Tarocchi, gli Specchi dell’Infinito (Recensione di Paolo Quagliarella)

Devo dire che il libro Tarocchi, gli Specchi dell’Infinito di Giovanni Pelosini, se lo si definisse enciclopedico, faremmo un errore, seppure ricchissimo di contenuti va oltre questa definizione.

È davvero una summa di concetti, molti dei quali, a me carissimi, tant’è vero che come ricordava Giovanni nella recensione del mio Astrologia, perché funziona, possono essere complementari, ma quello di Giovanni è davvero esaustivo, puntuale e apre scenari interpretativi multiformi.

L’Opera, perché di Opera, oserei dire alchemica, si tratta, può essere letta per capitoli e argomenti di interesse, è un grande pregio questo. Le competenze dell’Autore, trasversali a diverse discipline sono davvero notevolissime, poi avendo la fortuna di conoscerlo di persona, devo dire che è davvero speciale: professionale, competente e che “non se la tira”, come fanno in molti del nostro settore. Il libro è denso, sono più di 500 pagine, ma regala spunti di riflessione importanti.

Il viaggio fra i Tarocchi passeggiando tra Alchimia, Fisica Quantistica, Psicologia, Filosofia è affascinante e mai noioso. È un libero che deve essere letto e riletto più volte perché ad un secondo “ripasso” noti sfumature interpretative che t’inducono verso nuove riflessioni. Le prime 190 pagine, le sto rileggendo e mi sto appuntando i concetti cardine. È un’Opera che avrà la risonanza che si merita, sono certo che sarà anche tradotta in altre lingue perché deve divenire qualcosa di “universale”.

Faccio i miei complimenti a Giovanni e spero, un giorno, di poter partecipare assieme a lui a un lavoro comune o a una conferenza che ci permetta di collaborare, sarebbe un grande piacere e un onore.

Paolo Quagliarella

27 giugno 2016, graziaepaolo.it

G. Pelosini, Tarocchi, gli Specchi dell’Infinito, Hermatena, 2016

Avengers, Infinity War, Premiere, april 2018

Questo è quello che può succedere quando tiri su tuo figlio fin da piccolino a latte e Cinema, e poi lo svezzi togliendo il latte ma mantenendo il Cinema. Ma soprattutto quando lui crede fortemente in se stesso e dà tutto se stesso, va a Hollywood a studiare Cinema e a lavorare per il Cinema, vive ogni momento con questa forte determinazione, lotta e supera tutti gli ostacoli per realizzare la sua visione, persevera, si impegna totalmente, pensa e sogna, giorno e notte… sempre e solo “Cinema”. Fight on, Lorenzo Pelosini.

G.P.

Nella foto: Lorenzo Pelosini & Scarlett Johansson alla World Premiere di Avengers, Infinity War, Hollywood, 2018

Il Matto, Specchio dell’Infinito

Pelosini, Tarocchi, Specchi dell'Infinito, 230Il Matto dei Tarocchi

Il primo e l’ultimo dei Trionfi è la più intima immagine del gioco, la principale maschera del teatro delle maschere e degli specchi, il protagonista della narrazione, la metafora personificata del paradosso della vita. Nella storia narrata dai Tarocchi il Matto è forse l’unico personaggio cosciente di esserlo.

La carta del Matto è l’unica tradizionalmente priva di numero, poiché «quel che manca non si può contare» (Qoèlet, Ecclesiaste, I, 15). Per questo ha la facoltà di collocarsi in cima al mazzo, oppure in fondo: nella visione ciclica dei Tarocchi e della vita ciò non fa alcuna differenza.

Il sentiero tarologico è un percorso ciclico nello spazio e nel tempo, e una rappresentazione artistica, teatrale e allegorica del viaggio dell’anima in questa dimensione. Il Matto è la carta chiave di questo sentiero della vita, nella quale la stessa definizione di inizio e fine è puramente convenzionale. Paradossalmente rappresenta lo zero e l’infinito, il caos creativo che segue e precede l’ordine, l’origine e la fine, l’alfa e l‘omega, il miscuglio di tutto e il nulla, il vuoto.

Giovanni Pelosini, Tarocchi, gli Specchi dell’Infinito, Hermatena, 2016

La Fortuna dei Tarocchi: Alicia Vidal, “La Ventura del Tarot”

Ricevo in dono, con dedica personale, dalla collega argentina Alicia Vidal, il suo volume Del Loco al Héroe: la Ventura del Tarot (Buenos Aires, 2017), di originale forma ed elegante copertina e veste grafica. Un’ulteriore dimostrazione di come i Tarocchi siano sempre inesauribile fonte di ispirazione, creatività, arte.

Il testo esprime in paragrafi riccamente illustrati l’iniziazione tarologica dell’autrice, dal primo mazzo comprato (mai per caso), all’incontro con il prof. Jorge Crom, sua autentica fonte di ispirazione, alla lettura di libri sull’argomento, alla scoperta della cultura dei Tarocchi.

Seguono le descrizioni dei ventidue Arcani Maggiori in un percorso ideale che, dal Matto al Mondo, ricalca il mitico e universale viaggio dell’eroe descritto da Joseph Campbell: il viaggio evolutivo attraverso gli Arcani che conduce l’eroe a raggiungere la saggezza in totale armonia con la realtà.

Giovanni Pelosini

 

Cecina, 16 marzo 2018: Tarocchi, Codice e Simboli

Comune di Cecina, Biblioteca Comunale, Le Città del Libro

presentano

I VENERDÌ IN BIBLIOTECA

Ciclo Scienze Astratte

Giovanni Pelosini

    TAROCCHI:                    CODICE E SIMBOLI

Venerdì 16 marzo 2018, ore 17

Cecina, Biblioteca Comunale, Via Corsini, 7

INGRESSO LIBERO

INFO: tel. 0586.680145

 

Cecina, 9 marzo 2018: Astrologia, Metodo e Pregiudizio

Comune di Cecina, Biblioteca Comunale, Le Città del Libro

presentano

I VENERDÌ IN BIBLIOTECA

Ciclo Scienze Astratte

Giovanni Pelosini

    ASTROLOGIA:                    METODO E PREGIUDIZIO

Venerdì 9 marzo 2018, ore 17

Cecina, Biblioteca Comunale, Via Corsini, 7

INGRESSO LIBERO

INFO: tel. 0586.680145

 

Livorno, 26 febbraio 2018: Tarocchi, gli Specchi dell’Infinito

La Corte dei Miracoli

Presentazione

TAROCCHI

gli Specchi dell’Infinito

INCONTRO CON L’AUTORE

Giovanni Pelosini

Livorno, La Corte dei Miracoli, Via Piombanti, 9D

Lunedì 26 febbraio 2018, ore 21

INGRESSO LIBERO

Info: tel. 340.9256687

“Né i Tarocchi né altri metodi mantici possono prevedere il futuro, se non in senso probabilistico. Specifico anche che non è per questo scopo che sono nati, ma piuttosto per comprendere l’essenza del ‘qui e ora’ (hic et nunc).  Il futuro non esiste come una serie di eventi già scritti, fissi e immutabili; quindi non può essere conosciuto con precisione assoluta. Il futuro esiste solo come probabilità e proiezione mentale, così come il passato è solo un ricordo, sempre interpretato dalla potente mente umana. 〈…〉 Attimo dopo attimo esiste solo il presente, da vivere e modificare coscientemente: un presente in continua evoluzione, condizionato dagli eventi e dalle scelte passate, ma aperto verso il futuro ancora in parte da determinare”.

G. Pelosini, Tarocchi, gli Specchi dell’Infinito, Hermatena, 2016, p. 143

 

 

Il Cuore Rivelatore

Ecco, sono sincero, una delle più grandi soddisfazioni della mia vita è stata quella di recitare sotto la direzione autorevole di mio figlio Lorenzo Pelosini, giovane regista di recente laureato a Los Angeles, sul set di questa piccola produzione cinematografica del 2011: davvero una bella avventura. Spero vivamente di poter presto lavorare ancora con lui. Viva il Cinema!

Giovanni Pelosini

Il Cuore rivelatore, Giovanni PelosiniUna casa in pietra, un ragazzo e un vecchio nel silenzio delle montagne con un’ossessione crescente, un occhio che ricorda quello di un avvoltoio, un grido nella notte, una lama che scintilla nel buio, un poliziotto insonne e bonario, ua macchina del caffè che fischia, un antico baule tedesco… il fascino di un magistrale breve racconto di Edgar Allan Poe rivisitato e infine portato sugli schermi.

Girato sulle Apuane e in Maremma, interpretato da Leonardo Santini, Giovanni Pelosini, Vinicio Bianchi, Simone Papini, Simone Antonelli; scritto e prodotto da Daniela Mitta, direzione della fotografia di Eleonora Libardi, montaggio di Jennifer Barlafante, effetti visivi di Alessandro Comisso, assistente alla regia Pablo Poletti, cameraman Bruna Mastursi, segretaria di edizione Francesca Calignano, make up Martina Atzori, fonico Olimpia Ballerini, con le musiche originali di Vincenzo Ramaglia.

E non vi ho già forse detto che ciò che scambiate per pazzia altro non è che estrema acutezza dei sensi?E.A. Poe, Il cuore rivelatore, (The tell-tale heart), 1843

Recensione di Gilda Signoretti

Il Cuore Rivelatore

regia di

Lorenzo Pelosini

(2011)

Tra i corti che abbiamo avuto il piacere di visionare durante il 32° FantaFestival, ha attirato la mia attenzione Il cuore rivelatore, del giovanissimo Lorenzo Pelosini. Il cortometraggio, della durata di 11 minuti, è ispirato al racconto di Edgar Allan Poe, The tell-tale heart, 1843. Scritto da Daniela Mitta, Il cuore rivelatore salta subito all’occhio per l’armonia che si viene a creare, ad esempio, tra la sceneggiatura, diretta e concisa, e la fotografia di Eleonora Libardi, le scenografie semplici e naturalistiche e i paesaggi solitari delle Alpi Apuane e della Maremma, dove infatti sono state fatte le riprese.

Lorenzo Pelosini e Leonardo Santini sul setUn grido bestiale, nel cuore della notte, viene udito dai vicini di casa di un ragazzo [Leonardo Santini]. Giungono alla casa del giovane tre poliziotti [Giovanni Pelosini, Simone Papini, Simone Antonelli], che pongono domande al giovane riguardo il grido udito la sera precedente. Il ragazzo spiega loro che era stato lui ad urlare, a causa di un incubo, e che il vecchio [Vinicio Bianchi] con cui vive è partito. I poliziotti gli credono, quando ad un tratto uno stato ansioso crescente lo porta a confessare l’omicidio. La causa? L’occhio vitreo del vecchio, per lui una vera ossessione, gli procurava ormai una insopportabile agitazione.

Pelosini dimostra, con questo cortometraggio, di avere già delle doti, e di saperle mettere in pratica. La scelta, non facile, di ricorrere ad un racconto già sfruttato di Poe, è servita al meglio, perché priva di forzature, ma gestita con molta semplicità.

Lorenzo-Pelosini,-Il-cuore-rivelatoreVincente è la preferenza accordata sugli oggetti, che provocano rumore ed emanano una luce particolare, come fossero anch’essi invasi da una isteria collettiva ereditata dal ragazzo. Pensiamo alla caffettiera, che il protagonista prepara per offrire il caffè ai poliziotti, e che dimentica sul gas, provocando, così, un rumore insopportabile e smanioso che non riesce più a controllare.

Convincono gli attori, e troviamo ottima la prestazione di Santini, molto credibile negli isterismi del suo personaggio. Attendiamo fiduciosi nuovi lavori di Pelosini.

Gilda Signoretti (da Ingenerecinema.com)

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Io Non Credo nei Tarocchi

Tarocchi, Specchi dell’Infinito

Giovanni Pelosini

Io non credo nei Tarocchi. Spesso si pensa che i Tarocchi siano un gioco, un gioco per ciarlatani, che servano a predire il futuro. Chi la pensa così è schiavo di questi pregiudizi, invece l’uomo razionale li rifiuta. Infatti, consideriamo i Tarocchi inaffidabili proprio per questo motivo, perché nella magia si “crede”, mentre la scienza si dimostra. Ma scienza e magia un tempo erano la stessa cosa, e possono ancora portare alla stessa cosa. Per questo io non “credo” nei Tarocchi: li studio.

Vada, 12 gennaio 2018: Tarocchi, gli Specchi dell’Infinito

Teatro L’Ordigno – Associazione Il Faro

A cura di Daniela Ciurli

Conferenza
di

Giovanni Pelosini

Presentazione del libro

TAROCCHI
gli Specchi dell’Infinito

Venerdì 12 gennaio 2018

ore 17.30

Teatro L’Ordigno, Via Aurelia, Vada (LI)

Ingresso Libero

Info: tel 0586.788373


I Tarocchi, retaggio di antiche culture e di quella magnifica epoca chiamata Rinascimento, meritano una riscoperta in chiave moderna e il recupero della loro originale dignità.
Nei millenni la coscienza dell’uomo non ha cambiato le sue problematiche, né lo scopo della sua esistenza.
Da sempre l’uomo ha bisogno di “specchi dell’infinito”, di mappe per esplorare i misteriosi sentieri dell’Anima.
Quando sono veicoli del flusso cosmico dell’Anima Universale, i Tarocchi possono aprire il pensiero a scenari mai immaginati, a soluzioni creative e liberatorie, all’arte del vivere multidimensionalmente, alla responsabilità di farlo con coscienza, intraprendenza, libertà.

G. Pelosini, Tarocchi, gli Specchi dell’Infinito, Hermatena, 2016