La guerra dei mondi e il viaggio del padre

Ci sono, nel bel film di Steven Spielberg, almeno due situazioni archetipiche importanti: il contrasto fra due civiltà reciprocamente aliene, che fa da sfondo alla vicenda, e l’eterno scontro all’interno della coscienza, che è il vero fulcro della storia.
Proviamo ad analizzare i due contrasti in modo indipendente.
La Guerra dei mondi vuole rappresentare, in prima analisi, lo scontro militare e violentemente fisico con un invasore che è letteralmente disumano e contro il quale non vi è alcun dubbio che si debba combattere fino alle estreme conseguenze. Continua a leggere »

Simboli della memoria e della gratitudine nel mito

Mnemosine, personificazione della Memoria, è la madre delle nove Muse. Ciò significa che non esiste armonia, non può esserci arte e nessuna nobile manifestazione del pensiero e dell’ingegno umano, senza la Memoria.
Mnemosine è anche, non a caso, sorella di Temi, la dea della Giustizia, poiché soltanto con una radicata sensibilità storica le civiltà hanno potuto amministrarsi con giustizia, e poiché è difficile che vi sia giustizia laddove latita il ricordo del passato.
La memoria è virtù femminile per eccellenza, simbolicamente legata alla Luna ed al sogno, che la vivifica, ed al riposo notturno, che la consolida.

È la Luna, con il suo apparente passo retrogrado, che ripercorre il suo cammino verso il passato.

Grazie alla Luna gli antichi definivano i ritmi del tempo che scorreva ciclicamente; ed è alle donne della tribù che si affidavano per tenere il conto dei giorni e delle notti trascorse. Continua a leggere »

L’eterno mito del sacrificio

I miti insegnano che il sacrificio è un atto simbolico di rinuncia che l’uomo può celebrare consapevolmente per consacrare la vittoria dell’Anima sulla Materia.

La flotta degli Achei è pronta in Aulide: più di mille navi nel porto attendono il vento propizio per spiegare le vele e salpare verso Troia, ma, da molte settimane, non spira un alito di vento e la maledizione degli Dei non cesserà finché Agamennone non placherà l’ira di Artemide con un sacrificio umano. Continua a leggere »

Simboli di trasformazione alchemica del XII Arcano

I Tarocchi, intesi come macchina filosofica, sono uno strumento complesso di origine sconosciuta che si sviluppò in Europa parallelamente all’alchimia, non solo negli aspetti iconografici e simbolici, ma anche nella sottile funzione speculativa di trasformazione interiore assimilabile alla Grande Opera.
La tradizione alchemica cominciò a diffondersi in Europa probabilmente fra il 1100 ed il 1200 grazie alle prime traduzioni dei trattati magici, astrologici e spagirici dall’arabo, che, a loro volta, tramandavano la tradizione degli antichi testi greci ed egizi.
Nello stesso tempo la simbologia esoterica iniziava a svilupparsi nell’architettura sacra e nell’iconografia delle cattedrali gotiche, così come nei sodalizi iniziatici. Continua a leggere »

L’antica festa del Solstizio d’Inverno

Nel nostro attuale calendario il Solstizio d’Inverno vede il Sole entrare simbolicamente nel segno del Capricorno alle 10.02 (ora italiana) del 21 dicembre 2020. Proprio nello stesso giorno (il più breve dell’anno) alle 19.30 si potrà osservare nel cielo la straordinaria congiunzione di Giove e Saturno, appena entrati in Acquario, in quasi perfetto allineamento a sembrare una sola luce. Simbolicamente questo raro evento forse rappresenta l’alba dell’Era dell’Acquario e la fine di molte cose obsolete che il secolo scorso si è portato con sé. Quell’attimo in cui il Sole sembra stazionare, in bilico fra il Sagittario ed il Capricorno, è il momento della sua rinascita. Il Sole Bambino è festeggiato da millenni in tutto l’emisfero settentrionale e numerosi megaliti sono ancora i testimoni di questo antico culto: le grandi pietre di Stonehenge, i mitici cerchi dei templi iperborei di Apollo, i dolmen ed i menhir bretoni, i cerchi delle fate irlandesi, i tumuli della valle del Boyne, le incisioni spiraliche di Newgrange.

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Odino, l’Appeso

L’Appeso è  l’eroe-vittima che accetta il sacrificio catartico di sé: alla ricerca della vita eterna non teme di affrontare la morte. In virtù della sua offerta, ovvero del suo sacrificio, la sua coscienza diviene completa: alla coscienza “solare” si aggiunge quella “lunare“. La ricerca interiore completa così quella esteriore, anche se solo a duro prezzo.

Il dio nordico Odino, pur di avere la scienza di tutte le cose, sacrificò un occhio e poté quindi bere alla magica fonte “Mìmir“, fra le radici del frassino “Yggdrasil“; in effetti, mentre un occhio restò ad osservare il mondo dei fenomeni esterni, l’altro si rivolse all’interno ad esplorare gli infiniti universi interiori alla ricerca delle profonde radici. Continua a leggere »

Plutone signore della vita e della morte

Al signore del sottosuolo e dell’oltretomba ben si addice il motto “Vita nella Morte”, per altro ben individuabile come concetto anche nel segno dello Scorpione e nella cosignificante Casa VIII.
L’accostamento delle parole “vita” e “morte”, solo apparentemente opposte, non deve stupire: la vita e la morte sono due aspetti di uno stesso fenomeno che solo le nostre miopi ed arbitrarie categorie non sanno neanche nominare senza equivoci. A dimostrazione di questo, si osservi lo Zodiaco, che non contrappone certo la V Casa all’VIII, ma le inserisce nel contesto quadruplice che comprende la II e la XI, e che coinvolge per cosignificato i segni fissi in una ruota stagionale che rievoca i fasti di un antico Calendario Sacro annuale celebrante i cicli cosmici in sintonia con quelli naturali del nostro pianeta. Continua a leggere »

Elogio della follia di Nettuno

Sarà forse perché è il pianeta della fantasia, sarà perché è l’emblema dell’eterno divenire e del suo Mistero, sarà la mia natura fortemente acquariana che mi fa amare tutto ciò che esula dalla norma, o forse questo omaggio pagano all’energia di Nettuno risponde solo all’esigenza degli archetipi di manifestarsi nelle forme più inconsuete e bizzarre. Spetta, infatti, all’anima nettuniana trasformare gli impulsi profondi dell’ispirazione in espressioni intelligibili all’umanità ed alla parte più razionale dell’individuo, come ricorda Ovidio nelle Metamorfosi: “Et ignotas animum dimittit in artes“.

È così che anche i messaggi, individuali e cosmici, di alta sacralità sono tradotti in manifestazioni artistiche di cui si può cogliere la bellezza e la profondità grazie all’azione mediatica nettuniana, pur non conoscendone l’origine, che rimane ignota ed avvolta da una altrettanto nettuniana fitta nebbia.

Nello stesso modo nasce la genialità, che raramente è disgiunta dalla sregolatezza: entrambe, infatti, originano dalla tendenza a trasgredire regole e codici, ad amare il fantastico, a ricercare lo straordinario in contrapposizione all’ordinaria realtà.

In questo nettuniano abnorme contesto troviamo la fuga dal quotidiano, la quale può assumere varie forme in funzione delle situazioni e della diversa natura dei soggetti: dall’accesa fantasia dei sognatori al gusto per l’avventura, dalla creatività dei geniali innovatori alle sublimi mistiche tentazioni del corpo e dello spirito; riconoscendo di volta in volta le sfumature che sono tipiche dei segni in cui il pianeta è domiciliato o si esalta (Pesci, Sagittario, Acquario). Continua a leggere »

Il Giovin Ermete nell’Ade

mercurioImmagino Mercurio Psicopompo instancabile a viaggiare fra questo mondo e l’Aldilà: su e giù come un ascensore.

Altro che lento! È veloce e mai un attimo fermo: scende nell’Ade, accompagna qualche anima che rischia di perdersi, saluta rispettosamente Plutone, un baciamano alla signora approfittando dell’inchino per nascondere un sorrisetto ironico, consegna rapido la posta ai trapassati e un po’ di sangue fresco dai sacrifici fatti dagli umani in data odierna. Poi scambia due battute (critiche) con Tiresia e racconta l’ultima barzelletta che va di moda sulla Terra su Giove e le sue esagerazioni (Tiresia ride composto).

E poi subito su: prende un po’ di messaggi da consegnare ai vivi, qualche raccomandazione della nonna al nipotino, un po’ di numeri da giocare al lotto (quando c’è da giocare si può sempre contare sul simpatico Ermes), la lista dei morituri, un flaconcino di acqua del Lete, che fa dimenticare perfino la solitudine della particella di sodio, e via!

Suvvia, non scherziamo! Mercurio che va lento nel segno dello Scorpione?

È solo che la sua velocità sfugge ai mortali, effettuandosi il suo movimento non tanto in senso orizzontale e nelle quattro direzioni dello spazio piano, ma piuttosto in verticale, dalla Terra agli Inferi e ritorno.

È noto che gli uomini, percependo la Terra come piatta, vedono il giovin Ermete impicciolirsi (assai) e ingrandirsi (un poco), piuttosto che muoversi in quella che per loro è un’altra dimensione (cfr. Edwin A. Abbott, Flatlandia, Adelphi, 1966), mentre il dio dai calzari alati si spinge nelle profondità scorpioniche.

Segno zodiacale in cui si trova perfettamente a suo agio come testimoniavano le statue di Mercurio Itifallico un tempo presenti lungo le strade a mostrare trasgressive e abnormi erezioni.

L’elmo di Ermes, che gli dona l’invisibilità, è un dono prezioso di Ade-Plutone e ricorda anche la elusività che (non è un caso) possiede il pianeta Mercurio, il più difficile da osservare fra i sette visibili a occhio nudo: piccolo e veloce, con un’orbita stretta che lo fa essere in prospettiva sempre nei pressi del Sole, e per questo spesso scorpionicamente “nascosto” o nella sua luce, o dietro o davanti al Sole stesso a seconda dell’elongazione.

Il mito e l’astronomia stessa giustificano l’attinenza di Mercurio con lo Scorpione, così come altri motivi ne rendono chiara la simbologia in Gemelli e in Vergine.

Giovanni Pelosini