Steve Jobs, il Geniale e Visionario Sole in Pesci

Steve Jobs, il creatore di Apple e della Pixar Animation, l’uomo senza il quale oggi forse non avremmo tutti un personal computer, nacque a San Francisco, California, il 24 febbraio 1955 alle ore 19.15, ed è deceduto il 5 ottobre 2011. Era un geniale e visionario nativo del segno dei Pesci.

Nel 2005 presenziò alla consegna dei diplomi alla Stanford University e in quella occasione ebbe il coraggio di parlare con il cuore ai giovani che lo ascoltarono in attento silenzio anche quando parlò loro di sogni e visioni, di follia, di fiducia e di morte…

«Dovete avere fede in qualcosa: il vostro intuito, il destino, la vita, il karma, qualunque cosa. Questo approccio non mi ha mai deluso e ha fatto tutta la differenza nella mia vita. (…) Io sono stato fortunato, ho scoperto quello che amavo fare molto presto. (…) Continua a leggere »

Vittorio Marchi: La Conoscenza Antica e l’Autocoscienza dell’Universo

Le Conoscenze dell’Antichità alla Luce della Fisica Quantistica

Lo scienziato prof. Vittorio Marchi è intervenuto al Festival della Letteratura della Costa Etrusca 2011 con una brillante esposizione sia scientifica sia spirituale sulla saggezza e la profonda conoscenza che si cela nelle allegorie, nel misticismo, nella geometria sacra, nella numerologia, nei miti, nei monumenti, nelle opere d’arte dell’antichità, e sulla eterna verità dell’Uno di cui tutti facciamo parte. Continua a leggere »

Il Simbolo dell’Oceano dell’Essere

Aforisma di Padre Anthony Elenjimittam “L’Oceano e l’Essere Supremo”

«Un pellegrino, al contemplare il sole che stava tramontando rosso dietro la linea dell’orizzonte dello sconfinato Oceano Indiano, colpito dalla maestà di quello spettacolo, chiese all’Oceano: “O immenso Mare, non sei tu l’essere, il simbolo dell’Essere supremo?” Gli rispose l’Oceano: “Non sono io l’Essere; sono il divenire; sono una parte del mondo in fieri, ma sotto di me, dietro di me, a mio sostegno c’è l’Essere del quale io sono solo un simbolo vibrante: il ‘mare dell’essere’, di cui parla Dante. Sopra quest’Essere supremo io danzo ogni giorno con la cavalcata delle onde del mio petto, che si levano più alte col crescere del monsone. Io sono il simbolo di quell’Oceano dell’Essere, di quell’AUM vibrante che è la nostra casa, il nostro padre comune, madre e dimora di tutti gli esseri. Perciò voi, uomini, e noi oceani siamo come fratelli e sorelle. Là dietro quel sole che tramonta splende come l’occhio del pianeta terrestre, ma l’occhio di tutti gli occhi è quell’Essere che è come un oceano senza onde, un infinito spazio di consapevolezza, testimone di tutti gli esseri, di tutti gli stati della mente e della materia, progenitore e meta suprema di tutti gli esseri. Il dio e la Dea Oceano, come Zeus, Dyaus Piter e Jupiter degli antichi Greci e Romani, il Prajâpati e Indra, Mitra e Varuna degli antichi Indoariani, sono tutte divinità che presiedono e guidano i destini degli umani, degli animali, delle piante e dei minerali, esseri tutti in varie fasi trasmigratorie dell’evoluzione spirituale, che raggiungerà i lidi lontani di quell’Oceano dell’essere che non ha sponde, che è tutto Essere senza divenire, tutto Atto Puro, esse sine fieri.

Impara questa lezione, e vivila, e vedrai che tutto l’universo è il tuo Guru, che ti istruisce nell’esoterica Sacra Scienza, Aghia Sophia.»

Padre Anthony Elenjimittam, Gnosi vedantica per la beatitudine, 1981

* * * Padre Anthony Elenjimittam, nato in India come Bhikshu Isabhodananda, è un maestro spirituale che vive e opera a Assisi; domenicano e francescano, discepolo del Mahatma Gandhi, ha pubblicato molti libri in italiano.

Forte di Bibbona, agosto 2011: Rassegna di Arti e Misteri Etruschi

Etruscherie

Rassegna di Arti e Misteri Etruschi

Conferenze e Visite Guidate

Dal 1 agosto al 21 agosto 2011

Forte Marina di Bibbona (LI) Continua a leggere »

Cecina, 30 luglio 2011: L’Universo è Vivo e Intelligente

II Festival della Letteratura della Costa Etrusca

Incontro con Vittorio Marchi

Introduzione di Giovanni Pelosini

L’Universo è Vivo e Intelligente

e Noi siamo Quello

Sabato 30 luglio 2011, ore 23

Cecina, Parco Villa Guerrazzi, Loc. La Cinquantina

Ingresso Gratuito

Info: tel. 340.7612178 – 347.9113324 Continua a leggere »

L’Arciere, l’Intenzione e la Freccia

“L’arciere accetta che molte frecce sibilino lontano dal bersaglio, perché sa che apprenderà l’importanza dell’arco, della posizione, della corda e del centro solo dopo aver ripetuto i propri gesti migliaia di volte, senza timore di sbagliare. Arriva sempre il momento in cui non è più necessario pensare a ciò che si sta facendo. La freccia è l’intenzione che si proietta nello spazio. Dopo che è stata scoccata, l’arciere non può più fare niente – soltanto accompagnarla con lo sguardo nella sua traiettoria verso il bersaglio. adesso la tensione necessaria per il tiro non ha più ragione di esistere. E così, mentre l’arciere tiene gli occhi fissi sul volo della freccia, il suo cuore riposa – ed egli sorride. Se si è allenato in modo soddisfacente, se è riuscito a sviluppare il proprio istinto, se ha mantenuto la grazia e la concentrazione durante l’intera fase di tiro, in quel momento l’arciere avvertirà la presenza dell’Universo e scoprirà che il suo atto è stato giusto e meritato. La tecnica fa in modo che le mani siano pronte, che il respiro sia calmo e che gli occhi sappiano mirare il bersaglio con precisione; l’istinto fa sì che il momento del tiro sia perfetto. (….)

Dopo aver fatto il proprio dovere e trasformato l’intenzione in gesto, un guerriero della luce non deve temere alcunché: ha fatto ciò che doveva. Non si è lasciato paralizzare dalla paura. Anche se la freccia non colpisce il bersaglio, avrà un’altra opportunità, perché non si è dimostrato codardo.”

Paulo Coelho, Sono come il fiume che scorre (2006)

Forte di Bibbona, luglio 2011: Rassegna di Arti e Misteri Etruschi

Notti dell’Archeologia

“Etruscherie”

Rassegna di Arti e Misteri Etruschi

Conferenze e Visite Guidate

Dal 23 luglio al 31 luglio 2011

Bibbona (LI) Continua a leggere »

Inadeguatezza del Linguaggio secondo Elémire Zolla

Il Linguaggio è Razionalità: la Verità è oltre la Scrittura

“Un rito può accostarci, via via che ci incanta e ci toglie all’uso della ragione sezionatrice, a questo fine supremo, posto al di là delle parole, cui la parola può soltanto vagamente alludere mercé il sistema di esasperazioni metaforiche dei mistici. Le parole del rito saranno iterative, allusive, mireranno a colpire un ricordo incerto, sepolto dentro di noi, impresso in noi forse al momento di venire al mondo, mentre la danza scandisce gli eventi come nessun discorso potrebbe, impegnandovi ogni fascio di muscoli come metafore, mentre la musica avvolge, eccita o placa esattamente come occorre e i profumi danno l’essenza incorporea eppure corporale dei singoli momenti. (…) È al di fuori della scrittura che le verità della transe si svelano e mostrano la cosmogonia sottostante al mondo che conosciamo coi sensi diurni. È forse soltanto al di fuori della scrittura che si può essere totalmente capovolti.”

Elémire Zolla (1926-2002), Uscite dal mondo, 1992

ChemiCats: Sincronicità, Fisica Quantistica e Umorismo

Si può Ridere sulla Sincronicità e sulla Fisica Quantistica?

Sembra incredibile aver potuto racchiudere in un cortometraggio di meno di 13 minuti la teoria della sincronicità di Jung e Pauli, i princìpi della fisica quantistica da Heisenberg a Schroedinger, e la teoria atomica di Dalton; il tutto in chiave comica, ma non per questo privo di contenuti. Eppure, con un po’ di buona volontà e passione, i miei studenti della II SPES dell’Istituto Tecnico Commerciale Cattaneo di Cecina hanno sceneggiato, diretto, interpretato e prodotto un filmino certamente non da Premio Oscar, ma ricco di spontaneità, divertente e istruttivo.

Volete sapere come Wolfgang Pauli conobbe Carl Gustav Jung e come vinse il Premio Nobel?

Vi siete sempre chiesti dove si trovi l’indeterminato elettrone di Heisenberg?

Siete curiosi di sapere dove Albert Einstein incontrava Bohr, Plank, De Broglie, Sommerfeld, Dirac,  i più grandi scienziati del secolo scorso?

Sapete che faccia avesse Deborah, la moglie di John Dalton?

E infine volete davvero sapere che fine ha fatto il famoso Gatto di Schroedinger?

Tutte le risposte sono qui sotto in ChemiCats…

Buon divertimento, e non perdetevi i sorprendenti titoli di coda.

Giovanni Pelosini

Il Simbolo del Graal per Julius Evola

“Nell’epoca che ci ha immediatamente preceduto, le tradizioni riferentisi al Graal hanno destato principalmente due specie di interesse. È stato, anzitutto, un interesse fra il letterario e lo spiritualista, fra il romantico e il mistico, con tinte prevalentemente cristianeggianti. Qui più che diretto, serio contatto con le fonti della leggenda, ha agito ciò che di essa, in assunzioni in larga misura deformatrici e arbitrarie, ha fatto conoscere il pathos musicale del Parsifal di Richard Wagner. In secondo luogo si è avuta una lunga serie di studi accademici sul Graal, ove è entrato in funzione il disanimato meccanismo critico, analitico e comparativo di ricerca di fonti, esame dei testi, accertamento di cronologie e di influenze empiriche, proprio al metodo che ai nostri giorni si è convenuto di chiamare «scientifico». All’uno come all’altro di questi modi di considerazione l’essenza del Graal sfugge del tutto. Il Graal non ha a che fare né con le divagazioni mistiche degli uni, né con le anatomie erudite degli altri. Il Graal ha un contenuto vivo, un «mistero» che a tutt’oggi può dirsi in larga misura ignorato. Solo dal punto di vista di una disciplina che sappia cogliere la realtà di ciò che si nasconde dietro a simboli e a miti primordiali e, poi, da quello di una metafisica della storia esso può esser colto secondo il suo significato più vero e profondo.”

Julius Evola (Giulio Cesare Andrea Evola, 1898-1974), Il mistero del Graal, 1972