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	<title>Giovanni Pelosini &#187; Spirale Aurea</title>
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	<description>tarologia, astrologia, simboli, yoga e arti creative</description>
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		<title>La Spirale dell&#8217;Evoluzione</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Aug 2011 07:48:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pelosini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aforismi]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
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		<description><![CDATA[Negli scritti dell&#8217;amico professor Ervin Laszlo ci sono profondità di pensiero e competenza scientifica in un connubio fertile che indirizza l&#8217;umanità verso una sempre più necessaria evoluzione della coscienza. Qui sotto riporto un brano che richiama il mistico simbolo della Spirale, il Numero Aureo phi e il concetto di entropia. Si tratta di un brano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Laszlo-e-Pelosini.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8079" style="margin: 0px 10px 0px 0px;" title="Laszlo e Pelosini" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Laszlo-e-Pelosini.jpg" alt="" width="459" height="332" /></a>Negli scritti dell&#8217;amico professor <a title="Ervin Laszlo" href="http://www.giovannipelosini.com/2010/08/cecina-7-agosto-2010-incontro-con-ervin-laszlo/"><strong>Ervin Laszlo</strong></a> ci sono profondità di pensiero e competenza scientifica in un connubio fertile che indirizza l&#8217;umanità verso una sempre più necessaria evoluzione della coscienza. Qui sotto riporto un brano che richiama il mistico simbolo della Spirale, il <a title="Numero Aureo Phi Greco" href="http://www.giovannipelosini.com/2010/10/i-magici-numeri-di-fibonacci/">Numero Aureo <em>phi</em></a> e il concetto di entropia. Si tratta di un brano che sfiora tematiche che mi appartengono da molti anni, dalla <a title="Sezione Aurea" href="http://www.giovannipelosini.com/2008/12/la-sezione-aurea/"><em>Spirale Aurea</em></a> al concetto di probabilità, a quello illusorio di <a title="Teoria sul Caso" href="http://www.giovannipelosini.com/2009/03/teoria-tarologica-sul-caso/">&#8220;<em>caso</em>&#8220;</a>, e che trova sintonia con le mie idee.</p>
<p>Giovanni Pelosini<span id="more-8016"></span></p>
<p>&#8220;<em>In tutta la Natura, laddove esistono una moltitudine di simmetrie nascoste che soggiacciono al mondo manifesto e miriadi di simmetrie che generano cicli di stabilità, è la presenza delle asimmetrie, come quelle racchiuse nel <strong>phi</strong>, che consente alle spirali dei processi evolutivi di dispiegasi. Un&#8217;asimmetria fondamentale che pervade le nostre esperienza della realtà integrale è l&#8217;apparente flusso del tempo. (&#8230;.) Il nostro universo ha avuto inizio in modo incredibilmente ordinato (uno stato di entropia estremamente bassa) che ha permesso alla freccia del tempo di iniziare il suo volo. Pur essendo generalmente descritta come una misura dell&#8217;ordine o del disordine all&#8217;interno di un sistema, ci sono altri due modi di percepire l&#8217;entropia che sono cruciali per la nostra comprensione non soltanto del come, ma anche del perché l&#8217;universo è così com&#8217;è. </em></p>
<p><em>Il secondo modo di esprimere l&#8217;entropia è come <strong>probabilità</strong> di un sistema di trovarsi in un particolare stato energetico (la scala di tale &#8220;sistema&#8221; può spaziare dall&#8217;estrema piccolezza di un&#8217;entità quantitica alla dimensione dell&#8217;intero universo). E il terzo modo è come misura della quantità di informazione incorporata dal sistema.</em></p>
<p><em>Queste espressioni intrecciate dell&#8217;entropia, tutt&#8217;e tre descritte dalla stessa semplice e olografica equazione, rivelano un certo numero di profonde intuizioni. La prima è che l&#8217;informazione all&#8217;interno di un sistema è più fondamenale dell&#8217;energia attraverso cui si esprime. In secondo luogo, le probabilità che descrivono un sistema non sono <strong>mai</strong> casuali, come spesso vengono erroneamente interpretate, ma incorporano informazioni, tanto che descrivono possibilità quantistiche, quanto la distribuzione dell&#8217;altezza degli individui. In terzo luogo, l&#8217;inevitabile aumento dell&#8217;entropia, e quindi della quantità di informazione, fin dal suo livello minimo agli inizi del nostro universo, è il processo fisico attraverso cui è resa possibile l&#8217;evoluzione della complessità, e con essa l&#8217;incorporazione conscia di livelli crescenti di consapevolezza.</em>&#8221;</p>
<p><a title="Laszlo e Currivan, Cosmos" href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_ervin_laszlo.php?pn=2300" target="_blank"><strong></strong></a><strong><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Ervin-Laszlo-Cosmos.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8023" style="margin: 0px 10px 0px 0px;" title="Ervin Laszlo, Cosmos" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Ervin-Laszlo-Cosmos.jpg" alt="" width="105" height="160" /></a></strong><strong>Ervin Laszlo</strong> e <strong>Jude Currivan</strong><strong><em></em></strong></p>
<h2><a title="Laszlo e Currigan, Cosmos" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__da-esecutori-a-co-creatori-cosmos.php?pn=2300" target="_blank"><strong><em>Cosmos</em></strong>, <em><strong>Da Esecutori a Co-Creatori, Guida per una Nuova Coscienza Planetaria</strong></em> (2009)</a></h2>
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		<title>Omaggio a Karol Wojtila</title>
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		<pubDate>Sun, 01 May 2011 09:53:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pelosini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel giorno della beatificazione di Papa Giovanni Paolo II voglio ricordare la figura di questo grande personaggio ed il suo indiscusso carisma, che ispirò la genesi della figura del Pontefice nei Tarocchi Aurei (pubblicati nel 1997). A sinistra si vede la prima bozza del pittore Roberto Granchi eseguita nel 1995 prendendo come modello una classica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Bozza-Arcano-V-Granchi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7135" style="margin: 0px 10px 0px 0px;" title="Bozza Arcano V, Granchi" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Bozza-Arcano-V-Granchi.jpg" alt="" width="200" height="292" /></a>Nel giorno della beatificazione di <strong>Papa Giovanni Paolo II</strong> voglio ricordare la figura di questo grande personaggio ed il suo indiscusso carisma, che ispirò la genesi della figura del <strong>Pontefice</strong> nei <a title="I Tarocchi Aurei" href="http://www.giovannipelosini.com/2009/01/i-tarocchi-aurei/"><em>Tarocchi Aurei</em></a> (pubblicati nel 1997).</p>
<p>A sinistra si vede la prima bozza del pittore <strong>Roberto Granchi</strong> eseguita nel 1995 prendendo come modello una classica posa di Karol Wojtila pensieroso. L&#8217;idea era di rappresentare la figura classica di un Papa che esprimesse i simboli del V Arcano Maggiore e trasmettesse il senso di dominio dello spirito sulla materia, raffigurando la guida morale, il consigliere riflessivo e conservatore della tradizione e dell&#8217;ortodossia. Contemporaneamente volevamo avere anche un riferimento iconografico moderno e ci sembrarono adatte alcune fotografie di Giovanni Paolo II  più volte pubblicate dai giornali dell&#8217;epoca, considerando che la sua figura carismatica era già la più popolare ed amata del secolo.<span id="more-7134"></span></p>
<p><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Appunti-Bozze-Tarocchi-Aurei.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-7139" style="margin: 0px 0px 0px 10px;" title="Appunti Bozze Tarocchi Aurei" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Appunti-Bozze-Tarocchi-Aurei.jpg" alt="" width="289" height="320" /></a>Nei vari bozzetti e schizzi che fin dal 1995 stavo elaborando (immagine a destra) si vede già il progetto del trittico <strong>Papa</strong> &#8211; <strong>Ruota della Fortuna</strong> &#8211; <strong>Diavolo</strong>, che seguirà lo schema ideale delle corrispondenze anche astrologiche del mazzo di Tarocchi. Si può notare l&#8217;importanza che nel mazzo assumevano le varie forme a spirale, presenti in ciascuna carta. Per aumentare la simmetria del trittico pensai di aggiungere la figura di un mistico Pentagramma, che oltre alle <a title="Sezione Aurea" href="http://www.giovannipelosini.com/2008/12/la-sezione-aurea/">proporzioni auree</a> richiamasse il dualismo cosmico con il suo ribaltamento. Nella figura definitiva del trittico verticale la curva spiralica del pastorale ebbe una corrispondenza al contrario con la coda del Diavolo, rappresentando così l&#8217;opposizione simbolica fra i due Arcani. Si decise infine di aggiungere sullo sfondo luminoso del cielo, dietro le spalle del Papa, una colomba bianca che volava verso l&#8217;alto e di sviluppare una predominanza dei colori bianco e giallo, che avrebbero avuto una continuazione cromatica nella carta centrale del trittico. In contrapposizione ovviamente la carta del Diavolo avrebbe avuto un drago scuro e una dominante dei colori nero e rosso.</p>
<p><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Papa-Tarocchi-Spirale-Mistica.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7145" style="margin: 0px 10px 0px 0px;" title="Papa, Tarocchi Spirale Mistica" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Papa-Tarocchi-Spirale-Mistica.jpg" alt="" width="228" height="400" /></a>Nel 2009 la casa editrice <strong><em>Lo Scarabeo</em></strong>, famosa del mondo per la pubblicazione di Tarocchi, decise di dare nuova vita al mazzo dei <em>Tarocchi Aurei</em> realizzando un nuovo mazzo di 78 carte, comprendente quindi anche gli Arcani Minori. La sceneggiatura dei 22 Arcani Maggiori rimase quella originale e l&#8217;incarico grafico fu affidato a <strong>Giuseppe Palumbo</strong>, già apprezzato illustratore di <em>Martin Mystère</em> e di <em>Diabolik</em>. Iniziai quindi a collaborare con questo secondo pittore per una nuova versione anche di questo Arcano, mantenendo ovviamente gli aspetti grafici e simbolici che avevano ispirato la figura originaria. Il nuovo mazzo <strong>Pelosini-Palumbo</strong>, con il titolo <em><strong>I Tarocchi della Spirale Mistica</strong></em>, sarà pubblicato e distribuito nel corso del 2011).</p>
<p>Come si può notare nell&#8217;immagine a sinistra (bozza per <em>I Tarocchi della Spirale Mistica</em>), pur cambiando nettamente lo stile del mazzo originale, rimangono tutti i simboli, come il tempio a cielo aperto, e particolarmente la spirale, principale <em>leitmotiv</em> dell&#8217;opera. Ecco che il gesto di portarsi la mano al mento, che il Papa più rappresentativo della nostra epoca aveva l&#8217;abitudine di fare, è rimasto come affettuoso omaggio alla sua figura anche in questa rappresentazione simbolica.</p>
<p style="text-align: right;">Giovanni Pelosini</p>
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		<title>Luna Piena e Sincronicità</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Apr 2011 08:10:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pelosini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Conferenza di Giovanni Pelosini del 19 marzo 2011 in occasione della presentazione dell&#8217;ultimo numero della rivista lunare Spirito Libero presso il Centro SAMO di Carrara. Contenuti della conferenza in video: Le coincidenze significative, sincronicità che legano l&#8217;autore, la Luna Piena, Spirito Libero, i simboli e il Centro SAMO di cultura olistica e discipline bionaturali di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Conferenza di <strong>Giovanni Pelosini </strong>del 19 marzo 2011 in occasione della presentazione dell&#8217;ultimo numero della rivista lunare <em>Spirito Libero</em> presso il <em>Centro SAMO</em> di Carrara.</p>
<p><iframe title="YouTube video player" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/PTeExUoXaKQ?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Contenuti della conferenza in video:</p>
<ul>
<li>Le coincidenze significative, sincronicità che legano l&#8217;autore, la Luna Piena, <em>Spirito Libero</em>, i simboli e il <em>Centro SAMO</em> di cultura olistica e discipline bionaturali di <strong>Daniela Del Carlo</strong></li>
<li>Il <a title="Niente avviene a Caso" href="http://www.giovannipelosini.com/2008/11/niente-avviene-a-caso/" target="_self">Caso</a> non esiste, niente avviene &#8220;a caso&#8221;, in nessun caso</li>
<li>Che cosa è la <a title="Che cosa è la Sincronicità" href="http://www.giovannipelosini.com/2009/03/la-sincronicita/" target="_self">Sincronicità</a></li>
<li>La strana storia del Premio Nobel Wolfagang Pauli che andò in terapia da Carl Gustav Jung</li>
<li>Scienziati e scientisti; fisica quantistica e fenomeni attualmente inspiegabili</li>
<li>La <a title="Memorie Lunari" href="http://www.giovannipelosini.com/2009/09/memorie-lunari/" target="_self">Luna in Astrologia e Simbologia</a></li>
<li>La coincidenza del Plenilunio con il Perigeo: la Luna Piena recentemente ha coinciso con il Perigeo (il punto dell&#8217;orbita lunare più vicino al nostro pianeta) l&#8217;8 marzo 1993, il 12 dicembre 2008 e il 19 marzo 2011. Il disco lunare in queste date è apparso particolarmente grande e luminoso, e quindi anche particolarmente suggestivo. Vedi i dati nell&#8217;articolo <a title="19 marzo 2011 Luna Piena in Perigeo" href="http://www.giovannipelosini.com/2011/03/carrara-19-marzo-2011-luna-piena-in-perigeo/" target="_self">19 marzo 2011, Luna Piena in Perigeo</a></li>
</ul>
<p><br class="spacer_" /></p>
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		<title>L&#8217;Antica Arte dei Tarocchi e l&#8217;Astrologia a Bologna</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Apr 2011 07:18:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pelosini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Centro Astrologico di Bologna ha ospitato Giuseppe Palumbo e Giovanni Pelosini per una conferenza sulle corrispondenze fra segni zodiacali, pianeti astrologici e Tarocchi sabato 12 marzo 2011. Nell&#8217;occasione sono state mostrate in anteprima alcune bozze del mazzo di prossima pubblicazione I Tarocchi della Spirale Mistica (ed. Lo Scarabeo) illustrato magistralmente da Palumbo, famoso disegnatore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/G.Palumbo-e-G.Pelosini.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-6728" style="margin: 0px 10px 0px 0px;" title="G.Palumbo e G.Pelosini" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/G.Palumbo-e-G.Pelosini.jpg" alt="" width="372" height="400" /></a>Il <em>Centro Astrologico</em> di Bologna ha ospitato <strong>Giuseppe Palumbo</strong> e <strong>Giovanni Pelosini</strong> per una conferenza sulle corrispondenze fra segni zodiacali, pianeti astrologici e Tarocchi sabato 12 marzo 2011. Nell&#8217;occasione sono state mostrate in anteprima alcune bozze del mazzo di prossima pubblicazione <em>I Tarocchi della Spirale Mistica</em> (ed. Lo Scarabeo) illustrato magistralmente da Palumbo, famoso disegnatore di <em>Martin Mystère</em> e di <em>Diabolik</em>, con la regia e la sceneggiatura di Pelosini.</p>
<p>Come più volte rammentato nella conferenza, la città di Bologna ha una particolare storia che riguarda i Tarocchi: dal rogo delle carte e dei &#8220;diabolici&#8221; giochi di sorte che <strong>San Bernardino</strong> <strong>da Siena</strong> fece in Piazza Maggiore nel 1423; all&#8217;antico tradizionale <em>Tarocchino Bolognese</em> che è ancora giocato dagli appassionati; alla leggenda del <strong>Principe Antelminelli </strong><strong>Castracani </strong><strong>Fibbia</strong>, che si dice abbia inventato il gioco del Tarocchino; all&#8217;incidente diplomatico con le autorità pontificie del 1725, quando il <strong>Cardinale Ruffo</strong> fece arrestare gli autori bolognesi di un particolare mazzo di Tarocchi ritenuto politicamente inopportuno; alla nascita del <a title="Museo dei Tarocchi" href="http://www.giovannipelosini.com/2010/09/il-museo-internazionale-dei-tarocchi/"><strong>Museo Internazionale dei Tarocchi</strong></a> a Riola di Vergato nel 2007.</p>
<p>J.P.</p>
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		<title>Il Labirinto e la Spirale: Miti, Simboli e Alchimia</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Dec 2010 23:50:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pelosini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Simboli]]></category>
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		<category><![CDATA[mitologia]]></category>
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		<category><![CDATA[Templari]]></category>

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		<description><![CDATA[Vive da millenni nei miti che sono giunti fino ai nostri giorni l’immagine del labirinto come inestricabile cammino tortuoso e difficile prova iniziatica per l’uomo. In Occidente ancora si narra di Dedalo, geniale architetto ateniese di stirpe reale, che fu talmente geloso del suo apprendista Talo da assassinarlo gettandolo dall’Acropoli. Talo, infatti, avendo osservato con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Labirinto-Escher.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5718" style="margin: 0px 10px 0px 0px;" title="Labirinto-Escher" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Labirinto-Escher.jpg" alt="" width="319" height="300" /></a>Vive da millenni nei miti che sono giunti fino ai nostri giorni l’immagine del labirinto come inestricabile cammino tortuoso e difficile prova iniziatica per l’uomo. In Occidente ancora si narra di <strong>Dedalo</strong>, geniale architetto ateniese di stirpe reale, che fu talmente geloso del suo apprendista <strong>Talo</strong> da assassinarlo gettandolo dall’Acropoli. Talo, infatti, avendo osservato con attenzione i denti di un serpente, ne aveva tratto l’ispirazione per inventare con grande successo la sega dentata. Il delitto di Dedalo fu scoperto e punito con l’esilio, e fu così che questo personaggio si trovò a Creta, presso la corte del re <strong>Minosse</strong>, che subito volle sfruttare il suo ingegno. Qui l’esule ateniese trovò asilo e considerazione per il suo lavoro; sposò una schiava di nome <strong>Naucrate</strong> ed ebbe un figlio: <strong>Icaro</strong>. Nel pieno dell’Era del Toro, a Dedalo fu chiesto di costruire una vacca di legno per la regina <strong>Pasifae</strong>, che vi si nascose dentro per poter amare un toro e generare così il mostruoso <strong>Minotauro</strong>.<span id="more-5677"></span></p>
<p>Poi la doppia ascia del <strong><em>labris</em></strong>, antichissimo simbolo minoico, ornò i palazzi e le mura di Cnosso, ed infine il mitico labirinto cretese, dimora del Minotauro e ultima prigione per gli ostaggi di Atene, che, una volta entrati, non avrebbero mai saputo ritrovare l’uscita e sarebbero diventati cibo umano per il mostro con la testa di toro. Dietro richiesta del re Minosse, fu Dedalo l’artefice del Labirinto: un vastissimo intrico di muri con innumerevoli corridoi che confondevano chiunque vi entrasse. Non erano necessari cancelli e guardie all’ingresso, perché comunque nessuno ne sarebbe mai uscito vivo.</p>
<h2>Il volo di Dedalo e Icaro</h2>
<p>Quando la principessa <strong>Arianna</strong> chiese aiuto per salvare il giovane ateniese <strong>Teseo</strong>, condannato all’orribile morte nel labirinto, pare che fosse proprio Dedalo a suggerire ingegnosamente l’idea di portare un gomitolo e di srotolarlo sul cammino, per poter tornare con sicurezza sui propri passi e trovare l’uscita. Fu così che Teseo riuscì a sconfiggere Minotauro ed a salvarsi. Ma, ancora una volta il ruolo di Dedalo fu scoperto, a significare come l’ingegno non sempre si accompagni alla perizia ed alla prudenza nell’utilizzarlo. L’inventore fu quindi condannato ad essere rinchiuso nel labirinto con suo figlio Icaro, affinché morissero di stenti nei meandri, nel vano tentativo di uscirne. Allora Dedalo, quasi un precursore di Leonardo da Vinci, ricorse ancora alla sua inventiva e costruì delle ali meccaniche per sé e per suo figlio: utilizzò le piume degli uccelli e la cera delle api per incollare le ali alle spalle, e verificò che con esse avrebbero potuto entrambi volare ed evitare le spire della mortale prigione.</p>
<p>In sintonia con il mito di <strong>Fetonte</strong>, il padre consigliò di non volare mai troppo in basso per non cadere o urtare edifici e mura, né troppo in alto, per non avvicinarsi troppo al sole. Ma i giovani, si sa, oggi come allora, raramente possiedono la virtù dell’equilibrio ed amano invece gli eccessi: l’ebbrezza del volo condusse Icaro sempre più in alto nel cielo, finché il calore dei raggi solari fu tale da sciogliere la cera che gli teneva incollate le ali. Il poveretto precipitò così nel mare intorno a Samo trovando la morte. Ancora oggi quel mare si chiama Icario in suo ricordo, ed in memoria del dolore di Dedalo, che vide morire il figlio e che invece si salvò, rifugiandosi a Cuma e quindi in Sicilia.</p>
<h2>Il significato del filo di Arianna</h2>
<p><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Labirinto-Amiens.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-5719" style="margin: 0px 10px 0px 0px;" title="Labirinto Amiens" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Labirinto-Amiens.gif" alt="" width="160" height="160" /></a>Altri miti ci raccontano di come Minosse, desiderando vendicarsi dell’affronto subito, inseguisse Dedalo nascosto in Sicilia ed ebbe conferma della sua presenza sull’isola offrendo una lauta ricompensa a chiunque riuscisse a far passare un filo all’interno delle spire di una conchiglia gasteropode. <strong>Cocalo</strong>, re di Camico (l’antica Agrigento), risolse il problema grazie alla consulenza di Dedalo, che rivelò in tal modo a Minosse la propria presenza in città. Chi altri avrebbe potuto trovare la soluzione legando il filo all’addome di una formica per poi spingerla a percorrere gli stretti condotti elicoidali della conchiglia?</p>
<p>Un filo aveva guidato Teseo nello spiralico labirinto e sempre un filo aveva seguito la formica nell’elica del mollusco: filamenti che si dipanano a spirale come le mirabili tele del ragno. C’è qui una similitudine simbolica tra le spire elicoidali della conchiglia ed i meandri dei corridoi labirintici che sancisce ancora una volta Dedalo come l’eroe mitico delle spiraliche volute, il signore originale di una struttura che l’uomo in parte ereditò dal ragno che tesse la tela. Non è un caso, infatti, che il nome Arianna ricordi gli Aracnidi, e particolarmente i ragni tessitori che, pur producendo trappole mortali per gli insetti, elaborano spirali abbastanza regolari e non certo complesse e complicate ad arte come nel labirinto dedalico.</p>
<h2>Il mistero delle cattedrali gotiche e il significato alchemico del labirinto</h2>
<p><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Cavaliere-Denari-bozza-Pelosini-Palumbo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5720" style="margin: 0px 10px 0px 0px;" title="Cavaliere-Denari,-bozza-Pelosini-Palumbo" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Cavaliere-Denari-bozza-Pelosini-Palumbo.jpg" alt="" width="214" height="392" /></a>Eppure c’è ancora qualche cosa di sacro e di iniziatico nella struttura labirintica, che si ritrova non a caso nei pavimenti di alcune cattedrali gotiche, esempi mirabili di geometrie ed architetture di particolare significato simbolico. Anziché intraprendere il lungo pellegrinaggio verso la Terra Santa, il devoto era invitato a cimentarsi con la sacra geometria del labirinto nelle cattedrali: raggiungere il centro dall’esterno, a Chartres come ad Amiens, equivaleva ad un percorso, anche interiore, di conoscenza mistica. C’era una Gerusalemme fisica e reale in Terra Santa, così come una “Gerusalemme” interiore: luogo altrettanto arduo da raggiungere ed ancora più sacro.</p>
<p>La sapienza più preziosa, forse l’autentico tesoro dei <strong>Cavalieri Templari</strong> era la Gnosi, e <em>Sophia</em> viveva simbolicamente al centro dei labirinti. Tale tesoro era protetto dalle spire labirintiche e, per questo motivo, l’accesso era riservato ai soli iniziati, coloro che conoscevano le regole rituali di ingresso mistico al centro sacro.</p>
<p>Alchimisti di Oriente ed Occidente hanno utilizzato questo simbolo e lo hanno trasformato di volta in volta in danze e passi rituali, regole di vita ed esempi mistici, consigli ai neofiti smarriti in territori potenzialmente pericolosi e mortali. La <em>Danza di Teseo</em>, le danze corali bretoni, la cosiddetta <em>Danza della gru</em>, l’elicoidale danza sufi dei <strong>Dervisci</strong>, il mistico cinese <em>Passo di Yü</em>, i giochi dei bambini tra le pietre degli spiralici percorsi dei parchi scandinavi sono tutti esempi concreti derivati dallo stesso concetto emblematico del labirinto.</p>
<h2>Il Sentiero della Spirale</h2>
<p>Penetrare nel labirinto significava la morte, e saperne uscire era una rinascita.</p>
<p>Così le difficoltà del labirinto rappresentavano anche le prove iniziatiche riservate all’uomo desideroso di conoscenza: un modo per verificare la sua capacità di non smarrirsi durante la ricerca del vero Sè, e di non perdere se stesso neanche dopo aver raggiunto questo primo obiettivo. L’abilità dell’adepto consisteva (e consiste) nel raggiungere il centro del labirinto sfuggendo le insidie e le trappole e poi volare simbolicamente verso il cielo. Ma, come il mito di Icaro e Dedalo insegna, è anche necessario sapere uscire da questo centro interiore e prezioso per ritornare nel mondo, senza volare troppo in basso privi di ambizione e di desiderio di crescita, e senza volare troppo in alto spinti dall’ego sfrenato ed inconsapevole, convinti ormai di essere onnipotenti e superiori alle leggi della Materia.</p>
<p>Le frontiere dello Spirito non sono adatte a tutti i ricercatori, e l’affilata ascia bipenne era un monito a non sottovalutare mai le difficoltà del labirinto e di una esistenza volta a perseguire sempre e comunque la conoscenza. Il dualismo cosmico degli opposti, infatti, domina questo mondo e, mentre fornisce le chiavi della sapienza universale, pone ostacoli ed insidie sul cammino spirituale di chi la persegue. Una spirale può guidare dall’esterno all’interno, verso un centro sacro che può apparire irraggiungibile come la tartaruga di Achille, e parimenti può condurre verso l’infinito spazio esterno in volute sempre più ampie. Quali diverse verità si possano in tali modi perseguire è ancora un inganno per i sensi e le menti confuse dall’apparente complessità della Materia.</p>
<p>Penetrare nel buio del labirinto è come morire; uscirne e rivedere la luce è la vittoria della vita sulla morte: i miti insegnano che pochi eroi ne sono davvero degni, e pochissimi sono quelli che, pur vittoriosi, non hanno poi smarrito se stessi dopo aver trionfato sulle insidie del labirinto.</p>
<p>Giovanni Pelosini</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>I Magici Numeri di Fibonacci</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Oct 2010 08:47:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pelosini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Personaggi]]></category>
		<category><![CDATA[ripubblicabili]]></category>
		<category><![CDATA[Simboli]]></category>
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		<description><![CDATA[Fibonacci, dai Numeri ai Simboli Il vero cognome di Leonardo era probabilmente Bigollo, ma questo personaggio è conosciuto come Leonardo Pisano (dal nome della sua città) oppure Leonardo Fibonacci, cioè &#8220;figlio di Bonaccio&#8220;. Nacque intorno al 1170, ma niente si sa a proposito della sua morte, come spesso accade per i personaggi più affascinanti della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Fibonacci.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4945" style="margin: 0px 10px 0px 0px;" title="Fibonacci" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Fibonacci.jpg" alt="" width="314" height="490" /></a>Fibonacci, dai Numeri ai Simboli</h2>
<p>Il vero cognome di Leonardo era probabilmente Bigollo, ma questo personaggio è conosciuto come <strong>Leonardo Pisano</strong> (dal nome della sua città) oppure <strong>Leonardo Fibonacci</strong>, cioè &#8220;<em>figlio di Bonaccio</em>&#8220;. Nacque intorno al 1170, ma niente si sa a proposito della sua morte, come spesso accade per i personaggi più affascinanti della storia. Viaggiando con il padre, ispettore di dogana in Algeria, venne in contatto con la civiltà islamica, che, in quel periodo, era la principale erede della cultura classica: in particolare, gli arabi erano riusciti non solo a conservare, ma anche ad arricchire con elementi indiani e forse cinesi le conoscenze matematiche del mondo antico, in un periodo in cui l&#8217;Europa subiva le conseguenze anche culturali della lunga crisi seguita alla caduta dell&#8217;Impero Romano. Fibonacci divenne un matematico di talento e, dopo aver appreso la cultura matematica dagli eruditi islamici, la importò in Occidente, rielaborando personalmente l&#8217;aritmetica e l&#8217;algebra di <strong>Al-Khuwarizmi</strong> ed anticipando di quasi tre secoli l&#8217;introduzione divulgativa e massiccia in Europa dell&#8217;uso delle cifre arabe e della numerazione posizionale indiana. Nel 1202 pubblicò a Pisa il <em>Liber Abbaci</em> in cui, oltre a dare accurate spiegazioni matematiche di carattere mercantile e monetario, propose il cosiddetto &#8220;<em>problema dei conigli</em>&#8220;, aprendo la strada a una particolare speculazione mistica e filosofica sulla geometria sacra e sulla simbologia esoterica.<span id="more-4150"></span></p>
<h2>Il problema dei conigli</h2>
<p>Si pensi di avere una coppia di conigli il 1° gennaio che generi un&#8217;altra coppia di conigli il 1° febbraio e così via per tutti i mesi dell&#8217;anno il primo giorno di ogni mese. Ipotizzando che ciascuna nuova coppia produca a sua volta una nuova coppia di conigli il primo giorno di ogni mese a partire dal secondo mese di vita, si chiede quante coppie di conigli si avranno alla fine dell&#8217;anno.</p>
<p>Il 1° febbraio la prima coppia genera la seconda, mentre dopo un mese si avranno in totale 3 coppie, perché solo la prima era in grado di procreare. Allo stesso modo, al mese successivo si avranno in totale 5 coppie, perché solo 2 delle 3 che si avevano ne hanno generato una ciascuna. Così non è difficile verificare che le coppie di conigli saranno 2 il 1° febbraio, 3 il 1° marzo, 5 il 1° aprile, 8 il 1° maggio, 13 il 1° giugno, 21 il 1° luglio, 34 il 1° agosto, 55 il 1° settembre, 89 il 1° ottobre, 144 il 1° novembre, 233 il 1° dicembre e 377 il 1° gennaio successivo. La successione numerica così ottenuta è detta &#8220;<em>Serie di Fibonacci</em>&#8221; ed è ricostruibile in base ad una semplice relazione: <span style="text-decoration: underline;"><em>ogni numero è dato dalla somma dei due che lo precedono.</em></span></p>
<p>Iniziando dai numeri 0 e 1 si avrà quindi una delle più semplici Serie di Fibonacci:</p>
<p>0, 1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55, 89, 144, 233, 377,&#8230;</p>
<p>Infatti</p>
<p>0+1=1</p>
<p>1+1=2</p>
<p>1+2=3</p>
<p>2+3=5</p>
<p>3+5=8</p>
<p>5+8=13</p>
<p>8+13=21</p>
<p>13+21=34</p>
<p>21+34=55</p>
<p>34+55=89</p>
<p>e così via.</p>
<p>La cosa più sorprendente e meravigliosa è ritrovare i numeri di Fibonacci in innumerevoli casi nell&#8217;architettura, nel mondo dell&#8217;arte, in natura, specialmente in Botanica e in Zoologia, ed in relazione alla <a href="http://www.giovannipelosini.com/2008/12/la-sezione-aurea/" target="_self">Spirale Aurea</a>. Il <a href="http://www.giovannipelosini.com/tag/spirale-aurea/" target="_self"><em>Numero Aureo</em> Φ</a>, le sue potenze, le proporzioni della <a href="http://www.giovannipelosini.com/2010/09/la-grande-piramide-emblema-di-saturno/" target="_self">Grande Piramide</a>, il segreto delle opere d&#8217;arte di <strong>Fidia</strong>, la <em>Divina Proporzione</em> di <strong>Luca Pacioli</strong> e tante altre connessioni trovano la loro mistica coerenza negli studi di Fibonacci e in un cosmo ordinato e mai casuale.</p>
<p>Giovanni Pelosini</p>
<p style="text-align: center;">0</p>
<p style="text-align: center;">1</p>
<p style="text-align: center;">1</p>
<p style="text-align: center;">2</p>
<p style="text-align: center;">3</p>
<p style="text-align: center;">5</p>
<p style="text-align: center;">8</p>
<p style="text-align: center;">13</p>
<p style="text-align: center;">21</p>
<p style="text-align: center;">34</p>
<p style="text-align: center;">55</p>
<p style="text-align: center;">89</p>
<p style="text-align: center;">144</p>
<p style="text-align: center;">233</p>
<p style="text-align: center;">377</p>
<p style="text-align: center;">610</p>
<p style="text-align: center;">987</p>
<p style="text-align: center;">1.597</p>
<p style="text-align: center;">2.584</p>
<p style="text-align: center;">4.181</p>
<p style="text-align: center;">6.765</p>
<p style="text-align: center;">10.946</p>
<p style="text-align: center;">17.711</p>
<p style="text-align: center;">28.657</p>
<p style="text-align: center;">46.368</p>
<p style="text-align: center;">75.025</p>
<p style="text-align: center;">121.393</p>
<p style="text-align: center;">196.418</p>
<p style="text-align: center;">317.811</p>
<p style="text-align: center;">514.229</p>
<p style="text-align: center;">832.040</p>
<p style="text-align: center;">1.346.269</p>
<p style="text-align: center;">2.178.309</p>
<p style="text-align: center;">3.524.578</p>
<p style="text-align: center;">5.702.887</p>
<p style="text-align: center;">9.227.465</p>
<p style="text-align: center;">14.930.352</p>
<p style="text-align: center;">24.157.817</p>
<p style="text-align: center;">39.088.169</p>
<p style="text-align: center;">63.245.986</p>
<p style="text-align: center;">102.334.155</p>
<p style="text-align: center;">165.580.141</p>
<p style="text-align: center;">267.914.296</p>
<p style="text-align: center;">433.494.437</p>
<p style="text-align: center;">701.408.733</p>
<p style="text-align: center;">1.134.903.170</p>
<p style="text-align: center;">&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tarocchi P-SDP, Recensione sul Bimestrale &#8220;Segno&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Sep 2010 06:09:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pelosini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti creative]]></category>
		<category><![CDATA[Libri / Books]]></category>
		<category><![CDATA[Mazzi / Tarot decks]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Tarocchi Pelosini-Santini Del Prete]]></category>
		<category><![CDATA[Tarologia]]></category>
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		<description><![CDATA[Al Museo dei Tarocchi di Riola presentati i 22 Arcani &#8220;Pelosini-Santini Del Prete&#8220;, con una serie di scene performative legate all&#8217;ironia e alla messa in discussione dell&#8217;arte se separata dalla vita, o della sua esaltazione se intesa come parte integrante della stessa. &#8220;L&#8217;orchestrazione, &#8211; scrive Giovanni Pelosini, esperto tarologo, &#8211; è densa di vibrazioni mai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/SegnoOttNov07.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4218" style="margin: 0px 10px 0px 0px;" title="SegnoOttNov07" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/SegnoOttNov07.jpg" alt="" width="283" height="400" /></a>Al <em>Museo dei Tarocchi</em> di Riola presentati i 22 Arcani &#8220;<a href="http://www.giovannipelosini.com/2008/12/i-tarocchi-pelosini-santini-del-prete-tarot-deck/" target="_self"><em><strong>Pelosini-Santini Del Prete</strong></em></a>&#8220;, con una serie di scene performative legate all&#8217;ironia e alla messa in discussione dell&#8217;arte se separata dalla vita, o della sua esaltazione se intesa come parte integrante della stessa. &#8220;L&#8217;orchestrazione, &#8211; scrive <strong>Giovanni Pelosini</strong>, esperto tarologo, &#8211; è densa di vibrazioni mai uguali tra loro, ma armoniche nell&#8217;assetto creativo dei personaggi che popolano questo mondo. Questo percorso sonda i segreti della poesia visiva, abbracciando un sapere ermetico profondo e penetrante, tale da rinnovare il valore dell&#8217;esistenza. Questa raccolta di Tarocchi evoca la celebre opera di <strong>Italo Calvino</strong> Il castello dei destini incrociati, ove il valore delle lamine è assorbito da quello della vita e viceversa, annullando ogni separazione dell&#8217;alto col basso. <strong>I Santini Del Prete</strong>, ferrovieri nella vita e nella scena artistica, sottolineano l&#8217;importanza della non-separazione, elemento necessario affinché il simbolo (<em>symballo</em>, da <em>mettere insieme</em>) non si disperda nella frammentazione divenendo al contrario <em>diamballo</em> o <em>diavolo</em> emblema del caos&#8221;.<span id="more-4182"></span> <strong>Barbara Martusciello</strong> scrive a proposito in presentazione: «Quello che in questa storia incuriosisce e interessa più di tutto, dal punto di vista critico, è la dichiarazione da parte dei due artisti, opera dopo opera, performance dopo performance, esposizione o evento, di non essere artisti ma&#8230; ferrovieri. Non è, questa loro, una negazione del loro valore o di quello dell&#8217;arte ma una presa di posizione che si può tranquillamente collocare fra <strong>Duchamp</strong> e&#8230; <strong>Totò</strong> (&#8230;) Inscenando una sorta di <em>tablaux vivant </em>all&#8217;aria aperta &#8211; nella splendida natura toscana, al mare o in campagna &#8211; o scegliendo altre location, hanno dato vita a ironiche ma corrette versioni del<strong> Mago</strong>, della <strong>Sacerdotessa</strong>, del <strong>Matto</strong> (unica in cui compare Pelosini), del <strong>Diavolo</strong>, della <strong>Temperanza</strong> o dell&#8217;<strong>Appeso</strong>&#8230; In alcuni casi ne hanno tratto performance ma sempre ne hanno reso immagini fotografiche che hanno poi usato per produrre quadri fotografici, fotografie vere e proprie &#8211; sia manipolate che nette &#8211; e strepitosi mazzi di carte dei Tarocchi».</p>
<p>Infine lo stesso Pelosini rammenta: «La Proporzione Aurea delle immagini evoca l&#8217;antica tradizione esoterica e gli studi di <strong>Pacioli</strong> e di <strong>Leonardo</strong>, ognuna delle ventidue fotopoesie possiede dettagli dagli atavici significati allegorici, arricchiti da nove endecasillabi in rima e linguaggio danteschi, in chiave anche numerologica. I ventidue Arcani &#8220;<em>Pelosini-Santini Del Prete</em>&#8221; entrano così, per gioco e per ispirazione, per intrinseca forza del simbolo, nella folta schiera dei mazzi di Tarocchi che si sono diffusi in Europa e nel mondo a partire dal XIV secolo quale eterno e inesauribile cammino dell&#8217;uomo».</p>
<p>«<strong>SEGNO</strong>», <em>Attualità Internazionali d&#8217;Arte Contemporanea</em>, anno XXXII, n.215, ottobre-novembre 2007</p>
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		<title>La Grande Piramide: Emblema di Saturno</title>
		<link>http://www.giovannipelosini.com/2010/09/la-grande-piramide-emblema-di-saturno/</link>
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		<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 07:22:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pelosini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Astrologia]]></category>
		<category><![CDATA[Simboli]]></category>
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		<description><![CDATA[Le Sette Meraviglie del Mondo: Le Piramidi di Giza Sulla Grande Piramide della piana di Giza, presso Il Cairo, sono stati scritti numerosissimi saggi di varia qualità e diverso tenore. La tradizione attribuisce l’opera monumentale al Faraone Cheope, della IV Dinastia, ma esistono molti fondati dubbi sulla reale datazione, che alcuni ipotizzano sarebbe da anticipare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Piramidi.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-4321" style="margin: 0px 10px 0px 0px;" title="Piramidi" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/Piramidi.jpeg" alt="" width="222" height="167" /></a>Le Sette Meraviglie del Mondo: Le Piramidi di Giza</h2>
<p>Sulla <strong>Grande Piramide</strong> della piana di <strong>Giza</strong>, presso Il Cairo, sono stati scritti numerosissimi saggi di varia qualità e diverso tenore. La tradizione attribuisce l’opera monumentale al Faraone <strong>Cheope</strong>, della IV Dinastia, ma esistono molti fondati dubbi sulla reale datazione, che alcuni ipotizzano sarebbe da anticipare addirittura di alcune migliaia di anni. Di tutte le sette Meraviglie del mondo antico, questa è l’unica che ancora possiamo ammirare nella nostra epoca, e questo è il motivo fondamentale che mi ha portato alla sua associazione al lento e durevole pianeta <strong>Saturno</strong>, l’ultimo della serie dei pianeti astrologici conosciuti prima dell’era moderna.<span id="more-4320"></span></p>
<p>Per migliaia e migliaia di anni nessun edificio costruito dall’uomo è stato più alto e più mirabile della <strong>Grande Piramide</strong>. Al <strong>Tempo</strong>, al Dio <strong>Crono-Saturno</strong> che lo rappresenta, questa incredibile costruzione ha quindi portato gloria ed onore.</p>
<p>La più grande delle piramidi che ancora oggi si possono visitare a Sud del Cairo, vicino alle cave di calcare di Tura, è chiamata <em>Akhet Khufu</em>, cioè “Splendore di Cheope”, ed è tradizionalmente attribuita al quel faraone, vissuto fra il 2.600 ed il 2.480 avanti Cristo e descritto da <strong>Manetone</strong>, nel III secolo prima della nostra era, come un tiranno autocratico. <strong>Erodoto</strong> ne parla in <em>Storie (II, pp. 124-126)</em> ed afferma che il sovrano tormentò il suo popolo per decenni per la realizzazione dell’imponente edificio destinato a diventare il suo mausoleo. Sempre Erodoto dichiara che Cheope, non contento di aver schiavizzato migliaia di operai come operai, vendette la sua stessa figlia per ricavare i cospicui fondi necessari all’edificazione della Piramide. A Giza, vicino alla famosa <strong>Sfinge</strong> ed alle altre due piramidi, dette di <strong>Chefren</strong> e di <strong>Micerino</strong>, la Grande Piramide espone i perfetti triangoli isosceli delle sue quattro facce laterali ai quattro punti cardinali, sistemandosi esattamente e stabilmente nello spazio, oltre che nel tempo.</p>
<p>Al suo interno sono state trovate numerose gallerie, cunicoli e camere, ritenute sepolcrali dagli egittologi ortodossi, anche se nessuna traccia di corredi funebri e di mummie è mai stata rinvenuta. Naturalmente ciò potrebbe essere dovuto semplicemente al trafugamento degli oggetti un tempo contenuti all’interno della costruzione, ma nuove, sempre più convincenti, ipotesi sono state di recente formulate. Tralasciando le più bizzarre teorie e le relazioni matematiche più improbabili, ho già dimostrato nel mio saggio <a href="http://www.giovannipelosini.com/2008/12/magia-e-scienza-della-spirale-the-spiral-from-the-cosmos-to-the-microcosmos/" target="_self"><em>Magia e Scienza della Spirale</em></a> (Padova, MEB, 1990), che i costruttori della Piramide (chiunque essi fossero) conoscevano senza alcun dubbio la <strong>Proporzione Aurea</strong>, e, per qualche motivo, hanno “registrato” tale conoscenza nelle proporzioni dell’edificio.</p>
<p>Un solido geometrico di queste misure mette simbolicamente in relazione i mistici numeri 3 e 4, suggerisce mirabili confronti con i numeri decimali illimitati non periodici π (Pi greco) φ (Phi greco), e conseguentemente con la <strong>Spirale Aurea</strong> o logaritmica, divino segno dell’architettura cosmica. Questa costruzione rappresenta un ideale ponte fra la geometria statica e quella dinamica, un vero e proprio anello di congiunzione fra la staticità della morte ed il dinamismo della vita, come solo le simbologie astrologiche di <strong>Saturno</strong> possono manifestare con efficacia. La piramide retta e regolare a base quadrata che si innalza nel deserto possiede delle misure che non possono essere casuali e richiamano i mistici numeri che hanno meravigliato generazioni di artisti e di ricercatori nei secoli, da <strong>Fidia</strong> a <strong>Fibonacci</strong>, da <strong>Leonardo da Vinci</strong> a <strong>Paolo della Francesca</strong>, per non citare che i più famosi.</p>
<p>Fra lo statico cubo e la dinamica e perfetta sfera esiste questo passaggio Aureo che implica la conoscenza mistica della geometria. Riporto alcune misure per i lettori che, come me, sentissero il richiamo eterno della <strong>Geometria Sacra</strong>, rimandando per ogni approfondimento alla lettura del succitato testo.</p>
<ul>
<li>Altezza originale stimata all’epoca della costruzione: 146,61 metri.</li>
</ul>
<ul>
<li>Altezza attuale, dovuta all’erosione ed alla perdita di materiali al vertice: 136,86 metri.</li>
</ul>
<ul>
<li>Lato di base: 230,38 metri.</li>
</ul>
<ul>
<li>Angolo di base: 51°52’15”.</li>
</ul>
<p>Lo <strong>Zed</strong> interno è costituito di grandi monoliti di granito dai 20 alle 80 tonnellate, per una massa complessiva di 7 milioni di tonnellate. Tutto intorno imponenti blocchi di basalto, calcare e granito formavano il rivestimento esterno, che era a sua volta ricoperto da lucide piastre calcaree ormai erose dalle forze esogene di millenni. L’imponente volume complessivo è stato calcolato in 2.600.000 metri cubi.</p>
<p>Anche il perfetto orientamento e la precisione del taglio delle pietre sono particolari molto rilevanti e rivelanti. Così appaiono molto particolari l’orientamento e le fattezze della vicina <a href="http://www.giovannipelosini.com/2010/02/la-sfinge-e-i-simboli-del-quaternario/" target="_self">Sfinge</a>, la posizione delle tre piramidi di Giza in relazione alle tre stelle della <strong>Cintura di Orione</strong>, l’orientamento di alcune aperture della Grande Piramide verso la posizione occupata dalla medesima costellazione una dozzina di migliaia di anni fa, l’erosione dell’acqua meteorica sulla stessa Sfinge e molti altri particolari stanno facendo vacillare la datazione ufficiale della costruzione, nonché la sua reale funzione.</p>
<p>A tutto ciò aggiungo solo che dal <em>Libro dei Re (VII, 23)</em> si evince che, all’epoca degli scribi di questa parte della <em>Bibbia</em>, il valore di π era grossolanamente approssimato a 3, mentre lo stesso <em>papiro egizio di Rhind</em> (attribuito ad <strong>Ahmes</strong>, vissuto fra il 2000 e il 1700 a.C.) gli attribuisce un valore di 3,1604, ma i sapienti costruttori della <strong>Grande Piramide Aurea</strong> di Giza erano stati molto più precisi, e ciò per un motivo che doveva essere per loro estremamente importante.</p>
<p>La natura trascendente dei numeri e della geometria va ovviamente oltre la essoterica trattazione matematica, richiama l’architettura cosmica, la tradizionale quaterna alchemica, le terne sacre, il legame mistico fra la Terra e il Cielo: questo è il messaggio esoterico che ha saturnianamente superato il limite del tempo.</p>
<p>La trasmutazione alchemica del quadrato terrestre e ctonio nel simbolico cerchio della volta celeste ed uranica, grazie all’intercessione aurea, è una immagine della cubatura della sfera. L’uomo terrestre che trascende e sublima tendendo all’immortalità, finalmente consapevole dell’intero miracolo della Vita, cosciente del mistero della morte, attraversa il sottile confine della realtà apparente e diventa ciò che è sempre stato.</p>
<p>Entrare in sintonia con un simbolo è come entrare in possesso di una chiave che apre la mente ed il cuore a nuove dimensioni e nuovi orizzonti, come ben sa chi abbia fatto un’arte della meditazione sulle immagini e sulle forme secondo i dettami delle antiche scuole iniziatiche.</p>
<p>Giovanni Pelosini</p>
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		<title>Il Segreto dei 5 Tibetani</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Aug 2010 10:43:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pelosini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri / Books]]></category>
		<category><![CDATA[Simboli]]></category>
		<category><![CDATA[Yoga e benessere]]></category>
		<category><![CDATA[esoterismo]]></category>
		<category><![CDATA[Spirale Aurea]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho di recente avuto l&#8217;occasione di consultare l&#8217;interessante volume Il Segreto dei 5 Riti Tibetani (The Watch Publisher, 2009) di Antonio Alessi, e desidero farlo conoscere ai miei lettori. Attingendo direttamente al racconto originale del 1939 del colonnello Bradford, esploratore in Oriente alla ricerca della Fontana della Giovinezza, Alessi approfondisce e sviluppa l&#8217;argomento in modo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/I_5_Riti_Tibetani1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4404" style="margin: 0px 10px 0px 0px;" title="I_5_Riti_Tibetani" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/I_5_Riti_Tibetani1.jpg" alt="" width="208" height="290" /></a>Ho di recente avuto l&#8217;occasione di consultare l&#8217;interessante volume <strong><em>Il Segreto dei 5 Riti Tibetani</em></strong> (The Watch Publisher, 2009) di <strong>Antonio Alessi</strong>, e desidero farlo conoscere ai miei lettori.</p>
<p>Attingendo direttamente al racconto originale del 1939 del colonnello <strong>Bradford</strong>, esploratore in Oriente alla ricerca della <strong><em>Fontana della Giovinezza</em></strong>, Alessi approfondisce e sviluppa l&#8217;argomento in modo sistematico e rigorosissimo, svelando la natura esoterica della pratica descritta come nessun altro libro pubblicato su questo tema aveva fatto finora.</p>
<p>Il testo  espone le corrette modalità di esecuzione dei cinque semplici esercizi da eseguire quotidianamente per il mantenimento della salute e dell&#8217;equilibrio psico-fisico e per rallentare il processo di invecchiamento, spiega la natura dei sette vortici energetici dello <strong>Yoga</strong> chiamati <em>Chakra</em>,  mostra numerosi grafici e illustrazioni in alta definizione, ma soprattutto affronta anche dettagliatamente interessanti tematiche parallele, quali l&#8217;astrologia, la simbologia, una inedita interpretazione geometrica del profilo di sezione della <strong>Grande Piramide</strong>, il legame fra la <strong>Proporzione Aurea</strong> e il mistico <strong><em>Shri Yantra</em></strong> della più iniziatica tradizione indiana.<span id="more-4402"></span></p>
<p><strong><em>Il Segreto dei 5 Riti Tibetani</em></strong> non è disponibile nelle librerie (l&#8217;autore non si prefigge alcun fine di lucro), ma può essere acquistato direttamente presso il sito <a href="http://5tibetanrites.astrotime.org/" target="_blank">AstroTime</a>, dove l&#8217;autore stesso indica agli interessati le modalità per scaricare l&#8217;e-book in formato pdf, e la singolare forma di &#8220;pagamento&#8221;, che consiste nel rimettere l&#8217;importo ad una persona bisognosa. L&#8217;intero ricavato della vendita va quindi direttamente in beneficenza senza passare da nessun tipo di intermediario.</p>
<p>Giovanni Pelosini</p>
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		<title>I Tarocchi Aurei sul mensile Olis: Recensioni (2)</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Aug 2010 07:28:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pelosini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri / Books]]></category>
		<category><![CDATA[Mazzi / Tarot decks]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Tarocchi Aurei]]></category>
		<category><![CDATA[Tarologia]]></category>
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		<description><![CDATA[I Tarocchi Aurei di C. Rod. Il gioco dei Tarocchi non è altro che un &#8220;gioco di ruolo&#8220;. La moderna interpretazione è di Giovanni Pelosini, studioso di simbologie occidentali e orientali e cultore di astrologia. E I Tarocchi Aurei, frutto di quattro anni di ricerche e di &#8220;una vita di riflessioni&#8220;, rappresentano la formalizzazione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/2009/04/2sacerdotessa.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1285" style="margin: 0pt 10px 0pt 0pt;" title="2sacerdotessa" src="http://www.giovannipelosini.com/wp-content/uploads/2009/04/2sacerdotessa-182x300.jpg" alt="" width="146" height="240" /></a></p>
<h2>I Tarocchi Aurei</h2>
<p>di <strong>C. Rod.</strong></p>
<p>Il gioco dei Tarocchi non è altro che un &#8220;<em>gioco di ruolo</em>&#8220;. La moderna interpretazione è di <strong>Giovanni Pelosini</strong>, studioso di simbologie occidentali e orientali e cultore di astrologia. E <a href="http://www.giovannipelosini.com/2009/01/i-tarocchi-aurei/" target="_self"><em>I Tarocchi Aurei</em></a>, frutto di quattro anni di ricerche e di &#8220;<em>una vita di riflessioni</em>&#8220;, rappresentano la formalizzazione di questa teoria, che coniuga la ricerca scientifica con l&#8217;esoterismo alla ricerca delle nuove regole del gioco.<br />
Secondo Pelosini i Tarocchi non vanno utilizzati semplicemente come strumento di previsione del futuro, ma e soprattutto essi rappresentano una chiave di lettura della realtà parallela. Non più avveniristica, non solo virtuale. &#8220;<em>Essi sono la rappresentazione della storia del mondo e della vita, di questa realtà che a noi appare essere tutta la realtà quando ne è soltanto un&#8217;indistinta proiezione&#8230;.</em>&#8221;<br />
(&#8230;.) Il mazzo allegato al libro è tratto dalle tavole originali del pittore <strong>Roberto Granchi</strong> che, per elaborarlo, ha lavorato sulle teorie dell&#8217;autore. Le immagini, inedite, vengono definite &#8220;<strong><em>auree</em></strong>&#8221; in virtù delle loro &#8220;<em>divine</em>&#8221; proporzioni. Rettangoli di altezza 1 e di base 1,618, la stessa scala utilizzata da <strong>Luca Pacioli</strong>, <strong>Leonardo da Vinci</strong> e <strong>Fibonacci</strong> nei loro studi. La medesima &#8220;<a href="http://www.giovannipelosini.com/2008/12/la-sezione-aurea/" target="_self"><em>divina proporzione</em></a>&#8221; sfruttata dagli antichi egizi, o da non si sa chi, per edificare la <strong>grande piramide</strong> di Giza.</p>
<p><strong>C. Rod.</strong> «OLIS», n.26 Anno IV, 1997</p>
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