Il Piede del Diavolo

L’Impronta del Piede del Duomo di Monaco

L’impronta del piede che si trova su una pietra del pavimento del Duomo di Monaco di Baviera è certamente l’oggetto più strano della città. La spiegazione più divertente è che il piede che ha lasciato la traccia doveva corrispondere almeno al numero 50. La spiegazione più razionale è che si tratti di un simbolo, una sorta di marchio di fabbrica, degli scalpellini e dei mastri muratori che costruirono l’edificio, ma tutte queste ipotesi mancano di fantasia e certamente sono lontane dalla verità esoterica. L’amica Anita Schiessl Gerlach mi ha accompagnato a visitare la costruzione e mi ha raccontato la leggenda bavarese dell’impronta del piede del diavolo, che, come tutte le leggende, forse nasconde un seme di verità.

La Leggenda dell’Orma del Piede del Diavolo

L’architetto Jörg von Halspach aveva avuto l’incarico di costruire il duomo della città, e aveva stipulato un patto col Diavolo affinché l’ardita costruzione risultasse solida e bella. Naturalmente il Diavolo aveva preteso una contropartita: l’edificio sacro non avrebbe dovuto avere finestre. In questo modo sperava forse che l’oscurità interna scoraggiasse i fedeli e che li allontanasse in questo modo dalla luce divina. Ma, come accade in tutte le fiabe, il protagonista Jörg von Halspach cercò di superare in astuzia il Diavolo, e riuscì a progettare l’edificio in modo che ci fosse un luogo preciso, appena dopo l’ingresso e sotto il coro, dal quale fosse impossibile osservare le vetrate, che rimanevano nascoste dalla prospettiva e dalle colonne. Però anche il Diavolo era furbo e nutriva dubbi sulla buona fede dell’architetto; quindi, appena il duomo fu terminato, volle verificare personalmente. Si presentò dunque con il suo cocchio tirato da neri cavalli infernali all’ingresso della costruzione. Jörg von Halspach lo fece entrare e lo condusse subito nel punto che aveva progettato, e il Diavolo fu così contento di vedere la chiesa immersa nell’oscurità che batté il piede destro con soddisfazione sul pavimento. Così facendo però aprì una profonda voragine sotto di sé che lo fece precipitare nell’Inferno prima di richiudersi, lasciando l’unica traccia concava del suo grande piede nella pietra. Ancora oggi, quando il vento insiste intorno al duomo di Monaco di Baviera formando freddi mulinelli, si dice che sia generato dalla carrozza del Diavolo che gira intorno all’edificio da secoli in attesa del ritorno del padrone.

Giovanni Pelosini



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