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	<title>Giovanni Pelosini &#187; esoterismo</title>
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	<description>tarologia, astrologia, simboli, yoga e arti creative</description>
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		<title>Festa dell&#8217;Epifania, 6 gennaio: Miti, Riti e Magie dei Tre Magi</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Jan 2012 17:37:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pelosini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tradizionalmente i tre Magi rappresentano i tre aspetti del tempo che non scorre: l&#8217;anziano Melchiorre, il maturo Baldassarre e il giovane Gaspare. In questa Adorazione di Hieronymus Bosch il primo offre il calice sacro e l&#8217;oro della Luce, il secondo porta una specie di pisside con la mirra per la Potenza regale, e il terzo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Adorazione-dei-Magi-Hieronymus-Bosch.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-9287" style="margin: 0px 10px 0px 0px;" title="Adorazione dei Magi, Hieronymus Bosch" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Adorazione-dei-Magi-Hieronymus-Bosch.jpg" alt="" width="300" height="398" /></a>Tradizionalmente i tre Magi rappresentano i tre aspetti del tempo che non scorre: l&#8217;anziano <strong>Melchiorre</strong>, il maturo <strong>Baldassarre</strong> e il giovane <strong>Gaspare</strong>. In questa <em>Adorazione</em> di <strong>Hieronymus Bosch</strong> il primo offre il calice sacro e l&#8217;oro della Luce, il secondo porta una specie di pisside con la mirra per la Potenza regale, e il terzo l&#8217;incensiere della Sapienza e del sacrificio, secondo l&#8217;esoterismo iranico e mitraico, e sono il simbolo di Anima, Spirito e Corpo fisico. In altre tradizioni non Gaspare ma Melchiorre è di colore, i nomi e i <a title="Doni dei Magi" href="http://www.giovannipelosini.com/2009/12/i-doni-dei-magi/">doni dei Magi</a> cambiano, ma il significato della triade resta invariato nel suo complesso.</p>
<p>Le tre età del tempo eterno sono i gradi del percorso iniziatico, il passato, il presente e il futuro, i tre ceppi etnici dell&#8217;umanità dopo il diluvio universale, lo zolfo, il sale e il mercurio dell&#8217;alchimia, la triade dell&#8217;unico frutto, la Pietra, l&#8217;Uno.</p>
<p>La consacrazione all&#8217;<strong><em>Unus Mundus</em></strong> avviene nell&#8217;istante dell&#8217;adorazione e il Figlio genera la Matrice che lo genera in una ciclica apparente contraddizione che elimina il concetto stesso di tempo che scorre nel mondo tridimensionale.<span id="more-8142"></span></p>
<p>Il mistero dell&#8217;Epifania è la radice dei suoi aspetti magici e esoterici che i Magi incarnano da secoli fermando il tempo nella notte fra il 5 e il 6 gennaio, e aprendo in questo modo la porta dimensionale alla infinite possibilità trasmutatorie.</p>
<p><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Riti-dellEpifania.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-9285" style="margin: 0px 10px 0px 0px;" title="Riti dell'Epifania" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Riti-dellEpifania.jpg" alt="" width="276" height="400" /></a>Fin dal Medio Evo il senso magico dell&#8217;evento era tradotto dal popolo in magie rituali e apotropaiche, come quella di fermare i cavalli in fuga con la formula: <em>Caspar te tenet, Balthasar te ligat, Melchior te ducat</em>. Si attribuiva quindi alla magica triade il potere di bloccare le forze più incontrollabili della natura e dell&#8217;inconscio.</p>
<p>Con l&#8217;intento di procurare fortuna e benessere alla famiglia e alla casa nei Paesi germanici si usa ancora tracciare con il gesso sulla porta principale le cifre dell&#8217;anno appena iniziato e le lettere iniziali dei tre Magi unite in una formula augurale che si trova anche sui portali delle chiese e dei santuari.</p>
<p>Un&#8217;usanza antichissima tramandatami dagli avi toscani prevede invece di mettere un rametto di ginepro alla serratura della porta della casa, precludendone così, con le sue foglie spinose e pungenti, simbolicamente l&#8217;accesso agli spiriti vaganti nella magica notte in cui i varchi dimensionali e temporali sono aperti.</p>
<p>Giovanni Pelosini</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il Piede del Diavolo</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 12:28:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pelosini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Impronta del Piede del Duomo di Monaco L&#8217;impronta del piede che si trova su una pietra del pavimento del Duomo di Monaco di Baviera è certamente l&#8217;oggetto più strano della città. La spiegazione più divertente è che il piede che ha lasciato la traccia doveva corrispondere almeno al numero 50. La spiegazione più razionale è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Piede-del-Diavolo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8892" style="margin: 0px 10px 0px 0px;" title="Piede del Diavolo" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Piede-del-Diavolo.jpg" alt="" width="387" height="400" /></a>L&#8217;Impronta del Piede del Duomo di Monaco</h2>
<p>L&#8217;impronta del piede che si trova su una pietra del pavimento del Duomo di Monaco di Baviera è certamente l&#8217;oggetto più strano della città. La spiegazione più divertente è che il piede che ha lasciato la traccia doveva corrispondere almeno al numero 50. La spiegazione più razionale è che si tratti di un simbolo, una sorta di marchio di fabbrica, degli scalpellini e dei mastri muratori che costruirono l&#8217;edificio, ma tutte queste ipotesi mancano di fantasia e certamente sono lontane dalla verità esoterica. L&#8217;amica <strong>Anita Schiessl Gerlach</strong> mi ha accompagnato a visitare la costruzione e mi ha raccontato la leggenda bavarese dell&#8217;impronta del piede del diavolo, che, come tutte le leggende, forse nasconde un seme di verità.<span id="more-8891"></span></p>
<h2>La Leggenda dell&#8217;Orma del Piede del Diavolo</h2>
<p>L&#8217;architetto <strong>Jörg von Halspach</strong> aveva avuto l&#8217;incarico di costruire il duomo della città, e aveva stipulato un patto col Diavolo affinché l&#8217;ardita costruzione risultasse solida e bella. Naturalmente il Diavolo aveva preteso una contropartita: l&#8217;edificio sacro non avrebbe dovuto avere finestre. In questo modo sperava forse che l&#8217;oscurità interna scoraggiasse i fedeli e che li allontanasse in questo modo dalla luce divina. Ma, come accade in tutte le fiabe, il protagonista Jörg von Halspach cercò di superare in astuzia il Diavolo, e riuscì a progettare l&#8217;edificio in modo che ci fosse un luogo preciso, appena dopo l&#8217;ingresso e sotto il coro, dal quale fosse impossibile osservare le vetrate, che rimanevano nascoste dalla prospettiva e dalle colonne. Però anche il Diavolo era furbo e nutriva dubbi sulla buona fede dell&#8217;architetto; quindi, appena il duomo fu terminato, volle verificare personalmente. Si presentò dunque con il suo cocchio tirato da neri cavalli infernali all&#8217;ingresso della costruzione. Jörg von Halspach lo fece entrare e lo condusse subito nel punto che aveva progettato, e il Diavolo fu così contento di vedere la chiesa immersa nell&#8217;oscurità che batté il piede destro con soddisfazione sul pavimento. Così facendo però aprì una profonda voragine sotto di sé che lo fece precipitare nell&#8217;Inferno prima di richiudersi, lasciando l&#8217;unica traccia concava del suo grande piede nella pietra. Ancora oggi, quando il vento insiste intorno al duomo di Monaco di Baviera formando freddi mulinelli, si dice che sia generato dalla carrozza del Diavolo che gira intorno all&#8217;edificio da secoli in attesa del ritorno del padrone.</p>
<p>Giovanni Pelosini</p>
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		<title>Ferrara, 1 ottobre 2011: I Volti delle Stelle</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Sep 2011 07:05:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pelosini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Astrologia]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[esoterismo]]></category>
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		<description><![CDATA[Associazione Culturale Astrologica Hairesis &#8211; CIDA Primo Convegno Astrologico Ferrarese I volti delle Stelle &#8211; Il cosmo iconografico estense tra arte, scienza e astrologia 1-2 ottobre 2011 Ferrara,Via Madama, 40/A Lo strumento principale di interpretazione e  la fonte d&#8217;ispirazione di rilevanti opere artistiche come il De Sphaera e i Decani della Sala dei Mesi è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Zodiaco.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8388" style="margin: 0px 10px 0px 0px;" title="Zodiaco" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Zodiaco.jpg" alt="" width="200" height="167" /></a><strong><em>Associazione Culturale Astrologica Hairesis &#8211; CIDA</em></strong></p>
<h1 style="text-align: center;">Primo Convegno Astrologico Ferrarese</h1>
<h2 style="text-align: center;"><em>I volti delle Stelle &#8211; Il cosmo iconografico estense tra arte, scienza e astrologia</em></h2>
<p style="text-align: center;">1-2 ottobre 2011</p>
<p style="text-align: center;">Ferrara,Via Madama, 40/A<span id="more-8387"></span></p>
<p>Lo strumento principale di interpretazione e  la fonte d&#8217;ispirazione di rilevanti opere artistiche come il <em>De Sphaera</em> e i <em>Decani</em> della <em>Sala dei Mesi</em> è l&#8217;Astrologia.</p>
<h2>Programma</h2>
<p>- Sabato 1 Ottobre 2011 (Ore 15.00-19.30): Convegno<br />
- Domenica 2 Ottobre 2011 (Ore 9.30-13.00): Tour “<em>Ferrara Esoterica</em>”</p>
<p>Relatori: <strong>Gianluigi Magoni</strong>, <strong>Patrizia Nava</strong>, <strong>Daniela Frignani</strong>, <strong>Brunilia Patrick</strong> e <strong>Sara Chelli</strong><br />
Moderatore: <strong>Dante Valente</strong><br />
Organizzazione e direzione: <strong>Massimiliano Gaetano</strong></p>
<ul>
<li><span style="text-decoration: underline;"><strong>Sabato, 1 Ottobre 2011</strong></span></li>
</ul>
<p>Ore 14.30 – Arrivo e punto d&#8217;incontro presso l&#8217;<em>Hotel San Girolamo dei Gesuati</em> (presso <em>Palazzo Schifanoia</em>)<br />
Ore 15.00 – Arrivo a <em>Palazzo Schifanoia</em><br />
Ore 15.15 – Visita guidata alla <em>Sala dei Mesi</em>, a cura di <strong>Gianluigi Magoni</strong><br />
Ore 16.00 – Apertura del Convegno presso Sala Conferenza dell’<em>Hotel</em> <em>San Girolamo dei Gesuati</em><br />
- Messaggio di benvenuto di <strong>Dante Valente</strong>, Presidente Nazionale CIDA<br />
- Relazione introduttiva storico-astrologica, a cura di <strong>Daniela Frignani</strong>, <strong>Brunilia Patrick</strong> e <strong>Sara Chelli</strong><br />
- Relazione sul “<em>De Sphaera</em>”, a cura di <strong>Patrizia Nava</strong><br />
- Relazione sui “<em>Decani di Schifanoia</em>”, a cura di <strong>Gianluigi Magoni</strong><br />
Ore 19.00 – Dibattito e domande da parte del pubblico<br />
Ore 19.30 – Chiusura del Convegno<br />
Ore 20.30 – Cena a buffet<br />
Ore 22.30 – Passeggiata nel centro storico di Ferrara</p>
<ul>
<li><span style="text-decoration: underline;"><strong>Domenica, 2 Ottobre 2011</strong></span></li>
</ul>
<p>Ore 9.30 – Tour “<em>Ferrara esoterica</em>” nei luoghi più incantevoli, suggestivi e magici della città<br />
Ore 13.00 – Saluti di commiato</p>
<p>&nbsp;</p>
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		</item>
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		<title>I Tarocchi e l&#8217;Esoterismo secondo Elémire Zolla</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Sep 2011 07:50:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pelosini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aforismi]]></category>
		<category><![CDATA[ripubblicabili]]></category>
		<category><![CDATA[Tarologia]]></category>
		<category><![CDATA[esoterismo]]></category>
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		<description><![CDATA[Esoterismo dei Tarocchi nei secoli XVIII, XIX e XX Elémire Zolla ci regala una dotta sintesi delle diverse visioni esoteriche del Tarocco a partire dal grande interesse verso la cultura egizia che si manifestò in Francia verso la fine del secolo XVIII. «&#8230; Lo sfruttamento &#8220;esoterico&#8221; del mazzo data dall&#8217;ottavo volume di Antoine Court de [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/El%C3%A9mire-Zolla.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7696" style="margin: 0px 10px 0px 0px;" title="Elémire Zolla" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/El%C3%A9mire-Zolla.jpg" alt="" width="220" height="265" /></a><strong>Esoterismo dei Tarocchi nei secoli XVIII, XIX e XX </strong></h1>
<p><strong>Elémire Zolla</strong> ci regala una dotta sintesi delle diverse visioni esoteriche del Tarocco a partire dal grande interesse verso la cultura egizia che si manifestò in Francia verso la fine del secolo XVIII.</p>
<p>«&#8230; Lo sfruttamento &#8220;esoterico&#8221; del mazzo data dall&#8217;ottavo volume di <strong>Antoine Court de Gébelin</strong>, <em>Monde primitif</em>, stampato a Parigi nel 1781, dove figura un articolo di <strong>M. le C. de M.</strong>, probabilmente il conte di Meldet, il quale presenta il tarocco come escogitazione del dio egizio Thot, allineandosi all&#8217;opinione egizia della massoneria contemporanea, dove s&#8217; instaurarono le logge androgine egizie di <strong>Cagliostro</strong>.<span id="more-8526"></span> Fu subito seguito dal cartomante <strong>Alliette</strong> (o <strong>Etteilla</strong>), autore di <em>Maniere de se recreer avec le jeu denommé tarots</em>, uscito nel 1783 e nel 1785, sempre a Parigi: voleva restaurare il mazzo egizio originario. Dopo queste fantasie antiquarie del &#8217;700, l&#8217;occultismo francese dell&#8217;Ottocento riprese il tema, specie con <em>Dogme et Rituel de la Haute Magie</em> di <a title="Aforisma sui Tarocchi di Eliphas Levi" href="http://www.giovannipelosini.com/2011/03/aforisma-sui-tarocchi-di-eliphas-levi/"><strong>Eliphas Levi</strong></a> o <strong>Alphonse Louis Constant</strong>, del 1856. Nel 1863 comparve <em>L&#8217; homme rouge des Tuileries</em> di <strong>Paul Christian</strong>, ossia <strong>Jean-Baptiste Pitois</strong>. <strong>Papus</strong> attribuirà l&#8217;origine del tarocco ai Gitani, una tesi che <a title="Guénon, Estremo Ricercatore della Conoscenza" href="http://www.giovannipelosini.com/2011/06/rene-guenon-estremo-ricercatore-della-conoscenza/"><strong>Guénon</strong></a> deprecherà . In Inghilterra il culto dei tarocchi fu praticato da <strong>Arthur Edward Waite</strong> nell&#8217; ambiente della <em>Golden Dawn</em> e tutti i membri della società giocarono &#8220;esotericamente&#8221; al tarocco divinatorio. La moda fu sostenuta da <a title="Aleister Crowley, Mago del XX Secolo" href="http://www.giovannipelosini.com/2009/05/aleister-crowley-un-mago-del-xx-secolo/"><strong>Aleister Crowley</strong></a>, che introdusse il gioco nei suoi rituali magici paramassonici. Un personaggio che resse le fila dell&#8217;interpretazione esoterica dei tarocchi fu il russo <strong>Valentin Tomberg</strong>, nato nel 1900 a San Pietroburgo, esiliato dopo la rivoluzione bolscevica in Estonia, dove studiò le varie religioni, mettendosi a fianco dell&#8217;antroposofia. Lasciò, postumo, un trattato in francese sui tarocchi, <a title="Meditazioni sui Tarocchi" href="http://www.giovannipelosini.com/2011/07/meditazioni-sui-tarocchi/"><em>Meditazioni sui ventidue Arcani maggiori del tarocco</em></a>, tradotto di poi in molte lingue, una con prefazione di <strong>Hans Urs von Balthazar</strong>: il gioco fondamentale si svolge fra due impulsi contrari, l&#8217;arrotolamento satanico che cristallizza la vita intorno a dei punti materiali (terra, nazione, individuo, organismo), l&#8217;altro invece l&#8217;espansione o gnosi.»</p>
<p><strong>Elémire Zolla</strong> (<em>Corriere della Sera</em>, 21 settembre 1999)</p>
<ul>
<li>Vedi anche <a title="Inadeguatezza del Linguaggio" href="http://www.giovannipelosini.com/2011/06/inadeguatezza-del-linguaggio-secondo-elemire-zolla/"><em>Inadeguatezza del linguaggio secondo Elémire Zolla</em></a></li>
</ul>
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		<title>Tarocchi del Necronomicon &#8211; Dark Grimoire Tarot &#8211; Tarot der Dunklen Schatten</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Aug 2011 07:03:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pelosini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti creative]]></category>
		<category><![CDATA[Deutsch]]></category>
		<category><![CDATA[English]]></category>
		<category><![CDATA[Libri / Books]]></category>
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		<category><![CDATA[Tarocchi]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli Antichi Grimori, Libri di Magia Gli antichi testi di magia, stregoneria e rituali erano chiamati Claviculae o Grimori. Questi ultimi erano spesso libri di Magia Nera: in essi gli iniziati potevano trovare istruzioni e formule magiche per fabbricare pozioni, medicine, incantesimi, talismani con simboli di derivazione alchemica, astrologica o cabbalistica, talvolta finalizzati all&#8217;evocazione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/2009/07/dark-grimoire-tarot.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1727" style="margin: 0pt 10px 0pt 0pt;" title="dark-grimoire-tarot" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/2009/07/dark-grimoire-tarot-158x300.jpg" alt="" width="142" height="270" /></a>Gli Antichi Grimori, Libri di Magia</h2>
<p>Gli antichi testi di magia, stregoneria e rituali erano chiamati <em>Claviculae</em> o <em>Grimori</em>.  Questi ultimi erano spesso libri di Magia Nera: in essi gli iniziati  potevano trovare istruzioni e formule magiche per fabbricare pozioni,  medicine, incantesimi, talismani con simboli di derivazione alchemica,  astrologica o cabbalistica, talvolta finalizzati all&#8217;evocazione di  angeli e di demoni.</p>
<p>Si pensava che questi libri &#8220;maledetti&#8221; fossero rari e pericolosi,  specialmente se usati senza le opportune precauzioni. La Chiesa li  condannò senza riserve dal 1557 con l&#8217;<em><strong>Index Librorum Prohibitorum</strong></em>,  ma tutto ciò non fece che alimentarne la leggenda ed il mercato  clandestino. Autentici papiri si confusero con falsi abilmente  contraffatti e le copie, vere e presunte, di antichi libri di magia si  diffusero in tutto il mondo dal Medio Evo in poi. Oltre alla famosa <em>Clavicula Salomonis</em> si conobbero il <em>Lemegeton</em>, il <em>Mutus Liber</em>, <em>La Magia Sacra di Abra Melin il Mago</em>, il <em>Manoscritto Voynich</em>, e di molti altri libri leggendari si dichiarò il ritrovamento: il <em>Libro di Abramo l&#8217;Ebreo</em>, <em>Le Stanze di Dzyan</em>, il <em>Libro di Enoch</em>.<span id="more-1726"></span></p>
<h2>Il <em>Necronomicon</em> e altri <em>Pseudobiblia</em></h2>
<p>Alcuni libri di magia, nati come artifici narrativi della letteratura <em>horror</em>, divennero così famosi che molti hanno creduto nella loro reale esistenza. Il più famoso di questi <em>pseudobiblia</em> è certamente il <em><strong>Necronomicon</strong></em>, nato da una straordinaria visione notturna di <strong>Howard Phillips Lovecraft</strong> (1890-1937). Lo scrittore di Providence nei <em>Miti di Cthulhu</em> spiega nei dettagli la genesi e la storia di questo celebre grimorio, redatto nell&#8217;VIII secolo dal mago e poeta arabo <em>Abdul Alhazred</em> sotto il titolo di <em>Al Azif</em> e quindi tradotto in greco e in latino. Secondo i racconti di Lovecraft, la stesura originale in arabo del <em>Necronomicon</em> andò perduta, ma dalle sue traduzioni si apprese la mitologia dei <strong>Grandi Antichi</strong>, creature malvagie che arrivarono sul nostro pianeta migliaia di anni fa, ed i rituali per evocarli liberandoli dalle oscure e segrete prigioni in cui furono relegati.</p>
<p><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Grimorio.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-6326" style="margin: 0px 10px 0px 0px;" title="Grimorio" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Grimorio.jpg" alt="" width="274" height="400" /></a>Un’incerta etimologia fa pensare che il termine greco <em>Necronomicon</em> significhi letteralmente “Il Libro dei Nomi dei Morti”, e ciò spiega  come la storia di questo grimorio si intrecci con quella del mistico  erudito di magia <strong>John Dee</strong>, realmente vissuto nel XVI secolo e famoso  anche come negromante. La storia conferma che John Dee ed il sensitivo  <strong>Edward Kelley</strong> soggiornarono a Praga alla corte di <strong>Rodolfo II d’Asburgo</strong>,  un imperatore studioso di alchimia ed appassionato di occultismo:  probabilmente tutti in cerca della pietra filosofale o di altri segreti magici. I racconti di Lovecraft narrano che in questa città i due  “maghi” trovarono una copia del <em>Necronomicon</em> e la tradussero in inglese.</p>
<p>Questo popolare <em>pseudobiblium</em> ebbe una grande fortuna  letteraria, al punto che, dopo Lovecraft, molti altri autori ne  scrissero nei loro racconti. Si pensò che in alcune biblioteche ci  fossero realmente versioni del <em>Necronomicon</em> e, nel 1941, un  antiquario di New York ne mise addirittura in vendita una copia. A poco  era servita la dichiarazione ufficiale dello stesso Lovecraft, che aveva  assicurato che tale grimorio era solo un’invenzione letteraria, perché  molti altri narratori, nel frattempo, avevano continuato a scriverne. Si  è sostenuto che il <em>Necronomicon</em> sia scritto su fogli di pelle  umana strappata a persone uccise con malvagi sortilegi, mentre il testo  appariva anche sui cataloghi delle biblioteche di alcune università. Un  tale successo letterario ha rinnovato l’interesse per gli antichi  manoscritti di magia, che spesso sono stati abilmente falsificati e  quindi venduti a caro prezzo, mentre la storia si confondeva sempre più  con la leggenda.</p>
<p>L’autorevole studioso dell’occulto <strong>Colin Wilson</strong> ha ipotizzato che  Howard Phillips Lovecraft fosse realmente in possesso di una copia del <em>Necronomicon</em>, ma che ne volesse negare la reale esistenza per non rivelare i segreti iniziatici di una setta esoterica.</p>
<p>Ciò che è certo è il successo del genere letterario e la grande  diffusione della mitologia lovecraftiana, che ebbe seguaci come <strong>Robert  Bloch</strong>, inventore dell’inquietante grimorio <em>De Vermis Mysteriis</em>, ed illustri estimatori come <strong>Stephen King</strong>, che ne parla nel racconto <em>Jerusalem’s Lot</em>.</p>
<p>Alla fine poco importa che non esistano I <em>Manoscritti Pnakotici</em> nell&#8217;altrettanto immaginaria <em>Miskatonic University Library</em>, che nessun Francesco Maria Guazzo abbia mai scritto un <em>Compendium Maleficarum</em>, che <em>Le Nove Porte del Regno delle Ombre</em> non conducano a nessun <em>Club Dumas</em>; l&#8217;importante è che la fantasia sia libera di creare mondi straordinari mantenendo viva la mitopoiesi e fresca l&#8217;arte, che, come <strong>Ovidio</strong> insegna, spesso prende spunto dall&#8217;ignoto, dalle ombre che animano i sogni, dalle paure più profonde.</p>
<h2>I Tarocchi come Libri di Magia</h2>
<p>Questo mazzo di Tarocchi, pubblicato da <em><strong>Lo Scarabeo</strong></em> e illustrato magistralmente da <strong>Michele Penco</strong>, è ispirato ai mondi onirici della letteratura fantastica, ai grimori, veri e immaginari, agli incubi che essi hanno generato e generano negli abissi dell&#8217;inconscio.<br />
Forse anche queste carte sono i frammenti di un antico libro sacro di sole figure: un testo ricco di saggezza e di conoscenza che trasmette messaggi simbolici con un linguaggio simile a quello dei sogni. Non a caso <strong>Court de Gebelin</strong> nel 1781 associò i Tarocchi al mitico <em>Libro di Thot</em>: &#8220;<em>un&#8217;Opera degli antichi Egizi sfuggita alle fiamme che hanno distrutto le loro superbe biblioteche (&#8230;), chi non sarebbe impaziente di conoscere un Libro tanto straordinario!</em>&#8220;. Analogamente lo studioso di esoterismo <strong>Eliphas Levi</strong>, autore del <em>Dogme et Rituel de la Haute Magie</em> (1855), definì i Tarocchi un &#8220;<em>libro miracoloso, ispiratore di tutti i libri sacri dei popoli antichi</em>&#8220;.<br />
La <a title="Articoli di Tarologia" href="http://www.giovannipelosini.com/category/tarologia/" target="_self">Tarologia</a> più umanistica del XXI secolo, che si definisce vicina alle teorie di <strong>Jung</strong> e <strong>Pauli</strong> sulla <a title="Sincronicità" href="http://www.giovannipelosini.com/2009/03/la-sincronicita/" target="_self"><strong>sincronicità</strong></a> e sugli <strong>Archetipi</strong>, anche se distante dal mondo dell&#8217;occulto e della magia, continua a mantenere un grande interesse per la dimensione onirica e simbolica. Nel mondo dei simboli, infatti, la letteratura fantastica può essere una straordinaria fonte di meditazione e di comprensione dei messaggi provenienti dal profondo dell&#8217;inconscio.<br />
I <a title="Tarocchi del Necronomicon" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__tarocchi_del_necronomicon.php?pn=2300" target="_blank"><em><strong>Dark Grimoire Tarot</strong></em></a> sono quindi una vera e propria <em>Clavicula</em>, per loro intrinseca natura e genesi: una chiave che può aprire porte dimenticate nei più oscuri meandri della psiche, quelle porte nascoste nel buio e coperte da anni di ragnatele. Aprire quelle porte può significare prendere consapevolezza delle proprie paure e riconoscere il proprio lato oscuro, integrandolo.<br />
In quelle stanze segrete, oltre le tenebre, è spesso imprigionata la creatività, come una divinità esiliata che manda richiami onirici e celati in immagini simboliche, per essere finalmente liberata e trasformare gli incubi in sogni.</p>
<p>Giovanni Pelosini</p>
<ul>
<li><strong>Il mazzo di 78 carte è stato dipinto da Michele Penco e pubblicato dalla casa editrice <em>Lo Scarabeo</em>, Torino (2009) con un libretto di istruzioni di Giovanni Pelosini. Si trova anche nelle librerie e nei negozi </strong><strong>specializzat</strong><strong>i oppure si può <a title="Tarocchi del Necronomicon" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__tarocchi_del_necronomicon.php?pn=2300" target="_blank">acquistare in Internet</a>.<br />
</strong></li>
</ul>
<h3><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/2009/02/20darkgrimoiretarot.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-785" style="margin: 0pt 10px 0pt 0pt;" title="20darkgrimoiretarot" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/2009/02/20darkgrimoiretarot-165x300.jpg" alt="" width="165" height="300" /></a></h3>
<h1 style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;">ENGLISH</span></h1>
<p>Ancient text of magic, whichcraft, and rituals are called <em>Claviculae</em> or <em>Grimoire</em>. The latter were often books of Black Magic: in them initiates could find instructions and magic formulas for concocting potions, medicine, spells, and talismans with alchemical, astrological, or cabbalistic derivations, sometimes finalized at summoning angels and demons.</p>
<p>It was thought that these &#8220;forbidden&#8221; books were rare and dangerous, especially if used without due precautions. The Church condemned them unreservedly in 1557 with the <em>Index Librorum Prohibitorum</em>, but all this served only to fuel the legend and clandestine market. Authentic copies were confused with masterful cuonterfeits and the copies, both real and presumed, of ancient books of magic spread throughout the world from the Middle Ages onwards. In addition to the famous <em>Clavicula Salomonis</em>, the <em>Lemegeton</em>, the <em>Mutus Liber</em>, <em>The Book of the Sacred Magic of Abramelin the Mage</em>, the <em>Voynich Manuscript</em>, and many other legendary books, the rediscovery of the following were declared: <em>The Book of Abraham the Jew</em>, <em>The Book of Dzyan</em>, <em>The Book of Enoch</em>.</p>
<h2>NECRONOMICON</h2>
<p>Some books of magic, born as narrative devices for tales of horror, became so famous that many actually believed in their existence. The best known of these <em>&#8220;psudobiblia</em>&#8221; is certanly the <em>Necronomicon</em>, born of the extraordinary nocturnal visions of <strong>Howard Phillips Lovecraft</strong> (1890-1937). In the <strong><em>Call of the Chtulhu</em></strong>, this writer from Providence, Rhode Island, explains the genesis and history of this celebrated grimoire, written in the VIII century by the Arab poet and magician <em>Abdul Alhazred</em> under the title of Al azif and later translated into Greek and Latin. According to Lovecraft&#8217;s tales, the original arabic text for the <em>Necronomicon</em> was lost, but its translations continue to impart the mythology of the Great Old Ones, evil creatures who arrived our planet thousands of years ago, and the rituals to summon them forth, realising them from the dark, secret prisons to which they were condamned; the erudite mystic, <strong>John Dee</strong>, supposedly wrote an English version in the XVI century at the court of <strong>Emperor Rudolph</strong>, who was a scholar of alchemy and enthusiast of occultism. There are those who maintain that the <em>Necronomicon </em>was written on parchment made from the skin of humans killed during black magic rituals, while its history became tainted with legend. Lovecraft himself stated that this grimoire was merely a literary invention, but many other narrators continued to write about it and later, the prestigious expert on the occult, <strong>Colin Wilson</strong>, hypothesized that the author truly possessed a copy of the <em>Necronomicon</em>, but was intent on denying its existence to not reveal the initiatory secrets of an esoteric sect. What is certain is that the success of the literary genre and the widespread diffusion of Lovecraft&#8217;s mythology, which would recruit followers like <strong>Robert Bloch</strong>, inventor of the ominous grimoire <em>De Vermis Mysteriis</em>, and renown admirers like <strong>Stephen King</strong>, who mentions it in his tale entitled <em>Jerusalem&#8217;s Lot</em>.</p>
<p>It does not matter that The Pnakotic Manuscripts in the equally imaginary Miskatonic University Library do not exist, nor that no Francesco Maria Guazzo never wrote a Compendium Maleficarum, nor that The Nine Gateways to the Realm of Shadows fail to lead to the Club Dumas; what is important is that the human imagination is free to create extraordinary worlds, breathing life into mytopoiesis and renewing the art that, as Ovid taught us, is often inspired by the unknown, by the shadows that animate dreams, by our deepest fears.</p>
<h2>TAROTS AS BOOKS OF MAGIC</h2>
<p>This <a title="Tarot Deck" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__tarocchi_del_necronomicon.php?pn=2300" target="_blank">deck of Tarot</a> cards was inspired by the dreamworlds of fantasy literature, by grimoires, whether real or imaginary, by the nightmares that they have generated and continue to generate in the depths of the subconscious.</p>
<p><strong>Giovanni Pelosini</strong></p>
<h1 style="text-align: center;"><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/2009/07/necronomicon-tarot.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1747" style="margin: 0pt 10px 0pt 0pt;" title="necronomicon-tarot" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/2009/07/necronomicon-tarot-163x300.jpg" alt="" width="163" height="300" /></a><span style="color: #ff0000;">DEUTSCH</span></h1>
<p style="text-align: left;">Die antiken Texte über Magic, Hexerei und Rituale wurden als <em>Claviculae</em> oder <em>Grimoire</em> bezeichnet. Letztere waren oft Bücher der schwarzen Magic: in ihnen konnten Eingeweihte Anleitungen und magische Formeln für Zaubertränke, Medizin, Zaubereien und Talismane mit alchemistischen, astrologischen oder kabbalistischen Symbolen finden, die bisweilen der Beschwörung von Engeln und Dämonen dienten. Man glaubte, diese &#8220;verdammten&#8221; Bücher seien rar und gefährlich, insbesondere wenn sie ohne angemessene Vorsichtsmaßnahmen verwendetwurden. Die Kirche verbannte sie vorbehaltlos im Jahr 1557 mit dem <em>Index Librorum Prohibitorum</em>, doch all dies führte nur dazu, die Legende um sie sowie den Schwartzmarkt zu schüren. Authentische Papyrustexte wurden mit gekonnt angefertigten Fälschungen verwechselt und die Kopien antiker Zauberbücher, echte wie auch mutmaßliche, fanden ab dem Mittelalter in der ganzen Welt Verbreitung. Neben dem berühmten <em>Clavicula Salomonis</em> kannte man das <em>Lemegeton</em>, das <em>Mutus Liber</em>, <em>Die heilige Magie des Abramelin</em> und das <em>Voynich-Manuskript</em>, Darüber hinaus wurde der Fund vieler anderer legendärer Bücher behauptet, wie zum Beispiel das <em>Buch Abrahams, des Juden</em>, <em>Die Strophen des Dzyan</em> und das <em>Buch Enoch</em>.</p>
<h2 style="text-align: left;">NECRONOMICON</h2>
<p style="text-align: left;">Eniche Zauberbücher, die als Schöpfungen der Erzählkunst der <em>Horror</em>-Literatur entstanden sind, wurden derart berühmt, dass viele an ihre reale Existenz glauben. Die berühmteste unter diesen <em>Psudobiblia</em> ist sicher das <em>Necronomicon</em>, das aus einer außergewöhnlichen nächtlichen Vision von <strong>Howard Phillips Lovecraft</strong> (1890-1937) entstanden ist. Der Schriftsteller aus Providence erläutert im <em>Chtulhu-Mythos</em> Entstehung und Geschichte dieses berühmten Grimoire im Detail, das im VIII. Jahrhundert vom arabischen Magier und Poeten <em>Abdul Al&#8217;hazred</em> mit dem Titel <em>Al&#8217;Azif</em> verfasst und anschließend in die griechische und die lateinische Sprache übersetztworden war. Nach Erzählung von Lovecraft ging die arabische Originalfassung des Necronomicon verloren, doch erfuhr man aus ihren Übersetzungen von der Mythologie der <em>Großen Alten</em>, bösartiger Kreaturen, die vor Tausenden von Jahren auf unseren Planeten kamen, und von den Ritualen, mit denen sie beschworen und aus den finsteren, geheimen Gefängnissen befreit werden konnten, in die sie verbannt worden waren. Der Mystiker und Gelehrte <strong>John Dee</strong> soll angeblich im XVI. Jahrhundert am Hofe von <strong>Kaiser Rudolf</strong>, einem Wissenschaftler der alchemie und Anhänger des Okkultismus, eine englische Version verfasst haben. Einige behaupteten, dass das <em>Necronomicon</em> auf Bogen aus der Haut von Menschen geschrieben wurde, die mit bösartigen Zaubereien getötet worden waren, während sich Geschichte und Legende zu vermischen begannen. Lovecraft selbst versicherte, dass dieses Grimoire nur eine literarische Erfindung war, doch schrieben viele andere Erzähler auch weiterhin darüber. Später stellte der angeschene Okkultismusforscher <strong>Colin Wilson</strong> die Hypothese auf, der Autor sei tatsächlich im Besitz einer Kopie des <em>Necronomicon</em>, er wolle jedoch dessen reale Existenz ableugnen, um die Initiationsgeheimnisse einer esoterischen Sekte nicht preisgeben zu müssen. Sicher ist jedoch der Erfolg dieses Litaraturgenres und die große Verbreitung der Lovecraftschen Mythologie, zu deren Anhängern <strong>Robert Bloch</strong>, Schöpfer des beunruhigenden Grimoire <em>De Vermis Mysteriis</em>, ebenso gehörte wie sein berühmter Verehrer <strong>Stephen King</strong>, der sie in der Erzählung <em>Jerusalem&#8217;s Lot</em> erwähnt.</p>
<p style="text-align: left;">Es ist dabei nicht weiter wichtig, dass die <em>Pnakotischen Manuskripte</em> in der ebenso erfundenen <em>Miskatonic University Library</em> nicht existieren, dass kein Francesco Maria Guazzo je ein <em>Compendium Maleficarum</em> geschrieben hat und dass die <em>Neun Pforten ins Reich der Schatten</em> zu keinen <em>Club Dumas</em> führen. Das Wichtigste ist, dass die Fantasie frei ist, außergewöhnliche Welten zu schaffen, indem sie die Mythopoiesislebendig und die Kunst frisch erhält, die &#8211; wie uns Ovid lehrt &#8211; oft von dem Unbekannten, den Schatten, die unsere Träume beseelen, und den tiefgründigsten Ängsten angeregt wird.</p>
<h2 style="text-align: left;">DAS TAROT ALS ZAUBERBUCH</h2>
<p style="text-align: left;">Dieses <a href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__tarocchi_del_necronomicon.php?pn=2300" target="_blank">Tarotdeck</a> inspiriert sich an der Traumwelt der Fantasy-Litaratur, an echten und imaginären Grimoires, den Alpträumen, die diese in den Abgründen unseres Unbewussten erzeugt haben und weiterhin erzeugen.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Giovanni Pelosini</strong></p>
<p style="text-align: left;">&nbsp;</p>
<h1 style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;">JAPANESE</span></h1>
<p>『ダーク・グリモア・タロット』</p>
<p>3,150円(税込)</p>
<p>作家で学者の　ジョバンニ　Ｐｅｌｏｓｉｎｉ　の監修で　ミケーレ　Ｐｅｎｃｏ　が描いた、闇の魔術書（呪文書）と名づけられたタロット。</p>
<p>作家ハワード・フィリップス・ラヴクラフトの作品に登場する架空の魔導書、「ネクロノミコン」をテーマにしている。</p>
<p>ほとんどのカードは、ダークな色調で暗い絵が描かれており、魂の闇の部分を映し出すが、「そこに新しい光を見出すことができる」と解説されている。</p>
<p>オール絵札。</p>
<p>サイズ〔120×66〕</p>
<p>英語、イタリア語、スペイン語、フランス語、ドイツ語各12ページ程、合計63ページ解説付き。</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p style="text-align: left;">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Parma, 26 luglio 2011: Parma Magica</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jul 2011 21:30:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pelosini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Astrologia]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Museo dei Tarocchi presenta PARMA MAGICA Una passeggiata nei misteri magici della città Conferenza Itinerante e Percorso Esoterico Guidato Parma, appuntamento alle ore 21 in Piazza Duomo fronte Battistero Martedì 26 luglio 2011 Prenotazione Obbligatoria Info e prenotazioni: tel. 051.916563 &#8211; 051.916750 &#8211; 339.4675826 &#8211; 348.8138815 Il Battistero e la geometria sacra degli iniziati. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">Il <strong><em>Museo dei Tarocchi</em></strong> presenta</p>
<h1 style="text-align: center;">PARMA MAGICA</h1>
<h2 style="text-align: center;">Una passeggiata nei misteri magici della città</h2>
<h3 style="text-align: center;"><em>Conferenza Itinerante e Percorso Esoterico Guidato</em></h3>
<p style="text-align: center;">Parma, appuntamento alle ore 21 in Piazza Duomo fronte Battistero</p>
<p style="text-align: center;">Martedì 26 luglio 2011</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Prenotazione Obbligatoria</strong></p>
<p style="text-align: center;">Info e prenotazioni: tel. 051.916563 &#8211; 051.916750 &#8211; 339.4675826 &#8211; 348.8138815<span id="more-7798"></span></p>
<p>Il <em>Battistero</em> e la geometria sacra degli iniziati. Il fantastico bestiario medioevale: simboli cristiani e mitriaci in sovrapposizione. I numeri magici nel <em>Battistero</em>.</p>
<p>Il <em>Duomo</em> e il decorso del Tempo. La <em>Porta degli Uomini</em> e la <em>Porta degli Dei</em>.</p>
<p>Le <em>Corporazioni</em> e l&#8217;opera della <em>Massoneria Muratoria</em> a Parma. Il codice di pietra e la simbologia dei <a title="Articoli sui Templari" href="http://www.giovannipelosini.com/tag/templari/"><em>Templari</em></a> in città. Simboli e misteri legati all&#8217;Ordine iniziatico più discusso della storia.</p>
<p>Gli studiosi di <a title="Articoli su Alchimia" href="http://www.giovannipelosini.com/tag/alchimia/">alchimia</a> e gli stregoni del Medioevo. Le streghe d&#8217;amore e le eresie.</p>
<p>I percorsi esoterici e lo scontro con la censura: il <em>Tribunale della Santa Inquisizione</em> e i personaggi più importanti a esso legati. <strong>Gerardo Segarelli</strong> da Parma e il mistero <strong>Dolcino</strong>. Le eresie letterarie e il doppio linguaggio.</p>
<p>Lo studio delle stelle a Parma: Astrologia e Astronomia a confronto.</p>
<p><strong>Avicenna</strong> e il suo <em>Codice di Medicina</em>: il rogo dei libri. La <a title="Articoli su Cabala" href="http://www.giovannipelosini.com/tag/cabala/"><em>Cabala</em></a> ebraica e i misteriosi simboli ebraici in città.</p>
<p><strong>Durata</strong> 1.30 h circa</p>
<p><strong>Quota di partecipazione</strong>: € 10,00 &#8211; Ridotti € 9,00 (oltre 60 anni e studenti) Bambini fino a 12 anni gratuito</p>
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		<title>Meditazioni sui Tarocchi</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jul 2011 17:59:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pelosini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aforismi]]></category>
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		<category><![CDATA[Simboli]]></category>
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		<category><![CDATA[Arcani Maggiori]]></category>
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		<description><![CDATA[Meditare sugli Arcani, in Segreto, nella Notte Gli Arcani Maggiori sono dei simboli autentici, cioè sono &#8220;operazioni magiche, mentali, psichiche e morali&#8221; che risvegliano nozioni, idee, aspirazioni e sentimenti nuovi, cioè esigono una attività più profonda di quella del semplice studio o spiegazione intellettuale. È quindi in uno stato di profondo raccoglimento &#8211; sempre rinnovato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;"><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/PapessaSpirale-Mistica.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-7337" style="margin: 0px 10px 0px 0px;" title="Papessa,Spirale Mistica" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/PapessaSpirale-Mistica-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Meditare sugli Arcani, in Segreto, nella Notte</h2>
<p><em>Gli Arcani Maggiori sono dei simboli autentici, cioè sono &#8220;operazioni magiche, mentali, psichiche e morali&#8221; che risvegliano nozioni, idee, aspirazioni e sentimenti nuovi, cioè esigono una attività più profonda di quella del semplice studio o spiegazione intellettuale. È quindi in uno stato di profondo raccoglimento &#8211; sempre rinnovato &#8211; che dobbiamo avvicinarci ad essi. Sono gli strati profondi e intimi dell&#8217;anima che diventano attivi e ci danno i loro frutti, quando meditiamo sugli Arcani dei Tarocchi. È dunque necessaria la &#8216;notte&#8217; di cui parla <strong>San Giovanni della Croce</strong>, ove ci si pone &#8216;in segreto&#8217; e nella quale è necessario immergersi ogni qualvolta si medita sugli Arcani dei Tarocchi. È un lavoro da compiere in solitudine e che si addice ai solitari.<span id="more-7858"></span></em></p>
<p><em>Gli Arcani Maggiori dei Tarocchi non sono né allegorie né segreti; le allegorie non sono in effetti che la rappresentazione figurata di una nozione astratta; in quanto ai segreti non sono che dei fatti, dei procedimenti, delle pratiche, delle dottrine qualsiasi che uno si tiene per sé benché esse possano essere comprese e messe in pratica da altri ai quali si vuole rivelarle. Gli Arcani Maggiori sono dei simboli autentici. Nascondono e insieme rivelano il loro senso secondo la profondità del raccoglimento di colui che li medita. Ciò che essi rivelano non sono dei segreti, cioè cose nascoste dalla volontà umana, ma degli arcani. Un arcano è ciò che bisogna &#8216;sapere&#8217; per essere fecondi in un determinato campo della vita spirituale.</em></p>
<p><strong>Anonimo</strong> autore di <em>Meditazioni sui Tarocchi</em>, 1999</p>
<p>Alcuni hanno ipotizzato che l&#8217;Anonimo autore delle <em>Meditazioni sui Tarocchi </em>sia stato il filosofo russo <strong>Valentin Tomberg</strong> (1900-1973), mistico antroposofo e ricercatore spirituale cristiano del secolo scorso.</p>
<p>NdR</p>
<h2><a title="Libri di Valentin Tomberg" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_valentin_tomberg.php?pn=2300" target="_blank">* * * Libri di Valentin Tomberg</a></h2>
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		<title>Ferrara, 7 luglio 2011: Ferrara Magica</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jul 2011 07:19:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pelosini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Templari]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Museo dei Tarocchi presenta Ferrara Magica Conferenza Itinerante e Percorso Esoterico Guidato Giovedì 7 luglio 2011, ore 20.00 &#8211; 21.30 Ferrara, appuntamento alle ore 20 di fronte alla Cattedrale Prenotazione Obbligatoria Info e prenotazioni: tel. 051.916563 &#8211; 051.916750 &#8211; 339.4675826 &#8211; 348.8138815 Un percorso dedicato alla storia eretica di Ferrara, città ribelle culla e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">Il <strong><em>Museo dei Tarocchi</em></strong> presenta</p>
<h1 style="text-align: center;">Ferrara Magica</h1>
<h2 style="text-align: center;">Conferenza Itinerante e Percorso Esoterico Guidato</h2>
<p style="text-align: center;">Giovedì 7 luglio 2011, ore 20.00 &#8211; 21.30</p>
<p style="text-align: center;">Ferrara, appuntamento alle ore 20 di fronte alla Cattedrale</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Prenotazione Obbligatoria</strong></p>
<p style="text-align: center;">Info e prenotazioni: tel. 051.916563 &#8211; 051.916750 &#8211; 339.4675826 &#8211; 348.8138815<span id="more-7793"></span></p>
<p>Un percorso dedicato alla storia eretica di Ferrara, città ribelle culla e nutrice di ogni idea innovativa e giudicata pericolosa. La diagrammazione della città vista come un oroscopo, quando l&#8217;astrologia era ancora cattedra universitaria. Il Tribunale dell’Inquisizione: abiure e condanne al rogo… Gli scritti inquisiti, i libri proibiti, le parole segrete, i codici misteriosi di Ferrara: dalla <em>Pretiosa Margarita Novella</em> alla pratica alchemica nascosta tra i vicoli cittadini.</p>
<p>Durata 1.30 h circa.</p>
<p>Quota di partecipazione € 9,00 &#8211; Riduzioni sopra i 60 anni + studenti e ragazzi fino a 18 anni (gratuità ai ragazzi fino 12 anni): € 8,00</p>
<h2>I percorsi esoterici guidati di Ferrara proseguono (stessi orari e modalità):</h2>
<ul>
<li> <span style="text-decoration: underline;">Lunedì 11 luglio 2011</span> e <span style="text-decoration: underline;">Venerdì 29 luglio 2011</span></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>I TEMPLARI E IL MISTERO DEL GRAAL: IL CODICE DI PIETRA NELLE VIE DI FERRARA</p>
<p>Le inquiete storie dei Templari alla ricerca del sacro calice. Un percorso dedicato ai luoghi più importanti della città che hanno visto protagonista l’Ordine iniziatico più discusso della Storia: i Templari. L’occhio indiscreto del mago alla ricerca dei simboli che conducono ai luoghi dove sarebbe sepolto il mitico Sacro Graal. Mito e Tradizione.</p>
<ul>
<li><span style="text-decoration: underline;">Lunedì 25 luglio 2011</span></li>
</ul>
<p>ODORE DI ZOLFO… GLI ERETICI E I ROGHI DELLA FERRARA CHE FU</p>
<ul>
<li><span style="text-decoration: underline;">Martedì 2 agosto 2011</span> e <span style="text-decoration: underline;">Martedì 30 agosto 2011</span></li>
</ul>
<p>STREGA… DONNA… DEA… LA MAGIA FEMMINILE NELLA FERRARA ANTICA</p>
<p>Dai simboli della Dea Madre, la paura del potere creatore e la persecuzione inquisitoriale. Le tracce di Selene, Atena ed Ecate nelle vie nascoste della città. La caccia alle streghe e le donne ‘maledette’. I simboli del femminile tra le pietre di Ferrara antica. La leggendaria Marfisa, l’enigma di Lucrezia Borgia, la tragedia di Parisina, Bianca D’Este e la nascita dei Tarocchi, Renata di Francia, la protettrice degli eretici.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		</item>
		<item>
		<title>La Quintessenza dell&#8217;Occultismo Ermetico di Mouni Sadhu</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jun 2011 09:54:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pelosini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aforismi]]></category>
		<category><![CDATA[ripubblicabili]]></category>
		<category><![CDATA[Tarologia]]></category>
		<category><![CDATA[esoterismo]]></category>
		<category><![CDATA[Tarocchi]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Nell&#8217;occultismo tradizionale dell&#8217;Occidente i Tarocchi sono considerati la chiave di volta dell&#8217;intero sistema filosofico chiamato Ermetismo. Al giorno d&#8217;oggi le loro origini sono molto difficili da scoprire. gli autori di opere d&#8217;occultismo più competenti e famosi, quali Eliphas Lèvi, P. Christian, Fabre d&#8217;Olivet, Theophrastus Bombastus von Hohenheim (Paracelso), Oswald Wirth, Papus (dr. Gerard Encausse) e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em></em><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Mouni-Sadhu.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7576" style="margin: 0px 10px 0px 0px;" title="Mouni Sadhu" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Mouni-Sadhu.jpg" alt="" width="271" height="400" /></a>&#8220;Nell&#8217;occultismo tradizionale dell&#8217;Occidente i Tarocchi sono considerati la chiave di volta dell&#8217;intero sistema filosofico chiamato Ermetismo. Al giorno d&#8217;oggi le loro origini sono molto difficili da scoprire. gli autori di opere d&#8217;occultismo più competenti e famosi, quali <strong>Eliphas Lèvi</strong>, <strong>P. Christian</strong>, <strong>Fabre d&#8217;Olivet</strong>, Theophrastus Bombastus von Hohenheim (<strong>Paracelso</strong>), <strong>Oswald Wirth</strong>, <strong>Papus</strong> (dr. Gerard Encausse) e altri, sono dell&#8217;opinione che il vero simbolismo del Tarocco provenga dall&#8217;antico Egitto. Il maestro d&#8217;ermetismo <a title="Aforisma di Eliphas Levi" href="http://www.giovannipelosini.com/2011/03/aforisma-sui-tarocchi-di-eliphas-levi/">Eliphas Levi</a> ce ne parla entusiasticamente nel suo <em>Magia Trascententale, la sua Dottrina e il suo Rituale</em>. Questa Clavicola (com&#8217;egli chiama gli Arcani del Tarocco), considerata perduta per secoli, è stata da noi riscoperta, e siamo stati in grado di aprire i sepolcri del mondo antico, di far parlare i morti, di ammirare i monumenti del passato in tutto il loro splendore, di comprendere l&#8217;enigma di ogni sfinge e di penetrare tutti i santuari&#8230; Ora, questa era la chiave necessaria, un alfabeto geroglifico e numerico, che esprime attraverso numeri ed immagini una serie di idee assolute ed universali.&#8221;</p>
<p><strong>Mouni Sadhu</strong> (Mieczyslaw Demetriusz Sudowski, 1897-1971), <em>The Tarot, A Contemporary course of the Quintessence of Hermetic Occultism</em>, 1962</p>
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		<title>La Musica degli Arcani di Giovanni Imparato</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Jun 2011 14:32:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pelosini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti creative]]></category>
		<category><![CDATA[ripubblicabili]]></category>
		<category><![CDATA[Tarocchi Musicali]]></category>
		<category><![CDATA[Tarologia]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[esoterismo]]></category>
		<category><![CDATA[mitologia]]></category>
		<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>
		<category><![CDATA[Tarocchi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il mio libro Le Voci degli Arcani rappresenta un singolare tentativo di ricerca delle corrispondenze simbologiche tra gli Arcani Maggiori e la mitologia afrocubana realizzato durante la lunga collaborazione con Giovanni Imparato. Il risultato è stato il primo &#8220;mazzo&#8221; di Tarocchi musicale. Per me riuscire a fondere immagini e suoni in una &#8220;sceneggiatura&#8221; complessivamente coerente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/2009/03/imparato-e-pelosini.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1115" style="margin: 0px 10px 0px 0px;" title="imparato-e-pelosini" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/2009/03/imparato-e-pelosini.jpg" alt="" width="362" height="270" /></a>Il mio libro<em> <a title="Le Voci degli Arcani" href="http://www.giovannipelosini.com/2009/03/il-primo-mazzo-di-tarocchi-musicali/">Le Voci degli Arcani</a></em> rappresenta un singolare tentativo di ricerca delle corrispondenze simbologiche tra gli Arcani Maggiori e la mitologia afrocubana realizzato durante la lunga collaborazione con <strong>Giovanni Imparato</strong>. Il risultato è stato il primo <a title="Articoli su Tarocchi Musicali" href="http://www.giovannipelosini.com/category/tarocchi-musicali/">&#8220;mazzo&#8221; di Tarocchi musicale</a>. Per me riuscire a fondere immagini e suoni in una &#8220;sceneggiatura&#8221; complessivamente coerente è stata una sfida non solo intellettuale e l&#8217;inizio di un percorso alternativo simbologico di ricerca interiore. L&#8217;autore delle musiche che sono parte integrante dell&#8217;opera, che è insieme spiritualità, arte, esoterismo, sciamanesimo e molto altro ancora, ci parla qui sotto della sua esperienza.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Giovanni Pelosini<span id="more-7563"></span></strong></p>
<h2>La Musica degli Arcani</h2>
<p>&#8220;<em>Le musiche di questo lavoro sono integrate dall&#8217;energia armonizzante della tradizione Yoruba, che fornisce gradevolezza all&#8217;ascolto, mutuata dagli archetipi della Santeria. Quando questi sono suonai, ballati, cantati non sono monotonici! ho sentito che hanno restituito la giusta dignità agli Arcani potendo esprimere più parti, ad una mente «meccanica» ed eccessivamente analitica solo nella «forma» ciò potrebbe apparire antitetico! A me, invece, ha dato molta pace&#8230; quando si «entra» nell&#8217;Arcano infatti lo conosci di più&#8230; accettandone le parti «relative».</em></p>
<p><em>È evidente che (in me) questa tradizione Yoruba &#8211; attraverso l&#8217;arte &#8211; ha fatto funzionare un&#8217;altra percezione possibile dell&#8217;Arcano&#8230; ho accettato la sfida di riuscire a «fare ponte» con le due parti di me&#8230; perché ho registrato integrando una composizione precedente! Nelle iniziali composizioni vi era libertà totale&#8230; questa volta invece &#8211; dovendo scovare «dentro» la concreta connessione per iruscire a gestire una tradizione molto strutturata &#8211; mi si è aperto un varco&#8230; mi sono arrivate tante informazioni, recuperando per qualche istante quel senso di profonda appartenenza e di unione con l&#8217;UNO.</em>&#8221;</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Giovanni Imparato</strong></p>
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