L’Alba dell’Era dell’Acquario

L’alba dell’Era dell’Acquario

di

Giovanni Pelosini

Come si è visto nel precedente articolo, non è possibile calcolare astronomicamente l’inizio delle Ere astrologiche, poiché non c’è alcuna corrispondenza con le costellazioni.

Con una riflessione su sistemi comparati, però, è possibile fare un’ipotesi sui tempi storici nei quali le Ere si sono succedute.

Inoltre è anche vero che forse non esiste nemmeno una data precisa per il cambio di epoche che hanno una durata di un paio di millenni poiché nella realtà dei fatti il progredire della storia è sempre stato continuo. O probabilmente non abbiamo gli strumenti per conoscere una tale data, a meno che non si voglia stabilirla in modo del tutto convenzionale o simbolico, come, per esempio, quando si considera (a posteriori) il 1492 come l’anno in cui finì il Medio Evo. Di certo possiamo convenire che l’inizio di una nuova epoca è un processo lungo che forse già si sta svolgendo sotto i nostri occhi anche adesso.

LE ERE ASTROLOGICHE

Come l’astrologia orientale anche quella occidentale contempla cicli cosmici di lungo periodo in relazione alla precessione degli equinozi. Infatti, questo fenomeno era ben noto fin dall’antichità: Ipparco di Nicea aveva scoperto nel 134 a.C. che l’asse terrestre aveva un moto doppio conico che causava un lentissimo spostamento del Polo Nord sulla sfera celeste, e contemporaneamente lo slittamento degli Equinozi, cioè i punti di incrocio tra l’eclittica e l’equatore celeste.

Di fatto il punto equinoziale si sposta sullo sfondo ideale e simbolico dei segni tropici con un moto retrogrado di circa 1° ogni 72 anni. Tradizionalmente e simbolicamente si considera la durata del ciclo completo del moto precessionale in 25.920 anni, nei quali l’Equinozio di Primavera si sposta lentamente andando all’indietro nei 360° dell’intero zodiaco tropico, cambiando segno ogni 2.160 anni circa.

Abbiamo una scarsa conoscenza dei tempi preistorici più remoti, ma forse possiamo fare riferimento al culto della Sfinge in relazione all’antichissima Era del Leone. Analogamente si può pensare ai culti delle Dee Madri lunari delle civiltà matriarcali nell’Era del Cancro, e al periodo dei due Regni dell’Alto e del Basso Egitto nell’Era dei Gemelli.

Con qualche conoscenza protostorica in più possiamo immaginare l’Era del Toro intorno a circa cinquemila anni fa, quando sorgevano la civiltà minoica con il culto del Minotauro e la cultura dei megaliti, mentre le prime dinastie egizie dell’Antico Regno favorivano quello del toro sacro Api e lo sviluppo delle tecnologie agricole nella Valle del Nilo.

L’avvento dell’Era dell’Ariete potrebbe corrispondere in Egitto allo sviluppo del culto di Ammon Ra, raffigurato iconograficamente con le corna di ariete. È il periodo narrato dal Vecchio Testamento, nel quale si ricordano i sacrifici cruenti e l’episodio di Mosè, che scese dal Monte Sinai con le corna della sapienza e le tavole della legge, mettendo fine al culto del “Vitello d’oro” (Toro). Sul finire di quest’epoca si affermò nel Mediterraneo la forza militare di Roma, simbolicamente legata a Marte.

Infine, circa duemila anni fa, sorgeva l’Era dei Pesci: con il simbolo dell’immolazione dell’agnello sacro (Agnus Dei) si può convenzionalmente sancire la fine dell’Era dell’Ariete con l’inizio della diffusione della civiltà cristiana, con i suoi valori mistici, il senso del sacrificio e della compassione. Non è un caso che i primi cristiani avessero come simbolo distintivo il “pesce” ancor prima della croce. All’interno di uno stilizzato pesce disegnato con due semplici linee curve si scriveva la parola greca ΙΧΘΥΣ (ichthys, cioè ‘pesce’), che però era l’acronimo della frase Ιησούς Χριστός Θεού Υιός Σωτήρ (Iesous Christos Theou Yios Soter), che significa “Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore”.

Per questi motivi c’è chi pensa che l’Era dei Pesci possa essere iniziata proprio con il convenzionale primo anno dell’Era cristiana. Altri la anticipano di un paio di secoli, mentre Keplero riteneva che la famosa Stella dei Magi di Betlemme fosse la ripetuta congiunzione di Giove e Saturno che si verificò nel 6 a.C. proprio nel segno dei Pesci. Purtroppo non c’è una data precisa condivisa dagli studiosi di astrologia per l’inizio dell’Era dei Pesci: di conseguenza non abbiamo certezze sulla sua fine e sull’inizio della prossima Era dell’Acquario, nella quale si dice che la coscienza potrebbe percepire in modo olistico l’intera umanità e il cosmo nella sua natura unitaria.

C’è chi ritiene che l’Era dell’Acquario sia iniziata nel 1973, mentre altri calcolano che inizierà nel 2160, ma c’è anche chi l’anticipa al 1447 e chi la posticipa ancora di qualche secolo. Io penso che, in ogni caso, stiamo vivendo proprio adesso in un periodo di transizione e di cambiamenti epocali. Che si tratti davvero dell’avvento dell’Era dell’Acquario nessuno dei contemporanei può dirlo con certezza, ma io penso che probabilmente si possa trattare dell’alba di una nuova epoca. Per ora forse è solo l’alba, mentre continuerà ancora il complesso e conflittuale periodo di transizione già in atto, ma ho motivo di pensare che saremo testimoni di importanti trasformazioni globali soprattutto dal 2024 al 2044 e nei due prossimi secoli. Continua a leggere »

La Congiunzione Giove-Saturno del 21/12/2020 e l’Era dell’Acquario

LA CONGIUNZIONE GIOVE- SATURNO

DEL 21 DICEMBRE 2020

Il 21 dicembre 2020 Giove e Saturno si sono uniti nella rara congiunzione astrologica a 0° nel segno dell’Acquario. Questo evento è eccezionale per tre motivi di carattere simbolico che appaiono suggestivi:

     1) La congiunzione è avvenuta esattamente nel giorno del Solstizio d’Inverno;

    2) La congiunzione si è verificata con un allineamento astronomico preciso, che non si vedeva in Acquario da ben otto secoli (precisamente dal 1226, anno in cui moriva Francesco d’Assisi e regnava l’Imperatore Federico II di Svevia);

   3) Secondo Keplero, una simile ripetuta congiunzione nel 6 a.C. (in quell’epoca nel segno dei Pesci) sarebbe stata interpretata come la famosa Stella dei Magi che è rammentata nei Vangeli e rappresentata in ogni presepe natalizio.

Simbolicamente queste rare coincidenze fanno pensare a un momento storico significativo, proprio in questo anno 2020, così particolare per come ha inciso sulla vita quotidiana di tutta l’umanità. Negli auspici di tutti in questo evento solstiziale così natalizio c’è l’apertura a un periodo di rinascita, risveglio e luminosità. Ma è un augurio giustificato? E possiamo dire davvero che si tratta dell’avvento della mitica e attesa Era dell’Acquario?

Nella foto a sinistra, scattata da Maurizio Chiappi il 20/12/2020, giorno prima dell’allineamento, si vedono in avvicinamento Saturno in alto a destra (con i suoi anelli) e Giove in basso con i suoi quattro satelliti galileiani (si ringraziano Paolo Casapieri e il Gruppo Astrofili Vadesi).

In questo periodo il fenomeno è stato ben visibile anche a occhio nudo osservando il cielo verso Sud-Est poco dopo il tramonto: i due pianeti erano le prime luci che brillano già nel crepuscolo.


LE VISIONI DELLA NUOVA ERA

Il concetto di una evoluzione ciclica del mondo attraverso un susseguirsi di Ere appartiene a diverse tradizioni culturali, sia orientali che occidentali.

Misticamente nel Medio Evo c’era l’attesa quasi messianica dell’avvento dell’Età dello Spirito: ne parlò Gioacchino da Fiore (∼1130-1202) nella sua visione eretica e profetica che presagiva la futura fine dell’Età del Figlio, coincidente con l’Era cristiana, a seguito della prima Età del Padre, in riferimento alle scritture dell’Antico Testamento.

Secondo l’antroposofo Rudolf Steiner (1861-1925), che seguiva gli studi rinascimentali dell’abate Giovanni Tritemio (1462-1516), un importante cambio di epoca era avvenuto nel 1879 sotto gli auspici dell’Arcangelo Michele.

Anche i teosofi Jiddu Krishnamurti (1895-1986) e Helena Blavatski (1831-1891) avevano ipotizzato la prossima venuta del “Maestro del Mondo”, Lord Maitreya, coincidente con l’avvento dell’Era dell’Acquario.

Alcune tribù di nativi nordamericani hanno celebrato l’inizio della nuova Era nel 1987, e in Dakota fu considerata di grande auspicio la nascita di un bisonte bianco nel 1995. Chi invece seguiva i cicli millenari del calendario Maya preferì pensare al famoso 2012″ come fine di un’epoca.

Anche secondo l’antichissima tradizione vedica dei Purana l’evoluzione del mondo e la coscienza collettiva dell’umanità sono soggette a cicli epocali detti Yuga, che corrispondono a periodi lunghissimi relativi al movimento del sistema solare intorno al centro della Galassia. Secondo i calcoli di Shri Yukteswar (1855-1936), astrologo maestro di Yogananda, un cambio di epoca importante ci sarebbe stato nel 1699, inaugurando un periodo di transizione tra l’Età del Ferro (Kali Yuga) a quella più evoluta del Rame (Dvapara Yuga).

 

Infine si deve ricordare il diffuso movimento di cultura alternativa e anticonformista degli anni ’60 e ’70, che idealizzò l’avvento della nuova Era dell’Acquario: utopistica epoca di fratellanza e libertà. Nacquero in quel periodo la variegata galassia della New Age, le contestazioni studentesche del ’68 e il movimento Hippy. Nel 1979 il regista Miloš Forman raccontò nel film musicale Hair (tratto dal musical rock del 1967) le istanze contestatarie della generazione ribelle e alternativa dell’epoca: non a caso uno dei brani più significativi si chiamava Aquarius e inneggiava appunto all’alba dell’Età dell’Acquario. Anche per questi motivi qualcuno ritiene che questo periodo sia iniziato nel 1973. Mentre altri concordano sul lontano 2160.

Indubbiamente in questo inizio di XXI secolo stiamo vivendo un periodo di grandi trasformazioni sociali, politiche, economiche, climatiche, e la questione del cambio di paradigmi epocali è di attualità assumendo aspetti storici e sociologici di interesse non secondario.

Il fatto che gli studiosi della materia non siano concordi sulle Ere astrologiche e sulla loro durata non dipende soltanto dalle diverse culture di riferimento, ma anche dalla non corrispondenza delle “costellazioni” con i “segni” zodiacali, e quindi dai diversi punti di vista sullo Zodiaco. Il punto di vista astronomico considera 12 oppure 13 costellazioni di diversa ampiezza sul circolo zodiacale, mentre il punto di vista astrologico è relativo alla sua divisione simbolica in 12 settori uguali di 30° ciascuno, chiamati segni: i quali non hanno più (se mai l’hanno avuta) una corrispondenza fisica con le costellazioni, così come furono individuate nel lontano passato dagli antichi studiosi del cielo. Pertanto la questione di cosa siano le Ere astrologiche, della loro durata e del loro significato esula dallo stretto campo scientifico, abbracciando in modo comparato più che altro quello umanistico, storico, filosofico, mitologico e soprattutto simbolico.

Per sapere quando inizierà davvero l’Era dell’Acquario, per fare chiarezza su questo intrigante argomento e comprendere meglio il momento storico che stiamo vivendo e quello che vivremo, vi invito a leggere la seconda parte di questo articolo divulgativo pubblicato il 19.2.2021 su questo stesso blog. A presto.

Giovanni Pelosini

⇒ Continua a leggere “L’Alba dell’età dell’Acquario

Montecatini V.C., 9-11 ottobre 2020: XII Convegno Nazionale di Astrologia EridanoSchool

Eridano School

XII Convegno Nazionale

di

Astrologia Umanistica e Psicologica

“Transiti e progressioni:

il timer della vita”

Conferenza del

prof. Giovanni Pelosini

IL SIGNIFICATO DEI TRANSITI

ALLA LUCE DEL KARMA

Sabato 10 ottobre 2020, ore 15.30

Montecatini V.C., Hotel Belvedere

Loc. Casino di Terra, SR 68

Info e iscrizioni: tel. 338.5217099

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Salsomaggiore Terme, 29 agosto 2020: Giovanni Pelosini, L’Elemento Acqua nell’Ordine Armonico e nei Tarocchi

Idearès

Auspicia Festival

Salsomaggiore Terme, Palazzo dei Congressi

Sabato 29 agosto, ore 12.30

Conferenza del prof.

Giovanni Pelosini

L’Elemento Acqua nell’Ordine Armonico e nei Tarocchi

 


Il Festival Auspicia è l’occasione per incontrarsi e confrontarsi su un ricco programma di eventi e incontri con esperti provenienti da tutta Italia: dall’astrologia ai tarocchi, dall’alchimia alla fisica quantistica, dalla fisiognomica all’angelologia, attraverso molteplici linguaggi archetipici, per conoscere e conoscersi, in un percorso di consapevolezza personale.

L’Acqua, matrice primordiale della vita, elemento di purificazione e trasformazione sarà il tema di questa II edizione.

Tarologia Umanistica

Nel 2013, proprio sei anni fa veniva ufficialmente fondata la “Tarologia Umanistica“, che nasceva dalle già profonde radici del mio pensiero tarologico e tarosofico, e che già utilizzavo da tempo nei suoi princìpi, metodi e applicazioni. Anche a memoria di quanti oggi usano questo termine più o meno consapevoli della sua origine e del suo significato, ripubblico quanto scrissi in quell’occasione.


Il Manifesto della Tarologia Umanistica

L’utilizzo strettamente mantico dei Tarocchi, che si è affermato negli ultimi secoli parallelamente all’uso ludico popolare, non ha fatto mai dimenticare del tutto la funzione narrativa del suo straordinario complesso iconologico. Questa contiene in sé indubbie valenze di natura filosofica, conoscitiva, meditativa, psicologica e spirituale, tese a favorire i processi di autoconoscenza e di identificazione, a stimolare la creatività, a promuovere l’evolutiva espansione della coscienza.

Al di là del gioco, ben oltre la divinazione, il Tarocco è stata ed è una meravigliosa “macchina filosofica” forse fin dalle sue oscure origini.

L’autonomia delle funzioni psichiche dell’uomo fu uno dei fondamenti della filosofia umanistica, neopitagorica e neoplatonica di Marsilio Ficino, che poneva l’anima al centro di tutto, termine mediano di tutte le cose, continuità del mondo, volto di tutto, vincolo e copula dell’universo. Nella fecondissima fucina multiculturale del Rinascimento italiano nacque e si strutturò il codice alchemico-tarologico così come lo conosciamo, permeato di concetti filosofici propri dell’ermetismo alessandrino e delle antiche culture che lo precedettero e lo formarono: fu il preludio di quella che, secoli dopo, fu chiamata psicologia del profondo.

In questa epoca la visione meccanicistica, materialista e positivista della realtà appare ormai ampiamente superata dalla storia, mentre è prossimo alla maturità il recupero di antiche e sempre vive discipline in vario modo afferenti al pensiero simbolico e olistico. Nel frattempo le crisi globali di questo inizio di millennio hanno contribuito a evidenziare un certo disorientamento dell’umanità, sempre più priva di presunte certezze, ma non più (o non ancora) pienamente consapevole del proprio patrimonio di valori e di cultura, mirante a dare un senso profondo alla vita.

Secoli di pregiudizi e il mancato riconoscimento accademico hanno relegato la Tarologia (forse ancor più dell’Astrologia) al ristretto ambito delle deterministiche mantiche popolari, nelle quali la strutturale assenza di formule e metodologie rigide e controllabili e la spesso evidente mediocre preparazione etica e culturale degli operatori hanno lasciato ampio spazio, da un lato, all’ignoranza, alla superstizione, alla mistificazione, e dall’altro, alla facile e strumentale denigrazione.

Questo periodo ben poco luminoso sta finalmente declinando, in parte anche a causa delle crisi attuali della gran parte dei paradigmi convenzionali ordinari.

Sono maturi i tempi per la strutturazione definitiva di quella che io chiamo “Tarologia Umanistica”: una disciplina volta a fornire strumenti formativi e cognitivi per indagare la complessità dell’esistenza, le profondità della psiche individuale e collettiva e le immensità dello spirito; grazie sia al recupero di quelle antiche tradizioni che si ritrovano nella prima documentata codificazione storica del Tarocco stilata dagli umanisti del Rinascimento italiano, sia ai più recenti studi non solo psicologici di Wolfgang Ernst Pauli e di Carl Gustav Jung, in particolare sulla sincronicità e sul processo di individuazione.

La Tarologia Umanistica si sta quindi definendo, mentre gli ultimi sviluppi teorici e sperimentali della fisica quantistica stanno confermando ciò che i tarologi utilizzano da sempre come postulato: ogni cosa che esiste è in relazione con tutto l’universo (così come il tutto è in relazione con ogni sua parte). Secondo i princìpi olistici iniziamo allora a concepire il Cosmo come multidimensionale e più ordinato e coerente di quel che appare, indirizzato dal Campo di informazione Psi (Ψ) basato sul vuoto, privo dei convenzionali concetti di tempo e di spazio, costituito dall’informazione più che dalla materia; tutto in un’ottica di continuo progresso evolutivo delle coscienze. Un universo al contempo oggettivo e soggettivo, in cui il macrocosmo e il microcosmo seguono le stesse regole eterne, in cui le variabili del futuro sono delle probabilità, e in cui l’osservatore e l’osservato sono solo apparentemente separati e distinti: un contesto non molto dissimile da quello descritto dagli antichi alchimisti che perseguivano la Grande Opera sulla traccia simbolica del percorso naturale di ogni individuo che tenda a conoscersi e a riunirsi a se stesso.

Oggi non si può non essere ottimisti osservando il crescente interesse internazionale verso una seria e colta ricerca tarologica spiccatamente interdisciplinare: storica, filosofica, antropologica, psicologica, artistica, scientifica, simbologica, mitologica, iconologica, numerologica, esoterica, gnoseologica, criptologica, fisica e metafisica….

Scuole e associazioni tarologiche indipendenti stanno nascendo e sviluppandosi in Italia e nel mondo, in gran parte confluendo spontaneamente verso omologie di pensieri, di metodi e di applicazioni, che dimostrano, pur nelle diversità espressive e creative (che il Tarocco stesso contempla e suscita), la validità del codice archetipico di base e del messaggio profondo trasmesso.

Oggi, grazie anche all’eredità dei Tarocchi, che hanno veicolato forme e contenuti di altrimenti perduti saperi, l’antico linguaggio iconologico e simbolico che fu proprio dell’ermetismo si sta coniugando con l’attuale evoluto linguaggio visivo e narrativo sviluppatosi dinamicamente in senso antropologico con la grande diffusione del cinema e della televisione.

I raffinati giochi di corte dei Trionfi stanno vivendo una palingenesi nella moderna analisi psicologica e nei più evoluti approcci tarologici.

Le antiche ricchezze culturali e sapienziali recuperate dall’oblio, e quindi “seminate” da Marsilio Ficino, Pico della Mirandola, Matteo Maria Boiardo, Heinrich Cornelius Agrippa di Nettesheim, Luca Pacioli, Leonardo da Vinci, Albrecht Dürer, e da altri umanisti rinascimentali, stanno finalmente riemergendo dai fanghi fecondi delle ingenuità dell’esotismo del settecento, dalle oscurità dell’occultismo iniziatico ottocentesco, e dalle nebbie dei pregiudizi del secolo scorso.

Da quei ricchi semi e da queste radici la pianta della Tarologia del XXI secolo è nata e sta trovando il suo spazio nell’ambito delle discipline olistiche del terzo millennio; e il fiore della Tarologia Umanistica è ormai in boccio.

Oggi i Tarocchi sono pronti a recuperare dignità e ruoli, e possono essere magnifici strumenti sia per l’umanità che intende progredire nella consapevolezza, sia per gli esseri creativi che vogliono conoscere i propri talenti e i propri limiti personali, per quindi riconoscersi nel Sé interiore e nel senso autentico della propria vita.

È il momento di fondare una moderna, etica, consapevole Tarologia Umanistica, al servizio dell’uomo, della sua sete di conoscenza, della sua arte, della sua libertà, della sua evoluzione, della sua armonizzazione con il cosmo.

Giovanni Pelosini, ottobre 2013

Bibbona, 4 ottobre 2019: “Leonardo, Pacioli e la Geometria Sacra”

Comune di Bibbona

Bacco, le Fonti della Cultura

Ricordando Leonardo da Vinci nel suo Cinquecentenario

LEONARDO, PACIOLI

&

LA GEOMETRIA SACRA

Conferenza del

prof. Giovanni Pelosini

Venerdì 4 ottobre 2019, ore 21

Bibbona, Comune Vecchio

Info: tel. 0586.672211

INGRESSO LIBERO


«La matematica non è soltanto la regina di tutte le discipline umanistiche e scientifiche, ma costituisce anche il linguaggio con il quale Dio ha creato il cosmo». Luca Pacioli, 1494.

Marina del Forte di Bibbona, 14 settembre 2019: Magia & Scienza della Spirale

Comune di Bibbona

Bibbona, Un Tuffo nella Natura

Conferenza di

Giovanni Pelosini

Magia e Scienza della Spirale

Il Codice dell’Universo

Marina di Bibbona, Forte

Sabato 14 settembre 2019

ore 21.30

INGRESSO LIBERO

Info: tel. 0586.672211


La spirale è presente dal macrocosmo delle galassie al microcosmo del DNA attraverso il misterioso e affascinante passaggio nell’immaginario collettivo degli archetipi: oltre le convenzionali separazioni fra discipline scientifiche e umanistiche, il simbolo ci accompagna in un viaggio insolito e affascinante dalla fisica alle profondità della psiche, dall’esoterismo all’arte, dalla mitologia alla filosofia.

Genova, ZEN-A Fiera Benessere, 23 marzo 2019: Giovanni Pelosini, Tarocchi, Specchi dell’Infinito

Zen-A Fiera Benessere, Genova

Mondi Magici

Conferenza di

Giovanni Pelosini

Tarocchi, gli Specchi dell’Infinito

Storia, filosofia, Arte, Percorsi iniziatici

Sabato 23 marzo 2019, ore 19

Genova, Porto Antico, Magazzini del cotone

Sala conferenze MONDI MAGICI

Modulo 9, piano terra

Info e prenotazioni: tel. 388.2594768


Grazie a conferenze e laboratori potrete finalmente scoprire e conoscere diversi percorsi e pratiche Magiche. Grandi ospiti, rappresentanti delle più importanti correnti del mondo del Neopaganesimo, della Stregoneria, della Wicca, e molto altro, si racconteranno, illustrando la realtà dietro il velo di mistero.

Un’occasione unica per comprendere e capire quanto magia, esoterismo, e pratiche legate alla natura possano contribuire al Benessere Psico-fisico. Il tutto alternato da vere e proprie lezioni pratiche all’interno dello Stand dell’Accademia delle Arti Magiche. Conferenze, tavole rotonde e laboratori dove potersi confrontare in prima persona con il mistero. All’interno di questo spazio magico si potrà cercare di scoprire il proprio futuro grazie a tanti divinatori, che si cimenteranno con i Tarocchi, la lettura della Mano, I Ching, le Rune, l’astrologia e molte altre forme di divinazione, circondati da importanti opere d’arte di famosi artisti, ispirati ai Tarocchi.

Magia, mistero, e sopratutto tanta allegria vi accompagneranno in un esperienza unica e fantastica.

Non la solita fiera, ma un occasione preziosa per confrontarsi, capire e condividere tanti percorsi differenti, uniti da un unico filo conduttore, Magia e Benessere. Continua a leggere »

Genova, 2-3 marzo 2019: Le Città Ideali, Utopia o Distopia

AISPES, Università di Genova, SIFR Scuola

Convegno

Le città ideali: utopia o distopia?

Sabato 2 e Domenica 3 marzo 2019

Conferenza di

Giovanni Pelosini

La fondazione di Livorno, città ideale

Domenica 3 marzo 2019, ore 16

Università di Genova, Facoltà di Lettere e Filosofia

Aula N, via Balbi 4, piano terra

INFO:

Ida Li Vigni, tel. 338.5307072 (e-mail: ida.livigni@fastwebnet.it)

Martina Di Febo, tel. 340.7627485 (mdifebo68@gmail.com)

Il convegno ha valore di corso d’aggiornamento per gli insegnanti d’ogni ordine e grado essendo SIFR Scuola un’agenzia formativa accreditata presso il MIUR: ai partecipanti verrà rilasciato regolare attestato di partecipazione.


PROGRAMMA

  • Sabato 2 marzo
    ore 9.30: Presentazione del convegno
    Paolo Aldo Rossi, Presidente della AISPES
    Dino Cofrancesco, Moderatore
    ore 10.00: Sonia Maura BarillariGerusalemme: declino e caduta di una città ideale sul
    finire del XII secolo
    ore 10.30: Luisella BattagliaZoopolis, una città per gli animali tra utopia e distopia
    Pausa caffè
    ore 11.30: Enzo Baldini, Il “Paese di Wolfaria” di Johann Eberlin (1521). Utopia e
    propaganda luterana sulle orme di Erasmo e di More
    ore 12.00: Patrizia CastelliLa città ‘ideale’ degli dei nel Momo di Leon Battista Alberti
    Discussione
    ore 15.00: Martina Di FeboVirgilio mago e la città di Napoli
    ore 15.30: Vincenzo SorrentinoL’Utopia dipinta. Pittura e architettura nella Città del Sole
    ore 16.00: Paolo Aldo RossiDai RosaCroce alla Massoneria, i visibili invisibili
    Pausa caffè
    ore 17.00: Marco DoriaCittà ideale e città reale, la politica tra visioni, aspettative e
    vincoli
    ore 17.30: Enrico de GhetaldiIl concetto di cittadinanza ai tempi di Dante
    Discussione
  • Domenica 3 marzo
    Lauro Magnani, Moderatore
    ore 9.30: Ida Li VigniUtopia vs distopia: ma è possibile la città ideale?
    ore 10.00: Valerio MeattiniLa città ideale, la ragione, la violenza
    ore 10.30: Oscar MeoQuando la storia diventa fiction: ucronia e mondi possibili
    Pausa caffè
    ore 11.30: Filippo MolleaDal flâneur alla deriva
    Discussione
    ore 15.30: Luca OlceseL’ombra della città ideale: spazi imprevisti e gestione del
    sommerso
    ore 16.00: Giovanni Pelosini, La fondazione di Livorno, città ideale
    ore 16.30: Mario AbrateI non luoghi e la comunicazione
    ore 17.00: Davide Arecco, Sulle tracce di Agarthi, città ideale e civiltà perduta                              ore 17.30: Walter G. Sannita, Non ci sono prove, da Aristotele ai Terrapiattisti
    Discussione
    Conclusione convegno

 

 

 

Roma, 19 gennaio 2019: Destino, Fortuna, Karma, come possiamo cambiarlo

Club Après

Conferenza

di

Giovanni Pelosini

DESTINO, FORTUNA, KARMA

COME POSSIAMO CAMBIARLO

Ore 18

Roma, Club Après, Borgo Angelico, 18A

Info e prenotazioni: tel. 338.2249110

Consultazioni private: ore 15-18 e 20-22


Creare il proprio destino, cambiare il Karma: è davvero possibile?

Siamo tutti veramente beneficiari di una fortuna  capricciosa che distribuisce a casaccio i suoi favori?

In che misura possiamo determinare consapevolmente il futuro? E come fare?

Qual è il senso della vita?

Pochi sanno che ci sono tre diversi tipi di Karma, e molti confondono questo concetto orientale con un destino ineluttabile che non ci è concesso di modificare: una sentenza di un oscuro giudice che ci condanna a vivere una vita già scritta. Se così fosse, ogni nostro gesto, ogni nostro pensiero e ogni azione sarebbero inutili e non potrebbero mai cambiare il destino già scritto in modo immutabile: sarebbe inutile vivere e la nostra esistenza non avrebbe significato.

Eppure ogni essere umano ha innumerevoli occasioni di cambiare la propria strada e quindi di liberarsi, di essere se stesso, di essere creativo e creatore del cosiddetto destino. Scopriamo insieme quali…

Giovanni Pelosini

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