Archivio della categoria 'Simboli'

Il libro muto

Una traccia antichissima e quasi cancellata dal tempo ci conduce all’antica saggezza e conoscenza di quando arte, architettura, religione, mitologia, scienza, cultura erano un’unica grande tradizione e un patrimonio dell’umanità.
Una di queste tracce è rappresentata da un “libro”, forse il primo documento che questa antica e ormai sconosciuta civiltà produsse: un messaggio per l’umanità che proviene dalla notte dei tempi; un “libro” di sole figure, un “libro” senza parole che si esprime nel linguaggio universale dei simboli; l’unica lingua che parla direttamente al cuore, senza codici, senza sovrastrutture, senza schemi mentali, senza spiegazioni… Continua a leggere »

Il senso tarologico dei simboli

Nel sistema tarologico i simboli sono la porta che permette il passaggio da una visione ordinaria della realtà alla dimensione spirituale che la contiene e la genera.
I Tarocchi si presentano a noi in un’apparente casualità, si nascondono e si rivelano alla mente, e parlano all’inconscio con il linguaggio del sogno e del mito. I loro simboli superano così il fiume della mente come un ponte che unisce la Materia e l’Anima; infatti, Symbàllein in origine significava “mettere insieme”, “unire”. Continua a leggere »

I simboli magici del dollaro (seconda parte)

Sul lato destro della banconota da un dollaro campeggia l’aquila del retro del Grande Sigillo degli Stati Uniti d’America, di cui si è parlato diffusamente sopra.
Anche questa immagine è ricca di significati esoterici, numerologici e simbolici propri sia della cultura umanistica e liberale settecentesca che li produsse, sia di quella autoctona dei nativi americani.
In alto spicca una figura irradiante luce ed energia come un Sole, che, ad una più attenta osservazione appare una composizione geometrica perfetta di tredici stelle, con un’ulteriore chiarissima allusione alle tredici colonie che fondarono gli Stati Uniti. Continua a leggere »

I simboli magici del dollaro

Il Grande Sigillo degli Stati Uniti d’America è forse uno dei simboli esoterici maggiormente evidenti sulla banconota da un dollaro: una moneta che viene riconosciuta e scambiata nei mercati di tutto il mondo e che da molti decenni influenza fortemente i destini economici e finanziari del pianeta.
Questa funzione dominante di moneta internazionale sembra essere consapevolmente determinata proprio dagli ambiziosi elementi simbolici del sigillo, come se i suoi disegnatori ne avessero previsto ed auspicato il futuro.
Con il mistico e brillante occhio nel triangolo in alto si mette immediatamente in evidenza l’approvazione divina della “missione” americana nel mondo: ANNUIT COEPTIS (“è propizio all’impresa”) significa che dall’alto si approva l’inizio della costruzione di un nuovo ordine mondiale, quasi una seconda Creazione, che veda dominare i princìpi illuministi che sono stati alla base della nascita della nazione nordamericana. Continua a leggere »

I simboli mistici dell’euro

Le monete e le banconote di tutto il mondo hanno sempre fatto riferimento ad eccellenti simboli di augurio, manifestando così l’auspicio, neanche troppo occulto, che la ricchezza ed il benessere crescessero fra i popoli che le usavano quotidianamente.
Così i più o meno consapevoli cittadini maneggiano con le monete i simboli esoterici delle antiche tradizioni, che si diffondono in questo modo moderno facendo rivivere gli emblemi di estinte alchimie e di dimenticate civiltà.
Il disegno di Leonardo da Vinci riprodotto sulla moneta italiana da 1 Euro è la celebre Figura Vitruviana conservata alla Galleria dell’Accademia a Venezia: una scelta fortunata di grande significato che onora al contempo lo straordinario autore e la sua patria. Continua a leggere »

Il mistero dei cerchi nel grano

Crop Circles: Simboli, Ipotesi e Misteri dei Cerchi nel Grano

Può capitare, attraversando le nostre campagne in maggio, giugno e luglio, di imbattersi in cerchi e disegni tracciati nei campi di grano, di avena, di orzo, e anche in quelli di erba medica: veri e propri “agroglifi” di diverse forme e complessità e di ignota origine.

Il fenomeno, noto come Crop Circles, è conosciuto almeno a partire dagli anni ‘60, ma è soprattutto verso la fine del secolo scorso che i campi di cereali in varie parti del mondo sono diventati oggetto di glifi di complessità crescente e di origine ignota.

Gli steli sono stati rinvenuti piegati a 90° sui nodi di crescita, talvolta intrecciati a spirale, a formare disegni complessi e precisi visibili dall’alto in forme e pittogrammi spesso di straordinaria elaborazione e di notevole dimensione.

Spesso i Crop Circles si sono concentrati in Gran Bretagna ed in altre zone particolari, anche presso importanti siti archeologici, e ciò non ha mancato di suscitare la curiosità di mistici, ufologi e scienziati. Nel 2003 i Crop circles furono anche portati sul grande schermo da M. Night Shyamalan nel thriller Signs, con Mel Gibson come interprete di successo.

Non sono mancati i burloni, i quali, dopo che il fenomeno si era diffuso, in alcune occasioni hanno confessato di essere gli autori di cerchi nel grano (come dichiararono nel 1991 di aver fatto gli inglesi Bower e Chorley tredici anni prima con risultati di qualità assai modesta, ma efficace), e gli inguaribili scettici, per i quali la totalità dei fenomeni (decine di migliaia in tutto il mondo) si spiegherebbe in questo modo.

L’opinione degli scettici

C’è chi sostiene di essere in grado di riprodurre i fenomeni e spiega come. Per fare un cerchio occorrono almeno due persone: una si pone al centro tenendo un metro a nastro e l’altra si muove calpestando gli steli lungo una circonferenza tenendo con una mano l’estremità del metro a nastro e mantenendo fissa la lunghezza del raggio. Successivamente si può utilizzare una tavoletta lunga un metro con una corda (lo stesso metodo di Bower e Chorley): ad ogni passo si pone un piede sulla tavoletta tenuta in linea dalla corda e si schiacciano progressivamente tutti gli steli all’interno della circonferenza, provvedendo ad eventuali rifiniture direttamente con i piedi. C’è anche chi afferma che con lo stesso principio si possono realizzare disegni anche complessi, ma sono necessari esperienza e organizzazione, progetti accurati, marcatori di posizione, bandierine numerate, bendelle metriche ed altri strumenti.

I disegni più rudimentali, come per esempio i semplici cerchi, o come l’immagine a fianco (foto Lorenzo F.L. Pelosini, Volterra, 17/07/2010) possono essere realizzati quindi con minimo sforzo, ed oggi probabilmente, con la grande pubblicità che tali fenomeni stanno avendo, molti burloni possono trovare facilmente la motivazione e l’occasione per realizzarli. E così forse è possibile fare anche per i glifi più complessi, se esistono persone ben organizzate e soprattutto motivate da scopi pubblicitari. Ma onestamente risulta difficile accettare l’ipotesi che in ognuno delle decine di migliaia di casi verificatisi in tutto il mondo in quasi mezzo secolo ci sia sempre stata un’organizzazione di persone, sia motivate, sia tecnologicamente preparate (per i disegni più complessi).

La tecnica proposta inoltre non credo possa riprodurre il fatto che gli steli nei Crop Circles risultano “piegati” ma non “spezzati”, né la diversa crescita dei nodi sugli steli piegati in funzione della distanza dal centro (come se vi fosse stata una sorgente puntiforme di un campo magnetico), e neppure può riprodurre le anomalie dei risultati scientifici dei test di germinazione sulle cariossidi prelevate nei Crop Circles che sembrano escludere cause provocate da mezzi meccanici (secondo gli studi del fisico olandese Eltjo H. Haselhoff in Physiologia Plantarum, 111, vol. 1, pag. 124).

Il buon senso e lo stessa corretta metodologia scientifica inoltre concordano nel ritenere che il semplice fatto che un qualunque fenomeno sia riproducibile non dimostra necessariamente che tale fenomeno sia opera umana. Tale approccio appare viziato e quasi tautologico: sarebbe come affermare che, poiché l’uomo è in grado di accendere il fuoco, qualunque fuoco nell’universo abbia origine umana.

Malgrado ciò, molte persone ritengono che i Crop Circles siano ormai una diffusa e autonoma forma d’arte di burloni e che sono tutto fuorché un fenomeno misterioso, essendo tutti quanti “esclusivamente opera umana”; e per affermare ciò con tanta sicurezza portano come “prova” la tecnica di riproducibilità dei fenomeni.

L’opinione degli Ufologi

Sul fronte opposto ci sono gli ufologi, convinti sostenitori dell’origine aliena degli agroglifi. Il professor Solas Boncompagni, fondatore della Sezione Ufologica fiorentina e consulente del CUN (Centro Ufologico Nazionale), ritiene gli agroglifi “un modo di comunicare” e dichiara ai giornalisti del quotidiano Il Tirreno (17 giugno 2010): “Qualcuno sta cercando di farlo, potrebbero essere gli extraterrestri. Non potendo utilizzare la parola, né i gesti, si cerca di capirci a segni , sul suolo. Dove le piante hanno subito effetti chimico-fisici e si presentano inclinate di oltre 90°, ma non spezzate. Si tratta di raffigurazioni poliedriche, che pertanto si prestano a multiformi interpretazioni. Senza contare che, ad esempio di fronte a un semplice triangolo, ognuno ha un’associazione di idee: la geometria, lo stop, l’aureola di Dio padre, il numero tre, e così via. Ecco perché è difficile capire: applichiamo la nostra simbologia, non conosciamo.”

La scrittrice Anna Maria Bona va anche oltre, pensando a veri e propri architetti extraterrestri che intendono aiutare l’umanità, preparandola, con questi simbolici messaggi, al balzo dimensionale in una nuova prospettiva.

Al momento però, quella dell’origine aliena è ovviamente solo un’ipotesi assolutamente non dimostrabile. Lo stesso Haselhoff scrive che “le analisi effettuate sui cerchi nel grano non hanno mai fornito esplicite indicazioni che potessero avvalorare” l’ipotesi dell’origine extraterrestre.

Alla ricerca della verità

La verità, per tutti coloro che onestamente si pongono di fronte alla complessità dell’esistenza senza pregiudizi di sorta, è che ci troviamo di fronte ad un vero mistero: la quantità e la qualità dei pittogrammi dimostrano già come sia molto improbabile che siano stati tutti eseguiti da persone in vena di scherzi; ci sono testimonianze sulla rapidità di apparizione; la complessità dei disegni è talvolta spettacolare; la precisione delle linee nettissime fa esplicito riferimento a costanti geometriche e linguaggi matematici (già evidenziati anche dal prof. G. Hawkins); i simboli richiamano la geometria sacra, la Proporzione Aurea, i pittogrammi delle più antiche culture, i misteri delle cattedrali gotiche, gli Yantra, i Mandala, la Cabala, l’astronomia.

Per alcuni i disegni nel grano sono messaggi simbolici in grado di parlare all’inconscio umano e non è un caso che siano rinvenuti proprio nei campi di cereali, sacri all’antica Dea Madre. Per altri sono i segnali del malessere del nostro pianeta “vivente”, dovuto agli inquinamenti ed alle recenti gravi alterazioni ambientali.

Ricercatori e scienziati stanno cominciando ad occuparsi di questo sconcertante fenomeno e sono già noti alcuni interessanti risultati sulle anomalie riscontrate nella germinazione dei semi delle spighe piegate (ricerche del fisico olandese Eltjo Haselhoff).

Ipotesi attuali

In sintesi, le più note ipotesi sull’origine dei misteriosi cerchi nel grano possono finora essere classificate come segue:

1) Scherzi di burloni (ipotesi CICAP)

2) Messaggi simbolici di civiltà aliene (ipotesi extraterrestre)

3) Messaggi simbolici di entità spirituali (ipotesi spiritualista)

4) Vortici di plasma, correnti di ioni, o azione di micro-onde di origine forse naturale (ipotesi chimico-fisica)

5) Azione di animali, funghi o altri esseri viventi (ipotesi biologica)

6) Campi magnetici o elettromagnetici di origine ignota (ipotesi fisico-magnetica)

7) Messa in evidenza di punti energetici da parte del pianeta (ipotesi Gaia)

Queste sono le ipotesi, nessuna delle quali ancora dimostrabile in modo certo, che cercano di dare una spiegazione agli agroglifi sempre più presenti nelle nostre campagne, senza per altro essere mai pienamente convincenti.

Una oggettiva e prudente conclusione è che ci troviamo di fronte a un fenomeno singolare e insolito: volerlo interpretare in modo univoco o ideologico, ovvero ridicolizzarlo e sottovalutarlo nella sua complessità non sono atteggiamenti scientifici e neppure positivamente logici, ma sono solo espressioni di credenze, desideri o paure, spesso sintomi di pregiudizi radicati che non portano alcun contributo costruttivo alla conoscenza.

Giovanni Pelosini

La Luna Blu

Dalle Cronache delle Terre Occidentali, IV, 16
“Videro i Cinque Torrioni bassi del castello e compresero di essere giunti; i vessili blu ricordavano loro il sogno ed il sacro patto che li univa da venticinque anni. Gli eredi dei totem dei Danai, che di cicogne si erano fatti scudo nei tempi ventosi, li accolsero con il Sole ancora al primo quadrante per l’ora non tarda e la Bianca Dea li benedisse in silenzio.
C’era tempo per i riti e per le offerte, per gli abbracci e per le canzoni, per il vino e le parole che scaldavano il cuore, prima che la Luna Piena sorgesse dalle colline azzurre.
Venne la notte attesa della Luna Blu, venne la lunga notte …
” Continua a leggere »

Bologna magica, 8 marzo 2009

BOLOGNA MAGICA

Passeggiate nei misteri magici tra le vie della città
8 Marzo 2009 domenica ore 10,00

ASTROLOGIA, ALCHIMIA, TAROCCHI NELLA STORIA DI BOLOGNA

SOLO SU PRENOTAZIONE
Percorso magico tra i misteriosi astrologi, alchimisti e cartomanti di Bologna

Luoghi: Archiginnasio, via Zamboni, Chiesa di San Giacomo, ex-Ghetto
Appuntamento: Piazza Galvani (vicino Statua Galvani) Continua a leggere »

La lingua dei Tarocchi

Tutto l’universo è costituito da particelle elementari che si aggregano e si disaggregano in una danza eterna secondo le leggi della Materia, le quali attualmente sono conosciute solo in parte.
A rendere dinamici gli elementi consentendo che la vita si sviluppi nel cosmo è il principio conoscitivo, la Coscienza, che sperimenta le innumerevoli possibilità di usare i sensi per percepire la grandezza e la complessità della realtà fenomenica.
Ora questa Coscienza possiede vari modi per conoscere il mondo ed infine avere consapevolezza della propria esistenza: con i sensi ordinari dei corpi viventi raccoglie informazioni dall’esterno, con la mente le elabora e le struttura in ordini funzionali, con la sua parte più profonda accede ad una dimensione superiore, dove spazio e tempo sono relativi, dove le strutture razionali sono inutili, dove si può comprendere la realtà degli archetipi secondo la lingua universale dei simboli. Continua a leggere »

La visione simbolica dell’invidia

La parola “invidiare” deriva etimologicamente dal latino ed in origine significava “vedere male“.
È quindi una “distorsione dello sguardo” che rende la visione dell’invidioso difforme dalla realtà, non giusta. Lo sguardo invidioso determina un’immagine mostruosa come quella restituita da uno specchio deformante.
Si sostiene che invidiare significa “guardare con sguardo bieco“, dove bieco sta per obliquo, torvo. Chi osserva in tal modo il mondo, non può vederlo che erroneo, lo vede deformato da uno specchio mentale che ingigantisce i successi ed i talenti altrui e nasconde i propri.
L’invidia è in fondo una malattia, e come tale danneggia in primo luogo l’invidioso.
Il male come distorsione è ben rappresentato dall’Arcano dipinto da Giotto nella Cappella degli Scrovegni a Padova. Si osservi nella figura la donna che incarna l’invidia: corna ed orecchie di bestia ne rappresentano la povertà di doti umane anche nell’aspetto; la borsa che tiene nella sinistra è presumibilmente piena di denaro, ma la destra si protende in avanti per afferrarne ancora. Continua a leggere »