Il Mito Pelasgico della Primavera

Lo Spirito emerse dal Vuoto del Caos primordiale, e, danzando a spirale con il Vento del Nord, incontrò la Dea Madre, anch’essa ancora parte del Nulla informe. Anche la Dea Madre Eurinome danzava nuda sulle acque primordiali: grazie a questo incontro lo Spirito fu soffiato nella Materia e apparve il Serpente Ofione. Il serpente portò il movimento nella Matrix avvolgendola in spire, fecondandola.

Quindi ella prese la forma di una colomba per deporre l’Uovo Universale da cui nacquero tutte le cose: gli Dei, i pianeti, le stelle e i molteplici esseri del mondo.

Tutti i simboli della Primavera si ritrovano in questo mito pelasgico della creazione, che nel tempo diventò un’ode alla rinascita e al risveglio periodico della natura più antica degli stessi Dei dell’Olimpo: una chiave di lettura dei significati dell’uovo pasquale, della colomba Spiritus Mundi, del serpente, dell’Alfa e dell’Omega, origine e fine dell’anno ciclico e del mistero della vita eternamente rinnovata.

Tratto da: Giovanni Pelosini, L’uovo cosmico della prima primavera, Astrolabor, 6, 2021.

Dipinto di John Collier, Lilith, 1892

L’Alba dell’Era dell’Acquario

L’alba dell’Era dell’Acquario

di

Giovanni Pelosini

Come si è visto nel precedente articolo, non è possibile calcolare astronomicamente l’inizio delle Ere astrologiche, poiché non c’è alcuna corrispondenza con le costellazioni.

Con una riflessione su sistemi comparati, però, è possibile fare un’ipotesi sui tempi storici nei quali le Ere si sono succedute.

Inoltre è anche vero che forse non esiste nemmeno una data precisa per il cambio di epoche che hanno una durata di un paio di millenni poiché nella realtà dei fatti il progredire della storia è sempre stato continuo. O probabilmente non abbiamo gli strumenti per conoscere una tale data, a meno che non si voglia stabilirla in modo del tutto convenzionale o simbolico, come, per esempio, quando si considera (a posteriori) il 1492 come l’anno in cui finì il Medio Evo. Di certo possiamo convenire che l’inizio di una nuova epoca è un processo lungo che forse già si sta svolgendo sotto i nostri occhi anche adesso.

LE ERE ASTROLOGICHE

Come l’astrologia orientale anche quella occidentale contempla cicli cosmici di lungo periodo in relazione alla precessione degli equinozi. Infatti, questo fenomeno era ben noto fin dall’antichità: Ipparco di Nicea aveva scoperto nel 134 a.C. che l’asse terrestre aveva un moto doppio conico che causava un lentissimo spostamento del Polo Nord sulla sfera celeste, e contemporaneamente lo slittamento degli Equinozi, cioè i punti di incrocio tra l’eclittica e l’equatore celeste.

Di fatto il punto equinoziale si sposta sullo sfondo ideale e simbolico dei segni tropici con un moto retrogrado di circa 1° ogni 72 anni. Tradizionalmente e simbolicamente si considera la durata del ciclo completo del moto precessionale in 25.920 anni, nei quali l’Equinozio di Primavera si sposta lentamente andando all’indietro nei 360° dell’intero zodiaco tropico, cambiando segno ogni 2.160 anni circa.

Abbiamo una scarsa conoscenza dei tempi preistorici più remoti, ma forse possiamo fare riferimento al culto della Sfinge in relazione all’antichissima Era del Leone. Analogamente si può pensare ai culti delle Dee Madri lunari delle civiltà matriarcali nell’Era del Cancro, e al periodo dei due Regni dell’Alto e del Basso Egitto nell’Era dei Gemelli.

Con qualche conoscenza protostorica in più possiamo immaginare l’Era del Toro intorno a circa cinquemila anni fa, quando sorgevano la civiltà minoica con il culto del Minotauro e la cultura dei megaliti, mentre le prime dinastie egizie dell’Antico Regno favorivano quello del toro sacro Api e lo sviluppo delle tecnologie agricole nella Valle del Nilo.

L’avvento dell’Era dell’Ariete potrebbe corrispondere in Egitto allo sviluppo del culto di Ammon Ra, raffigurato iconograficamente con le corna di ariete. È il periodo narrato dal Vecchio Testamento, nel quale si ricordano i sacrifici cruenti e l’episodio di Mosè, che scese dal Monte Sinai con le corna della sapienza e le tavole della legge, mettendo fine al culto del “Vitello d’oro” (Toro). Sul finire di quest’epoca si affermò nel Mediterraneo la forza militare di Roma, simbolicamente legata a Marte.

Infine, circa duemila anni fa, sorgeva l’Era dei Pesci: con il simbolo dell’immolazione dell’agnello sacro (Agnus Dei) si può convenzionalmente sancire la fine dell’Era dell’Ariete con l’inizio della diffusione della civiltà cristiana, con i suoi valori mistici, il senso del sacrificio e della compassione. Non è un caso che i primi cristiani avessero come simbolo distintivo il “pesce” ancor prima della croce. All’interno di uno stilizzato pesce disegnato con due semplici linee curve si scriveva la parola greca ΙΧΘΥΣ (ichthys, cioè ‘pesce’), che però era l’acronimo della frase Ιησούς Χριστός Θεού Υιός Σωτήρ (Iesous Christos Theou Yios Soter), che significa “Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore”.

Per questi motivi c’è chi pensa che l’Era dei Pesci possa essere iniziata proprio con il convenzionale primo anno dell’Era cristiana. Altri la anticipano di un paio di secoli, mentre Keplero riteneva che la famosa Stella dei Magi di Betlemme fosse la ripetuta congiunzione di Giove e Saturno che si verificò nel 6 a.C. proprio nel segno dei Pesci. Purtroppo non c’è una data precisa condivisa dagli studiosi di astrologia per l’inizio dell’Era dei Pesci: di conseguenza non abbiamo certezze sulla sua fine e sull’inizio della prossima Era dell’Acquario, nella quale si dice che la coscienza potrebbe percepire in modo olistico l’intera umanità e il cosmo nella sua natura unitaria.

C’è chi ritiene che l’Era dell’Acquario sia iniziata nel 1973, mentre altri calcolano che inizierà nel 2160, ma c’è anche chi l’anticipa al 1447 e chi la posticipa ancora di qualche secolo. Io penso che, in ogni caso, stiamo vivendo proprio adesso in un periodo di transizione e di cambiamenti epocali. Che si tratti davvero dell’avvento dell’Era dell’Acquario nessuno dei contemporanei può dirlo con certezza, ma io penso che probabilmente si possa trattare dell’alba di una nuova epoca. Per ora forse è solo l’alba, mentre continuerà ancora il complesso e conflittuale periodo di transizione già in atto, ma ho motivo di pensare che saremo testimoni di importanti trasformazioni globali soprattutto dal 2024 al 2044 e nei due prossimi secoli. Continua a leggere »

Comago, Genova, 6 ottobre 2019: ABRACADABRA Festival

Società High Voltage Sport 2

Circolo Culturale Fondazione Amon

Accademia delle Arti Magiche

Abracadabra Festival

Village del magico, del fantasy e dell’insolito

Interventi e conferenze di

Piero Mura, Marco Pepè, Giovanni Pelosini

Domenica 6 ottobre 2019, dalle 9.30 alle 21

 Comago di Sant’Olcese (Genova), Villa Serra, Via Levi, 2

Info: tel. 335.7690481

Facebook: abracadabra festival

abracadabrafestival19@gmail.com


La prima edizione di “Abracadabra Festival2019 – Village del Magicodel Fantasydello Storicodel Bizzarrodel Musicale, dell’Insolito avrà luogo nella suggestiva e scenografica cornice di Villa Serra, dove si potrà volare sulle ali della fantasia, in una domenica tutta speciale, all’insegna del divertimento con un pizzico di mistero.

CONCERTI

  • Ore 14 14.20: Varry
  • Ore 14.20-15: Vale Gaga + Los Duendes
  • Ore 15-16: MeninDublino irish folk
  • Ore 16-16.30: Andrea Scatolero, il cantautore over
  • Ore 16.30-17: Roberto Raneri
  • Ore 17-18: Historic and folk groups show
  • Ore 18-19: Bluedawn
  • Ore 19-20: Fabio Gremo
  • Ore 20-21: Rebel under rain

CONFERENZE

  • Ore 14.30: presentazione del film Abbracadabra;
  • Ore 16.30: Tarocchi & Arti Divinatorie. Storia, filosofia, arte, percorsi iniziatici. Relatore Giovanni Pelosini
  • Ore 17.45: presentazione del libro L’Eclisse della Ragione. Relatori Paolo Aldo Rossi e Ida Livigni;
  • Ore 19: Spiritismo dalle origini ai giorni nostri. Relatore Marco Alex Pepè;
  • Ore 20: Magia & Incantesimi, L’arte Della Strega (Strumenti Moderni Di Un Antico Sapere)Relatore Piero Mura.

HARRY POTTER DAY

  • Dalle ore 10.30 alle 15: Lezione di Incantesimi
  • Dalle 11.30 alle 16: Costruisci la tua scopa, laboratorio
  • Ore 12.30-17: Casting/Lab Teatrale
  • Dalle ore 13 alle 18: Laboratorio di Pozioni
  • Dalle ore 14 alle 18.30: Casting di cosplay
  • Dalle 11 alle 13: Foto ricordo di Hogwarts
  • Dalle 15.30 alle 17: Foto ricordo lago nero
  • Ore 19-20: Foto ricordo nella foresta proibita

E poi sono previsti:

Spazio Bimbi, Antica Arte della Divinazione, Folklore Storico e Medievale, Mostre tematiche, Sfilate, Stand.

 

Astrologia dei Tarocchi: il Codice Segreto del Rinascimento

Astrologia dei Tarocchi

ASTROLOGIA dei TAROCCHI

Giovanni Pelosini

Finalmente divulgato il codice segreto del Rinascimento usato dagli inventori dei Trionfi.

Un testo che fa chiarezza sulle corrispondenze fra Astrologia e Tarocchi con schemi coerenti che contribuiscono alla comprensione delle chiavi simboliche dei segni zodiacali, dei pianeti e degli Arcani.

Un volume indispensabile nella libreria di ogni appassionato di Astrologia, un approccio originale al mondo della Tarologia, con sistemi di lettura e interpretazione.

Un piccolo-grande libro ricco di suggestioni, simbologie, miti, schemi grafici e cultura esoterica.

Prefazione di Lidia Fassio.

Solo 13 €

in tutte le librerie

In vendita anche on line:

G. Pelosini, Astrologia dei Tarocchi


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Noè, l’Arca e il Diluvio Universale

Arca di Noè, Cronache di NorimbergaIl mito del diluvio e del mitico Noè costruttore dell’arca è presente non solo nella tradizione ebraica, cristiana e musulmana, ma è praticamente universale: presso i Sumeri si narrava di Ziusudra, superstite del disastro delle acque e capostipite degli uomini; a Babilonia lo chiamavano Utnapistim, nella Valle dell’Indo Manu Yaivasata; nelle terre dei celti Dwytach. Il nostro Noè è un eroe conosciuto da sempre in continenti lontani e separati anche culturalmente dal vecchio mondo: in Messico gli Aztechi lo conoscevano come Cox Cox, gli indiani del Delaware come Powaco. Ma curiosamente in Amazzonia gli indigeni lo chiamano Noa, nelle isole Hawaii Nu-n, e in Cina Nuwah, e l’assonanza di questi nomi appare essere qualcosa di più di una semplice coincidenza.
Ovunque, come tracce di un remoto passato sepolto nella memoria mitologica, riaffiorano racconti e leggende, forse eco di un antico disastro planetario realmente avvenuto.
Secondo alcuni studiosi di archeoantropologia, seguaci delle teorie di Sitchin, alla fine dell’ultima Era Glaciale gli Anunnaki guidati da Enlil (rammentati poi come Dei) decisero di lasciare estinguere il genere umano con la catastrofica alluvione che essi avevano previsto. Ma uno di questi Dei, Enki, il creatore dell’uomo, volle salvare alcuni uomini e animali, affinché ripopolassero il pianeta quando le acque si fossero ritirate. La vicenda è ripresa quasi integralmente dall’Antico Testamento, nel quale però il disaccordo fra gli Dei sumeri ovviamente non figura (Genesi, 6, 7-8):
Il Signore disse: -Sterminerò dalla terra l’uomo che ho creato: con l’uomo anche il bestiame e i rettili e gli uccelli del cielo, perché sono pentito d’averli fatti-. Ma Noè trovò grazia agli occhi del Signore”. Continua a leggere »

Tarocchi, gli Specchi dell’Infinito: il grande libro finalmente in produzione!

Bozza-copertinaTarocchi

Gli Specchi dell’Infinito

di

Giovanni Pelosini

Prenota adesso una delle straordinarie offerte editoriali: potrai contribuire personalmente alla realizzazione dell’opera moderna più completa e approfondita sul mondo dei Tarocchi che mai sia stata pubblicata.

Tre anni di ricerche e di lavoro, circa 450 pagine e 700 note, una bibliografia sterminata, un inedito capitolo del prof. Aldo Paolo Rossi dell’Università di Genova, un antico mazzo italiano ritrovato, appositamente restaurato e ripubblicato dopo quasi cinque secoli, il Manifesto della Tarologia Umanistica: qualcosa di più di uno dei tanti libri in commercio sui Tarocchi.

Ancora pochi giorni di promozione; con la possibilità di avere l’esclusivo mazzo in copia numerata e firmata e di pubblicare il tuo nome sul libro illustrato (cm 17 x 24) e autografato dall’autore:

⇒ G.Pelosini, Tarocchi, gli Specchi dell’Infinito, Hermatena, 2016

Le misteriose origini e la storia, i Templari e i Sufi, ma soprattutto la segreta filosofia ermetica, alchemica, gnostica, platonica che da sempre è celata nel mazzo dei Tarocchi.

Le intriganti connessioni fra i Tarocchi e le narrazioni dei miti e delle fiabe, Pinocchio, l’Astrologia, l’azione psicologica dei simboli, la Cabala, il pensiero rinascimentale e quello orientale, le filosofie, l’arte, i percorsi iniziatici, il Gioco dell’Oca, gli antichi alfabeti, la numerologia, la magia, l’alchimia, la musica, la chimica, le costellazioni, l’anatomia, lo Yoga, i colori, i cibi, il cinema…

Come usare le carte dei Tarocchi, le regole della Cartomanzia, e perché i metodi divinatori funzionano: dalla sincronicità di Jung e Pauli alla fisica quantistica di David Bohm… le coincidenze significative, il cosiddetto “destino“, gli eventi casuali (che mai avvengono a caso), il Karma, le connessioni fra la psiche e la materia nella distribuzione delle carte e nei giochi.

I Trionfi, gli Arcani Maggiori e gli Arcani Minori: Fanti e Cavalieri, Re e Regine, il Bagatto, l’Eremita, la Papessa e l’Imperatrice, l’Appeso, la Stella, il Sole, il Mondo… archetipi eterni del mistero della Vita, simboli nati per mettere in connessione l’inconscio personale e l’intero Universo. Il Matto e la Ruota della Fortuna: le chiavi della Tarosofia per comprendere il messaggio iniziatico che ci arriva da un lontano passato.

Il progetto segreto degli umanisti del Rinascimento italiano per ampliare la consapevolezza e liberare le coscienze finalmente svelato e spiegato all’uomo del terzo millennio.

R.B.

⇒ Leggi di più e prenota: “Tarocchi, gli Specchi dell’Infinito”

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La Margherita, Simbolo della Primavera: M’Ama o Non M’Ama?

Simboli del rinnovamento della natura primaverile sono i fiori di campo e soprattutto le composite, che con la loro semplicità mai arrogante si mostrano graziose, e con la loro umiltà ingentiliscono i tappeti erbosi, pronte a farsi calpestare piegando il capolino.

Le pratoline, o margheritine comuni, sono piantine piccole e resistenti che in certe zone d’Italia possono fiorire quasi tutto l’anno, ma in Primavera questi numerosi fiori vivacizzano di bianco e di giallo il verde dei prati, dando colore alla natura dopo la pausa invernale. Queste “primaverine” che improvvisamente appaiono alla fine del freddo dell’Inverno ispirarono un Giovanni Pascoli non più giovane e sempre più attento ai semplici, piccoli, dettagli della bellezza della natura a scrivere che “…un bel dì le pratelline in fiore empiono il prato e stellano la roccia. […] E tutta, all’improvviso, la nera terra ecco mutò colore” (“Bellis perennis” in Nuovi Poemetti, 1909). Continua a leggere »

I Gatti Neri: Simboli, Miti, Storia e Superstizione

Il 13 giugno 1233 la bolla papale Vox in Roma di Gregorio IX dava ufficialmente inizio alle orribili persecuzioni dell’Inquisizione e al lungo periodo oscuro nel quale ogni retaggio culturale delle tradizioni pagane veniva assimilato alle devianze dall’ortodossia religiosa, alle eresie, alle presunte pratiche demoniache e alla stregoneria. Da allora forse centinaia di migliaia di esseri umani furono per questo perseguitati, torturati e barbaramente uccisi come eretici, presunti stregoni e (soprattutto) streghe.

La bolla di Gregorio IX descriveva nei dettagli anche il rituale di iniziazione alla stregoneria, nel quale si materializzava un gatto nero, grande come un cane di media taglia, che camminava all’indietro con la coda sollevata per farsi baciare il posteriore dagli adepti e dal neofita.

Da allora e per diversi secoli anche i gatti, che invece nell’antichità erano apprezzati sterminatori di topi, se non venerati come divinità, furono vittime innocenti di queste persecuzioni; e si stima che a milioni furono torturati e bruciati sul rogo come incarnazioni di Satana, spesso insieme a donne e uomini ritenuti colpevoli di malefici ai danni della comunità. Se il colore del gatto era nero, era ancora più facile immaginarlo una creatura della notte, dell’oscurità, e quindi un essere demoniaco e pericoloso. Continua a leggere »

Castagneto Carducci, 11-13 ottobre 2013: 6° Convegno di Astrologia Umanistica

Eridano School

6° Convegno di

Astrologia Umanistica

“Saturno”

Capacità, responsabilità, autonomia dell’io e ruolo nel mondo

11, 12 e 13 ottobre 2013

Marina di Castagneto Carducci, Hotel I Ginepri

Conferenza di Giovanni Pelosini: sabato 12, ore 12

Info e prenotazioni: segreteria 338.5217099 – 0123.40260

Atti del Convegno disponibili durante la manifestazione Continua a leggere »

Simboli e Astronomia dei Cicli Maya

Simboli e Astronomia dei Cicli Maya

Giovanni Pelosini

Il Serpente Piumato Kukulcan

La piramide maya detta El Castillo (o Tempio di Kukulcan) a Chichén Itzà è un raffinato esempio di simbolismo astronomico ampiamente studiato dai ricercatori. Kukulcan, il Serpente Piumato, era una divinità associata al pianeta Venere che i Maya avevano importato dal nord; gli Aztechi lo chiamavano Quetzalcoatl e, a loro volta, avevano ereditato tale culto dai più antichi e misteriosi Toltechi. Come Afrodite-Venere era generalmente una dea benevola in occidente, Kukulcan era il dio maya della fertilità, della medicina, della semina e del raccolto, colui che dava indicazioni per armonizzare le azioni umane ai ritmi universali.

Solo nel 1980 ci si rese conto di un singolare fenomeno ottico che riguarda la piramide di Chichén Itzà: una foto scattata il 21 marzo (Equinozio di Primavera) evidenziava un curioso gioco di luci e ombre fra i gradoni del lato Ovest, la scalinata di 91 gradini del lato Nord e il corpo del Serpente Piumato che le fa da margine e balaustra per tutta la lunghezza fino formare con la coda una delle colonne del tempio.

Infatti, in quel giorno il Sole al tramonto illuminava con una particolare inclinazione i gradoni della piramide, e questi, proiettando la loro ombra sul lungo corpo cilindrico di Kukulcan, formavano sette triangoli isosceli illuminati dando l’impressione nettissima che il Serpente scendesse sinuosamente la scalinata. Si verificò poi che il fenomeno si ripeteva immancabilmente al tramonto di ogni Equinozio, due volte l’anno, probabilmente in concomitanza con antichi riti cultuali solari che si svolgevano sulla piramide, confermando così le teorie di Luis Arochi, che si era stupito del fatto che le effigi del Serpente Piumato fossero decorate da spirali in tutte le altre piramidi della città, con l’eccezione appunto di El Castillo. Continua a leggere »