Archivio della categoria 'Simboli'

Ouspensky: Simboli e Dogmi

“I simboli, con ogni evidenza, non sono fatti per tradurre quelle che siamo soliti definire ‘verità scientifiche’; restano elastici, vaghi ed ambigui per natura, come le sentenze degli oracoli, in quanto la loro funzione essenziale consiste nello svelare i misteri, lasciando allo spirito tutta la sua libertà. Sotto questo aspetto c’è un abisso fra il simbolo e il dogma. Quest’ultimo si presta all’indottrinamento tirannico; è lo strumento di una disciplina intellettuale rigida ed assoluta, come la intendono le chiese, le scuole e le sette. Il simbolo invece favorisce l’indipendenza a scapito delle ortodossie dispotistiche; non c’è da stupirsi perciò che tutte le iniziazioni ne abbiano fatto uso, in quanto esso soltanto permette di sottrarsi alla schiavitù delle parole e delle formule, per giungere al reale affrancamento del pensiero. (…) La conoscenza occulta non si comunica né con i discorsi né con gli scritti; la si può conseguire unicamente con la meditazione: per scoprirla è necessario rientrare in se stessi e si ingannerebbe chi la cercasse fuori di sé. Questa è l’interpretazione che bisogna dare al ‘Conosci te stesso’ di Socrate.“

Piotr Demianovic Ouspensky, Il simbolismo dei Tarocchi (A new model of universe, 1911)

La Luna dei Tarocchi sul Sentiero (Aurei Sentieri, 18)

A volte cala la nebbia sul Sentiero della Luna, e il terreno più scosceso e scivoloso può apparire solido e sicuro sotto i piedi.
Ci si può perdere così su questa strada, tornando indietro credendo di andare avanti: le indicazioni sono mutevoli e possono essere menzognere, ed i pericoli si nascondono nelle ombre sfuocate.
Anche quando la Luna piena illumina il Sentiero e la nebbia si dirada, si deve camminare con prudenza, assecondando con attenzione l’immaginazione creativa, seguendo l’istinto e la visione in stato di sonno cosciente.
Con il sostegno della coscienza nessun mostro dell’inconscio ci potrà ingannare e la luce lunare ci farà procedere agevolmente sul Sentiero notturno.

Giovanni Pelosini

Bologna, 12 marzo 2011: Tarocchi, Simboli, Astrologia (Conferenza di Giovanni Pelosini)

Il Centro Astrologico presenta

L’antica arte dei Tarocchi e le corrispondenze simboliche e fisiologiche con l’astrologia

Conferenza di Giovanni Pelosini

Sabato 12 marzo 2011, ore 16

Bologna, Via Dello Scalo 10/9a

Ingresso libero

Sarà presente Giuseppe Palumbo, disegnatore di Martin Mystère e illustratore dei Tarocchi della Spirale Mistica

Informazioni: tel. 348.5263048

L’antica arte dei Tarocchi e le corrispondenze simboliche con l’astrologia sono già evidenti nell’immagine della Stella. La bozza dei Tarocchi della Spirale Mistica realizzata da Giuseppe Palumbo con la regia di Giovanni Pelosini ricorda che l’archetipo della brillante Venere trova corrispondenze sia nell’Astrologia che nella Tarologia. Nell’illustrazione la Dea dell’arte e della bellezza Afrodite si bagna nel laghetto, mentre brilla in alto a sinistra nel cielo della sera il suo pianeta; a destra le sette stelle più brillanti delle Pleiadi fanno immaginare che il Sole sia da poco tramontato precedendo di poco la costellazione del Toro. Rose ed altri fiori, tra fossili a spirale, confermano che la scena si svolge in Primavera. L’acqua delle cascate sembra scendere direttamente dal cielo…





La Stella dei Tarocchi sul Sentiero (Aurei Sentieri, 17)

La Stella indica il Sentiero più bello e sincero, quello che si snoda attraverso perfetti giardini, nelle fresche notti in cui si aprono i fiori più rari e più profumati.
I piedi calpestano morbidi prati e si rinfrescano nelle fonti e nei ruscelli.
La poesia della natura è un coro di grilli, vere stelle dei campi che placano i pensieri indisciplinati ipnotizzando la mente.
Ci si lasci andare a questo armonico piacere, mantenendo però attiva la coscienza, affinché possa cogliere l’incanto e trasmetterne il fascino.
Sul Sentiero delle Stelle ognuno sa di essere partecipe di una grande avventura che va oltre questa vita, oltre questo pianeta, oltre questo spazio e questo tempo; ogni essere sa di essere fatto della stessa materia stellare, degli stessi atomi.
Questo Sentiero ci appartiene come noi apparteniamo a lui.
Qui si cammina preferibilmente di notte, ma è difficile perdersi, perché miliardi di stelle illuminano la strada ed indicano la giusta direzione.
Guidati dalla Stella si giunge sempre a destinazione, perché si cammina nella vita dell’idea e nell’idea della vita.

Giovanni Pelosini

LOST, Miti e Simboli dell’Isola della Serie Televisiva

Il Mito di Lost

Chi ha visto la serie televisiva LOST e le peripezie dei 48 sopravvissuti a un incidente aereo, dispersi e dimenticati su un’isola disabitata, ha certamente apprezzato gli innumerevoli riferimenti simbolici e mitologici, ma forse non ha colto tutte le corrispondenze con gli archetipi, e perfino con i Tarocchi che si trovano nell’interessante libro Il mito di Lost, un viaggio tra la simbologia dell’isola (Seneca Edizioni, 2010).

Per comprendere meglio i concetti di dualismo, di archetipi junghiani e di Karma presenti nella popolare serie tv, ho intervistato Francesca Piombo, l’autrice del saggio, che si firma “Melusina”. Francesca Piombo è una raffinata studiosa di astrologia umanistica, collaboratrice della rivista Albatros e di alcuni siti specializzati. Continua a leggere »

La Torre dei Tarocchi sul Sentiero (Aurei Sentieri, 16)

Il Sentiero della Torre è quello che mette in mostra chi lo percorre mentre sale sempre più in alto.
Qui non si cammina in tranquillità e modestia, ma si procede con baldanza, imprudenza e giovanile ardore verso il rischio.
Si può scegliere di percorrere questo Sentiero con gioia e piacere, oppure con rabbia e presunzione: nel primo caso si festeggerà una naturale ascesi, nel secondo una caduta che sarà tanto clamorosa e plateale quanto velleitaria era stata la scelta della strada.
Sempre il Sentiero della Torre mette in gioco la personalità, sempre mette alla prova la forza di chi vi cammina.

Giovanni Pelosini

14 febbraio: la Vera Storia di San Valentino, Protettore degli Innamorati

La Festa degli Innamorati

“Per San Valentino ogni Valentino sceglie la sua Valentina“. Con questo detto di origine tardo medievale il culto del Santo nacque soprattutto in Francia e in Inghilterra come protettore degli innamorati, degli amanti e anche degli epilettici; poi si diffuse in Italia e in Germania, da cui deriva la maggior parte dell’iconografia. Alla fine del Medio Evo, prima della riforma gregoriana del calendario, il 14 febbraio corrispondeva più o meno alla fine del mese attuale e quindi più o meno alla fine dell’inverno e al periodo in cui gli uccellini cominciano a scegliere il nido dove deporranno le uova all’inizio della primavera. Alcuni detti tradizionali italiani recitano “Per San Valentin la lodola fa il nidin” e “Per San Valentino la primavera sta vicino“. Da queste credenze nacque la tradizione di associare il culto del santo agli amanti che sentono il prossimo risveglio della primavera, e quindi di celebrare il 14 febbraio come Festa degli innamorati.

In realtà, in questa data il Martirologio Romano ricorda due Santi di nome Valentino che non ebbero nella loro vita alcun riferimento a questa tematica. Il sacerdote romano Valentino fu decapitato nel 268 dall’Imperatore Claudio il Gotico, dopo aver guarito dalla cecità la figlia del prefetto Asterio ed aver convertito la sua famiglia. La tradizione assegnò alla figlia il nome di Lucilla, simbolicamente legato alla luce restituita alla cieca, ma anche alla crescente luminosità del cielo alla fine della stagione invernale. Un altro santo taumaturgo di nome Valentino fu il vescovo che si recò a Roma ospite del filosofo Cratone e che fu decapitato durante le persecuzioni di Aureliano. Entrambi furono sepolti sulla Via Flaminia.

Nell’immagine un particolare del quadro di Jacopo Bassano (1575) in cui San Valentino battezza Santa Lucilla, mentre in alto già gli angeli mostrano la palma, simbolo di martirio.

Giovanni Pelosini

11 febbraio 2011: una Data Palindroma

11.02.2011

Non capita tutti i giorni di celebrare una data palindroma, e quella di oggi sembra proprio notevole.

Provate a leggere la data di oggi al contrario: 11.02.2011. La sequenza delle cifre è la stessa: appare un doppio 1, uno zero, un doppio 2, ancora uno zero, e ancora un doppio 1.

La somma di tutte le 8 cifre dà il numero 8, da molti numerologi considerato un simbolo di perfezione e di completezza, la cui cifra ricorda il simbolo dell’infinito. Il mistico numero 8 ricorda molti edifici sacri a pianta ottogonale, come certe chiese progettate dai Cavalieri Templari, molti Battisteri, il misterioso Castel del Monte, certamente non un’opera militare ma simbolica e sacra dell’imperatore Federico II… E ancora l’8 ricorda l’VIII Arcano Maggiore, la Giustizia: emblema di un ordine stabilito e organico, fermo nella sua assoluta perfezione, rigido e restio alle mutazioni, così come poco disponibile all’ascolto, tale è la convinzione e la soddisfazione del raggiungimento dell’obiettivo. Come farebbe un cristallo ottaedrico perfetto, il numero 8 non può piegarsi, ma tende a spezzarsi mostrando i suoi frammenti, ovvero a esporre nelle diverse direzioni dello spazio tridimensionale le sue otto facce: 1-1-0-2-2-0-1-1.

Giovanni Pelosini

Il Diavolo dei Tarocchi sul Sentiero (Aurei Sentieri, 15)

Sul Sentiero del Diavolo si procede scendendo, trasgredendo le regole e senza seguire nessuna indicazione.
Due sono le possibilità su questo cammino: o si è bloccati e sofferenti, con i piedi impediti in spinosi roveti, avviluppati con ruvide liane, e perduti in caotici canneti; oppure si gioca in queste oscure paludi, sfrenati e creativi, scherzando e muovendosi liberi, bramosi nella ricerca di tesori da scavare nel buio del sottosuolo.
La Natura ha generato questo Sentiero che scende verso il basso come nei cunicoli di una miniera e che può far trovare grandi ricchezze, così come può produrre grande confusione in chi lo segue senza rendersene conto e vi si perde.
È così facile e così difficile trovare l’oro che brilla in questa buia strada.

Giovanni Pelosini

La Temperanza dei Tarocchi sul Sentiero (Aurei Sentieri, 14)

Sul Sentiero della Temperanza si cammina pacatamente e senza fretta, concedendosi le soste che il corpo richiede.
Si procede nel mezzo della strada, mai troppo a destra e mai troppo a sinistra.
Il cammino procede senza scosse, in terreno piano o in leggero declivio, su prati che si stanno moderatamente rigenerando alla fine dell’estate, sotto le prime lievi piogge ed il sole che rende l’aria tiepida durante tutto il giorno.
È un Sentiero che il corpo fisico segue dolcemente, a piccoli passi, mentre interiormente regna la più neutrale stabilità.
Così può capitare che, per totale mancanza di ambizione, ci si fermi, sazi delle piccole gioie del benessere interno e della propria modestia.
Qualche volta il Sentiero della Temperanza si snoda a spirale fra due strade diverse, concedendo, a chi non può o non vuole ancora affrontare l’alternativa, il privilegio di non scegliere e di conservare entrambe le possibilità.
Questo è il Sentiero della terra di mezzo, per eroi modesti e virtuosi.

Giovanni Pelosini