Congresso Internazionale TAROT Italia: Video Presentazione del prof. Giovanni Pelosini

Red Internacional de Congresos de Tarot

INTERNATIONAL CONGRESS

CONGRESSO INTERNAZIONALE

TAROT ITALIA

Franco Rossi introduces

the italian speaker

prof. Giovanni Pelosini

🇮🇹 Italia


 

Video en italiano subtitulado en español

 

Video in Portuguese with English subtitles

 

Video em português com legendas em inglês

 


Tarocchi della Spirale Mistica (Recensione di Fosco Del Nero)

Titolo: Tarocchi della Spirale Mistica.
Autore: Giovanni PelosiniGiuseppe Palumbo.
Argomenti: carte, tarocchi, divinazione.
Editore: Lo Scarabeo Edizioni.
Anno: 2011.
Voto: 7.5.

Che l’Italia sia un paese artisticamente ed emotivamente fecondo lo si vede anche nella produzione dei tarocchi.
Alcuni dei miei mazzi preferiti di tarocchi, infatti, sono per l’appunto disegnati da italiani, e personalmente li parifico a vere e proprie opere d’arte.

Chiaramente oltre all’aspetto estetico-artistico va valutata anche la competenza esoterica di chi disegna un mazzo di tarocchi, tuttavia, una volta che si è studiato il tarocco per conto proprio, e che si è arrivati soprattutto a un certo grado di intuizione e di fiducia verso le carte, è possibile utilizzare qualsiasi mazzo, anche il più fantasioso e meno rigoroso dal punto di vista della simbologia archetipica.

Certamente il fatto di avere in Italia un editore specializzato in carte come Lo Scarabeo aiuta ad avere tarocchi e carte di qualità in circolazione, ma non è certamente un caso che siano stati creati da italiani mazzi di tarocchi belli come i Tarocchi dell’incantatrice dei sogni (di Marco Nizzoli), i Tarocchi universali fantasy (di Paolo Martinello) o i Tarocchi delle luci fatate (di Lucia Mattioli).

E all’elenco aggiungo anche i Tarocchi dell’attrazione (di Marina Roveda), certamente meno fantasiosi e colorati di quelli appena citati, ma comunque belli e utili.

Il mazzo di tarocchi che propongo oggi, i Tarocchi della Spirale Mistica di Giovanni Pelosini e Giuseppe Palumbo, ha una caratteristica interessante: si propone come mazzo altamente esoterico, e si muove tra geometria sacra, alchimia, cattedrali gotiche, piramidi egizie, danze dei dervisci, yogi e chakra, cavalieri templari, antiche divinità, etc, e inoltre propone, negli arcani minori, alcuni grandi personaggi “esoterici” del passato: Gurdjieff, Leonardo, Archimede, Pitagora, etc, nonché alcuni motti latini.

A condire il tutto, un tratto grafico a metà via tra il realismo e il fantasioso, molto colorato e vivo, che propone molti disegni davvero bellissimi.
Gli arcani maggiori, in particolare, sono tra i più convincenti che abbia mai visto (nonostante la presenza di un paio di carte di qualità inferiore che abbassano la media e della cui presenza onestamente mi sono sorpreso considerate le vette di molte altre carte).
Gli arcani minori, invece, mi hanno impressionato meno dei (fratelli) maggiori.

Piccola nota per il libriccino di accompagnamento, che spesso è poco utile, se non proprio inutile, mentre in questo caso, pur in uno spazio ristretto, è di qualche utilità.

Nel complesso, i Tarocchi della Spirale Mistica sono un buon mazzo di tarocchi, bello da vedere e anche da usare.
Ma, come sempre per le carte, la scelta è individuale, un po’ come la bacchetta del mago in Harry Potter (beh, e non solo in Harry Potter a dire il vero), per cui ognuno deve andare verso ciò che sente maggiormente (peraltro, ciò vale anche per la vita in generale).

Fosco Del Nero, Una vita fantastica


⇒  Tarocchi della Spirale Mistica

Radio Nebbia, 26 giugno 2020: video-intervista a Giovanni Pelosini

RADIO NEBBIA

Alla Corte dei Misteri

presenta

“Tarocchi,

gli Specchi

dell’Infinito”


Ernesto Fazioli

intervista in diretta web radio

Giovanni Pelosini


Radio Nebbia

Venerdì 26 giugno, ore 21


Collegamento libero sulla WEB Radio ⇓

https://www.facebook.com/radionebbia/

Astrologia dei Tarocchi: il Codice Segreto

Gli inventori rinascimentali dei Tarocchi elaborarono un codice segreto usando le corrispondenze dei segni zodiacali e pianeti astrologici con i simboli delle antiche carte: solo gli iniziati avrebbero avuto accesso a questa conoscenza che rivelava l’unità, la coerenza e il senso dell’intero universo.

Finalmente questo codice è stato decifrato, rivelando il senso filosofico degli Arcani, il significato nascosto del passaggio dall’Era dei Pesci a quella dell’Acquario, e il legame analogico dei più antichi simboli celesti con i Tarocchi e con il gioco degli Scacchi.

Gli umanisti del Rinascimento vollero nascondere nelle figure dei Trionfi i significati più profondi della Filosofia Ermetica, erede delle conoscenze perdute delle più antiche civiltà del nostro pianeta.

Un piccolo grande libro con l’antica chiave di lettura per perfezionare l’interpretazione tarologica e avere una più completa conoscenza astrologica:

⇒ Giovanni Pelosini, Astrologia dei Tarocchi, la chiave astrologica degli Arcani, Hermatena, 2016


Compralo qui a soli € 13,00 ⇐

 

Tarocchi, gli Specchi dell’Infinito (Recensione di Morena Poltronieri)

«Un’opera grandiosa per gli amanti della Tarologia: TAROCCHI, GLI SPECCHI DELL’INFINITO di Giovanni Pelosini. Un’Opera Omnia che racchiude tutta la sapienza dei Tarocchi a livello mondiale. Dalla storia, alla filosofia, alle varie tecniche di lettura per un manuale colto e completo senza precedenti.
Un testo adatto per esperti della cultura tarologica, ma anche per neofiti all’inizio del loro percorso. Il primo e unico libro che ha racchiuso tutti i segreti e le vie per raggiungere la conoscenza di queste carte, una sorta di archetipi dell’anima, che segnano una via iniziatica per toccare l’essenza dell’esistenza.»

Morena Poltronieri

       Direttrice del Museo Internazionale dei Tarocchi


♥ ACQUISTA ORA ♥

Tarocchi, gli Specchi dell’Infinito di Giovanni Pelosini (recensione di Astra)

TAROCCHI

gli Specchi dell’Infinito

Autore: Giovanni Pelosini

Editore: Hermatena

Esperto di tarologia, astrologia, spiritualità, Pelosini raccoglie in questo libro la sapienza dei Tarocchi, svelando il rapporto con astrologia, filosofia, alchimia spirituale e storia. Ogni singolo tarocco è la raffigurazione simbolica di un archetipo e può entrare in connessione con la parte più profonda della nostra coscienza permettendoci di acquisire una maggiore consapevolezza di noi stessi. Il testo è adatto sia a chi ha già conoscenze in materia sia ai neofiti.

Astra, agosto 2018

♦ ACQUISTA ORA

Tarocchi, gli Specchi dell’Infinito (Recensione di Paolo Quagliarella)

Devo dire che il libro Tarocchi, gli Specchi dell’Infinito di Giovanni Pelosini, se lo si definisse enciclopedico, faremmo un errore, seppure ricchissimo di contenuti va oltre questa definizione.

È davvero una summa di concetti, molti dei quali, a me carissimi, tant’è vero che come ricordava Giovanni nella recensione del mio Astrologia, perché funziona, possono essere complementari, ma quello di Giovanni è davvero esaustivo, puntuale e apre scenari interpretativi multiformi.

L’Opera, perché di Opera, oserei dire alchemica, si tratta, può essere letta per capitoli e argomenti di interesse, è un grande pregio questo. Le competenze dell’Autore, trasversali a diverse discipline sono davvero notevolissime, poi avendo la fortuna di conoscerlo di persona, devo dire che è davvero speciale: professionale, competente e che “non se la tira”, come fanno in molti del nostro settore. Il libro è denso, sono più di 500 pagine, ma regala spunti di riflessione importanti.

Il viaggio fra i Tarocchi passeggiando tra Alchimia, Fisica Quantistica, Psicologia, Filosofia è affascinante e mai noioso. È un libro che deve essere letto e riletto più volte perché ad un secondo “ripasso” noti sfumature interpretative che t’inducono verso nuove riflessioni. Le prime 190 pagine, le sto rileggendo e mi sto appuntando i concetti cardine. È un’Opera che avrà la risonanza che si merita, sono certo che sarà anche tradotta in altre lingue perché deve divenire qualcosa di “universale”.

Faccio i miei complimenti a Giovanni e spero, un giorno, di poter partecipare assieme a lui a un lavoro comune o a una conferenza che ci permetta di collaborare, sarebbe un grande piacere e un onore.

Paolo Quagliarella

27 giugno 2016, graziaepaolo.it

G. Pelosini, Tarocchi, gli Specchi dell’Infinito, Hermatena, 2016

Il Cuore Rivelatore

Ecco, sono sincero, una delle più grandi soddisfazioni della mia vita è stata quella di recitare sotto la direzione autorevole di mio figlio Lorenzo Pelosini, giovane regista di recente laureato a Los Angeles, sul set di questa piccola produzione cinematografica del 2011: davvero una bella avventura. Spero vivamente di poter presto lavorare ancora con lui. Viva il Cinema!

Giovanni Pelosini

Il Cuore rivelatore, Giovanni PelosiniUna casa in pietra, un ragazzo e un vecchio nel silenzio delle montagne con un’ossessione crescente, un occhio che ricorda quello di un avvoltoio, un grido nella notte, una lama che scintilla nel buio, un poliziotto insonne e bonario, ua macchina del caffè che fischia, un antico baule tedesco… il fascino di un magistrale breve racconto di Edgar Allan Poe rivisitato e infine portato sugli schermi.

Girato sulle Apuane e in Maremma, interpretato da Leonardo Santini, Giovanni Pelosini, Vinicio Bianchi, Simone Papini, Simone Antonelli; scritto e prodotto da Daniela Mitta, direzione della fotografia di Eleonora Libardi, montaggio di Jennifer Barlafante, effetti visivi di Alessandro Comisso, assistente alla regia Pablo Poletti, cameraman Bruna Mastursi, segretaria di edizione Francesca Calignano, make up Martina Atzori, fonico Olimpia Ballerini, con le musiche originali di Vincenzo Ramaglia.

E non vi ho già forse detto che ciò che scambiate per pazzia altro non è che estrema acutezza dei sensi?E.A. Poe, Il cuore rivelatore, (The tell-tale heart), 1843

Recensione di Gilda Signoretti

Il Cuore Rivelatore

regia di

Lorenzo Pelosini

(2011)

Tra i corti che abbiamo avuto il piacere di visionare durante il 32° FantaFestival, ha attirato la mia attenzione Il cuore rivelatore, del giovanissimo Lorenzo Pelosini. Il cortometraggio, della durata di 11 minuti, è ispirato al racconto di Edgar Allan Poe, The tell-tale heart, 1843. Scritto da Daniela Mitta, Il cuore rivelatore salta subito all’occhio per l’armonia che si viene a creare, ad esempio, tra la sceneggiatura, diretta e concisa, e la fotografia di Eleonora Libardi, le scenografie semplici e naturalistiche e i paesaggi solitari delle Alpi Apuane e della Maremma, dove infatti sono state fatte le riprese.

Lorenzo Pelosini e Leonardo Santini sul setUn grido bestiale, nel cuore della notte, viene udito dai vicini di casa di un ragazzo [Leonardo Santini]. Giungono alla casa del giovane tre poliziotti [Giovanni Pelosini, Simone Papini, Simone Antonelli], che pongono domande al giovane riguardo il grido udito la sera precedente. Il ragazzo spiega loro che era stato lui ad urlare, a causa di un incubo, e che il vecchio [Vinicio Bianchi] con cui vive è partito. I poliziotti gli credono, quando ad un tratto uno stato ansioso crescente lo porta a confessare l’omicidio. La causa? L’occhio vitreo del vecchio, per lui una vera ossessione, gli procurava ormai una insopportabile agitazione.

Pelosini dimostra, con questo cortometraggio, di avere già delle doti, e di saperle mettere in pratica. La scelta, non facile, di ricorrere ad un racconto già sfruttato di Poe, è servita al meglio, perché priva di forzature, ma gestita con molta semplicità.

Lorenzo-Pelosini,-Il-cuore-rivelatoreVincente è la preferenza accordata sugli oggetti, che provocano rumore ed emanano una luce particolare, come fossero anch’essi invasi da una isteria collettiva ereditata dal ragazzo. Pensiamo alla caffettiera, che il protagonista prepara per offrire il caffè ai poliziotti, e che dimentica sul gas, provocando, così, un rumore insopportabile e smanioso che non riesce più a controllare.

Convincono gli attori, e troviamo ottima la prestazione di Santini, molto credibile negli isterismi del suo personaggio. Attendiamo fiduciosi nuovi lavori di Pelosini.

Gilda Signoretti (da Ingenerecinema.com)

**************************************

 

Quotidiano di Puglia, 10 maggio 2014 (di Leda Cesari)

Quotidiano di Puglia

Le Risposte degli Arcani

per fare Chiarezza

nella Propria Mente

di Leda Cesari

I tarocchi come mezzo di auto-indagine personale. Come strumento “per fare chiarezza nella mente, conoscere le motivazioni profonde di un pensiero o di un comportamento, la realtà, noi stessi“. Insomma, come espediente per mettersi in gioco: fine ultimo del tutto, liberarsi da quel dannato “sabotatore interno” che non ci consente di essere felici e realizzati.

Appuntamento dunque a chi non teme di guardarsi dentro sabato prossimo, 17 maggio, a Lecce, Palazzo Turrisi (via Marco Basseo, ore 17.30, ingresso libero), dove sarà il ricercatore e scrittore Giovanni Pelosini a svelare i misteri di antichissimo strumento divinatorio, la cui forza evocativa affonda le radici in discipline di confine come l’alchimia, l’astrologia, lo yoga, l’antropologia, le discipline olistiche, l’esoterismo occidentale e orientale. E, naturalmente, nella Tarologia: lo studioso, fondatore di quella Umanistica, è tra l’altro coordinatore scientifico-culturale italiano del Museo Internazionale dei Tarocchi. Che non sono solo un metodo mantico, «bensì il retaggio di un’antica macchina filosofica, un sistema strutturato di immagini, simboli, archetipi che utilizzano lo stesso linguaggio criptico dell’alchimia, spesso codificato nella geometria sacra e nell’iconografia medievale e rinascimentale», spiega infatti la storica e ricercatrice Maria Grazia Giorgino, organizzatrice della conferenza con l’associazione “Panta Rei” (L’Aquila) e le studiose leccesi Bruna Caroli e Giusy e Cesarea Toma.

La storia, la cultura, la filosofia, l’arte degli Arcani possono diventare dunque una sorta di gioco psicologico che funziona secondo le regole della sincronicità studiate da Jung e Pauli, «stupendo per chiarezza e puntualità, perché il linguaggio dei Tarocchi è lo stesso dei simboli, dei sogni e dell’inconscio, e l’arte di interpretare le loro figure è soprattutto un metodo per conoscere meglio noi stessi e la realtà che ci circonda».

Leda Cesari, Quotidiano di Puglia, 10 maggio 2014

La Genialità della Divina Proporzione (di Adele Filice / Rassegna Stampa)

La Genialità della Divina Proporzione

di Adele Filice

Articolo sulla conferenza di Giovanni Pelosini

“Aspettando Leonardo”

Evento ideato dal Forum Telesiano

Cosenza, 1 dicembre 2013

 

(da sinistra nella foto: Giovanni Pelosini, Adele Filice, Gabriele Montera, Mariagrazia Innecco)

Quarto appuntamento con Leonardo e i segreti della Sezione Aurea, svelati dall’eclettico Giovanni Pelosini

Il genio del Sapere Unico, della conoscenza che, nel suo corretto fluire, diventa comprensione e non fa distinzione tra Scienza ed Arte, tra regole matematiche e di prospettiva pittorica, tra intima e segreta essenza – celata nella “divina proporzione” – che pervade la vita di una galassia o di una foglia. Questo l’argomento del quarto incontro – svoltosi lo scorso 1 dicembre a Cosenza, presso il Museo dei Bretti e degli Enotri – nell’ambito del Progetto Leonardo, promosso dal Forum Telesiano, in collaborazione col Comune di Cosenza, la Exadream di Milano e l’associazione artistico-culturale trebisaccese “La Dama di Broglio”.

Appuntamento sotto il segno dell’Acqua, fluido per eccellenza, con Giovanni Pelosini, eclettico studioso, degno discepolo del Maestro vinciano per vastità e varietà di interessi e conoscenze. Laureato in Scienze Biologiche a Pisa, insegnante di discipline scientifiche, dopo un corso di studi improntato al rigore della scienza, Pelosini è attratto da Tarocchi, Astrologia, Yoga ed altre discipline olistiche, tanto da diventare un esperto ed appassionato studioso anche in questi settori. A riprova, se ce ne fosse bisogno, che “il sapere non è plurale, è Uno” come afferma il Nostro che rileva anche l’artificiosità delle suddivisioni che oggi governano soprattutto le cosiddette discipline scientifiche, sezionate in branche e sottobranche, le quali nella ricerca affannosa del particolare, perdono di vista l’universale.

Filo conduttore della serata, la Divina Proporzione o Sezione Aurea, quello 0,618, numero magico che governa il funzionamento del Cosmo. In un appassionante excursus che dal Timeo di Platone è arrivato ai giorni nostri, Pelosini ha tracciato in sintesi la storia della “Sezione Aurea” o “Proporzione Divina” che oltre ad indicare, nelle arti figurative e nella matematica, il famoso rapporto 0,618, è anche il titolo del trattato di geometria di Fra’ Luca Pacioli, monaco francescano ed illustre matematico, discepolo di Piero della Francesca (pittore e studioso di matematica astratta) e maestro di Leonardo da Vinci. Il Pacioli, però, nel ritratto tracciato da Pelosini, oltre che matematico, assume il ruolo di filosofo, economista e letterato; amico di Leonardo e probabile compagno di una sorta di setta di sapienti che hanno dedicato la propria vita alla continua ricerca della soluzione di quel grande mistero che è la Vita, in tutte le sue forme ed espressioni. E c’è davvero da riflettere se si pensa a questo massimo comun divisore che accomuna strutture di galassie, onde marine, forme vegetali e la catena del DNA. Che governa le costruzioni dei solidi euclidei ed archimedei e le prospettive dei grandi maestri delle arti visive, di ogni tempo. Un viaggio nei secoli, quello che Pelosini ha fatto compiere all’attentissimo pubblico, nella conoscenza classica e contemporanea, nel Sapere che, almeno fino al Rinascimento o quantomeno prima di Cartesio, era Uno e pressoché indivisibile e che faceva di ogni studioso uno scienziato-umanista, senza divisioni o contrapposizioni. Nello spirito più caro al genio da Vinci.

Il progetto “Aspettando Leonardo” si conclude domenica 22 dicembre con Gianfranco Carpeoro e Michele Proclamato che tratteranno della Quintessenza, con i loro studi di esoterismo e simbologia. E cresce anche l’attesa per la mostra delle macchine leonardesche che sarà inaugurata l’11 gennaio, sempre presso il Museo dei Bretti e degli Enotri. Per il momento sono in mostra alcuni preziosissimi pezzi, realizzati e gentilmente concessi da Aboca Museum, che riproducono una scacchiera dei tempi del Pacioli, in rovere ultracentenario, realizzata da artigiani toscani; i libri “De Ludo Scachorum” e “De Divina Proportione” di Fra’ Luca Pacioli e “La Botanica di Leonardo” di Fritjof Capra, in cui l’eclettico studioso austro-americano, illustra magistralmente gli studi di botanica di Leonardo. Gli effetti speciali del Genio continuano….

Adele Filice

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie. Leggi tutto

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close