La spada nella roccia

Nei pressi di un’antica strada che univa la Via Francigena a Massa Marittima nacque intorno al 1148, nella nobile famiglia di Guidotto di Chiusdino, il cavaliere Galgano.
Si narra che la condotta giovanile di Galgano non fosse irreprensibile: come altri giovani del suo rango e della sua epoca trascorreva giornate licenziose e gaudenti, andando a caccia nei boschi, formando allegre brigate di ragazzi arroganti e rissosi e seducendo ragazze nei borghi vicini.
Galgano Guidotti amava le armi ed i cavalli, il rumore della compagnia e gli odori confusi dei vini delle taverne. Continua a leggere »

L’olio d’oliva, sacro dono di Atena

Quando gli antichi abitanti dell’Attica fondarono la città di Atene, ci si chiese a quale nume dedicarla. Molti Dei allora si fecero avanti promettendo protezione imperitura ai cittadini pur di ottenere il patronato della futura potente città stato. Due di loro erano particolarmente interessati ed offrirono doni: il dio del mare Poseidone e la dea della sapienza Atena. Poseidone vedeva le bianche mura sorgere vicino al Mare Egeo e immaginava già la vocazione marittima della futura città, le sue grandi navi solcare i flutti ed i suoi cittadini offrire a lui sacrifici di animali ed importanti libagioni pur di ottenere la sua benevolenza. Decise così di stupire gli Ateniesi con un dono davvero spettacolare: fece sorgere dalle onde un grande e meraviglioso cavallo come mai se ne erano visti in tutto il mondo. Il destriero divino aveva un valore incalcolabile e la sua bellezza era pari solo alla sua possanza. L’animale era capace di combattere come una furia e di vincere ogni battaglia confondendo e terrorizzando il nemico. Altri narrano che il tridente di Poseidone percosse le rocce della più alta collina e che una straordinaria fonte di acqua salata ne scaturì. I futuri ateniesi ne furono ammirati. Continua a leggere »

L’Oracolo della mela di Halloween

In molti miti antichi la mela, rosso frutto di questa stagione, è sia il simbolo della morte e della rinascita, sia quello dell’amore e della trasgressione. Nell’antichità a Samhain si consumavano lauti banchetti collettivi e si beveva in allegria abbondante sidro di mele.
La tradizione biblica associa a questo frutto il peccato originale di Adamo ed Eva e fa spesso riferimento all’Albero della Conoscenza del Bene e del Male, come se l’atto del mangiare una mela fosse il simbolo dell’acquisizione di una sapienza segreta e riservata a pochi iniziati. Paride ne fece dono ad Afrodite, dea dell’amore, nel mitico giudizio che fu all’origine della guerra di Troia. Al mistero dell’amore e della morte, principale tema di Samhain, allude anche la fiaba di Biancaneve, uccisa da una mela avvelenata e resuscitata da un bacio, in un connubio intrigante conosciuto come “Eros e Thanatos” (Amore e Morte). Continua a leggere »

Simboli, riti e magie di Halloween: il Capodanno celtico di Samhain

“Dolcetto o scherzetto?” Con questa tipica frase tradizionale i giovani americani si presentano alla porta dei vicini, con maschere terrificanti di scheletri e fantasmi, in una delle notti più tenebrose dell’anno: Halloween. I dolci sono quasi sempre distribuiti con generosità e gli scherzi non mancano: si porta così allegria e trasgressione e si esorcizzano le ancestrali paure nascoste da sempre nell’animo umano. La notte fra il 31 ottobre ed il primo novembre è diventata una ricorrenza da festeggiare in modi simili anche in Italia: è curioso che questa antica festa europea ritorni come una moda dagli Stati Uniti, dopo essere stata dimenticata per molto tempo. Ma qual è l’origine di questa tradizione popolare? Continua a leggere »

La Festa dell’Equinozio d’Autunno: l’equilibrio interiore al tramonto dell’anno

L’Equinozio d’Autunno celebra il Sole che attraversa l’equatore celeste in un simbolico “tramonto” annuale: da questo momento in poi la notte prevarrà sul giorno per sei mesi in tutto l’emisfero settentrionale.
L’antico Calendario Sacro che regolava i ritmi ciclici vitali della società, festeggiava questo momento come una delle otto speciali celebrazioni annuali: era il tempo della vendemmia e del vino, della raccolta del miele, dei fichi e delle noci; era il tempo del riposo e della meditazione dopo la calura estiva; era il tempo in cui i simboli dell’Autunno si presentavano alla parte più profonda della psiche.
Così, mentre il corpo fisico e la mente cominciavano a adattarsi al cambio di stagione, anche lo spirito cercava un nuovo equilibrio al variare della temperatura, della luce e dei colori della campagna.
La festa dell’Equinozio d’Autunno contribuiva a mantenere l’uomo in sintonia con i ritmi stagionali e sosteneva anche l’equilibrio dinamico del suo sistema nervoso ed endocrino, svolgendo quindi anche un’importante funzione biologica. Continua a leggere »

Il vino, sangue della Madre Terra

Una novella del XIV secolo ci racconta l’origine mitologica del vino: come nella tradizione biblica, Noè fu il primo ad ottenere questa bevanda dalla fermentazione del frutto della vite, ma non ne era soddisfatto, in quanto il sapore era aspro e poco gradevole. Per migliorarlo bagnò allora le radici della vite selvatica con il sangue di quattro animali: un agnello, un leone, un maiale e una scimmia.

Il vino risultò più dolce, ma portò con sé anche effetti collaterali sui consumatori, che, a seconda dei casi, cominciarono a mostrare vergogna (agnello), irascibilità (leone), sciocca allegria (scimmia) o, peggio ancora, alcune disgustose caratteristiche attribuite al maiale.Gli animali simbolici trovano una spiegazione anche nel vecchio detto contadino toscano che mi rammentava sempre mio nonno Tosello (1904-2005), secondo il quale “chi non beve vino è un agnello, chi ne beve è un leone e chi ne beve troppo è un maiale“, lasciando ipotizzare gli effetti diversi della bevanda sugli uomini in base alla quantità e secondo l’immaginario collettivo popolare relativo agli animali in questione. Continua a leggere »

Lo specchio lunare

Lo specchio d’argento che illumina soavemente la notte riflette e quindi comprende tutta la realtà.
E così può fare la superficie dell’acqua, che appare cangiante sotto la sua luce.
Il mito di Narciso ci ricorda come siano illusorie tutte le immagini che lo specchio ci mostra: la superficie dell’acqua rifletteva gli occhi belli del giovane, il suo collo d’avorio, i capelli degni di Bacco e di Apollo, tutte le sue forme. Eppure si narra che gli Dei vollero così punire Narciso per il suo egocentrismo, inducendolo con questo inganno ad innamorarsi della sua stessa immagine.
Nello stesso modo la Luna, Signora della Notte, rappresenta il varco per la verità nascosta nel profondo dell’animo, ma allo stesso tempo è il velo che la occulta. Apre la porta dei sogni profetici agli emotivi esseri che sono sensibili alla sua attrazione, e contemporaneamente tende a confonderli, se non a perderli. Continua a leggere »

La Festa del raccolto e della Luce: simboli, riti e magie di Lugnasad

La pienezza dell’Estate era festeggiata tradizionalmente con la Festa di Lugnasad nei primi giorni di agosto. La Luna Piena del 6 agosto 2009 fa sì che quest’anno le stelle non siano particolarmente visibili: è però uno splendido momento per osservare la luminosità del cielo notturno e per celebrare, come si usava nell’antichità, la Festa del Raccolto e della Luce in onore del dio celtico Lugh e della sua sposa Erinn.
Seguendo i ritmi stagionali del Sole e quelli mensili della Luna, l’antica festa pagana di Lugnasad (detta anche Lammas) rappresentava la centralità dell’estate ed era una grande celebrazione della Luce, in cui si svolgevano giochi e riti matrimoniali, nei campi e fra i covoni, simboli della mietitura. Cormac, arcivescovo di Cashel del X secolo, rammenta questa ricorrenza come una delle quattro grandi feste del Fuoco irlandesi, ma già si vegliava nei raduni rurali mediterranei centinaia di anni prima, quando la Festa del Raccolto era parte dei riti dei Misteri Eleusini secondo il Calendario Sacro. Continua a leggere »

Montecatini V.C., 18 luglio 2009: Oltre il 2012

Spirito Libero Publinship

organizza un incontro dal titolo

“OLTRE IL 2012”

Sarà presente una troupe televisiva di TVRTeleitalia-7Gold Continua a leggere »

Dal caldo il canto: elogio della cicala

Nelle campagne assolate o fra gli alberi cittadini, talvolta il sonnellino pomeridiano è allietato dal mantra continuo e monotono della cicala; in altri casi l’insistenza del suo canto può diventare un disturbo per la nostra mente, così distolta dal traffico incessante dei pensieri. Sempre, però, il nostro immaginario associa volentieri lo stridio del simpatico insetto al massimo caldo estivo. Cantus ab aestu, si diceva acutamente nel passato, “il canto proviene dal caldo“. Continua a leggere »