Le Spire del Labirinto

Il labirinto da sempre è un archetipo importante nello studio della psicologia del profondo. La sfida che rappresenta questo simbolo per l’audacia e l’ingegno umani è soltanto una delle tematiche più evidenti; i pericoli e i tesori che le sue spire possono contenere sono altri spunti narrativi che i miti e i racconti di ogni epoca hanno utilizzato; ma la facilità con cui ci si può perdere al suo interno è forse l’aspetto più complesso e intrigante della simbologia del labirinto.

Se l’accesso a un labirinto è apparentemente facile, il cammino, mai lineare e agevole, rappresenta di per sé una difficoltà: per raggiungere il centro occorre talvolta dirigersi verso la periferia. La strada più diretta non è quasi mai quella giusta, e può far perdere tempo prezioso a chi la imbocchi. Viceversa può essere necessario percorrere lunghi tratti nella direzione opposta a quella desiderata. Anche l’istinto difficilmente aiuta a scegliere la giusta via negli oscuri meandri, tutti uguali e tutti diversi, e soprattutto quando si giunge agli innumerevoli bivi.

Il mito di Teseo narra che l’eroe non sarebbe mai potuto uscire vivo dal labirinto senza il fondamentale aiuto di Arianna, che qui è il simbolo dell’Eterno Femminino materno e accogliente, intelligente e divino, un’incarnazione dell’Anima. Continua a leggere »

Roma, 10 novembre 2012: Carl Gustav Jung, Mitologia, Astrologia, Alchimia, Religioni

Paolo Crimaldi, Delegazione CIDA Lazio

C. G. Jung e gli aspetti altri della cultura

Mitologia, Astrologia, Alchimia e Religioni

 Convegno

Sabato 10 novembre 2012, ore 9.15 – 18.30

Roma, Casa Bonus Pastor, Via Aurelia 208

Info e prenotazioni: tel. 06.4392518 – 338.3876110 – 06.5572242 – 339.2479571 Continua a leggere »

Cecina, 9 novembre 2012: Simboli della Dea Madre, Antropologia Astrologica

Caffè Letterario

Simboli della Dea Madre

Antropologia Astrologica

Conferenza di Giovanni Pelosini

Venerdì 9 novembre 2012, ore 18

Cecina, Dàn Kafè, Via Da Vinci, 3

Ingresso Libero

Info: tel. 347.0328639

Antichi reperti, miti tramandati dai più remoti antenati, glifi tracciati sulla pietra, Menhir, statue neolitiche come la famosa Venere di Lespugue (23.000 a.C.) sono tracce di un passato che l’umanità sembra aver dimenticato, ma che riaffiora nella memoria onirica e profonda dei simboli.

La civiltà matriarcale che fiorì nel Paleolitico, estinguendosi in Europa fra la tarda Età del Bronzo e gli albori dell’Età del Ferro, non è mai del tutto scomparsa nell’inconscio e nell’immaginario collettivo. L’Eterno Femminino rappresenta ancora una realtà simbolica forte e viva come archetipo individuale e collettivo che riemerge dal buio in cui era stato relegato esprimendosi nell’arte, nella spiritualità, nei Tarocchi, nella natura, nelle immaginifiche costellazioni, nell’astrologia, nello stesso scorrere ciclico del tempo nello spazio.

L’Equinozio di Autunno nei Tarocchi

Le leggi cosmiche fanno sì che i ritmi celesti del macrocosmo e quelli terreni e umani del microcosmo scandiscano le tappe dell’esistenza anche con gli archetipi che si manifestano nell’antico gioco degli Arcani.

Così come i pianeti si muovono sullo sfondo zodiacale indicando tempi relativi ma precisi, i cicli millenari seguono il ritmo dei numeri sacri da sempre in quanto espressioni di “qualità” più che di “quantità”.

Nei 22 Arcani Maggiori dei classici mazzi di Tarocchi troviamo indicazioni simboliche precise anche di questa mirabile e ordinata realtà, particolarmente in dodici carte, che, fra le altre tante informazioni, si mostrano a noi come le dodici tappe del Sole che chiamiamo segni zodiacali. Per alcune lame questa analogia astro-tarologica è sottile e nascosta, per altre fin troppo palese anche per chi ignorasse i princìpi della simbologia esoterica. Si prenda il caso dell’VIII Arcano, la Giustizia, emblema netto ed evidente del segno della Bilancia e dei suoi significati celesti e terreni.

La Dea della Giustizia Temi era spesso raffigurata con una bilancia a due piatti, simbolo di equità assoluta, di imparzialità e di equilibrio, ma soprattutto di legge. Si narra che Zeus ebbe tre figlie da Temi: Equità, Legge e Pace. Ma un’altra tradizione racconta che le figlie erano invece due e si chiamavano Forza e Temperanza. Nello schema dei Tarocchi Aurei questo mito è particolarmente significativo in quanto contempla altri due Arcani Maggiori rappresentanti i segni del Leone e della Vergine, che precedono cronologicamente quello della Bilancia. Continua a leggere »

La Divina Luce del Sole e le Tre Età della Luna

In questa calda estate romana mi sono ritrovato a cercare refrigerio all’ombra dei pini di Villa Borghese, in attesa che il lungo pomeriggio declinasse dall’afa al fresco della sera. Il Sole ancora alto mi spingeva a stare lontano dai suoi raggi, eppure mi attirava la sua luce solstiziale che sembrava eterna, la gioia che ne emanava, la chiarezza della vista. I più spirituali tra i nostri antenati non potevano scegliere un simbolo di culto diverso per la principale divinità dei loro diversi pantheon, così come la stessa etimologia insegna. Gli antichi nomi Zeus, il Dio Padre Iuppiter, ovvero Iovis, sembrano avere la stessa radice linguistica della parola latina dies, il giorno, il dì. Le nostre parole “Dio”, “divino”, e quelle sanscrite “dina”, “dyu” (giorno, cielo), e “deva” (Dio) trovano corrispondenze simboliche e semantiche con i concetti di luce, giorno, Sole, padre celeste, che gli antichi indoeuropei intesero associare non solo dal punto visto linguistico. Il luminoso padre del cielo fin dalla preistoria scandiva i giorni, e non deve stupire la comune radice delle parole latine “deum” (dio) e “diem” (giorno, dì). E ciò è confermato anche da tante parole sanscrite, come “diva” (il cielo, diuturno), divya (divino, celeste), didhiti (splendore, luce), dipaka (corpo luminoso), dipana (fiammeggiante), dyuti (splendore, luminosità), dyumat (brillante); mentre l’antico termine devaka (colui che gioca o si diverte, divino), prossimo a divyati, devana e dyuta (lanciare, giocare d’azzardo, gioco di dadi) apre interessanti prospettive di ricerca sulla originale natura divina del gioco, sulla numerologia sacra e sullo stesso concetto di “alea”… ma di questo magari parleremo un’altra volta. Continua a leggere »

Cecina, 27-28-29 luglio 2012: Libri & Stelle

Comune di Cecina, Fondazione Culturale Hermann Geiger, Aruspicina

Festival del Libro della Costa Etrusca

Cecina, Villa Guerrazzi, Località La Cinquantina

Venerdì 27 luglio 2012, ore 23

Biagio Russo, Il mistero delle origini dell’uomo

Sabato 28 luglio 2012, ore 23

Giuliana Conforto, “Matrix Revolution”, gli inganni dei media e della mente

Domenica 29 luglio 2012, ore 23

Igor Sibaldi, Disobbedienza e creatività, come liberare l’immaginazione dalle sue paralisi

Presenta Giovanni Pelosini

Ingresso Gratuito Continua a leggere »

Intervista a Biagio Russo: Il Mistero dell’Origine dell’Uomo

Biagio Russo è uno studioso di misteri che si è occupato soprattutto dell’origine della specie umana in base soprattutto agli antichi testi sumeri. Apprezzato musicista, prima di cominciare a occuparsi di ricerca e a scrivere, è stato musicista e ha lavorato nel mondo finanziario e bancario. Il suo primo libro Schiavi degli Dei è un testo molto chiaro di indagine scientifica, filologica, storica e letteraria in cui si seguono le tracce dei racconti accadici nella Terra di Sumer, alla ricerca della verità sui miti degli Angeli, dei Giganti, dei Figli di Dio e dei Vigilanti, della creazione del genere umano.

Ho invitato Biagio Russo a presentare il suo testo al Festival della Letteratura della Costa Etrusca di Cecina venerdì 27 luglio 2011 (ore 23, ingresso libero) in cui il pubblico potrà incontrarlo e porgli quesiti, e gli ho rivolto le seguenti domande. Continua a leggere »

Pelosini e I Santini Del Prete in una Nuova Performance Lunare

La Luna Piena da sempre ispira gli animi più sensibili e la creatività artistica del trio Pelosini-Santini Del Prete. L’ultimo Plenilunio ha visto la splendida cornice del Castello di Querceto animata dalla performance La Luna e la Giustizia, piuttosto ermetica nella sua forma ricca di simboli espressi verbalmente dalle poesie tratte dal testo Il Sentiero dei Tarocchi di Giovanni Pelosini e dall’azione dei due ferrovieri Franco Santini e Raimondo Del Prete ormai da tanto tempo in viaggio sugli improbabili binari onirici che attraversano gli oceani della fantasia, dell’arte e della cultura. Stavolta, sotto la luce della Luna, un cuore e una piuma sono stati severamente pesati richiamando il mito egizio di Anubi e ammonendo a vigilare sulla levità dell’anima.

La Luna e La Giustizia

Appari a oriente, Bianca Signora,

come uno specchio rivolto al passato,

come la mente che sempre lavora

con la memoria di quel ch’è già stato.

Cresci e decresci, del sogno cagione,

mentre t’arretri e avanzi sul tracciato,

poi la tua luce ad occaso si pone

nei modi in cui la regola ha disposto:

così si sfuma ai sensi la visione.

Veglia ragione d’ordine fornita

con il rigore della sua milizia,

perché impassibilmente sia punita,

tagliata via qualunque ria nequizia.

Tal è la norma, tal logica equità;

la legge d’equilibrio di Giustizia

decide e valuta con severità

usando l’armi proprie del diritto:

spada e bilancia, e impeccabilità.

 

 

Solstizio d’Estate: Tempo Sacro e Tempo Profano

Così come esistono luoghi sacri e spazi sacralizzati nei quali è più opportuno che gli iniziati operino  ritualmente sulla via regia della conoscenza, c’è anche un tempo sacro, distinto da quello profano. Uscire dall’ordinario computo del tempo e vederlo scorrere ciclicamente è uno dei primi passi necessari per celebrare la Vita, per confermarla nel suo ambito interiore e personale, in quello sociale e in quello cosmico. Il salto quantico evolutivo che l’umanità è chiamata a compiere in questa epoca deve poter partire dalla ruota eterna del tempo ciclico, dal moto spiralico di successione delle Ere, dal tempo che abbiamo chiamato sacro.

C’è dunque un tempo profano e c’è un tempo sacro.

C’è un tempo profano che vede materialmente il passato, il presente e il futuro su una singola linea retta con una direzione fissa e un verso definito e immutabile. Su questa linea la storia è soltanto un mero susseguirsi di avvenimenti, di cause e di effetti, di nascite e di morti. Qui il destino materiale di ogni essere umano è segnato, la sua origine è netta e la sua fine è certa, nel solco di un’evoluzione dell’umanità che forse oggi appare essere stata soltanto tecnologica.

Ma esiste anche il tempo sacro, che è da celebrare come tempo mitologico, simbolico, liturgico, ciclico, come tempo dell’Anima e dello Spirito, come successione di momenti solenni da vivere in comunione di sensibilità, di intenti e di cognizioni. Il tempo sacro si muove a spirale in successivi archi che toccano i punti di circonferenze crescenti in modo aureo: cerchi di consapevolezza sempre più ampi, in cui tutto può sembrare uguale e tutto è sempre diverso, in cui le esperienze passate sono, ad ogni passaggio, incluse e rivalutate come gradi di consapevolezza sempre maggiori. Continua a leggere »

Simbologia della Capigliatura

La capigliatura in questo quadro puntinista di Henri-Edmond Cross (La Chevelure, 1892) è l’assoluta protagonista dell’immagine e probabilmente il motivo per cui l’artista sposò in seguito la modella Irma Clare, affascinato dai suoi lunghissimi capelli che qui le coprono interamente il volto uscendo addirittura dalla tela.

I Capelli sono un Simbolo che caratterizza la Persona

Fragili, lunghi, secchi, delicati, raccolti, tinti, intrecciati, lucenti, biondi, castani, rossi, ramati, bianchi, neri, corti, pettinati, finti, trapiantati, curati, spazzolati, grassi, sciolti, annodati, raccolti, con forfora, con le doppie punte, folti, radi, fini, alla moda, rasta, belli, brutti, rasati, ricci, lisci, ondulati… e potrei continuare a lungo a elencare i mille e mille modi in cui i capelli si caratterizzano e ci caratterizzano personalmente. Continua a leggere »