Archivio della categoria 'Simboli'

I Simboli e l’iniziazione secondo Guénon

“… in linea di massima, è proprio di ogni interpretazione veramente iniziatica di non essere mai esclusiva, ma, al contrario, di abbracciare sistematicamente tutte le altre interpretazioni possibili; è per questa ragione inoltre che il simbolismo, con i suoi significati molteplici e sovrapposti, è il mezzo di espressione normale di ogni vero insegnamento iniziatico.”
René Guénon, Simboli della Scienza sacra, (p.78), Adelphi.

La Dea della Notte

Chi ha avuto la ventura di incontrare da vicino i maestosi rapaci notturni, riconosce loro una nobiltà antica ed un evidente collegamento con la magia della notte.
I lenti e silenziosi movimenti in volo, i grandi occhi che vedono al buio e le piume cangianti che riflettono il chiarore della Luna conferiscono un’aria sapiente a queste creature, che la tradizione, non solo occidentale, associa alla sacralità delle divinità femminili più antiche e ctonie. Continua a leggere »

I doni dei Magi

Gli appartenenti alla casta sacra della Media erano dediti all’astrologia, all’interpretazione dei sogni e ad altre pratiche esoteriche in un tempo in cui scienza, religione, arte e magia facevano parte di una sola cultura iniziatica.
La Bibbia li chiama “Magi” e la tradizione ancora li onora attribuendogli dignità regale. Continua a leggere »

Simboli del Presepe

La nascita che rappresenta simbolicamente tutte le nascite nella cultura occidentale cominciò ad essere raffigurata già nei primi secoli del cristianesimo nelle effigi parietali delle catacombe romane. Nel tempo la scena si perfezionò arricchendosi di aspetti iconografici ed allegorici tratti dai Vangeli canonici e da quelli apocrifi, ovvero dalle profezie di Isaia e di Abacuc secondo l’interpretazione di Origene. Continua a leggere »

La Grande Madre del Messico: Colei che calpesta il serpente

Nei pressi di Città del Messico sorge Nuestra Señora de Guadalupe, il più importante santuario mariano del Nuovo Mondo, meta di milioni di pellegrini provenienti dagli angoli più sperduti di quello che una volta era l’Impero Spagnolo, perché la Vergine di Guadalupe è Patrona delle Americhe e delle Filippine, e da tutti i messicani è considerata con grande devozione “Reina de México y Emperadora de las Américas“.
Il santuario è il più visitato del mondo dopo il Vaticano e contiene un’immagine della Madonna che apparve miracolosamente nel 1531, in un Messico ancora devastato dalla sanguinosa guerra di conquista degli spagnoli di Cortéz, che appena dieci anni prima avevano abbattuto violentemente la civiltà azteca.
È significativo che la Vergine sia apparsa proprio ad un povero indio analfabeta di nome Quauhtlatoatzin (Aquila che parla), battezzato come Juan Diego dai missionari spagnoli, mentre stava attraversando l’altura di Tepeyac, luogo già sacro a Tonantzin, una delle rappresentazioni azteche della Dea Madre. Continua a leggere »

Alberi di Natale

La parola “Natale” significa nascita e rappresenta quindi un momento topico del ciclico mistero dell’esistenza, in qualunque modo si voglia o si possa intenderla: la nascita e la morte si susseguono nel ciclo della vita e sono misteri comprensibili solo in un’ottica diversa dalla comune visione del mondo in cui il tempo scorre solo linearmente.
Pochi giorni dopo il Solstizio d’Inverno, in quell’attimo in cui il Sole sembra stazionare in bilico fra il Sagittario ed il Capricorno, è il tempo scelto per celebrare l’archetipo della ri-nascita.
In questo periodo il Sole Bambino è festeggiato da millenni in tutto l’emisfero settentrionale e numerosi megaliti sono ancora i testimoni di questo antico culto: le grandi pietre di Stonehenge, i mitici cerchi dei templi iperborei di Apollo, i dolmen ed i menhir bretoni, i cerchi delle fate irlandesi, i tumuli della valle del Boyne, con le incisioni spiraliche di Newgrange. Perfino oltre l’Atlantico, nel New Hampshire, misteriosi popoli precolombiani hanno eretto pietre solstiziali, che oggi rappresentano un grande enigma archeologico, segnalando ancora il sorgere del Sole rinnovato nel periodo più buio dell’anno. Continua a leggere »

Il simbolo perduto e i misteri di Washington D.C.

Il professor Robert Langdon è ormai un riconosciuto esperto di simboli e di crittografia: nell’immaginario collettivo dei lettori dei romanzi di Dan Brown (Angeli e Demoni, Il Codice Da Vinci, The Lost Symbol) è un serio indagatore del mistero che scava nel profondo delle storie dal fascino più intrigante. Poco importa che tale personaggio sia nato dalla fantasia di un fortunato scrittore ed abbia preso vita anche grazie a Tom Hanks nel cinema: il professor Robert Langdon in qualche modo esiste. Esiste nell’animo di ciascun uomo che non si vuole fermare alle apparenze, che intende scoprire la verità a qualunque costo, che non accetta come inconfutabile la storia così come è scritta nei libri e indaga nelle sue pieghe, nelle sue incongruenze, nelle sue numerose zone d’ombra, nel mistero. Prima o poi, inevitabilmente, un tale uomo si deve misurare con i simboli e, nel caso specifico, con un fantomatico “simbolo perduto”. Continua a leggere »

Meditare sul simbolo

“Ai mistici è ben noto che se un uomo medita su un simbolo attorno al quale sono state associate mediante la passata meditazione determinate idee, egli otterrà accesso a quelle idee…”

Dion Fortune, La Cabala mistica, I, 1, 15

La spada nella roccia

Nei pressi di un’antica strada che univa la Via Francigena a Massa Marittima nacque intorno al 1148, nella nobile famiglia di Guidotto di Chiusdino, il cavaliere Galgano.
Si narra che la condotta giovanile di Galgano non fosse irreprensibile: come altri giovani del suo rango e della sua epoca trascorreva giornate licenziose e gaudenti, andando a caccia nei boschi, formando allegre brigate di ragazzi arroganti e rissosi e seducendo ragazze nei borghi vicini.
Galgano Guidotti amava le armi ed i cavalli, il rumore della compagnia e gli odori confusi dei vini delle taverne. Continua a leggere »

Il senso del Sentiero

Nella ricerca di ogni essere umano, chiamo “sentiero” il percorso individuale di crescita e di evoluzione nello spazio e nel tempo a disposizione di ciascuno.
La parola mi sembra adatta perché evoca una strada da percorrere soltanto con i propri mezzi, magari a piedi: chiamiamo sentieri le disagevoli strade di montagna che portano ai piedi delle vette ed i meravigliosi viottoli in mezzo alla natura dei parchi.
Se la vita quotidiana, sulle autostrade o chiusi in un’auto nel traffico cittadino, è particolarmente alienante, camminando lungo un sentiero spesso si può riacquistare la propria dimensione umana.

Simboli del Sentiero

In senso simbolico, seguire un sentiero significa spesso fare un percorso evolutivo, personale ed unico: un percorso spirituale che solo parzialmente può essere già tracciato da altri o indicato da leggi, credenze e religioni. Continua a leggere »