Cosa sono veramente i Tarocchi

I Tarocchi e la visione umanistica della realtà

Giovanni Pelosini

Cosa sono veramente i Tarocchi?

I Tarocchi sono raffigurazioni simboliche degli archetipi universali con la capacità di comunicare con la parte più profonda della nostra coscienza. Il loro linguaggio è analogo a quello onirico e mitologico: esprimono delle narrazioni simboliche così come fanno i sogni sintetizzati in poche immagini ricchissime di significati universali, o i miti e le fiabe legati alla memoria collettiva formativa della cultura di un popolo.

Inoltre i Tarocchi possono essere usati come strumento per risvegliare la creatività, per riconoscersi nelle possibilità personali, e per trascendere i limiti mentali dello spazio e del tempo che spesso frenano l’espressione del proprio autentico Sé.

Concretamente essi non sono altro che un mazzo di carte di origine rinascimentale, anche se piuttosto diverse dalle comuni carte da gioco odierne, che comunque derivarono da queste: infatti, oltre agli Arcani Minori, cinquantasei carte divise nei quattro semi di Denari, Spade, Bastoni e Coppe, i Tarocchi comprendono anche gli Arcani Maggiori, ventidue carte numerate un tempo chiamate ‘Trionfi’ che raffigurano vizi e virtù, personaggi e immagini comuni nell’immaginario collettivo europeo del tardo Medio Evo.

Quando sono nati?

Storicamente le carte dei Trionfi apparvero nel nord Italia agli inizi del XIV secolo, nelle corti rinascimentali e anche nelle taverne frequentate dal popolo minuto, ma nessuno può dire con certezza quale sia la loro origine, anche se si può formulare l’ipotesi di una loro genesi nell’ambito iniziatico degli umanisti neoplatonici e neopitagorici del tardo Medio Evo. Certamente nelle figure dei Trionfi si possono ritrovare immagini simboliche probabilmente derivate dalla filosofia alchemica greco-alessandrina sincretisticamente unite ad altre di matrice cabalistica ebraica e cristiana, eretica, neopagana e mitologica, astrologica, mistica, gnostica, magica, numerologica e comunque esoterica che ebbero occasione eccezionale d’incontro nella culturalmente fertile Italia del Rinascimento. Dalle città dell’Italia settentrionale, anche grazie agli spostamenti delle truppe mercenarie che usarono i Tarocchi come popolare passatempo, il gioco si diffuse rapidamente in Europa, particolarmente in Francia, Spagna e nei Paesi di lingua tedesca.

A cosa servivano le carte dei Tarocchi?

Il mazzo fu ovviamente usato dal popolo per giocare d’azzardo continuando la millenaria tradizione dei dadi, ma fin dai primordi ci sono tracce storiche delle sue funzioni ludiche e psicologiche ante litteram (soprattutto presso le corti dei signori), e rare notizie di antichi usi cartomantici, mentre gli aspetti filosofici e sapienziali più sottili veicolati esotericamente dai Tarocchi sono meno evidenti, e per questo sono stati a lungo negletti dagli studiosi e dagli storici.

Nel XVIII secolo, con il risvegliarsi dell’interesse per l’esoterismo in Europa, i Tarocchi richiamarono per la prima volta l’attenzione sui loro contenuti esoterici profondi, diventando un popolarissimo sistema divinatorio. Ne scrisse diffusamente in Francia l’erudito Court de Gébelin, che volle metterne in risalto la presunta origine egizia, seguito dal cartomante Etteilla, che ne fece una lucrosa professione.

Nel XIX secolo il fatto singolare che i Trionfi fossero proprio ventidue come le lettere dei più arcaici alfabeti conosciuti fornì a Eliphas Levi un indizio sull’antichità di queste immagini e sulla loro connessione con la Cabala ebraica. Da lì sorse l’equivoco, fino a oggi tramandato, dell’unicità di tale matrice culturale. Il filone tarologico francese ebbe altri illustri esponenti come Papus e de Guaita, per terminare idealmente nel XX secolo con l’autorevole studioso svizzero Oswald Wirth.

Nel frattempo, anche grazie a Papus, si erano sviluppate scuole esoteriche di studio dei Tarocchi a San Pietroburgo, con Mebes, e quindi con Ouspensky, e a Londra, con Mathers, Waite, e Crowley.

Qual è il significato più profondo dei Tarocchi?

Alcuni studiosi hanno approfondito di più l’aspetto iniziatico e occulto delle lame, altri il loro uso come mezzo cartomantico di divinazione; nei secoli molti artisti e autori crearono nuovi mazzi con figure più o meno conformi alle tradizionali e moltissimi ottimi mazzi di Tarocchi sono stati stampati recentemente in versioni moderne, con il risultato che oggi gli appassionati e i collezionisti possono scegliere fra i numerosissimi mazzi in commercio quelli che più stimolano la loro fantasia.

Indubbiamente però il significato più profondo e l’aspetto umanistico più formativo è quello che solo recentemente è stato riscoperto come contenuto filosofico di antica matrice plotiniana con diversi evidenti influssi anche di origine culturale orientale: grazie all’originale sincretismo culturale che si ebbe in Italia nel Rinascimento, i Tarocchi diventarono un veicolo di esoterica propaganda del pensiero umanistico. Questa originale interpretazione del mazzo di Tarocchi può aprire scenari di ricerca interiore e di conoscenza che invitano anche l’uomo del XXI secolo a riconoscere il proprio ruolo nel mondo, e a riconoscersi come artefice del proprio (cosiddetto) destino, in analogia con il sogno umanistico del rinascimentale Homo faber.

Come si sta sviluppando l’attuale ricerca sui Tarocchi?

In questo contesto di ricerca filosofica e tarologica attuale si scopre che niente avviene a caso, e che alla nota legge della causa e dell’effetto si affianca la sincronicità, in una moderna visione dell’universo in cui la psiche e la materia non solo coesistono, ma interagiscono continuamente, secondo la nota teoria di Jung e Pauli. Inoltre nell’universo tarologico non si muove neanche una foglia senza che tale movimento abbia un preciso significato: tutto è ordinato, ogni cosa segue le leggi naturali, ogni essere vibra secondo i ritmi che gli sono propri e tali ritmi sono in armonia con il cosmo. Tutto ha un significato, anche quando appare il contrario ai nostri sensi e alla nostra mente abituati a questa piccola porzione di “realtà” spazio-temporale che crediamo essere l’unica, e in cui le abituali illusioni della mente limitano i nostri pensieri e azioni e le nostre esperienze di esseri umani. I risultati delle più avanzate ricerche di fisica quantistica sembrano confermare ciò che l’antica filosofia veicolata dai Tarocchi tramanda da secoli.

Perché l’estrazione di una carta ha un significato?

In un microsistema atemporale e acausale la psiche non può essere del tutto distaccata dalla materia, e, in quanto evento sincronistico consapevolmente indotto, neanche una sola carta dei Tarocchi si presenta a noi senza motivo, senza significato, o, come si usa dire, “a caso”.

Il caso: usiamo questa parola quando non siamo in grado di capire il senso, la causa o lo scopo di una esperienza che la vita ci propone. È naturale che ciò possa sconvolgere le nostre ordinarie presunte certezze positiviste, e, di fronte al mistero, la mente razionale può soltanto tirare in ballo la casualità, cioè l’evento fortuito privo di ogni significato.

Eppure siamo spesso testimoni di eventi che assumono un senso e un significato particolari solo in una prospettiva più ampia di quella comune; ma l’occhio impigrito dall’abitudine non li vede, perché non li vuole vedere, e la mente logica non li registra, perché non li comprende né li spiega razionalmente, e l’ego non li accetta, perché la loro esistenza mette in crisi la sua.

Del resto, come si può spiegare il mistero della vita? Il mistero più grande di fronte al quale l’umanità sia mai stata messa di fronte è quello della sua stessa esistenza.

Ma allora che cosa è il destino?

Analogamente lo studio dei Tarocchi invita a interrogarsi anche sulla natura del cosiddetto destino. In quale misura ne siamo condizionati? In quale modo possiamo esserne, almeno parzialmente affrancati? Molto probabilmente lo studio teorico e pratico dei Tarocchi può aiutarci a porre le giuste domande alla nostra coscienza, fino al punto da farci identificare in essa piuttosto che nei virtuali ruoli che la nostra personalità assume nei diversi contesti.

L’utilizzo filosofico del mazzo di Tarocchi può fornire alcune risposte, ma certamente stimola un maggior numero di domande, in quanto tende a responsabilizzare l’uomo nelle sue scelte individuali e collettive, invitandolo anche a intraprendere un cammino evolutivo di conoscenza, coscienza e consapevolezza.

In questo contesto l’approfondimento dei significati simbolici delle carte può rappresentare una vera e propria scuola umanistica di riconoscimento di se stessi e del proprio ruolo nel mondo attraverso gli archetipi.

E per chi vuole saperne di più?

A chi vuole approfondire consiglio il mio libro su questi e tantissimi altri argomenti riguardanti i Tarocchi.

Si tratta di un testo completo che comprende la teoria tarologica, la simbologia e la pratica cartomantica, adatto a chiunque voglia comprendere meglio se stesso e la realtà che lo circonda, a chi vuole imparare a leggere i Tarocchi per fare scelte sempre più consapevoli, a chi vuole essere libero da dogmi e condizionamenti:

Giovanni Pelosini, Tarocchi, gli Specchi dell’Infinito, Hermatena, 2016

 

Astrologia dei Tarocchi: il Codice Segreto del Rinascimento

Astrologia dei Tarocchi

ASTROLOGIA dei TAROCCHI

Giovanni Pelosini

Finalmente divulgato il codice segreto del Rinascimento usato dagli inventori dei Trionfi.

Un testo che fa chiarezza sulle corrispondenze fra Astrologia e Tarocchi con schemi coerenti che contribuiscono alla comprensione delle chiavi simboliche dei segni zodiacali, dei pianeti e degli Arcani.

Un volume indispensabile nella libreria di ogni appassionato di Astrologia, un approccio originale al mondo della Tarologia, con sistemi di lettura e interpretazione.

Un piccolo-grande libro ricco di suggestioni, simbologie, miti, schemi grafici e cultura esoterica.

Prefazione di Lidia Fassio.

Solo 13 €

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In vendita anche on line:

G. Pelosini, Astrologia dei Tarocchi


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Bologna, 1 dicembre 2017: Tarocchi, gli Specchi dell’Infinito

Centro Astrologico di Bologna

Conferenza

di

Giovanni Pelosini

Presentazione del libro

TAROCCHI

gli Specchi dell’Infinito

Venerdì 1 dicembre

ore 19.00-21.00

Centro Astrologico, Via Saffi, 18/2, Bologna

Ingresso Libero

Info: 348.5263048


I Tarocchi, retaggio di antiche culture e di quella magnifica epoca chiamata Rinascimento, meritano una riscoperta in chiave moderna ed il recupero della loro originale dignità.
Nei millenni la coscienza dell’uomo non ha cambiato le sue problematiche, né lo scopo della sua esistenza.
Da sempre l’uomo ha bisogno di “specchi dell’infinito”, di mappe per esplorare i misteriosi sentieri dell’Anima.
Quando sono veicoli del flusso cosmico dell’Anima Universale, i Tarocchi possono aprire il pensiero a scenari mai immaginati, a soluzioni creative e liberatorie, all’arte del vivere multidimensionalmente, alla responsabilità di farlo con coscienza, intraprendenza, libertà.

G. Pelosini, Tarocchi, gli Specchi dell’Infinito, Hermatena, 2016

Cultura dei Tarocchi: Convention Internazionale a Tel Aviv, 2017

Un ricco programma di incontri con esperti della Tarologia internazionale ha avuto luogo presso lo Schechter Institute of Jewish Studies di Tel Aviv. Erano presenti autori, editori, professionisti del settore, stand.

Diversi punti di vista sulla cultura tarologica sono stati esposti a un pubblico numeroso e preparato, affrontando tematiche specifiche sull’origine, la storia, la filosofia, la psicologia, l’arte dei Tarocchi, e sui diversi sistemi divinatori, antichi e moderni. Sono stati presentati nuovi libri e mazzi di carte, giochi originali e pubblicazioni in varie lingue delle case editrici Lo Scarabeo (Italia), Avvalon (Russia) e Prague (Israele).

Sono state discusse le correlazioni fra Tarocchi e neuroscienze, psicologia junghiana, Cabala e altri aspetti teoretici.

Infine non sono mancati gli incontri in cui mettere in pratica le tecniche apprese con schemi e giochi particolari e nuovi, guidati dagli ideatori e dai creativi del settore.

Presenti come relatori e conduttori: Elena AnopovaIlan LevyMario Pignatiello, Zeev Ben-Arye, Larisa Davydova, Giovanni PelosiniNatalija DejurMaya RabinovichPolina SagardaElsa KhapatnyukovskayaHava,  Anasita CarmelitskiMasha Mashkov.

La IV Convention Internazionale sulla Cultura dei Tarocchi di Tel Aviv del 16-17 novembre 2017 si è chiusa positivamente con grande soddisfazione degli organizzatori Anna Novitskaya e Ilan Levy.

Tel Aviv, Israele, 16 novembre 2017: Tarot Culture International Convention

Schechter Institute of Jewish Studies

TEL AVIV, ISRAEL

תל אביב

4° Congresso Internazionale 

La Cultura dei Tarocchi

Tarocchi: Storia, Filosofia, Linguaggio, Psiche, Mente

Giovedì 16 novembre 2017

Giovanni Pelosini, ore 11.40

Neve Schechter

Aharon Chelouche, 42 Third Street, angolo di Eilat, 57, di Neve Tzedek, TEL AVIV

נווה שכטר

אהרון שלוש,רחוב שלוש 42, פינת אילת 57, נווה צדק, תל אביב

INFO: +972 3-517-0358

I Tarocchi sono un sistema filosofico e uno strumento universale di conoscenza. Storia, filosofia, psicologia, pensiero, interazione con l’universo; diversi punti di vista e scuole di Tarocchi italiana e russa; Tarocchi e Cabala, le corrispondenze dei 22 Arcani Maggiori con le lettere dell’alfabeto ebraico; l’arte della divinazione, meditazione, psicoterapia, costruire il proprio futuro…

 

PROGRAMMA

h 10.00-10.20: “Welcome”, Elena Anopova, “Avvalon” Publishing house, Ilan Levy, “Prague” Publishing house, Mario Pignatiello, “Lo Scarabeo” Publishing house

h 10.20 -11.00: Zeev Ben-Arye, Israel, insegnante e autore, studioso delle religioni: “History of the Tarot”

h 11.00-11.40: Larisa Davydova, Israel-Russia, esperta di Tarocchi: “Talking with Rider-Waite Tarot. How the Tarot speaks to our soul. The symbolism of the Tarot of Waite

♦ h 11.40-12.30: Giovanni Pelosini, Italy, scrittore di fama internazionale, professore di Biologia, studioso e insegnante di Tarologia, corrispondente del Museo Internazionale dei Tarocchi: “Destiny, luck, chance, Karma: is destiny predetermined, can we change it?

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Torino, 30 Anni de “Lo Scarabeo”: Festeggiano tutti i Tarologi del Mondo

Lo Scarabeo celebra 30 anni di attività

Sono felice e orgoglioso di aver partecipato a questa grande avventura con quelli che non ho mai considerato soltanto i miei editori torinesi: Pietro Alligo, Mario Pignatiello e tutto lo staff della più importante casa editrice di Tarocchi del mondo mi hanno sempre coinvolto, condividendo calore umano e atmosfera speciale in ogni lavoro che abbiamo fatto insieme.

Alla grande festa del trentennale c’erano tutti i più grandi esperti di Tarocchi del mondo, autori, disegnatori, editori, tecnici: tutti riuniti nei saloni del museo che ospitava la mostra più grande e importante che sia mai stata realizzata sull’arte, la storia, la filosofia, la spiritualità di queste carte così antiche e affascinanti. In mezzo a mirabili opere d’arte rinascimentale, moderna e contemporanea, immerso nell’atmosfera magica del mondo dei Tarocchi, in un attimo di connessione fra la dimensione psichica e quella fisica, mi sono davvero sentito parte, una piccola parte, della grande famiglia de Lo Scarabeo e della storia dei Tarocchi, iniziata più di cinque secoli fa e non ancora terminata.

Tutti i presenti avevano dato il loro contributo alla bellezza e alla grandezza de Lo Scarabeo, tutti guidati dall’amore per i Tarocchi. Mario Pignatiello si è rivolto a tutti noi con queste parole: “Trenta anni fa ho incontrato un Matto di nome Pietro Alligo, che voleva fondare questa società. Mi ha coinvolto in questo grande progetto, e io non sapevo nemmeno il perché, ma mi disse che aveva bisogno di un Mago della vendita… Proseguiamo il viaggio tra gli Arcani Maggiori dei Tarocchi, ci sentiamo molto legati alla carta della Stella che ci ha sempre portato grande fortuna. Una delle nostre fortune è stata quella di incontrare molti geniali artisti (illustratori, sceneggiatori e scrittori), brillantemente ispirati dalla Luna. Molti sono presenti qui ora: grazie anche a voi, oggi, i nostri tarocchi sono esposti in un museo.

Tanti auguri a Lo Scarabeo, e a tutto l’Universo dei Tarocchi.

Giovanni Pelosini

 

 

 

 

 

La Conoscenza secondo Georges Ivanovich Gurdjieff

L’accumulare conoscenza da parte di alcuni dipende dal fatto che altri la rifiutano. Vi sono periodi nella vita dell’umanità, che generalmente coincidono con l’inizio del declino delle civiltà, in cui le masse perdono irrimediabilmente la ragione e si mettono a distruggere tutto ciò che era stato creato in secoli e millenni di cultura. Tali periodi di demenza, che spesso coincidono con cataclismi geologici, perturbazioni climatiche, e altri fenomeni di carattere planetario, liberano una grandissima quantità di questa materia di conoscenza. Ciò che, a sua volta, rende necessario un lavoro di recupero, senza il quale essa andrebbe perduta. Così, il lavoro consistente nel raccogliere la materia sparsa della conoscenza molto spesso coincide con il declino e la distruzione di culture e civiltà“.

Georges Ivanovich Gurdjieff (1866-1949)

Milano, 8 ottobre 2017: VIII Congresso di Astrologia Morpurghiana

Astrologia Morpurghiana

8° Congresso Nazionale

dedicato alla memoria di Maddalena Magliano

Conduce Franca Mazzei

Domenica 8 ottobre 2017, ore 10.00-19.15

Milano, Hotel Sanpi, Via L. Palazzi, 18

Ingresso: 6 €

Ingresso libero per chi acquista gli Atti del Congresso (20 €)

INFO e prenotazioni: tel. 327.0922288


Fra i relatori, alle ore 12.15:

Giovanni Pelosini

presenta

Il codice astrologico dei Tarocchi


PROGRAMMA

  • h 10.00: Benvenuto ai convenuti
  • h 10.10: Antonio Capitani, Ricordo di Maddalena Magliano
  • h 10.30: Antonella Putignano, La Signora del mare – ricerca sulla corrispondenza zodiacale della città di Genova
  • h 11.00: Thomas Molteni, Le grandi battaglie e l’astrologia, panoramica delle configurazioni planetarie dalla battaglia di Pavia allo sbarco in Normandia
  • h 11.30: Elena Cartotto, Zodiaco misterioso. Approfondimento astrologico su quattro personaggi collegati al mondo del paranormale
  • Pausa caffè
  • h 12.15: Giovanni Pelosini, Il codice astrologico dei Tarocchi
  • h. 12.45: Ciro Discepolo, Il ruolo delle previsioni in astrologia
  • h. 13.15: Pausa pranzo
  • h. 14.30: Anna Paola Risola, Le grandi protagoniste del cinema di Woody Allen
  • h 15.00: Annamaria Quinzi, Spunti preliminari all’analisi del microbiota intestinale. La corrispondenza astrologica Vergine – intestino
  • h 15.30: Daniela Nipoti, Il mio incontro con Lisa Morpurgo
  • h 16.00: Susy Grossi, Sorpassati a sorpresa. Analisi astrologica del perché alcuni grandi favoriti in varie competizioni, da Hillary Clinton a Fiorella Mannoia, all’ultimo minuto sono stati sconfitti
  • h 16.30: Massimo Michelini, Errare astrologicum est… Gli errori di previsione in astrologia
  • h 17.00: Pausa caffè
  • h 17.15: Maria Tenore, Il Futurismo e i suoi Manifesti
  • h 17.45: Francesco Astore, Un secolo di bellezza femminile. Come i transiti dei tre pianeti lenti, Plutone, Nettuno e Urano, hanno influenzato i canoni estetici
  • h 18.15: Fabio Piscopo, I ritorni celesti di Saturno e Urano nel corso di una vita
  • h 18.45: Dibattito finale e saluti

Torino: Mostra “I Tarocchi dal Rinascimento a Oggi”, 4 ottobre 2017-14 gennaio 2018

Lo Scarabeo, Regione Piemonte, Città di Torino, Museo Ettore Fico

I Tarocchi dal Rinascimento a Oggi

Torino, Museo Ettore Fico, Via Cigna, 114

Dal 4 ottobre 2017 al 14 gennaio 2018

Orario: da mercoledì a venerdì 14-19; sabato e domenica 11-19 Info: tel. 011.853065

La Casa Editrice Lo Scarabeo celebra quest’anno a Torino i trenta anni di attività con la mostra sui Tarocchi più grande e importante che sia mai stata realizzata nel mondo.

Più di mille metri quadri di esposizione di circa trecento Tarocchi originali antichi e moderni, oggetti d’arte, incisioni, matrici, bozzetti, carte miniate rinascimentali, documenti e libri introducono alle sale tematiche sulla storia, la filosofia, l’arte e la letteratura.

Da qui il visitatore è guidato in un percorso iniziatico e suggestivo attraverso sale ed esperienze che affrontano gli aspetti storici, divinatori, psicologici, meditativi, spirituali, magici, artistici, tecnici, narrativi, editoriali, per concludere con la mia ipotesi sul perché e come i Tarocchi funzionano.

Giovanni Pelosini

COMITATO SCIENTIFICO

  • Pietro Alligo, Lo Scarabeo
  • Giordano Berti, saggista
  • Franco Cardini, Storia medievale, Università di Firenze
  • Sasha Graam, saggista
  • Riccardo Minetti, saggista, Lo Scarabeo
  • Barbara Moore, saggista
  • Anna Maria Morsucci, curatrice della mostra
  • Giovanni Pelosini, saggista
  • Paolo Aldo Rossi, Storia del Pensiero Scientifico, Università di Genova
  • Andrea Vitali, Associazione Le Tarot
  • Claudio Widmann, saggista

⇒ Eccezionalmente saranno in mostra anche alcuni originali dei Tarocchi della Spirale Mistica (Tarot of the Mystic Spiral) di Giovanni Pelosini & Giuseppe Palumbo, Lo Scarabeo, 2011.

⇒ In contemporanea alla mostra sui Tarocchi, il MEF ospiterà nella stessa sede una mostra sul Giardino dei Tarocchi realizzato a Capalbio da Niki de Saint Phalle (1930-2002) e una personale della stessa artista.

Nell’immagine in alto: Ferenc Pintér, Il Matto, Tarocchi dell’Immaginario, Lo Scarabeo, 1991

 

 

I Tarocchi di Rossana Berti

Realizzati in Egitto, utilizzando le acque del Nilo per la pittura, questi originali Tarocchi di Rossana Berti Garzelli sono stati in mostra al Cairo presso l’Istituto Italiano di Cultura nel 2006, e non sono ancora conosciuti dal pubblico italiano.

Le dimensioni notevoli  e la particolare tecnica con tinte acriliche su plastica, che richiede una speciale attenzione nella rapida e programmata esecuzione, hanno permesso all’autrice, nota artista internazionale, di esprimere la sua visione degli archetipi dei Tarocchi.

La serie comprende tutti gli Arcani Maggiori in grande formato (115 cm x 60 cm) e le sedici Figure di Corte (57 cm x 30 cm). L’impatto, nella sua complessità, è di grande suggestione, con i colori primari in forme essenziali a mostrare tutta la drammaticità delle immagini, e il sottile legame fra l’autrice e le sacre acque primordiali di un mondo atavico. Splendidi il rosso e il blu, veri protagonisti dell’eterna contrapposizione dei princìpi alchemici opposti che rendono quasi dinamica la visione del mazzo esposto. Osservando questi Tarocchi, l’impressione personale che ho avuto  è stata quella di essere dentro una pellicola di un vecchio film, in cui le immagini, oniriche e ferme, sembravano apparire e scomparire di continuo, come bruciate dalla lampada del proiettore, mentre la trama si svolgeva eterna e brillante come la vita.

Il senso di questa notevole opera sta nell’espressione soggettiva di una sensibilità artistica, maturata in tempi e luoghi lontani ed esotici, ma sollecitata da significati cosmici, che dimostrano anche così la loro universale oggettività.

Come il Matto dei Tarocchi, eterno vagabondo senza meta che attraversa tutto il mazzo degli Arcani, Rossana Berti è un’artista viaggiatrice che ha vissuto a lungo in Egitto, Cile, Ghana, Sudan, Tunisia, Austria, traendone una sensibilità multiculturale e un approccio alla realtà tarologica correttamente non univoco né dogmatico.

Giovanni Pelosini