I Gatti Neri: Simboli, Miti, Storia e Superstizione

Il 13 giugno 1233 la bolla papale Vox in Roma di Gregorio IX dava ufficialmente inizio alle orribili persecuzioni dell’Inquisizione e al lungo periodo oscuro nel quale ogni retaggio culturale delle tradizioni pagane veniva assimilato alle devianze dall’ortodossia religiosa, alle eresie, alle presunte pratiche demoniache e alla stregoneria. Da allora forse centinaia di migliaia di esseri umani furono per questo perseguitati, torturati e barbaramente uccisi come eretici, presunti stregoni e (soprattutto) streghe.

La bolla di Gregorio IX descriveva nei dettagli anche il rituale di iniziazione alla stregoneria, nel quale si materializzava un gatto nero, grande come un cane di media taglia, che camminava all’indietro con la coda sollevata per farsi baciare il posteriore dagli adepti e dal neofita.

Da allora e per diversi secoli anche i gatti, che invece nell’antichità erano apprezzati sterminatori di topi, se non venerati come divinità, furono vittime innocenti di queste persecuzioni; e si stima che a milioni furono torturati e bruciati sul rogo come incarnazioni di Satana, spesso insieme a donne e uomini ritenuti colpevoli di malefici ai danni della comunità. Se il colore del gatto era nero, era ancora più facile immaginarlo una creatura della notte, dell’oscurità, e quindi un essere demoniaco e pericoloso. Continua a leggere »

Castagneto Carducci, 11-13 ottobre 2013: 6° Convegno di Astrologia Umanistica

Eridano School

6° Convegno di

Astrologia Umanistica

“Saturno”

Capacità, responsabilità, autonomia dell’io e ruolo nel mondo

11, 12 e 13 ottobre 2013

Marina di Castagneto Carducci, Hotel I Ginepri

Conferenza di Giovanni Pelosini: sabato 12, ore 12

Info e prenotazioni: segreteria 338.5217099 – 0123.40260

Atti del Convegno disponibili durante la manifestazione Continua a leggere »

Simboli e Astronomia dei Cicli Maya

Simboli e Astronomia dei Cicli Maya

Giovanni Pelosini

Il Serpente Piumato Kukulcan

La piramide maya detta El Castillo (o Tempio di Kukulcan) a Chichén Itzà è un raffinato esempio di simbolismo astronomico ampiamente studiato dai ricercatori. Kukulcan, il Serpente Piumato, era una divinità associata al pianeta Venere che i Maya avevano importato dal nord; gli Aztechi lo chiamavano Quetzalcoatl e, a loro volta, avevano ereditato tale culto dai più antichi e misteriosi Toltechi. Come Afrodite-Venere era generalmente una dea benevola in occidente, Kukulcan era il dio maya della fertilità, della medicina, della semina e del raccolto, colui che dava indicazioni per armonizzare le azioni umane ai ritmi universali.

Solo nel 1980 ci si rese conto di un singolare fenomeno ottico che riguarda la piramide di Chichén Itzà: una foto scattata il 21 marzo (Equinozio di Primavera) evidenziava un curioso gioco di luci e ombre fra i gradoni del lato Ovest, la scalinata di 91 gradini del lato Nord e il corpo del Serpente Piumato che le fa da margine e balaustra per tutta la lunghezza fino formare con la coda una delle colonne del tempio.

Infatti, in quel giorno il Sole al tramonto illuminava con una particolare inclinazione i gradoni della piramide, e questi, proiettando la loro ombra sul lungo corpo cilindrico di Kukulcan, formavano sette triangoli isosceli illuminati dando l’impressione nettissima che il Serpente scendesse sinuosamente la scalinata. Si verificò poi che il fenomeno si ripeteva immancabilmente al tramonto di ogni Equinozio, due volte l’anno, probabilmente in concomitanza con antichi riti cultuali solari che si svolgevano sulla piramide, confermando così le teorie di Luis Arochi, che si era stupito del fatto che le effigi del Serpente Piumato fossero decorate da spirali in tutte le altre piramidi della città, con l’eccezione appunto di El Castillo. Continua a leggere »

Pinocchio: Tutti i Simboli della Fiaba di Collodi

PINOCCHIO

IN ARTE MAGO

Morena Poltronieri Ernesto Fazioli  Giovanni Pelosini

Hermatena Edizioni, 2013

160 pagine

18,00 €

Sapevate che il Gatto e la Volpe, coinvolti nella mistica impiccagione del burattino, trovano delle straordinarie analogie in una pagina miniata del Vangelo di Matteo del Libro di Kells, risalente al IX secolo?

E sapevate che, dieci anni prima di Collodi, Narciso Feliciano Pelosini aveva scritto un romanzo in cui c’era un pezzo di legno che prendeva magicamente vita nella bottega di un maestro falegname toscano?

E infine sapevate che le Avventure di Pinocchio, come i miti antichi, possono essere interpretate in mille diversi modi?

C’era una volta… la storia di Pinocchio con tutti i suoi simboli e le sue allegorie: Pinocchio e la magia; Pinocchio e la psicologia; Pinocchio e i Tarocchi; Pinocchio e l’alchimia; Pinocchio e l’Astrologia; Pinocchio e la Cabala; Pinocchio e la numerologia; Pinocchio e le rune… e tanti altri modi di leggere la simbolica fiaba di Collodi.

Vai al libro ⇒ PINOCCHIO, IN ARTE MAGO

 

Giove e la Voglia di Superare i Limiti

IL RESPIRO COSMICO

In una concezione olistica della realtà, il macrocosmo rappresentato dall’universo non si distingue sostanzialmente dalle sue manifestazioni microcosmiche, che sono solo apparentemente separate e distinte.

Ecco che ciò che è evidente nel singolo individuo si può ritrovare in contesti più generali e universali, come la fisica dei quanti comincia a farci comprendere, e come l’alchimia, la mitologia e l’astrologia ci hanno insegnato da molti secoli. Per questo motivo i ritmi della Vita coinvolgono tutta la natura, a ogni livello di complessità: atomi, molecole, cellule, organismi e macrostrutture complesse.

Il respiro cosmico è un ritmo dialettico che comprende ogni alternanza di princìpi opposti generando e perpetuando la vita stessa in doppie spirali che si ritrovano tanto nelle galassie quanto nel DNA. I due serpenti che si avvolgono a elica nel mitico Caduceo di Hermes si ritrovano nelle molecole complementari di acido desossiribonucleico e nei sistemi stellari; sono le Nādī in cui il Prana scorre alternativamente per risvegliare l’energia Kundalini, sono lo Yin e lo Yang della tradizione cinese, sono la destra e la sinistra, il bianco e il nero, e sono i mistici princìpi maschile e femminile che si armonizzano nell’androgino Rebis realizzando la Grande Opera alchemica. Continua a leggere »

Mauro Biglino: Non c’è Creazione nella Bibbia

Con questo suo ultimo libro, fresco di stampa per Uno Editori (novembre 2012), Mauro Biglino approfondisce la sua ricerca filologica sull’Antico Testamento, spesso in contraddizione con l’esegesi tradizionale quando la sua precisa analisi semantica del testo esce dalle convenzioni accettate, fin dalla celebre frase iniziale comunemente interpretata come atto creativo: “Bereshit bara Elohim“.

Come sempre il lavoro di Biglino è “laico”, linguistico, non teologico; la sua ipotesi è che molti passi della Bibbia siano narrazioni (non ideologiche, né religiose o metaforiche) di ciò che i cronisti anticotestamentari avevano visto e sentito dire. E le sue conclusioni sono spesso sorprendenti.

“Non c’è creazione nella Bibbia” (2012)

È un libro che approfondisce le tematiche già affrontate nei precedenti testi di Mauro Biglino, con particolare riferimento alle ipotetiche tecnologie  degli Elohim e dei Malachim. Il mistico Kavod (Gloria), il misterioso Ruach (Spirito), gli stessi Keruvim (Cherubini) sono forse termini da tradurre diversamente? Gli antichi cronisti erano stati testimoni di eventi in cui erano coinvolti oggetti volanti (R.I.V., Res Inexplicata Volans), armi fantascientifiche e tecnologici sistemi di comunicazione a distanza? Quali sono i segreti dell’Arca dell’Alleanza, che poteva emettere radiazioni mortali? Come funzionavano i due oggetti “mantici” chiamati Urim e Tummim? Biglino sembra aver trovato delle chiavi interpretative del nostro remoto e misterioso passato, e, in ogni caso, riflette e fa riflettere su quanto poco ancora sappiamo delle nostre stesse origini.

Giovanni Pelosini

Le Spire del Labirinto

Il labirinto da sempre è un archetipo importante nello studio della psicologia del profondo. La sfida che rappresenta questo simbolo per l’audacia e l’ingegno umani è soltanto una delle tematiche più evidenti; i pericoli e i tesori che le sue spire possono contenere sono altri spunti narrativi che i miti e i racconti di ogni epoca hanno utilizzato; ma la facilità con cui ci si può perdere al suo interno è forse l’aspetto più complesso e intrigante della simbologia del labirinto.

Se l’accesso a un labirinto è apparentemente facile, il cammino, mai lineare e agevole, rappresenta di per sé una difficoltà: per raggiungere il centro occorre talvolta dirigersi verso la periferia. La strada più diretta non è quasi mai quella giusta, e può far perdere tempo prezioso a chi la imbocchi. Viceversa può essere necessario percorrere lunghi tratti nella direzione opposta a quella desiderata. Anche l’istinto difficilmente aiuta a scegliere la giusta via negli oscuri meandri, tutti uguali e tutti diversi, e soprattutto quando si giunge agli innumerevoli bivi.

Il mito di Teseo narra che l’eroe non sarebbe mai potuto uscire vivo dal labirinto senza il fondamentale aiuto di Arianna, che qui è il simbolo dell’Eterno Femminino materno e accogliente, intelligente e divino, un’incarnazione dell’Anima. Continua a leggere »

Roma, 10 novembre 2012: Carl Gustav Jung, Mitologia, Astrologia, Alchimia, Religioni

Paolo Crimaldi, Delegazione CIDA Lazio

C. G. Jung e gli aspetti altri della cultura

Mitologia, Astrologia, Alchimia e Religioni

 Convegno

Sabato 10 novembre 2012, ore 9.15 – 18.30

Roma, Casa Bonus Pastor, Via Aurelia 208

Info e prenotazioni: tel. 06.4392518 – 338.3876110 – 06.5572242 – 339.2479571 Continua a leggere »

Cecina, 9 novembre 2012: Simboli della Dea Madre, Antropologia Astrologica

Caffè Letterario

Simboli della Dea Madre

Antropologia Astrologica

Conferenza di Giovanni Pelosini

Venerdì 9 novembre 2012, ore 18

Cecina, Dàn Kafè, Via Da Vinci, 3

Ingresso Libero

Info: tel. 347.0328639

Antichi reperti, miti tramandati dai più remoti antenati, glifi tracciati sulla pietra, Menhir, statue neolitiche come la famosa Venere di Lespugue (23.000 a.C.) sono tracce di un passato che l’umanità sembra aver dimenticato, ma che riaffiora nella memoria onirica e profonda dei simboli.

La civiltà matriarcale che fiorì nel Paleolitico, estinguendosi in Europa fra la tarda Età del Bronzo e gli albori dell’Età del Ferro, non è mai del tutto scomparsa nell’inconscio e nell’immaginario collettivo. L’Eterno Femminino rappresenta ancora una realtà simbolica forte e viva come archetipo individuale e collettivo che riemerge dal buio in cui era stato relegato esprimendosi nell’arte, nella spiritualità, nei Tarocchi, nella natura, nelle immaginifiche costellazioni, nell’astrologia, nello stesso scorrere ciclico del tempo nello spazio.

L’Equinozio di Autunno nei Tarocchi

Le leggi cosmiche fanno sì che i ritmi celesti del macrocosmo e quelli terreni e umani del microcosmo scandiscano le tappe dell’esistenza anche con gli archetipi che si manifestano nell’antico gioco degli Arcani.

Così come i pianeti si muovono sullo sfondo zodiacale indicando tempi relativi ma precisi, i cicli millenari seguono il ritmo dei numeri sacri da sempre in quanto espressioni di “qualità” più che di “quantità”.

Nei 22 Arcani Maggiori dei classici mazzi di Tarocchi troviamo indicazioni simboliche precise anche di questa mirabile e ordinata realtà, particolarmente in dodici carte, che, fra le altre tante informazioni, si mostrano a noi come le dodici tappe del Sole che chiamiamo segni zodiacali. Per alcune lame questa analogia astro-tarologica è sottile e nascosta, per altre fin troppo palese anche per chi ignorasse i princìpi della simbologia esoterica. Si prenda il caso dell’VIII Arcano, la Giustizia, emblema netto ed evidente del segno della Bilancia e dei suoi significati celesti e terreni.

La Dea della Giustizia Temi era spesso raffigurata con una bilancia a due piatti, simbolo di equità assoluta, di imparzialità e di equilibrio, ma soprattutto di legge. Si narra che Zeus ebbe tre figlie da Temi: Equità, Legge e Pace. Ma un’altra tradizione racconta che le figlie erano invece due e si chiamavano Forza e Temperanza. Nello schema dei Tarocchi Aurei questo mito è particolarmente significativo in quanto contempla altri due Arcani Maggiori rappresentanti i segni del Leone e della Vergine, che precedono cronologicamente quello della Bilancia. Continua a leggere »