Archivio della categoria 'Simboli'

Cecina, 9 novembre 2012: Simboli della Dea Madre, Antropologia Astrologica

Caffè Letterario

Simboli della Dea Madre

Antropologia Astrologica

Conferenza di Giovanni Pelosini

Venerdì 9 novembre 2012, ore 18

Cecina, Dàn Kafè, Via Da Vinci, 3

Ingresso Libero

Info: tel. 347.0328639

Antichi reperti, miti tramandati dai più remoti antenati, glifi tracciati sulla pietra, Menhir, statue neolitiche come la famosa Venere di Lespugue (23.000 a.C.) sono tracce di un passato che l’umanità sembra aver dimenticato, ma che riaffiora nella memoria onirica e profonda dei simboli.

La civiltà matriarcale che fiorì nel Paleolitico, estinguendosi in Europa fra la tarda Età del Bronzo e gli albori dell’Età del Ferro, non è mai del tutto scomparsa nell’inconscio e nell’immaginario collettivo. L’Eterno Femminino rappresenta ancora una realtà simbolica forte e viva come archetipo individuale e collettivo che riemerge dal buio in cui era stato relegato esprimendosi nell’arte, nella spiritualità, nei Tarocchi, nella natura, nelle immaginifiche costellazioni, nell’astrologia, nello stesso scorrere ciclico del tempo nello spazio.

21 dicembre 2012: l’Apocalisse? XII Simposio Mondiale di San Marino

 “60 Giorni all’Apocalisse?”

12° Simposio Mondiale di Scienza, Tradizione e Dimensioni del Sacro

Il 20 e il 21 ottobre 2012 il Teatro Titano della Repubblica di San Marino ha ospitato la due giorni del convegno internazionale coordinato da Roberto Pinotti.

«Il corso della storia è stato perennemente scandito dal timore della “Fine del Mondo”, eredità nella nostra cultura occidentale della Tradizione israelitica e poi di quella cristiana a partire dal Diluvio Universale. Così, dopo i timori sorti alla fine del primo Millennio col “Mille e non più Mille”, dopo il paventato 2000 che non ha però portato alcuna “Apocalisse”, è ora il 2012 con le cosiddette “profezie dei Maya” a monopolizzare la paura di un intero mondo instabile e inquieto».

Giovanni Pelosini è intervenuto con una tesi volta a fare chiarezza sull’aspetto probabilistico delle previsioni e sulle profezie spesso apocalittiche relative al Solstizio d’Inverno del 21 dicembre 2012, esponendo anche una ricerca specifica sulla cosiddetta Profezia di Malachia sugli ultimi Pontefici, sulle radiazioni solari con il possibile Effetto Carrington, e sulle previsioni di Astrologia mondiale per i prossimi anni; ma mettendo in evidenza soprattutto le previsioni scientifiche esponendo i dati relativi ai rischi delle crisi ambientale, energetica e economica che l’umanità sta affrontando.

Citando gli studi di Marion Hubbert, di Ilya Prigogine e di Ervin Laszlo, il relatore ha affrontato il tema con un’ottica olistica, non solo spirituale o esoterica, e parlando della “fine di un’epoca” invece che della “fine del mondo”.

Sulle Apocalissi del passato e del futuro, e su altri affascinanti temi relativi alla cosmologia, alla mitologia e alle origini perdute della civiltà, sono intervenuti, fra gli altri relatori, ricercatori e saggisti: Massimo Barbetta, Marco Virginio Fiorini, Michelangelo Petrucci, Diego Baratono, Patrizio Caini, Giacomo Bonettini, Michele Manher, Emilio Spedicato, Enzo Braschi, Ilaria Cardelli, Patrizia Tasselli, Giorgio Pattera e Alfredo Benni.

La visione di alcuni rari filmati e le conclusioni del coordinatore Roberto Pinotti hanno completato i lavori sammarinesi, come al solito seguiti da un pubblico numeroso, preparato e attento.

Lecce, 6 ottobre 2012: Convegno Astrologico

Convegno Astrologico Leccese

 Quando l’Astrologia incontra la Psicologia

Discussione su Simbolo, Psiche, Evoluzione

Sabato 6 ottobre 2012, ore 9.30-18.30

Lecce, Convento dei Teatini,  Corso Vittorio Emanuele

 Ingresso libero

Info e iscrizioni: tel. 389.4846233

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L’Equinozio di Autunno nei Tarocchi

Le leggi cosmiche fanno sì che i ritmi celesti del macrocosmo e quelli terreni e umani del microcosmo scandiscano le tappe dell’esistenza anche con gli archetipi che si manifestano nell’antico gioco degli Arcani.

Così come i pianeti si muovono sullo sfondo zodiacale indicando tempi relativi ma precisi, i cicli millenari seguono il ritmo dei numeri sacri da sempre in quanto espressioni di “qualità” più che di “quantità”.

Nei 22 Arcani Maggiori dei classici mazzi di Tarocchi troviamo indicazioni simboliche precise anche di questa mirabile e ordinata realtà, particolarmente in dodici carte, che, fra le altre tante informazioni, si mostrano a noi come le dodici tappe del Sole che chiamiamo segni zodiacali. Per alcune lame questa analogia astro-tarologica è sottile e nascosta, per altre fin troppo palese anche per chi ignorasse i princìpi della simbologia esoterica. Si prenda il caso dell’VIII Arcano, la Giustizia, emblema netto ed evidente del segno della Bilancia e dei suoi significati celesti e terreni.

La Dea della Giustizia Temi era spesso raffigurata con una bilancia a due piatti, simbolo di equità assoluta, di imparzialità e di equilibrio, ma soprattutto di legge. Si narra che Zeus ebbe tre figlie da Temi: Equità, Legge e Pace. Ma un’altra tradizione racconta che le figlie erano invece due e si chiamavano Forza e Temperanza. Nello schema dei Tarocchi Aurei questo mito è particolarmente significativo in quanto contempla altri due Arcani Maggiori rappresentanti i segni del Leone e della Vergine, che precedono cronologicamente quello della Bilancia. Continua a leggere »

La Divina Luce del Sole e le Tre Età della Luna

In questa calda estate romana mi sono ritrovato a cercare refrigerio all’ombra dei pini di Villa Borghese, in attesa che il lungo pomeriggio declinasse dall’afa al fresco della sera. Il Sole ancora alto mi spingeva a stare lontano dai suoi raggi, eppure mi attirava la sua luce solstiziale che sembrava eterna, la gioia che ne emanava, la chiarezza della vista. I più spirituali tra i nostri antenati non potevano scegliere un simbolo di culto diverso per la principale divinità dei loro diversi pantheon, così come la stessa etimologia insegna. Gli antichi nomi Zeus, il Dio Padre Iuppiter, ovvero Iovis, sembrano avere la stessa radice linguistica della parola latina dies, il giorno, il dì. Le nostre parole “Dio”, “divino”, e quelle sanscrite “dina”, “dyu” (giorno, cielo), e “deva” (Dio) trovano corrispondenze simboliche e semantiche con i concetti di luce, giorno, Sole, padre celeste, che gli antichi indoeuropei intesero associare non solo dal punto visto linguistico. Il luminoso padre del cielo fin dalla preistoria scandiva i giorni, e non deve stupire la comune radice delle parole latine “deum” (dio) e “diem” (giorno, dì). E ciò è confermato anche da tante parole sanscrite, come “diva” (il cielo, diuturno), divya (divino, celeste), didhiti (splendore, luce), dipaka (corpo luminoso), dipana (fiammeggiante), dyuti (splendore, luminosità), dyumat (brillante); mentre l’antico termine devaka (colui che gioca o si diverte, divino), prossimo a divyati, devana e dyuta (lanciare, giocare d’azzardo, gioco di dadi) apre interessanti prospettive di ricerca sulla originale natura divina del gioco, sulla numerologia sacra e sullo stesso concetto di “alea”… ma di questo magari parleremo un’altra volta. Continua a leggere »

Il Mistero del Coccodrillo di Verona

Un’antica leggenda narra che un grande coccodrillo vivesse un tempo lungo le rive dell’Adige, presso l’ansa del fiume di San Michele Extra, vicino a Verona, facendo strage di bestiame che andava ad abbeverarsi e soprattutto di innocenti bambini. Gli abitanti lo attirarono in una zona paludosa e lo lasciarono morire di fame. Il rettile fu poi impagliato e conservato nella chiesa di Santa Maria della Pace, dove rimase appeso per secoli all’archivolto del presbiterio.

Un tale coccodrillo impagliato fu in effetti restaurato nel 1926 e spostato più volte; nel 1983 fu infine affidato all’artista Edoardo Ferrante sotto la direzione di Attilio Montolli, imbalsamatore del Museo di Storia Naturale di Verona. La testa originale è attualmente in tale museo, mentre ho avuto di recente l’occasione di vedere e fotografare in una stanza presso la chiesa quello che forse è il più bell’esemplare di coccodrillo del Nilo (Crocodylus niloticus) esistente in Italia, lungo circa 5 metri. Continua a leggere »

Cecina, 27-28-29 luglio 2012: Libri & Stelle

Comune di Cecina, Fondazione Culturale Hermann Geiger, Aruspicina

Festival del Libro della Costa Etrusca

Cecina, Villa Guerrazzi, Località La Cinquantina

Venerdì 27 luglio 2012, ore 23

Biagio Russo, Il mistero delle origini dell’uomo

Sabato 28 luglio 2012, ore 23

Giuliana Conforto, “Matrix Revolution”, gli inganni dei media e della mente

Domenica 29 luglio 2012, ore 23

Igor Sibaldi, Disobbedienza e creatività, come liberare l’immaginazione dalle sue paralisi

Presenta Giovanni Pelosini

Ingresso Gratuito Continua a leggere »

Pelosini e I Santini Del Prete in una Nuova Performance Lunare

La Luna Piena da sempre ispira gli animi più sensibili e la creatività artistica del trio Pelosini-Santini Del Prete. L’ultimo Plenilunio ha visto la splendida cornice del Castello di Querceto animata dalla performance La Luna e la Giustizia, piuttosto ermetica nella sua forma ricca di simboli espressi verbalmente dalle poesie tratte dal testo Il Sentiero dei Tarocchi di Giovanni Pelosini e dall’azione dei due ferrovieri Franco Santini e Raimondo Del Prete ormai da tanto tempo in viaggio sugli improbabili binari onirici che attraversano gli oceani della fantasia, dell’arte e della cultura. Stavolta, sotto la luce della Luna, un cuore e una piuma sono stati severamente pesati richiamando il mito egizio di Anubi e ammonendo a vigilare sulla levità dell’anima.

La Luna e La Giustizia

Appari a oriente, Bianca Signora,

come uno specchio rivolto al passato,

come la mente che sempre lavora

con la memoria di quel ch’è già stato.

Cresci e decresci, del sogno cagione,

mentre t’arretri e avanzi sul tracciato,

poi la tua luce ad occaso si pone

nei modi in cui la regola ha disposto:

così si sfuma ai sensi la visione.

Veglia ragione d’ordine fornita

con il rigore della sua milizia,

perché impassibilmente sia punita,

tagliata via qualunque ria nequizia.

Tal è la norma, tal logica equità;

la legge d’equilibrio di Giustizia

decide e valuta con severità

usando l’armi proprie del diritto:

spada e bilancia, e impeccabilità.

 

 

I Misteri dei Cavalieri Templari

Nella sala convegni del Convento e fortezza cistercense di Santo Spirito d’ Ocre (XIII sec.) si è concluso l’VIII Convegno Itinerante sulla storia dell’Ordine dei Cavalieri Templari.

Le relazioni della ricercatrice Maria Grazia Lopardi, del dr. Carlo Di Stanislao, di Giovanni Pelosini e di Adriano Forgione si sono susseguite, pur senza un piano concordato, su una linea coerente che ha messo in evidenza inediti e interessanti collegamenti fra la mistica orientale e quella occidentale attraverso il progetto templare, la storia di Celestino V, alcuni percorsi di conoscenza iniziatici, i simboli medievali, il messaggio nascosto nei Tarocchi, per arrivare a suggestive e concrete ipotesi sul misterioso sigillo “TEMPLI SECRETUM” e sulla reale identità del Gran Maestro dei Cavalieri Templari dal 1256 al 1273 Thomas Berard. Come in un incredibile puzzle le conoscenze inerenti le presenze templari nel territorio, i simboli e la storia dei Tarocchi, le tradizioni del medio e dell’estremo oriente e le ricerche sui più antichi testi della nostra civiltà hanno trovato precise corrispondenze e risposte coerenti ai più affascinanti enigmi della storia. Continua a leggere »

Solstizio d’Estate: Tempo Sacro e Tempo Profano

Così come esistono luoghi sacri e spazi sacralizzati nei quali è più opportuno che gli iniziati operino  ritualmente sulla via regia della conoscenza, c’è anche un tempo sacro, distinto da quello profano. Uscire dall’ordinario computo del tempo e vederlo scorrere ciclicamente è uno dei primi passi necessari per celebrare la Vita, per confermarla nel suo ambito interiore e personale, in quello sociale e in quello cosmico. Il salto quantico evolutivo che l’umanità è chiamata a compiere in questa epoca deve poter partire dalla ruota eterna del tempo ciclico, dal moto spiralico di successione delle Ere, dal tempo che abbiamo chiamato sacro.

C’è dunque un tempo profano e c’è un tempo sacro.

C’è un tempo profano che vede materialmente il passato, il presente e il futuro su una singola linea retta con una direzione fissa e un verso definito e immutabile. Su questa linea la storia è soltanto un mero susseguirsi di avvenimenti, di cause e di effetti, di nascite e di morti. Qui il destino materiale di ogni essere umano è segnato, la sua origine è netta e la sua fine è certa, nel solco di un’evoluzione dell’umanità che forse oggi appare essere stata soltanto tecnologica.

Ma esiste anche il tempo sacro, che è da celebrare come tempo mitologico, simbolico, liturgico, ciclico, come tempo dell’Anima e dello Spirito, come successione di momenti solenni da vivere in comunione di sensibilità, di intenti e di cognizioni. Il tempo sacro si muove a spirale in successivi archi che toccano i punti di circonferenze crescenti in modo aureo: cerchi di consapevolezza sempre più ampi, in cui tutto può sembrare uguale e tutto è sempre diverso, in cui le esperienze passate sono, ad ogni passaggio, incluse e rivalutate come gradi di consapevolezza sempre maggiori. Continua a leggere »