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	<title>Giovanni Pelosini &#187; misteri</title>
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	<description>tarologia, astrologia, simboli, yoga e arti creative</description>
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		<title>La Profezia di Malachia sulla Fine del Papato</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 11:50:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pelosini</dc:creator>
				<category><![CDATA[ripubblicabili]]></category>
		<category><![CDATA[Simboli]]></category>
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		<description><![CDATA[La Profezia dei Sommi Pontefici Da più di quattrocento anni è nota, a volte temuta, sempre discussa, l’enigmatica Profezia di Malachia sul papato romano, e più di un Pontefice, in questi secoli, l’ha ricordata a conferma della propria elezione, anche se la Chiesa non l’ha mai ufficialmente accettata. A Venezia, nel 1595, il benedettino Arnold [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Profezia-San-Malachia.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7667" style="margin: 0px 10px 0px 0px;" title="Profezia San Malachia" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Profezia-San-Malachia.jpg" alt="" width="122" height="400" /></a>La Profezia dei Sommi Pontefici</h2>
<p>Da più di quattrocento anni è nota, a volte temuta, sempre discussa, l’enigmatica <strong>Profezia di Malachia</strong> sul papato romano, e più di un Pontefice, in questi secoli, l’ha ricordata a conferma della propria elezione, anche se la Chiesa non l’ha mai ufficialmente accettata. A Venezia, nel 1595, il benedettino <strong>Arnold de Wyon</strong> pubblicò il <em>Lignum Vitae</em>, cioè “<em>Il Legno della Vita, ornamento e decoro della Chiesa</em>”. In questo testo si legge per la prima volta la notizia dell’esistenza di una sintetica profezia, <strong><em>Prophetia de Summis Pontificibus</em></strong>, attribuita a <strong>San Malachia</strong>, vescovo e veggente irlandese vissuto dal 1094 al 1148.</p>
<p>Così Arnold de Wyon ci parla di San Malachia: “<em> … di lui non conosco che una profezia sui Sovrani Pontefici. Siccome questo scritto è breve e, come sembra, non ancora stampato, lo riproduco qui per rispondere al desiderio di molti</em>”. Seguiva lo scarno elenco di 112 motti profetici riferiti ai Papi a partire da <strong>Celestino II </strong>(1143-1144) fino ad un certo “<strong>Pietro Romano</strong>”, l’ultimo della lista.</p>
<h2>San Malachia</h2>
<p>Il nobile irlandese <strong>Maelmhaedhoc</strong> della famiglia O’Margair nacque ad Armagh nel 1094 e si narra che fosse un devoto cristiano fin da giovanissimo. Il suo nome fu latinizzato ed egli è noto come Malachia, monaco, vescovo e Primate d’Irlanda nel turbolento XII secolo.<span id="more-7372"></span> In questo periodo Malachia fu un grande riformatore della chiesa irlandese, propugnandone sempre l’unità e la fedeltà a Roma. Si racconta che in quei tempi di guerre e disordini il vescovo abbia affrontato da solo e senza armi una milizia nemica decisa a catturarlo: i soldati furono messi in fuga dopo che il capitano fu miracolosamente colpito ed ucciso da un fulmine.</p>
<p>Il vescovo Malachia nel 1138 rinunciò al titolo per umiltà e desiderio di solitaria preghiera, tornando ad essere un semplice monaco e cominciando a viaggiare in Europa. <strong>Papa Innocenzo II</strong> lo accolse a Roma con grandi onori, sia per la sua energica opera come Primate d’Irlanda, sia per la sua grande fama di profeta: si diceva infatti che sapesse prevedere e predire tutto, fin nei minimi particolari. Divenuto amico di <strong>San Bernardo di Chiaravalle</strong>, che fu poi il suo biografo, volle finire i suoi giorni in sua compagnia all’abbazia di Clairvaux. Il 2 novembre 1148 Malachia fece chiamare San Bernardo e morì fra le sue braccia. Si pensò che conoscesse la data della propria morte, ovvero l’avesse scelta per essere la significativa ricorrenza di <a title="Festa di Ognissanti - Halloween" href="http://www.giovannipelosini.com/2009/10/simboli-riti-e-magie-di-halloween-il-capodanno-celtico-di-samhain/">Tutti i Santi</a>, e, forse, secondo il sincretismo dell’epoca, anche l’antica festività celtica e irlandese di <strong><em>Samhain</em></strong>. <strong>Clemente III</strong> lo canonizzò nel 1190.</p>
<p>Secondo la tradizione, San Malachia avrebbe avuto una visione a Roma nel 1139 e, in base a questa, avrebbe scritto la serie degli aforismi riferiti personalmente a tutti i Papi che si sarebbero succeduti, compresi una decina di Antipapi. Oltre a vari miracoli gli si attribuisce anche un’altra profezia sulla sua amata isola, che, si dice, fu copiata da un antico manoscritto custodito a Clairvaux. Secondo questa previsione l’Irlanda avrebbe sofferto per sette secoli l’oppressione inglese, risultando alla fine libera grazie al mantenimento della fede originaria.</p>
<h2>Presunte Conferme della Profezia</h2>
<p>Anche se molti motti profetici appaiono oscuri e di incerta decifrazione, altri sembrano estremamente precisi nell’individuare una caratteristica personale dei vari Pontefici. Talvolta l’aforisma riguarda i simboli presenti nello stemma del Papa, oppure la sua origine geografica, altre volte la frase in latino sembra riferirsi alle sue qualità. <a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Celestino-IV.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7670" style="margin: 0px 10px 0px 0px;" title="Celestino IV" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Celestino-IV.jpg" alt="" width="169" height="162" /></a>Analizziamo alcune significative corrispondenze.</p>
<ul>
<li>Al primo Papa della serie, <strong>Celestino II</strong> (1143-1144), corrisponde il motto “<em><strong>Ex Castro Tiberis</strong></em>” (Dal Castello del Tevere): egli proveniva infatti da Città di Castello, nella valle del Tevere.</li>
<li><strong>Lucio II</strong> (1144-1145) si chiamava Gherardo Caccianemici dall&#8217;Orso ed il motto della lista di Malachia è &#8220;<strong><em>Inimicus Expulsus</em></strong>&#8221; (Nemico cacciato).</li>
</ul>
<ul>
<li>Il brevissimo pontificato di <strong>Celestino IV</strong> (1241), che era cardinale di Sabina ed aveva uno stemma con un leone rampante è in corrispondenza con il motto “<strong><em>Leo Sabinum</em></strong>” (Leone sabino).<strong><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Alessandro-VII.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7671" style="margin: 0px 10px 0px 0px;" title="Alessandro VII" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Alessandro-VII.jpg" alt="" width="170" height="162" /></a></strong></li>
</ul>
<ul>
<li>Un paio di Antipapi, <strong>Niccolò V</strong> (1328-1330) e <strong>Clemente VIII</strong> (1423-1429), possiedono aforismi che ricordano appunto lo scisma: “<em><strong>Corvus Schismaticus</strong></em>” e “<em><strong>Schisma Barcinorum</strong></em>” (Corvo scismatico e Scisma di Barcellona). Ci sono anche precisi riferimenti geografici, in quanto Niccolò V era nato a Corvara, presso Rieti, e Clemente VIII regnò per breve tempo in terra d’Aragona.<strong> </strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Urbano VIII</strong> (1623-1644) proveniva da Firenze, la città del giglio, ed il suo motto è “<em><strong>Lilium et Rosa</strong></em>” (Giglio e rosa).</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Alessandro VII</strong> (1665-1667), al secolo Fabio Chigi, aveva uno stemma con sei monti e una stella. A lui corrisponde il motto “<em><strong>Montium Custos</strong></em>” (Custode dei monti).</li>
</ul>
<h2>Dubbi di Autenticità</h2>
<p>Esistono però fondati dubbi che la cosiddetta profezia di Malachia sia in realtà un apocrifo redatto alla fine del XVI secolo, e quindi attribuito al vescovo irlandese circa 450 anni dopo la sua morte. A parte la consuetudine, piuttosto comune in passato, di attribuire a illustri predecessori affermazioni o testi di particolare rilevanza per avvalorarne il significato, non si può escludere l’ipotesi che la pubblicazione del de Wyon sia stata un tentativo di influenzare l’opinione dei cardinali dell’epoca al fine di modificare le loro scelte in Conclave. In particolare si pensa all’elezione del 1590, in cui pare che qualcuno volesse favorire il cardinale Simoncelli di Orvieto con la diffusione della falsa profezia contenente il motto “<em><strong>De antiquitate urbis</strong></em>”, con chiara allusione all’antico nome latino di Orvieto (<em>Urbs Vetus</em>, cioè “Città antica”).</p>
<p>A dimostrazione che la profezia sia un apocrifo del 1595 ci sarebbero alcune imprecisioni biografiche dello storico <strong>Onofrio Panvinio</strong> che sono riportate nella cosiddetta profezia: certe evidenti incongruenze temporali dovute alla presenza nella lista anche degli Antipapi. Panvinio aveva lavorato nelle biblioteche vaticane nel 1556 e la sua opera di revisione era ovviamente conosciuta dai contemporanei. In tal caso anche la scelta dell’ipotetico autore Malachia sarebbe stata molto opportuna, facendo un sottile e convincente riferimento all’omonimo profeta dell’<em>Antico Testamento</em>; senza contare che lo stesso nome Malachia deriva dall’ebraico e significa letteralmente “<em>Colui che porta messaggi</em>”: davvero c’è il destino nel nome per uno dei più famosi profeti.</p>
<p>Già nel 1700 c’era chi pensava che la profezia fosse apocrifa ed oggi molti affermano che, mentre i motti sono estremamente puntuali ed esatti nell’indicare i Pontefici da Celestino II fino alla pubblicazione del <em>Lignum Vitae</em> (1595), le interpretazioni delle frasi relative ai Papi successivi sono meno lineari e precise, se non addirittura frutto della fantasia dei posteri.</p>
<p>Se però la profezia fosse soltanto un falso, non si spiegherebbero i numerosi casi in cui gli aforismi si rivelarono effettivamente molto calzanti in riferimento a qualche caratteristica riconosciuta dei Papi, e il mistero rimarrebbe, almeno in parte. Occorre anche dire che non sempre possediamo le notizie storiche e biografiche che potrebbero confermare il motto per molti Pontefici del passato, e quindi potremmo non comprendere molti riferimenti profetici magari esatti. In ogni caso, chiunque sia stato l’autore della profezia, gli si deve almeno riconoscere a posteriori una certa capacità previsionale o, per i più scettici, una buona dose di fortuna nella scelta degli aforismi.</p>
<h2>I Papi da Pio IX a Giovanni Paolo II</h2>
<p>• <strong>Pio IX</strong> (1846-1878) è il 101° Papa della serie e corrisponde al motto “<em><strong>Crux de Cruce</strong></em>” (Croce della Croce), forse in riferimento ai problemi dello Stato Pontificio durante l’unificazione italiana e la conquista di Roma nel 1870, dopo la quale la croce dello stemma dei Savoia idealmente si sovrappose a quella del pontefice.</p>
<p>• <strong>Leone XIII</strong> (1878-1903) è il 102° Papa della serie: il motto “<em><strong>Lumen de Coelo</strong></em>” (Luce nel cielo) si può riferire alla figura di una cometa nel suo stemma, ma ancor più al suo motto ufficiale straordinariamente simile: <em>Lumen in coelo</em>.</p>
<p>• <strong>Pio X</strong> (1903-1914) è il 103° Papa della serie: il motto “<em><strong>Ignis Ardens</strong></em>” (Fuoco ardente) potrebbe essere un riferimento alla sua ardente fede oppure all’inizio della Guerra Mondiale durante il suo pontificato.</p>
<p>• <strong>Benedetto XV</strong> (1914-1922) è il 104° Papa della serie: con il motto “<em><strong>Religio Depopulata</strong></em>” (Religione spopolata) si allude forse al fatto che, durante il suo pontificato, la Grande Guerra prima e la febbre spagnola poi fecero un enorme numero di vittime in tutta Europa.</p>
<p>• <strong>Pio XI</strong> (1922-1939) è il 105° Papa della serie: il motto “<em><strong>Fides Intrepida</strong></em>” (Intrepida fede) troverebbe conferma nella sua lotta per la fede in un mondo dominato dai totalitarismi e nel coraggio con cui li avversò.</p>
<p>• <strong>Pio XII</strong> (1939-1958) è il 106° Papa della serie: il motto “<em><strong>Pastor Angelicus</strong></em>” (Pastore angelico) ricorda <strong>San Tommaso d’Aquino</strong>, detto il Dottore Angelico, di cui il Pontefice era studioso, ma anche il suo appellativo “<em>Pastore delle anime</em>”. Un film biografico su di lui, prodotto nel 1942, ebbe lo stesso identico nome: <em>Pastor Angelicus</em>.</p>
<p><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/5-Pontefice1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3735" style="margin: 0px 10px 0px 0px;" title="5 Pontefice" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/5-Pontefice1.jpg" alt="" width="207" height="334" /></a>• <strong>Giovanni XXIII</strong> (1958-1963) è il 107° Papa della serie: il motto “<em><strong>Pastor et Nauta</strong></em>” (Pastore e navigatore) ben si addice all’ex Patriarca di Venezia, repubblica marinara, ed anche al “<em>pastore e nocchiero</em>” del Concilio Vaticano II.</p>
<p>• <strong>Paolo VI </strong>(1963-1978) è il 108° Papa della serie: il motto “<em><strong>Flos Florum</strong></em>” (Fiore dei fiori) si può riferire ai tre gigli che campeggiano nel suo stemma.</p>
<p>• <strong>Giovanni Paolo I</strong> (26 agosto 1978-28 settembre 1978) è il 109° Papa della serie: il motto “<em><strong>De Medietate Lunae</strong></em>” (Metà della Luna) allude forse alla brevità del suo pontificato, iniziato con la mezza Luna nel cielo (fase di ultimo quarto) e durato appena più di un mese lunare, suscitando molti sospetti sulla sua morte. Si ricorda anche che il 16 settembre 1978 ci fu anche un eclisse totale di Luna.</p>
<p>• <strong>Giovanni Paolo II</strong> (1978-2005) è il 110° Papa della serie: il suo motto “<em><strong>De Labore Solis</strong></em>” (Fatica del Sole) sembra proprio significativo in riferimento all’instancabile e continuo pellegrinaggio del Pontefice in ogni parte del mondo; proprio come il Sole sembra girare nel cielo intorno al mondo, anche <a title="Omaggio a Karol Wojtila" href="http://www.giovannipelosini.com/2011/05/omaggio-a-karol-wojtila/">Papa Wojtila</a> ha volato ripetutamente nei cieli di tutto il pianeta. Assai rilevante in proposito la frase che il 16 ottobre 2003, in occasione del 25° anniversario del suo pontificato, l&#8217;allora cardinale <strong>Ratzinger</strong> gli rivolse testualmente: “<em>Lei ha girato instancabilmente il mondo!</em>”</p>
<h2>Gli Ultimi Papi secondo la Profezia</h2>
<p>Il 111° Papa della serie è contrassegnato dal motto “<strong><em>De Gloria Olivae</em></strong>” (Gloria dell’olivo). In base a questo fatto molti hanno voluto leggere nella profezia un riferimento alla pace mondiale, di cui l’olivo è da sempre un simbolo riconosciuto, ma non si possono escludere altri collegamenti più o meno simbolici riferiti all&#8217;attuale Pontefice<strong> Benedetto XVI</strong> non ancora evidenziati. Il 27 aprile 2005, durante la prima udienza generale in Piazza San Pietro, il neopontefice dichiarò: &#8220;<em>Ho voluto chiamarmi Benedetto XVI per riallacciarmi idealmente al venerato pontefice Benedetto XV, che ha guidato la Chiesa in un periodo travagliato a causa del primo conflitto mondiale. Fu coraggioso e autentico profeta di pace e si adoperò con strenuo coraggio dapprima per evitare il dramma della guerra e poi per limitarne le conseguenze nefaste. Sulle sue orme desidero porre il mio ministero a servizio della riconciliazione e dell&#8217;armonia tra gli uomini e i popoli, profondamente convinto che il grande bene della pace è innanzitutto dono di Dio, dono purtroppo fragile e prezioso da invocare, tutelare e costruire giorno dopo giorno con l&#8217;apporto di tutti.</em>&#8221; Il primo gennaio 2012 Benedetto XVI ha concluso un accorato appello alla pace mondiale dicendo: &#8220;<em>La pace nel suo senso più pieno e più alto, è la somma e la sintesi di tutte le benedizioni</em>&#8220;.</p>
<p>Ma <em><strong>De Gloria Olivae</strong></em> è l’ultimo aforisma formato da una frase breve che si trova nella presunta Profezia di Malachia. Il successivo motto è sostituito invece con una più lunga previsione che fa riferimento a <em><strong>Pietro il Romano</strong></em> ed a oscure persecuzioni di cui sarebbero oggetto la Chiesa e la città di Roma alla (implicita) fine del pontificato:</p>
<p>“<strong><em>In persecutione extrema Sacrae Romanae Ecclesiae sedebit Petrus Romanus qui pascet oves in multis tribulationibus; quibus transactis, civitas septis collis diruetur, et Judex tremendus judicabit populum suum. Amen</em></strong>” (Durante l’ultima persecuzione della Santa Romana Chiesa siederà (sul trono) Pietro il Romano, che pascolerà il suo gregge fra molte tribolazioni; passate queste, la città dei sette colli sarà distrutta e il giudice tremendo giudicherà il suo popolo).</p>
<p><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Jacques-de-Molay.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7676" style="margin: 0px 10px 0px 0px;" title="Jacques de Molay" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Jacques-de-Molay.jpg" alt="" width="290" height="396" /></a>È significativo che all’ultimo Papa della serie sia attribuito il nome del primo della storia e che nessun Pontefice abbia mai finora assunto il nome di <strong>Pietro II</strong>. Il nome sembra un riferimento all’<em>Apocalisse</em> di San Giovanni (21,6): “<em>Io sono l’Alfa e l’Omega. Il Principio e la Fine</em>”.</p>
<p>A fianco di questo ultimo testo manca la numerazione, e ciò rende anche incerto se Pietro il Romano debba essere inteso come il 112° Papa della lista, oppure il nome sia ancora riferibile al precedente, o a qualche altro personaggio. Esiste pertanto il dubbio che l&#8217;attuale Pontefice sia il penultimo ovvero l&#8217;ultimo dei Papi della lista attribuita a Malachia; in ogni caso con singolari coincidenze temporali con le profezie del <strong>Monaco di Padova</strong> (<em>De Magnis tribolationibus et Statu Ecclesiae</em>, 1527) e con la leggenda dell&#8217;ultimo Gran Maestro dei Templari <strong>Jacques De Molay</strong>, il quale, già quasi avvolto dalle fiamme del rogo, pare abbia profetizzato la fine del potere del Papato 700 anni dopo la sua morte, cioè nel 2014.</p>
<p>Sarà interessante poter verificare presto l&#8217;attendibilità di queste terribili profezie, confidando che ogni previsione non rappresenti mai un destino ineluttabile e che il futuro sia sempre e comunque un libro con finale aperto ancora da scrivere.</p>
<p style="text-align: left;">Giovanni Pelosini</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il Mistero di Paracas, il Candelabro delle Ande</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 07:54:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pelosini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Simboli]]></category>
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		<description><![CDATA[Un misterioso manufatto di 183 metri si staglia sulle coste del Perù, non lontano da Nazca Si tratta di un gigantesco bassorilievo evidenziato sull’arido pendio di una grande collina sabbiosa che finisce ripida sulla scogliera settentrionale della penisola, ottenuto asportando lo strato più superficiale del terreno per 50-60 centimetri. Imbarcandosi verso le aride isole Ballestas [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: left;"><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Candelabro-di-Paracas.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7770" style="margin: 0px 10px 0px 0px;" title="Candelabro di Paracas" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Candelabro-di-Paracas.jpg" alt="" width="302" height="370" /></a>Un misterioso manufatto di 183 metri si staglia sulle coste del Perù, non lontano da Nazca</h2>
<p>Si tratta di un gigantesco bassorilievo evidenziato sull’arido pendio di una grande collina sabbiosa che finisce ripida sulla scogliera settentrionale della penisola, ottenuto asportando lo strato più superficiale del terreno per 50-60 centimetri.</p>
<p>Imbarcandosi verso le aride isole Ballestas si può osservare il geoglifo dall’oceano in un’atmosfera davvero surreale; dal mare il Candelabro appare in tutta la sua imponenza: 183 metri di altezza, più di 100 di larghezza ed un “fossato” centrale largo 5-6 metri. Occorre prima aver percorso la <em>Carretera Panamericana</em> da Lima verso Sud-Est, lungo la costa peruviana con la Cordigliera delle Ande a sinistra e l’Oceano Pacifico a destra per circa 250 chilometri. In queste zone, a pochi gradi di latitudine dall’Equatore, il clima è caldo ed arido per quasi tutto l’anno, con temperature medie invernali che si aggirano intorno ai 18°C. Il paesaggio appare deserto, eppure ci troviamo nei luoghi, abitati da almeno 5000 anni, che videro fiorire la grande civiltà degli Inca ed altre culture, ancora più antiche e sconosciute. Presso il porto di Pisco c’è la selvaggia penisola di Paracas, nella provincia di Ica, luogo di grandissimo interesse naturalistico ed archeologico, a sole due ore di auto dalle famose “<em>Linee di Nazca</em>”. Tutta la penisola fa parte del parco naturale della <em>Reserva Nacional de Paracas</em>. Qui, fra i fenicotteri e i pellicani, i pinguini peruviani e le rumorose (e non proprio profumate) colonie di leoni marini, sorge uno dei più enigmatici manufatti che ci siano pervenuti dal passato: il cosiddetto “<em>Candelabro</em>”.<span id="more-7767"></span></p>
<h2>L’ENIGMA DEL CANDELABRO</h2>
<p>Il mistero sull’origine e sullo scopo del manufatto è totale, non essendo chiara neanche la sua antichità. Per molti il manufatto è da porre in relazione con le vicine <em>Linee di Nazca</em>, spesso interpretate come segnali di antichissime “piste di atterraggio” per misteriosi mezzi volanti di origine forse aliena. In tal caso il Candelabro, orientato verso Nord-Ovest, sarebbe servito come indicatore di direzione per i mezzi spaziali.</p>
<p>Altri archeologi preferiscono considerarlo un simbolo antico dei <em>Cabeza Larga</em>, i misteriosi costruttori delle numerose camere funerarie sotterranee della necropoli di Paracas, le cui inquietanti mummie con corredo funebre si sono incredibilmente conservate fino ad oggi grazie al clima straordinariamente secco: in questo caso il Candelabro sarebbe una misteriosa testimonianza delle scomparse e poco conosciute culture sviluppatesi dalla prima metà del III millennio a.C. fino al X secolo della nostra era. Queste popolazioni praticavano la deformazione e la trapanazione del cranio già migliaia di anni fa, non sappiamo se a scopo religioso o terapeutico, né con quali strumenti.</p>
<p>Ma i ritrovamenti delle straordinarie <em>Pietre di Ica</em>, e i miti sudamericani dei misteriosi visitatori <em>Viracochas</em> aprono sempre più affascinanti scenari e contribuiscono ad alimentare i misteri della zona.</p>
<p>Per altri ricercatori e studiosi dell’insolito il Candelabro sarebbe solo il simbolo della conquista di quel territorio da parte delle forze armate dello scomparso continente Mu, all’epoca del massimo espansionismo di questo mitico impero, che già tendeva a dominare il mondo circa 17000 anni prima di Cristo. In altri termini si sarebbe trattato di una sorta di emblema militare tracciato per celebrare una vittoria o per segnalare un confine. Per i seguaci delle affermazioni di <strong>James Churchward</strong> l’attuale Perù sarebbe stato terra di conquista per le armate di Atlantide e di Mu, in guerra per ottenere il predominio del pianeta.</p>
<p>Coloro che preferiscono non avere troppi dubbi preferiscono pensare che il Candelabro abbia solo poche centinaia di anni e che sia stato un segnale per i pirati che infestavano le coste peruviane nel XVI e XVII secolo.</p>
<h2>IL SIGNIFICATO DEL SIMBOLO</h2>
<p>I significati essoterici ed esoterici del simbolo tracciato sulla collina di Paracas possono essere diversi secondo il contesto storico o preistorico in cui si voglia collocare il manufatto, ma gli studi scientifici sul geoglifo sono piuttosto scarsi, e pochi sono i tentativi di interpretazione.</p>
<p>Analizzando il significato degli antichi simboli universali, si può riconoscere alla base del geoglifo un rettangolo, che potrebbe rappresentare la Terra, da cui sembra emergere l’<em>Albero della Vita</em>, ricco di germogli, simbolo anche dell’asse del mondo e dell’uomo divino, dalla duplice essenza: il tramite fra la Terra ed il Cielo. L’albero sacro è presente in molte antiche culture, con significati spesso cosmologici, altre volte salvifici. Si pensi solo al mitico <em>Yggdrasil</em> della mitologia nordica, o al biblico <em>Albero della Conoscenza</em> del Paradiso Terrestre, con il legno del quale fu costruita poi la croce di Cristo. Infatti, nel glifo è evidente anche una croce (o una <em>Tau</em>, antichissima lettera sacra dei primi alfabeti conosciuti) che richiama i concetti di albero cosmico e asse del mondo, oltre ad avere il significato di “segno”, origine, intesa anche come orientamento e direzione nello spazio e nel tempo. Recentemente c&#8217;è chi ha interpretato il Candelabro come un simbolo della costellazione polare meridionale detta <em>Croce del Sud</em>.</p>
<p>Il triangolo che sormonta il braccio orizzontale della croce rafforza i concetti già espressi con la più essenziale rappresentazione della tripartizione sacra, che è presente nella <em>Trinità</em> dei cristiani come nella <em>Trimurti</em> degli induisti. È necessario inoltre ricordare come questo simbolo richiami il numero tre e sia quindi l’emblema della creatrice della vita, la <strong>Grande Dea Madre</strong> delle culture preistoriche e protostoriche dell’Europa. Anche la madre di <strong>Gesù</strong>, <strong>Maria</strong>, fu spesso associata all’<strong>Albero della Vita</strong>, in quanto il suo frutto era destinato a salvare l’umanità.</p>
<p>La <a title="Simboli della Croce" href="http://www.giovannipelosini.com/2011/04/simbolismo-della-croce/">croce</a> inoltre rappresenta il numero quattro, così come il triangolo è simbolo del tre: il triangolo e la croce insieme sono all’origine del sette (3+4=7) e del dodici (3&#215;4=12), i più sacri fra i numeri di ogni tradizione esoterica.</p>
<p>Infine i tre bracci verticali terminano in figure che potrebbero essere boccioli di fiori di loto, simboli che rafforzano i concetti di vitalità, creazione, resurrezione e sublimazione.</p>
<p>La <em>Sura</em> <em>della Stella</em> (<em>Il Corano, LIII</em>) rammenta che il <a title="Simboli del Fiore di Loto" href="http://www.giovannipelosini.com/2011/05/simboli-del-fiore-di-loto/">fiore di loto</a> è presso il giardino del soggiorno eterno e ne indica la direzione; l’<em>Hotel Paracas</em>, nei pressi del grande Candelabro delle Ande, accoglie il visitatore con un invitante “<em>Bienvenido al Paraiso</em>”: ma forse questa è solo una coincidenza.</p>
<p>Giovanni Pelosini</p>
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		<title>I Cavalieri Templari sul Monte Amiata (di Claudia Cinquemani)</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 06:47:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pelosini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La studiosa Claudia Cinquemani scopre importanti indizi della presenza dei Cavalieri Templari sull&#8217;Amiata In Pieve ad Lamula, già il titolo originario “Cella di Santa Maria” e la dipendenza dall&#8217; Abbazia di San Salvatore sul Monte Amiata retta in origine dai benedettini neri e in seguito passata ai cistercensi di Bernardo di Chiaravalle, unitamente alla presenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;"><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Pieve-di-Lamula.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8714" style="margin: 0px 10px 0px 0px;" title="Pieve di Lamula" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Pieve-di-Lamula.jpg" alt="" width="338" height="278" /></a>La studiosa Claudia Cinquemani scopre importanti indizi della presenza dei Cavalieri Templari sull&#8217;Amiata</h2>
<p>In <em>Pieve ad Lamula</em>, già il titolo originario “Cella di Santa Maria” e la dipendenza dall&#8217; Abbazia di San Salvatore sul Monte Amiata retta in origine dai benedettini neri e in seguito passata ai cistercensi di <strong>Bernardo di Chiaravalle</strong>, unitamente alla presenza di un importante mercato sabatino e la vicinanza  alle principali vie di pellegrinaggio che sappiamo essere state la Francigena, la Clodia e la via Sacra Michelita,  possono essere indizi a favore dell&#8217;ipotesi di appartenenza templare.<span id="more-8712"></span> Vi sono poi altri strumenti considerati ancora poco ortodossi  che stanno però fruttando scoperte veramente entusiasmanti. Si tratta di analizzare il territorio sotto un&#8217; ottica “iniziatica” valutando la posizione dei luoghi di culto, i loro titoli, le date di fondazione, i giochi di luce, l&#8217;orientamento, i simboli, e non ultima la corrispondenza astronomica.</p>
<h2>I Templari a Lamula</h2>
<p>Ho riscontrato interessanti corrispondenze tra Lamula e altri luoghi di culto lungo le antiche vie di pellegrinaggio, come il Duomo di Sovana e le Pievi di  Santo Stefano a Cennano, San Cassiano a Controne,  Gropina,  Codiponte e Corsignano. Gli elementi comuni a questi luoghi sacri sono in parte architettonici, ma principalmente iconografici come la presenza del <a title="Fiore della Vita" href="http://www.giovannipelosini.com/2010/11/il-fiore-della-vita/"><em>fiore della vita</em></a>, dei simboli legati al culto delle acque e al femminino sacro, come il serpente e le foglie a palmetta oppure i retaggi di culti dionisiaci che in Lamula scaturiscono dalla <em>Festa della Pina</em>, che anticamente veniva celebrata il primo di maggio. Dalle ultime indagini effettuate nella Pieve è emersa la presenza di una nicchia-reliquiario posta nel deambulatorio dietro all&#8217;altare sopra la quale troneggia il graffito di  una bellissima <a title="Simboli della Croce" href="http://www.giovannipelosini.com/2011/04/simbolismo-della-croce/">croce patente</a>.</p>
<p><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Fiore-della-Vita-Lamula.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8715" style="margin: 0px 10px 0px 0px;" title="Fiore della Vita Lamula" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Fiore-della-Vita-Lamula.jpg" alt="" width="311" height="240" /></a>Ho anche notato una croce cosmogonica a braccia uguali (inscritta in un ovale) incisa sul pilastro di sinistra accanto all&#8217;entrata  molto simile a quella presente sulla Chiesa di Santa Maria a Sicille di Trequanda vicino Siena, documentata templare e costruita nel solito periodo in cui venne riedificata Lamula dopo l&#8217; incendio che nel 1264 la distrusse.</p>
<p>Ma abbiamo soprattutto un altro indizio a favore della presenza templare in Lamula. Nell&#8217;anno 1264 la Pieve venne ricostruita  come dimostra un&#8217;iscrizione graffita su una delle colonne della chiesa, ad opera di un certo <em>Paganuccius magister lapideo</em>. In questo periodo era 20° Gran Maestro dell&#8217;Ordine del Tempio <strong>Tommaso Berardi</strong> che era l&#8217;unico Gran Maestro italiano accertato, e del quale abbiamo testimonianza della sua presenza in Toscana tramite due lettere depositate presso la <em>Casa del Tempio</em> di Lucca. Questo fatto ci permette di supporre che i finanziamenti per la ricostruzione di Lamula siano arrivati dai <a title="tag Templari" href="http://www.giovannipelosini.com/tag/templari/">Cavalieri Templari</a> per ordine di un Maestro Templare italiano che in quel periodo, sopperendo alle questioni locali, era venuto a conoscenza della perdita del prezioso luogo di culto, decidendo forse di finanziarne la ricostruzione al fine di mantenere una posizione economicamente strategica nella zona. Non dimentichiamo che da Lamula si raggiungevano con appena mezza giornata di cammino le miniere di mercurio dell&#8217;Amiata dove si estraeva il prezioso minerale per impiegarlo come amalgama per ricavarne oro e argento, per produrre la monetazione e tinteggiare le stoffe.</p>
<h2>La Sacra Via dell&#8217;Arcangelo Michele</h2>
<p>Lamula non soltanto si trova su una diramazione che conduceva alla via Francigena, ma sorge su una linea Sacra sconosciuta ai più. Il ricercatore <strong>Flavio Vettorel</strong> ha rilevato che la gran parte dei luoghi interessati dalle apparizioni mariane e quelli intimamente connessi ad altre divinità si concentrano in una fascia che avvolge la terra tra il 39° e 43° parallelo. <a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Tarocchi-Spirale-Mistica-La-Giustizia.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8759" style="margin: 0px 10px 0px 0px;" title="Tarocchi Spirale Mistica-La Giustizia" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Tarocchi-Spirale-Mistica-La-Giustizia.jpg" alt="" width="228" height="400" /></a>Proprio sul limite superiore di tale fascia si collocano i luoghi della Maremma interessati dai culti di chiaro richiamo alla <a title="Simboli della Dea Madre" href="http://www.giovannipelosini.com/2009/05/matriarcato-e-patriarcato-nei-miti-antichi-e-nei-simboli-astrologici/">Dea Madre</a>: Montelaterone , Santa Fiora, Fiume Fiora, anticamente detto Armenta (da <em>Arnemetia Dea celtica</em>), chiese intitolate alla Madonna delle Nevi o Fonti considerate sacre e curative. Passava vicino alla Pieve ad Lamula la <em>Sacra via Michelita</em> legata al culto dell&#8217;Arcangelo Michele che si  diffuse in Europa lungo un asse incredibilmente vasto. Questa strada attraversava la nostra penisola unendo il santuario sul <em>Monte Gargano</em> a quello di <em>Mont-Saint-Michel</em> sulla costa della Normandia. La cerniera fra i due tratti del percorso era l&#8217;Abbazia della Chiusa, meglio nota come <em>Sacra di San Michele</em> in Val di Susa. Era nata così quella <em>Via Sancti Michaelis</em> che costituiva uno dei più importanti itinerari di pellegrinaggio insieme a quelli di Santiago di Compostela, di Roma e della Terrasanta. Lamula è sicuramente un luogo di &#8220;Forza” per l&#8217;energia benefica che la avvolge e che l&#8217;individuo sensibile avverte.</p>
<h2>L&#8217;Energia Femminile e il Drago</h2>
<p>Parte di questa energia proviene  dalla corrente tellurica che nasce dai movimenti delle acque sotterranee. Queste correnti sono la manifestazione stessa della vita sulla terra. Esse apportano ai luoghi ove si manifestano un risveglio di vita che rende feconda la terra. Dicevano gli antichi saggi che queste forze, quando si uniscono alle correnti aeree magnetiche e cosmiche, originano i Draghi, spesso rappresentati come serpenti, e lì si deve edificare un tempio alla Dea.</p>
<p>Il drago che  dorme nelle viscere della terra rappresenta una forza “interiore”, sotterranea appunto, che  rende possibile la purificazione del luogo allontanando la nostra propensione a mantenerci legati alla materia. Il Musinè, L&#8217; Amiata, L&#8217;Aquila, Monte Sant&#8217;Angelo sul Gargano sono i luoghi di concentrazione e canalizzazione di tali energie. Lungo questi canali sorge Lamula, carica di energia femminile lunare che bilancia la forza degli alti luoghi sacri dedicati al <em>Principe delle Milizie Celesti</em>. La Dea trattiene parte  di questa energia nei suoi uterini spazi e modula il flusso periodico portatore di fertilità permettendo che avvenga costantemente il miracolo dell&#8217;elevazione verso il divino.</p>
<p style="text-align: left;" align="center"> “<em>Io sono l&#8221;acqua di correnti feconde e la pietra volta a spirale.</em></p>
<p style="text-align: left;" align="center"><em>Sono il cuculo che chiama a raccolta ed il cervo in ciclica danza. </em></p>
<p style="text-align: left;" align="center"><em>Sono il ventre della natura e ricche mammelle di latte virginale.</em></p>
<p style="text-align: left;"><em> Sono il serpente e la sirena, la celeste sapienza e la compassionevole Rosa</em>”</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Claudia Cinquemani Dragoni<br />
</strong></p>
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		<title>Maria Grazia Lopardi: L&#8217;Eredità dei Templari</title>
		<link>http://www.giovannipelosini.com/2011/09/maria-grazia-lopardi-leredita-dei-templari/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Sep 2011 14:32:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pelosini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[misteri]]></category>
		<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>
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		<description><![CDATA[Maria Grazia Lopardi, studiosa esperta di tematiche templari e di simbolismo esoterico, è intervenuta al Festival della Letteratura della Costa Etrusca 2011 con una dotta esposizione storica su Papa Celestino V e i suoi contatti con i Cavalieri Templari e la città dell&#8217;Aquila, dove sorge la mistica cattedrale di Santa Maria di Collemaggio. «Le eredità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Giovanni-Pelosini-e-M.G.-Lopardi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8409" style="margin: 0px 10px 0px 0px;" title="Giovanni Pelosini e M.G. Lopardi" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Giovanni-Pelosini-e-M.G.-Lopardi.jpg" alt="" width="397" height="360" /></a>Maria Grazia Lopardi</strong>, studiosa esperta di tematiche templari e di simbolismo esoterico, è intervenuta al <em>Festival della Letteratura della Costa Etrusca 2011</em> con una dotta esposizione storica su <strong>Papa Celestino V</strong> e i suoi contatti con i <strong>Cavalieri Templari</strong> e la città dell&#8217;Aquila, dove sorge la mistica cattedrale di <em>Santa Maria di Collemaggio</em>.</p>
<p>«<em>Le eredità di Celestino e dei Templari si uniscono nel comune ceppo della Gnosi, della conoscenza &#8211; espressione di pura evoluzione nell&#8217;eremita della Maiella dato che tanto caratterizza il suo cammino &#8211; e fanno comprendere che invero la guerra santa, quella contro il proprio ego, il re usurpatore delle leggende del Graal che ha preso il posto del vero re, l&#8217;essenza divina in ogni essere, non va combattuta &#8220;contro&#8221; ma sempre &#8220;a favore&#8221;, reintegrando l&#8217;ombra, accettando tutte le scelte rinnegate: il cavaliere nero non va sfidato, dicono le leggende del Graal, ma bisogna diventare suo amico, dunque accettarlo ed amarlo, senza giudizio. La storia ci ha riportato ad un punto in cui l&#8217;umanità si è ritrovata di fronte ad una grande scelta: ora siamo tornati allo stesso momento. Possiamo ripetere gli errori del passato o agire diversamente, possiamo essere i cristiani dell&#8217;Inquisizione e dei roghi ed i Templari della sconfitta, oppure l&#8217;Ecclesia spiritualis illuminata dallo Spirito Santo ed i Cavalieri iniziati senza nemici, quelli slittati in un&#8217;altra dimensione (o presenti nella materia per servizio, magari tra i Celestini!) allorché l&#8217;Umanità ancora una volta cadde. La scelta sarà determinata dalla forza della massa critica: se due terzi dell&#8217;Umanità accetterà di lavorare su se stessa coinvolgerà anche il terzo addormentato&#8230;</em>»</p>
<p><strong>Maria Grazia Lopardi</strong>, <em>I Templari e il Colle Magico di Celestino</em> (2000)</p>
<ul>
<li>
<h2>Vedi anche l&#8217;esclusiva <a title="Intervista a Maria Grazia Lopardi" href="http://www.giovannipelosini.com/2011/06/misteri-templari-negli-studi-di-maria-grazia-lopardi/"><em>Intervista a Maria Grazia Lopardi</em></a></h2>
</li>
</ul>
<ul>
<li>
<h2>Tutti <a title="Libri di Maria Grazia Lopardi" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_maria_grazia_lopardi.php?pn=2300" target="_blank">i libri di M.G. Lopardi</a></h2>
</li>
</ul>
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		<title>C&#8217;è DNA Alieno nell&#8217;Uomo?</title>
		<link>http://www.giovannipelosini.com/2011/09/ce-dna-alieno-nelluomo/</link>
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		<pubDate>Tue, 06 Sep 2011 05:41:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pelosini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[misteri]]></category>
		<category><![CDATA[mitologia]]></category>
		<category><![CDATA[UFO]]></category>

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		<description><![CDATA[È plausibile pensare che il nostro DNA sia stato manipolato nella preistoria? Lo studioso di storia delle religioni Mauro Biglino è intervenuto al Festival della Letteratura della Costa Etrusca 2011 con queste ed altre straordinarie ipotesi. Tramite le sue attente traduzioni di versioni in ebraico antico della Bibbia, pare giungere a conclusioni molto simili a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Mauro-Biglino-e-Giovanni-Pelosini.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8217" style="margin: 0px 10px 0px 0px;" title="Mauro Biglino e Giovanni Pelosini" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Mauro-Biglino-e-Giovanni-Pelosini.jpg" alt="" width="373" height="280" /></a>È plausibile pensare che il nostro DNA sia stato manipolato nella preistoria?</h2>
<p>Lo studioso di storia delle religioni <strong>Mauro Biglino</strong> è intervenuto al <em>Festival della Letteratura della Costa Etrusca</em> 2011 con queste ed altre straordinarie ipotesi. Tramite le sue attente traduzioni di versioni in ebraico antico della <em>Bibbia</em>, pare giungere a conclusioni molto simili a quelle di <strong>Zecharia Sitchin</strong> su presunte operazioni di ingegneria genetica effettuate da alieni sugli antenati terrestri della nostra specie.<span id="more-8215"></span></p>
<p>&#8220;<em>La figura della <a title="Simboli della Dea Madre" href="http://www.giovannipelosini.com/2009/05/matriarcato-e-patriarcato-nei-miti-antichi-e-nei-simboli-astrologici/">Dea Madre</a> &#8211; che viene variamente studiata, analizzata, interpretata simbolicamente, spiegata psicanaliticamente, identificata con la Madre Terra&#8230; &#8211; sarebbe in realtà molto semplicemente una femmina Anunnaki, medico esperto di ingegneria genetica, che a buon diritto può concretamente essere considerata &#8216;la madre dell&#8217;umanità intera&#8217;! I genetisti ci dicono che il nostro DNA si differenzia da quello delle specie di primati a noi più vicine per una percentuale veramente irrisoria, meno del 2%. È forse stata questa parte inserita negli ominidi a determinare quel rapido sviluppo evolutivo che ha portato la nostra specie ai risultati che conosciamo (mentre i nostri parenti più stretti hanno conosciuto un&#8217;evoluzione culturale e tecnica lenta al punto tale da non potere neppure essere lontanamente paragonata alla nostra)? Abbiamo veramente dentro &#8216;qualcosa&#8217;, spesso definito come &#8216;divino&#8217;, che in realtà non sarebbe altro che una porzione di DNA appartenente a quegli individui che venivano dall&#8217;alto e che ci hanno prodotti?</em>&#8221;</p>
<p><strong>Mauro Biglino</strong>, <a title="Gli Dei che giunsero dallo Spazio" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__il-libro-che-cambiera-per-sempre-le-nostre-idee-sulla-bibbia.php?pn=2300" target="_blank"><em>Gli Dei che Giunsero dallo Spazio</em></a></p>
<p>* * * Vedi anche l&#8217;esclusiva <a title="Intervista a Mauro Biglino" href="http://www.giovannipelosini.com/2011/05/dei-venuti-dallo-spazio-si-parla-di-ufo-nella-bibbia/"><strong><em>Intervista a Mauro Biglino</em></strong></a></p>
<p>* * * Tutti i <a title="Libri di Sitchin" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_zecharia_sitchin.php?pn=2300" target="_blank">libri di <strong>Zecharia Sitchin</strong></a></p>
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		<title>Bologna, 29 agosto 2011: I Templari e i Misteri del Graal</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Aug 2011 13:38:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pelosini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Simboli]]></category>
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		<category><![CDATA[Templari]]></category>

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		<description><![CDATA[Bologna Magica Il Codice di Pietra Le inquiete storie dei Templari alla ricerca del sacro calice Lunedì 29 agosto, ore 21.00 &#8211; 23.00 Bologna, Piazza Luigi Galvani Informazioni: 051.916563 &#8211; 051.916750 &#8211; 339.4675826 &#8211; 348.8138815 Un percorso dedicato ai luoghi più importanti della città che hanno visto protagonista l’Ordine iniziatico più discusso della Storia: i Templari. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><em><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Bologna-Santo-Stefano.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8178" style="margin: 0px 10px 0px 0px;" title="Bologna, Santo Stefano" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Bologna-Santo-Stefano.jpg" alt="" width="238" height="400" /></a>Bologna Magica</em></strong></p>
<h1 style="text-align: center;">Il Codice di Pietra<strong><em><br />
</em></strong></h1>
<h2 style="text-align: center;">Le inquiete storie dei Templari alla ricerca del sacro calice</h2>
<p style="text-align: center;">Lunedì 29 agosto, ore 21.00 &#8211; 23.00</p>
<p style="text-align: center;">Bologna, Piazza Luigi Galvani</p>
<p style="text-align: center;">Informazioni: 051.916563 &#8211; 051.916750 &#8211; 339.4675826 &#8211; 348.8138815</p>
<p>Un percorso dedicato ai luoghi più importanti della città che hanno visto protagonista l’Ordine iniziatico più discusso della Storia: i <strong>Templari</strong>. L’occhio indiscreto del mago alla ricerca dei simboli che conducono ai luoghi dove sarebbe sepolto il mitico Sacro Graal. Tante e forse troppe sono le storie legate al <strong>Graal</strong>, ma si trascura una delle più importanti, ovvero quella legata a Bologna. Attraverso questo percorso si potranno leggere i simboli di pietra che creano la mappa per raggiungere la Sacra Coppa. I <strong>Portici</strong> bolognesi si aprono come scrigni mostrando simboli e codici da decifrare. Basta seguirli e giungere alla via che accolse i Cavalieri del Tempio: <strong>Strada Maggiore</strong>. Le <strong>Due Torri</strong> creano una sorta di spartiacque tra il mondo sacro e quello profano…. così disse il Sommo Poeta. Le storie dei Templari s’infittiscono e in ogni angolo lasciano segni, e la meta è vicina, nel <strong>Complesso Stefaniano</strong>, dove trova la sua apoteosi. I riti di iniziazione arcaici si uniscono a emblemi più moderni, creando un tessuto fitto e misterioso che sale su un’altura poco distante e giunge a <strong>San Giovanni in Monte</strong> e ai suoi misteriosi simboli.<span id="more-8176"></span></p>
<p>Non è necessaria la prenotazione (appuntamento ore 21 presso la statua).</p>
<p>La visita guidata si terrà anche in caso di pioggia.</p>
<p>Durata 1.30 h circa.</p>
<p>Quota € 8,00. Ridotto +60 anni, studenti, ragazzi fino a 18 anni: € 7,00. Gratuito fino a 12 anni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Forte di Bibbona, agosto 2011: Rassegna di Arti e Misteri Etruschi</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Aug 2011 10:57:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pelosini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
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		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[misteri]]></category>
		<category><![CDATA[mitologia]]></category>
		<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>

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		<description><![CDATA[Etruscherie Rassegna di Arti e Misteri Etruschi Conferenze e Visite Guidate Dal 1 agosto al 21 agosto 2011 Forte Marina di Bibbona (LI) Calendario Conferenze e Visite Guidate: Lunedì 1 agosto 2011, ore 2130 : Scene da un matrimonio (etrusco) a cura dell’Accademia degli Etruschi di Bibbona Mercoledì 3 agosto 2011, ore 21.30: Giovanni Feo,  Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;"><em><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Etruschi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7865" style="margin: 0px 10px 0px 0px;" title="Etruschi" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Etruschi.jpg" alt="" width="280" height="186" /></a>Etruscherie</em></h2>
<h1 style="text-align: center;">Rassegna di Arti e Misteri Etruschi</h1>
<h2 style="text-align: center;">Conferenze e Visite Guidate</h2>
<p style="text-align: center;">Dal 1 agosto al 21 agosto 2011</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Forte Marina di Bibbona</strong> (LI)<span id="more-7849"></span></p>
<h2 style="text-align: left;">Calendario Conferenze e Visite Guidate:</h2>
<ul>
<li>Lunedì 1 agosto 2011, ore 2130 : <em>Scene da un matrimonio (etrusco)</em> a cura dell’<em>Accademia degli Etruschi di Bibbona</em></li>
</ul>
<ul>
<li>Mercoledì 3 agosto 2011, ore 21.30: <strong>Giovanni Feo</strong>,  <em>Il femminile nella cultura etrusca </em></li>
</ul>
<ul>
<li>Giovedì 4 agosto 2011, ore 21.30: <strong>Roberto Sarti</strong> e <strong>Giovanni Feo</strong>, <em>Pachamama, la madre-terra: l’approccio eco-spirituale andino</em></li>
</ul>
<p>Sull&#8217;argomento si può leggere e vedere i video:</p>
<p><a title="Mamani, Imparare a Onorare la Terra" href="http://www.giovannipelosini.com/2010/12/mamani-imparare-a-onorare-la-terra/"><em><strong>Mamani, Imparare a Onorare la Terra</strong></em></a></p>
<p><a title="Mamani, Profezia del Risveglio delle Donne" href="http://www.giovannipelosini.com/2011/01/mamani-la-profezia-del-risveglio-delle-donne/"><em><strong>Mamani, La Profezia del Risveglio delle Donne</strong></em></a></p>
<p><a title="Mamani, Cosa Succede nel 2012" href="http://www.giovannipelosini.com/2011/01/mamani-cosa-succede-nel-2012/"><em><strong>Mamani, Cosa Succede nel 2012</strong></em></a></p>
<ul>
<li>Venerdì 5 agosto 2011, ore 21.30: <strong>Elena Falchi</strong> e <strong>Carla Maria Moretti</strong>, <em>Natural-mente: immagini naturali dagli etruschi al liberty </em></li>
</ul>
<ul>
<li>Domenica 7 agosto 2011, ore 17.30 – 20.00: <em>Dagli Etruschi al Liberty</em>. Visita guidata all’area archeologica e alla dimora storica del Palazzino</li>
</ul>
<ul>
<li>Lunedì 8 agosto 2011, ore 21.30: <strong>Glauco Baldassari</strong>,<em> La storia dell’Uomo</em></li>
</ul>
<ul>
<li>Mercoledì 10 agosto 2011, ore 21.30: <strong>Roberto Russo</strong>, <em>Nuove scoperte d’Etruria </em></li>
</ul>
<ul>
<li>Venerdì 12 agosto 2011, ore 21.30: <em>La leggenda di Adelina, Agilulfo e i miracoli di Bibbona</em> a cura del Circolo Culturale <em>I Magi</em> di Bibbona</li>
</ul>
<ul>
<li>Sabato 13 agosto 2011, ore 21.30 : <strong>Pablo Gorini</strong>, <em>Gastronomia etrusca </em></li>
</ul>
<ul>
<li>Domenica 14 agosto, ore 17.00 – 20.00 circa: Visita guidata alle aree archeologiche delle Tane e del Palazzino</li>
</ul>
<ul>
<li>Lunedì 15 agosto 2011, ore 21.30: <strong>Pablo Gorini</strong>, <em>I misteri degli etruschi. Tutto quello che avete sempre voluto sapere (ma non avete mai osato chiedere) </em></li>
</ul>
<ul>
<li>Domenica 21 agosto 2011, ore 17.00 – 20.00 circa: Visita guidata alle aree archeologiche delle Tane e del Palazzino</li>
</ul>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Cecina, 31 luglio 2011: Gli Dei Alieni dell&#8217;Antico Testamento</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jul 2011 07:44:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pelosini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Libri / Books]]></category>
		<category><![CDATA[ripubblicabili]]></category>
		<category><![CDATA[misteri]]></category>
		<category><![CDATA[mitologia]]></category>
		<category><![CDATA[UFO]]></category>

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		<description><![CDATA[II Festival della Letteratura della Costa Etrusca Incontro con Mauro Biglino Introduzione di Giovanni Pelosini Gli Dei che giunsero dallo Spazio? Domenica 31 luglio 2011, ore 23 Cecina, Parco Villa Guerrazzi, Loc. La Cinquantina Ingresso Gratuito Info: tel. 340.7612178 &#8211; 347.9113324 Mauro Biglino è un appassionato ricercatore, stimato e validissimo traduttore dell&#8217;ebraico antico. Le sue [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;"><em><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Mauro-Biglino-2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7244" style="margin: 0px 10px 0px 0px;" title="Mauro Biglino 2" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Mauro-Biglino-2.jpg" alt="" width="266" height="328" /></a>II Festival della Letteratura della Costa Etrusca</em></h2>
<p style="text-align: center;">Incontro con <strong>Mauro Biglino</strong></p>
<p style="text-align: center;">Introduzione di <strong>Giovanni Pelosini</strong></p>
<h1 style="text-align: center;">Gli Dei che giunsero dallo Spazio?</h1>
<p style="text-align: center;">Domenica 31 luglio 2011, ore 23</p>
<p style="text-align: center;">Cecina, Parco Villa Guerrazzi, Loc. La Cinquantina</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Ingresso Gratuito</strong></p>
<p style="text-align: center;">Info: tel. 340.7612178 &#8211; 347.9113324</p>
<p><strong>Mauro Biglino</strong> è un appassionato ricercatore, stimato e validissimo traduttore dell&#8217;ebraico antico. Le sue traduzioni assolutamente letterali dell&#8217;Antico Testamento sono sempre rigorose, accompagnate dalla trascrizione del testo originale non vocalizzato e quindi traslitterato per la pronuncia italiana. I fatti narrati che così emergono dai testi sono spesso differenti dalle versioni finora in circolazione e sembrano avvalorare le tesi ufologiche di <strong>Zecharia Sitchin</strong>, anche se l&#8217;autore italiano appare più metodico e scrupoloso, e quindi più credibile. Il suo recente libro <a title="Libro: Gli Dei che giunsero dallo Spazio" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__il-libro-che-cambiera-per-sempre-le-nostre-idee-sulla-bibbia.php?pn=2300" target="_blank"><strong><em>Gli Dei che giunsero dallo spazio? &#8211; Il libro che cambierà per sempre le nostre idee sulla Bibbia</em></strong></a> (2010) sta già diventando un best seller. Uno dei meriti di Biglino è quello di evitare le interpretazioni teologiche lasciando libero il lettore di trarre le conclusioni che preferisce.</p>
<p>Nuove ipotesi interpretative saranno pubblicate nel settembre 2011 nel nuovo libro di Biglino: <a title="Il Dio Alieno della Bibbia" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__il-dio-alieno-della-bibbia.php?pn=2300" target="_blank"><strong><em>Il Dio Alieno della Bibbia</em></strong></a>.</p>
<p>Giovanni Pelosini</p>
<ul>
<li>Vedi anche l&#8217;esclusiva<a title="Intervista a Mauro Biglino" href="http://www.giovannipelosini.com/2011/05/dei-venuti-dallo-spazio-si-parla-di-ufo-nella-bibbia/"> <em>intervista a Mauro Biglino</em><br />
</a></li>
</ul>
<p><a title="Intervista a Mauro Biglino" href="http://www.giovannipelosini.com/2011/05/dei-venuti-dallo-spazio-si-parla-di-ufo-nella-bibbia/"> </a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Cecina, 29 luglio 2011: I Misteri dei Templari</title>
		<link>http://www.giovannipelosini.com/2011/07/cecina-29-luglio-2011-i-misteri-dei-templari/</link>
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		<pubDate>Sat, 23 Jul 2011 13:34:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pelosini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Libri / Books]]></category>
		<category><![CDATA[ripubblicabili]]></category>
		<category><![CDATA[Simboli]]></category>
		<category><![CDATA[misteri]]></category>
		<category><![CDATA[Templari]]></category>

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		<description><![CDATA[II Festival della Letteratura della Costa Etrusca Incontro con Maria Grazia Lopardi Introduzione di Giovanni Pelosini Misteri Templari e Messaggi per l&#8217;Uomo del III Millennio Venerdì 29 luglio 2011, ore 23 Cecina, Parco Villa Guerrazzi, Loc. La Cinquantina Ingresso Gratuito Info: tel. 340.7612178 &#8211; 347.9113324 La studiosa di simboli ermetici Maria Grazia Lopardi presenta le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;"><em><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/MGLopardi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7394" style="margin: 0px 10px 0px 0px;" title="MGLopardi" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/MGLopardi.jpg" alt="" width="164" height="300" /></a>II Festival della Letteratura della Costa Etrusca</em></h2>
<p style="text-align: center;">Incontro con<strong> Maria Grazia Lopardi</strong></p>
<p style="text-align: center;">Introduzione di <strong>Giovanni Pelosini</strong></p>
<h1 style="text-align: center;">Misteri Templari e Messaggi</h1>
<h1 style="text-align: center;">per l&#8217;Uomo del III Millennio</h1>
<p style="text-align: center;">Venerdì 29 luglio 2011, ore 23</p>
<p style="text-align: center;">Cecina, <em>Parco Villa Guerrazzi</em>, Loc. La Cinquantina</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Ingresso Gratuito</strong></p>
<p style="text-align: center;">Info: tel. 340.7612178 &#8211; 347.9113324<strong><span id="more-7938"></span></strong></p>
<p style="text-align: left;">La studiosa di simboli ermetici <strong>Maria Grazia Lopardi</strong> presenta le sue ricerche e i suoi libri durante l&#8217;incontro pubblico a Cecina nell&#8217;ambito della seconda edizione del <em><strong>Festival della Letteratura della Costa Etrusca</strong></em>.</p>
<p style="text-align: left;">Gli argomenti spaziano dai sempre affascinanti misteri dei Cavalieri Templari, alle simbologie della <em>Basilica di Collemaggio</em> all&#8217;Aquila, a <strong>Papa Celestino V</strong>, all&#8217;ubicazione del tesoro templare, al <em>Sacro Graal</em>, al Quadrato Magico SATOR.</p>
<p style="text-align: left;">La geometria sacra della Basilica di Collemaggio è spiegata nel libro di <strong>Giannandrea Capecchi</strong> e <strong>Maria Grazia Lopardi</strong> <a title="Libro su Notre Dame di Collemaggio" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__notre-dame-di-collemaggio.php?pn=2300" target="_blank"><strong><em>Notre Dame di Collemaggio</em></strong></a> (2009). Nella stessa basilica si trovano tracce archeologiche sulle quali si fonda l&#8217;originale ipotesi sul tesoro mai ritrovato dei misteriosi cavalieri e sul ruolo storico di Celestino V. Su questo argomento la stessa Lopardi ha scritto il saggio <a title="Libro su Celestino V e il Tesoro dei Templari" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__celestino-v-e-il-tesoro-dei-templari.php?pn=2300" target="_blank"><em><strong>Celestino V e il Tesoro dei Templari</strong></em></a> (2010). La sua avvincente ricerca si allarga alla simbologia esoterica spiegando come i Templari conoscessero il segreto del SATOR, come dimostrano i graffiti del castello di Chinon e della torre di Domme tracciati dai prigionieri dell&#8217;Ordine, e lo stesso loro alfabeto segreto. Proprio questo, che l&#8217;autrice chiama &#8220;il segreto dei segreti&#8221;, è il contenuto del suo libro <a title="Libro sul Quadrato Magico SATOR" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__quadrato_magico_del_sator.php?pn=2300" target="_blank"><strong><em>Il Quadrato Magico del Sator</em></strong></a> (2006).</p>
<p style="text-align: left;">Giovanni Pelosini</p>
<ul>
<li>Vedi anche l&#8217;esclusiva <a title="Intervista a M.G. Lopardi" href="http://www.giovannipelosini.com/2011/06/misteri-templari-negli-studi-di-maria-grazia-lopardi/"><em>intervista a Maria Grazia Lopardi</em></a>.</li>
</ul>
<p style="text-align: left;">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Forte di Bibbona, luglio 2011: Rassegna di Arti e Misteri Etruschi</title>
		<link>http://www.giovannipelosini.com/2011/07/forte-di-bibbona-luglio-2011-rassegna-di-arti-e-misteri-etruschi/</link>
		<comments>http://www.giovannipelosini.com/2011/07/forte-di-bibbona-luglio-2011-rassegna-di-arti-e-misteri-etruschi/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 12 Jul 2011 08:31:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pelosini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti creative]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[ripubblicabili]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[misteri]]></category>

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		<description><![CDATA[Notti dell&#8217;Archeologia &#8220;Etruscherie&#8221; Rassegna di Arti e Misteri Etruschi Conferenze e Visite Guidate Dal 23 luglio al 31 luglio 2011 Bibbona (LI) Calendario conferenze e visite guidate: Le Conferenze hanno tutte luogo al Forte di Marina di Bibbona alle 21.30 Sabato 23 luglio, ore 21.30: Antonio Moretti, I misteri di Caravaggio e Leonardo da Vinci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;"><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Etruschi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7865" style="margin: 0px 10px 0px 0px;" title="Etruschi" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Etruschi.jpg" alt="" width="400" height="266" /></a>Notti dell&#8217;Archeologia</h2>
<h2 style="text-align: center;"><em>&#8220;Etruscherie&#8221;</em></h2>
<h1 style="text-align: center;">Rassegna di Arti e Misteri Etruschi</h1>
<h2 style="text-align: center;">Conferenze e Visite Guidate</h2>
<p style="text-align: center;">Dal 23 luglio al 31 luglio 2011</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Bibbona</strong> (LI)<span id="more-7847"></span></p>
<h2 style="text-align: left;">Calendario conferenze e visite guidate:</h2>
<p>Le Conferenze hanno tutte luogo al <strong>Forte di Marina di Bibbona</strong> alle 21.30</p>
<ul>
<li>Sabato 23 luglio, ore 21.30: <strong>Antonio Moretti</strong>, <em>I misteri di Caravaggio e Leonardo da Vinci</em></li>
</ul>
<p>Sull&#8217;argomento si può leggere:</p>
<p><a title="Misteri di Caravaggio" href="http://www.giovannipelosini.com/2010/05/i-misteri-di-caravaggio/"><strong><em>I Misteri di Caravaggio</em></strong></a></p>
<p><a title="Cenacolo di Da Vinci" href="http://www.giovannipelosini.com/2009/04/lultima-cena-di-leonardo-da-vinci/"><strong><em>L&#8217;Ultima Cena di Leonardo Da Vinci</em></strong></a></p>
<p><strong><em><a title="Misteri dell'Ultima Cena di Leonardo" href="http://www.giovannipelosini.com/2009/03/i-misteri-del-cenacolo-di-leonardo/">I Misteri del Cenacolo di Leonardo</a><br />
</em></strong></p>
<p><a title="Codice dello Zodiaco Da Vinci" href="http://www.giovannipelosini.com/2009/03/il-codice-dello-zodiaco-da-vinci/"><em><strong>Il Codice dello Zodiaco Da Vinci</strong></em></a></p>
<ul>
<li>Domenica 24 luglio, ore 21.30:  <strong>Glauco Baldassari</strong>, <em>Dalle civiltà matriarcali alla caccia alle streghe</em></li>
</ul>
<p>Sull&#8217;argomento si può leggere:</p>
<p><a title="Simboli, Miti, Astrologia del Matriarcato" href="http://www.giovannipelosini.com/2009/05/matriarcato-e-patriarcato-nei-miti-antichi-e-nei-simboli-astrologici/"><strong><em>Matriarcato e Patriarcato nei Miti Antichi e nei Simboli Astrologici</em></strong></a></p>
<ul>
<li>Mercoledì 27 luglio, ore 21.30:  <strong>Antonio Moretti</strong>, <em>La lunga storia del vino etrusco </em></li>
</ul>
<ul>
<li>Giovedì 28 luglio, ore 21.30: <strong>Rossano Munaretto</strong>, <em>SUPLU – Ambienti sonori etruschi </em></li>
</ul>
<ul>
<li>Venerdì 29 luglio, ore 21.30:  Presentazione  del libro “<em>Bibbona da scoprire</em>”: una piccola guida per tanti misteri</li>
</ul>
<ul>
<li>Sabato 30 luglio, ore 21.30: <strong>Rossano Munaretto</strong>, <em>Fantasie ritmiche e musicali in Etruria </em></li>
</ul>
<ul>
<li>Domenica 31 luglio, ore 17.00 – 20.00 circa: Visita guidata alle aree archeologiche delle Tane e del Palazzino</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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