I Tarocchi di Haindl

Questi meravigliosi Arcani sono molto evocativi e invitano alla contemplazione di simboli talvolta sfumati e rivelati negli sfondi, sempre realizzati secondo le coincidenze significative della distribuzione apparentemente casuale dei colori.
Gli Arcani Maggiori sono bellissime tavole riportanti anche le lettere ebraiche corrispondenti, le rune, i simboli astrologici in analogia e alcuni emblemi iconografici.

Hermann Haindl ha pitturato le 78 tavole dopo aver realizzato gli sfondi, e solo successivamente ha scelto la corrispondenza con i Tarocchi: il risultato è straordinariamente interessante per i simboli che i colori hanno inteso trasmettere all’autore e agli osservatori attenti del mazzo.

Continua a leggere »

Simboli di trasformazione alchemica del XII Arcano

I Tarocchi, intesi come macchina filosofica, sono uno strumento complesso di origine sconosciuta che si sviluppò in Europa parallelamente all’alchimia, non solo negli aspetti iconografici e simbolici, ma anche nella sottile funzione speculativa di trasformazione interiore assimilabile alla Grande Opera.
La tradizione alchemica cominciò a diffondersi in Europa probabilmente fra il 1100 ed il 1200 grazie alle prime traduzioni dei trattati magici, astrologici e spagirici dall’arabo, che, a loro volta, tramandavano la tradizione degli antichi testi greci ed egizi.
Nello stesso tempo la simbologia esoterica iniziava a svilupparsi nell’architettura sacra e nell’iconografia delle cattedrali gotiche, così come nei sodalizi iniziatici. Continua a leggere »

Odino, l’Appeso

L’Appeso è  l’eroe-vittima che accetta il sacrificio catartico di sé: alla ricerca della vita eterna non teme di affrontare la morte. In virtù della sua offerta, ovvero del suo sacrificio, la sua coscienza diviene completa in senso tantrico: alla coscienza “solare” si aggiunge quella “lunare“. La ricerca interiore completa così quella esteriore, anche se solo a duro prezzo.

Il dio nordico Odino, pur di avere la scienza di tutte le cose, sacrificò un occhio e poté quindi bere alla magica fonte “Mìmir“, fra le radici del frassino “Yggdrasil“; in effetti, mentre un occhio restò ad osservare il mondo dei fenomeni esterni, l’altro si rivolse all’interno ad esplorare gli infiniti universi interiori alla ricerca delle profonde radici. Continua a leggere »