Archivio della categoria 'Simboli'

L’augurio dell’Angelo della Ricchezza

Mi è arrivata per posta elettronica questa bella immagine chiamata “Angelo della Ricchezza“. In allegato c’era il solito augurio a catena: “mandalo a due persone e sarai ricco entro 4 giorni, mandalo a 6 persone e sarai ricco in due giorni… non è uno scherzo… avrai un introito inaspettato… ecc.”

Di norma non seguo le istruzioni e non affollo le caselle di posta degli amici con tali rituali in gran parte privi di senso, però stavolta ho pensato che almeno il fantasioso fotomontaggio meritasse di essere diffuso. Trovo che il bambino-angioletto addormentato sul pollice abbia un effetto piuttosto rilassante: più che “Angelo della Ricchezza” lo avrei chiamato “Angelo della Rilassatezza“. Continua a leggere »

Il Matto, eterno viandante

Il viandante che si muove con il suo minimo bagaglio e senza pensieri, nella mia visione, somiglia al Matto dei Tarocchi.
La sacca che talvolta porta sulle spalle è quasi vuota, così come le tasche del suo buffo costume.
Nella sua pazzia ha scelto di non possedere niente, e così, forse senza neanche saperlo, assomiglia a quei santi rishi ancora piuttosto comuni nelle giungle e nelle sterminate campagne del subcontinente indiano: saggi illuminati ricchi di spiritualità, apprezzati portatori di benedizioni divine.
Il Matto incarna in questo modo la pura energia che mette in moto tutto il mazzo degli Arcani, il fuoco che può bruciare il Karma, l’inizio e la fine del percorso sacro, l’alfa e l’omega della tradizione mistica occidentale. Continua a leggere »

Dal caldo il canto: elogio della cicala

Nelle campagne assolate o fra gli alberi cittadini, talvolta il sonnellino pomeridiano è allietato dal mantra continuo e monotono della cicala; in altri casi l’insistenza del suo canto può diventare un disturbo per la nostra mente, così distolta dal traffico incessante dei pensieri. Sempre, però, il nostro immaginario associa volentieri lo stridio del simpatico insetto al massimo caldo estivo. Cantus ab aestu, si diceva acutamente nel passato, “il canto proviene dal caldo“. Continua a leggere »

L’arte e la Morte nel Tarocco

È interessante la performance artistica di Paolo G. Conti, che interpreta il tredicesimo Arcano in una inedita versione tarologica.
La nota professionalità dell’interprete, il teschio severo, e lo sfondo di un borgo medievale dell’Appennino tosco-emiliano hanno reso autenticamente drammatica la rappresentazione, che ha ripercorso i simboli e gli archetipi legati alla Morte. Il bianco e il nero, simbolici opposti del dualismo cosmico dipinti sul volto dell’artista, richiamano nettamente la duplice natura del mistero della Vita e dell’esistenza.

Foto scattata al VII Festival Internazionale dei Tarocchi, La Scola, Bologna, 24 giugno 2007

Giovanni Pelosini

Simboli, riti e magie di San Giovanni: l’antica festa del Solstizio d’Estate

Il culminare del Sole nel suo ritmico procedere sulla Ruota dello Zodiaco dà la possibilità di aprire la “Porta solstiziale“: è uno dei passaggi più “magici” dell’anno, il giorno in cui l’astro può brillare più in alto e più a lungo sopra l’orizzonte; la Luce sembra non avere mai fine e la notte è così breve che gli spiriti notturni sono cacciati lontano, negli angoli più cupi.
Delle otto feste del Calendario celtico è quella che vede la vittoria assoluta del Sole e, paradossalmente, l’inizio della sua discesa: infatti, con questo giorno inizia anche il lento ed inesorabile declino della luce, perciò vedremo la nostra stella abbassarsi nel cielo, giorno dopo giorno, fino al Solstizio d’Inverno. Continua a leggere »

Il galoppante cavallo di Chàvez

Il presidente venezuelano Hugo Chàvez non finisce di stupire per le radicali trasformazioni politiche imposte al Paese sudamericano. Dopo aver cambiato il nome e la carta costituzionale del Venezuela, nazionalizzato le industrie petrolifere, fatto riforme rivoluzionarie e lanciato la difficile sfida per rendere unito ed economicamente indipendente l’intero continente sudamericano, Chàvez ha deciso di cambiare i simboli della sua nazione, consapevole della loro grande forza anche ideologica. Continua a leggere »

Yakamoz

Dalle Cronache delle Terre Occidentali, IV, 21:
“Il riflesso della luna sull’acqua scura del lago illuminava i volti dei silenziosi convenuti [….] La Bianca Dea era sorta maestosa dalle sacre colline azzurre per la benedizione della quarta Luna [….]
Le sacerdotesse del tempio delle tre colonne cantarono: Tafiah, Tafiah, Tafiah!
” Continua a leggere »

Il punto di vista simbologico

Se è vero che il particolare è sempre quella parte di universale che è concessa ad ogni individuo, io non credo di avere un solo punto di vista sulla cosiddetta realtà. Le “uscite dal mondo” per osservare il medesimo sono il mio quotidiano modo di essere, e di conseguenza, io posseggo potenziali innumerevoli “punti di vista” sulla “realtà”, almeno tanti quanti sono gli archetipi che vivono in me e che mi si manifestano come simboli. Continua a leggere »

Atti del I Congresso Eridano School (Astrolibri-Magazine ENEL, ottobre 2008)

ATTI DEL 1º CONGRESSO ERIDANO SCHOOL

Autore: AA. VV.
Eridano School
Anno: 2008
Pagine:215

Il Congresso verteva su “Il maschile e il femminile nell’individuo e nella coppia“, argomento che ha dato vita a un acceso dibattito nel corso della tavola rotonda di sabato mattina, a testimoniare quanto le problematiche connesse siano straordinariamente sentite da tutti noi. L’argomento è stato sviscerato dalle più diverse angolazione, compresa quella iconografica proposta dal bravissimo Giovanni Pelosini, ma è talmente vasto che lascia spazio a ulteriori approfondimenti e spunti di riflessione. Il mito della Grande Madre è tornato più volte in diverse relazioni, si è parlato anche di Eris, il possibile pianeta transplutoniano recentemente avvistato dagli astronomi, di donne viste dagli uomini, di temi integrati. Particolarmente curiosa e divertente è stata la relazione di Manuela Fasoli, ex sciatrice della Nazionale italiana, sull’integrazione tra maschile e femminile nei temi appunto degli sciatori.

Grazia Bordoni

«Astrolibri – Magazine ENEL», ottobre 2008

Matriarcato e patriarcato nei miti antichi e nei simboli astrologici

Non sempre la storia, così come ci è stata tramandata, risponde a tutte le nostre domande; e ciò è particolarmente vero per quel che riguarda la preistoria e le origini della stessa nostra civiltà.
L’archeologia ci mostra spesso palesi incongruenze e, talvolta, di fronte al mistero, conviene attingere alla mitologia ed alla simbologia, certi che non ci mentiranno, anche se il loro linguaggio spesso sarà oscuro per la nostra mente razionale.
Reperti anche famosi come la cosiddetta Venere di Lespugue (23.000 a.C.) sono tracce importanti di un’antichità remota che ci parlano di una civiltà matriarcale che fiorì nel Paleolitico e nel Neolitico, estinguendosi poi in Europa fra la tarda Età del Bronzo e gli albori dell’Età del Ferro.
Le forme fortemente steatopigie della statuetta in avorio di mammut sono evidenti simboli di venerazione della Dea Madre come fertile donatrice di vita: volutamente i seni ed i glutei sembrano uova ed il triangolo pubico si ripete simbolicamente in basso, dove le cosce e gambe ricordano ancora le forme dell’organo femminile. Continua a leggere »