L’antica festa del Solstizio d’Inverno

Nel nostro attuale calendario il Solstizio d’Inverno vede il Sole entrare simbolicamente nel segno del Capricorno alle 13.05 del 21 dicembre 2008: è il giorno più breve dell’anno. Quell’attimo in cui il Sole sembra stazionare, in bilico fra il Sagittario ed il Capricorno, è il momento della sua rinascita. Il Sole Bambino è festeggiato da millenni in tutto l’emisfero settentrionale e numerosi megaliti sono ancora i testimoni di questo antico culto: le grandi pietre di Stonehenge, i mitici cerchi dei templi iperborei di Apollo, i dolmen ed i menhir bretoni, i cerchi delle fate irlandesi, i tumuli della valle del Boyne, le incisioni spiraliche di Newgrange. Perfino nel New Hampshire misteriosi popoli precolombiani hanno eretto pietre solstiziali, che oggi rappresentano un grande enigma archeologico, segnalando ancora il sorgere del Sole rinnovato nel periodo più buio dell’anno.
All’interno del grande tumulo di Newgrange, in Irlanda, il primo scintillio di luce del Sole sorgente al Solstizio d’Inverno è diretto verso l’unica piccola apertura orientale. Solo in quel momento un raggio di luce percorre come un fulmine il lungo corridoio ed abbaglia la triplice camera dove avevano luogo le cerimonie sacre.
È il segnale cosmico che le tenebre sono state ancora sconfitte e che la luce solare regnerà per un altro ciclo del Calendario Sacro.

Natale: la festa del Sol Invictus

Probabilmente i cristiani del IV secolo non sapevano esattamente quando era nato Gesù, ma non è certamente un caso se papa Giulio I decise di festeggiare il Santo Natale proprio durante il periodo solstiziale, che già i popoli pagani ritenevano sacro da millenni, celebrandolo nelle feste solari come Yule, Saturnalia e il Dies Natalis Solis Invicti.
La nascita del Salvatore poteva essere ben rappresentata dall’inizio dell’ascesi solare nel cielo invernale, con il continuo aumentare della luce ed il risveglio della natura che si sarebbero protratti fino al culmine estivo.
Simbolicamente la nascita di Cristo avrebbe portato la Luce della verità e della salvezza eterna, illuminando le coscienze degli uomini. La rigenerazione del Sole come emblema dell’immortalità dell’Anima era ed è l’archetipo, sia pagano sia cristiano, di questo momento sacro dell’antico calendario.

Riti e tradizioni

Il ceppo di Yule era bruciato in onore del Vecchio Sole morente e del Giovane Sole appena nato, ed era usanza scambiarsi piccoli doni e dolci molto prima della nascita delle tradizioni popolari legate a Santa Claus o a Babbo Natale.
Era usanza bruciare il ceppo, o ciocco natalizio, nel camino per dodici notti, un po’ alla volta, da Natale all’Epifania, come simbolo di augurio e di fertilità.
I fuochi del Solstizio avevano il compito simbolico di dare forza al Sole Bambino, ovvero a Lugh, il dio celtico della luce, o al mitico re Artù, di cui si festeggiava il compleanno nella celebrazione sacra di Alban Arthuan (La Luce di Arthur): il divino eroe solare rinasceva in inverno per riportare luce, fecondità e salute a tutto il popolo.

Simboli sacri della tradizione

  • Albero di Natale

L’albero è un antichissimo simbolo di lunga vita che è comune a moltissime diverse culture, ma l’abete in particolare, in certe tradizioni europee, era l’Albero Cosmico al centro dell’Universo. Un albero sempreverde è un meraviglioso emblema invernale del rinnovarsi ciclico ed eterno della natura e della vita stessa. Luci, ghirlande, dolci e palline vivacizzano l’albero di Natale; tali addobbi, specialmente rossi, simboleggiano i frutti della promessa primavera e della luce solare. Vedi anche l’approfondimento sulla simbologia degli alberi di Natale.

  • Vischio

E’ un simbolo importante di immortalità e di rinnovamento almeno dai tempi in cui i druidi celti lo raccoglievano devotamente sui rami delle vecchie querce nei boschi sacri. Era considerato un dono celeste, che cresceva senza radici e senza mai toccare terra: una cura divina per molte malattie se veniva tagliato con un falcetto d’oro.

  • Agrifoglio

Importante amuleto natalizio, con le sue foglie pungenti e resistenti e le sue bacche rosse era usato come augurio e come protezione dai sortilegi e dai topi.
Altre piante sacre di questo periodo erano il ginepro, l’oleastro, il rusco e il biancospino. Ma non tutte le tradizioni hanno avuto la fortuna di essere tramandate dal simbolismo pagano a quello cristiano.

Il Rito dei Dodici Giorni

Potete provare a ricavare una previsione personalizzata per i dodici mesi del prossimo anno con l’antica mantica italica dei dodici giorni. È sufficiente che prendiate un quadernino rosso e segnate diligentemente le vostre emozioni ed ogni vicenda significativa che vi capiti in ciascun giorno dal 25 dicembre al 5 gennaio. Prendete nota del vostro stato d’animo, dell’evento più importante, delle sorprese, degli imprevisti, dei guadagni e delle perdite di denaro, degli incontri e dello stato di salute (eccetto situazioni croniche).
La tradizione popolare afferma che, per analogia, potrete ottenere una previsione sull’andamento dei dodici mesi futuri. Se, per esempio, il 27 dicembre (terzo giorno) vi sentirete felici e farete dei buoni incontri, la tradizione afferma che anche marzo (terzo mese dell’anno) vi riserverà un simile destino.

Giovanni Pelosini



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