L’arte e la Morte nel Tarocco

È interessante la performance artistica di Paolo G. Conti, che interpreta il tredicesimo Arcano in una inedita versione tarologica.
La nota professionalità dell’interprete, il teschio severo, e lo sfondo di un borgo medievale dell’Appennino tosco-emiliano hanno reso autenticamente drammatica la rappresentazione, che ha ripercorso i simboli e gli archetipi legati alla Morte. Il bianco e il nero, simbolici opposti del dualismo cosmico dipinti sul volto dell’artista, richiamano nettamente la duplice natura del mistero della Vita e dell’esistenza.

Foto scattata al VII Festival Internazionale dei Tarocchi, La Scola, Bologna, 24 giugno 2007

Giovanni Pelosini

Vada, 17 giugno 2009: Astrologia, cucina indiana e danza orientale

ARUSPICINA & SPIRITO LIBERO

organizzano un incontro con

Lidia Fassio

che presenta due libri:

Il libro dei miei sogni

Le stelle sotto l’ombrellone

mercoledì 17 giugno ore 19

Ristorante La Casamatta, via Aurelia sud, Vada (LI) Continua a leggere »

Carlo Piterà, dal Surrealismo al Tarocco

Nato a Belcastro (CZ) il 16 gennaio del 1955, Carlo Piterà vive e lavora a Genova dal 1956. La molto precoce vocazione artistica ha fatto sì che si dedicasse molto presto alla pittura, studiando le opere degli antichi maestri e sviluppando una ricerca autodidatta sul Surrealismo, l’anatomia umana, le leggi del colore, il disegno architettonico, ed unendo estro ed emotività all’esperienza pittorica. Nel 1986 Pietro Annigoni apprezzò “le sue fantasie conturbanti e il modo diretto di evidenziarle“. Dopo essersi accostato alla simbologia dei Tarocchi, nel 2004 dipinse ad olio la straordinaria serie di 22 Arcani Maggiori e 56 Arcani Maggiori su tavole di grandi dimensioni: 100 cm x 175 cm.

Giovanni Pelosini

I Tarocchi pù grandi del mondo di Carlo Piterà

Aleister Crowley, un mago del XX secolo

Edward Alexander Crowley (12.10.1875-5.12.1947), in arte Aleister, fu un adepto inglese della Golden Dawn e quindi un esoterista famoso, assai discusso in tutta Europa e negli Stati Uniti. Aveva un particolare talento per scandalizzare l’opinione pubblica, specialmente con la sua particolare “magia”, e farsi così pubblicità nel mondo dell’occultismo, facendo in modo che i giornali dell’epoca lo definissero “il re della depravazione”. Continua a leggere »

I Tarocchi più grandi del mondo di Carlo Piterà

Le 78 Lame di Carlo Piterà sono impressionanti per le loro dimensioni, rare per un mazzo completo di Tarocchi realizzato in olio su tavole di 100 cm x 175 cm. Dopo mesi di coraggioso lavoro, l’opera è stata terminata nel 2004 ed il risultato artistico è notevole, anche per l’emozione suscitata dagli splendidi e scuri fondali stellati, spesso in contrasto con i cromatismi accesi della tradizione dei Tarocchi. Osservare i dipinti originali significa avere di fronte personaggi quasi reali nella loro dimensione e nell’espressività delle loro figure. Sinceramente non so se questi Arcani siano i più grandi mai realizzati, ma non credo che esistano al mondo altri mazzi completi di queste dimensioni, e, di certo, essi sono delle interessanti e belle ierofanie degli archetipi tarologici. Continua a leggere »

Matriarcato e patriarcato nei miti antichi e nei simboli astrologici

Non sempre la storia, così come ci è stata tramandata, risponde a tutte le nostre domande; e ciò è particolarmente vero per quel che riguarda la preistoria e le origini della stessa nostra civiltà.
L’archeologia ci mostra spesso palesi incongruenze e, talvolta, di fronte al mistero, conviene attingere alla mitologia ed alla simbologia, certi che non ci mentiranno, anche se il loro linguaggio spesso sarà oscuro per la nostra mente razionale.
Reperti anche famosi come la cosiddetta Venere di Lespugue (23.000 a.C.) sono tracce importanti di un’antichità remota che ci parlano di una civiltà matriarcale che fiorì nel Paleolitico e nel Neolitico, estinguendosi poi in Europa fra la tarda Età del Bronzo e gli albori dell’Età del Ferro.
Le forme fortemente steatopigie della statuetta in avorio di mammut sono evidenti simboli di venerazione della Dea Madre come fertile donatrice di vita: volutamente i seni ed i glutei sembrano uova ed il triangolo pubico si ripete simbolicamente in basso, dove le cosce e gambe ricordano ancora le forme dell’organo femminile. Continua a leggere »

I Tarocchi di Haindl

Questi meravigliosi Arcani sono molto evocativi e invitano alla contemplazione di simboli talvolta sfumati e rivelati negli sfondi, sempre realizzati secondo le coincidenze significative della distribuzione apparentemente casuale dei colori.
Gli Arcani Maggiori sono bellissime tavole riportanti anche le lettere ebraiche corrispondenti, le rune, i simboli astrologici in analogia e alcuni emblemi iconografici.

Hermann Haindl ha pitturato le 78 tavole dopo aver realizzato gli sfondi, e solo successivamente ha scelto la corrispondenza con i Tarocchi: il risultato è straordinariamente interessante per i simboli che i colori hanno inteso trasmettere all’autore e agli osservatori attenti del mazzo.

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Montecatini V.C., 8-10 maggio 2009: Festival Spirito Libero

Nell’ambito del Festival FOOL MOON

la rivista SPIRITO LIBERO organizza

un incontro con

Giovanni Pelosini e Giovannimparato

domenica 10 maggio 2009

Agriturismo Frassinello, Montecatini Val di Cecina (PI)

info e prenotazioni: 329.6337748 Fabiola – 347.0194872 Pietro Continua a leggere »

Il libro di Thoth

Questo mazzo di Tarocchi fu realizzato da Lady Frieda Harris (1877-1962) in cinque anni di lavoro a stretto contatto con l’occultista Aleister Crowley, che sceneggiò gli Arcani e ne descrisse numerosi simboli.
Le immagini furono il corredo iconografico del libro del famoso occultista inglese pubblicato a Londra nel 1944: The Book of Thoth.
La pittrice non conosceva minimamente il simbolismo dei Tarocchi, ma ebbe una straordinaria sensibilità nell’interpretare la visione dell’Autore; ed anche una grande pazienza dipingendo fino a otto volte la stessa lama fino a contentare il bizzarro Aleister. Continua a leggere »

Hermann Haindl, una vita verso i Tarocchi

L’artista nacque a Berlino nel 1927 e, come mi raccontò con il suo incerto ma simpaticissimo italiano, la sua vita di giovane idealista fu sconvolta dalla seconda Guerra Mondiale, insieme a quella di milioni di suoi coetanei.
Hermann Haindl aveva appena diciassette anni quando fu fatto prigioniero dalle truppe sovietiche sul fronte orientale in una fredda giornata di dicembre del 1944. In un campo di prigionia nei pressi di Kiev riuscì a sopravvivere solo grazie al suo talento artistico, lavorando come pittore alla realizzazione di grandi manifesti di propaganda politica, e solo alcuni anni dopo poté tornare in Germania, profondamente trasformato nel corpo e nell’anima. Continua a leggere »