La Margherita, Simbolo della Primavera: M’Ama o Non M’Ama?

Simboli del rinnovamento della natura primaverile sono i fiori di campo e soprattutto le composite, che con la loro semplicità mai arrogante si mostrano graziose, e con la loro umiltà ingentiliscono i tappeti erbosi, pronte a farsi calpestare piegando il capolino.

Le pratoline, o margheritine comuni, sono piantine piccole e resistenti che in certe zone d’Italia possono fiorire quasi tutto l’anno, ma in Primavera questi numerosi fiori vivacizzano di bianco e di giallo il verde dei prati, dando colore alla natura dopo la pausa invernale. Queste “primaverine” che improvvisamente appaiono alla fine del freddo dell’Inverno ispirarono un Giovanni Pascoli non più giovane e sempre più attento ai semplici, piccoli, dettagli della bellezza della natura a scrivere che “…un bel dì le pratelline in fiore empiono il prato e stellano la roccia. […] E tutta, all’improvviso, la nera terra ecco mutò colore” (“Bellis perennis” in Nuovi Poemetti, 1909). Continua a leggere »

Da un Racconto Cosmico, il Libro della Vita Universale

Da un Racconto Cosmico…

Il Libro della Vita Universale

Recensione

Qualche tempo fa mi è stato donato un libro inusuale nella forma e nel contenuto: il resoconto minuzioso di una lunga serie di “contatti” medianici con l’entità Ash Kirishiak (che sostiene di provenire dal pianeta Ummo), la quale risponde agli eterni dubbi dell’umanità su chi siamo, da dove veniamo e dove andiamo. Un medium, che preferisce mantenere l’anonimato, è stato registrato durante le sue trance in diversi anni di sedute medianiche, e le parti più significative di tali contatti sono state poi raccolte  in tre grandi tematiche e pubblicate dalle Edizioni L’Omino Rosso.

Nella prima parte si spiega come si è evoluto l’Uovo Cosmico e come si sono strutturati i cristalli tetraedrici che costituiscono gli universi. Quindi si parla diffusamente della vita nel nostro sistema solare, e degli esseri senzienti e androgini che un tempo popolavano lo scomparso pianeta Fetonte, di cui oggi rimane traccia nei frammenti che orbitano nella fascia degli asteroidi. Continua a leggere »

Cercatore di Fiori

Conosco un giovanissimo poeta, un “cercatore di fiori”, un sognatore non privo di senso critico, né di amore per la natura, per il mondo,  per se stesso. Talvolta indulgente e consapevole di esserlo, ma mai banale, a volte assorto, ma non superficiale, sempre tollerante, ma non senza lucida coscienza.

Andrea Pezzotta ha pubblicato il coraggioso libro di poesie Uomini, critiche e amori (Book Sprint Edizioni, 2012) in cui si mostra originale osservatore della sottile realtà dei fenomeni che agitano mente e cuore degli adolescenti di ogni epoca, ma che spesso confondono i suoi coetanei alla ricerca di vere e presunte certezze.

Do spazio a una sua lirica in cui il tempo non si cristallizza nel gelo invernale, umido di ghiaccio anche nelle pianure battute dai venti salmastri, saggio nella sua antica bianca vecchiaia, ma già e da sempre custode del divenire ciclico della vita e padre della colorata e luminosa Primavera.

Giovanni Pelosini Continua a leggere »

Pelosini e I Santini Del Prete in una Nuova Performance Lunare

La Luna Piena da sempre ispira gli animi più sensibili e la creatività artistica del trio Pelosini-Santini Del Prete. L’ultimo Plenilunio ha visto la splendida cornice del Castello di Querceto animata dalla performance La Luna e la Giustizia, piuttosto ermetica nella sua forma ricca di simboli espressi verbalmente dalle poesie tratte dal testo Il Sentiero dei Tarocchi di Giovanni Pelosini e dall’azione dei due ferrovieri Franco Santini e Raimondo Del Prete ormai da tanto tempo in viaggio sugli improbabili binari onirici che attraversano gli oceani della fantasia, dell’arte e della cultura. Stavolta, sotto la luce della Luna, un cuore e una piuma sono stati severamente pesati richiamando il mito egizio di Anubi e ammonendo a vigilare sulla levità dell’anima.

La Luna e La Giustizia

Appari a oriente, Bianca Signora,

come uno specchio rivolto al passato,

come la mente che sempre lavora

con la memoria di quel ch’è già stato.

Cresci e decresci, del sogno cagione,

mentre t’arretri e avanzi sul tracciato,

poi la tua luce ad occaso si pone

nei modi in cui la regola ha disposto:

così si sfuma ai sensi la visione.

Veglia ragione d’ordine fornita

con il rigore della sua milizia,

perché impassibilmente sia punita,

tagliata via qualunque ria nequizia.

Tal è la norma, tal logica equità;

la legge d’equilibrio di Giustizia

decide e valuta con severità

usando l’armi proprie del diritto:

spada e bilancia, e impeccabilità.

 

 

Giocando Martino: da un’Opera Alchemica a una Poesia Simbolica

Giocando Martino

Testo ispirato all’opera di Martino Barbieri Calori “Labirinto Alchemico – io non mi accetto, 7/11/06″ (foto a fianco)

Il bambino sporge la sua manina fuori dall’utero materno cercando accoglienza ed accettazione: può trovarla nel tittillare il capezzolo materno? O forse è questo un modo per tornare alle origini primordiali del seme che lo generò e che ne indicò il cammino in gran parte segnato?

Non si scappa, piccolo, ti aspettano le caselle di un percorso ad ostacoli: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16 …

A 17 anni rischi di cambiare vita o di cambiare morte.

18, 19, 20, 21, 22 …

Completi il Sentiero degli Arcani Maggiori. Continua a leggere »

Danza della Terra, Canto Comanche

La Danza della Terra

Canto della Nazione Comanche

Ruota la terra, la terra sta ruotando.

Coloro che rifiutano di danzare vogliono morire.

Noi danziamo e la terra gira, la terra sta danzando.

Noi regoliamo le nostre vite sul Sole e sulla Luna: il loro volto è il nostro volto.

Con le mani teniamo alta la Luna.

Siamo figli degli alberi quando la Luna giace fra i rami.

Abbiamo occhi intatti, a sembianza d’uccello.

Noi cavalchiamo soli lungo la calda carezza del Sole.

Abbiamo un luogo in cui andare oltre la frangia dorata dei sogni.

In questo antico canto amerindiano si può leggere oggi tutta la struggente nostalgia per un mondo passato in cui l’uomo ancora si sentiva parte dell’universo e della natura, regolando la propria vita con i ritmi del Sole e della Luna, delle stagioni e dei sogni. Cielo e Terra, alberi e animali sono, con l’uomo, un unico essere vivente che ha sempre un luogo in cui andare, e che ha sempre un motivo per “essere”.

Giovanni Pelosini

L’Eco dell’Universo (di Rosella Bargione)

L’Eco dell’Universo

Poesia di Rosella Bargione, 25 giugno 2011

Quando si spenge una stella c’è eco nell’Universo?

Sentirà dolore non potendo più diffondere la luce che manifestava la sua essenza?

In silenzio si nasconderà nel buio per non mostrare il suo nero pianto.

Gli astri vicini all’inizio si interrogheranno sulla sua assenza,

poi volgeranno lo sguardo all’oriente di un nuovo sole.

Finalmente, in completa solitudine, la stella potrà abbandonarsi al ricordo

di luminosi momenti d’amore che la facevano brillare d’oro puro.

Si farà cullare da brezze siderali senza doversi occupare di coloro che, pur amandola, le hanno sottratto la sua luce.

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Luna Piena d’Alabastro prima del Solstizio d’Estate 2011

Luna Rossa per l’Eclisse Totale nel Castello di Querceto

In attesa del Solstizio d’Estate delle 19.18 del 21 giugno 2011, si è celebrato il Plenilunio del 15 giugno con una bella serata all’insegna dell’arte nel Castello di Querceto, con la Luna Rossa che è spuntata dalle colline orientali già in totale oscuramento, perfettamente visibile nel cielo terso e sgombro di nubi, mentre ancora le ultime luci del crepuscolo coloravano la costa degli Etruschi. Nel frattempo l’arpa di Evelyne Huber colorava l’atmosfera già magica del borgo di antichi richiami celtici e mitteleuropei e il bianco luminoso dellarte di S’nim Ho era un invito alla Luna a mostrarsi ancora recuperando il consueto candore dell’alabastro volterrano. Ursula Vetter ha fatto gli onori di casa da un naturale palchetto erboso al numeroso pubblico intervenuto. Subito dopo il tramonto Mauro Andreani, in mistico silenzio,  ha simbolicamente seminato “idee” nel prato già fecondo di alchemica rugiada lunare e presolstiziale: un augurio a veder sorgere presto “piantine” filosofiche e artistiche. Continua a leggere »

Come Albero Tenace di Gianfranco Taglialatela

Come albero tenace

Poesia di Gianfranco Taglialatela, 2010

Intono litanie al tuo improbabile ritorno,

sospendendomi sulle vette raggianti che tu accendesti

portandomi in volo coi tuoi ricami nel cielo.

Ma sul pendio che guarda alla tua valle

io cauto insisto

e sono un albero tenace che irretisce la tua frana.

Perché se invece seguissi il fiume

che vuol gettarsi ora da questa fonte,

io scenderei ad incombere come inquieto rapace,

senza preda né approdo.

Spuntano nella lirica di Taglialatela evanescenti eppur concreti simboli del suo essere sensibile e attento ai segnali sottili dell’universo. Le preghiere affidate al cielo dalle vette luminose sono i pensieri di un Eremita che guarda indietro per osare di guardare in alto, con cautela e tenace insistenza, in solitudine. Un Eremita che, immobile e paziente, sceglie di trasformarsi in albero solitario e di affondare le radici nella roccia piuttosto che volare in basso come un’aquila in picchiata alla ricerca di illusorie prede e inconsistenti rifugi: un atto di amore verso la montagna.

Giovanni Pelosini

Trilussa: Ninna Nanna della Guerra

Ninna nanna, nanna ninna, er pupetto vò la zinna:

dormi, dormi, cocco bello, sennò chiamo Farfarello

Farfarello e Gujermone che se mette a pecorone

Gujermone e Ceccopeppe

che se regge cò le zeppe cò le zeppe

d’un impero mezzo giallo e mezzo nero.

Ninna nanna, pija sonno

ché se dormi nun vedrai tante infamie e tanti guai

che succedeno ner monno

fra le spade e li fucili de li popoli civili …

Ninna nanna, tu nun senti li sospiri e li lamenti

de la gente che se scanna per un matto che commanna;

che se scanna e che s’ammazza a vantaggio de la razza…

o a vantaggio d’una fede per un Dio che nun se vede,

ma che serve da riparo ar Sovrano macellaro. Continua a leggere »