Archivio della categoria 'Simboli'

Stefano Tonelli, Esco da un Mito

Ho recentemente incontrato con piacere Stefano Tonelli, l’artista che ho ammirato in tante mostre per la sua capacità di tradurre sensazioni del presente e del futuro in opere che mi hanno sempre colpito per la freschezza innovativa senza trascurare la profondità dell’anima, l’amico con il quale una volta ho condiviso una straordinaria avventura di sincronicità che riguardava le acque sacre e i relitti di un mistico passato…

Di fronte ai lavori di Tonelli ci si stupisce sempre di come l’artista sappia cogliere in anticipo la novità dei pensieri che stanno per diffondersi nel pianeta (e nei pianeti), e sappia poi esprimerli con modalità mai banali, con amore per la bellezza che va ben oltre il mero gusto estetico. Molti anni fa la sua arte ci presentò la realtà degli angeli come creature presenti e interagenti, messaggeri di cose ignote, quando questa tematica era del tutto assente dall’arte contemporanea, così come dal pensiero dominante. I suoi angeli diventarono un cult, ben prima che la moda si diffondesse banalizzando e moltiplicando le immagini di angioletti di ogni forma e stile che ancora affollano bancarelle e pubblicità. Ma quando ciò avvenne l’artista era già oltre, a seguire nuove sottili sollecitazioni; perché questo sembra il suo compito, l’essenza della sua ricerca: essere sempre oltre il già visto, oltre il pensiero comune, oltre l’oggi.

Tonelli fa pensare, fa riflettere e porre dei dubbi, e sembra consapevole di questo suo ruolo umano. Non spiega in modo esplicito le sue fonti, ma lascia immaginare scenari cosmici di contatti, vibrazioni di colori che sembrano sonori, messaggi che gli giungono dallo spazio profondo, oltre le dimensioni del tempo. E poi, in fondo, a modo suo, chiarisce l’origine della sua ispirazione nell’anagramma del borgo toscano in cui vive: Montescudaio, Esco da un Mito.

Mi ha dedicato questa immagine (foto a destra), e io la prendo come un messaggio simbolico. Un astro freddo e luminoso rischiara l’oscurità di una notte che sembra eterna quasi esplodendo armonicamente in una diaspora di miriadi di frammenti di luce, quanti di materia, microparticelle in viaggio verso tutte le direzioni, piccoli mondi, nuclei di universi in potenza. Resti innaturali filiformi e sgraziati come antichi manufatti metallici di una civiltà estinta si risvegliano al giudizio di una nuova Era, mentre una luce, come riflessa dall’osservatore, li mostra nella loro incipiente resurrezione, in metamorfosi verso il nucleo radiante del Sé.

Giovanni Pelosini

Bologna, 3-4 dicembre 2011: Corso Professionale di Tarologia “Sul Sentiero dei Tarocchi”

Il Centro Astrologico

Associazione Culturale – Delegazione CIDA

Corso Professionale di Tarologia

Sul Sentiero dei Tarocchi

Tenuto dal prof. Giovanni Pelosini

Primo Livello

Bologna, Centro Astrologico, via dello Scalo, 10/9A

Sabato e domenica 3-4 dicembre 2011

Info e prenotazioni: tel. 348.5263048

Il Sentiero dei Tarocchi è un percorso evolutivo di conoscenza e di coscienza di sé che permette di parlare con noi stessi, e di comprendere che il cosiddetto “destino” è sempre nelle nostre mani. I Tarocchi, intesi come un antico libro sacro di sole figure, sono Arcani silenziosi e saggi che parlano il linguaggio dei simboli e aiutano l’evoluzione spirituale degli individui e dell’umanità.

Imparare a interpretare i Tarocchi significa “fare un gioco” che consente di tradurre le immagini simboliche dell’inconscio e aiuta a conoscersi in profondità, a fare chiarezza nei processi del pensiero e del comportamento, a prendere decisioni consapevoli, a essere liberi e indipendenti. Continua a leggere »

Cecina, 2 dicembre 2011: I Tarocchi della Spirale Mistica

Dàn Kafè

I Tarocchi della Spirale Mistica

Incontro con l’autore Giovanni Pelosini

Introduzione di Marco Gucci

Presentazione del nuovo mazzo di 78 Arcani

Illustrati da Giuseppe Palumbo

Pubblicati da Lo Scarabeo

Venerdì 2 dicembre 2011, ore 18

Cecina, Dàn Kafè, Via Leonardo da Vinci 3/5

Buffet offerto a tutti i partecipanti

Ingresso Libero e Gratuito

 Info: tel. 347.0328639

L’eterna ricerca della conoscenza e della saggezza è simboleggiata dal segno della Spirale. La suggestiva ricerca del simbolo della Spirale dalle Galassie al DNA, dai miti alla Geometria Sacra, dalle misteriose piramidi alle cattedrali gotiche, dai numeri di Fibonacci alla Divina Proporzione di Luca Pacioli, dall’Arco di Costantino a Castel del Monte di Federico II di Svevia, dagli alchimisti ai Dervisci danzanti, dal misticismo dell’Oriente ai segreti dei Templari. Un mazzo nato da quaranta anni di studi esoterici di Giovanni Pelosini e dall’arte narrativa di Giuseppe Palumbo, alla ricerca del segreto della Vita.

I Tarocchi della Spirale Mistica sono 78 tavole ricche di emblemi esoterici, sceneggiate dall’esperto scrittore Giovanni Pelosini e illustrate da Giuseppe Palumbo, uno dei più affermati copertinisti, autori e illustratori di fumetti, docente alla Scuola Internazionale dei Comics, artista geniale più volte premiato a livello nazionale e internazionale, creativo disegnatore di Diabolik, EternArtemisia, Ramarro, Martin Mystère e molti altri personaggi di successo.

Nell’immagine: la Dea Era interpreta la Regina di Coppe che allatta il futuro eroe Eracle e crea la Galassia a spirale (detta Via Lattea) con un fiotto di latte che le esce dalla mammella e si perde nel cielo stellato.

 

 

Il Piede del Diavolo

L’Impronta del Piede del Duomo di Monaco

L’impronta del piede che si trova su una pietra del pavimento del Duomo di Monaco di Baviera è certamente l’oggetto più strano della città. La spiegazione più divertente è che il piede che ha lasciato la traccia doveva corrispondere almeno al numero 50. La spiegazione più razionale è che si tratti di un simbolo, una sorta di marchio di fabbrica, degli scalpellini e dei mastri muratori che costruirono l’edificio, ma tutte queste ipotesi mancano di fantasia e certamente sono lontane dalla verità esoterica. L’amica Anita Schiessl Gerlach mi ha accompagnato a visitare la costruzione e mi ha raccontato la leggenda bavarese dell’impronta del piede del diavolo, che, come tutte le leggende, forse nasconde un seme di verità. Continua a leggere »

Milano, 26 novembre 2011: Jung, Astrologia e Psicologia Analitica

A 50 anni dalla morte del Maestro Carl Gustav Jung

Convegno sul legame tra Astrologia e Psicologia Analitica

Una Costellazione di Archetipi

Sabato 26 novembre 2011, ore 10

Milano, Sala Fara Hotel UNA, Via Fabio Filzi, 27 (cancello di fronte all’ingresso del Pirellone)

Dato il numero limitato di posti, l’ingresso è gratuito, ma garantito solo per chi ha prenotato

Info e prenotazioni: tel. 02.69005576 Continua a leggere »

Il Matto e i Simboli del Futuro di Hermann Haindl

Il Matto dei Tarocchi nell’Ultimo Quadro di Haindl

Qualche giorno fa ho ricevuto un gentile invito da parte di Hermann Haindl, pittore di uno dei più famosi mazzi di Tarocchi. L’amico Hermann voleva mostrarmi il suo ultimo quadro, realizzato nel mese di ottobre 2011, talmente ricco di aspetti simbolici da apparire quasi una visione onirica, se non profetica, che l’artista aveva tradotto in vivaci colori e forme emblematiche.

La figura chiave del quadro è il Matto dei Tarocchi che appare in basso a destra nell’atto di indicare con la mano sinistra il centro della scena. La mano sinistra, per Haindl, è da sempre quella dell’intuito che esclude la razionalità, quella che agisce senza condizionamenti spinta da un impulso che è sempre fedele alla profonda verità del suo essere. L’espressione serena del personaggio esclude infatti qualsiasi preoccupazione riguardo gli eventi che mostra. Eppure gli Elementi sembrano scatenarsi in tripudi di colori in cui lingue di Fuoco  si confondono con l’Aria di un cielo luminoso e variopinto, e con l’Acqua rappresentata da strani pesci, uno dei quali si affaccia da un surreale vulcano, mentre un altro emerge da un cielo avvampato di luci. La Terra è un magma scuro che occupa un piccolo spazio sul quale cammina un popolo diretto verso il futuro indicato dal Matto: sotto i piedi delle persone di ogni età che volgono le spalle all’osservatore, il suolo sembra squarciarsi mostrando fiamme telluriche. Tra i lampi di luce del cielo si scorgono qua e là incorporei occhi che osservano le vicende terrene: forse amichevoli fratelli dello spazio, Numi sconosciuti, o altri misteriosi esseri che si mostrano pronti ad accogliere l’umanità in cammino guidata senza incertezze dal profondo istinto del Matto dei Tarocchi di Haindl, che punta il dito proprio in direzione di uno di questi misteriosi sguardi.

Giovanni Pelosini

 

Il Mistero di Paracas, il Candelabro delle Ande

Un misterioso manufatto di 183 metri si staglia sulle coste del Perù, non lontano da Nazca

Si tratta di un gigantesco bassorilievo evidenziato sull’arido pendio di una grande collina sabbiosa che finisce ripida sulla scogliera settentrionale della penisola, ottenuto asportando lo strato più superficiale del terreno per 50-60 centimetri.

Imbarcandosi verso le aride isole Ballestas si può osservare il geoglifo dall’oceano in un’atmosfera davvero surreale; dal mare il Candelabro appare in tutta la sua imponenza: 183 metri di altezza, più di 100 di larghezza ed un “fossato” centrale largo 5-6 metri. Occorre prima aver percorso la Carretera Panamericana da Lima verso Sud-Est, lungo la costa peruviana con la Cordigliera delle Ande a sinistra e l’Oceano Pacifico a destra per circa 250 chilometri. In queste zone, a pochi gradi di latitudine dall’Equatore, il clima è caldo ed arido per quasi tutto l’anno, con temperature medie invernali che si aggirano intorno ai 18°C. Il paesaggio appare deserto, eppure ci troviamo nei luoghi, abitati da almeno 5000 anni, che videro fiorire la grande civiltà degli Inca ed altre culture, ancora più antiche e sconosciute. Presso il porto di Pisco c’è la selvaggia penisola di Paracas, nella provincia di Ica, luogo di grandissimo interesse naturalistico ed archeologico, a sole due ore di auto dalle famose “Linee di Nazca”. Tutta la penisola fa parte del parco naturale della Reserva Nacional de Paracas. Qui, fra i fenicotteri e i pellicani, i pinguini peruviani e le rumorose (e non proprio profumate) colonie di leoni marini, sorge uno dei più enigmatici manufatti che ci siano pervenuti dal passato: il cosiddetto “Candelabro”. Continua a leggere »

Ecco i Nuovi Tarocchi di Giovanni Pelosini (di Federica Lessi)

Da Leonardo a Fibonacci, la Primavera di Botticelli e Luca Pacioli. Racchiudono un universo di simboli e sapienza tramandata da varie civiltà, dai precolombiani ai Greci dai Celti ai Maori, passando per i Templari e gli alchimisti. Sono i nuovi tarocchi realizzati da Giovanni Pelosini, con splendide tavole firmate da Giuseppe Palumbo, illustratore di Martin Mystère e Diabolik, edite da Lo Scarabeo e distribuite in tutto il mondo.

Le 78 carte che riuniscono i 22 Arcani Maggiori e i 56 Minori portano ciascuna il nome o il seme in sei lingue diverse (italiano, inglese, francese, spagnolo, tedesco, olandese) e il libriccino che le accompagna è in cinque. I soggetti che rappresentano ogni carta attingono all’iconografia tradizionale ma il disegnatore bolognese ha usato uno stile più fumettistico e inquadrature dal taglio audace, che danno un aspetto dinamico e vivace. Infatti dietro ogni raffigurazione c’è una selva di miti, personaggi, significati e simboli, che accompagna ogni carta nota agli appassionati di esoterismo e simbologia, che ne fanno collezione. Pelosini, autore del mazzo “I Tarocchi Aurei” nel 1997 con disegni di Roberto Granchi e di numerosi altri – tra i quali uno ironico con I Santini Del Prete – oltre che di svariati articoli a tema, li ha chiamati “Tarocchi della Spirale Mistica”, il suo simbolo prediletto già dalla pubblicazione di “Magia e Scienza della spirale” nel 1994. “Per me è una fonte di ispirazione dagli anni Ottanta nella meditazione yoga – racconta – è un simbolo che si ritrova nelle forme della natura e nelle creazioni più illustri dell’uomo, intuita da mistici, alchimisti, scienziati ed artisti. L’energia dell’universo agisce in moti elicoidali, per cui la spirale si pone come cifra dell’ordine universale e il mazzo propone un cammino per scoprirne i segreti”.

I “Tarocchi della Spirale Mistica” saranno esposti a “Lucca Comics and Games” fino a oggi, saranno presentati ufficialmente in prima nazionale il 26 novembre a Bologna con l’illustratore Palumbo e a Cecina, al Dàn Kafè, il 2 dicembre alle 18. Info: www.giovannipelosini.com

Federica Lessi, Il Tirreno, 1 novembre 2011

Bologna, 31 ottobre 2011: Speciale Halloween

Bologna Magica

Speciale Halloween

Passeggiate nei misteri magici tra le vie della città

Lunedì 31 ottobre 2011, ore 20.45

Bologna, Piazza Galvani (fronte statua)

Info e prenotazione (obbligatoria): tel. 051.916750 – 051.916563 – 339.4675826 – 348.8138815

Durata 1h e 30 circa

La notte delle streghe? Un percorso alla scoperta dei miti, riti e tradizioni di Halloween… Continua a leggere »

I Cavalieri Templari sul Monte Amiata (di Claudia Cinquemani)

La studiosa Claudia Cinquemani scopre importanti indizi della presenza dei Cavalieri Templari sull’Amiata

In Pieve ad Lamula, già il titolo originario “Cella di Santa Maria” e la dipendenza dall’ Abbazia di San Salvatore sul Monte Amiata retta in origine dai benedettini neri e in seguito passata ai cistercensi di Bernardo di Chiaravalle, unitamente alla presenza di un importante mercato sabatino e la vicinanza  alle principali vie di pellegrinaggio che sappiamo essere state la Francigena, la Clodia e la via Sacra Michelita,  possono essere indizi a favore dell’ipotesi di appartenenza templare. Continua a leggere »