Tarocchi, gli Specchi dell’Infinito: Recensione di Anna Maria Morsucci

Tarocchi, Specchi dell'Infinito, Sirio, sett.2016Un’opera omnia che racchiude la sapienza dei Tarocchi a livello mondiale partendo dal passato fino ai giorni nostri. Dalla storia, alla filosofia, alle varie tecniche di lettura delle carte per un manuale completo che analizza tutti gli aspetti legati agli Arcani Maggiori e Minori.

Un testo approfondito, frutto di molti anni di lavoro, adatto a tutti coloro che vogliono farsi una cultura tarologica e anche a chi vuole sapere qualcosa in più in modo scientifico su questo misterioso mazzo di carte frutto di una conoscenza antica che ancora oggi continua ad esercitare un grande fascino.

Autore eclettico, Pelosini, che si occupa di tarologia, astrologia, simbologia, yoga, spiritualità, discipline olistiche, teatro e cinema, ha fatto un lavoro molto accurato unico nel suo genere in Italia.

Anna Maria Morsucci, Sirio, settembre 2016

Sirio, settembre 2016 Giovanni Pelosini

⇒   Tarocchi, gli Specchi dell’Infinito

La Civiltà Occidentale di fronte alla Paura

Goya, Il sogno della ragioneFisiologicamente la paura è la forte emozione che segue la consapevolezza di essere in grave pericolo.
Questa sensazione, decisamente individuale, ha però una sua estensione in ambito collettivo con caratteristiche specifiche.
Sembra che tale paura abbia avuto un ruolo importante nella storia e nella formazione del pensiero occidentale: una paura complessa e difficile da definire in ambito sociale e collettivo quanto lo è nella sfera antropologica individuale. In un interessante saggio di Jean Delumeau (La paura in Occidente, Torino, 1994) si afferma che la civiltà occidentale negli ultimi secoli si sia fondata in parte anche sulle paure.
L’immaginario collettivo europeo ha sempre teso a relegare la paura delle masse a un fenomeno sociale deprecabile, eppure nessuno appare esserne immune, a parte isolati casi di eroi coraggiosi e sprezzanti del pericolo che le medesime masse prendono (quasi sempre solo a parole) come esempi positivi.

Le origini della paura

La prima origine della paura è senza dubbio biologica, cioè genetica, essendo finalizzata alla sopravvivenza: nei lunghi millenni nei quali la specie umana si è evoluta, di norma, soprattutto gli individui capaci di provare una istintiva paura riuscivano a vivere abbastanza da potersi riprodurre e quindi trasmettere i propri geni. Non meno determinante però fu anche l’origine sociale della paura, intesa come stimolo “culturale” indotto e inducente a comportamenti ritenuti vantaggiosi. In questo senso, se la prima colonna sulla quale si fonda il sentimento della paura così radicato nell’uomo è stata l’istinto, l’educazione e il contesto sociale hanno rappresentato la seconda.
Sentiva di sfuggire così ai pericoli mortali quell’individuo sociale che sapeva istintivamente, oppure aveva imparato, come provare una sana paura di fronte ai rischi noti e anche di fronte all’ignoto, che sempre poteva celare insidie ancora sconosciute.
Risulta ovvio che una sana paura abbia giocato un ruolo determinante nell’evoluzione di ogni specie animale.
Ma risulta altresì evidente che senza un’altrettanto sana curiosità la paura così descritta avrebbe frenato drasticamente ogni scoperta, ogni sorpresa, ogni meraviglia, e quindi in definitiva ogni sviluppo individuale e sociale.
Munch, L'urloCartesio associava la paura alla sorpresa, e in questo ancor oggi gli diamo ragione riconoscendo gli effetti delle scariche adrenaliniche nel nostro corpo sottoposto a spaventi improvvisi.
Eppure, soprattutto negli esseri umani della nostra epoca, che sono assai raramente assaliti dai predatori della savana come lo furono i loro antenati, è innegabile come la paura sia un fenomeno da studiare anche in ambito psicologico. Inquietudini, paure ossessive, angosce emergono dal profondo rivolte spesso all’ignoto che permea l’esistenza.
L’illuminismo volle relegare le ataviche paure fra le superstizioni dannose, e l’uomo progredito dovrebbe riconoscere in sé l’inutilità di certe paure finalizzate un tempo alla sopravvivenza della specie, mentre il passato culturale dell’uomo occidentale evoluto dovrebbe teoricamente renderlo pressoché immune. L’analisi psicologica ci fa spesso riconoscere come la paura sia quasi sempre una pessima consigliera nelle questioni quotidiane, e un freno limitante alle esperienze, alle opportunità, alla crescita.
Ciò nonostante il fenomeno, soprattutto dal punto di vista sociale, rimane complesso e controverso. Riconosciamo quindi con Delumeau la grande rilevanza della paura nella storia occidentale, almeno dal Medio Evo a oggi.
Le società angosciate e rese insicure hanno quasi sempre generato paure collettive: per esempio Charles Heimberg dell’Università di Ginevra rileva che tali paure fittizie e indotte mascherino spesso quelle reali celate nel profondo.

Bruegel, Trionfo della Morte, 1562Le paure collettive del Medio Evo

L’antica paura degli abissi del mare, l’atavico timore del buio, della guerra, della fame, della morte hanno indubbiamente segnato la storia del pensiero occidentale e continuano a marcarne le tappe.
Questa escatologica paura di volta in volta trovò occasione di diventare collettiva e ossessiva, con comportamenti eccessivi tipici della psicologia di massa, soprattutto nel Medio Evo focalizzandosi nella paura di un generico quanto terribile “male”.
La paura del male personalizzato nella figura del diavolo raggiunse il suo apice nel XIV secolo: Satana poteva apparire e agire sotto le diverse forme dei nemici della cristianità, di volta in volta associabili ai pagani idolatri, agli ebrei, ai musulmani, agli eretici, ai turchi, alle streghe (talvolta semplicemente alle donne), agli untori, ai diversi di turno.
Non a caso “Mamma, li Turchi!” è un’esclamazione ancora viva nella memoria collettiva europea.
Vedere gli “altri” come pericolosi nemici è da sempre un modo per decolpevolizzare la società, addossando loro colpe e responsabilità di ogni male: in questo clima nacquero le cacce alle streghe e agli untori, le persecuzioni razziali e religiose, le “pulizie etniche” e altre aberranti azioni collettive. I cosiddetti secoli bui del Medio Evo rievocarono così le ancestrali paure dell’uomo generando e diffondendo tenebrose fobie collettive.
Come effige simbolica del maligno avversario furono scelte le caratteristiche di Pan, divinità pagana delle selve, amante della musica dell’antico flauto, licenziosa come un satiro, emblema della libertà dalle convenzioni sociali. In questo modo si associarono il diavolo e i suoi malefici ai retaggi del passato pagano che ancora sussistevano nelle usanze popolari, nei riti e nelle pratiche legate all’antica Magia Naturalis. Al diavolo e ai malefici furono accomunati ebrei, eretici e presunte streghe, che divennero l’oggetto dell’odio popolare scatenato dalla paura collettiva.
Le terribili epidemie di peste bubbonica del XIV secolo avevano colpito duramente le popolazioni europee: la paura della “morte nera” era collegata all’ignoranza delle modalità del rapido contagio, all’impossibilità di curarne i sintomi, alla profonda credenza della maledizione divina scagliata contro l’umanità peccatrice e corrotta.
Un tempo si tendeva a diffidare della stagione calda e umida segnalata in cielo dalla costellazione del Cane, secondo la tradizione ippocratica, “Canis sydum morbum praenunciat”, oppure fenomeni astrali sfavorevoli e anomale come le eclissi, le comete che si diceva corrompessero l’aria, gli anni bisestili, ma si diffidava anche dei ceti sociali inferiori, accusati apertamente di essere veicoli del contagio con i loro atteggiamenti e pessime abitudini alimentari conseguenti alle frequenti carestie.
La credenza nella pestis manufacta portava spesso all’individuazione degli spargitori, untori più o meno consapevoli, del contagio, dilaniando il tessuto civile già compromesso dal morbo. La collettività mortalmente ferita reagiva spesso con delirio aggressivo, e, nel vano tentativo di esorcizzare il male, cadeva preda della follia.
E nel clima di insicurezza crescente la paura trionfava trasformandosi in panico.

Le paure collettive di oggi

Ancora oggi, malgrado lo sviluppo delle conoscenze scientifiche e il progresso sociale, percepiamo vive minacce alla sicurezza delle nostre comunità: nuove aggressive malattie infettive come Ebola sembrano invincibili e non così lontane, nuovi nemici invisibili come i virus, nuovi barbari con neri vessilli che spargono il terrore, nuovi terroristi organizzati per missioni suicide, nuovi sconosciuti pericoli che si nascondono ancora una volta dietro “l’altro”, il diverso da noi, lo sconosciuto.

Ma la paura è nostra e solo nostra, e solo noi possiamo permetterle di condizionare la nostra vita. Il nostro animo è vulnerabile alla paura come e più di quello dei nostri preistorici antenati.
La paura è l’unico vero virus che può infettarci pericolosamente, contaminare la nostra pace interiore, renderci davvero corrotti.
Apocalypto, M. GibsonNella prima parte del film di Mel Gibson Apocalypto (2006) c’è un interessante dialogo fra il giovane cacciatore Zampa di giaguaro e suo padre Cielo di selce. Il loro gruppo si è appena imbattuto nei superstiti di una tribù in fuga dopo l’aggressione di crudeli nemici.
Chiede il padre: “Che cosa hai visto in quelle persone nella foresta?
Non capisco”.
Paura. La paura che distrugge. Loro ne erano infettati. Hai capito? La paura è una malattia. Striscia nell’anima di chi la prova. Ha già contaminato la tua pace. Non ti ho cresciuto per vivere nella paura. Cancellala dal tuo cuore! Non la portare nel nostro villaggio! Alle prime luci ci riuniremo con gli anziani sulla collina sacra dei nostri padri: chiederemo ai loro spiriti di guidarci”.
Gli antichi gruppi tribali avevano questa grande medicina sociale di cui l’uomo moderno è molto carente: la solidarietà interna, una coesione fatta di esperienze comuni e di affetti, di conoscenze, di saggezza tramandata dagli anziani, di regole e soprattutto di valori condivisi, e di senso del sacro.
Queste sono sempre state le difese immunitarie naturali dell’uomo contro la paura.

La civiltà occidentale oggi è esposta certamente a pericoli reali, ma soprattutto è vulnerabile alla paura che ne ha condizionato lo sviluppo di una fragile struttura interna fin dalle medievali fondamenta.
La paura è ambigua: se fisiologica è una naturale protezione dai rischi, se eccessiva essa diventa patologica e genera blocchi, chiusure, freni allo sviluppo individuale e sociale.
Per non permettere a questa paura patologica, talvolta indotta ad arte nei nostri animi per strumentale manovra socio-politica, di condizionare le nostre scelte e la nostra serenità non ci resta che osservare il nostro passato, conoscere e analizzare obiettivamente il fenomeno e le sue cause, e affidarci alla lucidità dell’intelletto, ben presente nelle parole di un grande uomo della nostra stessa civiltà occidentale, Franklin Delano Roosevelt, pronunciate in momenti difficili della nostra storia:
Lasciate che affermi la mia convinzione: l’unica cosa che dobbiamo temere è la paura stessa!”.
Giovanni Pelosini

Lezioni di Scienze: Cinema & Soft Skills

C’è modo e modo di insegnare argomenti e concetti di discipline scientifiche, talvolta anche usando l’ironia e il metodo narrativo cinematografico con lo S.CI.E.N.CE. Project (Scienze CInema Educazione Narrativa CEcina).

Ma l’obiettivo principale non è quello didattico scientifico in senso stretto. In questo progetto gli studenti dell’I.T.C. Cattaneo di Cecina hanno sviluppato competenze e abilità trasversali, capacità di organizzazione autonoma e di lavorare in équipe, di assumersi responsabilità specifiche, di utilizzare strumenti e tecnologie, hanno appreso i rudimenti del linguaggio cinematografico e le tecniche della produzione: in pratica hanno lavorato per acquisire i cosiddetti soft skills, sempre più richiesti in ogni attività lavorativa.

Ringrazio di cuore il regista Lorenzo Pelosini per le lezioni teoriche e pratiche, i colleghi del Consiglio di Classe per la collaborazione, e l’intera classe II B SPES per l’entusiasmo e l’impegno.

Giovanni Pelosini

Vediamoci il video…

Immagine anteprima YouTube

(SCIENCE Project Production) Vedi anche:

The Wizard of Al

A Plastic Orange

Chemicats

Lettere d’Amore dallo Zodiaco

La Rovere, Lettere d'amore dallo ZodiacoLettere d’amore dallo Zodiaco

Edizioni Tabula Fati, 2015

Questo libro di Rita La Rovere è di gradevole lettura sia per gli esperti di astrologia che per i semplici appassionati della materia, magari solo curiosi di sapere con quale segno il loro va più d’accordo.

È un libro elegante nell’aspetto, scritto in ottima prosa, scorrevole, declinato al femminile, in cui si passano in rassegna le donne dei dodici segni zodiacali. Queste sono narrate nei loro modi di essere e nei loro gusti, e certamente le lettrici si riconosceranno nelle descrizioni, ma c’è qualcosa di più… c’è un’attenzione al dettaglio narrativo che forse sfuggirà a qualche lettore, che pure saprà coglierne in qualche modo la sostanza. Le citazioni letterarie, i brani di popolari canzoni, i virgolettati che sembrano inseriti, con rara levità, solo opportunamente nel testo non sono mai casuali, e rimandano sempre ad autori (anzi, autrici) che condividono la posizione solare con la protagonista di ogni capitolo zodiacale, e che quindi ne incarnano alcuni aspetti della personalità.

Così, sempre graziosamente, Elsa Morante interviene nella descrizione della donna del Leone, le parole indimenticabili di Mia Martini contribuiscono a delineare il modo d’amare della donna della Vergine, George Eliot entra in profondità del definire la donna dello Scorpione, Elisabeth Bishop mostra un aspetto delle donne acquariane, e così via.

Ogni segno zodiacale è introdotto da un quadretto a colori di Francesco Musante, un Acquario che ha fatto dell’arte la sua strada di comunicazione con il mondo onirico e simbolico.

Non mancano classiche schede di corrispondenze analogiche per ogni segno zodiacale, né liste di donne famose, con particolare riguardo ai loro uomini di ogni segno zodiacale, a ovvia dimostrazione che ogni segno entra in relazione con tutti gli altri, che i facili cliché sulle corrispondenze amorose zodiacali sono poco più che stereotipi, e che, comunque, anche le coppie celebri possono essere un argomento di approfondimento astrologico, sempre finalizzato alla maggiore conoscenza di sé.

Nel delicato libro di Rita La Rovere si trovano infine dodici lettere d’amore scritte e dedicate agli archetipi femminili zodiacali: dodici piccole grandi storie estremamente parlanti. E, anche in queste lettere, niente è scritto a caso.

Giovanni Pelosini

Giovanni Pelosini, “Tarocchi, gli Specchi dell’Infinito”

Giovanni Pelosini, Tarocchi Specchi dell'InfinitoIl nuovo libro di Giovanni Pelosini

TAROCCHI

GLI SPECCHI DELL’INFINITO

Storia, Filosofia, Simboli, Alchimia, Cartomanzia pratica

Finalmente in tutte le librerie il nuovo classico della cultura tarologica mondiale: l’enciclopedica Opera Omnia, teorica e pratica, per conoscere “tutto” sui Tarocchi.

Per i neofiti, la visione completa del mondo dei Tarocchi presentata in modo semplice e chiaro. Per i cultori della materia, un punto di riferimento fondamentale. Per tutti, una guida per comprendere se stessi e interpretare il mondo.

Un grande libro (cm 17 x 24), illustrato b/n, 486 pagine, 691 note a piè pagina, ricchissima bibliografia e sitografia, indice analitico.

Editrice Hermatena, maggio 2016 – ISBN 978-88-97371-87-8

 

Acquistabile qui ⇒ G. Pelosini, Tarocchi, Gli Specchi dell’Infinito, 2016

TAROCCHI, gli Specchi dell'InfinitoINDICE degli argomenti:

  • Origine e Storia dei Tarocchi (Prima della storia – Prima delle carte – La leggenda – Ipotesi sull’origine delle carte da gioco e dei Tarocchi – I Naibi “saraceni” – I Trionfi di Petrarca e altre radici culturali – I Trionfi, espressione del Rinascimento italiano – Etimologie e significati – Antichi usi dei Tarocchi – Il periodo d’oro dell’esoterismo francese –  L’Alba Dorata del mondo esoterico anglosassone – L’eredità della scuola di San Pietroburgo – La breve stagione tedesca – Jung e i Tarocchi – I Tarocchi nell’epoca contemporanea – Il mondo dei Tarocchi oggi)
  • Tarosofia (Le radici del pensiero – L’ineffabile Uno di Plotino, archetipo del Tutto – L’Ermetismo – Il pensiero rinascimentale, culla dei Tarocchi – Homo tarologicus e la Ruota delle trasformazioni – Il Principio Conoscitivo – Paradossi di una realtà sfuggente – Il problema del “tempo” – Il “caso” e la sincronicità – Il “destino”, il Karma e la libertà – Previsioni del futuro – Dio gioca a dadi… probabilmente, e l’uomo gioca a carte – Altri paradossi del Matto – Il potere dell’intenzione e la conoscenza immaginativa – Gli opposti estremismi delle ignoranze contemporanee – Credere ai Tarocchi? – I principi filosofici della Tarologia Umanistica)
  • Le chiavi del linguaggio simbolico (Percezioni e interpretazioni della realtà – La lingua dei simboli – Funzioni dei simboli – Azione psicologica dei simboli)
  • Gli Arcani Maggiori (Il Bagatto – La Papessa – L’Imperatrice – L’Imperatore – Il Papa – Gli Amanti – Il Carro – La Giustizia – L’Eremita – La Ruota – La Forza – L’Appeso – La Morte – La Temperanza – Il Diavolo – La Torre – La Stella – La Luna – Il Sole – Il Giudizio – Il Mondo – Il Matto)
  • Gli Arcani Minori (Assi – Carte numerali – Carte di Corte)
  • Il codice astrotarologico e la chiave tarosofica (Tarocchi e astrologia – Alla ricerca del codice astrotarologico – La Chiave della Tarosofia – Corrispondenze astrologiche dei Trionfi – Arcani Minori e Elementi – Arcani Minori e Decani)
  • Corrispondenze: antichi e nuovi intrecci culturali (Tarocchi e mitologia – Tarocchi e fiabe, Pinocchio – Tarocchi e cabala – Tarocchi e lettere degli alfabeti – Tarocchi e numerologia – Operazioni teosofiche e tarologiche – Tarocchi e ABRACADABRA – Tarocchi e I Ching – Tarocchi e alchimia – Tarocchi e magia – Tarocchi e ciclo lunare – Tarocchi e costellazioni – Tarocchi e musica – Tarocchi e Orisha – Tarocchi, anatomia e Yoga – Tarocchi e chimica – Tarocchi e colori – Tarocchi e cibi – Tarocchi, percorsi iniziatici e massoneria – Tarocchi e Gioco dell’Oca – Tarocchi e Cinema)
  • L’arte della cartomanzia (La follia nell’arte delle carte – Vedere non è solo guardare – Arte e metodo – Importanza della ritualità – L’Assioma Centrale della Tarologia Umanistica – Etica e igiene del cartomante – Perché la cartomanzia funziona)
  • Metodi pratici di lettura dei Tarocchi (Principali significati mantici tarologici – Metodo della carta notturna – Le tre varianti del codice cartomantico – Metodo tradizionale delle cinque carte – Metodo tradizionale della Croce Celtica – Il Quadrato Magico: lo Yantra del Sole – Metodo delle sette stelle – Metodo della Spirale Mistica)
  • I mazzi di Tarocchi (I Tarocchi di Marsiglia – I Tarocchi Rider/Waite/Smith – I Tarocchi di Thot, Crowley/Harris – I Tarocchi di Haindl – I Tarocchi della Spirale Mistica, Pelosini/Palumbo – Le Carte Fine dalla Torre – Qual è il miglior mazzo da usare)
  • Appendice del prof. Paolo Aldo Rossi, Università degli Studi di Genova (Etimologie di un termine sconosciuto)

 

 

Tarquinia, 11 giugno 2016: 18° Convegno di Ufologia

Provincia di Viterbo, Comune di Tarquinia, Università Agraria di Tarquinia, S.U.E.T. Subway Web Radio

XVIII Convegno di Ufologia

“Città di Tarquinia”

Sabato 11 giugno 2016

Tarquinia, Teatro Etrusco, Via della Caserma, 32

Ingresso libero

Tarquinia, 18° Convegno UfologiaProgramma

Ore 9.00: Avv. Alessio Colotti, Apertura dei lavori

Ore 9.10: Giovanni Colotti, “Retrospettiva sul caso Zanfretta

Ore 9.40: Relazione della Sezione Ufologica Esoterica Tarquiniese, “Oriolo Romano: un luogo, un simbolo, un messaggio

Ore 9.50: Relazione della Sezione Ufologica Esoterica Tarquiniese: Sunto dei risultati delle osservazioni del cielo notturno durante l’estate scorsa e delle indagini ufologiche condotte nel 2013 e nel 2014.

Ore 10.00: Dr. Francesca Pontani, “Osservatori astronomici nell’antichità

Ore 10.30: Avv. Alessio Colotti & Giovanni Colotti: “Tarquinia: terra d’avvistamenti

Ore 11.30: Massimo Stefani, Etruschi ed Esseri di luce: lo scopo dell’uomo nell’universo

⇒ Ore 12.00: Prof. Giovanni Pelosini, Tarocchi, gli Specchi dell’Infinito

Ore 12.30: Pausa pranzo

Durante l’intervallo saranno proiettati filmati e fotografie di repertorio ufologico.

Ore 14.00: Michel Zirger, Proiezione di un filmato sulla giovinezza di George Hunt Williamson

Ore 14.40: Dr. Maurizio Martinelli, “Verso un nuovo paradigma del nostro sistema solare

Ore 15.10: Gabriele Mazzetti e Simone Pizzo, Presentazione di Subway Web Radio

Ore 15. 25: Giorgio Scanferla,  “Ash Kirishiak: Da un racconto cosmico…Il Libro della Vita Universale

Ore 16.15:  Pier Giorgio Caria, “Messaggio cosmico e profetico dei cerchi nel grano

Ore 17.15: Mario Michele Pascale, “Un’aliena poco conosciuta: Nayotake No Kaguyahime”

Ore 17.45: Pier Giorgio Caria, “Gli Esseri di Luce nel Vangelo

Ore 18.45: Giorgio Bongiovanni

Ore 20.05: Avv. Alessio Colotti, Proiezione del documentario “La profezia di Marcello Ezechiele Ciai

Ore 20.22: Avv. Manuel Paroletti, Proiezione del film “Il caso Zanfretta: una storia diversa?

Ore 22.36: Dibattito

Ore 22.45: Chiusura dei lavori

 

Bibbona, 28 maggio 2016: La Sezione Aurea

Bibbona e Cultura 2016Comune di Bibbona

Conferenza di

Giovanni Pelosini

La Sezione Aurea

Sabato 28 maggio, ore 21.00

Comune Vecchio, Bibbona

INGRESSO LIBERO

La spirale è una forma presente nel macrocosmo delle galassie e nel microcosmo del DNA, ma anche nel misterioso e affascinante mondo dell’immaginario collettivo degli archetipi.

Il simbolo della Spirale Aurea ci accompagna in un viaggio insolito, oltre le convenzionali separazioni: dalla fisica alle profondità della psiche, dall’esoterismo all’arte, dalla mitologia alla filosofia.

Magia e Scienza della Spirale, 2014Il potere del simbolo universale della Spirale e la Sezione Aurea ci accompagnano come un filo d’Arianna nel mistico percorso dei labirinti fisici e metafisici, e fa riflettere sulla natura dell’uomo e sul mistero della vita.

Questo libro è stato uno dei primi testi moderni sul codice universale della geometria sacra: fu pubblicato per la prima volta nel 1994, e nel 2014 ne è uscita una nuova e riveduta edizione in italiano e in russo.

Nel 2011 è stato la principale fonte per la sceneggiatura dei Tarocchi della Spirale Mistica, illustrati da Giuseppe Palumbo.

Tarocchi, gli Specchi dell’Infinito

FRA POCHI GIORNI IN TUTTE LE LIBRERIE

Coming soon…

Giovanni Pelosini

TAROCCHI

gli Specchi dell’Infinito

Hermatena, 2016

486 pagine

cm 17 x 24

TAROCCHI, gli Specchi dell'InfinitoLa curiosità mi ha condotto su questo sentiero. Il desiderio di conoscenza e la voglia di andare sempre oltre il noto mi hanno sostenuto nel percorso di avvicinamento al grande Mistero della Vita.

Quando mi imbattei nei simboli, che silenziosi muovono la coscienza, la realtà mi si presentò diversa: più ricca di senso e di contenuti. Anche dopo aver conosciuto grandi maestri di vita e le regole delle discipline spirituali, riconosco i simboli fra i miei più grandi insegnanti iniziatici. Fra questi il posto d’onore spetta alla spirale e a quelli presenti nei Tarocchi: personificazioni degli archetipi, ma soprattutto chiavi per aprire le porte della psiche profonda, per sviluppare la coscienza, per incanalare e utilizzare tutte le funzioni della mente umana, e infine per tendere alla consapevolezza della nostra vera essenza.

Retaggio di antiche culture e di quella magnifica epoca chiamata Rinascimento, i Tarocchi, spesso malamente denigrati a causa dell’azione di tanti ciarlatani, della diffusa ignoranza e del pregiudizio, meritano una riscoperta in chiave moderna e il recupero della loro originale dignità, quanto meno in ambito culturale e artistico, e possono ancora avere un ruolo importante per l’uomo del XXI secolo. Nei millenni la coscienza dell’uomo non ha cambiato le sue problematiche né lo scopo della sua esistenza. Da sempre l’uomo ha bisogno di “Specchi dell’Infinito”, di mappe per esplorare i misteriosi sentieri dell’anima, ovvero di un filo d’Arianna per non perdersi nei labirinti archetipici delle profondità della psiche, e per muoversi consapevolmente fra i nodi dell’esistenza.

Quando sono veicoli del flusso cosmico dell’Anima universale, i Tarocchi possono aprire il pensiero a scenari mai immaginati, a soluzioni creative e liberatorie, all’arte del vivere multidimensionalmente, alla responsabilità di farlo con coscienza, intraprendenza, libertà.

Si tratta di indagare l’ineffabile Anima Mundi, ma soprattutto di interpretare profondamente il Mundus Animae, e tramite questo procedere verso la comprensione di noi stessi e del cosmo, poiché tutto è Uno, e noi tutti ne siamo parte.

GP

DISPONIBILE QUI ⇒ G. Pelosini, Tarocchi, gli Specchi dell’Infinito

Grazia Bordoni: Come imparare l’Astrologia

Bordoni, Sintesi e interpretazione del Tema NataleGrazia Bordoni (che amici e colleghi chiamano affettuosamente “GraZia“,o semplicemente “Zia“) è da sempre la fonte più affidabile di dati anagrafici per uso astrologico. Il suo archivio è pressoché sterminato, e così la sua cultura astrologica.

Da brava docente, con spirito didattico, ha recentemente dato alle stampe un interessante volume che sottilmente mette in relazione i ritmi, la geometria, la musica e l’astrologia (G. Bordoni, Le Armoniche, 2016). Un’opera che è stata pubblicata quasi quaranta anni dopo il raro testo di John Addey, e che colma così un vuoto editoriale: utile agli studiosi che desiderano integrare il loro lavoro con questa tecnica poco conosciuta, ma affascinante.

Per chi invece fosse ancora alle prime armi nello studio dell’Astrologia, consiglio vivamente la lettura di Sintesi e interpretazione del tema natale: libro della stessa autrice pubblicato da Armenia nel 1987, ancora disponibile grazie alla nuova edizione (Ed. Librarie Capone, 2011). Un esempio di come si insegna correttamente l’astrologia.

Il testo introduce il lettore al mondo astrologico con la chiave dei simboli e della mitologia, per poi sviluppare organicamente gli aspetti più tecnici e di lettura analitica di un oroscopo.

Anche in questo caso non mancano esempi pratici e applicativi, ma non si pensi a un testo aridamente tecnico. La “Zia” affronta con competenza anche gli aspetti psicologici in chiave evolutiva del tema natale, e infine fornisce fondamentali e preziose istruzioni per chi vuole operare con coscienza nel difficile campo del counseling astrologico.

Giovanni Pelosini

⇒ G. Bordoni, Sintesi e interpretazione del tema natale, 2011

Paolo Quagliarella, Astrologia, perché funziona?

Quagliarella, AstrologiaLeggendo un buon saggio sugli argomenti di mio interesse mi capita di trovare concetti talmente vicini al mio pensiero che quasi mi sembra di averli scritti personalmente; e il piccolo rammarico di non averlo fatto si fonde con il grande piacere della condivisione ideale.

Questo libro di Paolo Quagliarella non mi ha suscitato una tale contraddittoria emozione, e non certo perché non sia un testo ben fatto e condivisibile nell’intento e nel contenuto.

Il fatto è che l’ho letto quando ormai era in fase di stampa il mio libro prossimo sui Tarocchi, che presto sarà distribuito, e che tratta anche simili argomenti teoretici. La cosa singolare è che i concetti sono i medesimi, l’approccio e il pensiero di fondo analoghi, ma i nostri scritti non sono uguali né ripetitivi: semmai li trovo davvero complementari, pur entrando nel merito spesso citando gli stessi autori del mondo della psicologia, della filosofia e della scienza. Del resto Astrologia e Tarologia possono essere intese, e usate, in modo complementare, e si fondano entrambe sulla simbologia.

Non è quindi un libro che avrei voluto scrivere, ma un libro che vorrò mettere a fianco del mio, sullo stesso scaffale, che completa e illustra il mio stesso pensiero.

La psiche e l’inconscio sono i punti fondamentali dai quali Paolo Quagliarella parte per sviluppare un’analisi critica dell’astrologia dal punto di vista individuale e collettivo, che è sociologicamente oggettiva e onesta. Il concetto di Uno-Tutto di Plotino, nella corrente neoplatonica e neopitagorica, si articola poi con il pensiero di Jung, e infine con le ricerche di scienziati di frontiera come Sheldrake, e di fisici del calibro di Bohm.

Ma il lettore non si spaventi: non si tratta di un testo difficile e complesso. Anzi, la lettura scorre leggera attraverso argomenti solo apparentemente distanti dal tema astrologico. E così, a fianco della biologia e della fisica quantistica, si legge piacevolmente di simbologia e di mitologia, per poi ritrovarsi quasi magicamente a comprendere meglio il funzionamento dell’astrologia. Ciò non dovrebbe stupirci, poiché in ogni caso l’autore ci parla dell’uomo e della sua più profonda essenza, e della realtà che lo circonda (come è, come vorremmo che fosse, e come ci appare).

Particolarmente felice è la scelta originale di scrivere un’ipotetica intervista a Jung che utilizza brani autentici del grande filosofo svizzero, cosa che ce lo fa sentire particolarmente vicino e attuale.

Plaudo all’opera dell’amico Quagliarella: sincero contributo al rinascimento culturale di discipline troppo a lungo erroneamente considerate retaggi di una tradizione non più utile all’umanità.

Giovanni Pelosini