Archivio della categoria 'Simboli'

La Morte dei Tarocchi sul Sentiero (Aurei Sentieri, 13)

Non ci spaventi il Sentiero della Morte, perché è anche quello della Nascita.
C’è chi lo chiama il “Sentiero senza nome”, cercando di superare così la paura dell’ignoto accumulata nel corso di innumerevoli generazioni.
Noi possiamo chiamarlo il “Sentiero della Morte e della Rinascita”: una strada di trasmutazione e di rinnovamento che apre sempre un ventaglio di nuovi Sentieri che vanno verso mille diversi orizzonti.
Non ci spaventi questo Sentiero, anche quando sembra che finisca nel buio, che si perda in cupi tunnel senza via di uscita.
Questo è il momento di cambiare strada, con la certezza che il cammino percorso fino ad ora ci è stato utile, ma anche con la sicurezza che il prossimo sarà un Sentiero molto più adatto del primo a ciò che siamo diventati e alle nostre attuali esigenze.
Questo è il Sentiero Aureo di chi ha superato gli attaccamenti e discrimina ciò che è reale ed eterno da ciò che è illusorio e transitorio.

Giovanni Pelosini

Simboli delle Vette e delle Montagne Sacre

Il fanciullo guarda e vede la montagna.

L’uomo guarda e vede infiniti particolari, ma non vede più la montagna.

Il saggio guarda e vede ancora la montagna.

Più le vette sono inaccessibili, più i picchi sono scoscesi e pericolosi, più l’uomo ne è attratto. Le montagne più alte sono da sempre il simbolo antico dell’ascesi, la metafora dell’arduo sentiero che conduce al cielo, alla liberazione dai cicli eterni che ci legano alla materia. La montagna è sacra per sua intrinseca natura e rappresenta simbolicamente il luogo in cui il mondo intero si mostra per ciò che veramente è; come se l’altitudine estrema aprisse all’occhio umano orizzonti infiniti oltre i limiti della realtà ordinaria, oltre i confini dello stesso universo. Continua a leggere »

L’Appeso dei Tarocchi sul Sentiero (Aurei Sentieri, 12)

Il Sentiero dell’Appeso è una strada che sembra non finire mai: fermi, bloccati, insofferenti, vorremmo proseguire rapidamente verso la nostra meta, ma ciò è, al momento, impossibile.
Su questo sentiero l’ansia è il nostro peggiore nemico, perché impedisce alla mente di operare con efficacia.
Riflettere, pensare, capire sono, infatti, le uniche attività che ci sono concesse in questa situazione.
Ora sembra di non procedere, ma una grande possibilità di evoluzione ci è offerta.
Anche se non si può andare avanti fisicamente, si aprono le porte del profondo e si può procedere sugli straordinari Sentieri Aurei dell’interiorità.
Forse questa sosta forzata era necessaria, forse avevamo dimenticato questa parte importante di noi stessi, distratti dalla Materia che ci circonda, forse c’era bisogno di solitudine, di accettazione, di perdono, di sacrificio per essere purificati.
Se il Sentiero sembra così interrompersi, riflettiamo sul concetto che niente avviene a caso, procedendo così verso una catarsi necessaria.
Quando avremo compreso, continueremo felici il nostro cammino.

Giovanni Pelosini

Bologna Magica, 15 gennaio 2011

Museo dei Tarocchi by Hermatena

BOLOGNA MAGICA

Passeggiate nei misteri magici tra le vie della città

Sabato 15 gennaio 2011, ore 10.30-12.00

Appuntamento: Piazza Galvani (vicino Statua Galvani) h 10.30

Quota di partecipazione: Euro 8,00

Prenotazione obbligatoria, tel. 051.916563 – 051.916750 – 339.4675826 – 348.8138815 Continua a leggere »

La Forza dei Tarocchi sul Sentiero (Aurei Sentieri, 11)

Il Sentiero della Forza è un percorso pieno di ostacoli in cui tutti gli elementi della natura sembrano muoversi a chiudere la strada.
Gli avversari si mostrano come nemici e cercano di impedire la prosecuzione del cammino.
Il confronto è inevitabile: chi è sconfitto dovrà accettare di cambiare strada; chi, invece, con audacia supera gli ostacoli potrà andare avanti secondo la sua determinazione.
Molto ardua è la discriminazione su quale sia la migliore strada e capita sovente che gli ostacoli sul cammino siano molto utili per accettare con pazienza la sconfitta contro ciò che non può essere vinto, a superare con forza ciò che può essere superato, a comprendere con saggezza la differenza fra i due tipi di ostacoli che si trovano spesso sui Sentieri Aurei.

Giovanni Pelosini

La Giustizia dei Tarocchi sul Sentiero (Aurei Sentieri, 8)

Il Sentiero della Giustizia è una strada netta e decisa, ben tracciata sul terreno e delimitata: si allunga diritta fin dove lo sguardo arriva e non presenta deviazioni né bivi.
Un Sentiero così bello è più ideale che reale, induce a fermarsi per contemplare la sua direzione, non conduce i piedi passo dopo passo sul cammino perfetto, ma tende a bloccarli nel punto loro assegnato, perché si goda del benessere di quel luogo.
Qui si vive un istante di giusto, totale, appagante benessere.
Su questo Sentiero ogni cosa è al suo posto e tutto è come deve essere.
L’ordine regna sovrano e la ragione è desta, senza turbamenti emotivi.

Giovanni Pelosini

La Ruota dei Tarocchi sul Sentiero (Aurei Sentieri, 10)

Il Sentiero della Ruota è una strada veloce, simbolo del tempo istantaneo come di quello ciclico. Qui regnano l’instabilità e la volubilità, ma il movimento non fa sentire la fatica.
È un Sentiero su cui la mente corre ed il pensiero comunica brillante.
Il paesaggio scorre rapidamente sotto occhi disattenti e i colori si mostrano imprevisti, mentre le forme mutano cineticamente restando impresse sulla retina per un infinitesimo frammento temporale.
I raggi della Ruota fissano istantaneamente tutte le direzioni dello spazio come l’ago di una bussola impazzita al centro della galassia.
Quando una strada si chiude, contemporaneamente una si apre davanti alla Ruota della Fortuna, e la direzione muta con naturalezza.

Giovanni Pelosini

Il Labirinto e la Spirale: Miti, Simboli e Alchimia

Vive da millenni nei miti che sono giunti fino ai nostri giorni l’immagine del labirinto come inestricabile cammino tortuoso e difficile prova iniziatica per l’uomo. In Occidente ancora si narra di Dedalo, geniale architetto ateniese di stirpe reale, che fu talmente geloso del suo apprendista Talo da assassinarlo gettandolo dall’Acropoli. Talo, infatti, avendo osservato con attenzione i denti di un serpente, ne aveva tratto l’ispirazione per inventare con grande successo la sega dentata. Il delitto di Dedalo fu scoperto e punito con l’esilio, e fu così che questo personaggio si trovò a Creta, presso la corte del re Minosse, che subito volle sfruttare il suo ingegno. Qui l’esule ateniese trovò asilo e considerazione per il suo lavoro; sposò una schiava di nome Naucrate ed ebbe un figlio: Icaro. Nel pieno dell’Era del Toro, a Dedalo fu chiesto di costruire una vacca di legno per la regina Pasifae, che vi si nascose dentro per poter amare un toro e generare così il mostruoso Minotauro. Continua a leggere »

L’Eremita dei Tarocchi sul Sentiero (Aurei Sentieri, 9)

Il Sentiero dell’Eremita è un cammino lento e difficile su aride e rocciose montagne.
Qui si deve procedere con grande attenzione e prudenza, appoggiando un piede alla volta, solo quando l’altro è stabile e fermo, talvolta aiutandosi con il bastone, per non scivolare sull’infido ghiaccio.
Il camminare sulle montagne richiede anche attenzione ai passi e al respiro, entrambi metodici e ritmati, misurati e scelti grazie all’esperienza personale.
La meditazione è l’unica possibilità di progresso nei lunghi tratti in cui il Sentiero è solitario e silenzioso.
L’Eremita spesso torna indietro sul Sentiero e ripercorre i suoi passi cercando le poco visibili impronte sul suolo roccioso; il suo pensiero analizza il tempo trascorso, la sua coscienza osserva gli errori fatti inevitabilmente nel percorso, ciò che ha appreso e ciò che ha perduto.
Soltanto così comprende realmente quando il suo atteggiamento prudente lo ha salvato e quando gli ha fatto perdere un’occasione di vita e quindi di esperienza.
Quando può, si concede un’altra possibilità, alla ricerca del tempo perduto, con la lanterna che illumina appena il Sentiero della profonda coscienza.
La ricerca interiore è lo scopo della lenta camminata sul Sentiero, dove tornare indietro è spesso necessario, dove la già lunga strada si allunga ancora e appare interminabile, dove lo sguardo è rivolto sempre al passato, dove non è importante arrivare, ma procedere costantemente, dove talvolta anche andare indietro in solitudine può voler dire avvicinarsi a se stessi.

Giovanni Pelosini

Il Carro dei Tarocchi sul Sentiero (Aurei Sentieri, 7)

Il Sentiero del Carro è spesso scomodo come la vita del soldato, è pieno di buche in cui le ruote si inceppano, di pietre e di ostacoli continui.
Il Carro sobbalza e salta, cigola spostandosi sui tratti sterrati in rumorosi attriti, su faticosi percorsi.
I cavalli focosi mal sopportano la briglia e tendono ad essere indisciplinati: appena possono tirano il Carro di lato ribellandosi agli ordini dell’auriga.
Il cavallo bianco sposta l’asse su un lato e quello nero gli resiste e tira dall’altra parte.
Quando i cavalli sono così nervosi, il Carro procede lento ed incerto, talvolta si ferma nell’annullamento delle due forze che si contrastano come le energie opposte dell’Universo polare.
L’auriga deve essere allora forte e deciso nel tenere le redini mantenendo il Carro in linea e facendolo progredire sul Sentiero, ma più importante della sua perizia è la scelta fatta di seguire la sua strada.
Ecco che la conoscenza del percorso da fare è fondamentale.
L’Anima muove il proprio veicolo corporeo proprio come un Carro sui difficili percorsi dell’esistenza, mentre le passioni umane tendono a distrarla, confuse e sedotte dalle attrazioni della Materia.
Se l’Anima è consapevole, conosce la propria destinazione e impone una disciplina, conducendo il Carro su Sentieri Aurei.

Giovanni Pelosini