L’importanza di prendersi cura delle piccole cose

 “Anche la persona più piccola può cambiare il corso del mondo”
Il Signore degli Anelli, J.R.R. Tolkien

Nell’articolo Il grande potere del piccolo ho ipotizzato che le piccole azioni possano avere grandi ripercussioni, ma davvero le cose piccole hanno un grande potere?
Sembra che sia davvero così, almeno secondo una teoria del 1982 che prese il bizzarro nome di “Teoria della finestra rotta“.
Due criminologi americani, James Q. Wilson e George L. Kelling, avevano approfondito gli studi sul teppismo urbano ed erano arrivati alla sorprendente conclusione che consentire o tollerare piccole infrazioni al codice penale in un quartiere poteva condurre nel tempo all’aumento della criminalità con conseguenze negative anche pesanti.
Ipotizziamo che qualcuno rompa, anche non intenzionalmente, il vetro di una finestra di un palazzo, e che, per incuria, tale vetro rimanga rotto per un certo periodo di tempo. Quel palazzo darà l’impressione a chi lo vede di essere un edificio abbandonato e privo di cura. Per questo solo motivo, ben presto, altri vetri del palazzo saranno infranti, si accumulerà sporcizia nelle strade intorno e l’intero quartiere comincerà a essere teatro di atti vandalici di gravità crescente.
Una strategia vincente per prevenire la microcriminalità urbana, secondo Wilson e Kelly, è quella di risolvere i problemi quando essi sono ancora piccoli.
In breve, la Broken Window Theory sostiene che riparare in tempi brevi la prima finestra rotta di un palazzo limiterà la tendenza al vandalismo, la rottura di altre finestre e il conseguente e progressivo degrado del quartiere; così come ripulire rapidamente una strada dalla sporcizia eviterà di far nascere una discarica abusiva incontrollata. Continua a leggere »

La Ruota dell’eterno movimento

Nessuna immagine è più efficace della Ruota per rappresentare la circolarità della vita e del tempo e l’instabilità degli eventi che li caratterizzano.
La figura della Ruota che gira eternamente esprime, infatti, l’impermanenza di ciascun punto in movimento analogico su di essa.
Tutto scorre” diceva Eraclito, e noi dobbiamo interpretare l’antico ammonimento in senso sia spaziale sia temporale. Anche se la Materia è costituita da atomi eterni, il loro assemblarsi in strutture sempre diverse, la loro perpetua agitazione vibrazionale, le continue reazioni chimiche e trasformazioni fisiche cui sono soggette le molecole, fanno sì che nessuna forma, nessun aggregato materiale può essere considerato stabile nel tempo e nello spazio. Quindi tutto cambia continuamente, anche sotto i nostri occhi, ed anche se i nostri sensi non sempre riescono ad avvertire le mutazioni, talvolta impercettibili nei piccoli intervalli spazio-temporali. Continua a leggere »

I piani di coscienza sul Sentiero cosmico

“Nel sentiero cosmico effettivo non c’è altro modo se non avanzare da un piano di coscienza a un altro superiore. La sola condizione proibita, nella vibrazione del grande cosmo è quella qualità di pensiero che fa sì che la razza umana si ancori solidamente a ciò in cui crede quando, aggrappandosi disperatamente alle sue vecchie illusioni, non può in alcun modo entrare nella grande espansione del pensiero universale. Coloro che sono così assorbiti nella coscienza personale (“mente egoica”, N.d.R.), devono attraversare il naturale esaurimento di credi ed esperienze, fino a che non potranno più procedere; allora, spontaneamente, la Legge Assoluta (“Karma”, N.d.R.) darà una spinta progressiva attraverso la malattia, il dolore e la sconfitta, finché l’essere umano sarà soddisfatto e si volgerà a scoprire la maledizione di una falsa idea all’interno dell’idea stessa.”

Baird T. Spalding, Vita e insegnamenti dei Maestri del lontano Oriente

(nell’immagine: Kent, Mount Assiniboine)

Destino e Libero Arbitrio

Da secoli la filosofia si interroga sui due concetti che appaiono essere alternativi e in forte contrapposizione dialettica.
C’è chi afferma che l’uomo è libero nelle sue scelte e chi invece dice che l’uomo ha un cammino segnato, un destino predeterminato, un futuro già scritto.
La realtà è che il futuro semplicemente “non esiste” (o, meglio, non esiste ancora) e quindi viene determinato attimo per attimo dalla complessità degli eventi attuali secondo l’universale Legge della Causa e dell’Effetto, detta anche Karma. Ciò detto, si può affermare che sia il Destino sia il Libero Arbitrio esistono contemporaneamente: il primo rappresenta le necessità e i condizionamenti che accompagnano un essere umano dalla nascita alla morte, il secondo consiste nelle scelte che ogni individuo compie in ogni istante della propria esistenza secondo diversi gradi di coscienza e di consapevolezza del Sé. Continua a leggere »

Il Karma secondo Gandhi

Si narra che un giorno in India un uomo si recò da Gandhi e gli raccontò la sua triste storia: durante gli scontri fra islamici e induisti, pieno di odio per le persone dell’opposta fazione religiosa, aveva ucciso un uomo e ora chiedeva un consiglio per rimediare a questo delitto.

Gandhi pensò al Karma, l’universale legge naturale per cui ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria, e rispose:

Recati fra le persone dell’altra religione, cerca un orfano, adottalo e allevalo come se fosse tuo figlio!

Niente avviene a caso

Ruota della Fortuna, BemboIn questo universo non si muove neanche una foglia senza che tale movimento abbia un preciso significato: tutto è ordinato, ogni cosa segue le leggi naturali, ogni essere vibra secondo i ritmi che gli sono propri e tali ritmi sono in armonia con il cosmo.

Tutto ha un significato, anche quando appare il contrario ai nostri sensi ed alla nostra mente abituati a questa piccola porzione di Universo che crediamo essere l’unica realtà ed in cui lo spazio-tempo limita il nostro corpo fisico e le nostre esperienze di esseri umani.

Così neanche una sola carta dei Tarocchi si presenta a noi senza motivo o, come si usa dire, “a caso”.

Il “caso”: usiamo questa parola quando non siamo in grado di capire il senso, la causa o lo scopo di una esperienza che la vita ci propone. E’ naturale che ciò possa sconvolgere le nostre certezze e di fronte al mistero siamo in grado solo di tirare in ballo la casualità, l’evento fortuito.

Un neonato che fosse improvvisamente portato in un ambiente estraneo con colori, forme, situazioni e sensazioni mai sperimentate, sarebbe senza dubbio perplesso o spaventato e non potrebbe capire il motivo di quello che gli sta succedendo; passerà del tempo prima di essere in grado di comprendere che la sua famiglia ha semplicemente traslocato. E quando la madre dello stesso neonato lo staccherà da una mammella per spostarlo verso l’altra, lo vedrà piangere, ancora affamato e disperato, e non potrà certo spiegargli perché debba momentaneamente togliergli il cibo: in quel breve attimo il bambino soffrirà per il distacco senza capire la causa e lo scopo del gesto della madre. Analogamente alcune esperienze ci appaiono oscure o dolorose o semplicemente casuali solo perché le osserviamo da un punto di vista ristretto nel tempo e nello spazio. Anche noi siamo bambini di fronte al mistero della vita.

Eppure siamo spesso testimoni di eventi che assumono un senso ed uno spessore particolari solo in una prospettiva più ampia; ma l’occhio impigrito dall’abitudine non li vede perché non li vuole vedere, e la mente logica non li registra perché non li comprende né li spiega razionalmente, e l’ego non li accetta perché la loro esistenza mette in crisi la sua.

Del resto, come si può spiegare il mistero della vita? Il mistero più grande di fronte al quale l’umanità sia mai stata messa di fronte è quello della sua stessa esistenza.

Religiosi, filosofi, scienziati e mistici di ogni epoca si sono confrontati con questo interrogativo ed alcuni hanno anche trovato nella loro ricerca una traccia antichissima e quasi cancellata dal tempo. Questa traccia è rappresentata da un “libro”, forse il primo documento che questa civiltà produsse: un messaggio per l’umanità che proviene dalla notte dei tempi; un “libro” di sole figure, un “libro” senza parole che si esprime nel linguaggio universale dei simboli; l’unica lingua che parla direttamente al cuore, senza codici, senza sovrastrutture, senza schemi mentali, senza spiegazioni ….

Questo “libro” esiste ancora ed è il mazzo di carte che noi chiamiamo Tarocchi.

Il messaggio di saggezza e di amore che ci viene così tramandato da tempi immemorabili è arrivato fino a noi attraverso molte vicissitudini: nel frattempo sono sorti e tramontati imperi che sembravano eterni e civiltà che hanno lasciato testimonianze impressionanti della loro grandezza, sono scomparsi popoli con la loro lingua e le loro usanze, sono nate e finite rapidamente le mode, si sono succedute le morali; e nello scorrere del tempo, nei secoli e nelle ere, i Tarocchi sono sopravvissuti. Forse il “libro di figure” non è uscito indenne da tutte queste trasformazioni, è vero: le immagini originali si sono lentamente modificate cercando di adeguarsi ai tempi, forse l’ordine stesso delle carte ha subito dei cambiamenti, chissà, forse qualche carta è stata eliminata dal mazzo o forse qualcuna è stata aggiunta. Chi può dirlo? Questo però non ha molta importanza. E’ importante invece il fatto che i Tarocchi siano ancora con noi e che siano ancora in grado di parlare alla nostra parte più profonda.

È importante che ancora ci aiutino a capire ed a ricordare chi siamo, da dove veniamo e dove stiamo andando; perché il mondo illusorio che essi raffigurano così perfettamente ci sia evidente in tutta la sua relatività.

Quindi i Tarocchi sono un “libro” da leggere e capire, non sono solo un metodo di divinazione; usarli solo per conoscere cosa il futuro ci riserva è riduttivo e superficiale, quasi una profanazione.

Essi sono la rappresentazione della storia del mondo e della vita, del “gioco delle trasformazioni” in cui tutto scorre, tutto si trasforma, tutto è effimero, ogni cosa nasce e muore, perché queste sono le regole del gioco, di quella specie di “gioco di ruolo”, di quella realtà virtuale che a noi appare essere tutta la Realtà quando ne è soltanto una indistinta proiezione.

I Tarocchi possono contribuire alla crescita di quelle persone che come me sono alla ricerca di una maggiore consapevolezza, di una espansione della coscienza al di là dei limiti imposti spesso solo dalle convenzioni e dai pregiudizi; un mezzo per conoscersi meglio e per allargare i confini delle proprie esperienze utilizzando una piccola parte di quelle immense potenzialità che l’uomo possiede ma non sfrutta quasi mai.

Questo è in sintesi il messaggio dei Tarocchi.

Ci si potrebbe chiedere perché.

Perché abbiamo scelto di giocare a questo gioco (la vita)?

Perché abbiamo accettato le sue ferree regole (il Karma)?

Perché dobbiamo giocare con queste carte e non con altre?

Le risposte non saranno mai date alla nostra mente che non le comprenderebbe, solo il nostro cuore può accettarle, ed anche questo fatto ha motivo di essere: niente avviene a caso!

Niente avviene a caso!

Giovanni Pelosini

Vedi anche Teoria tarologica sul caso

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