I Segni Zodiacali Sbagliati, la Precessione degli Equinozi e Ofiuco

La Sciocchezza dell’Oroscopo Sbagliato

Leggiamo su livescience.com (13/01/2011) l’articolo di Stephanie Pappas “Se leggi il tuo oroscopo, guarda meglio: stai probabilmente seguendo il presunto destino di qualcun altro – Il tuo oroscopo è sbagliato!“. Questo e altri autorevoli periodici, anche italiani, scrivono: “A causa dell’oscillazione terrestre i segni zodiacali sono tutti da rifare. I segni astrologici sono determinati dalla posizione del sole rispetto a certe costellazioni nel giorno della nascita di una persona. Il problema è che le posizioni sono state determinate più di 2.000 anni fa. Oggi le stelle si sono spostate nel cielo notturno, tanto che i segni dell’oroscopo si sono spostati di quasi un mese“.

Ebbene, secondo livescience.com, in base alla effettiva posizione astronomica delle costellazioni ed alla loro ampiezza, i segni dello Zodiaco sarebbero 13 (non 12), aggiungendosi Ofiuco, fra lo Scorpione, di piccolissima ampiezza, e il Sagittario, e sarebbero da correggere:

  • Capricorno: dal 20 gennaio al 16 febbraio
  • Acquario: dal 16 febbraio all’11 marzo
  • Pesci: dall’11 marzo al 18 aprile
  • Ariete: dal 18 aprile al 13 maggio
  • Toro: dal 13 maggio al 21 giugno
  • Gemelli: dal 21 giugno al 20 luglio
  • Cancro: dal 20 luglio al 10 agosto
  • Leone: dal 10 agosto al 16 settembre
  • Vergine: dal 16 settembre al 30 ottobre
  • Bilancia: dal 30 ottobre al 23 novembre
  • Scorpione: dal 23 novembre al 29 novembre
  • Ofiuco: dal 29 novembre al 17 dicembre
  • Sagittario: dal 17 dicembre al 20 gennaio

C’è corrispondenza fra le Costellazioni e i Segni Zodiacali?

Come sanno anche i meno abili dei miei studenti di astronomia, le costellazioni sono insiemi di stelle del tutto virtuali, non necessariamente vicine fra di loro, ma immaginate a rappresentare figure mitologiche sull’altrettanto virtuale sfera celeste. Lungo il percorso dell’eclittica migliaia di anni fa i sapienti della Mesopotamia vollero scegliere 12 figure simboliche sulla base di una ciclicità stagionale (i Segni Zodiacali) che poi andarono a formare un sistema convenzionale geocentrico con 12 settori uguali di 30° ciascuno. Potevano così immaginare che il Sole attraversasse questi 12 settori durante il suo apparente percorso annuale intorno alla Terra. Gli astrologi-astronomi dell’antichità sapevano benissimo che, al di là di una temporanea e approssimativa classificazione astronomica, c’era una corrispondenza solo simbolica tra le costellazioni e i segni zodiacali, come lo sanno oggi i miei studenti liceali, per cui, se all’epoca si fossero volute prendere in considerazione, anziché 12 costellazioni simboliche, 13 con Ofiuco, ovvero 10, 50 oppure 100 gruppi di stelle sulla fascia zodiacale, creando di conseguenza lo stesso numero di settori-segni, la questione oggi sarebbe del tutto irrilevante, essendosi il sistema astrologico strutturato in modo convenzionale e funzionale fin dall’origine. Oggi parlare di Ofiuco in astrologia è assurdo come discutere sui fusi orari, rilevandone l’ovvia arbitrarietà, e magari criticando il fatto che siano 24 invece di, per esempio, 25.

La Precessione degli Equinozi dimostra l’infondatezza dell’Astrologia?

I miei stessi studenti conoscono bene anche i movimenti oscillatori dell’asse terrestre e la precessione degli equinozi, che sposta la nostra prospettiva terrestre cambiando, con un ciclo di circa 26.000 anni, il Polo Nord celeste e il Punto Gamma, cioè lo sfondo di stelle in corrispondenza del Sole nell’Equinozio di Primavera. Ma anche questo fenomeno non era ignoto agli antichi studiosi (era stato osservato e descritto da Aristarco di Samo già nel III secolo avanti Cristo), molti dei quali  erano probabilmente anche a conoscenza (ancor prima della rivoluzione copernicana) che il sistema geocentrico era solo un punto di vista umano del cielo. Del resto anche le stesse costellazioni “esistono” solo come effetto prospettico del nostro punto di vista geocentrico: in realtà non si tratta quasi mai di stelle veramente vicine fra di loro, ma appaiono tali agli osservatori terrestri. Se davvero volessimo essere precisi, dovremmo anche specificare che le costellazioni, così come i segni, di fatto non esistono, o meglio, sono delle classificazioni convenzionali che possono essere utili a chi osserva il cielo dalla Terra.

In ogni caso, la notizia della precessione equinoziale è davvero molto vecchia, eppure ogni tanto i giornali sentono ancora la necessità di intervistare astronomi e scienziati per chiedere la loro opinione, sempre autorevole e rispettabile per ciò che riguarda i dati scientifici e astronomici, quasi mai documentata per ciò che riguarda l’astrologia.

Astronomia e Astrologia

Stupiscono le affermazioni di Joe Rao, del New York Hayden Planetarium, in seguito all’intervista della Minnesota Planetarium Society al Minneapolis Star-Tribune, che ha di nuovo portato alla ribalta l’annosa questione: L’astrologia ci dice che il sole è in una posizione, mentre l’astronomia ci dice che è in un’altra posizione… È pazzesco! Davvero (gli astrologi) hanno una propria serie di regole“. Ebbene è proprio così, e neanche questa è una novità: le regole dell’Astronomia e dell’Astrologia sono diverse, e diversi sono anche gli ambiti. Chiunque abbia un minimo di conoscenza astrologica, oltre che astronomica, lo sa.

Scrive Dante Valente, biologo e Presidente del CIDA, Centro Italiano Discipline Astrologiche: “L’astrologia che si utilizza in Europa è quella mediterranea, fondata dai Caldei almeno tremila anni fa, e si basa sul ritmo stagionale mediterraneo (diverso quindi da quello cinese e indiano). Per i calcoli si usa solo il punto celeste in cui si trova il Sole all’inizio della primavera, e da questo (detto gamma) si traccia un cerchio diviso in 12 settori eguali di 30° detti Segni, indipendentemente dallo sfondo stellare, costellazioni comprese, che invece sono sempre state di ampiezza differente (es. il Leone è quasi il triplo del Cancro!), quindi segni e costellazioni non sono mai stati coincidenti. I fondatori dell’astrologia attuale (verso il 650 a.C., quindi fra l’altro molto dopo i Caldei) avrebbero potuto nominare i dodici segni Mela, Pesca, Fico ecc., invece usarono per comodità la successione delle costellazioni“.

Quindi Segni e Costellazioni non sono mai stati coincidenti, anche a causa della diversa ampiezza delle immaginarie figure stellari: lo studio dell’Astrologia si basa su un sistema del tutto indipendente dai movimenti dello sfondo di riferimento astronomico. Tutto ciò è ovviamente ben noto anche a chi studia seriamente astrologia nel XXI secolo, ma regolarmente ignorato da chi intende criticarla pur non conoscendone neanche le più semplici basi. Sono secoli ormai che l’Astrologia e l’Astronomia sono discipline che hanno paradigmi totalmente differenti  e differenti oggetti di studio: sarebbe l’ora che le persone di buon senso ne prendessero definitivamente atto.

I lettori possono stare tranquilli: il loro segno zodiacale non è sbagliato, non è cambiato, né cambierà, perché la corrispondenza fra Segni Zodiacali e Costellazioni è fin dall’inizio sempre stata puramente simbolica.

Giovanni Pelosini

 

 



15 Commenti a "I Segni Zodiacali Sbagliati, la Precessione degli Equinozi e Ofiuco"

  1. ADG

    Duemila anni fa l’equinozio di primavera cadeva alla fine di aprile. Nel 650 aC, cadeva all’inizio di quello che oggi chiamiamo mese di maggio. Se i nati nell’ariete sono quelli nel mese che inizia con l’equinozio di primavera, oggi sono tra il 20 marzo e il 20 aprile, ma all’epoca della fondazione dell’astrologia (650 aC) erano quelli nati a maggio. E’ inutile cercare di girarci intorno: la Terra gira e l’oroscopo di oggi è cambiato rispetto a quello di duemila anni fa.

  2. Giovanni Pelosini

    Ciò che cambia nel tempo è lo sfondo stellare.
    Lo studio dell’astrologia si basa sui segni, non sulle costellazioni; come spiegato nell’articolo, che affronta direttamente uno dei nodi della disciplina senza “cercare di girarci intorno”.
    Il suo equivoco deriva dal considerare coincidenti “segni” e “costellazioni”.
    Giovanni Pelosini

  3. HoaxBuster

    Ci si può arrampicare sugli specchi quanto si vuole, ma l’astrologia rimane una pseudoscienza priva di alcun fondamento scientifico. Patetico che nel 21° secolo ci sia ancora gente che non lo capisce.

  4. Giovanni Pelosini

    Gentile “HoaxBuster”, peccato che Lei non abbia capito il senso dell’articolo, il quale non ha alcuna pretesa di spingere verso il riconoscimento dell’Astrologia come scienza (io non penso che lo sia in senso stretto; oggi l’Astrologia è assai più affine alla Psicologia che non all’Astronomia), ma piuttosto cerca di definire gli ambiti di discipline diverse (Astrologia e Astronomia) che non solo da questo XXI secolo sono separati e assai distanti. Ma probabilmente la Sua conoscenza di entrambe le materie è superficiale, se Lei ne confonde le premesse, i fondamenti, le competenze, i metodi e gli scopi; senza per altro portare alcuna argomentazione a sostegno del Suo lapidario e sentenzioso pensiero.
    Giovanni Pelosini

  5. AgentOfChaos

    Ho trovato il suo articolo molto interessante, pur essendo profondamente scettico sull’Astrologia. Premetto di non saperne praticamente nulla, ma le vorrei porre questa domanda: se i segni zodiacali sono scorrelati dalle costellazioni (e quindi dalla posizione degli astri), questo vuol dire che le basi su cui si fonda l’astrologia sono puramente convenzionali? Se, come lei afferma, il potere predittivo di tali credenze non deriva da un’influenza degli astri sull’essere umano, allora da dove?

  6. Giovanni Pelosini

    Gentile AgentOfChaos,
    anche io, come lei, ho un atteggiamento spontaneamente scettico, quindi comprendo bene la sua premessa.
    Al contrario di lei, però, la curiosità mi mosse a saperne di più sull’argomento; e questo innanzi tutto la invito a fare, visto che pone le stesse interessanti domande che mi posi anche io all’inizio dei miei studi.
    Ai suoi quesiti rispondo con questi articoli che scrissi tempo fa, senza ovviamente pretendere di risolvere il mistero stesso della vita e delle origini delle connessioni sincronicistiche:
    http://www.giovannipelosini.com/2009/01/il-senso-dellastrologia-secondo-yukteswar/
    http://www.giovannipelosini.com/2011/05/perche-non-credo-nellastrologia/
    La ringrazio e la saluto cordialmente,
    Giovanni Pelosini

  7. alessandro

    Gent. Prof. Pelosini, non so se può chiarire un mio dubbio riguardo le ere zodiacali. Come ben saprà, secondo l’astrologia il periodo precessionale si divide in 12 ere, della durata di circa 2.160 anni, che prendono il nome dalla costellazione zodiacale in quel periodo interessata dalla levata eliaca nell’equinozio di primavera. Se attualmente, secondo quanto si dice, siamo verso la fine dell’era dei pesci, come mai l’equinozio è in ariete? Grazie per il suo tempo.

  8. Giovanni Pelosini

    Gentile Alessandro,
    come lei dimostra di conoscere bene, le cosiddette Ere astrologiche si susseguono ciclicamente e in modo retrogrado proprio in virtù della precessione equinoziale.
    L’astrologia non ignora il fenomeno della Precessione degli Equinozi, conosciuto anche nell’antichità, pertanto alcuni astrologi si occupano anche di studiare i cambiamenti epocali e simbolici delle Ere collegati in sincronicità con il cambiamento astronomico dello sfondo stellare nel tempo.
    L’inizio dell’Era dei Pesci ha coinciso più o meno con l’avvento del cristianesimo. Fu la fine dell’Era dell’Ariete e l’inizio di un’epoca identificata astrologicamente dal simbolo del pesce: una circostanza che difficilmente poteva essere sfuggita agli eruditi di circa duemila anni fa, che codificarono gli aspetti iconologici in sintonia con gli archetipi e i simboli allora emergenti, come quello appunto del pesce (antico emblema cristiano).
    http://www.giovannipelosini.com/2011/06/pesce-antico-simbolo-cristiano/
    Sempre in quell’epoca (e in altre, precedenti e successive) non si ritenne di dover mutare la convenzione simbolica e funzionale dell’inizio dell’anno astrologico con il segno dell’Ariete. Si mantenne (e si mantiene) cioè la simbologia relativa alla ciclicità dei mesi e delle stagioni, che hanno avuto fin dalle origini una funzionalità relativa ai cambiamenti stagionali osservati in natura sul nostro pianeta.
    L’Equinozio di Primavera quindi continua a segnalare ancora dal punto di vista simbolico-astrologico l’inizio del segno dell’Ariete (ma NON della costellazione omonima).
    E’ noto che il punto di vista astronomico non contempla i “segni” zodiacali (non ne ha alcun bisogno), ma si occupa, fra le altre cose, delle altrettanto convenzionali “costellazioni”.
    Segni e costellazioni non sono affatto la stessa cosa: da qui può nascere il suo dubbio; ma gli ambiti astrologici e astronomici sono ormai talmente distinti e distanti che lei certamente comprenderà la differenza.
    Una differenza che, al sorgere dell’Era dell’Acquario, spero sia sempre più chiara anche a chi, al contrario di lei, dubbi non se ne pone mai.
    Spero in un futuro più aperto, anche se non mi faccio troppe illusioni: i commenti, via via sempre più raffinati, ma comunque provocatori a questo mio articolo (evidentemente scomodo), confermano che molte persone hanno bisogno di sicurezze, di certezze anche laddove non ve ne sono, cercando rifugio nei dogmi di ogni tipo, nel materialismo ovvero nelle credenze, e persino nelle “attuali” (e necessariamente limitate) conoscenze scientifiche, dimenticando quanto poco sappiamo della realtà; e trovano più comodo “credere” piuttosto che “pensare”.
    Grazie della sua domanda,
    Giovanni Pelosini

  9. Astromauh

    Nell’articolo c’è qualche imprecisione, lì dove viene detto che le regole dell’astrologia e astronomia sono diverse. Non è affatto vero, perché le tabelle con le posizioni dei pianeti, le effemeridi, usate dagli astrologi sono compilate dagli astronomi.
    Non c’è un sistema astrologico che si contrappone a quello astronomico. Gli astronomi che affermano il contrario come Joe Rao citato nell’articolo, andrebbero licenziati in tronco perché dicendo queste fesserie dimostrano di non conoscere la loro materia.

    Gli astronomi per definire la posizione di un corpo celeste non si servono delle costellazioni, ma fanno riferimento ad un sistema di coordinate che origina dal punto gamma, e questo è esattamente lo stesso sistema di coordinate degli astrologi.

    Gli astronomi hanno un sistema di coordinate basato sui segni degli astrologi, anche se nella maggior parte dei casi sono restii ad ammetterlo, e mascherano un po’ la cosa.
    Gli astronomi di norma non parlano di segni zodiacali, ma di longitudine eclittica dei pianeti, solo che le longitudini eclittiche sono i segni zodiacali. Il segno dell’Ariete ha una longitudine eclittica compresa tra il grado 0° e 29°, il segno del Toro ha una longitudine eclittica compresa tra il grado 30° e il grado 59°, e così via.

    Capisco che a qualcuno queste mie parole possano sembrare false. Perché questa favoletta dei segni sbagliati che sarebbero usati dagli astrologi gira da molti anni. Per cui sembra assurdo che ci siano degli astronomi che criticano il sistema degli astrologi senza rendersi conto che si tratta del loro stesso sistema.

    Cercherò di spiegarmi meglio.

    Tanto gli astronomi che gli astrologi sono a conoscenza del fenomeno della precessione.
    La precessione fa si che ogni anno la primavera avvenga un po’ in anticipo sullo sfondo del cielo stellato, per cui il punto vernale detto anche grado zero dell’Ariete, scivola lentamente all’indietro sullo sfondo delle stelle.

    Gli astronomi che sono consapevoli di questo fenomeno che cosa fanno?

    Periodicamente, diciamo ogni 50 anni, ridefiniscono la posizione di tutte le stelle. Eppure le stelle non si sono spostate, perché ciò che è cambiato è solo l’orientamento dell’asse terrestre nello spazio.

    Modificano periodicamente le coordinate delle stelle per tenerle ancorate al sistema di riferimento basato sul punto vernale, ossia sui segni zodiacali degli astrologi.

    Evidentemente trovano comodo questo sistema di coordinate, che rende la Terra stessa e la sua orbita, come una specie di astrolabio, con cui osservare e misurare la posizione delle stelle.

    Se gli astrologi basano le carte del cielo sui segni zodiacali, questo significa che gli influssi astrologici non provengono dalle stelle lontane. L’equivoco è tutto qui, perché molti credono che gli influssi astrologici sarebbero in rapporto con alcune zone del cielo. Non è così, altrimenti non useremmo i segni zodiacali, che invece indicano la posizione dei pianeti rispetto alla Terra o più precisamente rispetto all’orientamento del suo asse.

    Il polo nord dell’asse terrestre proiettato sull’eclittica ciò che indica il punto di inizio del segno del Cancro, e di conseguenza quello di tutti gli altri segni. Se gli astrologi dicono che un pianeta è in Cancro, questo significa che è nella stessa direzione verso cui punta il polo nord dell’asse terrestre.

    Per cui l’astrologia è un fenomeno interno al sistema solare, che non ha nulla a che fare con le stelle lontane. Lo so, questa considerazione è un po’ spoetizzante, perché c’è chi vorrebbe sentirsi in sintonia con l’intero universo, e vorrebbe un tipo di astrologia che riflettesse questo desiderio.

    Ma affermare che l’astrologia è un fenomeno locale, basato sulla Terra stessa e dalle posizioni dei corpi ad essa relativamente vicini, rende l’astrologia molto più credibile, perché sono le cose vicine quelle che hanno maggiormente la possibilità di esercitare un influsso.

    Un saluto.

  10. Giovanni Pelosini

    C’è un’altra cosa che, secondo la mia opinione, rende l’astrologia più credibile: non c’è un rapporto di causa-effetto fra le posizioni planetarie e ciò che avviene sulla Terra. Non c’è nessun “influsso”. C’è solo sincronicità.
    Grazie dell’intervento.

  11. Astromauh

    Tutti gli astrologi credono nell’esistenza di una relazione tra le cose che avvengono sulla Terra e quelle che avvengono nel cielo, relazione che viene sinteticamente espressa con il motto: “Come sopra così sotto”.

    Secondo te, queste relazioni non sarebbero il risultato di un rapporto di causa-effetto, ma dipenderebbero da una legge di sincronicità che per definizione indica un rapporto in cui non vi è una relazione di causa-effetto.

    Ma come fai ad affermarlo? Perché dovrebbe esistere la sincronicità?

    Io vedo che l’intero universo è dominato dal principio di causa ed effetto, e dove tutto ciò che accade è una conseguenza di ciò che è accaduto prima.

    Sei consapevole di quanto sia rivoluzionaria la tua tesi?

    Lo so, non sei l’unico a vederla in questo modo. Credo che tra gli astrologi sia molto diffuso il tuo punto di vista, siete in molti a pensare che l’astrologia si basi su questo principio di sincronicità che esclude un rapporto di causa-effetto.

    Però una tesi così rivoluzionaria dovrebbe essere sostenuta da valide argomentazioni. Perché l’astrologia dovrebbe basarsi su qualcosa di diverso da quello su cui si basa tutto il resto?

    Io non sono d’accordo, perché se è vero che esistono delle corrispondenze tra il moto degli astri e le cose che accadono sulla Terra, queste corrispondenze non possono che essere il risultato di un rapporto di causa ed effetto, altrimenti non avrebbero ragione di esserci.

    I pianeti esercitano realmente degli influssi sulla Terra. La natura di questi influssi non è chiara, non siamo in grado di spiegarli scientificamente. Non so se dipendono dalla gravità, dal magnetismo o da qualche altra cosa, ma evidentemente ci sono, altrimenti non si potrebbero spiegare le somiglianze che noi astrologi vediamo tra le cose celesti e quelle terrestri.

    Ma secondo te le maree sono un fenomeno di sincronicità? Il livello del mare in un certa località varia in accordo con le posizioni della Luna senza che vi sia un rapporto di causa ed effetto? E’ evidente che non sia così, e che le maree variano perché la Luna esercita un influsso sulla Terra. Mi spieghi perché gli influssi astrologici dovrebbero funzionare in un modo diverso?

    La tua tesi è popolare tra gli astrologi per un motivo di ordine psicologico. Dire che gli astri sono dei semplici indicatori delle cose che accadono sulla Terra, senza però esserne la causa, ci fa sentire maggiormente padroni del nostro destino. Se invece pensiamo che gli astri esercitano un reale influsso su di noi, vuol dire che in qualche modo siamo schiavi di questi influssi.

    Ma la logica ci dice che se queste corrispondenze sono vere non posso che essere il risultato di un rapporto di causa ed effetto. Ed inoltre ci dice anche che le cause vanno cercate nei pianeti e gli effetti nelle nostre vite. Se noi ci sforziamo di modificare la nostra vita questo non si riflette nella carta del cielo, perché nessun pianeta modifica il proprio corso, ma ciascuno di essi continua a muoversi così come è stabilito.

    Però anche se io non arrivo al punto di negare che gli astri influiscono su di noi, capisco anche il punto di vista di chi come te pensa che gli astri siano dei semplici indicatori, perché in effetti danno questa impressione. L’astrologia sembra essere un fenomeno di sincronicità, e questo è innegabile, ma perché da questa impressione?

    Ci sono diversi tipi di cause ed effetti, in certi casi riusciamo subito a cogliere una connessione tra due eventi, in altri casi no. Se prendo a parolacce un tipo irascibile e questo mi da un pugno sul naso, è facile riconoscere le parolacce come la causa che ha generato il pugno sul naso. Ma in questo caso le cause e gli effetti sono avvenuti in un tempo ravvicinato ed è questo che ci permette di riconoscere facilmente il pugno come un effetto delle parolacce.

    Nel caso dell’astrologia il discorso è diverso. I pianeti non hanno cominciato ad esercitare un influsso su di me dal momento della mia nascita, ma hanno cominciato a farlo dal momento che si è formato il sistema solare, ossia da circa 5 miliardi di anni.

    Qualcuno dirà: ma come fai a dirlo? Se non eri ancora nato i pianeti non potevano influire su di te.

    Ma invece è così perché i pianeti hanno esercitato un influsso per 5 miliardi di anni, che ha permesso che sulla Terra nascesse la vita e si evolvesse in un certo modo, permettendo la nascita dello Homo Sapiens e permettendo infine la mia nascita.

    Ciò che ci lega al nostro sistema solare è una relazione di lunghissima data, ed è questo che fa si che le cause si confondano con gli effetti.

    Magari c’è chi immagina che ci siano degli influssi astrali che condizionano la vita di un soggetto che avrebbe una sua natura differente da quella degli astri.

    Ma le cose non stanno in questo modo, perché questo soggetto non ha una natura diversa dagli astri, in quanto gli astri sono già dentro di lui.

    La relazione che ci lega al sistema solare è talmente antica e talmente profonda e totalizzante, che noi siamo il sistema solare.

    In questo senso potrei essere d’accordo con te nel dire che non c’è alcun influsso.

    Per poter parlare di influssi occorre che ci sia un soggetto che esercita l’influsso e un soggetto ricevente che subisce questo influsso.

    Nel caso dell’astrologia il soggetto ricevente non è veramente tale, perché non è estraneo al soggetto che esercita l’influsso.

    Secondo me, noi e il mondo che ci ospita, siamo fondamentalmente la stessa cosa, manifestazioni della stessa cosa in un differente livello di realtà.

    In genere quando si parla di influssi si intende qualcosa che influenza parzialmente l’andamento di qualche altra cosa. Ma nel caso dell’astrologia non si tratta di questo, Il Sole e tutti gli altri corpi del sistema solare non è che influiscano semplicemente su di noi, ma sono gli artefici della nostra esistenza. Parlare di influssi in questo caso sarebbe estremamente riduttivo. Il Sole non influisce su di noi consigliandoci quando andare a dormire e quando svegliarci, o quando mettere il cappotto e quando indossare il costume da bagno. Il Sole ha fatto molto di più, ha reso possibile la nostra esistenza, e ci ha modellato in un certo modo.

    Noi siamo figli del sistema solare, ed è questo che spiega le somiglianze che gli astrologi vedono tra le persone e i cieli natali. Non c’è bisogno di una teoria della sincronicità che non spiega nulla.

    Noi assomigliamo al sistema solare, o più precisamente assomigliamo a quella fase particolare del sistema solare del giorno che ci ha visto nascere, perché siamo un prodotto del sistema solare.

    Assomigliamo al sistema solare per la stessa ragione per cui i figli assomigliano ai padri.

    Per concludere, secondo me, gli influssi degli astri sono talmente estesi e totalizzanti, da non essere percepiti come tali. Diciamo che non c’è differenza tra ciò che desideriamo fare, e ciò che gli astri ci suggeriscono di fare. Un uomo in manette non si accorge delle manette finché non cerca di divincolarsi da esse, ma se segue docilmente il suo carceriere non si accorge nemmeno di essere ammanettato.

    Noi non entriamo mai in conflitto con i nostri astri, e quindi se non c’è conflitto non c’è una imposizione degli astri sulla nostra volontà, e in questo senso non c’è un influsso. Ma si può anche pensare che questo influsso sia talmente grande da non renderci consapevoli della sua esistenza.

    Sono stato molto più prolisso di quello che avevo preventivato, e il bello è che non sono nemmeno sicuro di essermi spiegato.

    ciao

  12. Astromauh

    Voglio provare a spiegarmi meglio.

    Quando parli di sincronicità mi fai pensare ad una specie di legge magica completamente diversa da quelle che sono invece le leggi della fisica che si basano sulla causalità. Secondo me la magia non c’entra nulla con l’astrologia, perché se l’astrologia funziona, e io credo che lo faccia, lo fa seguendo le leggi della fisica, e non occorre la magia per spiegarla.

    E’ il ricorso ad una spiegazione magica ciò, che a parer mio, renderebbe meno credibile l’astrologia. Ipotizzare una legge di sincronicità non dipendente dalla causalità, non è necessario, perché sappiamo che i pianeti possono veramente esercitare degli influssi, come nel caso della Luna con le maree.

    Qual è allora il problema?

    Il problema è che se uno dice: “La tua ragazza ti ha lasciato perché Saturno è entrato in Sagittario”, questa affermazione, suona molto poco credibile, perché uno si chiede come fa il pianeta ad influire sulla vita di questa persona, entrando semplicemente in Sagittario.

    Ed ecco perché qualcuno dice che non è vero che esiste un influsso, ma che le posizioni dei pianeti piuttosto che provocare degli eventi, siano dei semplici indicatori di questi eventi, pur non essendone la causa.

    Io trovo questa spiegazione artificiosa, perché se non esistesse un qualche tipo di influenza, non si potrebbe spiegare il motivo per cui dovrebbe esistere una corrispondenza tra la posizione dei pianeti nel cielo e le cose terrestri.

    Ma tornando a Saturno in Sagittario, come avrebbe fatto a far si che questa persona fosse lasciata dalla fidanzata?

    Secondo me la cosa diventa molto più credibile, se si comprende che l’azione di Saturno non si esaurisce nel momento presente, in cui come nel nostro esempio entra in Sagittario, ma che è una azione protratta nel tempo, iniziata 5 miliardi di anni fa quando si è formato lo stesso Saturno.

    E’ da tantissimo tempo che i pianeti esercitano i loro influssi, e le vicende terrestri si sono organizzate sulla base di questi impulsi celesti.

    L’azione di Saturno aveva già creato le premesse per cui oggi si producesse questo evento.

    Se per assurdo Saturno sparisse improvvisamente dal cielo, probabilmente questo ragazzo verrebbe lasciato ugualmente dalla fidanzata, perché le cose terrestri sono ormai organizzate in un certo modo. Il suo compito l’ha già svolto, per cui anche se si prendesse una vacanza, le cose terrestri continuerebbero ad andare nello stesso modo.

    I pianeti sono per me delle cause prime, ossia quelle cause da cui discendono poi tutte le altre. Sono le caratteristiche astronomiche del sistema solare ciò che ha determinato la vita sulla Terra che conosciamo. Non c’è dubbio sul fatto che tutte le cause derivano dalla particolare conformazione astronomica della Terra e dell’intero sistema solare.

    Se l’asse terrestre avesse una inclinazione diversa, se non ci fosse la Luna, se il Sole fosse una stella diversa, e se l’orbita della Terra fosse molto più piccola o più grande, noi non ci saremmo, magari ci sarebbe qualcun altro, ma non noi. Perché ciò che siamo dipende dal mondo che ci permette di esistere, siamo una sua conseguenza, e in noi stessi si possono vedere i segni di questa genitura.

    Naturalmente quando si interpreta un oroscopo bisogna tener conto del fatto che i pianeti sono delle cause remote nello spazio e nel tempo, mentre la vita delle persone è molto più spesso influenzata da cause contingenti e prossime.

    Però queste cause prime rimangono importantissime.

    Sono delle cause talmente remote da non essere riconosciute come cause, ma sono delle cause.

    Ed invece, secondo te, non si tratterebbe veramente di cause, ma di segnali.

    Abbiamo una notevole disparità di vedute, non c’è che dire, ma in fondo il mondo è bello perché è vario.

    ciao

  13. Giovanni Pelosini

    Premesso che io non riconosco me stesso come “astrologo”, che non svolgo tale professione e che sono solo un libero pensatore, provo a rispondere sinteticamente domanda per domanda del lettore che si firma “Astromauh”.
    1) Non c’è univocità di vedute da parte degli astrologi su questo tema. Per ciò che riguarda me stesso l’uso della parola “credere” è improprio. In ogni caso ci sono astrologi che la pensano come lei riguardo all’esistenza di influssi planetari.
    2) Io non affermo, semmai ipotizzo. Trovo che al momento l’ipotesi della sincronicità, che ho studiato a seguito degli scritti di Pauli e di Jung, e sperimentato nella mia esperienza, sia la più convincente per spiegare ciò che empiricamente qualunque studioso serio di astrologia può verificare.
    3) Sì, sono consapevole che ciò che lei chiama “la mia tesi” sia un concetto rivoluzionario, soprattutto se la si osserva da un punto di vista solo fisico e materialista. Probabilmente potrà sembrare meno stravagante nell’ottica fisico-psichica del premio Nobel Pauli, e anche secondo il pensiero dello scienziato David Bohm (e mi limito a citare scienziati, lasciando da parte i mistici).
    4) L’astrologia, come “tutto il resto”, si basa su leggi universali. Fra queste alcune sono note e ben comprese, altre sono ancora da comprendere.
    5) Il resto delle sue argomentazioni esprimono la sua opinione filosofica che solo in piccola parte condivido, ma c’è una differenza di base nel nostro pensiero che qui sarebbe troppo lungo, e anche piuttosto inutile, specificare. Sono i nostri punti di partenza a essere diversi. Non mi dilungo su questo: il mio pensiero in merito è già presente in molti dei miei libri e dei miei scritti.

  14. Giovanni Pelosini

    Gentile “Astromauh”, ma perché parla di “specie di legge magica”? Ciò che non si comprende non è necessariamente “magico” (per credenza) oppure “falso” (per opposta credenza).

    Sinteticamente:
    se quel ragazzo di cui lei parla si distrae pensando alla fidanzata che lo ha lasciato, e, pur guardando l’orologio, si attarda e perde il treno, la responsabilità è sua, non del treno che è partito in orario, e nemmeno dell’orologio, il quale è un segnale, non una causa del tempo che convenzionalmente scorre.
    Nello stesso modo Saturno potrebbe limitarsi a segnalare probabili eventi, non a causarli.
    L’ipotesi non peregrina è che il cielo sia un grande orologio cosmico, e che gli esseri umani possano essere in grado di osservarlo, conoscerlo e tenerne conto, mantenendo la libertà, e quindi la responsabilità, delle proprie scelte: quelle sì, “certamente” sono cause, quelle sì, “certamente” producono effetti.
    Ha espresso bene la sua opinione e le sue convinzioni: la ringrazio, e la invito a continuare a leggermi con il suo spirito critico.

  15. Astromauh

    Giovanni, credo che possiamo darci del tu, io mi chiamo Maurizio Tonino.

    Hai scritto:

    Trovo che al momento l’ipotesi della sincronicità, che ho studiato a seguito degli scritti di Pauli e di Jung, e sperimentato nella mia esperienza, sia la più convincente per spiegare ciò che empiricamente qualunque studioso serio di astrologia può verificare.

    Chi studia l’astrologia si accorge che esiste una sincronicità tra il movimento dei pianeti e le vicende umane, ma nessuno può affermare che questa sincronicità sia di tipo acausale. In che modo l’esperienza potrebbe aiutarti a capire se la sincronicità e acausale o causale?

    Stiamo parlando di opinioni filosofiche, come giustamente hai scritto tu.

    Io non posso affermare con certezza che la sincronicità sia dovuta ad un rapporto di causa ed effetto, perché non sono in grado di spiegare in dettaglio in che modo gli astri eserciterebbero questa influenza, così come tu non puoi affermare con certezza il contrario.

    Il motivo fondamentale per cui io ipotizzo che la sincronicità si basi su un rapporto di causa ed effetto, è data dal fatto che tutte le cose che conosco si basano su un rapporto di causa effetto.

    Si tratta di una opinione, non dico mica il contrario, perché l’astrologia potrebbe essere una eccezione, e potrebbero non valere le regole che valgono per tutto il resto.
    Non posso saperlo, teoricamente potrebbe anche essere così, però secondo me si tratta di qualcosa di poco probabile.

    Non sapendo se l’astrologia si basi su dei rapporti causali o non causali, nel dubbio è più ragionevole pensare che si basi su dei rapporti causali così come avviene per tutte le altre cose.

    Secondo me, per poter ipotizzare una eccezione, bisognerebbe avere dei motivi molto validi, e non mi pare che questi motivi ci siano. Il semplice fatto di ignorare nel dettaglio in che modo il pianeta eserciterebbe i suoi influssi sulle vicende umane, non è un motivo sufficiente per affermare che non esercita alcun influsso.

    Io la penso come Laplace che affermava:

    « Possiamo considerare lo stato attuale dell’universo come l’effetto del suo passato e la causa del suo futuro. Un intelletto che ad un determinato istante dovesse conoscere tutte le forze che mettono in moto la natura, e tutte le posizioni di tutti gli oggetti di cui la natura è composta, se questo intelletto fosse inoltre sufficientemente ampio da sottoporre questi dati ad analisi, esso racchiuderebbe in un’unica formula i movimenti dei corpi più grandi dell’universo e quelli degli atomi più piccoli; per un tale intelletto nulla sarebbe incerto ed il futuro proprio come il passato sarebbe evidente davanti ai suoi occhi »
    (Essai philosophique sur les probabilités, Laplace)

    Anche queste affermazioni di Laplace sono di tipo filosofico e non scientifico.

    Laplace sebbene dovesse essere un uomo molto intelligente, certamente non aveva una intelligenza paragonabile a quella che ipotizza in queste righe, per cui in definitiva non poteva sapere se effettivamente per questa intelligenza il futuro come il passato sarebbe evidente ai suoi occhi.

    Lui pensava che dovesse essere così, ma di certo non ha dimostrato che sia così.
    Però personalmente sono convinto che Laplace abbia ragione.

    Forse perché condivido con Laplace un certo interessa per la meccanica celeste.

    In astronomia è molto evidente che la posizione che assumerà un pianeta in futuro è determinata dalla sua posizione attuale. Sapendo la posizione del pianeta e quella degli altri, e conoscendo le leggi che regolano il loro moto, è possibile prevedere la sua posizione futura.

    Ma se i corpi celesti si muovono in modo deterministico, perché non dovrebbe essere lo stesso per tutto il resto, compresi noi stessi?

    Perché dovremmo essere una eccezione?

    Anche in questo caso tu contempli una eccezione, e pensi che se il ragazzo di cui parliamo perderà il treno o non lo perderà dipenderà da lui.

    Ma su cosa basi questo tuo convincimento?

    Io penso che tu lo fai semplicemente perché questa idea non ti piace, preferisci immaginare te stesso libero di operare delle scelte e di determinare il tuo destino.

    Ma è veramente così?

    A livello pratico il mio agire non si differenzia dal tuo, anch’io faccio delle scelte, anch’io cerco di influenzare il mio futuro, e non ho un atteggiamento fatalistico nei confronti della vita.

    Però non credo di essere veramente libero di scegliere, perché non saprei come giustificare questa mia libertà.

    Ma forse di questo è inutile persino parlarne, perché sull’esistenza del libero arbitrio i filosofi hanno dibattuto per secoli, senza mai venirne a capo.

    Riportando il discorso su qualcosa di maggiormente concreto, è vero che l’orologio non è la causa del tempo, ma solo un segnale del suo trascorrere.

    Ma perché avviene questo? Perché l’orologio segna il tempo che trascorre senza esserne la causa?

    La risposta è semplice, l’orologio segna il tempo che passa, perché è una macchina progettata e costruita apposta per far questo.

    La sincronia che c’è tra il moto delle lancette dell’orologio, e la rotazione della Terra, di sicuro non si può spiegare come un fenomeno di sincronicità acausale.

    E la mia domanda è sempre la stessa, perché dovrebbero esserci dei fenomeni di sincronia senza delle cause che producono questa sincronia?

    Perché l’andamento di A dovrebbe essere simile a quello di B, se tra A e B non esistono delle connessioni causali anche soltanto di tipo indiretto? Faccio questa precisazione perché A e B potrebbero mostrare un andamento simile, anche se fossero influenzati entrambi da C, senza che tra di essi ci fosse una connessione diretta.

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