensieri. Allora, oggi vorrei parlarvi, appunto, di un’intuizione che ho avuto. Immagino che quelli di voi che hanno letto Il Fantarealismo già conoscano le mie opinioni riguardo all’immaginazione e al suo ruolo “creazionistico”, ma oggi vorrei parlare dell’intuizione.

Di recente ho pensato ai grandi innovatori che hanno fatto la storia, geni appartenenti a tutti i campi della scienza, della politica, dell’arte, persone che avevano portato avanti con ostinazione propositi folli per tutta la vita. Continua a leggere »

Lorenzo F.L. Pelosini all’Isola del Cinema di Roma

Isola Tiberina, 3 settembre 2011

A grande richiesta sono tornati al TiberScreen sull’Isola del Cinema i cortometraggi, le opere prime e i videoclip realizzati dagli allievi dell’Accademia di Cinema e Televisione Griffith per i corsi di regia, sceneggiatura, fotografia, montaggio, recitazione, filmmaker. Continua a leggere »

ChemiCats: Sincronicità, Fisica Quantistica e Umorismo

Si può Ridere sulla Sincronicità e sulla Fisica Quantistica?

Sembra incredibile aver potuto racchiudere in un cortometraggio di meno di 13 minuti la teoria della sincronicità di Jung e Pauli, i princìpi della fisica quantistica da Heisenberg a Schroedinger, e la teoria atomica di Dalton; il tutto in chiave comica, ma non per questo privo di contenuti. Eppure, con un po’ di buona volontà e passione, i miei studenti della II SPES dell’Istituto Tecnico Commerciale Cattaneo di Cecina hanno sceneggiato, diretto, interpretato e prodotto un filmino certamente non da Premio Oscar, ma ricco di spontaneità, divertente e istruttivo.

Volete sapere come Wolfgang Pauli conobbe Carl Gustav Jung e come vinse il Premio Nobel?

Vi siete sempre chiesti dove si trovi l’indeterminato elettrone di Heisenberg?

Siete curiosi di sapere dove Albert Einstein incontrava Bohr, Plank, De Broglie, Sommerfeld, Dirac,  i più grandi scienziati del secolo scorso?

Sapete che faccia avesse Deborah, la moglie di John Dalton?

E infine volete davvero sapere che fine ha fatto il famoso Gatto di Schroedinger?

Tutte le risposte sono qui sotto in ChemiCats

Buon divertimento, e non perdetevi i sorprendenti titoli di coda.

Giovanni Pelosini

Fermate il Cervello, Voglio Scendere! (di Lorenzo F.L. Pelosini)

Mi piace definirmi un intellettuale. Non un artista né tanto meno un genio (anche se mi piacerebbe. Per cui se mi trovate in giro per strada, cari lettori, sentitevi liberi di esordire con entusiastiche esclamazioni tipo: “Oh mio Dio, ma tu sei quel genio visionario dall’aspetto e profumo tutt’altro che sgradevoli che scrive quei meravigliosi articoli!”), ma so che le mie modeste abilità e le mie “creazioni” sono esclusivamente frutto del lavoro del mio intelletto. E non ci sarebbe niente di male, se non fosse per il fatto che questo porta me ed altre persone con le mie stesse propensioni ad adagiarsi e a chiudersi nei luoghi interiori che appaiono come i più confortevoli, e ad identificarsi con essi.

In pratica mi sono accorto che, salvo rare eccezioni, negli ultimi anni non sono mai uscito dal mio cervello. La maggior parte delle persone ha una naturale propensione all’azione, vive e opera nel mondo ogni giorno identificandosi con le gambe che corrono, coi polmoni che si dilatano o con la voce che grida o canta. Per noi persone cerebrali risulta invece difficile abbandonarci a momenti di vibrante sensibilità fisica dimenticando l’onnipresente voce narrante della mente che accompagna e commenta ogni gesto ed ogni azione, talvolta donando, altre volte sottraendo come un ladro o un vampiro la poesia dell’attimo. Ci scopriamo così inadatti alla vita, come diceva Pasolini.

Questo perché, come dice Woody Allen, “il sangue circola in tutto il corpo, gira, conosce, sa cos’è la vita, invece qui (nella testa) c’è la materia grigia, che giace lì a pensicchiare”. Continua a leggere »

Per Grazia Ricevuta

Riporto integralmente un vecchio aneddoto scolastico di gustoso e involontario umorismo che circola da tempo come barzelletta e che mi ricorda, per contenuto e stile, la garbata ironia di Nino Manfredi nel film Per grazia ricevuta.

Un alunno di terza elementare delle scuole “Giovanni Pascoli” di Ca’ Tron nel comune di Roncade nel lontano anno scolastico 1953/54, nello scrivere un tema, si esprime con poche sintetiche righe riuscendo a descrivere perfettamente una gita a un santuario mariano e una particolare situazione familiare. Il testo è straordinario nella sua meravigliosa e icastica sintesi, ben comprensibile nonostante gli errori e qualche espressione dialettale veneta, che anzi rendono il tutto più credibile e genuino.

Giovanni Pelosini

Catron, 6 Marso 1954

Tema: Una gita

Domenica siamo ndati a lamadona demonteberico a chiedere la grassia

par miasorela che è maridata da cinque ani e no a gnanca tosatei.

Siamo ndati, poi siamo pregati, poi siamo mangiati, poi siamo vegnuti casa.

O che siamo pregati male o che no si siamo capiti co la Madona,

fatostà che è rimasta insinta laltra sorela che no è gnanca maridata.

Anonimo alunno di III elementare

Verità (di Lorenzo F.L. Pelosini)

Per millenni filosofi e scienziati si sono lanciati nelle proprie speculazioni e teorie utilizzando come punto di partenza l’aprioristico concetto che la realtà tangibile e le sue leggi fossero il punto fermo dell’universo, la sola verità che ci fosse dato di conoscere per certa. Quello che cadeva sotto i sensi era reale (res extensa), il resto era un insieme di reazioni soggettive, idee e pensieri intangibili e inquantificabili privi di valore pratico (res cogitans). Continua a leggere »

Quadrimensionalmente (di Lorenzo F.L. Pelosini)

Il mistero più grande che ci offre l’Universo non è la vita, ma la dimensione”, disse L’Uomo in Nero al Pistolero.

Immaginate, se potete, di viaggiare attraverso miliardi di stelle che vorticano avvolte in un moto spiralico a formare una galassia. Ecco poi che vi si para davanti un’altra galassia e un’altra ancora, come tanti mulinelli di sabbia argentata che si estendono a perdita d’occhio nel buio. Se vi allontanate abbastanza, scoprirete che anch’essi ruotano placidamente come una miriade di pulviscoli luminosi attorno ad un nucleo, un fitto agglomerato di cristalli. E se vi distanziate ancora noterete che quell’ammasso non è che un puntino appena visibile in un’infinita pioggia di scintille. Ed ora arrivate alla parte più difficile: provate a realizzare che in quell’infinità non c’è un oggetto, un corpo o un evento che sia uguale ad un altro, ogni singola manifestazione è unica e irripetibile. Non è già troppo questo quadro? Non cozza fin da ora colla nostra percezione del quotidiano, con l’idea sterile e ristretta che ci siamo fatti del mondo?

Eppure possiamo andare ancora più oltre. Possiamo pensare quadrimensionalmente, come diceva Doc in Ritorno al Futuro. Continua a leggere »

Un Filo Conduttore con l’Infanzia (di Lorenzo F.L. Pelosini)

Tutti i bambini, salvo uno, crescono”. Come Barrie ci ricorda, ad eccezion fatta per quella beata divinità della fantasia e dell’infanzia che è l’eroe delle sue storie, tutto e tutti sono in costante divenire. La vita è un continuo infrangersi di gusci: da quello uterino a quello estremo del corpo in cui viviamo, a ben guardare; passando attraverso una lunga serie di eventi che ci portano a contatto con una realtà sempre più ampia. Una mattina ti svegli e ti accorgi che sei molto lontano da casa, che non sei più nel Kansas, come direbbe Dorothy, e la cosa peggiore è che, a quel punto, viene da chiedersi: come sono giunto a questo? Che fine ha fatto la mia vecchia vita? Che fine ha fatto il bambino che ero? Continua a leggere »