Misteri del Bosco

LA MACCHIA


Laddove la luce l’offende

s’allupa la selva

ed ottende

l’intrico di bassi spinosi

e arrubra il tramonto.


Giovanni Pelosini, 3 luglio 2009 Continua a leggere »

La Regina di Fuori

“In un vecchio palco della Scala

reale,

un falco della Regina un Nuovo

depon’Eva,

e il Re di Fuori.

All’ora andava la Regina dal palco

al falco della Regina di Vuoti,

cantando carta canta all’araba felice.”

Giovanni Pelosini, Patàfora, 2004/2010 Continua a leggere »

Verrà l’Autunno


Verrà l’Autunno

(1989) Giovanni Pelosini

Verrà l’Autunno, e soffierà via il mio calore.

Un tiepido sole pitturerà la mia stanza di tenui colori: di gialli smorzati, di freschi arancioni, di grigi ovattanti fantastici suoni.

Tornerà l’Autunno, con tutti i ricordi: le piccole cose gettate nel canto, lasciate, perdute lontano nel tempo, vissute, pensate, cercate da sempre.

Verrà l’Autunno: anche quest’anno avrò un po’ di tregua dal tempo tiranno; un poco di pace per l’anima inquieta, il corpo stremato, la mente turbata dal mondo invadente.

Rivedrò l’Autunno, con il vento che strappa le foglie, con la pioggia battente sui vetri, sulla terra odorosa di muschio.

E il tempo perduto riavrò, quando l’Autunno verrà.

Montaleo, 16-17 novembre 1989



Volterra, 24 agosto 2010: Luna Piena a Pignano

Spirito Libero presenta

Luna Piena a Villa Pignano

Serata di Cucina Indiana

Danza Orientale

Letture Sceniche di Poesie

martedì 24 agosto 2010, ore 20.30

info: tel. 329.6337748

L’antico castello di Pignano, sorto nel XII secolo e diventato oggi un’elegante villa nella campagna toscana, ospita la presentazione del numero 24 di Spirito Libero. La località si trova alle sorgenti dell’Era, sui colli del Monte Voltraio presso Volterra, a 502 metri sul livello del mare. Scrive simpaticamente Pietro Giarola, direttore editoriale della rivista lunare: “Nei secoli Volterra fu meta ambita per i grandi conquistatori attratti sicuramente dai tanti tesori etruschi, ma anche dal preziosissimo sale delle sue saline. Strano, un ingrediente – il sale- così povero oggi, ma così ricco ieri, se si pensa che un uomo lavorava duramente per una manciata di sale: il salario. I tempi cambiano, ma la qualità dei veri valori no: provate a cucinare senza sale mettendo delle banconote dentro alla minestra e poi raccontatemi il sapore!Continua a leggere »

Grazie, Poesia di Ferruccio Ledvinka

Ferruccio Ledvinka

PREGHIERA (1995)

Grazie, mio Signore

per questo corpo e la sua misura,

con gli organi e le lacrime,

per nascere, ridere e morire. Continua a leggere »

La Rocca della Verruca, Simbolo della Resistenza di Pisa

La Verruca

di

Narciso Feliciano Pelosini, 1890

Rocca, d’Alfea un dì schermo e difesa,

Che premi a l’aspra rupe il dorso altero,

E de l’oste e de gli anni a l’urto illesa

Serbi la fronte antica e il volto intero,

Il tuo signore a venerare intesa

China l’erma cervice; e del guerriero

Fervor che ascondi alteramente accesa,

Oggi del suo voler t’offri a l’impero.

Mostragli il fianco immoto e fermo il piede;

Lacero il sen ma invitto, e qual ti resta

Nel petto inerme ancor salda la fede. Continua a leggere »

Chi Sono Io? “Lettera a un Dio” di Maurizio Rossi

Lettera a un Dio

di

Maurizio Rossi (1990)

Sono chi sono quello che sono

come io sento come io suono

Sono quel volto dalla luna ritratto

o solo un uomo un poco distratto.

Sono il cuore di tutte le genti Continua a leggere »

La Sfuggente Realtà

Riflessioni sugli scenari metafisici di azzurro straniamento

In situazioni oniriche o di speciale percezione della “realtà” capita di afferrarne davvero il senso profondo e totale per un solo inafferrabile attimo di comprensione. Si cerca allora di trattenere fra le nebbie quella scintilla, ma ogni sforzo cosciente allontana sempre più l’indefinibile oggetto su cui si porta attenzione. Sembra proprio che l’attenzione e quel barlume di realtà siano incompatibili, e la visione appare tanto più chiara quanto meno la nostra mente la ricerca. Ci affacciamo nel sogno da una porta che talvolta si apre su scenari straordinari, ma talmente alieni alla comune percezione da risultare difficili da afferrare, seppur non totalmente estranei alla coscienza. Ci appare qualcosa di noi, che sentiamo essere familiare, anche se  sconosciuto.

Leggiamo la descrizione poetica di questa sensazione nei versi seguenti dell’amico Valeriano, tratti dalla sua raccolta Scenari metafisici di azzurro straniamento (Associazione Culturale Athanor, 1994).

Giovanni Pelosini

*   *   *

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Vergine Madre, la Spiritualità di Dante Alighieri

“Vergine Madre, figlia del tuo figlio,

umile e alta più che creatura,

termine fisso d’etterno consiglio,

tu se’ colei che l’umana natura

nobilitasti sì, che ‘l suo fattore

non disdegnò di farsi sua fattura.

Nel ventre tuo si raccese l’amore,

per lo cui caldo nell’etterna pace

così è germinato questo fiore.

Qui se’ a noi meridiana face

di caritate, e giuso, intra ‘ mortali,

se’ di speranza fontana vivace.

Donna, se’ tanto grande e tanto vali,

che qual vuol grazia e a te non ricorre

sua disianza vuol volar sanz’ali. Continua a leggere »

Ab ordine chaos

- Non sei tu Romeo e un Montecchi?
- Nè l’uno né l’altro, bella fanciulla,
se l’uno e l’altro a te dispiace [...]
- Il tuo nome soltanto è mio nemico:
tu sei sempre tu stesso,
anche senza essere un Montecchi [...]
Oh, mettiti un altro nome!
Che cosa c’è in un nome?
Quella che noi chiamiamo rosa,
anche chiamata con un’altra parola,
avrebbe lo stesso odore soave

William Shakespeare, Romeo e Giulietta, atto II, scena II

Si immagini di aver fatto un trasloco e di avere una montagna di libri ammassati alla rinfusa sul pavimento della biblioteca. È necessario mettere un po’ di ordine nella stanza… Continua a leggere »